Yvonne Sanson

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Yvonne Sanson

Yvonne Sanson (Salonicco, 29 agosto 1925[1]Bologna, 23 luglio 2003) è stata un'attrice greca naturalizzata italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Yvonne Sanson è nata a Salonicco il 29 agosto del 1925 da madre greca e padre francese di origini russe. Nel 1943 la famiglia si rifugiò in Italia e lei completò gli studi in un istituto gestito da suore cattoliche. Quando Roma fu liberata lei stava lavorando come indossatrice per alcune sartorie.

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Grazie al suo aspetto fisico tipicamente mediterraneo (capelli bruni, fisico dalle forme giunoniche, sguardo altero) fu notata da un produttore e iniziò la carriera cinematografica con piccoli ruoli nei film La grande aurora (1946) di Giuseppe Maria Scotese accanto a Rossano Brazzi e Aquila nera (1946) di Riccardo Freda, tratto da un racconto di Puskin, con Rossano Brazzi e Gino Cervi.

Nel 1947 Alberto Lattuada le affidò il primo ruolo importante, la fatale Ginevra Canale nel film Il delitto di Giovanni Episcopo, tratto dal romanzo di Gabriele d'Annunzio. Lei recita accanto ad Aldo Fabrizi e Roldano Lupi: con questo film la Sanson iniziò a farsi notare dalla critica e dal pubblico italiano.

L'anno dopo interpretò Caterina II di Russia ne Il cavaliere misterioso di Riccardo Freda con Vittorio Gassman, Gianna Maria Canale e Maria Mercader.

Nel 1949 la Sanson fu protagonista del film Campane a martello di Luigi Zampa, in cui recitano anche Eduardo De Filippo e Gina Lollobrigida, anche lei allora agli albori della sua carriera.

Nello stesso anno recitò anche accanto a Totò nella commedia L'imperatore di Capri di Luigi Comencini.

La stagione dei melodrammi e la grande popolarità[modifica | modifica wikitesto]

La svolta nella carriera di Yvonne Sanson arrivò con un altro film del 1949, diretto da Raffaello Matarazzo e interpretato assieme ad Amedeo Nazzari: il dramma popolare Catene. Questo titolo, bistrattato dalla critica, ottiene un clamoroso quanto inaspettato successo di pubblico. Con il maggior incasso della stagione 1949-50, la pellicola fa la fortuna della Titanus e rivitalizza un genere cinematografico, il melodramma popolare, già molto amato in Italia ai tempi del cinema muto.

Per tutta la prima metà degli anni cinquanta si susseguiranno altri film dello stesso genere che fanno di Yvonne Sanson l'indiscussa regina del melò cinematografico. Lei conquista una grandissima popolarità e diventa una delle attrici più amate in Italia, soprattutto meridionale. Tra i tanti titoli (tutti interpretati accanto ad Amedeo Nazzari e diretti da Raffaello Matarazzo) si ricordano: Tormento (1950), I figli di nessuno (1951), Chi è senza peccato... (1952), Torna! (1953), L'angelo bianco (1955). Vi sono poi melodrammi in cui la Sanson è diretta da altri registi e affiancata da diversi partner maschili: Menzogna, Stella dell'India, Il prigioniero della montagna, Noi peccatori, Wanda, la peccatrice. Tutti questi film, poco apprezzati dalla critica (che li definiva dei fotoromanzi cinematografici), furono premiati da un grande successo commerciale.

Le commedie[modifica | modifica wikitesto]

Benché sia ricordata oggi come attrice drammatica, negli anni cinquanta la Sanson ha recitato anche in alcune commedie: L'inafferrabile 12 (1950) di Mario Mattoli, in cui interpreta se stessa, accanto a Walter Chiari e Silvana Pampanini; Cintura di castità (1950) di Camillo Mastrocinque con Nino Taranto; Pane, amore e gelosia (1954) di Luigi Comencini, dove appare solo in un cameo accanto a Vittorio De Sica; La moglie è uguale per tutti (1955) di Giorgio Simonelli, Il campanile d'oro (1955) dello stesso regista, con Roberto Risso e Sandra Mondaini; La bella mugnaia (1955) di Mario Camerini, con una parte secondaria al fianco di Marcello Mastroianni e Sophia Loren; Il mondo dei miracoli (1959) di Luigi Capuano con Jacques Sernas e Virna Lisi; Lo smemorato di Collegno (1962) di Sergio Corbucci in cui è bionda e recita di nuovo accanto a Totò.

Gli anni sessanta ed il declino[modifica | modifica wikitesto]

A partire dalla seconda metà degli anni cinquanta l'apprezzamento del pubblico nei confronti del filone strappalacrime, fino ad allora assai notevole, si affievolisce in favore di altri generi cinematografici. Infatti L'ultima violenza del 1957 e Malinconico autunno (con lo storico partner Amedeo Nazzari) del 1958, diretti entrambi da Matarazzo e con la Sanson protagonista, si rivelano due insuccessi. Questo filone scomparirà del tutto nei primi anni sessanta. Passati di moda i melodrammi popolari, di cui era stata regina indiscussa, la carriera e la popolarità della Sanson vacillano. Nel 1958 torna in Grecia per interpretare un film mai uscito in Italia: sarà il suo ultimo ruolo da protagonista. In seguito partecipa ancora a produzioni di vario genere ottenendo però soltanto piccoli ruoli. Si ricordano l'avventuroso I Masnadieri (1961) di Mario Bonnard, il comico Il giorno più corto (1963) di Sergio Corbucci a cui prendono parte ben 88 attori italiani, il western I giorni dell'ira (1967) di Tonino Valerii con Lee Van Cleef e Giuliano Gemma, i musicarelli interpretati da Al Bano e Romina Power Il ragazzo che sorride (1968) e Pensando a te (1969), diretti da Aldo Grimaldi, il comico Don Franco e Don Ciccio nell'anno della contestazione (1969) di Marino Girolami con Franco Franchi e Ciccio Ingrassia.

I film d'autore[modifica | modifica wikitesto]

Yvonne Sanson ha lavorato anche con alcuni registi del cinema d'autore, apparendo in ruoli secondari in Il cappotto (1952) di Alberto Lattuada con Antonella Lualdi e Renato Rascel, Siamo tutti assassini (1952) di André Cayatte recitato assieme al compagno cinematografico Amedeo Nazzari, Anima nera (1962) di Roberto Rossellini, Il profeta (1968) di Dino Risi, Il conformista (1970) di Bernardo Bertolucci con Jean-Louis Trintignant e Stefania Sandrelli, in cui interpreta la madre borghese della Sandrelli, Un apprezzato professionista di sicuro avvenire (1971) di Giuseppe De Santis con Lino Capolicchio.

Il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Dopo uno sceneggiato televisivo nel 1972 co-prodotto dalla RAI, Le avventure del barone Von Trenck, e una parte minore in un film di scarso rilievo, il thriller A.A.A. Massaggiatrice bella presenza offresi... (1973) di Demofilo Fidani con Ettore Manni e Paola Senatore, la Sanson abbandona definitivamente la recitazione e la sua carriera d'attrice si arresta del tutto. Proprio nello stesso periodo i suoi melodrammi degli anni cinquanta sono riscoperti e rivalutati dalla critica cinematografica.

Già alla metà degli anni sessanta era rimasta coinvolta in un crack finanziario a seguito di lunghe e pesanti vicissitudini con il fisco italiano, tanto che la sua fastosa villa sull'Appia antica viene pignorata e messa all'asta con tutti gli arredi mentre lei è costretta a lavorare come traduttrice presso l'ambasciata greca di Roma.

Gli ultimi anni e la morte[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi anni di vita Yvonne Sanson, che vive modestamente e rifiuta qualunque tipo di apparizione pubblica, si stabilisce a Bologna per stare vicino alla figlia Gianna, un architetto. Ed è nel capoluogo emiliano che l'attrice muore, a 77 anni, nella notte tra il 23 ed il 24 luglio del 2003 per un aneurisma. Al suo fianco, gli amici più stretti e l'unica figlia. La Sanson è sepolta nel cimitero di Pianoro, vicino a Bologna.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Alberto Farnese e Yvonne Sanson in una foto di scena del film Menzogna di Ubaldo Maria Del Colle (1952)

Doppiatrici italiane[modifica | modifica wikitesto]

  • Dhia Cristiani in Catene, Tormento, I figli di nessuno, Menzogna, Chi è senza peccato..., Torna!, L'angelo bianco (solo nel ruolo di Luisa Fanti-Suor Addolorata), Malinconico autunno, L'inafferrabile 12, La bella mugnaia, L'ultima violenza, Fate largo ai moschettieri!, Pane, amore e gelosia, Noi peccatori, Colpo grosso alla napoletana
  • Lydia Simoneschi in Wanda, la peccatrice, Stella dell'India, La moglie è uguale per tutti, L'angelo bianco (solo nel ruolo di Lina Marcolin), Il prigioniero della montagna (solo alcune scene), Lo smemorato di Collegno, Il conformista
  • Tina Lattanzi ne Il cavaliere misterioso, Il prigioniero della montagna (solo alcune scene), La diga sul Pacifico
  • Adriana De Roberto in Don Franco e Don Ciccio nell'anno della contestazione, I giorni dell'ira
  • Anna Proclemer ne Il delitto di Giovanni Episcopo
  • Franca Dominici in Campane a martello
  • Rosetta Calavetta in Il ragazzo che sorride

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Yvonne Sanson, treccani.it.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN19881922 · SBN: IT\ICCU\RAVV\090316 · ISNI: (EN0000 0000 6158 1102 · BNF: (FRcb14043400c (data)