Balduina

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La Balduina è un'area urbana del Municipio Roma XIV (ex Municipio Roma XIX) di Roma Capitale.

È situata all'interno del quartiere XIV Trionfale, del quale rappresenta quasi tutta la parte sud est, escluse le strade attigue alla Città del Vaticano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Veduta di Roma dalla via Trionfale. Sulla sinistra, l'arco d'ingresso a villa Mellini, odierno Osservatorio Astronomico di Roma.
(Hermann David Salomon Corrodi, olio su tela, 1876)

Il nome Balduina deriva da Baldovino del Monte (1485-1556), fratello di papa Giulio III, che su Monte Mario possedeva vasti terreni. La più antica strada della zona, corrispondente all'attuale via San Tommaso d'Aquino, si staccava dalla via Trionfale nei pressi del Borghetto San Lazzaro - ultima tappa della via Francigena per i pellegrini diretti verso San Pietro - e girava attorno alla collina argillosa dell'attuale fortilizio militare di viale delle Medaglie d'Oro per poi entrare nei terreni di Baldovino all'altezza dell'odierna via Elio Donato, ove sorgeva un'edicola contenente l'immagine sacra della Madonna del Pozzo (spostata negli anni cinquanta del XX secolo nella vicina chiesa di Santa Paola Romana) da cui prende tuttora il nome l'adiacente "borghetto Madonna del Pozzo".

Sviluppo edilizio[modifica | modifica wikitesto]

La zona si sviluppò con un primo intervento a villini in base a una convenzione urbanistica con la società dell'ingegnere Carlo Pomilio, proprietaria dei terreni, approvata con delibera del consiglio comunale di Roma il 26 gennaio 1920. La zona, infatti, era situata all'esterno del Piano Regolatore di Roma del 1909. Preesistenti erano le dimore disposte lungo la via Trionfale, villa Monte Mario, villa Stuart, casini e casali quali il Casino degli Spiriti, la già citata edicola votiva della Madonna del Pozzo nell'area omonima ed alcuni edifici religiosi.

Già con le modifiche apportate nel 1920 al regolamento speciale edilizio del 1911 e con la variante generale al piano regolatore messa a punto negli anni 1925-'26 e in gran parte recepita dal piano regolatore del 1931, si passò ad una edificazione più intensiva della zona che, dal 1940, divenne di proprietà della Società Generale Immobiliare. Il piano particolareggiato di esecuzione e le numerose varianti incrementarono notevolmente i pesi insediativi, portando al completamento dei prospetti su viale Tito Livio e su viale delle Medaglie d'Oro, per poi estendersi alle aree circostanti.

Tra la fine degli anni quaranta a tutti gli anni cinquanta si costituirono cooperative edilizie per la realizzazione di palazzine condominiali nella zona. Le cooperative erano omogenee per categoria professionale dei soci (giornalisti, magistrati, ufficiali, dipendenti dei vari ministeri, ecc.) ed iscritte all'elenco del Ministero dei lavori pubblici sotto forma di società per azioni o a responsabilità limitata, finanziate dai soci stessi ed integrate con un contributo statale variabile e l'accensione di mutui agevolati (ad esempio con la Cassa Depositi e Prestiti). L'estinzione del mutuo, in genere trentacinquennale, portava allo scioglimento della cooperativa. Le prime cooperative operarono nei lotti rimasti vuoti tra i villini dell'anteguerra sui viali delle Medaglie d'oro e Tito Livio, poi sulla nuova via della Balduina, che allora si fermava all'incrocio con via Ugo De Carolis proseguendo da lì con uno sterro, o ancora partendo dalla lottizzazione di piazza della Balduina lambendo anche i casali e le piccole fattorie di agricoltori che ancora lavoravano nella zona, alcuni vendendo le loro merci al mercato di piazza Mazzaresi (in seguito coperto) o in quello di via Vegezio.

Negli anni sessanta l'area raggiunse il suo massimo sviluppo edilizio: le palazzine si espansero su tutto il versante della collina attestandosi, da un lato, lungo la ferrovia umbertina Roma-Viterbo e dall'altro alla dorsale segnata dalla via Trionfale che a quest'altezza perde la sua numerazione cardinale per assumere quella indicante la distanza metrica progressiva dal Campidoglio. Le tecniche costruttive dell'epoca, insieme all'orografia del luogo e alla disponibilità di argilla, caratterizzarono molti progetti del tempo con l'esecuzione di grandi muri perimetrali in tufelli scuri a tenere il terrapieno sul quale poi sorgevano in quota le palazzine dando talora ai piani terra la conformazione di giardini pensili. Altra caratteristica divenne poi l'abbondante presenza di scalinate, scalee o rampe in travertino ad unire strade a quote diverse o a completarne alcune.

Odonomastica[modifica | modifica wikitesto]

Molte strade della Balduina sono intitolate a caduti in guerra, tutti medaglie d'oro al valore militare, collettivamente celebrati anche dal piazzale e dal viale omonimi: tra di essi, numerose vittime dell'eccidio delle Fosse Ardeatine come Vito Artale, Ugo De Carolis, Aladino Govoni, Giuseppe di Montezemolo e Romeo Rodriguez Pereira, oppure partigiani come Duccio Galimberti o patrioti della prima guerra mondiale come Damiano Chiesa e Alberto Cadlolo.

Per il resto, le vie di zona hanno per eponimi poeti e scrittori latini, soprattutto della tarda latinità e paleocristiani ma anche di età classica (Cornelio Nepote), augustea (Tito Livio) ed imperiale (Svetonio, Seneca). Fra le poche eccezioni, i filosofi greci Socrate, Platone e Plotino (idealmente associati a filosofi e teologi italiani di epoca varia ricordati in vie limitrofe, site attorno alle pendici di Monte Mario: San Tommaso D'Aquino, Antonio Genovesi, Giovanni Gentile, Enrico Caporali, Antonio Labriola, etc.), oltre a denominazioni locali come via e piazza della Balduina, via Massimi, le vie del parco Mellini, di villa Bini, di casal Ciocci o il borghetto Madonna del Pozzo.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Insediamenti civii e architettura contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

Presso la sommità del colle, sopra la via Trionfale, sono presenti alcuni luoghi celebri del profilo urbano: l'albergo Rome Cavalieri, Waldorf Astoria Hotels & Resorts, l'antenna radiorelevisiva del centro trasmittente di Monte Mario e l'Osservatorio astronomico, posto da Giuseppe Armellini nella villa Mellini, con annesso Museo Copernicano, dal quale passa il meridiano di Roma, con coordinate 41°54'N 12°30'E. Istituito nel 1923, dopo la chiusura degli antichi osservatori del Campidoglio e del Collegio Romano fu ufficialmente inaugurato nel 1938. L'Osservatorio è dotato di due cupole principali e di una torre solare. Quest'ultima contiene un celostato (strumento a specchi atto a seguire il Sole nel suo moto diurno) con il quale si effettuano studi di fisica solare. Del complesso facevano parte anche una palazzina trasformata nell'Ottocento in un neogotico villino denominato villa Falconieri che ospita la struttura "Piccolo rifugio" delle volontarie della carità e i due edifici all'angolo tra la via Trionfale e viale dei Cavalieri di Vittorio Veneto. Uno di questi, fino al restauro del 1999, conservava visibili i resti dell'abside della vecchia chiesetta della Santa Croce abbattuta nel 1849. Ivi già insisteva un oratorio eretto per il Giubileo del 1350 e riscoperto nel 1971.

Il vicino monastero domenicano della Madonna del Rosario conserva una immagine votiva della Vergine proveniente dalla basilica di Santa Maria in Trastevere, rimossa a forza durante il periodo delle lotte tra papi e antipapi e lì sostituita poi dalla preziosa immagine della Madonna della Clemenza o Madonna Theotokòs, nella cinquecentesca cappella Altemps come nuova immagine del potere costituito. La chiesa del Rosario era anche conosciuta in precedenza dai pellegrini che giungevano a Roma per la via francigena come «chiesa della Madonna della Febbre» (così come la chiesetta di S.Lazzaro sempre sulla via Trionfale era detta «dei lebbrosi»). La scenografica scalinata dinanzi alla chiesa fu posta a partire dal 1836 quando la pendenza di tutto questo tratto della via Trionfale fu addolcita con il disegno di nuovi tornanti insieme all'incanalamento del fosso della Sposatella sul quale la strada passa a mo' di ponticello.

Tra l'edilizia dell'area, senza mai eccessivi intensivi abitativi, trovano spazio anche lavori di architetti di un certo tono tra cui Gino Coppedè che negli anni quaranta ha realizzato un villino signorile in via Svetonio e ristrutturato il villino Baldoni, edificio religioso sul viale delle Medaglie d'oro; o negli anni sessanta Alberto Barbagallo col Mercato Belsito di piazza Carlo Mazzaresi, del 1962, posto tra edifici di otto piani, ma con una copertura a sbalzi che cerca di far esplodere verso l'alto una struttura estremamente bloccata in una pianta quadrata; o Sergio Lenci autore di un complesso di palazzine in via Papiniano e Ugo Luccichenti[1] architetto della linea d'edifici dal forte gioco cromatico sul piazzale delle Medaglie d'oro, con annesso ufficio postale, poi dell'Hotel Rome Cavalieri, (1953-1962) in via Alberto Cadlolo, della cosiddetta Casa dell'Ammiraglio in via Carlo Evangelisti e di alcuni edifici residenziali, eleganti e tutti caratterizzati da grandi finestre, in via Damiano Chiesa, via Proba Petronia, via Giuseppe Rosso e via Appiano.

Edifici religiosi[modifica | modifica wikitesto]

Chiesa di San Pio X
  • La chiesa di san Pio X, dell'arch. Antonio Ressa, domina dal 1957 la piazza della Balduina, fulcro della vita commerciale della zona. Il prospetto dell'edificio di culto (al quale, rispetto al progetto originario, mancano le quattro statue degli Evangelisti da porsi sui piedistalli bianchi visibili sopra gli ingressi) elevato su un'altura naturale, è completato da una doppia scalinata in travertino incorniciata da due cedri del Libano. L'interno, che può accogliere fino a cinquecento persone sedute, è diviso in tre navate, le laterali con cappelle, mentre la navata centrale, alta più di venti metri, presenta una Via Crucis le cui quattordici formelle in cotto sono di Raoul Vistoli (1963); il crocifisso bronzeo dell'altare maggiore e un San Giovanni Battista sono invece opera tarda di Publio Morbiducci, medaglista e scultore già famoso per il Monumento al Bersagliere a Porta Pia del 1931 o per il busto raffigurante il maresciallo Raffaele Cadorna al Gianicolo.
  • Chiesa di Santa Paola Romana, in via Duccio Galimberti.
  • Chiesa di Santa Maria Stella Matutina, in via Lucilio. Parrocchia eretta il 10 dicembre 1951 con il decreto del cardinale vicario Clemente Micara "Cum SS.mus Dominus Noster".
  • Chiesa di San Fulgenzio, in via della Balduina. Parrocchia eretta il 9 novembre 1967 con il decreto del cardinale vicario Clemente Micara "Quotidianis curis".
  • Cappella di Santa Maria degli Angeli in via Lattanzio. Annessa all'omonimo istituto scolastico delle suore del Bambino Gesù e con esso demolita nel 2017.

Casali e Ville storiche[modifica | modifica wikitesto]

La Balduina ospita ville e casali storici, spesso affiancati ad edifici religiosi.

  • Il cosiddetto casale Ciocci, in via Domizia Lucilla, prende il nome da un suo precedente proprietario; è una villa cinquecentesca costruita forse da Baldassarre Peruzzi per l'amico Blosio Palladio con affreschi della scuola di Perin del Vaga nella "sala degli elementi" e altri, oggi perduti, raffiguranti i lavori dei mesi.
  • Villa Stuart, sulla via Trionfale, è una seicentesca dimora con un vasto giardino circostante; acquistata nel secolo XVIII da James Francis Edward Stuart da cui prese il nome, fu ereditata nell'Ottocento dalla contessa e poetessa inglese Emmeline Stuart-Wortley che, assieme al suo amante Lord Allen, soleva praticarvi sedute spiritiche e rituali di magia nera che finirono per portare entrambi alla follia: lo scheletro di Lord Allen fu rinvenuto casualmente dietro un muro durante successivi lavori di ristrutturazione.[2] Oggi Villa Stuart è sede dell'omonima clinica privata; l'aura sinistra che la pervadeva sopravvive nell'immaginario locale nella dépendance sita di fianco all'ingresso su via Trionfale e detta ancor oggi «casino degli spiriti».
  • Di fronte a Villa Stuart, si trova Villa Blumenstihl, detta anche "villa Monte Mario". Fu proprietà di Bernardo Blumensthil, alsaziano, fiduciario del Vaticano e collaboratore dei Mellini, a loro volta possidenti della villa quattrocentesca ove oggi sorge l'Osservatorio Astronomico. "Villa Monte Mario" è anche il nome dell'adiacente residenza delle suore Carmelitane del Divin Cuore di Gesù;
  • Poco distante, la villa della famiglia principesca dei Massimo, del XVII secolo, che, perse le due ali meridionali, conserva oggi solo il corpo centrale seminascosto dietro all'abside della chiesa di San Fulgenzio: da essa prende il nome via Massimi, che la separa proprio da Villa Blumenstihl.
  • Lungo l'antica via Francigena, su uno dei tornanti della via Trionfale, si trova villa Miani. La residenza compare in una pianta del 1835 come proprietà di Giacomo Benvenuti. Nel 1874 fu ristrutturata per la Società di Monte Mario, dell'ex sindaco di Roma (1871-'72) Francesco Crispignini. Fu proposta, ma senza seguito, come sede dell'università della Chiesa Metodista Episcopale Americana. Nel 1939 fu acquistata dalla Società Anonima Ville Panoramiche, il cui amministratore unico era Luigi Miani, al quale la villa deve l'attuale denominazione.
  • Alle pendici di Monte Mario hanno sede altre due residenze storiche: l'ottocentesca villa Mazzanti, su due piani più loggetta, ricca di affreschi, nel bel mezzo del verde della collina e Villa Madama, alla quale si accede dai Prati di Castello: voluta nel 1517 dal futuro papa Clemente VII, fu forse un progetto originale di Raffaello.

Parchi e aree verdi[modifica | modifica wikitesto]

  • Parco regionale urbano del Pineto: istituito nel 1987, è un'area naturale protetta del comune di Roma di circa 240 ettari, di cui 26 di riserva integrale. Vi si accede da via Vittorio Montiglio e da via Proba Petronia.
  • Parco lineare: inaugurato il 14 giugno del 2014, consiste in una una pista ciclopedonale che collega il parco di monte Ciocci con la zona della stazione di Roma Monte Mario, vicino al complesso di Santa Maria della Pietà, e segue il tracciato della ferrovia metropoltana FL3 Roma-Viterbo, correndovi a fianco o passando direttamente sopra i tratti in galleria. È il più grande parco del suo genere a Roma, lungo cinque chilometri con una pendenza media dell'1%, con dieci accessi integrati con le strade di mobilità tradizionale e dotati di tornelli per impedire l'ingresso ai veicoli a motore, la coincidenza con quattro stazioni della linea FL3 (Appiano, Balduina, Gemelli, Monte Mario), tre aree giochi, una pista di pattinaggio, dieci fontanelle e oltre cento panchine.
  • Riserva naturale regionale di Monte Mario: sita sul versante meridionale del colle, si affaccia sui prati di castello e sulla piana del Tevere con un'estensione di 120.000 m². Istituita come parco nel 1990 con la messa a dimora di 16.000 essenze verdi, che affiancarono la preesistente vegetazione mediterranea costituita prevalentemente da pini domestici, fu inaugurato ufficialmente nel 1993 e divenne riserva naturale grazie ad una legge regionale del 1997.[3]

La Balduina nel cinema[modifica | modifica wikitesto]

La zona negli anni fu prediletta come set cinematografico, spesso per la vista panoramica sulla città di Roma e sul colle Vaticano.

Già nel 1945 la scena finale di Roma città aperta di Roberto Rossellini vede, con la cupola di San Pietro sullo sfondo, alcuni ragazzi discendere da Monte Ciocci lungo la rampa ancor oggi in uso nell'omonimo parco.

Villa Miani compare in numerose pellicole a partire dal 1954 tra cui Lo scopone scientifico del 1972 e Il secondo tragico Fantozzi del 1976.[4]

Ne Il marito (di Nanni Loy e Gianni Puccini), Alberto Sordi abita un attico di via Lucio Apuleio che, all'epoca (1957), era edificata solo fino a quell'altezza mentre il resto della collina (verso le attuali vie Cremuzio Cordo, Sesto Rufo e Livio Andronico), era ancora a pascolo.

Le scene iniziali de Il sorpasso di Dino Risi (1962) vedono Vittorio Gassman dapprima attraversare piazza Francesco Morosini alle pendici della zona, quindi svoltare con l'automobile da via Appiano su via Proba Petronia, dove incontra Jean-Louis Trintignant più o meno in corrispondenza dell'attuale ingresso del parco inaugurato nel 2006. Altri due film di Risi con Gassman sono parzialmente girati nel quartiere: Il mattatore (1960) in cui Gassman abita a largo Damiano Chiesa e Il profeta (1967) che ha la sua scena finale filmata in piazza Attilio Friggeri.

Nel 1964 viene girato L'ultimo uomo della Terra di Ubaldo Ragona, un film di fantascienza con Vincent Price che, pensato prima per gli studios americani, viene poi girato a Roma in alcuni spazi con prospettive e suggestioni metafisiche quali il Foro Italico, l'EUR e l'interno della chiesa di S. Pio X con il presbiterio allo stato originale, precedente il restauro seguito al Concilio Vaticano II.

Nel 1976 Ettore Scola gira Brutti, sporchi e cattivi con Nino Manfredi sulle pendici di Monte Ciocci, nei terreni dell'Istituto Agrario Federico Delpino in via Domizia Lucilla, dove posiziona le baracche della derelitta famiglia Mazzatella proprio dinanzi alla cupola di San Pietro (nella pellicola, l'area è denominata borghetto dei sorci).[5]

Lo stesso punto compare nella scena finale di Casa mia, casa mia... di Neri Parenti con Renato Pozzetto nel 1988. Ancora Parenti gira alcune scene di Paparazzi nel 1998 in piazza della Balduina.

Nel 1976 Nanni Moretti, nel suo primo film autoprodotto Io sono un autarchico, filma la zona del Belsito e via dei Cavalieri di Vittorio Veneto, ancora incompleta. Nel primo episodio di Caro diario (1993) inquadra gli edifici di piazzale delle Medaglie d'Oro nel suo giro per le architetture di Roma e in Aprile (1998) visita la sua vecchia scuola elementare, sita nel Parco della Vittoria.

Il duello de L'ora di religione (2002) di Marco Bellocchio con Sergio Castellitto protagonista, si svolge su Monte Ciocci, nei terreni dell'Istituto Delpino.

L'edificio su pilotis dell'architetto Luccichenti in via Proba Petronia, segnalato nel piano regolatore generale come "emergenza di valore storico ed architettonico" (già inquadrato nella citata sequenza iniziale de Il sorpasso di Risi) fu set di una scena di SMS - Sotto mentite spoglie (2007) di e con Vincenzo Salemme.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ferrovia regionale laziale FL3.svg
 È raggiungibile dalle stazioni di: Appiano e Balduina.

La ferrovia, a binario unico fino a Viterbo, sua destinazione finale, fu inaugurata alla fine dell'Ottocento durante il regno di Umberto I nella generale riorganizzazione del trasporto ferroviario della città; si stacca dalla linea Roma-Pisa una volta lasciate le stazioni San Pietro e Vaticana, arrivando dal colle vaticano in quota al Monte Ciocci con un alto cavalcavia ad archi in mattoni a passare la zona delle fornaci e dell'attiguo borghetto sull'imbocco della Valle Aurelia. Solo con la nascita del quartiere, alla fine degli anni cinquanta, fu aperta sulla linea la fermata Balduina che divenne Stazione con personale in loco negli anni settanta; ciò anche per una maggiore sicurezza e controllo sullo scambio dei binari a garantire la compresenza di due convogli da qui fino al cavalcavia successivo sulla Valle Aurelia in direzione della via Pineta Sacchetti. Con una frequenza compresa tra i 25 e gli 80 minuti, con l'uso di mezzi prima a vapore e poi a Diesel (le celebri littorine), fu più volte proposto la cancellazione della linea ritenuta a servizio di zone non ancora troppo popolate e con una destinazione finale, Viterbo, già raggiunta dalla linea in partenza da piazzale Flaminio. Le richieste continue degli utenti, la riorganizzazione delle Ferrovie dello Stato dal 1993, l'arrivo del Giubileo del 2000 hanno portato invece ad un recupero totale della linea, raddoppiata fino a Cesano di Roma ed elettrificata fino a Viterbo. Altre fermate sono state aggiunte in proporzione alla crescita della città, tra queste la fermata Proba Petronia-Appiano a Monte Ciocci, posta in sotterranea come tutto il tratto di binari che attraversa il quartiere. La Stazione della Balduina, anch'essa ipogea, è stata al tempo stesso declassata a semplice fermata. L'inaugurazione della nuova linea si è avuta a maggio del 2000.

Lungo l'asse di viale delle Medaglie d'oro è servita dalla linea bus 913. All'interno del quartiere passa la linea 990, dal 2001 prolungata dalle scuole dell'obbligo di via Giancarlo Bitossi fino alla zona di Monte Mario Alto, in via Sappada, dove si trova il nuovo ufficio postale denominato ancora Roma-Belsito, decontestualizzando così anche questo nome. Dal 2014 la 990 è stata prolungata alla stazione di Monte Mario. Le linee 990 e 913 corrispondono grosso modo rispettivamente alle linee di vecchia numerazione 45-45 barrato e 47-47 barrato, così indicate fino all'inaugurazione della Linea A della metropolitana di Roma nel febbraio 1980. La prima era la corsa vera e propria del quartiere, collegando la zona delle scuole suddette coi Prati di Castello fino al capolinea, prima posto dentro villa Borghese. La seconda, dal centro, si attestava di fronte alla trattoria Belsito sul piazzale delle Medaglie d'oro (ove ancora esiste un vecchio botteghino per controllori) per poi, tra le due Guerre, prolungare la sua corsa verso la zona in edificazione delle Case Nostre a Sant'Onofrio e il comprensorio di Santa Maria della Pietà.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Valerio Palmieri (2012) Ugo Luccichenti - Villino Trionfale a Roma
  2. ^ I fantasmi di Villa Stuart a Roma: l'occultismo, il Casino degli Spiriti e lo scheletro di Lord Allen, su OUBLIETTE MAGAZINE, 13 luglio 2018. URL consultato il 22 giugno 2019.
  3. ^ Monte Mario, su www.parchilazio.it. URL consultato il 28 giugno 2019.
  4. ^ VILLA MIANI il Davinotti
  5. ^ Brutti, sporchi e cattivi (1976) - Forum - il Davinotti, su www.davinotti.com. URL consultato il 15 giugno 2019.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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