Eugenio Castellotti

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Eugenio Castellotti
D50 012.jpg
Castellotti (secondo da destra) in un momento di relax assieme ai colleghi Gigi Villoresi e Alberto Ascari, e all'ingegner Vittorio Jano.
Nazionalità Italia Italia
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Carriera
Carriera in Formula 1
Stagioni 1955-1957
Scuderie Lancia
Ferrari
Miglior risultato finale 3° (1955)
GP disputati 14
Podi 3
Punti ottenuti 19,5
Pole position 1
 

Eugenio Castellotti (Lodi, 10 ottobre 1930Modena, 14 marzo 1957) è stato un pilota automobilistico italiano.

Nella sua carriera si distinse particolarmente nelle gare di durata, ottenendo la vittoria nel 1956 sia alla Mille Miglia che alla 12 Ore di Sebring (nel secondo caso in coppia con Juan Manuel Fangio). Prese parte anche ad alcuni campionati di Formula 1, correndo per Lancia e Ferrari, in cui giunse per due volte al secondo posto in gara e conquistò una pole position.

Pilota aggressivo e veloce, era considerato l'erede di Alberto Ascari.[1] Molto ben voluto dalla stampa italiana e da Enzo Ferrari,[1] morì il 14 marzo del 1957 durante una sessione di prove private sull'Aerautodromo di Modena.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Castellotti proveniva da una famiglia di ricchi proprietari terrieri.[1] Il padre era appassionato di auto da corsa, ma non vedeva di buon occhio l'interesse del figlio per le gare automobilistiche.[1] La morte del genitore, nel 1950, consentì dunque a Castellotti di iniziare la propria carriera,[1] comprando una Ferrari 166 MM. Con questa vettura prese parte a vari eventi nei due anni successivi, giungendo anche sesto alla Mille Miglia del 1951. L'anno seguente cominciò a diversificare i suoi impegni prendendo parte anche a gare a ruote scoperte di Formula 2 ed ottenne le sue prime vittorie, tra cui la Coppa d'Oro di Sicilia e il Gran Premio del Portogallo nell'edizione per vetture sport. Lo stesso anno conobbe a Monza, durante il Gran Premio d'Italia, Alberto Ascari che ebbe poi un ruolo fondamentale nel prosieguo della sua carriera e di cui divenne grande amico.[1] Un secondo posto ottenuto alla Mille Miglia, poi, gli permise di ottenere un contratto con la Lancia per disputare la Carrera Panamericana del 1953.[2] Nell'appuntamento sudamericano il pilota italiano si mise in evidenza concludendo al terzo posto, preceduto da Juan Manuel Fangio e Piero Taruffi, suoi compagni di squadra.

Formula 1 e successi con vetture sport[modifica | modifica wikitesto]

Il passaggio alla Lancia e la morte di Ascari[modifica | modifica wikitesto]

Visti i buoni risultati Ascari riuscì a procurargli un contratto con la Lancia,[1] che lo inserì nel programma per debuttare in Formula 1 nella stagione 1954.[2] La progettazione e la messa a punto della Lancia D50 si rivelò, però, più lunga del previsto e il debutto avvenne solo nel 1955. Ottenne quindi un secondo posto a Monaco, ma la morte di Ascari, avvenuta meno di una settimana dopo, portò la casa torinese alla decisione di ritirarsi dal mondiale.[1] A Castellotti venne concesso da Gianni Lancia di correre il Gran Premio del Belgio con una delle D50 e l'italiano ottenne la sua unica pole position in carriera su un circuito a lui sconosciuto.[1] In gara fu però costretto al ritiro mentre occupava la terza posizione dietro le due Mercedes di Fangio e Moss. Dopo la gara di Spa passò dunque alla Ferrari, con cui disputò gli ultimi appuntamenti della stagione. Dopo un quinto posto in Olanda e un sesto in Gran Bretagna, per la gara di Monza il team di Maranello portò al debutto per la prima volta le D50 donate da Gianni Lancia, ma le monoposto evidenziarono diversi problemi durante le prove. Castellotti, pur di correre con le più potenti vetture torinesi si dichiarò disposto a firmare una dichiarazione di responsabilità, ma Enzo Ferrari glielo negò.[1] Nonostante ciò riuscì a raggiungere al terzo posto, dietro Fangio e Taruffi e chiuse quindi il campionato piloti in terza posizione con dodici punti ottenuti.

Gli anni in Ferrari[modifica | modifica wikitesto]

La vettura di Eugenio Castellotti dopo lo schianto a Modena.

Per il 1956 Castellotti ebbe l'occasione di dedicarsi sia a gare con vetture sport, vincendo la Mille Miglia e la 12 Ore di Sebring, che alla Formula 1. La stagione nella massima serie automobilistica, nonostante le buone prestazioni fornite in prova, in gara fu spesso costretto al ritiro. Al Gran Premio di Francia ebbe l'occasione di vincere la gara, ma Eraldo Sculati, direttore tecnico della squadra, gli impose di far passare Peter Collins, meglio piazzato in classifica, costringendolo quindi a concludere al secondo posto.[1]

Nel marzo del 1957, mentre si trovava a Firenze, venne richiamato da Enzo Ferrari per effettuare delle prove sull'Aerautodromo di Modena e strappare a Jean Behra il record del circuito.[2] Mentre Castellotti si apprestava ad affrontare una curva presso il rettilineo delle Tribunette, perse il controllo della vettura e si schiantò a circa 200 km all'ora. Il pilota morì sul colpo, ma le cause dell'incidente non furono mai completamente chiarite.[1] Varie furono le ipotesi formulate, tra cui la presunta stanchezza di Castellotti, che viaggiava spesso tra Modena e Firenze, dove la fidanzata Delia Scala teneva uno spettacolo teatrale, o un cedimento improvviso dell'albero della trasmissione della sua monoposto.[1] La notizia venne accolta con grande sconforto nel mondo dell'automobilismo e ai suoi funerali, svoltisi il 16 marzo, parteciparono pressoché tutti i suoi colleghi.[3] Castellotti è stato inumato nella tomba di famiglia nel Cimitero Maggiore di Lodi.

Risultati in Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

1955 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Monaco.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of Belgium.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Italy.svg Punti Pos.
Lancia e Ferrari D50, 625 F1 e 555 F1 Rit 2 Rit 5 6 3 12
1956 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Monaco.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Punti Pos.
Ferrari Ferrari 625 Rit 4 Rit 2 10 Rit 8 7,5[4]
1957 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Monaco.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Pescara-Stemma.png Flag of Italy.svg Punti Pos.
Ferrari Ferrari 801 Rit 0
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Altre Vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m Paolo Marasca, Cuore di combattente, in F1 Racing, nº 17, Haymarket magazines, luglio 2000, pp. 64-69.
  2. ^ a b c (EN) Drivers: Eugenio Castellotti, grandprix.com. URL consultato il 22 aprile 2012.
  3. ^ Paolo Bertoldi, Tutti gli assi del volante ai funerali di Castellotti, in Stampa Sera, 16 marzo 1957, p. 6.
  4. ^ Punteggio dimezzato nel GP di Monaco per vettura condivisa con Juan Manuel Fangio

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luca Delli Carri, Gli indisciplinati, Lodi, Fucina, 2001.
  • Cesare De Agostini, Castellotti. Un cuore rubato, Vimodrone, Giorgio Nada Editore, 2001.
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