Črnomelj
| Črnomelj città | |
|---|---|
| (SL) Črnomelj | |
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione statistica | Slovenia Sudorientale |
| Comune | Črnomelj |
| Amministrazione | |
| Amministratore locale | Mojca Čemas-Stjepanovič |
| Territorio | |
| Coordinate | 45°34′16″N 15°11′20″E |
| Altitudine | 172 e 150 m s.l.m. |
| Superficie | 12,9 km² |
| Abitanti | 5 448[1] (01-01-2025) |
| Densità | 422,33 ab./km² |
| Altre informazioni | |
| Cod. postale | 8340 |
| Prefisso | (+386) 01 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Provincia storica | Bassa Carniola |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Črnomelj (in italiano tra 1941 e 1943 Cernomeli,[2] in passato in tedesco Tschernembl[3]) è una città di 5 448 abitanti[1] della Slovenia meridionale. È la sede amministrativa del comune omonimo e il centro amministrativo, culturale e industriale più importante della Carniola Bianca.
Geografia
[modifica | modifica wikitesto]La parte più antica del centro abitato è situata in posizione strategica su un basso promontorio (163 m s.l.m.)[4] formato dall'incontro tra i fiumi Dobličica e Lahinja, un affluente del fiume Kolpa.
Storia
[modifica | modifica wikitesto]L'insediamento più antico nell'area dell'attuale centro storico risale alla tarda età del bronzo con ritrovamenti di sepolture della cultura dei campi di urne databili al IX e VIII secolo a.C.,[5] dell'età del ferro sono stati trovati tumuli risalenti alla prima età del ferro a sud del centro storico.[4]
Di epoca romana, poco a sud-ovest del centro storico attuale, sono stati trovati i resti di un vicus o del complesso di una villa e numerose sepolture nel centro storico.[5] Durante degli scavi effettuati nei pressi della chiesa parrocchiale sono state trovate sepolture slave risalenti al X e XI secolo.[4][5]
La prima menzione, con il nome Schirnomel[4], risale al 1128[6] nel decreto di istituzione della parrocchia da parte di Bertoldo di Andechs-Merania, patriarca di Aquileia[5] I diritti di mercato furono accordati nel 1277.[4]
L'antico centro storico, rinserrato tra i due fiumi, conserva l'impianto originario, con brevi tratti di mura ancora evidenti. Le mura vennero erette nel 1407 a causa della minaccia turca, venne costruito anche un fossato trasformando di fatto il centro storico in un'isola.[4] Il primo assedio turco è del 1408, primo dei diciannove infruttuosi tentativi di conquistare la cittadina.
Nel 1529 divenne sede di comando militare sembra in funzione anti-turca, diventando così un centro di grande importanza e attraendo anche attività commerciali. Nel 1579, con la costruzione della città-fortezza di Karlovac (ora in Croazia) perse la sua importanza strategica ed economica.[4]
Cessata la minaccia turca il centro abitato si espanse verso nord, fino al XIX si registrano sporadiche incursioni e saccheggi da parte degli Uscocchi e degli Aiduchi. Tra il XVIII e il XIX secolo il fossato venne riempito.[4]
La parrocchia protestante ebbe un ruolo importante nella cultura della città perché assunse la gestione della scuola locale dove insieme al lativo venivano insegnati anche l'alfabeto cirillico e quello glagolitico, la scuola fu chiusa in seguito alla controriforma. In seguito il baricentro culturale della città si spostò nella biblioteca fondata nel 1868.[4]
Il collegamento alla ferrovia nel 1914 portò un nuovo periodo di sviluppo insieme all'insediamento, dopo la prima guerra mondiale, di alcune industrie tra cui una grande segheria. Nel 1920 venne fondata una fonderia. L'industria del legno e quella metallurgica hanno tuttora un ruolo importante nell'economia della città.[4]
In epoca asburgica la cittadina era capoluogo sia di un distretto giudiziario che di un distretto politico. Il distretto giudiziario comprendeva, oltre al capoluogo, anche i comuni di Adlešici (ted. Adleschitz), Stari Trg (ted. Altenmarkt), Dobliče (ted. Döblitsch), Grible (o Griblje, ted. Grüble), Telčji Vrh (ted. Kälbersberg), Loka, Obrh (ted. Oberch; poi Dragatuš), Petrova Vas (ted. Petersdorf), Radence (ted. Radenze), Vrh (o Sinji Vrh, ted. Schweinberg), Planina (ted. Stockendorf), Tanča Gora (ted. Tanzberg), Dol (ted. Thal), Tribuče (ted. Tributsche), Čeplje (ted. Tscheplach), Dolenja Podgora (ted. Unterberg), Vinji Vrh (ted. Weinberg), Vinica (ted. Weinitz), Kot (ted. Winkel), Butoraj (ted. Wutarei).[7][8][3][9]
Il distretto politico includeva, oltre al distretto giudiziario di Črnomelj (ted. Tschernembl), anche il distretto giudiziario di Metlika (ted. Möttling).[3]
Dal 1941 al 1943, a seguito dell'invasione della Jugoslavia da parte delle truppe dell'Asse, la città venne occupata dall'esercito italiano e annessa all'Italia nella neocostituita Provincia di Lubiana. La struttura amministrativa rimase la medesima del periodo precedente. La città, a volte italianizzata in Cernomeli,[2] rimase perciò capoluogo di un distretto di 664 km².[10] Dopo la capitolazione italiana l'area venne governata dai partigiani.[4]
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]- Chiesa di Santo Spirito (Sv. Duh). Edificio dedicato allo Spirito Santola cui prima menzione risale al 1487.
- Chiesa di San Pietro (Sv. Peter). La parrocchiale dedicata a san Pietro è anteriore al 1228, venne poi ricostruita nel XVIII secolo secondo lo stile barocco e ridecorata nel XIX secolo con elementi neo-gotici.[11]
- Castello di Črnomelj, l'origine del castello risale al XII secolo quando la cittadina divenne possedimento degli Andechs-Weichselburgs, ricostruito numerose volte l'edificio attuale è del XX secolo.[11]
- Griček, sulla collina sovrastante il centro cittadino si trova un memoriale dedicato alle vittime della seconda guerra mondiale che nell'area della Carniola Bianca furono numerosissime. Il memoriale è stato costruito nel 1950 su progetto dell'architetto e fotografo sloveno Marko Župančič e completato nel 1961 con un monumento dello scultore Jakob Savinšek.[12]
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 (EN) Population by sex and by age, municipalities and settlements, Slovenia, annually, su pxweb.stat.si, Statistical Office of the Republic of Slovenia. URL consultato il 29 dicembre 2025.
- 1 2 Antonio Renato Toniolo, Ugo Giusti e Giuseppe Morandini, La provincia di Lubiana, Zanichelli, 1942.
- 1 2 3 Gemeindelexikon, der im Reichsrate Vertretenen Königreiche und Länder. Herausgegeben von der K.K. Statistischen Zentralkommission. VI Krain. Wien 1910, su austriahungary.info. URL consultato il 16 gennaio 2025 (archiviato dall'url originale il 17 aprile 2014).
- 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 Krušič, p. 630
- 1 2 3 4 Mason, p. 285
- ↑ (EN) Črnomelj, su en.odkrijtebelokrajino.com. URL consultato il 19 aprile 2026.
- ↑ (DE) Allgemeines Verzeichnis der Ortsgemeinden und Ortschaften Österreichs nach den Ergebnissen der Volkszählung vom 31. Dezember 1910, Wien, 1915, pp. 151-152.
- ↑ (DE) Vollständiges Ortschaften-Verzeichnis der im Reichsrathe vertretenen Königreiche und Länder nach den Ergebnissen der Volkszählung vom 31. December 1880 (1880), Alfred Hölder k. k. Hof- und Universitäts-Buchhändler, 1882, pp. 151-152.
- ↑ (SL) Registro dei beni culturali sloveni, su geohub.gov.si.
- ↑ Giovanni Maver, Slovenia, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1949.
- 1 2 (EN) Črnomelj, su zgodovinska-mesta.si. URL consultato il 19 aprile 2026.
- ↑ Krušič, p. 631
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- (EN) Marjan Krušič (a cura di), Slovenia, the tourist guide, Lubiana, Mladinska knj., 1999.
- (EN) Phil Mason, Late Roman Črnomelj and Bela krajina (PDF), in Arheološk i vestnik, n. 49, 1998, pp. 285-31 3.
Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su crnomelj.si.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 143263565 · LCCN (EN) n2002124566 · GND (DE) 4498628-2 · J9U (EN, HE) 987007469749905171 |
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