Claudio Amendola

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando l'attore nato nel 1986, vedi Claudio Ammendola.
Claudio Amendola al Giffoni film festival 1989

Claudio Amendola (Roma, 16 febbraio 1963) è un attore, conduttore televisivo e regista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È il figlio degli attori e doppiatori Ferruccio Amendola nato a Torino ma di origini romane, e Rita Savagnone romana di origini siciliane, è nipote del regista Mario Amendola.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Claudio Amendola con il cast del film Vacanze in America (1984)

Ha lavorato come commesso e manovale dopo aver finito la terza media. Il suo esordio è stato a diciannove anni col ruolo del pugile ebreo Davide Sonnino nella miniserie TV Storia d'amore e d'amicizia (1982). Ad essa sono seguiti ruoli anche principali nelle commedie italiane dei primi anni ottanta (Amarsi un po', Vacanze di Natale, Vacanze in America) per poi essere scelto per personaggi più drammatici (Soldati - 365 all'alba, con Massimo Dapporto, Ultrà, di Ricky Tognazzi, Mery per sempre, di Marco Risi), passare per la prima stagione di fiction italiane (metà anni novanta) e consolidare la sua fama in ruoli differenti e originali (I mitici - Colpo gobbo a Milano).

Interpreta il politico di Alleanza Nazionale ex-neofascista in Caterina va in città di Paolo Virzì e il comandante Nord ne Il partigiano Johnny di Guido Chiesa.

Nel 1986 recita assieme a Jerry Calà nella sesta puntata della miniserie TV Professione vacanze nel ruolo dell'attaccante Antonio Palombelli, affiancato da Isabella Ferrari e mandata in onda l'anno seguente. Nel 1993 vince il premio David di Donatello come migliore attore non protagonista del film Un'altra vita con Silvio Orlando e Antonello Fassari.

Nel 1998 gira il film drammatico Mare largo con Isabella Ferrari. Nel 1999 interpreta un brigante nel film La carbonara di Luigi Magni con Nino Manfredi. Nel 2000 recita con Carlo Buccirosso nel film Il grande botto nel ruolo di un ex calciatore dell'Inter. Nel 2002 lavora nel film Napoléon nel ruolo di Gioacchino Murat. Nel 2003 conduce la trasmissione del sabato sera su Rai Uno Amore mio, diciamo così.

Claudio Amendola nel film Soldati - 365 all'alba (1987)

All'inizio del 2005 gira la miniserie televisiva La caccia (regia di Massimo Spano), con Alessio Boni e Simona Cavallari. Sempre nel 2005 recita nel film Il ritorno del Monnezza, diretto da Carlo Vanzina, con Enzo Salvi ed Elisabetta Rocchetti, in cui Claudio interpreta il figlio di Nico Giraldi. Dall'anno successivo si è dato alla fiction, recitando in 48 ore ed I Cesaroni, fortunata serie TV andata in onda dal 2006 al 2014 per sei stagioni su Canale 5. La fiction si basava sul format della serie TV spagnola Los Serrano.

Recita quindi nel film Fratella e sorello di Sergio Citti le cui le riprese avevano iniziato a girare nel 2002; il film fu distribuito nel 2005. Nel 2007 recita nei panni di un frate nel film Viaggio in Italia - Una favola vera, di Luca Miniero e Paolo Genovese, con Antonio Catania e Veronica Pivetti. Nello stesso anno, torna nel ruolo di conduttore con la popolare trasmissione di Canale 5 Scherzi a parte, insieme alla showgirl Valeria Marini e alla ex miss Italia Cristina Chiabotto, per poi condurne una nuova edizione nel 2009 con Teo Mammucari e Belén Rodríguez.

Nell'estate del 2009 gira una serie TV intitolata Tutti per Bruno (anch'essa basata su una serie spagnola, Los hombres de Paco). La serie parla di un ispettore, Bruno Miranda, che deve risolvere una serie di indagini misteriose.

Il 15 marzo 2012 prende il posto di Alessandro Gassmann, impegnato nella produzione del suo primo film da regista, alla conduzione de Le Iene[1].

Nel 2014 debutta come regista cinematografico dirigendo la commedia La mossa del pinguino; in tale film recitano pure la madre Rita e la figlia Alessia.

Nell'autunno 2015 torna nelle sale cinematografiche con il film Suburra di Stefano Sollima, incentrato sulla Roma criminale contemporanea, in cui interpreta il personaggio di Samurai, un ex neofascista, divenuto uno dei più influenti personaggi della politica e della mala romana, ispirato a Massimo Carminati.

Nella primavera 2017 torna al cinema con il suo secondo film da regista, il noir-gangster Il permesso - 48 ore fuori, di cui è anche protagonista assieme a Luca Argentero, Giacomo Ferrara e Valentina Bellè. Alla fine dello stesso anno è di nuovo nelle sale con la commedia di Riccardo Milani, Come un gatto in tangenziale, interpretata accanto ad Antonio Albanese e Paola Cortellesi. Nella primavera 2018 è ancora nelle sale con il film Hotel Gagarin, diretto da Simone Spada.

Politica[modifica | modifica wikitesto]

Claudio Amendola è da sempre vicino al partito di Rifondazione Comunista. Nel 2012 Amendola ribadisce di essere comunista e aggiunge anche di essere ateo. Nella puntata di Ballarò del 24 febbraio 2015 corregge il conduttore definendosi comunista senza ex. A maggio con un video-messaggio si scontra con Matteo Salvini leader della Lega Nord, per la sua visita, poi annullata, nel quartiere romano della Garbatella.[2] Il 3 aprile 2018, tuttavia, egli solleva polemiche dichiarando che lo stesso Matteo Salvini sarebbe "il politico più capace degli ultimi 20 anni".[3]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Claudio Amendola nel 1973 insieme al padre Ferruccio, alla madre Rita Savagnone ed alla sorella

Claudio Amendola è stato sposato, dal 1983 al 1997, con Marina Grande, dalla quale ha avuto due figlie, Alessia, nata nel 1984, che ha seguito le orme dei nonni divenendo una doppiatrice, e Giulia, nata nel 1989.

La sua attuale compagna è l'attrice Francesca Neri, che ha sposato a New York l'11 dicembre 2010, dalla quale ha avuto nel 1999 il figlio Rocco.[4]

Claudio è un tifoso della Roma. In un'intervista ha dichiarato che il Genoa è la sua seconda squadra, mentre la moglie Francesca fa il tifo per la Lazio.[5]

Recentemente ha dichiarato le sue origini ebraiche al programma televisivo Matrix.

Nel settembre 2017 viene colto da un infarto improvviso e grazie alla moglie Francesca riesce ad arrivare in tempo in ospedale, dove viene ricoverato nel reparto cardiochirurgia del Policlinico Umberto I a Roma. Viene dimesso il giorno dopo essendo fuori pericolo, e in seguito al malore, l'attore smette di fumare e perde 12 chili, uscendo dal rischio di un successivo infarto fatale.[6]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Claudio Amendola da ragazzo

Attore[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Documentari[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatore[modifica | modifica wikitesto]

Produttore[modifica | modifica wikitesto]

Regista[modifica | modifica wikitesto]

Sceneggiatore[modifica | modifica wikitesto]

Programmi TV[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicità[modifica | modifica wikitesto]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Claudio Amendola presto a Le Iene Show, tgcom24.mediaset.it.
  2. ^ Matteo Salvini alla Garbatella, la video-minaccia di Claudio Amendola: "Ti stiamo preparando il pranzo"
  3. ^ Claudio Amendola e l'elogio a Salvini in diretta tv, in Il Fatto Quotidiano, 4 aprile 2018.
  4. ^ Il Messaggero, su ilmessaggero.it. URL consultato il 22 dicembre 2010 (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2010).
  5. ^ Tifosi VIP dell'AS Roma, su asrtalenti.altervista.org.
  6. ^ Claudio Amendola: "A settembre ho avuto un infarto, ora ho smesso di fumare e sono dimagrito" - Tgcom24, in Tgcom24. URL consultato il 15 aprile 2018.
  7. ^ [1]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN76513924 · ISNI (EN0000 0000 8157 0013 · SBN IT\ICCU\RAVV\101730 · LCCN (ENnr99008230 · GND (DE141722037 · BNF (FRcb14025010n (data) · NLA (EN41045737