CEA Squadra Corse

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Red One s.r.l. - CEA Squadra Corse
StatoItalia Italia
Forma societariacooperativa
Fondazione1967
Sede principaleMedicina (Italia)
GruppoCEA Estintori
Persone chiavePatrizia e Rossella Amadesi
Settoreservizi antincendio
Dipendenticirca 350 (2001)
Slogan«Potevamo essere Angeli, abbiamo deciso di diventare Leoni»
Sito web

CEA Squadra Corse è una società che gestisce la sicurezza antincendio nei Gran Premi di Formula 1.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Squadra Corse al 30º anniversario

CEA Squadra Corse venne fondata da Ermete Amadesi nel 1970, tre anni dopo la fondazione di CEA Estintori, azienda produttrice di strumenti antincendio: a seguito del ritiro dei Vigili del Fuoco dal servizio in autodromi, stadi e cinema, i gestori dell'Autodromo di Imola Luciano Conti e Paolo Moruzzi si rivolsero a Ermete Amadesi. Questi fece modificare alcune Maserati Quattroporte: si trasformarono le auto in pickup rimuovendo loro il tetto, e vi si installarono cannoncini che sparavano schiuma.[1]
L'attività, nata inizialmente come passione e via via consolidatasi nel tempo con tutti i criteri aziendali, si avvale di oltre 300 specialisti e 50 mezzi per garantire la sicurezza durante le competizioni.

In occasione della prima edizione del Gran Premio d'India di Formula 1, nel 2011, alcuni rappresentanti della Squadra Corse hanno visionato e supportato l'organizzazione in merito ai servizi antincendio e hanno pubblicato una relazione su interventi futuri e possibili migliorie.[2]

I Leoni[modifica | modifica wikitesto]

La divisa dei "Leoni"

I membri della Squadra Corse ottennero l'appellativo di “Leoni” dopo il Gran Premio d'Italia di Formula 1 del 1978, a Monza, in occasione dell'incidente in seguito al quale perse la vita Ronnie Peterson: una carambola in partenza, prima dell'ingresso della prima variante, che coinvolse 10 vetture, la metà delle quali vennero avvolte dalle fiamme. L'intervento dei volontari consentì di limitare le conseguenze dirette dell'incidente, che avrebbero potuto essere ben più gravi (Peterson morì due giorni dopo, in ospedale, per cause mai chiaramente determinate).

Alcuni numeri[modifica | modifica wikitesto]

185 specialisti antincendio; 42 automezzi uso speciale antincendio: 13 autovetture veloci (tra queste, una Ferrari 348, una Alfa 156 3.2 GTA V6, un'Alfa 156 SW 3.2 GTA V6, 4 Alfa 156 SW 2.0 JTS 16V), 27 fuoristrada 4x4 (tutti i mezzi sono attrezzati con impianti di estinzione sferici ed estintori portatili), 2 automezzi polifunzionali di soccorso e decarcerazione del pilota; 450 estintori portatili, di cui 240 sui mezzi e 25 estintori carrellati. (dati aggiornati al 2007[3])

L'incidente di Paolo Gislimberti[modifica | modifica wikitesto]

Il 10 settembre 2000, durante il primo giro del Gran Premio d'Italia di Formula 1, un incidente alla variante della Roggia coinvolge le vetture di Barrichello, De La Rosa, Coulthard, Trulli e Frentzen. Dall'auto di quest'ultimo si stacca una ruota che, ad altissima velocità, colpisce in pieno Paolo Gislimberti, volontario proveniente da Barco di Levico in provincia di Trento. Gislimberti perde la vita poco dopo, a causa delle gravissime lesioni conseguite. A oggi, si tratta dell'unico incidente mortale per un volontario della Squadra Corse.[4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Andrea Cremonesi, Leoni in pista, in Gazzetta dello Sport, 10 settembre 2011, p. 31.
  2. ^ L’India impara dall’Italia: la squadra corse della CEA è stata a Delhi, in F1WEB.it, 9 novembre 2011. URL consultato il 2 febbraio 2012.
  3. ^ Formula 1 2007, Vallardi, 2007, ISBN 978-88-95684-01-7.
  4. ^ Articolo dall'archivio storico del Corriere della Sera, su archiviostorico.corriere.it. URL consultato l'8 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale in data pre 1/1/2016).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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