Il profeta (film 1968)

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Il profeta
Il profeta - 1968.jpg
Una scena del film
Lingua originaleitaliano
Paese di produzioneItalia
Anno1968
Durata100 min
Generecommedia
RegiaDino Risi
SoggettoRuggero Maccari, Ettore Scola, Dino Risi
SceneggiaturaRuggero Maccari, Ettore Scola
ProduttoreMario Cecchi Gori
FotografiaAlessandro D'Eva
MontaggioMarcello Malvestito
MusicheArmando Trovajoli
ScenografiaGiovanni Natalucci, Piero Poletto
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Il profeta è un film commedia italiano del 1968 diretto da Dino Risi.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Pietro Breccia è un uomo che da tempo ha deciso di abbandonare la civiltà diventando un eremita, lasciandosi alle spalle il logorio della vita moderna, il consumismo, e tutte le inutilità della civiltà dei consumi stessa. Da anni vive in solitudine sul monte Soratte, nei pressi di Roma. Un giorno viene scovato da una troupe televisiva, che fiutando lo scoop, decide di documentare il curioso eremitaggio dell'uomo.

Da quel momento per Breccia finisce la pace. Suo malgrado viene risucchiato in società, dato che l'improvvisa notorietà, che ha svelato la sua identità passata, lo costringe a scendere dal monte per rispondere davanti alla giustizia del mancato versamento delle tasse durante gli anni di eremitaggio.

Durante il soggiorno in città, Breccia viene sedotto da Maggie, una giovane hippy dalla sessualità molto disinibita, che lo costringe ad infrangere il voto di castità tanto strenuamente mantenuto nel corso degli anni. In aggiunta, un losco individuo senza scrupoli cerca in tutti i modi di sfruttare la bizzarra storia dell'uomo per ricavarne profitti economici.

Alla fine Breccia si fa convincere a lucrare sulla propria fama, rinnegando i suoi principi filosofici, ed aprendo infine un ristorante nella capitale.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Scritto con Ettore Scola e Ruggero Maccari, il film non ricevette particolari consensi da parte della critica, che lo definì in prevalenza una rimasticatura del precedente Il tigre (1967) con intenzioni di critica sociale e satira dei costumi non del tutto riuscite. Lo stesso regista così si espresse riguardo al film: «è proprio un film di cui preferirei non parlare».

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La colonna sonora del film, composta e arrangiata dal maestro Armando Trovajoli, è stata utilizzata per un certo periodo come sigla iniziale del ciclo Cinema del canale televisivo Canale 5.[1]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Filmato audio DarkNightTube, Canale 5 | Sigla Ciclo film “Cinema” in 16:9, su YouTube, 29 ottobre 2017. URL consultato il 4 marzo 2018.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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