Piero Taruffi

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Piero Taruffi
Piero Taruffi.jpg
Nazionalità Italia Italia
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Categoria Formula 1
Carriera
Carriera in Formula 1
Stagioni 1950-1952, 1954-1956
Scuderie Alfa Romeo
Ferrari
Mercedes
Maserati
Vanwall
Miglior risultato finale 3° (1952)
GP disputati 18
GP vinti 1
Podi 5
Pole position 0
Giri veloci 1
 

Piero Taruffi (Albano Laziale, 12 ottobre 1906Roma, 12 gennaio 1988) è stato un pilota automobilistico, pilota motociclistico e progettista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Eccellente pilota, recordman, collaudatore e progettista, il suo palmarès è talmente vasto da poter essere confrontato solamente con quello dei più grandi piloti di tutti i tempi. Taruffi si aggiudicò moltissime e prestigiose gare di automobilismo e motociclismo sportivo. Oltre ad aver conquistato diversi record mondiali di velocità, ha progettato importanti innovazioni tecniche e contribuito allo sviluppo di svariati prototipi, tra i quali la celeberrima Rondine, considerata la prima motocicletta dell'era moderna.

Pur ritenendosi maggiormente portato verso le corse in moto, Taruffi è riuscito a conquistare la vittoria nelle tre più importanti gare mondiali automobilistiche su tracciato stradale: la Targa Florio nel 1952, la Carrera Panamericana nel 1951 e la Mille Miglia nel 1957. Fu secondo nella Coppa d'Oro delle Dolomiti del 1953. Con la Mille Miglia a cinquant'anni si ritirò dalle corse.

Nella Carrera Panamericana del 1951 la stampa messicana gli affibbiò il soprannome di El zorro plateado (La volpe argentata), per la precoce canizie e per lo stile di guida mai irruente e sempre teso a sfruttare ogni potenzialità del mezzo meccanico.

Nell'ottobre del 2006 è stato dedicato a Taruffi l'Autodromo di Vallelunga, da lui progettato nel 1950.

Gli inizi sportivi[modifica | modifica wikitesto]

La vita di Taruffi fu improntata al mito futurista che spingeva l'uomo al raggiungimento della velocità, con qualsiasi mezzo.

Piero Taruffi nel 1957

Taruffi iniziò nella prima metà degli anni venti con la vittoria nel campionato italiano universitario di sci, e un 4º posto in quello francese. Nel 1928 fece parte della squadra di canottaggio che conquistò il titolo europeo nella specialità "otto con".

La grande passione di Taruffi fu però il motore. Da adolescente nel 1923 aveva vinto la gara automobilistica Roma-Viterbo, vincendola, con la Fiat 501 del padre Pompeo, noto chirurgo romano, che vedeva di buon occhio l'entusiasmo sportivo del figlio, purché andasse di pari passo con gli studi.

Avuta in regalo una AJS 350, la truccò e partecipò alla stagione del 1925, conquistando la vittoria nella classe 350 sul circuito di Monte Mario, all'epoca importante gara locale di velocità in salita. Si iscrisse poi al Gran Premio di Roma, nel quale fu costretto al ritiro.

La Rondine[modifica | modifica wikitesto]

Le automobili[modifica | modifica wikitesto]

Il Tarf[modifica | modifica wikitesto]

Il bisiluro Tarf

Veicolo da record a quattro ruote, progettato, realizzato e pilotato da Taruffi, con il quale sul circuito di Montlhéry superò la velocità di 200 km/h, nel 1954, con un motore da 500 cm3 aspirato.

Un "bisiluro" ospitava il pilota, e l'altro un motore motociclistico Gilera, derivato dalla CNA Rondine, al cui sviluppo Taruffi aveva collaborato.

La Carrera Mexico[modifica | modifica wikitesto]

La Mille Miglia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1957 Taruffi vinse l'ultima edizione della Mille Miglia, funestata dalla tragedia di Guidizzolo. Aveva partecipato a 13 edizioni, senza mai riuscire a vincere.

Dopo quella vittoria, a cinquant'anni, Taruffi si ritirò dalle corse.

L'attività ingegneristica e divulgativa[modifica | modifica wikitesto]

Piero Taruffi scrisse nel 1953 il libro "Tecnica e pratica della guida automobilistica da corsa", pubblicato dalla Ars Nova, oggi irreperibile.

Risultati in Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

1950 Scuderia Vettura Flag of the United Kingdom.svg Flag of Monaco.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of Switzerland (Pantone).svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of Italy.svg Punti Pos.
Alfa Romeo 158 Rit 0[1]
1951 Scuderia Vettura Flag of Switzerland (Pantone).svg Flag of Indianapolis.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of Spain (1945 - 1977).svg Punti Pos.
Scuderia Ferrari 375 2 Rit 5 5 Rit 10
1952 Scuderia Vettura Flag of Switzerland (Pantone).svg Flag of Indianapolis.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Italy.svg Punti Pos.
Scuderia Ferrari 500 1 Rit 3 2 4 7 22
1954 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Switzerland (Pantone).svg Flag of Italy.svg Flag of Spain (1945 - 1977).svg Punti Pos.
Scuderia Ferrari 625 6 0
1955 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Monaco.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of Belgium.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Italy.svg Punti Pos.
Scuderia Ferrari e Daimler Benz 555 e Mercedes W196 8 4 2 9[2]
1956 Scuderia Vettura Flag of Argentina.svg Flag of Monaco.svg Flag of Indianapolis.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Punti Pos.
Officine Alfieri Maserati e Vandervell 250F e Vanwall Rit Rit 0
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti Grassetto=Pole position
Corsivo=Giro più veloce
Solo prove/Terzo pilota Non qualificato Ritirato/Non class. Squalificato Non partito

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Pur avendo profuso la maggior parte del suo impegno nel settore motoristico per la progettazione e sperimentazione tecnica, il palmarès di Taruffi comprende 44 vittorie (30 assolute e 14 di classe) su 136 gare automobilistiche disputate e 23 vittorie su 42 gare motociclistiche disputate, oltre al conseguimento di 39 record di velocità automobilistici e 53 motociclistici.[3]

Le affermazioni più importanti in moto[modifica | modifica wikitesto]

  • 1925
    • Circuito di Monte Mario - Roma (AJS 350)
  • 1927
    • Circuito di Monte Mario - Roma (Moto Guzzi 250)
  • 1928
    • Circuito della Merluzza - Roma (Norton 500)
    • Circuito Caracciolo - Napoli (Norton 500)
    • Circuito del Poggione - Cutigliano (Norton 500)
    • Circuito di Palestrina (Norton 500)
    • Gran Premio Reale - Roma (Norton 500)
    • Motovelodromo Appio - Roma (Norton 500)
    • Circuito Vermicino - Rocca di Papa (Norton 500)
      • Campione italiano 2ª Categoria Classe 500
  • 1929
    • Coppa Marino - Roma (Norton 500)
    • Pontelucano - Tivoli (Norton 500)
  • 1930
    • Circuito di Belfiore - Mantova (Norton 500)
    • Coppa Marino - Roma (Norton 500)
    • Circuito Vermicino - Rocca di Papa (Norton 500)
  • 1931
    • Circuito della Merluzza - Roma (Norton 500)
    • Gran Premio di Monza (Norton 500)
    • Circuito Vermicino - Rocca di Papa (Norton 500)
  • 1932
  • 1933
    • Coppa del Mare - Livorno (Norton 500)
    • Circuito di Rimini (Norton 500)
  • 1935
    • Gran Premio di Tripoli (Rondine 500)
    • Gran Premio di Pescara (Rondine 500)
    • 2 Record mondiali (Rondine 500)
  • 1937
    • 18 Record mondiali (Gilera 500 4C)
  • 1939
    • 33 Record mondiali (Gilera 500 4C)

Le affermazioni più importanti in auto[modifica | modifica wikitesto]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Tecnica e pratica della guida automobilistica da corsa, Edizioni Ars Nova, Roma, 1953, 1954, 1958, 1961, 1963, 1966
  • Technique of Motor Racing, Robert Bentley Inc., Cambridge (Massachusetts), 1959, 1960, 1970
  • Bandiera a scacchi, Stabilimento poligrafico Artioli, Modena-Milano, 1963
  • L'Ecole du pilotage, Marabout Service, Verviers, 1968

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Nel Gran Premio d'Italia 1950 auto condivisa con Juan Manuel Fangio.
  2. ^ Nel Gran Premio di Monaco 1955 auto condivisa con Paul Frere.
  3. ^ Piero Taruffi, Motociclismo d'Epoca, febbraio 1996, pag.76

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Prisca Taruffi, Piero Taruffi. La volpe argentata, Legenda Editore, Settimo Milanese, 2006

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

Franco Lini, Campione di stile, Ruoteclassiche - fascicolo n. 4 del febbraio 1989

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN158694993 · LCCN: (ENno2010126202