Corrado Barazzutti

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Corrado Barazzutti
Corrado Barazzutti.jpg
Barazzutti nel 2009
Nazionalità Italia Italia
Altezza 178 cm
Peso 70 kg
Tennis Tennis pictogram.svg
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 307 - 222 (58,03%)
Titoli vinti 5
Miglior ranking 7° (21 agosto 1978)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open -
Francia Roland Garros SF (1978)
Regno Unito Wimbledon 2T (1980)
Stati Uniti US Open SF (1977)
Altri tornei
ATP World Tour Finals Singles Trophy (London).svg Tour Finals RR (1979)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 57 - 111 (33,93%)
Titoli vinti 1
Miglior ranking 372° (17 luglio 1984)
Palmarès
Oro Coppa Davis 1976
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
 

Corrado Barazzutti (Udine, 19 febbraio 1953) è un allenatore di tennis ed ex tennista italiano.

Con il 7° posto dell'agosto 1978, vanta la seconda migliore classifica ATP raggiunta da un tennista italiano dall'introduzione del sistema di calcolo computerizzato, alle spalle di Adriano Panatta. La posizione n° 10 di fine 1978 è la seconda migliore classifica con cui un tennista italiano abbia mai chiuso una stagione agonistica.

Grazie ai 5 titoli conquistati in carriera, è al 4 posto nella graduatoria delle vittorie italiane ATP nell'era Open. Fu semifinalista agli US Open e al Roland Garros. La semifinale raggiunta a Forest Hills è il miglior risultato mai ottenuto da un tennista italiano agli US Open.

Fu il secondo giocatore italiano nell'Era Open a vincere tre tornei nella stessa stagione, il primo a realizzare tale impresa su due superfici diverse, e il secondo, dopo Adriano Panatta, ad aver raggiunto 4 finali ATP nello stesso anno, impresa realizzata dopo di lui soltanto da Andreas Seppi e Fabio Fognini.

Fu il primo tennista italiano nell'era Open a sconfiggere un avversario classificato al primo posto della classifica mondiale, impresa dopo di lui realizzata soltanto da quattro tennisti del suo paese. Fu finalista al Masters di Monte Carlo, unico giocatore italiano a realizzare tale impresa nell'era Open.

Insieme ad Adriano Panatta, è l'unico tennista italiano a essersi qualificato alle finali del Masters. Fu componente della più forte squadra italiana di Coppa Davis di tutti i tempi, arrivando a conquistare il trofeo nel 1976 e giungendo alla finale in altre tre occasioni (1977, 1979 e 1980).

Fu campione italiano assoluto di singolare per sette anni consecutivi, dal 1976 al 1982; vinse i campionati italiani di doppio nel 1983 e gli Assoluti indoor nel 1976. Dal 2001 è capitano non giocatore della nazionale italiana di Coppa Davis. Dal 2002 al 2016, è stato capitano non giocatore della nazionale di Fed Cup, con cui si è aggiudicato quattro titoli mondiali (2006, 2009, 2010 e 2013).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carriera sportiva[modifica | modifica wikitesto]

Crebbe tennisticamente ad Alessandria sotto la guida di Giuseppe Cornara.

1971: Orange Bowl e debutto nel circuito maggiore[modifica | modifica wikitesto]

Salì alla ribalta del tennis internazionale grazie alla vittoria all'Orange Bowl under 18, prestigioso torneo Juniores, uno dei cinque appartenenti alla categoria 'Grade A'.[1] Nello stesso anno, esordì nel circuito maggiore al torneo di Palermo, dove fu sconfitto in tre set al primo turno dal francese Pierre Barthes. Il 1971 fu anche l'anno del suo debutto agli Internazionali d'Italia. A negargli il primo successo ATP fu il trentottenne Nicola Pietrangeli che si impose in due set. Nello stesso anno arrivò anche l'esordio nei tornei del Grande Slam, con la prima esperienza al Roland Garros, dove fu sconfitto al primo turno dal britannico Graham Stilwell in quattro set.

1972: Prime vittorie ATP e debutto in Davis[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro del suo primo successo in un incontro ATP fu il Foro Italico di Roma nella sua seconda presenza agli Internazionali d'Italia. A farne le spese fu l'australiano Lew Hoad, testa di serie n° 15, superato col punteggio di 7-5, 5-7, 6-4. Dopo la vittoria sul sudafricano Raymond Moore, Barazzutti fu eliminato negli ottavi dal romeno Ilie Nastase. Il 1972 fu l'anno del suo debutto in Coppa Davis. Nella sfida tra Italia e Austria, Barazzutti vinse entrambi i singolari contro Ernst Blanke e Hans Kary.[2] Contro la nazionale romena che eliminò l'Italia, perse da Ilie Nastase, vincendo a punteggio acquisito contro Peter Marmureanu.[3]

Al suo esordio assoluto a Wimbledon fu sconfitto al primo turno per mano del britannico John Feaver.

1973: ingresso tra i Top 100[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò la stagione con due tornei disputati in Spagna, a Valencia e Barcellona, dove fu eliminato in entrami i casi dal sedicenne Björn Borg, che lo estrometterà anche al terzo turno del torneo di Montecarlo.

Nella sua seconda esperienza al Roland Garros vinse i suoi primi due incontri a livello di Grande Slam, superando, nell'ordine, il messicano Emilio Montano e il giapponese Jun Kamiwazumi. Al terzo turno fu bloccato dallo iugoslavo Boro Jovanovic.

La sua seconda partecipazione al torneo di Wimbledon lo vide uscire nuovamente al primo turno per opera del britannico John Lloyd.

Nella semifinale della Zona B europea di Coppa Davis, disputata sulla terra battuta di Torino, vinse entrambi i singolari contro la Spagna, prima con Manuel Santana e poi con José Higueras, fornendo un contribuo decisivo al successo dell'Italia sulla squadra iberica. La vittoria ottenuta in cinque set contro Jan Kodes non fu, invece, sufficiente a evitare la sconfitta dell'Italia nella finale della Zona B europea disputata contro la Cecoslovacchia sulla terra rossa di Praga.

Nel suo debutto sull'erba degli US Open, Barazzutti non andò oltre il primo turno fermato dallo statunitense Charles Owens.

Chiuse la stagione, la prima con la classifica computerizzata, al n° 76 del ranking ATP.[4]

1974: prima semifinale ATP[modifica | modifica wikitesto]

Sulla terra battuta di Monaco, raggiunse la sua prima semifinale ATP. Superando nei quarti di finale il n° del mondo Ilie Nastase, diventò il primo tennista italiano a sconfiggere un avversario classificato al primo posto della classifica computerizzata. Nel turno successivo rimediò soltanto tre giochi con il francese François Jauffret. Nella semifinale del torneo di Bournemouth, Nastase vendicò la sconfitta di Monaco imponendosi col punteggio di 9-8, 9-7.

Alla sua terza partecipazione al Roland Garros il suo cammino si concluse nuovamente al terzo turno, per mano dello statunitense Eddie Dibbs.

Sulla terra battuta di Bastad giunse ai quarti di finale dove si arrese per la quarta volta in carriera a Björn Borg.

Nella finale della Zona A europea disputata contro la Romania sulla terra battuta di Mestre e vinta dall'Italia per 3-2, Barazzutti fu nuovamente sconfitto da Nastase ma il suo successo su Ion Tiriac determinò il passaggio del turno degli "azzurri".[5]

Chiuse la stagione al n° 57 del ranking ATP.[6]

1975: Top 40[modifica | modifica wikitesto]

Il 1975 fu una delle sue stagioni meno brillanti, segnata dalle eliminazioni al secondo turno al Roland Garros e al primo turno a Wimbledon, e dalla mancata partecipazione agli US Open.

Al torneo di Barcellona fu eliminato al primo turno da Björn Borg, nell'incontro più combattuto da lui disputato contro il tennista svedese, che si impose soltanto al tie-break del terzo set.

Agli internazionali d'Italia fu sconfitto al terzo turno dal messicano Raùl Ramirez.

In Coppa Davis, nella semifinale della Zona B europea disputata contro la Francia sulla terra battuta dello Stade Roland Garros, l'Italia fu sconfitta per 3-2. Dopo l'incontro perso da Adriano Panatta con François Jauffret, Barazzutti portò la situazione in parità, battendo Patrice Dominguez. Panatta e Bertolucci si aggiudicarono la gara di doppio su Jauffret e Dominguez, portando in vantaggio l'Italia, 2-1. Dominguez riportò la Francia in parità, battendo Panatta. L'incontro decisivo, vinto da Jauffret su Barazzutti, decretò l'eliminazione dell'Italia dal torneo.[7]

A novembre, al torneo di Manila, raggiunse la sua prima finale in un torneo del circuito maggiore, la diciannovesima per un tennista italiano nell'era Open, battendo quattro giocatori australiani, tra cui, nei quarti di finale, il n° 2 del mondo Ken Rosewall, sconfitto con due tie-break, nella sua seconda vittoria in carriera contro un Top 10. Nell'atto conclusivo, fu sconfitto da un altro australiano, Ross Case, che si impose in due set.

Chiuse la stagione al n° 40 del ranking ATP.[6]

1976: Coppa Davis, primo titolo ATP, due finali[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò la stagione con i quarti di finale raggiunti a Valencia e l'eliminazione al primo turno a Barcellona.

L'11 aprile del 1976, al torneo di Nizza, superò, nell'ordine, l'indiano Sashi Menon, l'ungherese Balázs Taróczy, il polacco Wojciech Fibak e il francese Jean-François Caujolle. Superando in finale il cecoslovacco Jan Kodeš in 5 partite (6-2, 2-6, 5-7, 7-6, 8-6), conquistò il suo primo titolo del circuito maggiore, l'ottavo vinto da un tennista italiano nell'era Open,

Agli Internazionali d'Italia giunse per la prima volta ai quarti di finale dove fu sconfitto dal n° 2 del mondo e testa di serie n° 1, l'argentino Guillermo Vilas, che sarà suo giustiziere anche negli ottavi di finale del Roland Garros.

Nell'ultima settimana di maggio, nei quarti di finale della Zona B europea di Coppa Davis, disputati contro la Iugoslavia sulla terra rossa di Bologna e vinti dall'Italia per 5-0, Barazzutti si aggiudicò entrambi i singolari, rispettivamente contro Zeljko Franulovic e Nicola Pilic.[8] Dal 16 al 18 luglio, per la semifinale della Zona B europea, l'Italia affrontava al Foro Italico di Roma una Svezia priva di Björn Borg, che diede sorprendentemente forfait dopo la sua prima vittoria a Wimbledon. Barazzutti vinse il singolare contro Kjell Johansson in cinque set. L’Italia si impose per 4-0.[9]

A Bastad Barazzutti raggiunse la sua terza finale in carriera, la 29esima disputata da un giocatore italiano nell'era Open, dove fu sconfitto dal connazionale Tonino Zugarelli che conquistò così il suo unico titolo ATP in carriera.

Dopo un'assenza di due anni, fece la sua seconda esperienza agli US Open, la sua prima su terra, fermandosi al secondo turno, sconfitto dall'australiano John Yuill, dopo aver eliminato al primo turno un altro australiano, Paul Kronk.

Nella semifinale Interzone di Coppa Davis, disputata contro l'Australia dal 24 al 26 settembre al Foro Italico di Roma, gli "azzurri" si imposero per 3-2. Barazzutti ottenne la vittoria in singolare nell'incontro di apertura contro John Newcombe. Nel singolare successivo Panatta fu sconfitto da John Alexander; Panatta e Paolo Bertolucci si aggiudicarono la prova di doppio contro il duo formato da Newcombe e Roche. Barazzutti perse il singolare con Alexander e, sul 2-2, Panatta sconfisse Newcombe regalando all'Italia la prima finale di Coppa Davis.[10]

Sulla terra battuta di Tokyo, Barazzutti giunse ancora in finale, la 30esima per un tennista italiano, sconfiggendo nuovamente, in semifinale, il n° 9 del mondo Ken Rosewall. Nell'atto finale si arrese in due set allo statunitense Roscoe Tanner.

Dal 17 al 19 dicembre, all’Estadio Nacional de Chile di Santiago, andò in scena la finale di Coppa Davis tra Italia e Cile. Barazzutti vinse il primo singolare su Jaime Fillol (7-5, 4-6, 7-5, 6-1), seguito da Panatta che sconfisse Patricio Cornejo. La vittoria del doppio Panatta-Bertolucci, sul duo cileno formato da Fillol e Cornejo (3-6, 6-2, 6-3, 9-7) rese ininfluenti i due singolari successivi e decretò il successo dei ragazzi capitanati da Nicola Pietrangeli. L'Italia aveva conquistato l'unica Coppa Davis della sua storia.

Da sinistra: il capitano non giocatore Pietrangeli, Bertolucci, Panatta e Barazzutti posano con il trofeo della Coppa Davis 1976.

Barazzutti chiuse la stagione al n° 22 del ranking ATP.[6]

1977: tre titoli ATP, finale a Monte Carlo, semifinale US Open, finale Davis[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò la sua stagione migliore sul sintetico del WCT di Richmond, dove giunse in semifinale eliminando lo statunitense Dick Stockton negli ottavi e l'australiano Ross Case, nei quarti.[11] A estrometterlo dal torneo fu l'americano Vitas Gerulaitis che lo sconfisse in tre set.[12]

La finale raggiunta al torneo di Monte Carlo segnò la sua migliore prestazione in carriera in quella competizione e nei tornei da lui disputati nella categoria assimilabile all'attuale ATP World Tour Masters 1000. Nel suo percorso eliminò, nell'ordine, l'olandese Tom Okker, l'ungherese Balasz Taroczy. Nella semifinale, giocata contro Jan Kodes in un sabato umido e piovoso, salvò quattro match-point, chiudendo col punteggio di 5-7, 7-6, 7-5.[13] L'atto conclusivo lo vide soccombere a Bjorn Borg, n° 2 del mondo, nella sesta delle dieci sconfitte da lui subite in altrettanti scontri diretti col campione svedese. La finale disputata da Barazzutti, la 31esima con una partecipazione italiana, è il miglior risultato ottenuto da un tennista "azzurro" al torneo di Monte Carlo nell'Era Open.

Al torneo di Charlotte, sconfisse in sequenza, senza perdere un set, l'indiano Vijay Amritraj, Tom Okker e Adriano Panatta. Imponendosi in finale sul n° 9 ATP Eddie Dibbs col punteggio di 7-6, 6-0, divenne il primo tennista italiano nell'Era Open a vincere un torneo del circuito maggiore senza perdere un set. E' l'unico tennista italiano ad aver realizzato l'impresa su superficie sintetica. Quello conquistato in Carolina del Nord fu il 15esimo titolo ATP vinto da un tennista italiano. Barazzutti è il secondo tennista italiano nell'era Open ad essersi aggiudicato un titolo sconfiggendo in finale un Top 10.

Alla sua sesta partecipazione al Roland Garros fu eliminato per la seconda volta in carriera al primo turno per opera del cileno Hans Gildemeister.

Il 10 luglio a Båstad si aggiudicò il terzo titolo ATP in carriera, il diciottesimo vinto da un tennista italiano, superando in finale Balázs Taróczy col punteggio di 7-6, 6-7, 6-2, dopo aver eliminato lo svedese Rolf Norberg, l'austriaco Hans Kary, lo iugoslavo Nicola Spear e l'australiano Kim Warwick.

La parte restante del mese di luglio fu interamente dedicato alla Coppa Davis dove l'Italia era campione in carica. Nella semifinale della Zona B europea, l'Italia affrontò la Svezia, priva di Björn Borg, al Bastad Tennis Stadium di Båstad (terra battuta). Barazzutti vinse entrambi i singolari, contro Rolf Norberg e Birger Andersson. L'Italia sconfisse la Svezia per 4-1.[14] Nella finale della Zona B europea, l'Italia sfidò la Spagna, al Real Club de Tenis Barcelona (terra battuta). Barazzutti perse il primo singolare contro José Higueras, mentre Panatta sconfisse Manuel Orantes e, sempre in coppia con Paolo Bertolucci, si aggiudicò la prova di doppio contro Higueras e Antonio Munoz. Il successo di Barazzutti su Orantes regalò all'Italia il punto necessario al passaggio del turno. Il punteggio definitivo della sfida fu 3-2 per l'Italia.[15]

Nella sua terza esperienza agli US Open, disputati per l'ultima volta sulla terra di Forrest Hills, Barazzutti giunse in semifinale eliminando al secondo turno Ilie Nastase, nella seconda delle sue tre vittorie in carriera ottenute contro il campione romeno. Nel penultimo atto del torneo, Barazzutti trovò il n° 1 del mondo Jimmy Connors, in un incontro di cui si ricorda un episodio in cui l'americano, su una palla dubbia, entrò nella metà campo di Barazzutti e cancellò il segno in modo da renderne impossibile la verifica. Quella palla, che Barazzutti vide fuori, fu invece chiamata dentro dal giudice di sedia, che era dall'altra parte del campo. L'episodio fece girare l'incontro nettamente a favore di Connors (il quale non ricevette alcuna penalità). Il replay delle immagini confermò le ragioni di Barazzutti[16].

A metà settembre, al Foro Italico di Roma, l'Italia disputò la semifinale Interzone di Coppa Davis contro la Francia. Al successo di Panatta su Patrice Dominguez, fece seguito quello di Barazzutti su François Jauffret. La vittoria di Panatta e Bertolucci su Dominguez e Jauffret garantì all'Italia la sua seconda finale di Coppa Davis. A punteggio acquisito, Barazzutti perse in tre set il singolare contro Dominguez.[17]

Sul sintetico indoor di Parigi, superò al primo turno il francese Christophe Roger-Vasselin. Negli ottavi eliminò il britannico John Lloyd, mentre nei quarti concesse soltanto cinque giochi allo statunitense Christopher Sylvan. In semifinale prevalse in tre set sull'americano Jeff Borowiak. Il 6 novembre sollevò il suo quarto trofeo ATP imponendosi in finale, in cinque set, sullo statunitense Brian Gottfried, n° 3 del mondo, nella sua 15a vittoria in carriera contro un Top 10. Per l'Italia fu il successo n° 19 nel circuito ATP. Barazzutti divenne il secondo giocatore italiano nell'Era Open a vincere tre tornei nella stessa stagione e il primo a realizzare questa impresa su due superfici diverse, impresa realizzata soltanto da Fabio Fognini 41 anni più tardi.

A dicembre l'Italia disputò la sua seconda finale consecutiva di Coppa Davis affrontando l'Australia sull'erba del White City Stadium di Sydney. Dopo la sconfitta di Panatta con Tony Roche, Barazzutti fu sconfitto da John Alexander. La vittoria in doppio di Panatta e Bertolucci su John Alexander e Phil Dent riaprì le speranze dell'Italia ma Alexander chiuse i conti contro Panatta. L'Australia vinse la sfida per 3-1 e si aggiudicò la sua XXIV Coppa Davis.[18]

Barazzutti chiuse la stagione al n° 11 del ranking ATP.

1978: semifinali al Roland Garros e Monte Carlo, Top 10 e qualificazione al Masters[modifica | modifica wikitesto]

Nel torneo di Richmond andò in scena la replica dell'edizione dell'anno precedente, con Barazzutti sconfitto in semifinale da Vitas Gerulaitis, n° 4 del mondo, stavolta in due set.

Sulla terra battuta europea, raggiunse la sua seconda semifinale in carriera al torneo di Monte Carlo, grazie ai successi su Peter Fleming, sul francese Patrick Proisy e su Adriano Panatta. A negargli la seconda finale nel Principato fu il cecoslovacco Tomáš Šmíd che prevalse in due set.

Di ritorno negli Stati Uniti, giunse in semifinale a Houston, sconfitto da Brian Gottfried, n° 5 del mondo. A Las Vegas, nella 40esima finale ATP cui prese parte un tennista italiano, un infortunio gli impedì di difendersi contro lo statunitense Harold Solomon.

Nel 1978 ottenne il suo miglior risultato al Roland Garros, cui partecipava per la settima volta in carriera, raggiungendo la semifinale grazie ai successi contro il sudafricano John Yuill, l'italiano Gianni Ocleppo, il francese Patrice Dominguez, il cecoslovacco Stanislav Birner e lo statunitense Eddie Dibbs, n° 6 del mondo. Nel penultimo atto del torneo, venne sconfitto per la settima volta in carriera da Björn Borg, che si apprestava a vincere il suo terzo major parigino, con il severissimo punteggio di 6-0, 6-1, 6-0,[19] in quella che viene ricordata come la semifinale più a senso unico in un torneo del Grande Slam nell'era Open.[20] La semifinale di Parigi, dopo la vittoria di Adriano Panatta nel 1976, è il miglior risultato ottenuto da un tennista italiano al Roland Garros nell'era Open, eguagliato soltanto nel 2018 dalla semifinale raggiunta da Marco Cecchinato.

Dal 13 al 15 luglio l'Italia affrontò l'Ungheria nella semifinale della zona B europea di Coppa Davis, disputata sulla terra battuta di Budapest. Barazzutti superò in quattro set Peter Szoke, mentre Panatta perse il secondo singolare contro Balazs Taroczy. Panatta e Bertolucci persero anche la sfida di doppio contro il duo composto da Taroczy e Szoke. Con l’Ungheria in vantaggio per 2-1, Panatta fu sconfitto da Szoke in 4 set. La vittoria di Taroczy su Barazzutti a punteggio acquisito fissò il punteggio finale sul 4-1 per l’Ungheria.[21]

Barazzutti nel 1978

A Båstad, dove difendeva il titolo conquistato l'anno precedente, giunse per il terzo anno consecutivo alla finale, la sua ottava in carriera e la 42esima disputata da un giocatore italiano nell'era Open. Fu sconfitto per l'ottava volta su otto sfide dirette da Björn Borg, che gli concesse soltanto tre giochi.

Il 21 agosto 1978 ottenne il suo miglior piazzamento (7°) nel ranking ATP[22], che rappresenta la seconda migliore classifica mondiale, dopo il 4° posto di Adriano Panatta, mai raggiunta da un tennista italiano dall'introduzione del sistema di calcolo computerizzato.

Nella sua quarta e ultima presenza agli US Open, la prima sul cemento, si fermò al secondo turno, sconfitto dallo statunitense John Sadri, dopo aver eliminato al primo il neozelandese Russel Simpson.

La seconda parte della stagione lo vide arrivare in semifinale in altri sette tornei, nell'ordine Hilversum, North Conway, Indianapolis, Boston, Madrid, Vienna e Buenos Aires.

La posizione n° 10 nel ranking ATP, la seconda migliore classifica con cui un tennista italiano abbia mai chiuso una stagione agonistica, gli garantì la partecipazione al Masters di fine anno. Insieme ad Adriano Panatta, è l'unico italiano a essere riuscito nell'impresa. Nel torneo, che in realtà si disputò dal 10 al 14 gennaio del 1979 sul sintetico del Madison Square Garden di New York, Barazzutti rimediò tre sconfitte in altrettanti incontri del Gruppo B, contro Brian Gottfried, Eddie Dibbs e Raúl Ramirez.[23]

1979: terza finale Davis, due finali ATP[modifica | modifica wikitesto]

Dal 16 al 18 marzo, l'Italia affrontò la Danimarca, nel turno preliminare della zona A europea di Coppa Davis, disputatosi sulla terra battuta di Palermo. Panatta conquistò il primo singolare, sconfiggendo Michael Mortensen. La successiva vittoria di Corrado Barazzutti su Carl-Edvard Hedelund, e il successo in doppio di Panatta e Bertolucci su Mortensen e Hedelund garantirono all’Italia la qualificazione al turno successivo, rendendo inutili gli ultimi due singolari, con il penultimo vinto da Barazzutti su Mortensen in due set[24].

Nella prima settimana di maggio, a Dusseldorf, prese parte alla seconda edizione della Nations Cup, (terra battuta), vinta dall’Australia. Nei gironi eliminatori, contro l'Argentina, fu sconfitto da José Luis Clerc mentre, contro la Gran Bretagna ebbe la meglio su Buster Mottram. In semifinale, affrontando gli Stati Uniti, ebbe la meglio su Arthur Ashe. In finale l’Italia fu sconfitta dall’Australia e Barazzutti rimediò soltanto due giochi nella sfida contro John Alexander.

Al Roland Garros, fu estromesso nel terzo turno al quinto set dal paraguaiano Victor Pecci, dopo aver eliminato nel secondo il polacco Wojciech Fibak, n° 13 del mondo. Era la ottava partecipazione allo Slam parigino.

Dal 15 al 17 giugno, l'Italia affrontò la Polonia, nei quarti della zona A europea di Coppa Davis, disputati sulla terra battuta di Varsavia. Dopo la sconfitta di Panatta nel primo singolare con Wojtek Fibak. Barazzutti concesse soltanto sei giochi a Henrik Drzymalsky. Nella sua prima gara di doppio in Davis, l'unica giocata in coppia con Panatta, Barazzutti sconfisse il duo composto da Fibak e Tadeusz Nowicky, portando in vantaggio l’Italia al termine della seconda giornata. La vittoria di Barazzutti su Fibak sancì la qualificazione dell'Italia alla semifinale della Zona A europea.[25]

Alla sua quarta partecipazione sull'erba di Wimbledon, dove aveva saltato le ultime tre edizioni, fu eliminato per la quarta volta consecutiva al primo turno, in cinque set, dallo statunitense Andrew Pattison.

Dal 13 al 15 luglio, nella semifinale della Zona A europea di Coppa Davis, l'Italia sconfisse l’Ungheria per 3-2, sulla terra battuta del campo centrale del Foro Italico di Roma. Dopo la vittoria di Panatta su Peter Szoke, Barazzutti sconfisse Balázs Taróczy, portando l’Italia sul 2-0. In doppio, Taroczy e Szoke riaprirono il confronto superando Panatta e Bertolucci, ma il successo di Barazzutti su Szoke regalò la qualificazione all’Italia.

Dal 14 al 16 settembre, nella finale della Zona A europea di Coppa Davis, disputata ancora al Foro Italico di Roma, l'Italia sconfisse 4-1 la Gran Bretagna. Dopo la sconfitta di Panatta contro Buster Mottram, Barazzutti superò su John Lloyd. Nel secondo e ultimo doppio giocato in Davis, in coppia con Tonino Zugarelli, Barazzutti portò l’Italia in vantaggio 2-1, sconfiggendo Mark Cox e David Lloyd. La vittoria di Panatta su John Lloyd sancì la qualificazione dell'Italia alla semifinale Interzone.

Al torneo di Palermo, Barazzutti sconfisse in semifinale Adriano Panatta, raggiungendo la sua nona finale in carriera, la 46esima disputata da un giocatore italiano nell'era Open, dove fu sconfitto per la nona volta su nove sfide dirette da Björn Borg, n° 1 del mondo, col punteggio di 6-4, 6-0, 6-4.

Nella semifinale Interzone di Coppa Davis, vinta per 4-1 sulla Cecoslovacchia e disputata al Foro Italico dal 5 al 7 ottobre, Barazzutti fu sconfitto nel primo singolare da Tomas Smid, mentre Panatta sconfisse Ivan Lendl. In doppio, superando Smid e Jan Kodeš, Panatta e Bertolucci portarono in vantaggio l’Italia prima dell’ultima giornata, quando il successo di Barazzutti su Lendl in cinque set, per 4-6, 6-1, 6-2, 3-6, 7-5, assicurò agli azzurri la loro terza finale di Coppa Davis.[26]

Sul sintetico di Parigi, Barazzutti raggiunse la sua decima finale ATP in carriera, la 47esima disputata da un italiano, eliminando nei quarti di finale Brian Gottfried. A negargli il quinto trionfo in carriera fu Harold Solomon, n° 9 del mondo, che si impose in quattro set.

Dal 14 al 16 dicembre, nella sua terza finale di Coppa Davis l'Italia fu sconfitta 5-0 dagli Stati Uniti sul sintetico del Civic Auditorium di San Francisco. La squadra era capitanata da Vittorio Crotta che sostituiva Bitti Bergamo tragicamente scomparso in un incidente stradale il 12 ottobre, cinque giorni dopo la semifinale contro la Cecoslovacchia. Barazzutti perse il primo singolare con Vitas Gerulaitis ritirandosi a causa di un infortunio occorsogli durante il secondo set. Panatta uscì sconfitto da John McEnroe, e altrettanto fece il doppio Panatta-Bertolucci contro la coppia formata da Bob Lutz e Stan Smith. Gli Stati Uniti alzarono la Coppa per la XXVIavolta.

Barazzutti chiuse la stagione al n° 33 della classifica mondiale.[27]

1980: quarta finale Davis e quinto titolo ATP[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò la stagione dal torneo del Cairo, concedendo un solo gioco al giocatore di casa Hisham Nasser. Negli ottavi di finale si impose sul cecoslovacco Pavel Hutka, l'unico a togliergli un set nel torneo. La sua vittima nei quarti fu un altro cecoslovacco, Jiri Hrebec, testa di serie n° 5. In semifinale ebbe la meglio sul francese Patrice Dominguez, testa di serie n° 4. Il 9 marzo conquistò il suo quinto e ultimo torneo ATP sconfiggendo 6-4, 6-0 il compagno di Davis Paolo Bertolucci,[28] nella 49esima finale disputata da un tennista italiano nel circuito maggiore, la quarta giocata tra due tennisti italiani nell'era Open. Il bottino dei successi "azzurri" nei tornei ATP salì così a quota 21.

Nel mese di maggio prese parte alla terza edizione della Nations Cup dove l'Italia arrivò in finale per il secondo anno consecutivo. Contro l'Argentina Barazzutti fu sconfitto per la quinta volta su altrettante sfide dirette da Guillermo Vilas, in due set. Contro la Cecoslovacchia fu sconfitto in tre set da Ivan Lendl. Con la Germania, ebbe vita facile nei confronti di Ulrich Pinner. In semifinale, in cui l'Italia sconfisse gli Stati Uniti, fu sconfitto in tre set da Gene Mayer. In finale l'Italia ritrovò l'Argentina, vincitrice della manifestazione, e Barazzutti si inchinò nuovamente, in due set, a Guillermo Vilas.

Agli Internazionali d'Italia, con i quarti di finale, eguagliò il suo miglior risultato nel torneo, già realizzato nel 1976. L'accesso alla semifinale gli fu precluso dal francese Yannick Noah che lo sconfisse per 6-4, 6-2.

I quarti di finale segnarono la conclusione della decima partecipazione di Barazzutti al Roland Garros, dove subì l'ultima delle dieci sconfitte su 10 scontri diretti contro Björn Borg, col punteggio di 6-0, 6-3, 6-3.

Dal 13 al 15 giugno l'Italia sconfisse per 5-0 la Svizzera nella semifinale della zona A europea di Coppa Davis, disputata sulla terra battuta di Torino. Barazzutti vinse il primo singolare con Heinz Gunthardt e Panatta superò Roland Stadler. In doppio Panatta e Paolo Bertolucci si imposero sui fratelli Heinz e Markus Günthardt, garantendo all’Italia la qualificazione alla finale europea. A punteggio acquisito, Barazzutti sconfisse Stadler in due set.[29]

Nella sua ultima partecipazione al torneo di Wimbledon, dopo quattro eliminazioni consecutive al primo turno vinse il suo unico incontro in carriera sull'erba, sconfiggendo in quattro set il qualificato statunitense Scott Davis, prima di arrendersi in cinque set ad Adriano Panatta.

Dall’11 al 13 luglio, l'Italia superò la Svezia per 3-2 nella finale della zona A europea di Coppa Davis, disputata al Foro Italico di Roma. Barazzutti si aggiudicò il primo singolare contro Kjell Johansson, mentre Panatta fu sconfitto da Stefan Simonsson. Il successo in doppio di Panatta e Bertolucci sui fratelli Hans e Stefan Simonsson riportò in vantaggio l’Italia al termine della seconda giornata. La vittoria di Panatta su Johansson assicurò all’Italia il punto della qualificazione. A punteggio acquisito, Barazzutti sconfisse Stefan Simonsson in due set.[30]

L'unico altro risultato di rilievo della stagione a livello individuale fu la semifinale raggiunta a Washington, dove fu sconfitto in tre set da José Luis Clerc.

Nella semifinale Interzone di Coppa Davis vinta dal'Italia per 3-2 sull’Australia e disputata al Foro Italico dal 19 al 21 settembre, Barazzutti si arrese a Peter McNamara, dopo la vittoria di Panatta su Paul McNamee. In doppio, Panatta e Bertolucci superarono McNamara e McNamee, portando in vantaggio l’Italia prima dell’ultima giornata. Nel suo secondo singolare, battendo Mcnamara, Panatta assicurò all'Italia la sua quarta finale di Coppa Davis della storia. A punteggio acquisito, Barazzutti fu sconfitto anche da Rod Frawley in tre set.[31]

Dal 14 al 16 dicembre l'Italia disputò la sua quarta finale di Coppa Davis, nella Sportovni Hala di Praga (sintetico) dove fu sconfitta 4-1 dalla Cecoslovacchia. Nel primo singolare Panatta fu battuto da Tomas Smid, mentre Barazzutti si arrese a Ivan Lendl. Anche il doppio Panatta-Bertolucci perse la sfida contro la coppia Lendl-Smid. La finale era già decisa al termine della seconda giornata, in una sfida che non mancò di suscitare vaste polemiche sull'arbitraggio, giudicato molto parziale dalla squadra italiana.[32]A punteggio acquisito, Barazzutti conquistò l'unico punto dell'Italia sconfiggendo Tomas Smid in tre set.

Barazzutti chiuse la stagione al n° 23 della classifica mondiale.[33]

1981: semifinali a Palermo e Bologna[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò la stagione con la partecipazione al primo turno del World Group di Coppa Davis, contro la Gran Bretagna, disputato sul sintetico del Conference Center di Brighton. Dopo la sconfitta di Panatta con Buster Mottram, Barazzutti pareggiò i conti battendo Richard Lewis. Panatta e Bertolucci persero il doppio contro Andrew Jarrett e Jonathan Smith. Con le due squadre in parità, dopo la vittoria di Panatta su Lewis, Barazzutti si arrese a Mottram determinando l’eliminazione dell’Italia.[34]

Nella quarta edizione della Nations Cup, l'Italia fu eliminata nella fase a gironi. Nella sfida con l'Australia fu sconfitto in due set da Peter Mcnamara. Contro la Germania, dovette piegarsi a Rolf Gehring, mentre contro gli Stati Uniti si arrese ad Harold Solomon, che sarà suo giustiziere anche nei quarti di finale del torneo di Amburgo.

Nell'unica prova del Grande Slam disputata in stagione, uscì al primo turno del Roland Garros, dove partecipava per l'undicesima volta, per mano del cileno Jaime Fillol che lo sconfisse in cinque set.

Sulla terra battuta di Palermo sconfisse lo svedese Mats Wilander negli ottavi e Wojciech Fibak nei quarti. In semifinale si arrese in due set al cileno Pedro Rebolledo.

A ottobre, l’Italia affrontò la Corea del Sud negli spareggi retrocessione del World Group di Coppa Davis, disputati sulla terra rossa di Sanremo e vinti dall’Italia per 4-1. Per conquistare la salvezza furono sufficienti le prime due giornate in cui Barazzutti vinse il proprio singolare con Woo-Ryong Lee al quale concesse 5 giochi. A punteggio acquisito, Barazzutti sconfisse in cinque set Choon-Ho Kim.[35]

Concluse la stagione con la semifinale raggiunta sul sintetico di Bologna, eliminando nei quarti Yannick Noah prima di inchinarsi in due set allo statunitense Sandy Mayer.

Terminò l'anno al n° 55 del ranking mondiale.

1982: Quarti di finale in 5 tornei[modifica | modifica wikitesto]

Nella stagione raggiunse i quarti di finale nei tornei di Monaco, Zurigo, Kitzbuhel, Cap D'Adge e Vienna.

Nel primo turno del World Group di Coppa Davis contro la Gran Bretagna, si ripropose a campi invertiti la sfida dell'anno precedente. Al Foro Italico di Roma, dopo la sconfitta di Panatta contro Buster Mottram, Barazzutti portò l'Italia in parità superando Richard Lewis. Panatta e Bertolucci vinsero però il doppio contro Andrew Jarret e Jonathan Smith. La sconfitta di Barazzutti per mano di Mottram rese quindi decisivo il quinto match, in cui Panatta superò Lewis assicurando la qualificazione all’Italia.[36]

Nella Nations Cup ottenne il successo su Yannick Noah, arrendendosi poi a Peter Mcnamara e Guillermo Vilas.

La sua dodicesima partecipazione al Roland Garros lo vide uscire per la quarta volta in carriera al primo turno, contro l'ecuadoriano Andrés Gómez che lo superò in cinque set.

Nei quarti di finale del World Group di Coppa Davis, disputati sulla terra rossa di Cervia e vinti dalla Nuova Zelanda per 3-2, Barazzutti fu sconfitto in quattro set da Chris Lewis e Panatta si arrese a Russell Simpson. Panatta e Bertolucci accorciarono le distanze per l'Italia superando il duo Lewis-Simpson ma la sconfitta di Panatta contro Lewis decretò l'eliminazione dell'Italia dalla competizione. A punteggio acquisito, Barazzutti sconfisse Bruce Derlin in due set.[37]

Chiuse la stagione al n° 85 della classifica ATP.

1983: terza semifinale a Monte Carlo[modifica | modifica wikitesto]

Nel primo turno del World Group di Coppa Davis contro l'Irlanda, disputato sulla terra battuta di Reggio Calabria, vinse in tre set il secondo singolare contro Matt Doyle, dopo la sconfitta di Claudio Panatta con Sean Sorensen. Il doppio Adriano Panatta-Bertolucci vinse il match contro la coppia Doyle-Sorensen. Dopo la sconfitta di Claudio Panatta con Matt Doyle, Barazzutti conquistò il punto decisivo per la qualificazione dell'Italia, lasciando soltanto sei giochi a Sean Sorensen.[38]

Al Masters di Montecarlo, proveniente dalle qualificazioni raggiunse la semifinale, unico italiano nell'era Open ad aver raggiunto tre volte questo traguardo nel torneo del Principato. Nei primi due turni eliminò Harold Solomon e l'australiano Mark Edmonson. Nei quarti di finale ottenne la sua unica vittoria su otto scontri diretti con Guillermo Vilas, n° 4 del mondo, che sconfisse col punteggio di 2-6, 6-3, 6-4. Fu la sua sedicesima e ultima vittoria in carriera contro un Top 10. A impedirgli di disputare la finale contro l'americano Mel Purcell, fu Mats Wilander, n° 8 del ranking e futuro vincitore del torneo, che si impose per 6-2, 6-3.[39]

A luglio, nei quarti di finale del World Group di Coppa Davis contro l'Argentina, disputati al Foro Italico di Roma, fu battuto in cinque set da José Luis Clerc dopo la vittoria di Guillermo Vilas contro Panatta. La sconfitta del doppio Panatta-Bertolucci decretò l'eliminazione dell'Italia. A punteggio acquisito, Barazzutti fu sconfitto da Vilas in due set.[40]

Al termine del 1983 figurava alla posizione n° 55 del ranking mondiale.

1984: il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Nel primo turno del World Group di Coppa Davis, disputato contro la Gran Bretagna sul sintetico del Racquet Centre di Telford, in Inghilterra e vinto dall'Italia per 3-2, sconfisse nel primo singolare John Llyod in quattro set. Con Italia e Gran Bretagna in parità sul 2-2, la sua vittoria in quattro partite su Colin Dowdeswell regalò la qualificazione all'Italia. [41]Fu l'ultimo incontro da lui disputato in Coppa Davis.

Nella sua ultima stagione agonistica raggiunse il secondo turno soltanto al torneo di Bari, con vittoria su Claudio Panatta e sconfitta contro lo spagnolo Gabriel Urpí, agli Internazionali d'Italia, con successo in due set sull'indiano Ramesh Krishnan ed eliminazione per mano dello svedese Joakim Nyström, e al Roland Garros, dove chiuse la sua carriera nei tornei del Grande Slam superando al primo turno lo statunitense Sammy Giammalva, in quella che diventerà la sua ultima vittoria in carriera, per poi ritirarsi a causa di un infortunio durante il secondo set dell'incontro disputato contro Claudio Panatta.

La sconfitta, anche questa per ritiro, durante il primo set dell'incontro con lo statunitense Derek Tarr al primo turno del torneo di Boston segnò il suo addio alle gare nel circuito maggiore.

Barazzutti si ritirò al termine della stagione 1984 con la posizione n° 255 nella classifica ATP.

Allenatore[modifica | modifica wikitesto]

Dal 2001 è capitano non giocatore della nazionale maschile italiana di Coppa Davis.

Dal 2002 al 2016 ha ricoperto il medesimo ruolo anche per la squadra italiana di Fed Cup, che si è aggiudicata la manifestazione nelle edizioni 2006, 2009, 2010 e 2013.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Singolare[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie (5)[modifica | modifica wikitesto]

Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 11 aprile 1976 Francia ATP Nizza, Nizza Terra battuta Rep. Ceca Jan Kodeš 6-2, 2-6, 5-7, 7-6, 8-6
2. 24 aprile 1977 Stati Uniti Carolinas International Tennis, Charlotte Sintetico Stati Uniti Eddie Dibbs 7-6, 6-0
3. 10 luglio 1977 Svezia Swedish Open, Båstad Terra battuta Ungheria Balázs Taróczy 7-6, 6-7, 6-2
4. 6 novembre 1977 Francia Paris Open, Parigi Cemento indoor Stati Uniti Brian Gottfried 7-6, 7-6, 6-7, 3-6, 6-4
5. 9 marzo 1980 Egitto Cairo Open, Il Cairo Terra battuta Italia Paolo Bertolucci 6-4, 6-0

Finali perse (8)[modifica | modifica wikitesto]

Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 2 novembre 1975 Filippine Philippine International, Manila Cemento Australia Ross Case 3-6, 1-6
2. 10 luglio 1976 Svezia Swedish Open, Båstad (1) Terra battuta Italia Antonio Zugarelli 6-4, 5-7, 2-6
3. 7 novembre 1976 Giappone Japan Open Tennis Championships, Tokyo Cemento Stati Uniti Roscoe Tanner 3-6, 2-6
4. 10 aprile 1977 Monaco Monte Carlo Open, Monte-Carlo Terra battuta Svezia Björn Borg 3-6, 5-7, 0-6
5. 30 aprile 1978 Stati Uniti Alan King Tennis Classic, Las Vegas Cemento Stati Uniti Harold Solomon 1-6, 0-3, rit.
6. 23 luglio 1978 Svezia Swedish Open, Båstad (2) Terra battuta Svezia Björn Borg 1-6, 2-6
7. 23 settembre 1979 Italia Campionati Internazionali di Sicilia, Palermo Terra battuta Svezia Björn Borg 4-6, 0-6, 4-6
8. 4 novembre 1979 Francia Paris Open, Parigi Cemento indoor Stati Uniti Harold Solomon 3-6, 6-2, 3-6, 4-6

Doppio[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie (1)[modifica | modifica wikitesto]

No. Anno Torneo Superficie Compagno Avversari in finale Punteggio
1. 1978 Italia ATP Firenze, Firenze Terra battuta Italia Adriano Panatta Australia Mark Edmondson / Australia John Marks 2.

Finali perse (6)[modifica | modifica wikitesto]

No. Anno Torneo Superficie Compagno Avversari in finale Punteggio
1. 1974 Regno Unito British Hard Court Championships, Bournemouth Terra battuta Italia Paolo Bertolucci Spagna Juan Gisbert / Romania Ilie Năstase 6-4, 6-2, 6-0
2. 1975 Germania Munich WCT, Monaco di Baviera Sintetico indoor Italia Antonio Zugarelli Sudafrica Bob Hewitt / Sudafrica Frew Donald McMillan 6-3, 6-4
3. 1975 Turchia Turkey Open, Istanbul Terra battuta Italia Antonio Zugarelli Giappone Jun Kuki / Australia Martin Mulligan walk over
4. 1976 Spagna Trofeo Lois, Valencia Terra battuta Italia Antonio Zugarelli Spagna Juan Gisbert / Spagna Manuel Orantes ?
5. 1976 Filippine Philippine International, Manila Cemento India Anand Amritraj Australia Ross Case / Australia Geoff Masters 6-0, 6-1
6. 1977 Stati Uniti Carolinas International Tennis, Charlotte Sintetico indoor Italia Adriano Panatta Paesi Bassi Tom Okker / Australia Ken Rosewall 6-1, 3-6, 7-6

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Palma d'oro al Merito Tecnico - nastrino per uniforme ordinaria Palma d'oro al Merito Tecnico
— Roma, 23 ottobre 2006.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Orange Bowl Champions. URL consultato il 16 ottobre 2018.
  2. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  3. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  4. ^ (EN) Corrado Barazzutti | Rankings History | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  5. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  6. ^ a b c (EN) Corrado Barazzutti | Rankings History | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  7. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 16 ottobre 2018.
  8. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  9. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  10. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  11. ^ (EN) TimesMachine: Saturday February 5, 1977 - NYTimes.com. URL consultato il 21 ottobre 2018.
  12. ^ (EN) Okker, Gerulaitis Gain. URL consultato il 21 ottobre 2018.
  13. ^ MonrifNet, Da Barazzutti a Volandri, i grandi successi italiani a Montecarlo - Ubitennis, su www.ubitennis.com. URL consultato il 24 ottobre 2018.
  14. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  15. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  16. ^ Barazzutti, moschettiere e top ten 'Connors e quel furto agli Us Open' - la storia - Repubblica.it, su www.repubblica.it. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  17. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  18. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  19. ^ Roland Garros 1978: Borg e lo slam più dominato di sempre | Tennis is my life, su www.tennismylife.org. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  20. ^ (EN) John Parsons, US Open: Williams sisters serve up another anti-climax, 9 settembre 2001. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  21. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  22. ^ Classifica WTA: Pennetta al decimo posto
  23. ^ (EN) Nitto ATP Finals | Results | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  24. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 18 ottobre 2018.
  25. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 18 ottobre 2018.
  26. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 18 ottobre 2018.
  27. ^ (EN) Corrado Barazzutti | Rankings History | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  28. ^ (EN) Cairo | Draws | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 21 ottobre 2018.
  29. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 18 ottobre 2018.
  30. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 18 ottobre 2018.
  31. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 18 ottobre 2018.
  32. ^ (IT) CECOSLOVACCHIA-ITALIA 1980, LA FINALE DI COPPA DAVIS SCIPPATA AGLI AZZURRI, in SportHistoria, 6 aprile 2018. URL consultato il 18 ottobre 2018.
  33. ^ (EN) Corrado Barazzutti | Rankings History | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  34. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 18 ottobre 2018.
  35. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 18 ottobre 2018.
  36. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 18 ottobre 2018.
  37. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 18 ottobre 2018.
  38. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 18 ottobre 2018.
  39. ^ (EN) ATP World Tour Masters 1000 Monte Carlo | Draws | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 21 ottobre 2018.
  40. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 18 ottobre 2018.
  41. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 18 ottobre 2018.
  42. ^ Inaugurata la Walk of Fame: 100 targhe per celebrare le leggende dello sport italiano, su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.
  43. ^ 100 leggende Coni (PDF), su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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