Claudio Lippi

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Claudio Lippi
Claudio Lippi.jpg
Claudio Lippi nel 1965
NazionalitàItalia Italia
GenerePop
Periodo di attività musicale1964 – in attività
EtichettaBluebell, Disco Azzurro, RCA Milano, Philips, Duck Record, Sifare Edizioni Musicali
Album pubblicati2
Studio1
Raccolte1

Claudio Lippi (Milano, 3 giugno 1945) è un cantante, produttore discografico e conduttore televisivo italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Esordi[modifica | modifica wikitesto]

Esordisce come cantante nei primi anni sessanta, prima come solista e poi col gruppo I crociati;[1] in questo periodo incide per la Bluebell alcuni 45 giri;[2] nel 1964 partecipa al Festival delle Rose con Addio amore e, nel 1966, ottiene il primo successo discografico con Per ognuno c'è qualcuno (versione italiana del successo di Dean Martin Everybody loves somebody); segue nel 1967 Sì Maria, presentato alla Gondola d'oro di Venezia. Partecipa poi a tournée teatrali con Memo Remigi e compare come ospite in alcune trasmissioni televisive di Mike Bongiorno (nel 1963 in La fiera dei sogni) e Pippo Baudo (Settevoci), sempre in veste di cantante o di ospite brillante.[1][3]

Poi partecipa come concorrente a Un disco per l'estate 1968. Nel 1968 vive una breve avventura imprenditoriale, con la creazione dell'etichetta discografica Disco Azzurro[3] insieme al fratello Franco Lippi, fonda quindi il gruppo musicale La pattuglia azzurra, di cui fa parte anche Massimo Boldi e con cui pubblica Mezza gazzosa e Ascoltami.[1]

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1972, esordisce in radio conducendo alcune trasmissioni per la Rai, tra cui Musica In[3] e, sempre lo stesso anno, esordisce come conduttore televisivo in programmi per ragazzi (Aria aperta[4] e Giocagiò[5]), poi nel varietà Tanto piacere,[6] Rivediamoli insieme, Per una sera d'estate e Mille e una luce,[7] ed è il protagonista maschile nella trasposizione televisiva dell'operetta No, no, Nanette insieme ad Elisabetta Viviani.[8]

Nel 1975, compare nel musicarello Piange... il telefono.[9] Lo stesso anno, lavora come doppiatore alla serie televisiva di animazione Barbapapà, dando la voce a tutti i personaggi maschili; assieme a Roberto Vecchioni e Orietta Berti, canta anche la sigla di apertura: Ecco arrivare i Barbapapà.[5] Nel 1978, lavora per TeleMilano, la futura Canale 5, in un one man show, tagliato su misura per lui dallo stesso Silvio Berlusconi, Lo Sprolippio.[10]

Anni ottanta e novanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1980, RaiUno trasmette il primo quiz in fascia preserale, Sette e mezzo, condotto da Raimondo Vianello per la prima metà, mentre per la seconda da Lippi;[5] nella prima puntata da lui condotta, il concorrente Claudio Minerba di Civitavecchia stabilisce il record assoluto di vincita in una puntata nella storia del quiz. Nel 1984, lascia la Rai per passare a Fininvest, realizzando i quiz Tuttinfamiglia (1984)[11] e Il buon paese (1985)[5]. Negli anni tra il 1988 e il 1990, fa breve ritorno in Rai per condurre Giochi senza frontiere.[12] Il 1º ottobre 1990, con l'abbandono di Corrado, viene da lui scelto per presentare il quiz del mezzogiorno di Canale 5, Il pranzo è servito:[13] già nel 1985 Lippi era stato chiamato da Corrado per una breve sostituzione a Buona Domenica.[14]

Lippi alla conduzione de Il pranzo è servito nel 1992

Nel 1991, sempre su Canale 5, presenta la terza edizione di Bellezze al bagno[15] e nel 1992 anche Bellezze sulla neve.[3] Nel 1992 al Pranzo arriva una nuova valletta, Luana Ravegnini, con cui Lippi avrà una lunga relazione.[16] Nella primavera del 1992, la direzione decide di prolungare la trasmissione per tutto il periodo estivo: Lippi è provato e ha problemi di salute, per cui rimane vittima di uno svenimento in studio.[senza fonte] Nel 1993 è alla guida di un quiz, ideato da Corrado, estrapolato da La corrida, intitolato Sì o no?. Dopo un periodo di crisi personale (con un divorzio) e la rottura con i vertici Mediaset, lavora per Telemontecarlo, realizzando Casa Cosa insieme alla Ravegnini.[3]

Nel 1996 si propone quasi casualmente per il ruolo di conduttore di Mai dire gol con la Gialappa's Band, programma di punta di Italia 1. Lippi deve la presenza a Mai dire Gol a un litigio tra Teo Teocoli e la Gialappa's: in seguito alla defezione dello showman, il trio è costretto a trovare un rimpiazzo e recluta Lippi che viene mandato in onda improvvisando.[17][18] Il fare goffo (non del tutto involontario) lo rende un bersaglio perfetto sia per il trio comico che per la verve di Simona Ventura e rimane al programma per diversi anni con buon successo. Nel 1998 ha un ruolo minore in Paparazzi, film di Natale della coppia Massimo Boldi-Christian De Sica, per la regia di Neri Parenti,[19] e nello stesso anno conduce per un breve periodo Striscia la notizia.

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

In seguito, partecipa alla Buona Domenica di Maurizio Costanzo e di Lorella Cuccarini, senza però prendere parte alla stagione 2002/2003 e collabora ad altre produzioni, come Simpaticissima, 6 del mestiere?!,[20] Strada facendo[21] e Canale 5 story. Lavora con Michelle Hunziker al varietà Tacchi a spillo.[22] Nel 2002 è impegnato con La sai l'ultima?, show di prima serata insieme a Natalia Estrada, programma a cui entrambi torneranno nel 2004.[23] Nel 2003, durante una crisi con Mediaset, ritorna su Rai 2, dove conduce Eureka, e partecipa a Domenica in, lo storico programma concorrente di Buona Domenica; la collaborazione sarà tuttavia breve e Lippi tornerà alla tv commerciale.[3]

Il 28 ottobre 2006 annuncia di lasciare la conduzione di Buona Domenica, dopo sole 5 puntate, per divergenze con gli autori, in particolare il capoprogetto Cesare Lanza, e i vertici Mediaset. Lippi ha spiegato, infatti, di non condividere il nuovo corso del programma, condotto da Paola Perego, troppo dedito alla volgarità e al trash, come specificato dal conduttore milanese[24]. Da qui in poi la sua carriera nel mondo televisivo riceve un grosso arresto limitandosi a piccole apparizioni come ospite. Il 12 luglio 2008 riceve il "Grand Prix Corallo città di Alghero", nel corso del Gran Galà dello Sport e della Tv 2008.[25] Un anno dopo il periodo di inattività televisiva, dal marzo 2009, conduce Dahlia in campo su Dahlia TV,[25] e dal settembre 2010 è presenza fissa nei programmi Rai Uno La prova del cuoco[26] e Se... a casa di Paola.

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Il 30 dicembre 2010 torna in tv con il game-show I love Italy su Rai 2.[27] Nel luglio 2011 conduce su Rai International il Gran Galà del Made in Italy l'oscar alle eccellenze italiane scritto e prodotto da Nicola Paparusso e Gian Carlo Nicotra che ne curò anche la regia.[28] Nel settembre 2011 inizia le registrazioni per la realizzazione di un nuovo album musicale, Volare è meraviglioso.

L'8 aprile 2012 esce su iTunes il nuovo album Volare è meraviglioso, pubblicato da Sifare Edizioni Musicali, arrangiato e prodotto da Francesco Digilio, un omaggio a Domenico Modugno.[1] Dal 2012 al 2015 fa parte della giuria del programma musicale in prima serata Tale e quale show su Rai 1 prima come giurato e poi come concorrente dal 2017.[29] Nel maggio 2012 conduce, con Elisa Isoardi, il nuovo varietà di Rai 1 Punto su di te!.[30] Dall'autunno 2012 Lippi co-conduce con Antonella Clerici ogni sabato La prova del cuoco in onda su Rai 1.[26]

Il 2 giugno 2015 è il conduttore, insieme ad Amadeus, Pupo e Max Giusti della Partita del cuore su Rai 1.[31] Dal 2011 conduce il Grand Prix Corallo Città di Alghero con il giornalista Nicola Nieddu. Nella stagione 2017-2018, è nel cast dell'edizione di Domenica in, con Cristina e Benedetta Parodi. Questa esperienza non fu, a suo dire, positiva.[32][33]

Dal 9 settembre 2019 è impegnato nella co-conduzione de La prova del cuoco insieme con Elisa Isoardi.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Doppiaggio[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Trasmissioni[modifica | modifica wikitesto]

Prosa[modifica | modifica wikitesto]

  • No No Nanette (Rai, 1974)

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • Nuove leve alla ribalta (Canale Nazionale, 1965) - cantante in gara
  • Indianapolis (Canale Nazionale, 1970)
  • Musica In (Canale Nazionale, 1974-1975)
  • Recital di... (Canale Nazionale, 1976-1977)
  • Kursaaal tra noi (Rai RadioUno, 1976)
  • Subito Quiz (Rai RadioDue, 1982-1983)
  • Due di pomeriggio (Rai RadioDue, 1984)
  • DiscoGame (Rai RadioDue, 1984-1985)
  • Via Asiago Tenda (Rai RadioUno, 1988-1989)

Pubblicità[modifica | modifica wikitesto]

Peroni - Anni '70 Valleverde - (1989) Citroen Saxo, Xsara, ZX e Xantia - Anni '90 Auricchio - (1999)

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Daniele Benvenuti, Cantattori, LIT EDIZIONI, ISBN 978-88-62-31622-4.
  2. ^ (EN) Billboard, 30 Singers Give Best at Venice Song Fest, numero del 15 luglio 1967.
  3. ^ a b c d e f Marco Saporiti, La storia di Canale 5, Lulu.com, 2011, ISBN 978-88-96-78213-2, pp. 59-61.
  4. ^ Ivano Rebustini, Antonello Venditti. Ciao uomo, LIT EDIZIONI, ISBN 978-88-62-31682-8.
  5. ^ a b c d Claudio Lippi a cura di balthazarmanagement.com, verificato il 10 ottobre 2019.
  6. ^ Massimo Emanuelli, 50 anni di storia della televisione attraverso la stampa settimanale, GRECO & GRECO Editori, 2004, ISBN 978-88-79-80346-5, p. 291.
  7. ^ Giuseppe Di C’era, Il romanzo del grande Milan, Newton Compton Editori, 2015, ISBN 978-88-54-18793-1.
  8. ^ Davide Bellucci, Guida al Musical Theatre, Youcanprint, 2018, ISBN 978-88-27-85183-8.
  9. ^ Centro di studi cultura, promozione e difusione del cinema, Annuario del cinema italiano e audiovisivi, 1975, p. 127.
  10. ^ Marco Columbro, Tivù, tivù, Theorema, 1994, p. 62.
  11. ^ Peppino Ortoleva; Barbara Scaramucci, Enciclopedia della radio, Garzanti, 2003, ISBN 978-88-11-50497-9, p. 441.
  12. ^ Massimo Emanuelli, 50 anni di storia della televisione attraverso la stampa settimanale, GRECO & GRECO Editori, 2004, ISBN 978-88-79-80346-5, p. 450.
  13. ^ Micol Pedretti, I LOVE 80 (vol.61), HOW2 Edizioni, 2015, ISBN 978-88-99-35674-3.
  14. ^ Riccardo Bocca, Gli anni feroci, Rizzoli, 2011, ISBN 978-88-58-60755-8.
  15. ^ Aldo Grassi, Enciclopedia della televisione Garzanti, Garzanti, 1996, ISBN 978-88-11-50466-5, p. 64.
  16. ^ Autori Vari, Tutti i nomi per il mio bebè, Rizzoli, ISBN 978-88-58-66635-7.
  17. ^ Epoca, 1996, p. 82.
  18. ^ Addio Caccamo, Teocoli se ne va (12/06/1995) a cura de la Repubblica, link verificato il 14 ottobre 2019.
  19. ^ (EN) Roberta Piazza; Monika Bednarek; Fabio Rossi, Telecinematic Discourse, John Benjamins Publishing, 2011, ISBN 978-90-27-28515-7, p. 39.
  20. ^ Manuela Campari, Lippi resta a Mediaset e ricomincia dal "mestiere", in la Repubblica, 27 giugno 1997. URL consultato il 15 maggio 2016.
  21. ^ Laura Cremonini, Il tuo vizio è una stanza chiusa e solo io ne ho la chiave, Self-Publish, 2018.
  22. ^ Joseph Baroni, Dizionario della televisione, Raffaello Cortina Editore, 2005, p. 469, ISBN 88-7078-972-1.
  23. ^ Sebastiano Messina, Bagnetti bagnini e freddure, in la Repubblica, 30 luglio 2002, p. 49. URL consultato il 18 ottobre 2011.
  24. ^ Lippi: lascio «Buona domenica» perché lì vogliono tv spazzatura, Corriere della Sera, 2 novembre 2006
  25. ^ a b Claudio Lippi a cura di grandprixcorallo.it, link verificato il 26 ottobre 2019.
  26. ^ a b Antonio Giangrande, Italia allo specchio: il dna degli italiani (V parte), AG, 2019, p. 367.
  27. ^ I Love Italy con Claudio Lippi su Rai 2 a cura di fanpage.it, articolo del 29 dicembre 2010, link verificato il 26 ottobre 2019.
  28. ^ Gran galà del Made in Italy a cura di nicolapaparusso.it, link verificato il 26 ottobre 2019.
  29. ^ Claudio Lippi concorrente a Tale e Quale Show: “Non sarei mai tornato come giurato”, articolo del 21 settembre 2017, link verificato il 26 ottobre 2019.
  30. ^ Antonio Giangrande, Spettacolopoli, AG, p. 464.
  31. ^ , Amadeus condurrà la Partita del cuore 2015 su Rai1 con Max Giusti, Pupo e Claudio Lippi a cura di tvblog.it, articolo del 31 maggio 2015, link verificato il 26 ottobre 2019.
  32. ^ Claudio Lippi, sfogo su Domenica In e tutta la tv italiana: ‘La mia presenza? Inutile’ a cura di tvzap.it, link verificato il 26 ottobre 2019.
  33. ^ Claudio Lippi: “A Domenica In mi hanno ignorato. Tutti meritano rispetto, io non l’ho avuto” a cura di ilfattoquotidiano.it, articolo del 1 giugno 2018, link verificato il 26 ottobre 2019.
  34. ^ Diffuso in pochissime copie e poi ritirato dal mercato; sostituito da Cosa importa/Tu non sai, con lo stesso numero di catalogo.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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