Ducato di Baviera

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Ducato di Baviera
Ducato di Baviera - Stemma
Dati amministrativi
Nome ufficiale Herzogtum Bayern
Lingue ufficiali tedesca
Lingue parlate
Capitale Monaco di Baviera
Politica
Forma di Stato Ducato
Forma di governo
Nascita 889
Causa derivazione dal Regno dei Franchi orientali
Fine 1623
Causa formazione dell'Elettorato di Baviera
Territorio e popolazione
Religione e società
Religioni preminenti Cattolicesimo
Religioni minoritarie Protestantesimo, ebraismo
Evoluzione storica
Preceduto da Ludwig der Deutsche.jpg Regno dei Franchi orientali
Succeduto da Fahne Kurbayern.gif Elettorato di Baviera

Il Ducato di Baviera fu uno stato della Germania esistito dall'889 al 1623. La sua capitale era la città di Monaco di Baviera.

Il Ducato di Baviera era uno dei ducati del Regno dei Franchi orientali e passò alla dinastia dei Guelfi che notoriamente, tra XII e XIII secolo furono tra i più fervidi oppositori degli imperatori del Sacro Romano Impero. Uno di questi, Enrico il Leone, duca di Sassonia e Baviera, si scontrò con l'imperatore Federico Barbarossa il quale, trionfante, lo privò dei propri domini.

I Wittelsbach ricevettero il Ducato di Baviera nel 1180 il quale, con molti mutamenti, rimase loro di fatto sino al 1918.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini e l'antico ducato[modifica | modifica wikitesto]

Le origini dell'antico ducato bavarese possono essere fatte risalire al 551/555. Nella sua Getica, il cronista Jordanes lo definisce: "Quell'area della Svevia ad est di dove abitano i Bavarii e ad ovest dei Franchi..."

Sino alla fine del primo ducato, tutti i reggenti erano discendenti dalla casata degli Agilolfingi. I bavari dunque colonizzarono l'area della Marca della Nordgau attraverso il fiume Naab (area poi chiamata Alto Palatinato sino all'Enns estendendosi ad est e a sud del Passo del Brennero fino in Alto Adige nell'attuale Sud Tirolo. Il primo duca documentato fu Garibaldo I, un franco agilolgingio, che governò dal 555 formalmente come vassallo dei Merovingi.

Alcuni cambiamenti si ebbero sul confine orientale quando avvenne la partenza dei Longobardi dalla Pannonia ed il loro arrivo nell'Italia settentrionale nel 568 e con la successione degli Avari oltre all'insediamento dei Cechi nel territorio della Foresta Boema. Attorno al 743 il duca di Baviera Odilo rese vassalli i principi slavi di Carinzia (area corrispondente alla Marca di Carinzia) che gli chiesero protezione dagli invasori Avari. La residenza dei primi duchi fu perlopiù Ratisbona, la Castra Regina romana, lungo il fiume Danubio.

Durante la cristianizzazione, il vescovo Corbiniano pose le basi per la fondazione della successiva Diocesi di Frisinga prima del 724. San Kilian nel VII secolo era stato missionario nei territori della Franconia settentrionale e poi in quelli della Tuingia dove San Bonifacio fondò la Diocesi di Würzburg nel 742. Nelle adiacenti terre alamanniche ad ovest del fiume Lech, venne creata la sede vescovile di Augusta. Quando San Bonifacio fondò la Diocesi di Passau nel 739, a sud San Ruperto nel 696 aveva già istituito la Diocesi di Salisburgo, probabilmente dopo aver battezzato il duca Teodo di Baviera alla sua corte di Ratisbona, divenendo così "Apostolo di Baviera". Nel 798 papa Leone III creò la provincia ecclesiastica della Baviera con Salisburgo come sede metropolitana e Ratisbona, Passau, Frisinga e Bolzano come diocesi suffraganee.

Con la creazione dell'Impero franco sotto la dinastia dei Carolingi, l'autonomia dei duchi di Baviera ebbe fine: nel 716 i Carolingi incorporarono le terre della Franconia a nord, dove i vescovi di Würzburg avevano ottenuto una posizione dominante. A ovest, Carlomagno aveva soppresso la rivolta degli Alamanni del 746. L'ultimo sovrano tribale della Baviera fu duca Tassilo III cercò invano di mantenere la propria indipendenza in alleanza coi Longobardi. La conquista del Regno Longobardo ad opera di Carlomagno segnò la fine di Tassilo che venne deposto nel 788. La Baviera divenne quindi una prefettura franca.

Il nuovo ducato[modifica | modifica wikitesto]

La Baviera nel 788 circa

Nella sua Ordinatio Imperii dell'817, il figlio di Carlomagno e successore come imperatore Ludovico il Pio, tentò di mantenere l'unità dell'Impero carolingio: mentre alla sua morte l'autorità imperiale passò al suo figlio primogenito Lotario I, i suoi fratelli minori ottennero dei reami subordinati all'autorità imperiale. Dall'825 Ludovico il Germanico venne indicato come "Re di Baviera" nel territorio che poi divenne centro del suo potere. Mentre i fratelli si divisero l'Impero nell'843 con il Trattato di Verdun, la Baviera divenne parte della Francia Orientale sotto re Ludovico il Germanico ed alla sua morte il titolo reale bavarese passò al suo primogenito Carlomanno nell'876. Il figlio naturale di Carlomanno, Arnolfo di Carinzia si assicurò le terre della Marca di Carinzia alla morte del padre nell'880 e divenne re dei Franchi Orientali nell'887. La Carinzia e la Baviera divennero dunque le basi del suo potere con Ratisbona come sua sede.

Per il supporto dei bavaresi, Arnolfo guerreggiò contro Carlo nell'887 e si assicurò l'elezione a re di Germania l'anno successivo. Nell'899 la Baviera passò a Ludovico il Bambino duante il cui regno vi furono continue incursioni degli ungheresi. La resistenza a queste continue razzie divenne gradatamente sempre più flebile sino alla decisiva Battaglia di Pressburg del 5 luglio 907.

Durante il regno di Ludovico il Bambino, Luitpoldo, conte di Scheyern, che possedeva gran parte dei domini bavaresi, governò la marca di Carinzia, creando la frontiera meridionale in difesa della Baviera. Morì nella battaglia del 907, ma suo figlio Arnolfo riuscì a divenire nuovamente duca dei bavaresi nel 911, unendo Baviera e Carinzia sotto il suo governo. Il re di Germania Corrado I attaccò Arnolfo senza risultati, dal momento che il primo si era rifiutato di riconoscere la sua supremazia.

Luitpoldingi e Ottoniani[modifica | modifica wikitesto]

La Baviera nel 976, con le marche d'Austria, Carinzia e Verona

Il regno dei Franchi Orientali terminò nel 911 quando il figlio di Arnolfo, Ludovico il Bambino, morì senza eredi. La discontinuità dell'autorità centrale portò ad un rafforzamento dei ducati locali. Nel contempo, il territorio dei Franchi Orientali rimase esposto alle scorribande degli Ungari, in particolare nella Marca d'Austria. Nel 907 L'esercito del margravio Luitpoldo di Baviera subì una pesante sconfitta nella Battaglia di Pressburg. Luitpoldo stesso rimase ucciso in battaglia e suo figlio Arnolfo riuscì a divenire nuovamente duca dei bavaresi nel 911, unendo Baviera e Carinzia sotto il suo governo divenendo il primo regnante della dinastia dei Luitpoldingi. Il re di Germania Corrado I attaccò Arnolfo senza risultati, dal momento che il primo si era rifiutato di riconoscere la sua supremazia. Poco tempo dopo la Marca d'Austria e la Pannonia vennero irrimediabilmente perse nuovamente.

Il figlio di Arnolfo, Eberardo venne poi deposto da re Ottone I di Germania nel 938 e succeduto dal fratello minore Bertoldo. Nel 948 re Ottone riuscì infine a privare i Luipoldingi dei loro domini e installò in Baviera suo fratello minore Enrico I. Il figlio minore di quest'ultimo, Enrico III fu il primo ad essere investito anche del titolo di conte palatino. L'ultimo tentativo dei Luitpoldingi di riprendere il potere fu la creazione di una ribellione al figlio di re Ottone, Liudolfo di Svevia che venne schiacciata nel 954.

Nel 952 il duca Enrico I ricevette inoltre la Marca di Verona in Italia, che Ottone I aveva ottenuto da re Berengario II d'Italia. Gli Ungari continuarono a rappresentare un problema per la Baviera dell'epoca sino alla decisiva vittoria di re Otone nella Battaglia di Lechfeld del 955. I Magiari si ritirarono quindi oltre la Leitha e la Morava, facilitando così una seconda ondata di germanizzazione in Bassa Austria, Istria e Carniola. Seppur governata dalla dinastia ottoniana, discendente da Enrico I e quindi un ramo collaterale della dinastia reale di Sassonia, il conflitto tra i duchi bavaresi e la corte tedesca (dal 962 imperiale) continuò: nel 976 l'imperatore Ottone II depose il cugino ribelle duca Enrico II di Baviera e fondò il Ducato di Carinzia che venne assegnata a Enrico III insieme alla marca di Verona. Quando Enrico II si riconciliò con la vedova dell'Imperatore nel 985, riottenne il suo ducato anche se il potere dei duchi bavaresi era fortemente diminuito per l'ascesa della casata di Babenberg, divenuti margravi d'Austria, sempre più indipendenti.

La casata dei Guelfi[modifica | modifica wikitesto]

L'ultimo duca ottoniano, il figlio di Enrico II, Enrico III, venne eletto re dei Romani nel 1002. Il ducato, a momenti alterni, fu governato in unione personale dai re di Germania, da duchi dipendenti o persino da figli dell'impratore, una tradizione mantenuta anche dai successori della dinastia Salica. Questo periodo vide però l'ascesa di diverse famiglie aristocratiche locali come ad esempio i Conti di Andechs o la Casa di Wittelsbach. Nel 1061 l'imperatrice vedova Agnese di Poitou infeudò il conte sassone Ottone di Nordheim del ducato di Baviera. Ad ogni modo il di lei figlio, Enrico IV del Sacro Romano Impero, riprese il ducato e scatenò la Ribellione sassone del 1073. Enrico concesse la Baviera a Guelfo, discendente dalla Casa d'Este e progenitore della dinastia guelfa che governò il ducato per i successivi 110 anni.

Fu con questo atto che il ducato di Baviera tornò a riemergere sul piano delle relazioni internazionali in seno alla Lotta per le Investiture tra l'imperatore ed il papa. I Guelfi si schierarono col papa.

Un conflitto con la dinastia sveva degli Hohenstaufen nell'elezione del sovrano Corrado III (appartenente a quella dinastia) portò poi alla concessione della Baviera ai Babenberg nel 1139. Fu solo Federico Barbarossa che tentò una riconciliazione coi Guelfi[1] e nel 1156 concesse nuovamente la Marcha Orientalis derivata dalla Baviera al guelfo Enrico il Leone, il quale già era duca di Sassonia.

Enrico fondò diverse città tra cui Monaco nel 1158. Forte della propria posizione di duca di due stati importanti della Germania, Enrico entrò ben presto in conflitto con Federico I Barbarossa che lo bandì dal regno e separò dalla Baviera la Stiria che divenne ducato a parte nel 1180.

Lo stato nell'impero[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1180 al 1918, i Wittelsbach furono reggenti della Baviera come duchi, divenendone poi principi elettori ed infine sovrani. Quando il conte palatino Ottone VI di Wittelsbach divenne duca col nome di Ottone I di Baviera nel 1180, le casse dello stato erano allo stremo. Nel 1214 i Wittelsbach ottenner anche la contea palatina del Reno.

Nel 1255 le terre dell'Alta Baviera col Palatinato e Nordgau (con sede a Monaco) e della Bassa Baviera (con sedi a Landshut e Burghausen) vennero divise a tal punto che ancorea oggi viene conservata la divisione geografica tra alta e bassa Baviera (cfr. Regierungsbezirke) .

Malgrado la rinnovata divisione dopo un brevissimo tempo di riunione, la Baviera ottenne nuovi poteri all'epoca di Ludovico IV del Sacro Romano Impero che venne eletto nel 1328 ed apparteneva alla dinastia dei Wittelsbach. Le nuove aree del Brandeburgo (1323), Tirolo (1342), le contee d'Olanda, Zelanda e Hainaut (1345) vennero, ad ogni modo, perse dai suoi successori. Nel 1369 il Tirolo passò agli Asburgo col Trattato di Schärding. Nel 1436 venne perduta la Borgogna. Nel 1329 il Trattato di Pavia aveva inoltre diviso la regione del Palatinato in Palatinato Renano e Alto Palatinato. Nel 1328 Salisburgo venne perduta a favore di un dominio religioso.

Tra il XIV ed il XV secolo, l'alta e la bassa Baviera vennero ripetutamente divise. Dopo la divisione del 1392 vennero creati quattro ducati: Baviera-Straubing, Baviera-Landshut, Baviera-Ingolstadt e Baviera-Monaco. Questi ducati erano spesso in lotta tra loro. Il duca Alberto IV di Baviera-Monaco riunì l'intera Baviera nel 1503 sulla base della primogenitura.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Görich, Knut: Die Staufer. Herrscher und Reich. Munich 2006. p. 41.