Incidenti mortali di Formula 1

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Ayrton Senna, scomparso a Imola nel 1994, è uno dei piloti più noti ad aver trovato la morte su di una monoposto di Formula 1.

Questa è una lista di incidenti mortali di Formula 1 nella quale sono presenti tutti i piloti che sono morti a seguito di incidenti occorsigli durante un fine settimana di gara, o comunque mentre guidavano una vettura di Formula 1. Sono inoltre ricordate le morti di 6 addetti di gara mentre prestavano servizio.

Cenni storici[modifica | modifica wikitesto]

Piloti[modifica | modifica wikitesto]

Jochen Rindt, scomparso a Monza nel 1970; si vedrà assegnare il titolo mondiale alla memoria.

Dei 44 piloti della massima formula morti in totale, 32 di loro sono deceduti a seguito di incidenti avvenuti durante un weekend del campionato del mondo, 4 per quelli avvenuti durante una gara non titolata e 8 per quelli avvenuti durante dei test privati. Alla fine della stagione 2014, l'indice di mortalità dei Gran Premi validi per il titolo mondiale – 916 in totale, comprese le undici edizioni della "500 Miglia di Indianapolis" dal 1950 al 1960 che, da sole, sono state teatro di ben otto decessi – è pari a 0,03493.

Il britannico Cameron Earl è la prima vittima di un'auto di Formula 1, perito il 18 giugno 1952 durante un test drive a Nuneaton, nel Warwickshire.[1] Sedici piloti sono morti negli anni cinquanta, undici negli anni sessanta, dieci negli anni settanta – fra cui l'austriaco Jochen Rindt nel 1970, unico campione del mondo postumo, scomparso durante le qualifiche del Gran Premio d'Italia a Monza –, quattro negli anni ottanta e due negli anni novanta del XX secolo, e uno negli anni dieci del XXI secolo. La morte, nel 1973, dell'astro nascente francese François Cévert, nel corso delle prove del Gran Premio degli Stati Uniti a Watkins Glen – in un'epoca in cui queste tragedie erano ancora all'ordine del giorno – porta a un primo, generale, ripensamento sulla sicurezza dei piloti nelle gare e nei circuiti di F1: scosso dalla scomparsa dell'amico e compagno di squadra, Jackie Stewart è uno dei primi a impegnarsi attivamente in tal senso contribuendo, dagli anni settanta in poi, a rendere più sicura la categoria.[2]

François Cévert, morto a Watkins Glen nel 1973; la sua scomparsa segnò uno spartiacque, su spinta del collega Jackie Stewart, nell'approccio alla sicurezza in F1.

Dal 1994, anno della morte del brasiliano Ayrton Senna, già tre volte campione del mondo, durante il Gran Premio di San Marino a Imola,[3] al 2015, quando perisce il francese Jules Bianchi, dopo nove mesi di coma, a seguito dell'incidente occorsogli l'anno prima nel Gran Premio del Giappone a Suzuka,[4] la Formula 1 ha attraversato il suo più lungo periodo senza lutti, più di vent'anni.[5] Dal punto di vista della nazionalità, al momento del decesso undici di loro erano statunitensi, dieci britannici, sette italiani, quattro francesi, tre austriaci e uno per Belgio, Argentina, Germania, Messico, Paesi Bassi, Svizzera, Svezia, Canada e Brasile.

Addetti di gara[modifica | modifica wikitesto]

Tuttavia i decessi non riguardano solo i piloti: nel corso degli anni, 6 addetti di percorso sono morti in pista durante 4 gare e un warm up. È ricordato per la straziante dinamica e fatalità l'incidente accaduto al Gran Premio del Sudafrica 1977, dove un diciannovenne addetto di gara come pompiere, Frederik Jansen Van Vuuren, mentre stava attraversando il tracciato di Kyalami con un estintore per prestare soccorso a Renzo Zorzi, viene investito dall'accorrente Tom Pryce alla velocità di 270 km/h: il giovane muore dilaniato sul colpo, mentre l'estintore colpisce al capo Pryce uccidendolo all'istante.[6]

In precedenza, la guardia Richard Huttner e il segnalatore Manfred Schaller avevano perso la vita durante il Gran Premio d'Austria 1975, in seguito all'incidente sempre mortale di Mark Donohue.[7] Un quarto di secolo più tardi, al Gran Premio d'Italia 2000 Paolo Gislimberti viene colpito da una ruota staccatasi dalla monoposto incidentata di Heinz-Harald Frentzen.[8][9] Nel Gran Premio d'Australia 2001 un altro pneumatico, volato via dopo scontro tra le macchine di Jacques Villeneuve e Ralf Schumacher, costa la vita a Graham Beveridge.[10] Infine, al Gran Premio del Canada 2013, Mark Robinson viene travolto dalla gru mobile usata per rimuovere la vettura di Esteban Gutiérrez.[11]

Elenco[modifica | modifica wikitesto]

Gare ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Piloti deceduti a seguito di incidenti avvenuti nel corso dei Gran Premi di Formula 1 validi per il titolo mondiale.

Pilota Data dell'incidente Gara Sessione Team
Stati Uniti Chet Miller 15 maggio 1953 500 Miglia di Indianapolis Prove Kurtis Kraft
Stati Uniti Carl Scarborough 30 maggio 1953[12] 500 Miglia di Indianapolis Gara Kurtis Kraft
Argentina Onofre Marimon 31 luglio 1954 Gran Premio di Germania Prove Maserati
Stati Uniti Manny Ayulo 16 maggio 1955 500 Miglia di Indianapolis Prove Kuzma
Stati Uniti Bill Vukovich 30 maggio 1955 500 Miglia di Indianapolis Gara Kurtis Kraft
Stati Uniti Keith Andrews 15 maggio 1957 500 Miglia di Indianapolis Prove Kurtis Kraft
Stati Uniti Pat O'Connor 30 maggio 1958 500 Miglia di Indianapolis Gara Kurtis Kraft
Italia Luigi Musso 6 luglio 1958 Gran Premio di Francia Gara Ferrari
Regno Unito Peter Collins 3 agosto 1958[13] Gran Premio di Germania Gara Ferrari
Regno Unito Stuart Lewis-Evans 19 ottobre 1958[14] Gran Premio del Marocco Gara Vanwall
Stati Uniti Jerry Unser 17 maggio 1959 500 Miglia di Indianapolis Prove Kurtis Kraft
Stati Uniti Bob Cortner 19 maggio 1959 500 Miglia di Indianapolis Prove Cornis
Regno Unito Chris Bristow 19 giugno 1960 Gran Premio del Belgio Gara Cooper
Regno Unito Alan Stacey 19 giugno 1960 Gran Premio del Belgio Gara Lotus
Germania Wolfgang von Trips[15] 10 settembre 1961 Gran Premio d'Italia Gara Ferrari
Paesi Bassi Carel Godin de Beaufort 1º agosto 1964 Gran Premio di Germania Prove Porsche
Regno Unito John Taylor 7 agosto 1966[16] Gran Premio di Germania Gara Brabham
Italia Lorenzo Bandini 7 maggio 1967[17] Gran Premio di Monaco Gara Ferrari
Francia Jo Schlesser 7 luglio 1968 Gran Premio di Francia Gara Honda
Regno Unito Piers Courage 21 giugno 1970 Gran Premio d'Olanda Gara De Tomaso
Austria Jochen Rindt[18] 5 settembre 1970 Gran Premio d'Italia Qualifiche Lotus
Regno Unito Roger Williamson 29 luglio 1973 Gran Premio d'Olanda Gara March
Francia François Cévert 6 ottobre 1973 Gran Premio degli Stati Uniti d'America Qualifiche Tyrrell
Austria Helmuth Koinigg 6 ottobre 1974 Gran Premio degli Stati Uniti d'America Gara Surtees
Stati Uniti Mark Donohue 17 agosto 1975[19] Gran Premio d'Austria Prove March-Penske
Regno Unito Tom Pryce[20] 5 marzo 1977 Gran Premio del Sudafrica Gara Shadow
Svezia Ronnie Peterson 10 settembre 1978[21] Gran Premio d'Italia Gara Lotus
Canada Gilles Villeneuve 8 maggio 1982[22] Gran Premio del Belgio Qualifiche Ferrari
Italia Riccardo Paletti 13 giugno 1982 Gran Premio del Canada Gara Osella
Austria Roland Ratzenberger 30 aprile 1994 Gran Premio di San Marino Qualifiche Simtek
Brasile Ayrton Senna 1º maggio 1994[23] Gran Premio di San Marino Gara Williams
Francia Jules Bianchi 5 ottobre 2014[24] Gran Premio del Giappone Gara Marussia

Altri incidenti[modifica | modifica wikitesto]

Altri piloti della massima formula deceduti a seguito di incidenti avvenuti al di fuori delle gare titolate.

Pilota Data dell'incidente Gara o luogo dei test Sessione Team
Regno Unito Cameron Earl 18 giugno 1952 MIRA Test ERA
Belgio Charles de Tornaco 18 settembre 1953 Circuito di Modena Test Ferrari
Italia Mario Alborghetti 11 aprile 1955 Gran Premio di Pau Gara Maserati
Italia Eugenio Castellotti 14 marzo 1957 Circuito di Modena Test Ferrari
Stati Uniti Harry Schell 13 maggio 1960 BRDC International Trophy Qualifiche Cooper
Italia Giulio Cabianca 17 febbraio 1961 Circuito di Modena Test Cooper
Messico Ricardo Rodriguez 1º novembre 1962 Gran Premio del Messico[25] Prove Lotus
Regno Unito Bob Anderson 14 agosto 1967 Circuito di Silverstone Test Brabham
Svizzera Jo Siffert 24 ottobre 1971 Brands Hatch Victory Race Gara BRM
Stati Uniti Peter Revson 22 marzo 1974 Circuito di Kyalami Test pre-gara Shadow
Francia Patrick Depailler 1º agosto 1980 Hockenheimring Test Alfa Romeo
Italia Elio De Angelis 14 maggio 1986[26] Circuito Paul Ricard Test Brabham

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Killed While Testing Racing Car in The Times, 19 giugno 1952, p. 4.
  2. ^ (EN) Daniel Johnson, Sir Jackie Stewart: Formula One's good old days were actually the bad days su telegraph.co.uk, 14 marzo 2015.
  3. ^ Antonio Russo, Il giorno che morì Ayrton Senna su ilpost.it, 1º maggio 2014.
  4. ^ Addio a Jules Bianchi, morto il pilota di F1 vittima di un incidente in Giappone su repubblica.it, 18 luglio 2015.
  5. ^ (EN) From Ayrton Senna to Jules Bianchi: a timeline of F1 incidents since 1994 su theguardian.com, 18 luglio 2015.
  6. ^ Andrea Villa, Kyalami ’77: la tragedia di Tom Pryce su motorionline.com, 6 dicembre 2013.
  7. ^ Gianluca Zippo, F1 GP Austria – Il Circus nella terra di Mozart (1° parte) su road2sport.com, 13 giugno 2015.
  8. ^ Gian Guido Vecchi, Giancarlo Falletti e Toni Visentini, Carambola maledetta, muore un volontario in Corriere della Sera, 11 settembre 2000, p. 36.
  9. ^ La tragedia nella festa. Muore addetto alla pista su repubblica.it, 10 settembre 2000.
  10. ^ (EN) James Mossop, Australian Grand Prix: Marshal death overshadows Schumacher win su telegraph.co.uk, 4 marzo 2001.
  11. ^ (EN) Volunteer track worker dies in accident after Canadian Grand Prix su ctvnews.ca, 9 giugno 2013.
  12. ^ Carl Scarborough morì poco dopo la gara a causa di un'ipertermia.
  13. ^ Peter Collins morì in ospedale poche ore dopo l'incidente per le conseguenze dell'urto della testa contro un albero.
  14. ^ Stuart Lewis-Evans morì il 25 ottobre 1958 a causa delle ustioni riportate.
  15. ^ Assieme a Wolfgang von Trips, nell'incidente morirono anche quattordici spettatori.
  16. ^ John Taylor morì l'8 settembre 1966 a Koblenz, in Germania, per le ustioni riportate.
  17. ^ Lorenzo Bandini morì in ospedale tre giorni dopo la gara in seguito alle ustioni riportate.
  18. ^ Jochen Rindt divenne campione del mondo 1970 di Formula 1 "alla memoria", in quanto nessun concorrente riuscì a superarlo dopo la sua morte nella classifica piloti.
  19. ^ Mark Donohue morì il giorno seguente a Graz, in Austria, a causa dell'emorragia cerebrale riportata. Nell'incidente, perse la vita anche un commissario di percorso.
  20. ^ Un giovane commissario, Frederik Jansen Van Vuuren, stava attraversando la pista con un estintore quando venne investito, morendo sul colpo, da Tom Pryce. Il suo estintore colpì a sua volta il pilota alla testa, uccidendolo all'istante.
  21. ^ Ronnie Peterson morì all'ospedale Niguarda di Milano il giorno seguente.
  22. ^ Gilles Villeneuve morì in ospedale poche ore dopo l'incidente.
  23. ^ Ayrton Senna morì all'ospedale Maggiore di Bologna alle ore 18:39.
  24. ^ Jules Bianchi rimase in coma per più di nove mesi dopo l'incidente e morì il 18 luglio 2015 a Nizza.
  25. ^ Fu un'edizione non titolata del Gran Premio del Messico in vista del suo ingresso, per la stagione successiva, nel calendario ufficiale del campionato del mondo.
  26. ^ Elio De Angelis morì il giorno dopo l'incidente all'ospedale di Marsiglia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Casucci; Tommaso Tommasi, Sedici morti in 239 Gran Premi in 25 anni di formula 1, Arnoldo Mondadori Editore, 1975, p. 314.
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