Sport in Italia

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Sport in Italia
Mennea roma74.jpg
Pietro Mennea vince la gara dei 100 metri ai campionati europei di atletica del 1974 a Roma
Dati
Paese Italia Italia
Organismo Comitato Olimpico Nazionale Italiano
Praticanti 4,500,327[1] (al 2013)
Club 64 829[1] (al 2013)
Competizioni internazionali
Giochi olimpici estivi
Giochi olimpici invernali
Giochi del Mediterraneo
Competizioni di club
Situazione aggiornata al 2 marzo 2015

La tradizione sportiva italiana è lunga quasi quanto la sua storia: in quasi tutti gli sport, sia individuali che di squadra, l'Italia può vantare molti successi. Tuttavia, quasi tutte le vittorie negli sport di squadra restano una prerogativa maschile, eccezione fatta per la pallavolo, la pallanuoto e la scherma.

Il colore sportivo nazionale dell'Italia è l'azzurro, mutuato dallo stemma araldico di Casa Savoia, dinastia regnante dal 1861 al 1946.

Il contesto sociale dello sport in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Settentrione e meridione[modifica | modifica wikitesto]

Il Genoa (Liguria) una delle squadre calcistiche più antiche d'Italia e tra le più scudettate agli albori della Serie A.

Capita spesso che a livello agonistico, lo sport, risenta dell'andamento socio-economico della nazione. Motivo che porta le statistiche a palesare, anche in campo sportivo, una netta differenza tra lo stato socio-economico del settentrione e quello del meridione.

Come si può notare dai vari campionati, nelle varie discipline dello sport italiano, il sud del paese non è adeguatamente rappresentato come invece lo è nord. Nel calcio, ad esempio, questa disuguaglianza è evidente; come risulta dai numeri: su 63 squadre italiane che hanno partecipato alla Serie A, dalla sua nascita al 2013, ben 49 sono del nord Italia. Questa disparità ha comportato un altro dato eloquente, ovvero su 109 scudetti solamente 3 sono stati vinti da squadre del meridione (Napoli e Cagliari).

Questa disparità deriva da fattori sociali ed economici. Una prima colpa è del programma politico sportivo nazionale, che non comprende voci integrative mirate a sviluppare la cultura dello sport in tutta la nazione. Una seconda colpa è invece della politica sportiva a livello locale, la quale, come palesano i numeri, non dedica sufficienti attenzioni che la collochino a livelli eguali e competitivi con il resto del paese.[senza fonte]

Si può affermare che non è ancora stato compiuto un vero programma sportivo che renda all'Italia tutte le sue potenzialità, poiché una parte del paese non è ancora stata messa in condizioni di esprimersi al meglio e di completare l'altra metà della nazione nel settore sport.[2]

Il Bari (Puglia), definito la "Stella del Sud", una delle poche realtà del meridione ad aver disputato dei tornei in Serie A.

Ciò nonostante vi sono fattori positivi sociali che vanno elencati: vi sono comunque grandi società al sud che contribuiscono allo sport della nazione. Queste società, situate principalmente nelle città più popolose come Napoli, Palermo, Bari, Cagliari e Catania, sono riuscite, nonostante il particolare contesto di difficoltà economica, a competere nelle massime serie nazionali. Più di rado si possono vedere anche delle realtà eccellenti provenienti da località meno popolose del sud; realtà che al nord si vedono più frequentemente e con più facilità[senza fonte]; ne sono un esempio i paesi di provincia come il Sassuolo (Emilia-Romagna) che gioca nella Serie A calcistica, la massima serie che per molti paesi e città del sud risulta invece irraggiungibile proprio a causa degli elevati costi che essa comporta per poterne far parte[senza fonte].

Un altro fattore positivo è che, pur in minoranza numerica, il sud fornisce atleti che poi vanno a gareggiare, e quindi ad integrarsi, con atleti del nord, formando spesso squadre sportive.[3]

Vi è una crescente attenzione, a livello nazionale, per lo sport interno, che non comprenda solo le massime serie e che vari nella categoria di disciplina. Per cui è possibile vedere e seguire, su canali televisivi nazionali o sui giornali quotidiani (cartacei e on-line), le tante realtà sportive italiane, come ad esempio la serie calcistica di Lega Pro,[4] la terza categoria, che, per i suoi costi più abbordabili, comprende una più eguale distribuzione geografica tra settentrione e meridione.

Il fatto poi che vi sia interesse nazionale a seguirla, è un dato positivo che sta ad indicare una più consistente base sociale che ambisce a creare più unità nella nazione.[senza fonte] Questo discorso riguarda anche altre discipline sportive meno note ma ugualmente valide.

Gli italiani: un popolo di sportivi[modifica | modifica wikitesto]

La nazionale di pallanuoto viene premiata dopo la vittoria ai Giochi di Roma 1960

Infine, non si può non notare come, nonostante un contesto sociale differente, lo sport italiano trovi solida unità durante le manifestazioni sportive della nazionale italiana, ovvero la rappresentanza dei colori italiani identificati con l'azzurro e la bandiera tricolore.

In queste occasioni non vengono fatte distinsioni geografiche, né viene data importanza alla squadra di provenienza dei vari atleti in azzurro. Ciò che conta per i tifosi è la buona riuscita della rappresentanza italiana.[senza fonte]

Fattore riscontrato in ogni disciplina sportiva: la nazionale di calcio, di nuoto, di pallavolo, di basket, di atletica e così via. Per far comprendere la portata di tale fenomeno sportivo, si possono annoverare persino delle canzoni composte da noti cantanti nazionali, come Gianna Nannini e Edoardo Bennato o ancora gruppi musicali di epoca contemporanea come i Finley, artisti canori che hanno dedicato testi musicali alle vittorie mondiali della nazionale calcistica; ad esempio molto famosa è la canzone intitolata Un'estate italiana[senza fonte], la quale parla di una vittoria azzurra ai mondiali di calcio del 1990 o 9 luglio 2006, altro testo dedicato all'ultima vittoria mondiale azzurra che ne cita proprio la data.[5]

In questo contesto il popolo italiano si identifica nella nazionale sportiva. Trasformando il puro sport in un motivo di appartenenza, con sbocco sociale, che si manifesta in vari modi; è usanza diffusa ovunque, durante un mondiale di calcio o un europeo, mettere fuori dal proprio balcone una bandiera tricolore, a simboleggiare la partecipazione alla gara in corso. Oppure il festeggiare per le strade con clacson e musica una vittoria calcistica.[6][7]

Inoltre, a dimostrazione dell'importanza sociale data all'evento sportivo, quando una nazionale italiana vince, viene ricevuta al Palazzo del Quirinale dal Presidente della Repubblica Italiana, il quale si congratula con gli atleti per lo sforzo sportivo sostenuto e per l'orgoglio e il rispetto che essi danno all'Italia dello sport.[8]

Discipline sportive[modifica | modifica wikitesto]

Atletica leggera[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Atletica leggera in Italia.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Calcio in Italia.
Partita all'Allianz Stadium, stadio della Juventus, la squadra più tifata in Italia

Il calcio al primo posto in Italia per seguito di tifosi e per appassionati. La nazionale di calcio italiana è tra le più titolate al mondo, seconda solo a quella brasiliana e a pari livello di quella tedesca, avendo vinto 4 Campionati mondiali nel 1934, 1938, 1982 e 2006, un Campionato Europeo nel 1968, una medaglia d'oro alle Olimpiadi di Berlino 1936 e due di bronzo (con le sue compagini giovanili), alle Olimpiadi di Amsterdam del 1928 e alle Olimpiadi di Atene 2004. Anche le nazionali giovanili sono pluridecorate.

Varie squadre di calcio italiane hanno conquistato numerosi trofei a livello confederale e interconfederale, dando al calcio italiano visibilità internazionale. Si tratta per lo più del Milan, della Juventus – il club più blasonato del Paese – e dell'Inter che, all'ottobre del 2018, hanno conquistato insieme 42 titoli internazionali complessivi[9] (rispettivamente 21, 12 e 9) e che sono considerate dall'IFFHS, organizzazione statistica riconosciuta dalla FIFA, tra i dieci migliori club europei del XX secolo. Milano è l'unica città europea che può vantare due squadre laureatesi campioni d'Europa e annovera il maggior numero di vittorie nella competizione (10). Il Parma è la quarta squadra italiana per numero di vittorie in competizioni a livello UEFA/FIFA (4).

L'Italia ha ospitato due volte i Campionati mondiali di calcio, nel 1934 e nel 1990, e due volte gli Europei, nel 1968 e nel 1980.

Sport motoristici[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato italiano superturismo e Campionato Italiano Velocità.
Ingresso della fabbrica della Ferrari a Maranello

L'Italia vanta ottime tradizioni negli sport del motore. Celebri nel mondo sono gli autodromi di Monza e di Imola (dedicato ad Enzo Ferrari ed al suo primogenito Dino), il circuito del Mugello e di Misano Adriatico (dedicato al pilota motociclistico Marco Simoncelli).

Automobilismo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'automobilismo, il secondo sport nel Paese per numero di appassionati, altrettanto importante è il palmarès delle marche e dei piloti italiani, dalla Formula 1 alle corse di durata ai rally. Nella velocità, dalle prime corse del '900, Fiat, Alfa Romeo, Maserati (unica casa italiana a vincere, per due volte, la 500 miglia di Indianapolis), Ferrari, Abarth e Lancia, hanno vinto nelle gare più importanti (Targa Florio, Rally d'Italia, Mille Miglia, 24 Ore di Le Mans, Nürburgring, Carrera Panamericana) e conquistato titoli mondiali e continentali in tutte le categorie.

In Formula 1, la Scuderia Ferrari detiene il record di titoli per piloti e costruttori, di vittorie per singole gare e di presenza ininterrotta dalla istituzione del campionato del mondo, nel 1950. Dalle origini, i piloti più rappresentativi sono: Nazzaro, Cagno, Lancia, Antonio Ascari, Campari, Brilli-Peri, Borzacchini, Fagioli, Bordino, Masetti, Materazzi, Nuvolari, Varzi, Biondetti, Alberto Ascari, Villoresi, Taruffi, Musso, Castellotti, Baghetti, Bandini, Scarfiotti, Luciano Bianchi, Merzario, Alboreto, Patrese, Baldi, Trulli, Fisichella, Pirro, Capelli e Rinaldo Capello (quest'ultimo nelle gare di endurance)

Nelle corse su strada, la Targa Florio, la Mille Miglia, la Coppa Acerbo e il Giro di Sicilia sono tra le più antiche e celebri corse della storia. Nei rally, Lancia (con le indimenticabili Fulvia HF, Stratos, 037 e Delta) e Fiat (124 spyder, 131-Abarth), vantano numerosi titoli mondiali, costruttori e piloti (Munari, Biasion, Alessandro Fiorio, Alessandro Fassina), e titoli continentali (Pinto, Munari, Verini, Carello, Vudafieri, "Tony" Fassina, Biasion, Capone, Tabaton, Cerrato, Liatti, Bertone, Navarra, Andreucci, Travaglia e Basso, campione 2006 con la Fiat Grande Punto).

Motociclismo[modifica | modifica wikitesto]

Nel motociclismo, i grandi campioni del passato, come Arcangeli, Masetti, Ubbiali, Provini e Giacomo Agostini (15 volte iridato nelle classi 350 e 500 c.c. con 10 vittorie al Tourist Trophy) sono degnamente seguiti dai campioni del presente, Max Biaggi, Loris Capirossi e Valentino Rossi, ben nove volte campione del mondo nelle varie classi. I marchi Bianchi, Aprilia, Beta Motor, Cagiva, Gilera, Guzzi, MV Agusta, TM Racing, Benelli e Ducati hanno vinto le corse più prestigiose e conquistato campionati mondiali in tutte le categorie.

Tony Cairoli è l'italiano più titolato nel Motocross, mentre nella categoria femminile (WMX) Kiara Fontanesi è la più titolata al mondo, con 5 campionati vinti di cui 4 consecutivi.

Baseball[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato italiano di baseball, Italian Baseball League e storia del baseball in Italia.

In Italia il Baseball è praticato dal 1887, ma solo nel 1948 in Italia si formerà la prima federazione. La nazionale italiana vanta un ruolo di tutto rispetto in ambito europeo, infatti vanta agli Europei ben 10 ori, 16 argenti e 3 bronzi, che ne fanno la seconda potenza del continente (dietro sola aiPaesi Bassi). Ha ospitato 7 volte il campionato europeo (l'ultima volta nel 1999). Non ha mai ottenuto una medaglia né all'Olimpiadi né ai Mondiali, il miglior risultato è rispettivamente, 6°(alle Olimpiadi di Sidney e alle Olimpiadi di Atlanta) e 4º posto(ai Mondiali del 1998). Ha ospitato ben 4 volte il campionato mondiale (nel 1978, 1988, 1998 e insieme ad altre nazioni europee nel 2009). Nel campionato italiano la squadra più titolata è il Nettuno con 17 scudetti. In Coppa Europa le squadre italiane hanno quasi sempre brillato. La squadra italiana, nonché la squadra europea, che ha vinto più Coppe, è il Parma (con 13 vittorie). Altre squadre italiane che hanno vinto l'European Cup sono il già citato Nettuno (con 5 vittorie), il Rimini(con 4), la Fortitudo Bologna (con 4), il Milano (con 3) e il Grosseto (con una sola vittoria).

Pallacanestro[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato italiano di pallacanestro.

Il Basket o pallacanestro, per gli italiani, è il secondo sport di squadra, per seguito di tifosi e per tesserati[10], dopo il calcio (1.252.454 spettatori nei palazzetti nella stagione 2005/06 della Lega A). Questa disciplina è sempre stata avara di trofei mondiali, visto il monopolio statunitense e sovietico anche jugoslavo, ma nell'ultimo decennio anche la Nazionale, così come i club, ha attraversato un buon momento, grazie ad una generazione di campioni senza precedenti.

Il bilancio maschile italiano nei Campionati Europei (ospitati 3 volte: 1969, 1979 e 1991) è di 10 trofei, nel dettaglio: 2 ori (1983, 1999), 4 argenti (1937, 1946, 1991, 1997) e 4 bronzi (1971, 1975, 1985, 2003). L'Italia non ha ancora vinto un Campionato Mondiale, manifestazione mai ospitata. Alle Olimpiadi, la nazionale si è aggiudicata due medaglie d'argento, a Mosca nel 1980 e ad Atene, nel 2004. Dopo quest'ultimo successo, gli azzurri non hanno più brillato.

La pallacanestro femminile, monopolio della Russia (22 vittorie in 30 edizioni), ha riservato negli Europei un oro (1938), un argento (1995) ed un bronzo (1974), mentre è anch'essa sempre rimasta a secco ai Mondiali.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato italiano di pallavolo maschile e Campionato italiano di pallavolo femminile.

La pallavolo ha un'ottima tradizione in Italia. La nazionale maschile vanta nei Campionati Europei (ospitati nel 1948 e nel 2005 a Roma e nel 1971 a Milano) 6 ori (1989, 1993, 1995, 1999, 2003, 2005), 2 argenti (1991, 2001) e 2 bronzi (1948, 1997); ai Mondiali, invece, il bilancio diminuisce, ma rimane di altissimo livello: 3 ori consecutivi (1990, 1994, 1998) ed il quarto sfuggito proprio quando si giocavano a Roma (1978): sconfitti dai russi, gli azzurri ottennero anche l'unica medaglia d'argento mondiale (1978). Curiosamente mancano i bronzi mondiali. Nel 2010, tuttavia, torneranno i mondiali a Roma. L'Italia si è anche aggiudicata una medaglia d'oro al torneo di Coppa del Mondo (da non confondere con i Mondiali), una medaglia d'argento ed una di bronzo. La Nazionale Italiana inoltre venne riconosciuta e premiata dalla Federazione Internazionale della Pallavolo (FIVB), come la squadra del XX secolo, e tra i giocatori a ricevere l'alloro di pallavolista del secolo fu Lorenzo Bernardi.

Nella pallavolo femminile invece, ai Mondiali, le azzurre hanno conquistato il primo oro nell'edizione in terra tedesca (2002) dopo una straordinaria gara con gli USA. In campo Europeo, storicamente dominato prima dall'Unione Sovietica e poi dalla Russia (13 ori in 26 edizioni), l'oro arriva nel 2007, e si aggiunge ai 2 argenti (2001, 2005) ed ai 2 bronzi (1989, 1999) a cui si aggiunge anche una Coppa del Mondo vinta nel novembre 2007.

Rugby a 15[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Rugby a 15 in Italia.

Giunto in Italia negli anni dieci del XX secolo dalla Francia, i principali centri furono all'epoca Torino e Milano, teatri dei primi incontri dimostrativi. Dopo la prima guerra mondiale Stefano Bellandi, che già si era speso per diffondere il rugby prima del conflitto, intraprese varie attività di propaganda fino a riuscire a convincere i vari club a formare nel 1927 un comitato promotore, nel 1928 la Federazione Italiana Rugby e, nel 1929, la Nazionale e il primo campionato. Negli anni cinquanta si fecero conoscere all'estero giocatori come Sergio Lanfranchi, Mario Battaglini e Paolo Rosi e le varie squadre di club italiane effettuarono tournée in Francia e in Inghilterra.

Nel 1987, la Nazionale italiana prese parte alla prima Coppa del Mondo e disputò l'incontro inaugurale del torneo subendo una netta sconfitta contro la Nuova Zelanda; la prima vittoria contro la Francia, avvenuta nella finale di Coppa Europa del 1997, e quelle successive nei test match contro Irlanda e Scozia favorirono l'ammissione dell'Italia nel Cinque Nazioni, che così divenne Sei Nazioni a partire dal 2000. Dal 2010 la Federazione italiana ha due club-franchigia militanti in un campionato transnazionale, il Pro14, che comprende anche squadre provenienti da Galles, Scozia, Irlanda e Sud Africa.

Ciclismo[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Competizioni ciclistiche italiane

È praticato soprattutto su strada, mentre la versione su pista ha segnato il passo negli ultimi anni. Le maggiori competizioni italiane sono il Giro d'Italia tra le corse a tappe e la Milano-Sanremo e il Giro di Lombardia tra le corse di un giorno. Il ciclismo è stato lo sport più seguito in Italia dalla fine dell'Ottocento e per tutta la prima metà del novecento. Le strade del Giro d'Italia erano piene di gente, come del resto ai nostri giorni, e il ciclismo era il primo sport nazionale. I nomi dei grandi ciclisti italiani dell'epoca sono quelli di Girardengo, Brunero, Binda, Bottecchia, Guerra, Coppi e Bartali.

Dagli anni sessanta in poi, nonostante fosse ancora uno sport molto seguito, a causa della diffusione dell'automobile il ciclismo ha subito una grave crisi, lasciando pian piano al calcio i riflettori di sport più amato dagli italiani. Negli ultimi anni inoltre, gli scandali a ripetizione legati al doping hanno ulteriormente ridotto l'interesse dei tifosi verso questo sport. Ciononostante il Giro d'Italia è ancora molto seguito e nei venti giorni in cui si corre, il numero di appassionati che segue questa competizione per le strade o in televisione è ancora molto alto.

Grandi campioni Italiani di ciclismo dell'"epoca moderna" sono: Gastone Nencini, Felice Gimondi, Franco Bitossi, Vittorio Adorni, Francesco Moser, Giuseppe Saronni, Moreno Argentin, Maurizio Fondriest, Gianni Bugno, Claudio Chiappucci, Franco Chioccioli, Mario Cipollini, Paolo Savoldelli, Ivan Gotti, Stefano Garzelli, Gilberto Simoni, Alessandro Petacchi, Paolo Bettini, Damiano Cunego, Ivan Basso, Alessandro Ballan e Vincenzo Nibali. Un discorso a parte merita il "Pirata" Marco Pantani, che con le sue imprese in salita ha riacceso la passione degli italiani per il ciclismo come ai tempi eroici. È ricordato soprattutto per aver vinto nel 1998 Giro d'Italia e Tour de France, la corsa ciclistica più importante al mondo, restituendo la vittoria nella "grande Boucle" ai colori italiani a 33 anni dal trionfo di Felice Gimondi. Pantani è tragicamente scomparso il 14 febbraio 2004.

Cricket[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato italiano di cricket.

Football americano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Superbowl italiano e Italian Football League.

Floorball[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato italiano di floorball.

Lacrosse[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato italiano di lacrosse.

Il lacrosse in Italia è uno sport ancora molto giovane e viene praticato da alcune società con sede in varie città. Il primo campionato si è svolto nel 2009-2010 e la squadra più titolata sono i Pellicani Bocconi di Milano. La nazionale italiana è molto giovane ed ai Mondiali del 2010 è arrivata 19ª su 30 nazioni partecipanti.

Pallamano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato italiano di pallamano maschile e Campionato italiano di pallamano femminile.

Le nazionali non hanno mai brillato, ma il campionato gode comunque di un buon seguito nelle zone dove è praticato.

Pallanuoto[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato italiano di pallanuoto.

Nella pallanuoto, l'Italia vanta un'ottima tradizione. La nazionale maschile (detta Settebello) ha vinto l'oro olimpico in tre occasioni Londra 1948 (XIV Olimpiade), Roma 1960 (XVII Olimpiade) e Barcellona 1992 (XXV Olimpiade). Ha inoltre vinto 3 titoli mondiali (1978, 1994 e 2011), 3 titoli europei (1947,1993 e 1995) e 1 coppa del mondo (1993). La Nazionale femminile (detta Setterosa) ha vinto l'oro alle Olimpiadi di Atene del 2004, oltre a 2 titoli mondiali e 4 titoli europei.

Hockey[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campionato italiano di hockey su ghiaccio, Campionato italiano di hockey su slittino, Campionato italiano di hockey su prato, Campionato italiano di hockey su pista e Campionato italiano di hockey in-line.

Hockey su ghiaccio[modifica | modifica wikitesto]

L'hockey su ghiaccio italiano nasce ufficialmente a Milano nel 1924, e nei primi anni domina in campionato l'Hockey Club Milano, che per ordine del governo fascista nel 1937 si fonde con l'altra milanese dei Diavoli Rossoneri e prosegue a primeggiare. Dopo la seconda guerra mondiale l'hockey italiano esce dalla Federazione Italiana Sport Invernali e viene fondata la Federazione Italiana Hockey Ghiaccio, che nel 1952 viene sostituita dalla FISG. Dopo il conflitto tornano a separarsi le due squadre di Milano, e l'HC Milano vince la maggior parte degli scudetti. Problemi economici portano le due milanesi a riunirsi nel 1957 e due anni dopo ha momentaneamente fine il primato in Italia della città meneghina.

Il nuovo dominatore diventa il Cortina, che tra la fine degli anni cinquanta e la metà degli anni settanta vince 14 scudetti. Negli anni successivi si contendono lo scudetto l'Hockey Club Bolzano e l'Hockey Club Gardena fino alla fine degli anni ottanta, quando per alcuni anni tornano a vincere squadre lombarde, le milanesi Saima e Devils in particolare, e le squadre italiane in generale cominciano a ben figurare nelle competizioni europee per club. Nella seconda metà degli anni novanta l'hockey italiano entra in crisi e torna a primeggiare il Bolzano con 5 scudetti. Negli anni successivi nel duello tra Milano e Bolzano si inserisce l'Asiago, che tra il 2001 e il 2015 vince 5 titoli. Nel 2014 vince il primo titolo il Ritten Sport di Renon, che si ripeterà negli anni successivi. Nel 2016 scompare la massima serie del campionato italiano e le migliori otto squadre partecipano invece alla Alps Hockey League con squadre slovene e austriache; il titolo nazionale viene assegnato calcolando gli incontri della league tra squadre italiane.

Nuoto[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1899 viene fondata la Federazione Italiana Rari Nantes (FIRN), dalle cui ceneri nasce nel 1930 la Federazione Italiana Nuoto (FIN). I primi nuotatori italiani a partecipare alle Olimpiadi furono Paolo Bussetti e Fabio Mainoni ai Giochi di Parigi 1900, mentre la prima squadra azzurra ufficiale fu quella che prese parte all'edizione di Londra 1908. Dai campionati Europei giunse la prima medaglia internazionale grazie a Giuseppe Perentin nell'edizione di Bologna 1927, argento nei 1500 metri stile libero, mentre il primo successo fu quello di Paolo Pucci, vincitore nel 1958 dei 100 s.l. In quel periodo il CONI fa costruire i primi Centri di Addestramento al Nuoto. Nel gennaio 1966 vi fu la tragedia di Brema, incidente aereo nel quale persero la vita, tra gli altri, i nuotatori della Nazionale Bruno Bianchi, Amedeo Chimisso, Sergio De Gregorio, Dino Rora, Carmen Longo, Luciana Massenzi, Daniela Samuele, l'allenatore Paolo Costoli e il telecronista Nico Sapio, che si stavano recando a un meeting internazionale.[11]

I primi grandi successi internazionali arrivano negli anni settanta con Novella Calligaris, che si aggiudica una medaglia d'argento e due di bronzo alle Olimpiadi di Monaco del 1972, e diventa campionessa e primatista mondiale dei 1500 stile libero alla prima edizione dei Mondiali, Belgrado 1973. La staffetta 4x100 s.l. conquista la prima medaglia italiana ai campionati del mondo nel nuoto maschile aggiudicandosi il bronzo nell'edizione di Cali 1975. Qualche anno dopo si affermano talenti come Stefano Battistelli, bronzo alle Olimpiadi nei 400 misti nel 1988 e nei 200 dorso nel 1992, Giorgio Lamberti, campione e primatista momdiale nei 200 stile libero nel 1991, e Luca Sacchi, bronzo olimpico nei 400 misti a Barcellona 1992. Negli anni successivi il movimento nazionale cresce e ai Giochi di Sydney 2000 arriva la prima medaglia d'oro olimpica italiana nel nuoto per merito di Domenico Fioravanti, che trionfa nei 100 rana, ripetendosi qualche giorno dopo nei 200. Nella stessa rassegna esplode anche Massimiliano Rosolino, oro nei 200 misti, argento nei 400 stile libero e bronzo nei 200 stile libero. Alle Olimpiadi di Atene 2004 emerge Federica Pellegrini con la medaglia d'argento nei 200 stile libero. Tra i grandi risultati che l'atleta veneta otterrà in seguito vi sono la medaglia d'oro alle Olimpiadi di Pechino 2008, sempre nei 200 stile libero, 5 medaglie d'oro ai Mondiali (l'ultima nei 200 s.l. nell'edizione del 2017) e 7 agli Europei in vasca lunga, oltre a stabilire 9 record del mondo in vasca lunga e 2 in vasca corta.[11]

Alle Olimpiadi di Pechino arriva anche l'argento di Alessia Filippi negli 800 stile libero, che nella stessa specialità vince l'oro ai Mondiali di Roma 2009. Tra il 2005 e il 2008, l'Italia conquista 18 medaglie ai campionati mondiali, di rilievo i due ori di Filippo Magnini nei 100 s.l., e 42 medaglie europee. Nel 2008, i quasi sei milioni di italiani che praticano il nuoto testimoniano i progressi della disciplina nel Paese. Ai Mondiali romani del 2009, oltre a 2 ori della Pellegrini e a quello della Filippi, arriva anche la prima medaglia d'oro nel nuoto in acque libere per mano di Valerio Cleri, che vince la gara sui 25 km. Sulla stessa distanza vince l'oro ai Mondiali di Barcellona 2013 Martina Grimaldi, che era stata l'unica atleta italiana tra maschile e femminile ad andare sul podio alle Olimpiadi di Londra 2012, conquistando il bronzo nella 10 km. Agli Europei del 2014 e del 2016, il nuoto azzurro raccoglie un totale di 16 ori, 16 argenti e 22 bronzi. Ai Mondiali del 2015 a Kazan gli azzurri si aggiudicano 14 medaglie tra le quali spicca quella d'oro nei 1500 s.l. di Gregorio Paltrinieri, che ripete l'impresa alle Olimpiadi di Rio del 2016 e ai Mondiali del 2017. A Rio Gabriele Detti si aggiudica due bronzi nei 400 e nei 1500 stile libero, mentre trionfa negli 800 s.l. ai Mondiali del 2017.[11]

Slittino[modifica | modifica wikitesto]

In Italia lo slittino è diffuso quasi esclusivamente nella zona del Trentino-Alto Adige e tutti i più grandi campioni italiani provengono da quella regione. L'unico tracciato artificiale omologato per prove di livello internazionale è il Cesana Pariol, costruito per i XX Giochi olimpici invernali di Torino. A causa degli elevati costi di gestione questa pista, che ha ospitato anche alcune tappe di Coppa del Mondo, una edizione dei campionati europei e una rassegna iridata, è di fatto inattiva dal 2011. L'unico altro tracciato italiano in cui in passato si sono disputate gare internazionali è quello di Valdaora, una pista naturale che ora non risponde più ai criteri imposti dalla FIL per le gare su pista artificiale, ma in cui si corrono ancora gare su pista naturale. L'unico altro impianto in Italia ad aver ospitato eventi internazionali è la "pista Eugenio Monti" di Cortina d'Ampezzo, che ospitò nel 1953 la rassegna continentale di slittino e le gare di bob dei VII Giochi olimpici invernali, ma dopo gli europei del 1953 non si disputò più alcuna gara di slittino, non rientrando nei parametri voluti dalla FIL, ma esclusivamente di bob e skeleton.

L'Italia è seconda come numero di ori nel medagliere olimpico dietro allla Germania ed è terza a livello di campionati europei, mondiali e Coppe del Mondo dopo Germania e Austria. Il migliore azzurro è stato Armin Zöggeler con due ori, un argento e tre bronzi olimpici nel singolo (unico atleta nella storia delle Olimpiadi a salire sul podio in sei edizioni consecutive nella stessa disciplina individuale), oltre a sei titoli iridati, quattro europei e dieci Coppe del Mondo. Altri grandi slittinisti sono stati Paul Hildgartner, l'unico in grado di conquistare l'oro sia nel singolo che nel doppio a Olimpiadi, europei e mondiali e vincitore di tre Coppe del Mondo nel singolo, Erika Lechner, prima azzurra ad aggiudicarsi un oro in una olimpiade invernale, e Gerda Weissensteiner, che dopo aver vinto tutto nello slittino conquistò una medaglia olimpica anche nel bob, divenendo l'unica italiana a salire sul podio dei Giochi in due diversi sport. Di rilievo anche le carriere di Walter Außendorfer, Sigisfredo Mair, Walter Plaikner, Karl Brunner, Peter Gschnitzer, Ernst Haspinger, Marie-Luise Rainer, Hansjörg Raffl, Veronika Oberhuber, Kurt Brugger, Gerhard Plankensteiner, Oswald Haselrieder, Christian Oberstolz, Patrick Gruber, che, insieme ai fratelli Arnold, Norbert e Wilfried Huber (oltre a Günther che gareggiava nel bob), hanno conquistato tutte le altre medaglie olimpiche, gli ori mondiali e le Coppe del Mondo per l'Italia.

Tennis[modifica | modifica wikitesto]

La Federazione Italiana Lawn Tennis (tennis su prato) fu fondata il 18 maggio 1910 a Firenze, e prese l'odierno nome Federazione Italiana Tennis nel 1946. La prima partecipazione dell'Italia alla Coppa Davis si ebbe nel 1922. Nel 1930 venne disputata a Milano la prima edizione degli Internazionali d'Italia. Dopo la seconda guerra mondiale si affermarono a livello internazionale grandi tennisti come Gianni Cucelli, i fratelli Marcello e Rolando Del Bello, Fausto Gardini, Beppe Merlo e in seguito Orlando Sirola e Nicola Pietrangeli. Quest'ultimo fu il primo tennista italiano a vincere un torneo del Grand Slam, il Roland Garros, dove trionfò due volte in singolare nel 1959 e 1960, una in doppio e una nel doppio misto. Vinse inoltre due edizioni degli Internazionali d'Italia e fu il nº 3 del mondo in singolare nel 1959 e nel 1960.[12]

L'Italia è una delle poche nazioni che hanno preso parte a tutte le edizioni della Fed Cup, la cui prima edizione fu disputata nel 1963. Negli anni '70 sorge il Centro Tecnico Nazionale di Formia, affidato a Mario Belardinelli, che vede la crescita di grandi giocatori come Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli. Son questi quattro giocatori a far parte nel 1976 della squadra italiana che conquista la Coppa Davis in Cile. Quello stesso anno Panatta diventa il secondo italiano a vincere un torneo del Grande Slam trionfando a Parigi, contribuendo alla diffusione dello sport nel Paese. Altre finali di Davis furono perse dall'Italia nel 1977, nel 1979, nel 1980 e nel 1998, unica finale disputata in Italia.[12]

Negli anni 2000 e 2010 il tennis femminile italiano raggiuse grandi traguardi con atlete come Flavia Pennetta, Francesca Schiavone, Roberta Vinci e Sara Errani, tutte entrate nella top 10 della classifica mondiale. La Schiavone è la prima italiana a vincere un torneo del Grande Slam, con il trionfo al Roland Garros nel 2010. La Pennetta è la prima tra tennis italiano maschile e femminile a vincere gli US Open, dove nel 2015 sconfisse in finale la Vinci che in semifinale riuscì nell'impresa di superare la padrona di casa e nº 1 del mondo Serena Williams. Grazie a queste atlete, la squadra italiana vinse la Fed Cup nel 2006, 2009, 2010 e 2013.[13]

Vela[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda domenica di ottobre nel Golfo di Trieste si disputa la Barcolana: istituita nel 1969, è oggi la regata più grande del mondo.[14]

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Grandi successi sono stati raccolti nello sci e nella scherma. Nella ginnastica ritmica, le atlete azzurre hanno vinto un argento olimpico ad Atene nel 2004 e la medaglia d'oro ai mondiali di Baku nel 2005 superando le squadre dell'est, specialmente la Russia, che da sempre detengono il monopolio in questo sport. Dal 2009 al 2011 hanno ottenuto per 3 anni di fila il titolo mondiale. Vanessa Ferrari è stata pluricampionessa mondiale ed europea di ginnastica artistica. Il 27 gennaio 2007 la gardenese Carolina Kostner ha conquistato la prima medaglia d'oro italiana nel pattinaggio di figura femminile vincendo gli Europei che si sono svolti a Varsavia.

L'Italia ai Giochi olimpici[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Italia ai Giochi olimpici.
  • La prima medaglia olimpica per l'Italia fu l' argento conquistato il 31 maggio 1900 nell'equitazione dal cavaliere Gian Giorgio Trissino, ai Giochi olimpici di Parigi 1900.
  • Il primo campione olimpico italiano fu Gian Giorgio Trissino, che vinse la medaglia d'oro (2 giugno 1900), nell'equitazione, ai Giochi olimpici di Parigi 1900.
  • L'atleta italiano più medagliato dei Giochi olimpici moderni è Edoardo Mangiarotti, nella scherma, con 6 ori, 5 argenti e 2 bronzi

Walk of Fame dello sport italiano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Walk of Fame dello sport italiano.

Il 7 maggio 2015 è stata inaugurata nel Parco olimpico del Foro Italico a Roma la Walk of Fame dello sport italiano, un percorso stradale lastricato con targhe dedicate ad ex atleti dello sport italiano che si sono particolarmente distinti a livello internazionale. Durante la cerimonia sono state scoperte 100 targhe recanti i nomi di ex atleti scelti dalla Commissione atleti del CONI e il presidente del CONI Giovanni Malagò ha annunciato che negli anni successivi sarebbero state aggiunte nuove targhe con i nomi di altri ex-atleti italiani di rilevanza internazionale.[15] A tutto il maggio 2018 erano 117 gli ex atleti che avevano ricevuto questo riconoscimento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Lo sport in Italia : numeri e contesto 2014 (PDF), Comitato Olimpico Nazionale Italiano. URL consultato il 23 febbraio 2015 (archiviato dall'url originale il 23 febbraio 2015).
  2. ^ La sportività nelle città italiane, su sportindustry.com.
  3. ^ Gianni Mura e Carlo Marincovich, Dalla Nazionale alla Ferrari Quante ragioni per crederci, in Sport - la Repubblica, 17 novembre 1987, p. 45.
  4. ^ La Lega Pro in tv, su speciali.raisport.rai.it.
  5. ^ 9 luglio 2006 - Finley - YouTube, su youtube.com.
  6. ^ Gli italiani e il tifo sportivo (PDF), su corso.allora.no.
  7. ^ lo sport in Italia - Italica, su italica.rai.it (archiviato dall'url originale il 24 marzo 2012).
  8. ^ LONDRA 2012: Medagliati olimpici e paralimpici premiati al Quirinale, su coni.it.
  9. ^ Considerando le Coppe dei Campioni/Champions League, le Coppe UEFA/Europa League, le Coppe delle Coppe, le Supercoppe UEFA, le Coppe Intercontinentali, le Coppe del mondo per club, le Coppe Intertoto, le Coppe delle Alpi, le Coppe Mitropa e le Coppe Latine.
  10. ^ http://www.scaligerabasket.it/tesserati-in-italia-il-basket-secondo-solo-al-calcio/
  11. ^ a b c La Storia, su federnuoto.it. URL consultato il 16 settembre 2018.
  12. ^ a b Il tennis in Italia, Federazione Italiana Tennis. URL consultato il 15 settembre 2018.
  13. ^ Italia in Fed Cup, Federazione Italiana Tennis. URL consultato il 15 settembre 2018.
  14. ^ barcolana.it, http://www.barcolana.it.
  15. ^ Inaugurata la Walk of Fame: 100 targhe per celebrare le leggende dello sport italiano, su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.

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