Trattato di Saint-Germain-en-Laye (1919)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Trattato di Saint-Germain-en-Laye
Österreich-Ungarns Ende.png
La suddivisione territoriale dell'Impero Austro-Ungarico dopo la prima guerra mondiale
Contesto Prima guerra mondiale
Firma 10 settembre 1919
Luogo Saint-Germain-en-Laye, Francia
Condizioni Ripartizione del dissolto Impero Austro-Ungarico
Parti Austria Austria
Stati Uniti Stati Uniti
Regno Unito Regno Unito
Francia Francia
bandiera Regno d'Italia
altri 13 stati
voci di trattati presenti su Wikipedia

Il Trattato di Saint-Germain-en-Laye (detto anche Trattato di Saint-Germain) fu stipulato alla fine della prima guerra mondiale e in esso venne stabilita la ripartizione del dissolto Impero Austro-Ungarico e le condizioni per la creazione della repubblica austriaca.

Contenuto[modifica | modifica wikitesto]

Il trattato, che venne firmato il 10 settembre 1919 a Saint-Germain-en-Laye, fa parte dei pre accordi parigini che sancirono formalmente la conclusione della prima guerra mondiale. Il testo del trattato venne redatto in lingua francese, inglese e italiana, ma non in lingua tedesca. Venne espressamente precisato che, in caso di contestazioni, faceva fede il testo in lingua francese. Alcune delle clausole più rilevanti fra i 381 articoli del trattato:

  • Venne stabilito un plebiscito in Carinzia per decidere se Klagenfurt e la regione circostante dovesse appartenere all'Austria o al Regno Serbo-Croato-Sloveno.
  • Le parti del Tirolo comprendenti Cortina d'Ampezzo e le odierne Province Autonome di Bolzano e di Trento furono annesse al Regno d'Italia[1].
  • Viene ribadita la proibizione dell'Anschluss al Reich.
  • Venne stabilito l'importo dei danni che l'Austria avrebbe dovuto risarcire.
  • Si proibì la leva obbligatoria e si autorizzò la formazione di un esercito professionista di 30.000 uomini.
  • Le fabbriche di armi dovevano essere distrutte o riconvertite. In ogni caso doveva cessare la produzione di armi.
  • Gli armamenti dovevano essere distrutti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Rimase in sospeso l'attribuzione dei territori ex austriaci oggetto di contesa tra i governi di Roma e di Belgrado, e in larga parte occupati dopo la guerra dalle truppe italiane entro la linea del Patto di Londra. A tale sistemazione si giunse con il trattato di Rapallo del 12 novembre 1920, il quale assegnò al Regno d'Italia l'intero Litorale Austriaco (ad eccezione di Castua e dell'isola di Veglia) più delle porzioni di territorio della Carinzia (Tarvisio) e della Carniola (specie il distretto di Postumia), nonché la città dalmata di Zara e l'isola di Lagosta. Tutto il resto, tra cui la Dalmazia, andò invece al neonato Regno dei Serbi, Croati e Sloveni.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ennio Di Nolfo, Storia delle Relazioni Internazionali, Bari, Laterza, 2000, ISBN 88-420-6001-1.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]


Controllo di autorità GND: (DE4178929-5