Thaon di Revel

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Thaon di Revel
THAON.PNG
ET SAPIENTI PRODEST[1].
D'azzurro, al capro d'oro, nascente da un mare d'argento, fluttuoso di verde, guardante una stella d'oro, posta nel cantone destro del capo, e tenente nella bocca una serpe, di nero, squamata d'argento[2].
StatoRegno di Sardegna, Regno d' Italia
Titoliconti, marchesi e duca
FondatoreFilippo Thaon
Attuale capoPaolo Thaon di Revel
Data di fondazione1454
Etniaitaliana

I Thaon di Revel (pronuncia: taõ di rœvèl[3]) e Sant'Andrea, sono una famiglia nobiliare originari della contea di Nizza. Per tradizione familiare i figli maschi vennero educati alla carriera militare, politica e diplomatica. Molti membri dei Thaon di Revel hanno raggiunto posizioni di pubblico interesse, sia in ambito militare che politico, partecipando attivamente nel governo del Regno di Sardegna e alla formazione del Regno d'Italia. Il ramo dei Thaon si stabilisce nel nizzardo nel XV secolo e da lì in Piemonte[4].

Origini della famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Tradizioni domestiche vogliono che la famiglia, proveniente dalla Normandia (Thaon presso Caen)[5] passò in Inghilterra (Filippo di Thaon poeta anglo-normanno) poi in Scozia, in seguito della giovane sposa regina Maria Stuarda, e infine in Francia.

Le prime notizie storicamente documentate sulla famiglia Thaon risalgono al 1454[6] (secondo gli Archives Départementales des Alpes-Maeitimes[7]), dove i Thaon risultano negli elenchi dei capi famiglia di Lantosca, che oggi è un comune francese situato nel dipartimento delle Alpi Marittime della regione della Provenza-Alpi-Costa Azzurra.

Il capostipite certo e documentato è Filippo Thaon (1530-1623), capitano delle milizie di Lantosca e Belvedere che, il 16 gennaio 1617, ottiene le lettere patenti dal duca Carlo Emanuele I di Savoia. Il secondogenito di Filippo, Pietro Thaon (1567-1642), era medico personale del duca di Savoia e sposa Camilla Doria Michelotti, giovane discendente da una nobile famiglia perugina. Lei porta in dote il feudo di Revel (costituito da una parte del territorio di Torretta Levenzo e da quello di Sant'Andrea) dando così alla casata la prima signoria. Il figlio terzogenito di Filippo e Camilla, Carlo Antonio Thaon (1611-1643) diventa quindi il primo signore Revel e nel 1685, il suo figlio, Pietro Thaon di Revel (1639-1711), che acquista la rimanente parte del territorio Tourette, ottiene da Vittorio Amedeo II (il 10 ottobre 1687) che le signorie di Revel e St. André fosse eretto in contea. In seguito, i membri della famiglia unirono al nome Thaon, Signori di Revel e Sant'Andrea, quello dei Conti (1687)[8], Signori di Castelnuovo (1790), Marchesi (1796), Conti di Pralungo (1814) e Duchi (1920).[9]

Thaon di Revel hanno avuto, negli ultimi tre secoli di vita:

  • Due viceré di Sardegna: il marchese Carlo Francesco (due reggenze: nel 1787 e nel 1807), il conte Ignazio Isidoro (nel 1817-1820).
  • Tre luogotenenti generali del Regno[10]: il marchese Carlo Francesco nel 1799, il conte Ignazio Isidoro (1821) e il marchese Carlo Ippolito.
  • Cinque cavalieri dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata, la massima onorificenza dei conti, poi duchi di Savoia, Regno di Sardegna e Regno d'Italia: il marchese Carlo Francesco nel 1799, il marchese Giuseppe Alessandro (1815), il conte Ignazio Isidoro (1820), il conte Genova (1905) e il duca Paolo Camillo (1936).
  • Due ministri di Stato: il conte Ignazio Isidoro (dal 1815-1820) e il conte Ottavio (1844-1848).
  • Due ministri delle finanze: il conte Ottavio, nel 1848 e Paolo Ignazio Maria (1935-1943).
  • Un ministro della guerra: il conte Genova, dal 1861-1867.
  • Un ministro della marina: il duca Paolo Camillo, dal 1922-1925.
  • Cinque senatori del Regno: il conte Ottavio nel 1861, il conte Genova (1879), il marchese Ignazio (1900), il duca Paolo Emilio (nel 1917, fu inoltre presidente del senato [4]) e il conte Paolo Ignazio (1933).
  • Tre governatori di Torino: il marchese Carlo Francesco nel 1797, Giuseppe Alessandro (1814) e Ignazio Isidoro (1820).
  • Un governatore di Tortona e Asti: il marchese Carlo Francesco (nel 1770 a Tortona e nel 1772 ad Asti).
  • Un governatore di Sassari: il marchese Giuseppe Alessandro, nel 1808.
  • Un governatore di Genova: il conte Ignazio Isidoro, nel 1815.
  • Un podestà (sindaco) di Torino: il conte Paolo Ignazio Maria, dal 1929-1935.
  • Un prefetto di Genova: il conte Ignazio Isidoro, nel 1815.

Membri illustri[modifica | modifica wikitesto]

  • Gasparre Thaon di Revel e di Sant'Andrea (1670-1732), conte, figlio di Carlo Antonio ed erede del titolo. Militare, diventa colonnello del reggimento di Nizza. Nel 1690 sposa Gertrude Provana di Pralungo, figlia del conte Orazio, e dalla loro unione nascono dodici figli: Teresa Margherita (monaca nella città di Nizza), Anna Francesca (muore giovane), Geltrude (sposa il nobile Portaneri di Santa Margherita), Giuseppe Orazio (erede del titolo), Bartolomeo, Maria Caterina (monaca), Maria Costanza (muore giovane), Marco Antonio (muore piccolino), Pietro Ignazio (militare in marina e cavaliere di Malta), Giovanni Battista e Maria Margherita (muore giovane).
  • Giuseppe Orazio Pietro Thaon di Revel e di Sant'Andrea (1697-1775) conte. Diventa membro della prefettura e giudice della città di Nizza. Sposa Teresa Gertrude di Saint Martin d'Eze e dalla loro unione nascono due figlie: Maria Geltrude e Maria Antonietta, embedue muoiono in giovane età. Nelle seconde nozze, sposa Emilia Peyre di Claus, vedova del conte Gian Andrea Galleani di Todon. Da questa unione nascono tre figli: Carlo Francesco e i gemelli Prospero e Agostino.
  • Giovanni Battista Thaon di Revel e Sant'Andrea (1708-1784) l'undicesimo figlio di Gaspare Thaon di Revel, ottenne grande importanza negli affari di governo dell'Ordine di Malta e fu promosso al grado di Balì di Gran Croce. È sepolto, con epigrafe, nel duomo di Malta
Generale, Luogotenente Generale e Vicerè
Il Marchese Carlo Felice Thaon di Revel e di S.Andrea
  • Carlo Francesco Thaon di Revel e Sant'Andrea (Nizza, 1725 - Cagliari, 1807) conte e poi marchese (figlio del conte Giuseppe Orazio). Fu uno dei grandi personaggi della monarchia sabauda nel XVIII secolo e prese parte alle varie campagne di guerra contro la Francia rivoluzionaria; nel Modenese, nella Savoia, nelle Alpi Marittime e Nizza. Compie i studi giovanili nell'Accademia Reale di Torino e uscì con il grado di alfiere nel reggimento di Saluzzo, per poi passare nel reggimento della marina di Nizza, dove percorse il grado di colonnello. Partecipa alla guerra di successione austriaca ed alla guerra della prima coalizione, fu maggior generale nel 1780, comandante della città e della contea di Nizza nel 1781 e comandante generale dell'esercito sabaudo. Nel 1787, riceve l’incarico di Viceré della Sardegna, esercitando la potestà regia politica e amministrativa. Nel 1790, rientrato in Piemonte, viene nominato governatore di Tortona (1792) e governatore di Asti. Al scoppiare della guerra contro la Francia rivoluzionaria, nel 1793, gli viene assegnato il comando supremo dell'esercito delle Alpi Marittime nell'aspra campagna del 1793-1794[11]riportando la vittoria dell'Anthion. Con il trattato di pace di Parigi, il 15 maggio 1796, Carlo Francesco perde i suoi feudi e possedimenti nel nizzardo e per ricompensare i servigi, Vittorio Amedeo II lo crea marchese con decreto regio. Nel 1797 viene nominato Governatore di Torino e quando, nel settembre 1798, la città viene occupata militarmente dai francesi, diventa quindi una delle persone più ricercate del regime francese. Dandosi alla fuga, trova riparo presso il quartiere generale russo, comandato dal feldmaresciallo Aleksandir Suvorov che era a capo della coalizione anti napoleonica. Quando la reazione austro-russa costringe i francesi di abbandonare Torino, il 26 maggio 1799, Carlo Francesco Thaon riprende il controllo di Torino e ne assume la guida del governo. Nel mese di luglio, il Re Carlo Emanuele IV lo nomina Luogotenente Generale degli stati di terra ferma con tutti i poteri d'alter ego. Gli conferì la Gran Croce dei Ss. Maurizio e Lazzaro e in seguito, il Collare dell'Ordine supremo della Santissima Annunziata. Dopo la disfatta di Marengo, il 14 giugno 1800, rifiutandosi sempre di arrendersi e collaborare con i francesi, lascia il Piemonte e viaggia per Livorno, Napoli, Roma e in fine ritorna in Sardegna dove, nel 1804, riebbe per breve l'ufficio, per la seconda volta, di Viceré. Nel 1806 viene creata e conferita, appositamente per lui, la dignità di "Gran Maestro dell'Artiglieria". Sposa Maddalena Galleani di Todone e dalla loro unione nascono sei figli: Giuseppe Alessandro, Geltrude, Ignazio Isidoro, Giovanna, Maurizio e Sofia.
Generale e Governatore di Torino, Fondatore dell'Arma dei Carabinieri
Il Marchese Giuseppe Alessandro Thaon di Revel e di S. Andrea
  • Giuseppe Alessandro Thaon di Revel e Sant'Andrea (Nizza, 1756 - Torino, 1820) marchese, (figlio di Carlo Francesco). Come giovane capitano nella Legione degli accampamenti, segue (insieme a suo fratello Ignazio) il padre in Sardegna, dove svolse il compito di segretario e aiutante di campo. I due fratelli presero parte alla battaglia dell'Authion dove Giuseppe Alessandro rimase ferito a una gamba da un proiettile di artiglieria. Nel 1802 viene nominato governatore di Sassari (periodo in cui la corte sabauda si era rifugiata in Sardegna). Negli anni a seguire, raggiunge il grado di Generale di fanteria (nel 1812) e Ispettore delle Regie Armate. Il 13 luglio, 1814 organizza a Torino per volontà del Re Vittorio Emanuele I, il Corpo dei Carabinieri Reali. Diventa quindi il primo Comandante Generale dei Carabinieri (carica che tiene sino al 23 dicembre dello stesso anno)[12]. Il corpo viene divisa in sei sezioni: Torino, Cuneo, Alessandria, Nizza, Novara e Savona. Nel 1815, viene aggiunto una settima, Genova. Quando nel 1815, il congresso di Vienna sancì il ritorno dei Savoia, a Giuseppe Alessandro viene dato l'incarico di governatore di Torino, ufficio che mantiene fino alla morte. Viene isegnito del cavalierato dell'Ordine Supremo della Santissima Annunziata. Sposa Paolina Irene Beatrice dei duchi Galean d'Aseroz de Gudagne e della loro unione, nascono quattro figli: Carlo Ippolito e Beatrice (gemelli), Ignazio Gerolamo e Giuseppina.
Luogotenente Generale, Ministro e Ambasciatore
Il conte Ignazio Isidoro Thaon di Revel e di S. Andrea
  • Ignazio Isidoro Thaon di Revel e Sant'Andrea (Nizza, 1760 - Torino, 1835) conte, era il secondogenito del marchese Carlo Francesco. Da lui parte il ramo cadetto dei conti di Pralungo. Militare, abile diplomatico e uomo colto (appassionato di filologia classica ed eccellente latinista, possedeva una ricca biblioteca), svolge diversi uffici diplomatici durante le guerre per conto del Regno Sardo contro la Francia rivoluzionaria[13]. Con l'incarico di ambasciatore si trovava all'Aja per il trattato del 1790 e in seguito a Parigi dove, nel maggio del 1796, si sigla la pace con la Francia. In seguito all'annessione del Piemonte alla Francia, si ritira in esilio a Grenoble. Con la Restaurazione viene chiamato ad alti incarichi da Re Vittorio Emanuele I. Viene nominato membro del consiglio di reggenza, ministro plenipotenziario (1815) per rappresentare il Regno nelle trattative di pace a Parigi (dove con grande abilità ottiene l'unione al Regno di Sardegna di Genova[14]) e Viceré della Sardegna[15]. Il 25 settembre 1814, riceve il titolo di conte di Pralungo. Diventa governatore e primo prefetto di Genova[16] e poi governatore di Torino; nel 1821 è incaricato luogotenente generale del regno con pieni poteri. Dopo il ritorno di Carlo Felice, Ignazio Isidoro Thaon torna ad essere governatore di Torino e con il regno di Carlo Alberto di Savoia è vice presidente del consiglio di stato. Nel 1820 viene nominato cavaliere dell'Ordine Supremo della Ss. Annunziata ed in seguito riceve il Gran Cordone dei Ss. Maurizio e Lazzaro. Sposa Sabina dei Conti Spitalieri di Cessole. Dal loro matrimonio nascono 12 figli: Federico, Carolina, Leonello, Ottavio, Orazio, Alessandro, Marziano, Flavia, Carlo Francesco, Adriano, Ersilia e Genova.
  • Maurizio Thaon di Revel e Sant'Andrea (1770-1799), era il quintogenito del marchese Carlo Francesco. Militare, fu ufficiale nel reggimento di Nizza e cavaliere di Malta.
  • Carlo Ippolito Thaon di Revel e Sant'Andrea (Nizza, 1789 - Torino, 1849) marchese, era il primogenito di Giuseppe Alessandro. Abbraccia la carriera militare, come suo padre e zio, e si trova a Cagliari quando, il 24 agosto 1808, il Re Vittorio Emanuele lo nomina sottotenente nel battaglione Cacciatori di Savoia e due anni dopo, il 6 luglio, riceve il grado aiutante maggiore. Nel 1816 riceve la nomina di maggiore d'armata e il 29 gennaio 1823, Re Carlo Felice lo nomina tenente colonnello della divisione di Torino; riceve inoltre la nomina di gentiluomo di camera. Nel 1832, Re Carlo Alberto gli riconferma la fiducia e lo nomina, il 20 dicembre 1832, maggiore generale e aiutante di campo di S.M. Il 29 febbraio 1848 viene nominato capitano delle guardie del corpo di S.M. e il 14 agosto 1839, viene promosso a Luogotenente generale del Regno. Riceve il Gran Cordone dei Ss. Maurizio e Lazzaro e Commendatore dell'Ordine Sacro Militare Gerosolimitano. Sposa, nel 1815, Giuseppina Teresa Angelica Gabriella Piccono di Santa Brigida e hanno quattro figli: Emmanuele, Ersilia, Cesare Ignazio e Lidia.
  • Cesare Ignazio Thaon di Revel e Sant'Andrea (1824-1899) era il terzogenito del marchese Carlo Ippolito. Frequenta l'accademia militare dal 1834 al '43. Alla Novara Cavalleria viene nominato colonnello del deposito stalloni nel 1861, e delle guide, nel 1863 fino al gradi di maggior generale, nel 1866. A Verolengo, presso Chivasso (provincia di Torino), fonda due asili infantili. Sposa Leonia di Saverio Guiget da Vienne.
  • Ignazio Gerolamo Thaon di Revel e Sant'Andrea (Torino, 1790 - Torino, 1843), era il terzogenito del marchese Giuseppe Alessandro. Diventa colonnello di cavalleria e cavaliere di Malta.
  • Federico Thaon di Revel e Sant'Andrea (Torino, 1799 - Torino, 1824), primogenito del conte Ignazio Isidoro. Diventa Sottotenente nelle Guardie e Aiutante di campo del padre.
  • Leonello Thaon di Revel e Sant'Andrea (Torino, 1802 - Torino, 1843), era il terzogenito del conte Ignazio Isidoro. Diventa capitano di stato maggiore, gentiluomo di camera, cavaliere dei Ss. Maurizio e Lazzaro e di Leopoldo d'Austria. Sposa Stefania Chissotti di Robione nel 1824, e hanno due figlie: Ennendina, che sposa il conte Carlo Balbiano di Aramengo e Paolina, che sposa il marchese Alberto Ricci.
ministro delle finanze nel primo governo di Cavur e firmatario dello Statuto Albertino
Il conte Ottavio Thaon di Revel e di S. Andrea
  • Ottavio Luigi Eugenio Thaon di Revel e Sant'Andrea (Torino, 1803 - Torino, 1868) conte, era il quartogenito del conte Ignazio Isidoro. A lui passa il titolo nobiliare dal padre. Deputato al parlamento per sei legislature prima e senatore del regno poi, diventa, dopo numerosi incarichi pubblici (sostituito procuratore generale, vice intendente generale delle finanze, segretario del consiglio di conferenza, primo ufficiale della finanza, primo segretario di Stato per gli affari di finanze), il primo ministro delle finanze, dal 16 marzo al 27 luglio (Governo Alfieri) e dal 19 agosto al 15 dicembre del 1848 (Governo Perrone)[17]. Viene nominato Primo segretario di Stato e cofirmatario dello Statuto Albertino e il conte Cavour lo definì "uno dei pochi finanzieri del paese". Ma soprattutto era il fidato consigliere del Re Carlo Alberto, come attestano le numerose lettere che il Re gli indirizza dai campi di battaglia del 1848-49 al "mon très cher de Revel", firmandosi con semplicità "votre très affectionné C. Albert"[18], che lo nomina Gran Cordone dei Ss. Maurizio e Lazzaro, il 20 gennaio 1861.[19]. Di idee moderate e conservatrici, contrasta la politica di Cavour, specialmente in materia ecclesiastica e osteggiava il trasferimento della capitale d'Italia a Firenze, nonostante le controversie politiche, i due si frequenza amichevole nella vita privata. Rappresenta per lungo tempo, con il suo giornale La Patria[20], il conservatorismo di destra delle classi dirigenti piemontesi. Negli ultimi anni della sua vita, viene nominato presidente della Cassa di risparmio di Torino (dal 1862 al 1868). Si sposa tre volte; in prime nozze, Maria Teresa Caccia di Romentino, che muore di parto a Torino il 6 dicembre 1832 (la neonata figlia muore con la madre), nelle seconde nozze, Guglielmina Doria di Ciriè (1836), che muore nel 1849. Da questo matrimonio nascono cinque figli: Sabina, Ignazio, Adele, Teresa e Alessandro. Ignazio e il solo a raggiungere la maggiore età. Nel 1852, Ottavio si risposa con Carolina de Vars, dalla quale nascono tre figli: Vittorio e Adriano (gemelli) e Paolo Camillo.
  • Ignazio Thaon di Revel e Sant'Andrea (1839-1908), conte e poi creato marchese quando il ramo marchionale si estingue, era il terzogenito del conte Ottavio. Come incarico amministrativo fu Sindaco di San Raffaele Cimena, consigliere comunale e assessore provinciale di Torino. Viene incaricato dal Re Vittorio Emanuele I Maestro di cerimonie di corte, deputato (nella XII e XIV legislatura) e il 14 giugno 1900, viene nominato senatore[21]. Inoltre fu eletto Direttore primario dell'Opera pia "S. Luigi Gonzaga" di Torino e membro della direzione dell'Istituto nazionale per le figlie dei militari di Torino. Nel 1901, con decreto ministeriale, eredita il titolo di Marchese alla morte del marchese Emanuele (nipote di Giuseppe Alessandro, che muore senza discendenza). Sposa in prime nozze (a Torino il 6 maggio 1865), Teresa dei Marchesi Guasco di Bisio. Da questo matrimonio nascono tre figli. Vedovo, sposa in seconde nozze sempre a Torino (il primo settembre 1880), la contessa Irene Cavoretto di Belvedere.
  • Vittorio Thaon di Revel e Sant'Andra (Torino, 1854 - Poirino, 1930) conte, era il settimo figlio del conte Ottavio e a lui passa il titolo. Si laureato in giurisprudenza e sostenitore della azione cattolica, nel 4 luglio 1871 è uno dei giovani soci fondatori del Circolo gioventù cattolica beato Sebastiano Valfrè, che faceva riferimento alla chiesa di San Carlo[22]. Viene eletto deputato nel governo di Re Umberto I ma è come diplomatico che, per tutta la sua carriera, svolge svariate missive per conto della corona. Infatti, Umberto I lo nomina ministro plenipotenziario e regio console a Trieste, regio inviato straordinario negli Stati Uniti d'America, regio console a Salonicco e Tolone in seguito, Re Vittorio Emanuele III, Io invia come console generale a Nizza. Viene nominato Commendatore dell'Ordine dei Ss. Maurizio e Lazzaro, il 20 agosto 1913 e il 20 maggio 1917, Cavaliere di Gran Croce decorato del Gran Cordone della Corona d'Italia. Sposa a New York il 7 giugno 1882, Elfrida Maria Luisa Atkinson (1857 - 1917), d'origine scozzese. Da questo matrimonio nascono quattro figli.
Ammiraglio e ministro
Il duca Paolo Camillo Thaon di Revel e di S. Andrea

Paolo Camillo Thaon di Revel e Sant'Andrea (Torino 1859 - Roma, 1948) conte e in seguito, creato Duca del Mare, era il nono figlio del conte Ottavio. Dopo aver frequentato il collegio salesiano di Val Salice a Torino (lo stesso di Don Bosco, che era accorso al capezzale del padre morente) e il collegio barnabita di S Anna a Genova, nel 1873 viene avviato alla carriera navale alle scuole di Marina di Genova prima e Napoli poi, secondo la prassi formativa del tempo, conseguendo i gradi di guardiamarina nel 1877, dopo ben cinque crociere mediterranee e oceaniche alla fregata ad elica Vittorio Emanuele. Dal 1878 al 1911 viene destinato a molteplici e più diverse destinazioni, ben ventuno, di cui diciassette a bordo e mostra una sua peculiarità nello speciale rapporto con la famiglia reale. Infatti, dopo i primi comandi, nel grado di tenete di vascello, per quattro anni (dal 1884 al 1888), era stato ufficiale di ordinanza dell'ammiraglio Eugenio, principe di Savoia - Carignano, quindi da capitano di corvetta aiutante di campo effettivo di Re Umberto I (dal 1896 al 1900, e fu un vero caso che si trovò presente regicidio di Monza) e nel 1911, da contrammiraglio, per pochi mesi, aiutante di campo di Vittorio Emanuele III. Dopo aver già ricoperto prestigiosi incarichi, trai quali il commando dell'Regia accademia navale di Livorno e della corazzata a torri da 14.192t Vittorio Emanuele, appena entrata in servizio, con la guerra libica viene posto a capo della II Divisione della II Squadra navale con quale partecipa alla guerra italo-turca del 1911-12, dove si distinse per la sua determinazione offensiva. Dopo la guerra viene nominato capo di stato maggiore della marina (1 aprile 1913) e promosso vice-amiraglio, il successivo 1 luglio. In un scenario internazionale sempre più tesa, riesce a garantire una maggiore sicurezza marittima italiana, rinegoziando una nuova convenzione marittima (giugno 1913) e al riarmo navale, nonostante frizioni politici e tensioni interni nella marina, che lo porta alle dimissioni, l'11 ottobre dell'15. Chiede la destinazione di prima linea come comandante in capo del dipartimento e della piazza marittima di Venezia, consapevole che la difesa delle rotte marittime erano vitali (80% dei rifornimento terrestri sono via mare) e così, la difesa della regia marina della Serenissima diventa il laboratorio della guerra navale italiana con uomini di punta, tra cui, i fratelli Ciano, Luigi Rizzo, Nazario Sauro e con Gabriele d'Annunzio, che sul Canal Grande crea l'epicentro della guerra psicologica con enorme impatto mediatico. Durante questa fase della prima guerra mondiale, il blocco strategico dell'Adriatico mediante lo sbarramento di Otranto e l'ampia valorizzazione di unità ostili e insidiose come la creazione dei celebri cacciatorpediniere MAS (viene coniato da Gabriele D’Annunzio il motto del MAS: Memento Audere Semper[23]) con 244 esemplari in servizio durante la guerra e i primi sperimentali "mezzi speciali", quali la "Mignatta", i barchini saltatori di classe "Grillo", in coordinazione quotidiano con i caccia, i sommergibili, gli idrovolanti, i torpedinieri e le mine sono veri e proprie fattori del potere navale italiano dell'Adriatico con oltre 86.000 missioni di guerra[24]. Il 23-02-1917 riceve un seggio nel parlamento e dopo le dimissione del Duca degli Abruzzi, il 9 febbraio del'17, Revel riprende il comando come capo di stato maggiore e comandante in capo delle forze navali mobilitate. La strategia operativa porta all'affondamento della corazzata austriaca Wien nel porto di Trieste, quella della Szent Istvàn a Premuda (10 giugno 1918) e la Viribus Unitis a Pola. In seguito alla Vittoria, viene promosso dal Re al grado di ammiraglio con motu proprio e il 6 novembre 1918, partecipa come delegato navale alla conferenza di pace di Parigi e difende a spada tratta (insieme al ministro degli esteri Sidney Sonnino), i diritti italiani sulla Dalmazia. Il 24 novembre 1919, per la seconda volta, si dimette dalla carica di capo di stato maggiore, diventando Ispettore generale della R. marina prima e presidente del Comitato degli ammiragli poi (1919-1920). All'avvento del fascismo, entra a far parte del cosiddetto Primo Governo Nazionale in qualità di ministro della Regia Marina come uomo di fiducia di Re Vittorio Emanuele III, insieme al generale dell'esercito Armando Diaz, come ministro della Guerra, e tra gli altri, prof. Giovanni Gronchi, futuro presidente della repubblica; da questa carica rassegna le dimissioni nel maggio 1925. Vari sono i fattori delle dimissioni, tra le quali, la costituzione del commissariato per l'Aeronautica e la presa di distanza dalla politica di Mussolini inseguito alla gestione della crisi di Corfù (agosto - settembre 1923). Durante la guerra, viene chiamato a presiedere la commissione d'inchiesta sulla condotta delle operazioni italiane nella campagna d'Africa settentrionale e dopo la caduta del fascismo viene nominato presidente del Senato (dal 28 luglio al 5 agosto 1943 e dal 6 agosto 1943 al 20 luglio 1944)[25]. Riceve diverse onorificenze e decorazioni, tra le quali: Grande ufficiale dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro e Gran cordone dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro (1915), gran cordone dell'Ordine militare di Savoia (1919). Il 24 maggio 1920 gli viene conferito il primo titolo di duca del Mare e nel 1922 viene insignito del titolo di balì di gran croce del Sovrano ordine militare di Malta e nel 1924, riceve il gran cordone dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia. Inoltre riceve la croce d'oro per anzianità di servizio, medaglia commemorativa della guerra italo-turca; croce di guerra al valor militare, medaglia commemorativa della guerra 1915-1918, medaglia d'onore per lunga navigazione. Diventa il primo segretario del gran magistero dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro e presidente della Società Geografica Italiana dal 1921 al 1923. Sposa a Torino, il 5 maggio 1898, Irene di Enrico Martini di Cigala e Cocconato. Dal matrimonio nascono due figlie. Muore a Roma e viene sepolto nella basilica di Santa Maria degli Angeli e dei Martiri accanto al generale Armando Diaz, Duca della Vittoria.

Generale e ministro
Il conte Genova Thaon di Revel e di S.Andrea
  • Genova Giovanni Thaon di Revel e Sant'Andrea (Genova, 1817 - Como, 1910) conte, era il dodicesimo figlio del conte Ignazio Isidoro. Il nome Genova era voluto dal padre che, nel 1817 esercitava l'incarico di primo governatore e perfetto di Genova. La soppressione della repubblica e l'annessione al Regno di Sardegna, malgrado i disperati tentativi del doge a Vienna per mantenere l'indipendenza, aveva generato astio nella popolazione della ex repubblica ed in segno di amicizia e in onore della città, per rabbonirla, il figlio fu battezzato per l'appunto, Genova. Da giovane frequenta l'Accademia e intraprende la carriera militare che lo porta fino alla nomina di Generale dell'esercito Sabaudo. Combatte le guerre d'Indipendenza e la guerra di Crimea. Riceve per i suoi meriti militari una medaglia d'oro e due d'argento al valore militare vivente. Svolge diverse delicati missioni diplomatici per conto del governo; in qualità di commissario del Re, ricevette ufficialmente il Veneto dal generale francese Leboeuf, poco prima del plebiscito del Veneto del 1866 che avrebbe sancito il passaggio di quella regione all'Italia[26]. Dopo l'ingresso a Roma rimane per vari anni comandante del corpo d'Armata di Milano. In seguito viene incaricato ministro della guerra del regno d'Italia nel Governo Rattazzi II, senatore[27] del Regno e comandante di corpo d'armata nel 1877. Riceve da re Vittorio Emanuele III, il collare della Santissima Annunziata. Sposa nel 1862, Camilla Castelbarco Visconti Simonetta dei Principi di Montignano. Dal matrimonio nascono sei figli.
  • Adriano Thaon di Revel e di Sant'Andrea (Torino, 1854 - Torino, 1936), l'ottavo figlio del conte Ottavio (gemello di Vittorio). Abbraccia la carriera militare nella cavalleria e il 10 giugno 1900, viene nominato tenente colonnello di cavalleria. Inseguito, aiutante di campo del conte di Torino e generale di divisione. Riceve la medaglia d'oro al merito della Redenzione Sociale. Rimase celibe.
  • Ottavio Camillo Thaon di Revel e Sant'Andrea (Torino, 1868 - Torino, 1946) marchese, figlio del marchese Ignazio. Dal padre eredita il titolo. Dottore in legge, gentiluomo di palazzo di S.M. la Regin, sposa a Mazzè nel 1897, Clementina Benedetti Riccardi di Domenico. Da questo matrimonio nascono sei figli.
  • Marziano Carlo Alberto Thaon di Revel e Sant'Andrea (Torino, 1807 - Torino, 1884), settimo figlio del conte Ignazio Isidoro. Diventa Tenente colonnello di Fanteria, maresciallo della Guardia del Corpo, scudiere di S.M. il Re.
  • Carlo Francesco Maria Thaon di Revel e Sant'Andrea (Torino, 1811 - Torino, 1870) conte, nono figlio del conte Ignazio Isidoro. Diventa maggiore nei Granatieri e capitano delle Guardie. Sposa Anna Giovanna de Fabiano di Giambattista e da questo matrimonio nascono quattro figli.
  • Adriano Thaon di Revel e Sant'Andrea (Torino, 1813 - Torino, 1854) conte, decimo figlio del conte Ignazio Isidoro. Diventa ministro plenipotenziario di S.M. a Vienna e a Londra e riceve il Gran Cordone dei Ss. Maurizio e Lazzaro. Fu la prima vittima del colera a Torino e muore senza figli. Sposa Emilia De Montegu di Basilio.
ministro
Il conte Paolo Ignazio Thaon di Revel e di S. Andrea
  • Paolo Ignazio Maria Thaon di Revel e Sant'Andrea (Tolone, 1888 - Torino, 1973) conte, terzogenito del conte Vittorio. Uomo con molteplici interessi, si avvia ai studi economici e nel 1910, si laurea in diritto economico. La tesi di laurea si intitola "Contributo alla teoria del consumo", lavoro che diventa la base di un studio economico che ruota intorno al concetto del "bisogno"; tema che continua a sviluppare negli anni seguenti (fortemente sostenuto dall'amico Luigi Enaudi), fino alla pubblicazione, nel 1967, del volume "Teoria del bisogno - Saggio di Metaeconomia",[28]pubblicato dal Laboratorio di economia politica S. Cognetti De Martiis. Alla soglia della Grande Guerra era un fervido intervista, e si arruola nel esercito con il grado di tenente colonnello di artiglieria della terza armata, prendendo parte a tutte le azioni, dall'ottobre del 1915 all'aprile del 1918[29]; riceve per il valore, la croce di guerra al merito. Era un appassionato sportivo e, tendendo conto che la famiglia aveva destinato lo spazio per la sede del primo Club di Scherma di Torino, presso il palazzo Thaon di Revel, aveva perciò iniziato la pratica della scherma in giovane età. All rientro dalla guerra partecipa ai campionati italiani e nel 1920 diventa campione d'Italia di spada su terra e partecipa ai giochi olimpici di Anversa[30] in squadra, vincendo l'oro. Riconferma il titolo di campione d'Italia di spada, l'anno seguente. Negli anni seguenti si avvia verso impegni politici (nel 1924 viene eletto consigliere comunale a Poirino) e nel 1929 viene nominato, con decreto reale del 28 gennaio, podestà di Torino, incarico che svolge dal 1929 al 1935. In questi anni si applica perché non fossero modificati "i tre punti di forza di Torino": la meccanica fine, l'elettricità e l'esercito (tramite l'Accademia militare e le scuole di specializzazione) a cui aggiungeva la nascente industria radiofonica, minacciata (come molte qualifiche torinesi) di trasferimento a Milano per volontà di Mussolini. La creazione dell'Ente nazionale della moda, nel 31 ottobre1935, corona questi e altri sforzi, come l'avvio del programma di grandi opere pubbliche edilizie, spinta della drammatica situazione occupazionale, nell'ottica di stimolare il sviluppo dell'occupazione e gli investimenti. Viene nominato presidente dell'Aero club di Torino dal 1930 al 1934. Fu eletto alla carica di senatore[31] del regno nel 1933 e in seguito viene nominato da Mussolini (quarto governo), ministro delle Finanze e del Tesoro, dal 1935 al 1943. Nel 1935 viene nominato Gran Croce e decorato del Gran Cordone dell'Ordine della Corona d'Italia, Grande Ufficiale della Legion d'Onore, il Gran Cordone dell'Ordine dei SS. Maurizio e Lazzaro e Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Equestre di San Marino; nel 1936, Cavaliere di Gran Croce e Gran Cordone dell'Ordine coloniale della Stella d'Italia. Nel 1943, su richiesta, viene reintegrato nell'esercito come tenete colonnello di artiglieria e viene mandato in Sicilia per predispore le difese contro lo sbarco degli alleati. Difese strenuamente le postazioni per dare tempo alle truppe di ritirasi e fu tra gli ultimi ad abbandonare l'isola. Dopo 8 settembre del '43, si rifiutò di aderire alla Repubblica Sociale e grazie al suo prestigio riuscì a dare rifugio presso la sua tenuta in campagna sia ai soldati che avevano rifiutato a riprendere le armi che ai partigiani, sfollati e ebrei. L'ANPI, ha chiesto e ottenuto, nel 2007, che gli venisse intitolata una via nella città di Carmagnola, provincia di Torino. Dopo la seconda guerra mondiale è presidente dell'Italgas e presidente della Accademia di Agricoltura, dal 1963 al 1971. Fu presidente del comitato organizzatore dei VII Giochi olimpici invernali di Cortina d'Ampezzo 1956 e in veste di delegato italiano del Comitato Internazionale Olimpico (C.I.O.) era promotore dei giochi olimpici di Roma, nel 1960. Lascia un grande contributo ai storici donando, nel 1967, alla Fondazione Luigi Einaudi, fonti per i studiosi di storia italiana del periodo del regime fascista con importanti documentazioni raccolte durante la sua attività di ministro delle Finanze. Il materiale archivistico riflette otto anni di finanza statale che permette, per la varietà delle questioni di politica economica e finanziaria trattate per una ricostruzione approfondita dell'intervento dello stato nella vita economica del paese[32](il materiale è diviso in 33 sezioni). Sposa a Torino, il 25 gennaio 1923, la contessa Maria Angelica Salvi del Pero di Luzzano e dalla loro unione nascono tre figlie.
  • Ignazio Ottavio Thaon di Revel e Sant'Andrea (Nizza, 1893 - Pisa, 1965) era il quarto figlio del conte Vittorio. Appassionato e abile aviatore, con il grado di Tenente colonnello pilota prese attivamente parte nei combattimeti o “duelli dell’aria” della prima guerra mondiale durante la quale fu abbattuto e ferito gravemente a una gamba. Venne decorato con la medaglia d'argento al valor militare e visse per molti anni a New York, dove si occupava attivamente degli italiani emigrati. Nel 1935 rientrò in Italia Stabilendosi tra Roma e Firenze. Alla morte del fratello maggiore, nel 1973, il titolo dei conti passa a suo figlio maschio. Sposa in prime nozze Elena Castori e in seconde nozze Serena Crespi. Dal quest'ultimo matrimonio nascono tre figli.

Genealogia[modifica | modifica wikitesto]

La successione del titolo maschile Thaon di Revel, dei Conti, Marchesi e Duchi.

Filippo (1530-1623) - Ottiene lettere di nobiltà
 Pietro (1567-1642) - 1º signore di St. André
 
  Carlo Antonio (1611-1643) - 2º signore di St. André
 
  Pietro Antonio (1639-1711) - 3º signore di St. André, 1º conte di Revel e St. André
 
  Gaspare (1670-1732) - 2º conte di Revel e St. André
 
  Giuseppe Orazio (1697-1775) - 3º conte di Revel e St. André
 
  Carlo Francesco (1725-1807) - 4º conte e 1º marchese di Revel e St. André
 
  Giuseppe Alessandro (1756-1820) - 2º marchese di Revel e St. André
 
  Carlo Ippolito (1789-1849) - 3º marchese di Revel e St. André
 
  Emanuele (1819-1901) - 4º marchese di Revel e St. André
 
  Ignazio (1839-1908) - 5º marchese di Revel e St. André
 
  Ottavio Eugenio (1868-1946) - 6º marchese di Revel e St. André
 
  Carlo Francesco (1905-1972) - 7º marchese di Revel e St. André
 
  Maurizio Ottavio (1933-2017) - 8º marchese di Revel e St. André
 
  Paolo Emilio (n. 1963)
 
  Carlo Alberto (n. 1998)
 
 Ignazio Isidoro (1760-1835) - 1º conte di Pralungo
 
  Ottavio Luigi (1803-1868) - 2º conte di Pralungo
 
  Vittorio (1854-1930) - 3º conte di Pralungo
 
  Paolo Ignazio (1888-1973) - 4º conte di Pralungo
 
 Ignazio Ottavio (1893-1965)
 
  Paolo (n. 1963) - 5º conte di Pralungo
 
  Filippo (n. 2001)
 
 Paolo Camillo (1859-1948) - 1º duca del Mare
 

La discendenza maschile nel ramo dei duchi si è estinto. Esiste ancora il ramo dei marchesi nella persona di Paolo Emilio (figlio adottivo del marchese Maurizio) e di suo figlio Carlo Alberto; il ramo dei conti prosegue per linea di sangue nella persona di Paolo (figlio di Ignazio Ottavio, fratello minore del conte Paolo Ignazio), e di suo figlio Filippo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ i Nostri Avi
  2. ^ Blasonario delle famiglie subalpine
  3. ^ Thaon di Revel, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  4. ^ Antonio Bellezza-Prinsi, I Thaon di Revel nella storia di Ternavasso, del Piemonte e dell'Italia, Chieri, Antonio Bellezza-Prinsi, 1987.
  5. ^ THAON di REVEL in "Enciclopedia Italiana", su www.treccani.it. URL consultato il 22 ottobre 2016.
  6. ^ Roberto Guerri, Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel "Per l'Italia e per il Re", Roma, Stato Maggiore della Difesa Ufficio Storico, 2015, p. 9.
  7. ^ Association Montagne et Patrimoine, Les noms de famille à Lantosque, AMONT, 1º luglio 2014. URL consultato il http://amontcev.free.fr/noms-famille-lantosque.htm.
  8. ^ Antonio bellezza Prinsi, I Thaon di Revel nella storia di Ternavasso, del Piemonte e dell'Italia, Chieri, 1987, p. 21.
  9. ^ Antonio Bellezza Prinsi, I Thaon di Revel nella storia di Ternavasso, del Piemonte e dell'Italia, Chieri, 1987, p. 10.
  10. ^ Luogotenenza, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
  11. ^ (IT) THAON di REVEL, Carlo Francesco in "Enciclopedia Italiana", su www.treccani.it. URL consultato il 10 gennaio 2018.
  12. ^ [1]
  13. ^ Ignazio Thaon di Revel, Mémoires sur le guerre des Alpes, in Torino, 1871.
  14. ^ Luigi Arimattei, Una Dinastia di Uomini Illustri, la famiglia Thaon di Revel nella storia del Piemonte e dell'Italia, Faenza, Fratelli Lega Editori, 1937, p. 35.
  15. ^ [2][collegamento interrotto]
  16. ^ I Prefetti della provincia di Genova - Prefettura - Ufficio Territoriale del Governo di Genova, su www.prefettura.it. URL consultato il 17 maggio 2016.
  17. ^ Scheda senatore THAON DI REVEL Ottavio, su notes9.senato.it.
  18. ^ (FR) Giovanni Gentile, Lettere di Carlo Alberto a Ottavio Thaon di Revel, Milano, Fratelli Treves Editori, 1931.
  19. ^ Senato della Repubblica, Scheda senatore Thaon di Revel Ottavio, su notes9.senato.it. URL consultato il http://notes9.senato.it/web/senregno.NSF/c50b3ac90c64e228c125785e003cce33/ed160380c6520258c12570690031874e?OpenDocument.
  20. ^ Franco Della Peruta, Il giornalismo italiano del Risorgimento. Dal 1847 all'Unità: Dal 1847 all'Unità, FrancoAngeli, 10 gennaio 2011, ISBN 978-88-568-4288-3. URL consultato il 16 maggio 2016.
  21. ^ Scheda senatore THAON DI REVEL Ignazio, su notes9.senato.it. URL consultato il 16 maggio 2016.
  22. ^ Umberto Levra (a cura di), Storia di Torino VII Da capitale politica e capitale industriale, 1864 - 1915, in Storia di Torino, Giulio Einaudi editore, 2001, p. 208.
  23. ^ Luigi Rizzo - Marina Militare, su marina.difesa.it.
  24. ^ La Regia Marina durante la Grande Guerra a difesa della "Serenissima", su marina.difesa.it.
  25. ^ Thaon di Revel, Paolo (ammiraglio) - Scheda senatore - Istituto Luce - Cinecittà - Senato della Repubblica, su senato.archivioluce.it. URL consultato il 16 maggio 2016.
  26. ^ Genova Thaon di Revel, La cessione del Veneto. Ricordi di un commissario regio militare., Firenze, 1890.
  27. ^ Scheda senatore THAON DI REVEL Genova Giovanni, su notes9.senato.it. URL consultato il 22 maggio 2016.
  28. ^ Paolo Thaon di Revel, Teoria del bisogno Saggio di Metaeconomia, Dott. A. Giuffrè Editore Milano, 1967.
  29. ^ Segreteria generale del Palazzo Municipale, Presentazione del Podestà di Torino, in TORINO - rassegna mensile, Torino, gennaio 1929.
  30. ^ [3]
  31. ^ Scheda senatore THAON DI REVEL Paolo, su notes9.senato.it. URL consultato il 17 maggio 2016.
  32. ^ M. Storaci, Annali della Fondazione Luigi Einaudi, Torino 1968, p. 333-337 (Vol. II - articolo).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Antonio Bellezza-Prinsi, I Thaon di Revel nella storia di Ternavasso, del Piemonte e dell'Italia. Chieri, 1987.
  • Archivio privato della famiglia Thaon di Revel.
  • Archivio municipale di Poirino.
  • Luigi Arimattei, Una Dinastia di Uomini Illustri, la famiglia Thaon di Revel nella storia del Piemonte e dell'Italia. Faenza, Fratelli Lega Editori, 1937.
  • Roberto Guerri, Il lungo Risorgimento del Generale Genova Thaon di Revel Per l'Italia e per il Re. Roma, Stato Maggiore della Difesa- Ufficio Storico, 2015.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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