MV Agusta

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MV Agusta Motor S.p.A.
Logo
StatoItalia Italia
Forma societariaSocietà per azioni
Fondazione19 gennaio 1945 a Samarate
Fondata daDomenico Agusta
Sede principaleSchiranna di Varese
GruppoOcean Group International
ControllateMV Agusta Reparto Corse
Persone chiave
SettoreCasa motociclistica
Slogan«Motorcycle Art. Since 1945»
Sito webwww.mvagusta.com/

MV Agusta Motor S.p.A., nata come Meccanica Verghera Agusta, è un'azienda italiana che ha prodotto in proprio motociclette commerciali e da competizione dal 1945 al 1977.

Nata come Società Anonima nel 1945 diventa nel 1952 Società a responsabilità limitata per poi nello stesso anno assumere la denominazione definitiva di Società per azioni. Il marchio fu acquisito, nel 1992, dalla Cagiva di Schiranna (frazione di Varese); nell'agosto del 2008 è passato al gruppo Harley-Davidson che a sua volta, nell'agosto 2010, l'ha ceduto nuovamente allo stesso Claudio Castiglioni, ex proprietario del marchio Cagiva.

Il suo nome è particolarmente legato alle competizioni motociclistiche: in quelle del motomondiale si è aggiudicata dal 1952 al 1974 75 titoli iridati (38 piloti e 37 costruttori), cosa che ne fa la casa motociclistica europea più vincente di ogni epoca.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La fondazione[modifica | modifica wikitesto]

L'MV Agusta trae le sue origini dalla Costruzioni Aeronautiche Giovanni Agusta S.A., fondata nel 1919 dal conte Giovanni Agusta (1879-1927), la cui terza unità produttiva, dopo quelle di Tripoli e Bengasi, fu inaugurata a Cascina Costa il 3 dicembre 1923, acquisendo dal demanio l'area occupata dal campo di volo "Gaspare Bolla" con annessi infrastrutture per uffici, officine e hangar. Grazie alle competenze tecniche di pioniere dell'aria del fondatore e alla vicinanza al campo d'aviazione di Malpensa, l'azienda si occupava della manutenzione e riparazione di aerei militari FIAT, Savoia Marchetti, Caproni e Breda.

Giovanni Agusta morì nel 1927 lasciando la gestione dell'azienda alla moglie Giuseppina ed al primogenito Domenico. Data la sua passione per i veicoli terrestri, Domenico Agusta, nel 1943, chiese ai suoi tecnici di ideare un motore dal costo economico e multifunzionante per impiego non solo motociclistico.

Il primo propulsore realizzato fu un piccolo motore a due tempi di 98 cm³ a 2 velocità. Le vicende della seconda guerra mondiale ne rallentarono lo sviluppo che proseguì in modo frammentario e clandestino dopo l'8 settembre 1943, quando gli stabilimenti vennero occupati e controllati dalle truppe tedesche, con la proibizione di eseguire altre lavorazioni che non fossero quelle militari. Allentata la tensione politica, riprende lo sviluppo del propulsore presso lo stabilimento di Verghera dove viene realizzata la prima motocicletta.

Il 19 gennaio 1945, a Cascina Costa di Samarate venne ufficialmente fondata la Società anonima Meccanica Verghera, quale sezione aziendale del gruppo Agusta, dedicata allo sviluppo di veicoli terrestri a motore. Nei periodi immediatamente successivi alla liberazione, tuttavia, presso gli stabilimenti Agusta, per garantire l'operosità dell'Azienda e non disperdere la professionalità delle maestranze, vengono avviate attività diverse fra le quali la produzione di piallatrici e oggettistica casalinga utilizzando il materiale disponibile in azienda.

1945-1970[modifica | modifica wikitesto]

MV Agusta 98 Turismo (1945)

Nel 1945 vide la luce la prima MV Agusta, la "98" in versione "Economica" e "Turismo" i cui progetti esecutivi e stampi di fusione erano stati approntati alla fine del 1943 e il motore girava sul banco di prova già nel 1944. Curioso il fatto che questa moto fu presentata come "Vespa 98".[1] la denominazione era stata personalmente scelta dal conte Domenico Agusta, ispirato dal sottile e acuto ronzio prodotto dal piccolo propulsore a due tempi. Dopo le prime notizie della stampa, la MV Agusta ricevette la formale diffida all'uso della denominazione "Vespa", da parte dei fratelli Balsamo che l'avevano depositata per il loro modello Miller Vespa del 1934.[2]. Un tempo conclusa la vertenza legale, i fratelli Balsamo alienarono la denominazione "Vespa" alla Piaggio che la utilizzo per il suo nuovo scooter, destinato a diventare particolarmente noto a livello mondiale.

Le consegne della "98" iniziarono l'anno successivo, quando MV Agusta iniziò anche la sua attività agonistica sportiva. L'esordio vincente avvenne nella gara di regolarità con la MV98 a 3 Velocità, il 6 ottobre a La Spezia. Vittoria replicata sette giorni dopo in circuito a Valenza (AL), sull'onda delle quali venne prodotta la 98 Sport, dotata di forcella telescopica, telaio più corto, assetto ribassato, motore più potente (quasi 5 CV).

MV Agusta 98 Corsa (1946)

Nel 1947, al Salone di Milano, la MV Agusta si presentò con una nutrita serie di novità: la 98 Turismo Lusso con cambio a 3 velocità, la Zefiro con motore 2 tempi bicilindrico di 125 cm³ (rimasta a livello prototipico) e la 250 con motore monocilindrico a 4 tempi. L'anno successivo avvenne la partecipazione al Campionato Italiano Velocità 125 con la 125 Tre Marce derivata dalla 98.

La 98 e la 125 vennero sostituite nel 1949 dalla nuova 125 a 2 tempi e 4 velocità. Col nuovo motore 125 a due tempi, sempre nel 1949 furono presentati due modelli di scooter: il tipo A, parzialmente carenato, e tipo B, interamente carenato. L'anno successivo, a seguito di aggiornamenti e migliorie, presero il nome di, rispettivamente, C GT e C SL. Nel 1952 la versione parzialmente carenata fu disponibile anche con motore da 150 cm³. Nello stesso anno fu presentata una nuova versione di scooter più economico e semplificato nella struttura, dotato di nuova motorizzazione, denominato "Ovunque", conosciuto anche con la sigla "O51" che a seguito di aggiornamenti subiti nel '52 diventò "O52". Rimane in produzione sino al 1954 prendendo ogni anno la nuova denominazione (O53-O54...)

Negli anni cinquanta MV Agusta cominciò ad essere più conosciuta anche nelle competizioni a livello internazionale e derivandola dalle competizioni, presentò la 500 Turismo quadricilindrica (che non superò però mai lo stadio prototipale). La 125 Motore Lungo a 2 tempi per le gare di regolarità e velocità è derivata dal propulsore di serie con l'applicazione di un magnete, nella parte anteriore del carter allungando quindi il blocco motore, per assicurare la corrente alla candela al maggior regime di rotazione del motore.

MV Agusta, grazie all'acquisizione nel 1952 della licenza, agì in controtendenza investendo in innovazione e travasando le tecnologie aeronautiche nelle proprie motociclette. Tra i tanti esempi di innovazione ed avanguardia sono da citare il cambio idraulico progressivo sulla 175 cm³ 4 tempi (1956), i sistemi di iniezione per motori a 2 e 4 tempi (SBS), i nuovi sistemi di lubrificazione che consentirono di estendere la garanzia ad un chilometraggio particolarmente elevato (150 RS) e il motore da competizione 500 a 6 cilindri del 1957.

Nel 1952, lo stabilimento Agusta iniziò a costruire elicotteri su licenza del produttore americano "Bell Aircraft Corporation" e l'aviazione torna a essere fondamentale per l'attività del conte. Sebbene MV Agusta continuasse a vendere un piccolo numero di moto, da questo momento le corse furono un hobby per il conte Domenico.

Alla fine dello stesso anno, la MV Agusta 175 fu lanciata in due versioni: CST e CSTL. Era la prima moto di produzione con un motore a quattro tempi. Il motore monocilindrico della costruzione dell'unità è stato progettato con un albero a camme in testa per alte prestazioni. L'albero a camme azionato dalla catena azionava le valvole tramite i bilancieri, che erano chiusi da molle delle valvole a forcina. Il motore era inclinato in avanti di 10 ° e fabbricato in lega con alesaggio e corsa di 59,5 × 62 mm. Questo modello aveva un telaio con un design a doppio anello che utilizzava tubi per le sezioni anteriori e elementi in acciaio pressato al reale. La sospensione era a forcelle telescopiche nella parte anteriore e con braccio oscillante nella parte posteriore. La 175 CST era equipaggiata con selle separate e ruote da 17 ", la CSTL (Turismo Lusso) aveva ruote da 19 e un sedile lungo. La 175 CST pesava 103 kg ed aveva una velocità massima di 100 km / h.

Nel 1953 venne superata la produzione annuale di 20.000 moto e venne introdotta la 125 Pullman nonché avviata su licenza una seconda produzione in Spagna presso la ditta Avello di Gijón che si protrasse fino al 1966.

In meno di un anno MV Agusta ha introdotto una versione più sportiva: la 175 CS con un carburatore più grande (22 mm invece di 18 mm), un rapporto di compressione più alto, una testata più grande con alette più grandi, cerchi in alluminio e abbondante vernice rossa lucida. Il suo motore monocilindrico da 175 cc produceva 11 CV a 6700 giri / min, per una velocità massima di 115 km / h. Questo modello presentava un manubrio più basso, una posizione di guida più sportiva e un serbatoio del carburante splendidamente scolpito che gli valse rapidamente il soprannome non ufficiale di "Disco Volante" poiché, visto dalla parte anteriore, la forma del serbatoio ricordava un disco volante .

Nel luglio 1954, MV iniziò a offrire un modello da corsa, la 175 CSS (Super Sport ) in serie molto limitata. Il motore è stato ulteriormente trasformato dal modello CS, con un rapporto di compressione più elevato e un carburatore più grande, per produrre 15 CV a 8.800 giri / min. Le parti del ciclo erano le stesse del modello CS, tranne per il fatto che era dotato di forcelle Earles .

Nello stesso anni debuttò un nuovo modello in due versioni: la Turismo Rapido (6,5 CV) e la Rapido Sport (7,5 CV). Il telaio era simile ai modelli 175 cc, ma un miglioramento radicale apparve sul modello Rapido Sport e fu la forcella telescopica ammortizzata.

Nel 1955, MV Agusta progetta la 175 CSS-5V per la serie di corse Formula Sport Derivata. Lo “Squalo”, come era generalmente noto, aveva un telaio più leggero in base a quello utilizzato sulle moto da corsa, freni più grandi, un magnete, forcelle Earles e un cambio a cinque marce. La moto è entrata a far parte della storia delle corse motociclistiche grazie alla prima vittoria del giovane Mike Hailwood , futuro nove volte campione del mondo. Mike vinse la sua prima gara in assoluto su una di queste macchine annoiate a 196 cc in una gara di classe 200 cc ad Oulton Park nel 1957. Furono prodotti circa 200 esemplari tra il 1954 e il 1957.

MV Agusta Disco Volante (1956)
Mv Agusta 250 Raid 1957

Il motore 175 cc divenne famoso non solo nelle corse su strada, ma anche nel fuoristrada, infatti dal 1955 al 1958, MV ha prodotto anche motociclette da corsa da fuoristrada. Ma, forse, l'opzione più inaspettata prodotta negli stessi anni fu il motocarro con una capacità di carico di 300 kg.

Nell'autunno del 1956, l' MV introdusse il 250 Raid. Tecnicamente, la motocicletta divenne lo sviluppo del motore 125 cc: un motore monocilindrico a quattro tempi con valvola in testa, un cambio a quattro velocità, un telaio duplex chiuso attraverso il basamento del propulsore e peso a secco della moto aumentato fino 160 kg. Di conseguenza, il motore da 14 CV difficilmente potrebbe portare questa moto a 115 km / h. Tutto ciò ha generato una bassa domanda.

Dopo la stagione 1957 ,con il patto di astensione, le case motociclistiche Gilera , Moto Guzzi e Mondial accettarono congiuntamente di ritirarsi dalla competizione del Gran Premio a causa dell'aumento dei costi e della diminuzione delle vendite. Il conte Agusta inizialmente acconsentì a ritirarsi, ma poi ci ripensò. MV Agusta continuò a dominare le corse dei Gran Premi vincendo 17 campionati del mondo 500 cc consecutivi. La natura competitiva del Conte Agusta lo spinse ad assumere alcuni dei migliori piloti del tempo, tra cui Carlo Ubbiali , John Surtees , Mike Hailwood , Giacomo Agostini , Phil Read e l'ingegnere Arturo Magni.

Nel 1958, in risposta al nuovo codice della strada, che chiudeva le autostrade ai motocicli da 125 cc in giù, fu presentata l'MV Agusta 150 RS (Rapido Sport). Aveva un motore da 10 CV che permetteva di raggiungere i 110 km / h. Lo stesso motore, poi, depotenziato a 7 CV, fu installato anche sul piccolo scooter a tre ruote e cabina demoniato Centauro. Nello stesso anno, fu, inoltre presentato il modello 83.

Nel 1959, nel tentativo di recuperare le scarse vendite della 250, l'Azienda introdusse una versione da 16 cv e di 300 cc ma le vendite complessive furono tutt'altro che brillanti. Di conseguenza, il successo sperato non si è realizzato e furono vendute solo 544 unità da 250 cc e circa 500 da 300 cc.

Nello stesso anno fu introdotta di serie una nuova tecnologia dell'impianto di lubrificazione che consentì a MV Agusta di estendere la propria garanzia fino all'elevato limite dei 100.000 chilometri. Furono così prese furono presentate l' MV Agusta 125 TRE, che era incentrata sulla sua affidabilità e assicurava senza problemi 100.000 km di percorrenza (il modello fu sopannominato "Centomila"), un nuovo motore di 232 cc e un nuovo modello con questo motore denomiato Tevere. Era una versione meno economica della MV Agusta 150 RS, quindi il modello fu presto interrotto. Ma lo stesso motore da 232 cc, prodotto fino al 1968, fu montato anche sullo scooter cargo Trasporto Tevere.

Nel 1960 debutta la Checca in versione base e GT (la versione base pesava solo 83 kg). La versione GT era equipaggiata con un motore da 83 cc da 4 cavalli, la versione GTE con un motore da 99 cc e da 5,15 cavalli e la versione Sport con motore 99 cc e da 6,5 cavalli. Successivamente, nel 1962, alla famiglia fu integrata la versione GTL con un motore da 125 cc e con 5,5 cavalli. Restarono in produzione fino al 1969, ma non hanno avuto un grande successo commerciale.

Gli anni sessanta furono inoltre ricchi di vittorie iniziate grazie a Mike Hailwood, vincitore dal 1962 al 1965 e successivamente Giacomo Agostini, che porterà alla Casa di Cascina Costa un numero incredibile ed imbattuto di Titoli Mondiali. Agostini vinse ininterrottamente dal 1966 al 1973 il Campionato del Mondo con la 350 a tre e quattro cilindri e con la 500 a 3 cilindri.

Negli stessi anni MV Agusta decise di tornare allo sport offroad e fu presentata una nuova 125 Regolarita, creata per ordine del team Fiamme Oro. Il modello era equipaggiato con un motore da 125 cc potenziato fino a 12,5 CV e un cambio a cinque marce. Tradizionalmente il telaio MV leggero è stato rinforzato con un controtelaio inferiore, diventando chiuso. Le ruote da 19 pollici avevano pneumatici da fuoristrada.

Mv Agusta 150 RS 1965

Furono presentate anche l'MV Agusta 250 B e la Disco. La prima montava un bicilindrico parallelo a quattro tempi da 247 cc , un sistema di accensione a batteria, due carburatori e un cambio a cinque marce, aveva 19 CV che erano sufficienti per raggiungere i 135 km / h. Ma il prezzo era troppo alto e le caratteristiche non erano delle più impressionanti, motivo per cui alla fine del 1970 il numero totale di tre versioni rilasciate raggiungeva a malapena le 1.452 unità e il modello lasciò il posto a un'altra generazione, una MV molto più di successo: l'Agusta 350 B con motore da 349 cc

Al Salone di Milano del 1965 fu presentato il modello 600. Nacque la prima maximoto di serie con motore a quattro cilindri, derivato da quella da Gran Premio di 500 cm³, la 600 quattro cilindri. Il modello venne continuamente rinnovato spostandone i limiti sempre più verso l'alto, fino al 1970, quando fu presentata la 750 Sport e nel 1975 la 750 Sport America che raggiungeva il record (per moto di serie) di 220 km/h di velocità massima. con un motore a quattro cilindri in linea da 590 cc che disponeva di cardano finale, pesava 221 kg e fu la prima motocicletta di serie al mondo con un motore a 4 cilindri trasversali. La storia del modello 750 S America è iniziata quando Chris Garville e Jim Cotherman, gli importatori statunitensi di MV, hanno avuto l'idea che con alcune modifiche la MV 750 S avesse un grande potenziale negli Stati Uniti . Nell'autunno del 1974 si recarono in Italia per discutere di questi miglioramenti che furono accolti piuttosto bene da Cascina Costa. Orientati ai risultati, i due uomini d'affari americani hanno chiesto un miglior design e prestazioni ("stile e velocità") e hanno annunciato che avrebbero potuto vendere centinaia di questa nuova macchina. Era dotata di serbatoio da 19 litri, piccolo parafango racing, monoposto rivestita in tessuto alcantara nero e quattro scarichi. In termini di prestazioni, la cilindrata del motore è stata aumentata a 790 cc ed è ora spinto da quattro carburatori Dell'Orto ad albero concentrico da 26 mm (più piccoli di quelli della 750 S, hanno in più il vantaggio di rimanere stabili su strade sconnesse). L'acquirente poteva scegliere quattro megafoni cromati oppure scarichi con finitura nera opaca che producono un livello di rumore più accettabile.

Una MV 350B Sport - 1970

Con un rapporto di compressione di 9,5: 1, il quattro cilindri produceva 75 CV e poteva portare la 750 America a quasi 210 km / h a 8.500 giri / min. L'America era equipaggiata con una forcella anteriore Ceriani da 38 mm e un doppio disco all'anteriore simile a quello dell'ultima 750 S.

Tuttavia, le speranze dei concessionari non si concretizzarono: c'erano pochi clienti pronti a pagare 6.500 dollari per la 750 Sport America (la Honda CB750 costava "solo" 2.190 dollari) e furono prodotte solo 540 unità.

1971-1977[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 febbraio 1971 morì il Conte Domenico Agusta e la direzione del gruppo venne assunta dal fratello Corrado. Con l'espansione aziendale nella attività elicotteristca, l'evidente incremento già negli anni '60 e l'ulteriore carico di lavoro per il programma elicottero A109, la Direzione decide di cercare un partner che garantisse il necessario apporto manageriale. Nel 1973 viene firmato un accordo di collaborazione fra l'Agusta e l'EFIM(Ente Finanziamento Industria Manifatturiera) ma il prezzo da pagare fu il disimpegno di Agusta dal settore motociclistico.

Al salone di Milano del 1973, cioè due anni dopo la morte del conte Domenico Agusta, MV Agusta presenta il prototipo della 350 S Ipotesi, progettata da Giugiaro che fu in produzione solo due anni e che ne furono prodotte 1.991 unità. Ma ciò è avvenuto molto probabilmente a causa del cambio di focus aziendale della società dopo la morte del conte Domenico Agusta. Entrò in produzione nel 1975.

Nel 1974 fu presentata l'MV Agusta 125 Sport. Fu l'ultimo sviluppo di motociclette a uno e due cilindri nonche l'ultima motocicletta prodotta nella vecchia fabbrica.

La partecipazione ufficiale alle competizioni mondiali limitata alla classe 500 è proseguita fino al 1975 e, con il solo supporto tecnico al "Team Marlboro" di Giacomo Agostini nel 1976. Il 29 agosto la MV 500 4 cilindri con il campione di Lovere vinceva la sua ultima gara nel Campionato Mondiale sul circuito nel Nürburgring. L'epilogo della Casa di Cascina Costa avviene nel 1977 quando al salone di Milano lo stand MV rimase vuoto. Era prevista la presentazione della pluricilindrica stradale 750 4 cilindri a 16 valvole. La gloriosa casa motociclistica, conosciuta nel mondo per le sue imprese sportive, chiuse i battenti dopo aver prodotto quasi 260.000 esemplari fra ciclomotori, motocicli, scooter e motocarri.

Prototipi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1947 apparve il primo motocarro per le consegne a tre ruote di serie e aveva lo stesso motore monocilindrico a due tempi da 98 cc di quello usato nella MV 98. Era un veicolo dall'aspetto strano con un pianale in legno a caricamento frontale e un volante. Dal 1948 diverse MV commerciali vennero vendute con un motore monocilindrico a due tempi da 125 cc con cambio a tre velocità

Nel 1953 fu presentata la vettura biposto Vetturetta 350, progettata da Pierro Remor. Non fu mai commercializzata e ora fa parte del Museo MV Agusta.

Nel 1954 fu presentato il 175 Motocarro che rispetto al primo motocarro aveva un manubio al posto del volante, un motore quattro tempi da 172,3 cc con un unico albero a camme in testa, una capacità di carico di 350 kg e le ruote avevano un diametro da 17 pollici.

Nel 1956 fu presentata la vettura 1100 / D2 alimentata da un diesel bicilindrico da 1.079 cc con cambio a quattro marce. Producendo 27 cavalli, era in grado di trasportare una tonnellata. Fu offerto anche come pick-up. Successivamente fu sostituito dal modello 1101 / D2L che aveva una capacità di carico di 1200 kg.

Nel 1958, fu presentato il 150 Centauro RF. È stato il terzo veicolo "da trasporto" di MV Agusta e il primo con cabina. Aveva un motore un cambio a quattro marce più retromarcia, un motore a quattro tempi da 150 cc che sprigionava 7 cv e una velocità massima di 60 km/h.

Nel 1961, il 150 Centauro RF fu sostituito dal 150 Centauro RBF

C'era il “fratello maggiore” del Centauro che si chiamava Trasporto Tevere (TT) con la capacità di carico aumentata da 350 a 520 kg. Il motore era un quattro tempi da 235 cc con 10 CV e raffreddamento forzato. Altre versioni erano la "MV TTB" (1961) e la "MV TTC" (1965).

Nel 1975, l'azienda presentò la Mini Moto 4V che assomigliava a moto da corsa MV (inclusi anche quattro scarichi e carenatura anteriore "Grand Prix") ma aveva un motore da 50 cc con solo 1,5 cavalli.

MV Agusta realizzò anche un hovercraft monoposto con un bicilindrico a due tempi da 300 cc (1959), un trattore compatto, il 185 Trattore (1962) e un trasportatore fuoristrada articolato cingolato creato su richiesta del Ministero della Difesa italiano (1969).

I Castiglioni e l'era Cagiva[modifica | modifica wikitesto]

Il marchio MV Agusta è sopravvissuto grazie alla famiglia Castiglioni. Nel 1960 l'imprenditore industriale italiano Giovanni Castiglioni fondò uno stabilimento di ferramenta per la produzione di bottoni e rivetti per jeans, lucchetti e passanti per valigie e accessori simili. L'attività ebbe successo e ben presto entrarono in azienda due dei figli di Giovanni: Gianfranco e Claudio. Entrambi avevano una passione per le motociclette, probabilmente causata dalla vicinanza dello stabilimento Aermacchi (filiale europea di AMF-Harley-Davidson dal 1960) a Varese. Alla fine del 1976, quando MV annunciò il ritiro dalle corse motociclistiche, i fratelli Castiglioni tentarono di acquistare la squadra corse MV, ma Corrado Agusta non approvava l'accordo. Poi Castiglioni acquistò una Suzuki RG500, la dipinse nei tradizionali colori MV Agusta - rosso e argento - e la fornì ai piloti Gianfranco Bonera e Marco Lucchinelli nella stagione delle corse del 1978. Nello stesso anno acquistano lo stabilimento Aermacchi di Varese ribattezzandolo Cagiva (CAstiglioni + GIovanni + VArese). I fratelli si sono concentrati più sulle corse piuttosto che sulla produzione in serie e hanno lanciato il nuovo progetto Cagiva GP500 guidato da Ezio Mascheroni, ex capo della divisione corse AMF-Harley-Davidson.

Ben presto Cagiva divenne la più grande casa motociclistica italiana con una produzione annua di 40.000 unità. Le cose si muovono lentamente in Italia e, nella primavera del 1992, la famiglia Castiglioni riesce finalmente ad acquisire la MV Agusta, che fino a quell' anno nessuno aveva più sentito parlare e fondarono la Mv Agusta motor s.p.a. All'epoca, i Castiglioni possedevano infatti Cagiva, Ducati, Moto Morini e Husqvarna e operavano nei vecchi stabilimenti Harley-Davidson Aermacchi a Schiranna, sulle rive del Lago di Varese (attuale stabilimento MV).

Massimo Tamburini dirigeva il dipartimento di design della Cagiva, CRC (che allora questa sigla stava per “Cagiva Research Center”), a San Marino. Tamburini arrivò alla Cagiva da Bimota e alla fine del 1992 era nelle fasi finali della finitura della Ducati 916 . Ma dopo che la 916 fu finita, Tamburini si ammalò di un tumore allo stomaco e fu solo nel 1995 che poté intraprendere il prossimo progetto di moto di serie: il quattro cilindri F4.

Il primo prototipo fu completato alla vigilia della Fiera di Milano del 1997 ed esposto alla stampa per la prima volta il 16 settembre dello stesso anno. Ma questa presentazione è diventata una grande sorpresa perché questa moto portava il logo MV Agusta.

La genesi per una nuova motocicletta a quattro cilindri risale al settembre 1989, quando Claudio Castiglioni e Tamburini discutevano di creare una motocicletta a quattro cilindri da 750 cc ad alte prestazioni tutta italiana.

Poiché CRC era fortemente coinvolto nel programma di corse del Gran Premio di 500 cc della Cagiva, le risorse per sviluppare la F4 erano limitate, quindi Ferrari Engineering a Modena è stata impegnata per sviluppare il prototipo. Il motore a quattro cilindri era inizialmente simile a metà di un V8 Ferrari. Anche la scelta delle valvole radiali è stata ispirata dalla Ferrari Formula 1 .

Lo sviluppo del motore fu problematico e nel 1991 il progetto F4 fu trasferito nello stabilimento Ducati di Borgo Panigale a Bologna . Qui due dei più eminenti ingegneri Ducati, Massimo Bordi e Fabio Taglioni, sono stati coinvolti per aiutare a facilitare lo sviluppo.

Nel 1994 il Gruppo Cagiva era sotto una notevole pressione finanziaria e, alla fine dell'anno, il Cagiva Racing Department ha chiuso. Il capo reparto Riccardo Rosa ha poi assunto il controllo del progetto F4, che è tornato a Schrianna. Ad Andrea Goggi, ingegnere Cagiva dal 1988, è stato affidato il riprogettazione del motore.

A Massimo Tamburini fu affidato il compito di finalizzare il telaio e lo stile. Ormai si era deciso che la F4 sarebbe stata una MV Agusta e a Tamburini è stato dato un foglio bianco con la libertà di progettare ciò che voleva rispettando le peculiarità di MV Agusta e utilizzando un motore a 4 cilindri frontemarcia progettato e costruito integralmente in Italia; tale propulsore nacque con le valvole radiali, il cambio estraibile, la distribuzione non laterale ma centrale con comando a catena.

L'F4 era equipaggiata con un motore a quattro cilindri in linea da 749,5 cc con valvole radiali. Aveva 126 CV a 12.500 giri / min e raggiungeva una velocità massima di 275 km / h. Ma probabilmente la caratteristica più singolare era il design: la F4 è stata persino esposta al Guggenheim Museum di New York durante la mostra Art of the Motorcycle dal 26 giugno al 20 settembre 1998. L'elenco delle mostre comprendeva le motociclette più eccezionali di tutte le età e quattro di queste erano MV Agusta.

Per produrre la F4, lo stabilimento di Schiranna venne convertito alla produzione dei soli motori, mentre l'assemblaggio si svolgeva nel nuovo stabilimento di Cassinetta di Biandronno.

MV Agusta F4 Senna

Il successivo processo di industrializzazione è stato suddiviso in due fasi distinte: la prima con la produzione di una tiratura limitata di 300 esemplari della F4 Serie Oro con carrozzeria in fibra di carbonio, parti in magnesio e un motore con basamenti in sabbia che anticipano la costruzione del modello S, destinato ad una fascia di utenza più ampia.

Con solo piccoli miglioramenti, la F4 750 è stata in produzione fino al 2004, quando è stata sostituita dalla F4 1000. Parallelamente, oltre alle versioni regolari della sportiva da 750 cc (S, S 1 + 1, S EVO2 e S EVO3), sono state prodotte anche alcune edizioni speciali: la Senna da 140 cv nel 2002 (in ricordo di Ayrton Senna) e le SPR ed SR nel 2003. Ogni edizione speciale era limitata a 300 unità.

Con lo stesso motore della F4 fu presentata anche una versione naked (nuda) della stessa, chiamata Brutale.

MV Agusta Brutale (2008)
MV Agusta F3

2004-2016 - La seconda crisi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004, nonostante MV Agusta diventasse il marchio principale del gruppo Cagiva, a causa di problemi di liquidità, Claudio Castiglioni, prima tentò un accordo con il gruppo Piaggio senza successo, poi fu costretto a vendere una quota maggiore della sua partecipazione in MV Agusta (65% del capitale sociale) alla Malese Proton, per 70 milioni di euro creando un nuovo gruppo, denominato non più Cagiva ma Gruppo MV Agusta (che comprendeva MV Agusta stessa, Cagiva, Husqvarna) potendo riprendere l'attività. Un anno dopo Proton vendette le sue azioni alla holding finanziaria italiana GEVI SpA per la cifra di un euro.

Castiglioni ottiene nel frattempo, dal finanziere nordamericano Oliver Curme, socio accomandatario di Battery Ventures , proprietario del marchio Norton , la licenza per la produzione in Italia di una nuova generazione di motociclette Norton (disegnate da Tamburini). Tuttavia l'accordo non è stato approvato da GEVI SpA che ha venduto Husqvarna a BMW nel luglio 2007. Deluso da queste decisioni Claudio trovò una nuova opportunità per MV Agusta, infatti l'11 luglio 2008, Harley-Davidson annunciò di aver firmato un accordo definitivo per l'acquisizione del Gruppo MV Agusta (compreso il Marchio Cagiva) per 70 milioni di euro, completando l'acquisizione l'8 agosto 2008. Claudio Castiglioni rimase presidente. Harley-Davidson investì 40 milioni di euro e lanciò un nuovo modello a tre cilindri:l' F3 disegnata da Ezio Mascheroni.

Nell'ottobre 2009 però Harley-Davidson decise di vendere MV Agusta.

Il 6 agosto 2010 la nuova società MV Agusta, finanziariamente sana e seriamente rinnovata, fu acquistata dalla famiglia Castiglioni alla cifra di 1 euro simbolico.

Il primo passo è quello di ampliare la gamma Brutale presentando la 990 R (998 cc, 139 CV) e la 1090 R (1078 cc, 142 CV). Con questi modelli, le vendite aumentano del 50% raggiungendo le 3650 unità.

Il 17 agosto 2011, dopo una lunga malattia, all'età di 64 anni, muore Claudio Castiglioni . Giovanni Castiglioni, il figlio, divenne il capo dell'azienda, e Massimo Bordi, tornato all'industria motociclistica, divenne vicepresidente.

Nel 2012 a Varese inizia la produzione della F3 675 e della Brutale 675. Un anno dopo furono presentate la F3 800 da 798 cc e la Rivale 800: una hypermotard. Successivamente la gamma dei modelli a tre cilindri viene ampliata con la Brutale 800 e la Brutale 800 Dragster , oltre alle Turismo Veloce 800 e Stradale 800 su base Rivale. Negli anni successivi MV Agusta mostra una significativa crescita delle vendite: 3.687 unità nel 2011 (+ 1% rispetto all'anno precedente), 6557 nel 2012 (+ 70%), 7488 nel 2013 (+ 14%), 9200 nel 2014 (+ 23%) . Tuttavia, la società non è stata in grado di gestire una situazione di crescita così esplosiva dal lato dei processi e dei finanziari e alla fine MV Agusta aumentata nuovamente il proprio debito. Oltre a questo MV ha anche problemi con la rete di concessionari e la consegna dei ricambi. Nel 2014 si muove Mercedes-AMG che acquista il 25% di MV per 30 milioni di euro ma all'inizio del 2016, Mercedes-AMG era pronta a vendere asset non essenziali con debiti di oltre 40 milioni di euro facendo scendere la sua quota al di sotto del 20%, che consentì alla banca di esigere il rimborso del debito.

A causa dell'aumento dei debiti, i fornitori hanno iniziato a rifiutare spedizioni massicce dei componenti ed Agusta fu costretta a chiedere la protezione di un giudice per evitare il fallimento .

I guai non finirono per MV e il 18 novembre 2014, a seguito dell'esondazione del lago di Varese, sulla cui rive sorge la sede produttiva, la MV ha subito un grave allagamento che però non ha compromesso le capacità aziendali e a dicembre la casa ha ottenuto dalla Banca Popolare di Milano un incremento di capitale di 15 milioni di euro per allargare il suo raggio d'azione ai mercati esteri, in particolare Stati Uniti d'America, Brasile e del sud est asiatico.

Nel mese di marzo 2016, il tribunale di Varese ha approvato l'atto di protezione " Concordato di continuità " obbligando MV a ridurre la produzione da 9.000 motociclette all'anno a 6.000-7.000, a ridurre i costi di ricerca e sviluppo da 15 milioni di euro a 7 milioni ed infine a ridurre le spese per la divisione corse "Reparto Corse" da 4 milioni euro a 600.000. Inoltre MV ha dovuto licenziare almeno 200 dipendenti. Ancora più preoccupanti, erano i rapporti secondo cui, MV non stava consegnando alcun pezzo di ricambio e che la fabbrica avrebbe potuto cessare la produzione. Tuttavia, il piano finale di ristrutturazione del debito è stato approvato dal tribunale solo nel dicembre 2017, quando è arrivato un nuovo investitore.

MV Agusta Dragster RR
MV Agusta Turismo Veloce (2015)

Nel luglio 2017 Mercedes AMG esce di scena[3] ed entra come importante azionista di minoranza la famiglia russa Sardarov.[3] Il 18 dicembre 2017 arriva l'annuncio che la MV Holding, società di partecipazioni controllata da Giovanni Castiglioni e dalla famiglia Sardarov, ha riacquistato il 25% di MV Agusta detenuto dal gruppo automobilistico tedesco Mercedes AMG; nello stesso tempo l'azienda dichiara di essere ritornata in utile nell'anno 2017[4][5].

Nel novembre 2018 la società effettua un aumento di capitale di 40 milioni destinati per sviluppare i piani industriali, lanciare la moto 4 cilindri, riorganizzare la rete di vendita riducendo il numero delle concessionarie e sviluppando i negozi monomarca. L'aumento di capitale viene effettuato da GC Holding, la società di Giovanni Castiglioni, e da ComSar Invest SA, fondo di investimento lussemburghese del gruppo anglo-russo Black Ocean di Timur Sardarov, uno dei principali produttori petroliferi dell'Est Europa.[3] Il cda nomina poi Sardarov nuovo CEO dell'azienda.[6]

Nel luglio 2019 Timur Sardarov, CEO di MV Agusta Motor, ha stipulato un accordo con la cinese Loncin Motor Company per la produzione congiunta di moto di 350 e 500 cc. Il lavoro di sviluppo e produzione sarà svolto da MV, utilizzando l'attuale 675/800 cc come base per il motore. Le moto saranno commercializzate sia da MV e sia dal marchio di Loncin, VOGE.

Al salone di Milano del 2019, MV presenta diversi nuovi modelli tra cui la Brutale 1000 RR, la versione definitiva della Brutale 1000 Serie Oro (in serie limitata) che furono definite le naked più potenti sul mercato e capaci di erogare 208 cv, con alette aerodinamiche e quattro scarichi in titanio; la Superveloce 800, disponibile anche in allestimento Serie Oro in serie limitata di 300 esemplari, con 3 cilindri e capace di sviluppare 148 cv; e Brutale, Dragster e Turismo Veloce proposte in versione "base" (Rosso) oppure con frizione assistita (SCS).

Nell'ottobre 2019, MV ha presentato un nuovo piano aziendale quinquennale, promettendo una crescita della produzione annuale fino a 25.000 unità in 5 anni. Massimo Bordi, è stato nominato vicedirettore generale e Paolo Bettin è stato nominato direttore finanziario. L'ex presidente della società Giovanni Castiglioni ha mantenuto il ruolo di consulente.

A luglio 2021 vengono presentate le prime bici elettriche: la AMO in versione RR e RC

Modelli storici[modifica | modifica wikitesto]

Stradali[modifica | modifica wikitesto]

Le competizioni[modifica | modifica wikitesto]

Mv Agusta 500 3 cilindri

La MV Agusta Reparto Corse si occupa delle competizioni.

l nome della MV Agusta divenne popolare nel 1948 quando Franco Bertoni vinse la 125 cc nel Gran Premio d'Italia.

Il costruttore vinse il suo primo campionato del mondo nel 1952 con Cecil Sandford nella classe 125 cc. Avviato il dominio in tutte le classi, MV vinse contemporaneamente i titoli 125 cc, 250 cc, 350 cc e 500 cc nel 1958 , 1959 e 1960 . Il produttore italiano conquistò tutti i campionati piloti della classe 500 cc tra il 1958 e il 1974.

Si ritirò dalle corse dei Gran Premi alla fine della stagione 1976 , dopo aver vinto 270 Gran Premi motociclistici, 38 Campionati del Mondo Piloti e 37 Campionati del Mondo Costruttori con piloti leggendari come Giacomo Agostini , Mike Hailwood , Phil Read , Carlo Ubbiali , Gary Hocking e John Surtees .

Campionato del mondo MotoGP[modifica | modifica wikitesto]

MV Agusta ha vinto i seguenti titoli mondiali:

  • Classe 500 cc (John Surtees , Gary Hocking , Mike Hailwood , Giacomo Agostini , Phil Read)
    • 1956, dal 1958 al 1974
  • Classe 350 cc (John Surtees , Gary Hocking , Mike Hailwood , Giacomo Agostini)
    • 1958, dal 1959 al 1961, dal 1968 al 1973
  • Classe 250 cc (Carlo Ubbiali , Tarquinio Provini)
    • 1956, dal 1958 al 1960
  • Classe 125 cc (Cecil Sandford , Carlo Ubbiali)
    • 1952, 1955, 1956, dal 1958 al 1960

Campioni del mondo Costruttori MotoGP[modifica | modifica wikitesto]

  • Classe 500 cc
    • 1956, 1958, 1959, 1960, 1961, 1962, 1963, 1964, 1965, 1967, 1968, 1969, 1970, 1971, 1972, 1973
  • Classe 350 cc
    • 1958, 1959, 1960, 1961, 1968, 1969, 1970, 1971, 1972
  • Classe 250 cc
    • 1955, 1956, 1958, 1959, 1960
  • Classe 125 cc
    • 1952, 1953, 1955, 1956, 1958, 1959, 1960

Isola di Man[modifica | modifica wikitesto]

MV Agusta ha vinto il Tourist Trophy 34 volte.

MV Agusta ha vinto anche gare nel famoso Tourist Trophy. Giacomo Agostini ha esordito nel Tourist Trophy nel 1965 nella classe juniores su una MV 350 tre cilindri classificandosi terzo. Ha partecipato a 16 gare TT, tutte su MV, ha vinto la gara 10 volte, ha completato una doppietta senior-junior nel 1968, 1969, 1970 e 1972.

Mike Hailwood ha vinto il Tourist Trophy su una MV quattro volte, tre nella classe senior e una nella classe junior.

John Surtees si rivolse alla MV Agusta nel 1956 e vinse la classe senior. Nel 1958 terminò al primo posto le classi junior e senior, impresa che ripeté nel 1959. Vinse anche l'edizione del 1960.

Il ritorno alle corse[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 la società ha fatto un ritorno semi-ufficiale alle corse, sostenendo la MV Agusta Deutschland squadra nel campionato tedesco IDM Superbike con il pilota Jörg Teuchert che ha vinto due gare in sella a una F4 1000S.

Nel 2005 l'attività agonistica è stata ampliata alla FIM Superstock 1000 Cup con i team italiani EVR Corse e Gimotorsports .

MV Agusta ha vinto il Campionato Italiano Superstock nel 2006 con Luca Scassa, a 30 anni dal suo ultimo titolo.

Nel 2008 Scassa ha vinto il Campionato Italiano Superbike su una moto supportata dalla fabbrica del reparto corse di Schiranna.

Il Team Fast by Ferracci ha inserito due F4 per Luca Scassa e Matt Lynn nella stagione 2007 del Campionato AMA Superbike .

La società ha programmato il suo ritorno alle corse per la stagione del Campionato del Mondo Superbike 2008 con il Team Foggy Racing di Carl Fogarty ma la mancanza di sponsor ha interrotto il progetto.

Nel 2013 due MV Agusta F4 RR sono state iscritte da Grant Racing nel British Superstock Championship .

Nello stesso anno l' MV ha gareggiato nel Campionato del Mondo Supersport con l' F3 675 gestita dal Team ParkinGO; Roberto Rolfo e Christian Iddon hanno guidato le moto ottenendo tre podi.

Nel 2014 MV Agusta ha fatto il ritorno ufficiale alle corse fondando il team ufficiale MV Agusta Reparto Corse , gestendo sia le attività del Mondiale Superbike che quelle del Supersport.

Nel 2018 è stato annunciato che MV Agusta sarebbe tornata anche nei Gran Premi con Forward Racing in Moto2. La nuova moto inizierà i test a luglio per un ritorno alle corse nella stagione 2019. Sarà la prima volta dal 1976 che MV Agusta entrerà nella entry list del Gran Premio.

Nel novembre 2018, Stefano Manzi e Dominique Aegerter furono annunciati come i due piloti del team nel ritorno del produttore alle corse nella classe Moto2.

Le moto da competizione[modifica | modifica wikitesto]

Versioni speciali in serie limitata[modifica | modifica wikitesto]

Mv Agusta F4 Veltro
Mv Agusta F4 1000 Claudio (2019)

Negli anni, parallelamente alla produzione di serie, sono state realizzate delle special in numero limitato, tra le quali le versioni: F4 serie oro, Brutale Oro, F4-Senna dedicata al pilota di Formula 1 Ayrton Senna (750/1000), F4-SPR (750), F4-Tamburini dal nome del progettista (1000),F4 CRC (1000), F4-Mamba (1000), F4-Gladio (1000), Brutale America nata per commemorare i 20 anni dalla America 750 (750), F4 Veltro nata per celebrare il gemellaggio con l'Aeronautica Militare Italiana e il suo 23º Gruppo Volo (i Veltri), prodotta in soli 23 esemplari; F4 Ago (che prende il nome dal pilota Agostini), Brutale CRC (Centro Ricerche Cagiva), la F4 CC (Claudio Castiglioni) intitolata al proprio presidente e prodotta in soli 100 esemplari e la F4 312R che, come evidenziato nel nome, raggiunge la velocità di 312 km/h.

Dopo la vittoria ai mondiali di calcio della Nazionale italiana, venne presentata la Brutale Italia che è stata prodotta in 123 esemplari: 99 destinati alla normale vendita, e gli altri 24 sono andati ai campioni del mondo.

Al salone di Milano del 2016 viene presentata la F4Z sviluppata su base della F4 e in collaborazione con Zagato per conto di un cliente giapponese. La carrozzeria è stata disegnata e ingegnerizzata dai designer Zagato e costruita con materiali quali alluminio e fibra di carbonio.

  • F3 800 Ago (300 esemplari)
  • F3 Serie Oro (200 esemplari)
  • F3 675 RC (350 esemplari)
  • F3 800 FA (300 esemplari)
  • F3 800 RC (350 esemplari)
  • F4 750 S Neiman Marcus Edition (10 esemplari)
  • F4 Serie Oro (300 esemplari)
  • F4 Tamburini (300 esemplari)
  • F4 CRC (300 esemplari)
  • F4 Senna 750 (300 esemplari)
  • F4 Senna 1000 (300 esemplari)
  • F4 CC (100 esemplari)
  • F4 SPR (300 esemplari)
  • F4 SP (300 esemplari)
  • F4 SP-01 Viper (50 esemplari)
  • F4 Mamba (300 esemplari)
  • F4 Frecce Tricolori (11 esemplari)
  • F4 Corse (300 esemplari)
  • F4 AGO (300 esemplari)
  • F4 1078 RR 312 Edizione Finale (30 esemplari)
  • F4 Veltro (23 esemplari)
  • F4 Claudio (100 esemplari)
  • F4 RC (250 esemplari)
  • Mv Agusta F4 Ago
    F4 LH44 (44 esemplari)
  • Brutale Oro (300 esemplari)
  • Brutale America (300 esemplari)
  • Brutale Crc (300 esemplari)
  • Brutale Italia (123 esemplari)
  • Brutale Mamba (300 esemplari)
  • Particolare della Mv Agusta F4 Ago
    Brutale Gladio (300 esemplari)
  • Brutale Starfighter (99 esemplari)
  • Brutale Wally (118 esemplari)
  • Brutale Starfighter Titanium (23 esemplari)
  • Brutale Hydrogen (100 esemplari)
  • Brutale 70 Serie Oro (300 esemplari)
  • Brutale 990R 150 (150 esemplari)
  • Brutale 1000 Serie Oro (300 esemplari)
  • Brutale 800 RR LH44 (144 esemplari)
  • Dragster 800 RC (350 esemplari)
  • Turismo Veloce 800 RC SCS (200 esemplari)
  • Superveloce 800 Serie Oro (300 esemplari)
  • Superveloce 800 75 Anniversario (75 esemplari)
  • Superveloce 800 Alpine (110 esemplari)

Le one-off[modifica | modifica wikitesto]

Mv Agusta F4 Zagato (2016)
  • Brutale 990 R Brand Milano (1 esemplare) - 2010
  • F4 Zagato (1 esemplare) - 2016
  • Dragster 800 RR Oro (1 esemplare) - 2017
  • Dragster Blackout (1 esemplare) - 2017
  • F4 RC Blue (1 esemplare)- 2018
  • Dragster RC Shining Gold (1 esemplare) - 2019
  • Brutale 1000 RR Blue & White ML (1 esemplare) - 2020
  • Dragster London Special (1 esemplare) - 2021

La gamma 2021[modifica | modifica wikitesto]

Mv Agusta Brutale 800 (2019)
Mv Agusta Superveloce 800 (2019)
  • F3 (800 Rosso, 800 RR)
  • Brutale (1000 Nurburgring, 1000 RR, 1000 RS, 800 RR SCS, 800 RR, 800 Rosso)
  • Superveloce (800, S, Alpine, Ago)
  • Turismo Veloce (800 Lusso, 800 Lusso SCS, 800 RC SCS, 800 Rosso)
Mv Agusta Dragster RR (2018)
  • Dragster (800 RR SCS, 800 RR, 800 RC, 800 Rosso)
  • Rush (1000)

Il museo[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1986 vennero messe all'asta alcune moto da corsa, i prototipi, i motori ed i telai del Reparto Corse MV Agusta. Nonostante la decisa campagna di stampa della rivista Motociclismo, mirata a far rimanere in Italia quel patrimonio culturale, sportivo ed industriale, nessun Ente Pubblico ritenne opportuno intervenire. Per la somma di 1,5 miliardi di lire la storia della casa motociclistica finì nella collezione di un privato americano. Motociclismo tentò in extremis anche una sottoscrizione tra i lettori, ma non riuscì a raggiungere una cifra sufficiente.

Oggi si può ammirare nel Museo Agusta di Cascina Costa quanto il GLA (Gruppo Lavoratori Agusta Seniores) riuscì a salvare; motocicli e documentari a testimonianza di una parte importante della storia sociale, economica e sportiva italiana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Vespa" la prima motoleggera del dopoguerra, Motociclismo, n.36 del 25 ottobre 1945.
  2. ^ Meccanica Verghera - Agusta 98, Motociclismo, nn.38-39 del 27 novembre - 4 dicembre 1947.
  3. ^ a b c MV Agusta, esce di scena Mercedes AMG, su repubblica.it, 25 luglio 2017. URL consultato il 6 novembre 2018.
  4. ^ MV Holding: acquisizioni e investimenti, su mvagusta.com, 18 dicembre 2017. URL consultato il 21 dicembre 2017 (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2017).
  5. ^ Mercedes AMG esce da MV Agusta, su ilsole24ore.com, 19 dicembre 2017. URL consultato il 21 dicembre 2017.
  6. ^ MV Augusta: chiude aumento di capitale di 40 milioni e lancia la moto 4 cilindri, su borsaitaliana.it, 2 novembre 2018. URL consultato il 6 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 2 novembre 2018).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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