Tolmino

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Tolmino
comune
(SL) Tolmin
Tolmino – Veduta
Localizzazione
Stato Slovenia Slovenia
Regione statistica Goriziano
Territorio
Coordinate 46°10′58″N 13°43′59″E / 46.182778°N 13.733056°E46.182778; 13.733056 (Tolmino)Coordinate: 46°10′58″N 13°43′59″E / 46.182778°N 13.733056°E46.182778; 13.733056 (Tolmino)
Altitudine 194 m s.l.m.
Superficie 381,5 km²
Abitanti 11 626[1] (30-06-2011)
Densità 30,47 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale 5220
Prefisso (+386) 05
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 SI-128
Nome abitanti Tolminesi
Provincia storica Litorale
Cartografia
Mappa di localizzazione: Slovenia
Tolmino
Tolmino
Tolmino – Mappa
Sito istituzionale

Tolmino[2][3], già Tulmino[4] (in sloveno Tolmin[3], in tedesco Tolmein[3], in friulano Tulmin ) è un comune della Slovenia di 11.626[1] abitanti della Slovenia occidentale, situato nell'alto bacino del fiume Isonzo.

Ha ottenuto il titolo Città alpina dell'anno 2016.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Zona di insediamenti preistorici (ritrovamenti di necropoli hallstattiane presso il monte Castello - Kozlov Rob), Tolmino fu poi abitata da genti illiriche e successivamente dai Romani. I reperti ritrovati sono ora custoditi in vari musei sia in Italia che in Austria e in Slovenia.

Dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, e la parentesi del Regno ostrogoto, a seguito della Guerra gotica promossa dall'imperatore Giustiniano I entrò a far parte del Prefettura del pretorio d'Italia in mano ai bizantini. Dopo la calata, nel 568, nell'Italia settentrionale dei Longobardi, seguiti poi da popolazioni slave, entrò a far parte del Ducato del Friuli.

In seguito alla caduta del regno longobardo e alla sua inclusione nei domini di Carlo Magno, nel 781 entrò nel Regnum Italiae affidato da Carlo al figlio Pipino; nell'803 venne istituita la Marchia Austriae et Italiae che comprendeva il Friuli, la Carinzia, la Carniola e l'Istria. Alla morte di Pipino nell'810, il territorio passò in mano al figlio Bernardo[5][6].

Con la morte di Carlo Magno nell'814 la carica imperiale passò a Ludovico I che affidò il Regno d'Italia al suo primogenito Lotario, il quale già nell'828 (dopo aver deposto Baldrico, ultimo duca del Friuli, per non aver saputo difendere le frontiere orientali dagli Slavi) divise la parte orientale del Regno, ossia la Marca Orientale, in quattro contee: Verona, Friuli, Carniola e Istria (comprendente il Carso e parte della Carniola interna). Da allora le contee del Friuli e dell'Istria vennero conglobate nella nuova “marca d'Aquileia”, come parte del Regno d'Italia.

In seguito al Trattato di Verdun, nell'843, il suo territorio entrò a far parte della Lotaringia[7] in mano a Lotario I e più specificatamente dall'846 della Marca del Friuli, in mano al marchese Eberardo a cui succedettero prima il figlio Urnico e poi l'altro figlio Berengario.

Cessato il dominio franco con la deposizione di Carlo il Grosso, Berengario, divenuto re d'Italia, passò il marchesato aquileiese al suo vassallo Vilfredo che venne poi nell'895 da lui nominato marchese del Friuli e dell'Istria.

Nel 951 passò alla Marca di Verona e Aquileia; dopo un'iniziale sottomissione al Ducato di Baviera dal 952, nel 976 passò al Ducato di Carinzia appena costituito dall'imperatore Ottone II.

Nel 1077 l'alta valle dell'Isonzo passò al Principato ecclesiastico di Aquileia[8].

Nel Medioevo divenne un nodo stradale tra il Friuli e la Carniola.

Nel 1379 il patriarca Marquardo di Randeck affittò il castello di Tolmino con tutti i redditi e proventi della contrada, con i diritti annessi e con la gastaldia al Capitolo di Cividale[9][10].

Dal 1420 la Gastaldia di Tolmino passò sotto il dominio della Repubblica di Venezia[11].

Nel 1509[12], durante la guerra austro-veneta, le truppe austriache al ritorno da un infruttuoso assedio di Cividale occuparono Tolmino.
Col successivo Trattato di Noyon (1516), poi sancito da quello di Worms (1521), venne confermata la sua assegnazione, assieme al resto dell'alta valle dell'Isonzo, alla Monarchia asburgica nel territorio goriziano.
La signoria su Tolmino fu dapprima riconosciuta ai Consorti di Tolmino[13] (tra cui: de Portis, Formentini, Zucco), poi venne incamerata (diventando con ciò proprietà erariale dell'arciduca) nel 1597[13], poi nuovamente concessa (in pegno) ai Consorti di Tolmino (Bartholomeus Formentini, Pontar Manzan, Leonhard Cusan) nel 1604[13]; la concessione non comprendeva però la giurisdizione, le regalie e l'« ufficio » di Idria, dove operavano le importanti miniere di mercurio.
È comunque da notare come, negli stessi anni, un altro rappresentante della famiglia, Gasparo Formentini, era capitano di Tolmino, cioè rappresentante del potere arciducale sul territorio[13].
Nel 1607 Tolmino fu concessa in pegno a Maria vedova Dornberg e al figlio minorenne Caspar Veit. Per la prima volta la signoria e il capitanato vennero ceduti insieme, riunendo nelle mani di un unico titolare competenze fino ad allora distribuite tra diverse autorità e percettori[13].
Nel 1623 la signoria e capitanato di Tolmino furono alienati al barone Caspar Veit von Dornberg; nello anno Gasparo Formentini rinunciò definitivamente ad ogni sua pretesa sul capitanato e sul castello di Tolmino e ottenne, insieme a tutto il ramo goriziano della famiglia, il titolo di barone del Sacro romano impero con i predicati di Tolmino e Biglia[13].
Con la morte di Caspar Veit Dornberg nel 1633, la signoria e il capitanato furono incamerati e immediatamente concessi a un nuovo beneficiario, Maximilian Breuner[13].
Alla metà del Seicento il doppio titolo di signore e capitano di Tolmino fu assunto dai Coronini[14][15], una delle maggiori famiglie della nobiltà goriziana nel Sei e Settecento, che lo mantennero con continuità per oltre un secolo[13].

Nel 1713 fu teatro di una rivolta contadina, che ebbe inizio nella Tolminska (il territorio comunale di Tolmino, o Tolminotto) e in seguito si estese al Goriziano e al Collio, fino a raggiungere il Carso e l'Istria settentrionale. L'insurrezione fu repressa nel sangue dall'esercito imperiale e undici tra i capi della rivolta furono decapitati.

Con il trattato di Schönbrunn (1809) entrò a far parte delle Province Illiriche, confinando lungo l'Isonzo con il Regno d'Italia napoleonico.

Col Congresso di Vienna nel 1815 tornò in mano asburgica nel Regno d'Illiria come comune autonomo[16]; passò in seguito sotto il profilo amministrativo al Litorale austriaco nel 1849 sempre come comune autonomo[3] inglobando al suo interno anche gli insediamenti di Ciadra (Čadrg), Dòllia (Dolje), Gàbria di Tolmino (Gabrje), Lubino (Ljubinj), Piedimelze (Podmelec), Polubino (Poljubinj), Pràpeno di Lubino (Prapetno), Ràuna di Sàbicce (Tolminske Ravne), Sellìschie di Tolmino (Selišče), Volària (Volarje), Sàbbice (Žabče), Villa Grotta di Dante (Zadlaz-Žabče) e Sottolmino (Zatolmin).

Durante la Prima guerra mondiale, Tolmino fu il punto di partenza principale dell'offensiva delle truppe austro-tedesche che condusse allo sfondamento del fronte italiano sull'Isonzo ed alla disfatta di Caporetto.

Dopo la Prima guerra mondiale fu annesso al Regno d'Italia e venne congiunto alla provincia di Gorizia.
In seguito all'abolizione della stessa Provincia nel 1923, passò alla provincia del Friuli nel Circondario di Tolmino.
Nel 1927 passò alla ricostituita provincia di Gorizia[17].
L'attuale territorio comunale era allora articolato nei comuni di:

Passò poi alla Jugoslavia e quindi alla Slovenia.

Fu soggetta alla Zona d'operazioni del Litorale adriatico (OZAK) tra il settembre 1943 e il maggio 1945. Dal giugno 1945, il capoluogo e la maggior parte del comune trovandosi ad est della Linea Morgan[19] entrarono nella zona ad amministrazione jugoslava. Nel 1947, a seguito del Trattato di Parigi, anche il resto del comune entrò definitivamente a far parte della Jugoslavia.

Nel 1976 fu colpita dal Terremoto del Friuli senza particolari danni data la posizione pianeggiante in cui sorgeva la città e lo "scudo" formato dalla vicina catena alpina.

Dal 1991 fa parte della Slovenia.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

L'Isonzo a Santa Lucia d'Isonzo (frazione di Tolmino)

Il paese ospita il museo etnografico di Tolmino (Tolminski Muzej).

In località Sottolmino (Zatolmin) vi sono i sentieri battuti, ossia dei vecchi letti di due fiumi con la Grotta di Dante (Zadlaška jama) con il sovrastante ponte del diavolo (Hudičev most) e la sorgiva del fiume Tolminca[20] (Tolminska Korita). Interessanti anche le chiese di Volzana (Volče), dedicata a San Leonardo (Sv. Lenart), e quelle a Santa Lucia d'Isonzo (Most na Soči), dedicata a Santa Lucia (Sv. Lucjia) e San Mauro (Sv. Maver).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Tolmino è adagiata sull'alta valle dell'Isonzo, nel cuore delle Alpi Giulie, in una vasta piana dove il torrente Tolminca (Tolminka) e l'Idria, dopo aver ricevuto le acque della Baccia (Bača), confluiscono nel fiume.

Il territorio comunale di Tolmino è rappresentato in parte nelle carte IGM al 25.000: 26-III-NE, 26-IV-SE e nella corrispondente mappa IGM al 100.000.

Corsi d'acqua[modifica | modifica wikitesto]

  • Fiume Isonzo;
  • Torrente Melzi (Mrzli potok);
  • Torrente Zadla (Zadlaščica);
  • Torrente Tolminco (Tolminka);
  • Fiume Idria (Idrijca);
  • Torrente Báccia (Bača);
  • Torrente Camenza (Kamnica)

Monti e passi principali[modifica | modifica wikitesto]

Il paese di Tolmino, inserito nel centro della vallata dell'Isonzo, è circondato da numerosi monti delle Alpi Giulie: Monte Bogatin (Bogatin), 1977 m; Gran Cucco di Tolmino (Tolminski Kuk), 2086 m; Cima Scherbina[21] (Vrh nad Škrbino), 2054 m; P.sso Globoco (Globoko), 1828 m; Monte Vacu (Vogel), 1922 m; Monte Cradizza[22] (Rodica), 1966 m; Cima Novi[21] (Raskovec), 1967 m; Monte Alto (Matajurski vrh), 1936 m; Monte Nero di Piedicolle (Črna prst), 1844 m; Monte Cavalla[21] (Kobla), 1498 m; Cima di Baccia[21] (Vrh Bače), 1273 m; Monte Lainer[21] (Lajnar), 1549 m; Monte Coc (Hoc), 1513 m; Monte Porsena (Porezen), 1622 m; Monte Merzli o Frigido[21] (Mrzli vrh), 1360 m; P.sso di Collepietro (Petrovo Brdo), 808 m; Monte d'Oro (Slatnik), 1609 m; Monte Castello (Kozlov rob), 426 m; Sella Slieme (Sleme), 865 m; Monte Iessa (Ježa), 949 m; Monte Piatto/Trezza (Trniški vrh), 1139 m; P.sso Zagradan (Za gradom); Plecia (Pleče), 899 m

Società[modifica | modifica wikitesto]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Tolmino è abitato per la massima parte da sloveni. Fino al XVI secolo il piccolo centro isontino aveva come principale lingua d'uso il ladino, anche se tutta la zona era popolata da etnie slave da molto tempo prima. In seguito, sotto l'impero austro-ungarico, l'idioma diffuso tra le classi colte divenne il tedesco, mentre nel linguaggio familiare e delle campagne era usato lo sloveno; l'italiano però non era percepito come lingua straniera, in quanto in uso dagli stessi mercanti slavi che spesso si recavano a Gorizia per lavoro. Il censimento etnico italiano del 1921 riportava che tra i 6584 abitanti di allora, 605 fossero italiani.

Il censimento sloveno del 2001 mostra invece i seguenti dati: di un totale di 12198 abitanti, 11390 sono sloveni, mentre nessuno è di nazionalità italiana (però 10 si dichiarano di madrelingua italiana). Di contro, vi sono: 167 serbo-croati, 120 serbi, 97 croati, 96 bosniaci, 56 albanesi, 33 macedoni, 5 romeni e 4 ungheresi.

Località[modifica | modifica wikitesto]

Il comune di Tolmino è diviso in 72 insediamenti (naselja):

  • Sant'Osvaldo[23] [“Strizisce”] (Stržišče)
  • Sella di Piedimelze (Sela nad Podmelcem)
  • Sella di Volzana[23] (Sela pri Volčah)
  • Sellìschie di Tolmino (Selišče)
  • Selze di Caporetto[23] (Selce)
  • Slappe d'Idria[23] (Slap ob Idrijci)
  • Sottolmino[23] (Zatolmin)
  • Stopenìco[23] (Stopnik)
  • Temeline[23] (Temljine)
  • Tertenico (Trtnik)
  • Tribussa di Monte Sanvito[23] (Dolenja Trebuša)
  • Tribussa[23] (Gorenja Trebuša)
  • Tolmino (Tolmino), sede comunale
  • Vetta di Monte San Vito (Bukovski Vrh)
  • Villa Grotta di Dante[23] (Zadlaz-Žabče)
  • Volària[23] (Volarje)
  • Volzana[23] (Volče)
  • Zadlas Ciadra (Zadlaz-Čadrg)

Persone legate a Tolmino[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Popolazione al 30-06-2011 SI-STAT
  2. ^ indicazione Tolmino in: L'amabasciatore Trichilo a Caporetto e Tolmino, La Voce del Popolo, 06 Maggio 2016
  3. ^ a b c d indicazione trilingue del comune di Tolmein, Tolmino, Tolmin in: Gemeindelexikon, der im Reichsrate Vertretenen Königreiche und Länder. Bearbeit auf Grund der Ergebnisse der Volkszählung vom 31. Dezember 1900. Herausgegeben von der K.K. Statistischen Zentralkommission. VII. Österreichisch-Illyrisches Küstenland (Triest, Görz und Gradiska, Istrien). Wien 1906[collegamento interrotto]
  4. ^ Tolmino (Tulmino) in: Der Gœrzer Kreis und der Triester Kreis, Entworfen und Gezeichnet von J. K. Kindermann, gestochen zu Wien von Ch. Juncher – Verlegt bey Franz Xaver Miller – Buchhændlern zu Grætz, 1797
  5. ^ Mappa dell'Impero carolingio all'ascesa di Ludovico I (814)
  6. ^ Mappa dell'Impero Carolingio con la Marca del Friuli nell'814 Archiviato il 31 maggio 2014 in Internet Archive. – The Historical Atlas by William R. Shepherd, 1923
  7. ^ la Lotaringia (con l'Italia) (in verde) nell'impero carolingio con le tre principali suddivisioni dell'anno 843
  8. ^ I possedimenti del Patriarcato d'Aquileia nell'alta valle dell'Isonzo alla fine del XIV secolo Archiviato il 28 novembre 2006 in Internet Archive. - Schulatlas Putzgers
  9. ^ Storia religiosa del Distretto di Tolmino dalle origini al 1751, Capitolo I - Tolmino - secoli XIV-XVI, Faustino Nazzi
  10. ^ La cessione di Tolmino alla comunità di Cividale (16 maggio 1379), «Nuovo archivio veneto», XXXII (1916), p. 147-171
  11. ^ L'alta valle dell'Isonzo nella mappa della massima espansione della Repubblica di Venezia Archiviato il 31 maggio 2014 in Internet Archive.
  12. ^ La Repubblica di Venezia - Lintver
  13. ^ a b c d e f g h Aleksander Panjek, « I Consorti di Tolmino. Un'alleanza tra famiglie con interessi oltre confine (secoli XIV-XVII) », Mélanges de l'École française de Rome - Italie et Méditerranée modernes et contemporaines [En ligne, 125-1 | 2013
  14. ^ Il Capitanato di Tolmino di Casa Coronina in: Comitatus Goritiae, et Gradiscae, cum limitibus Venetis et vicinia, novis ex dimensionibus exhibiti – di Rodolfo Coronini, 1756 – foglio 1.2
  15. ^ Die gefürsteten Grafschaften Görz und Gradisca mit der Hauptmannschaft Tulmino. Nro 144 (mappa) di Franz Johann Joseph von Reilly, 1791/1792
  16. ^ Tolmein in: "Mappe der Gemeinde Tolmein, im Küstenlande, Kreis Görz, Bezirk Tolmein", 1822 - catasto austriaco franceschino
  17. ^ R.D.L. 2 gennaio 1927, n. 1, art. 1
  18. ^ R.D. 29 marzo 1928, n. 810
  19. ^ La linea Morgan (linea rossa tratteggiata) in: FRIULI E VENEZIA GIULIA, Touring Club Italiano
  20. ^ Foto del rio
  21. ^ a b c d e f Arturo De Varda, Francesco Blasi e Guido Randich, Carte geologica e pedologiche delle provincie di Gorizia e Trieste e del territorio delle bonifiche della Bassa Friulana, Firenze, Fondazione per la Sperimentazione agraria, 1938.
  22. ^ Atlante Zanichelli 2009, Zanichelli, Torino e Bologna, 2009, p. 25.
  23. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae af ag ah ai aj ak al am an ao ap aq ar as at au av aw ax ay az ba Baccia di Modrea, Camina, Cal di Gracova, Chiesa San Giorgio, Ciadra, Cighino, Coritenza, Cosarsa, Cosmarizze, Cucco di Gracova, Daber, Dollia, Dobrocheni, Gàbria di Tolmino, Gracova Serravalle, Grandi, Grudenza, Villa Iùsina, Idria della Baccia, Lisizza, Logarse, Lom di Canale, Lom di Tolmino, Lubino, Modrea, Modreuzza, Monte Sanvito, M.te Snoile, Oblocca, Paniqua, Peccine, Piedimelze, Poglie, Polubino, Pràpeno di Lubino, Pràpeno del Monte, Ràuna di Sàbicce, Roce, Rutte di Gracova, Sàbbice, Zacrie, S. Osvaldo, Sella di Volzana, Selze di Caporetto, Slappe d'Idria, Sottolmino, Stopenico, Temeline, Tribussa di Monte Sanvito, Tribussa, Villa Grotta di Dante, Volària e Volzana in: Carta geologica delle Tre Venezie – Tolmino, Foglio 26 della Carta d'Italia al 100.000 dell'Istituto Geografico Militare – Firenze 1940

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]