Giancarlo Baghetti

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Giancarlo Baghetti
Giancarlo Baghetti.JPG
Nazionalità Italia Italia
Automobilismo Casco Kubica BMW.svg
Categoria Formula 1, ETCC, 24 Ore di Le Mans, 12 ore di Sebring, Targa Florio
Ruolo Pilota
Termine carriera 29 agosto 1968
Carriera
Carriera in Formula 1
Esordio 2 luglio 1961
Stagioni 1961-1967
Scuderie Italia FISA 1961
Italia Sant Ambroeus 1961
Ferrari 1962
A-T-S 1963
Italia Centro Sud 1964
Brabham 1965
Regno Unito Reg Parnell Racing 1966
Lotus 1967
Miglior risultato finale 9º (1961)
GP disputati 21
GP vinti 1
Podi 1
Punti ottenuti 14
Giri veloci 1
Carriera nella 24 Ore di Le Mans
Esordio 10 giugno 1961
Stagioni 1961-1962, 1964-1965, 1967-1968
Scuderie Ferrari 1961-1963
Italia Dino 1965
Stati Uniti NART 1967
Italia Autodelta 1968
GP disputati 6
Podi 1[1]
 

Giancarlo Baghetti (Milano, 25 dicembre 1934Milano, 27 novembre 1995) è stato un pilota automobilistico e giornalista italiano di Formula 1.

Fu l'unico pilota, ad eccezione di Nino Farina che vinse la prima gara di Formula 1 della storia, a vincere un Gran Premio di Formula 1 all'esordio assoluto, imponendosi in occasione del Gran Premio di Francia 1961.

Ritenuto da molti addetti dell'epoca uno dei principali talenti dell'automobilismo in prospettiva,[2] non riuscì del tutto a mantenere le brillanti aspettative degli esordi, non andando mai oltre il nono posto in classifica piloti del mondiale 1961.

Fu attivo anche nei campionati a ruote coperte, vincendo il Campionato europeo turismo nella categoria Divisione 1 nel 1966. Giunse inoltre secondo nell'edizione 1962 della Targa Florio.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Giancarlo Baghetti nacque in una famiglia benestante, visto che il padre Italo, fondatore e proprietario degli Stabilimenti Metallurgici Accorsi & Baghetti, era un imprenditore dell'industria siderurgica. Fin da giovanissimo si appassionò all'automobilismo.[3] Nel 1956 cominciò a prendere parte a gare in salita con un'Alfa, ottenendo diversi successi e ben figurando alla Mille Miglia di quell'anno.[4]

Passato alle competizioni a ruote scoperte nel 1959, l'anno seguente si impose all'attenzione degli addetti ai lavori con diverse vittorie in Formula Junior e con la conquista della Coppa FISA, a seguito del quale la Federazione italiana decise di affittargli una vettura per correre un Gran Premio di Formula 1 nel 1961, preferendolo a Lorenzo Bandini e dando inizio a una rivalità fra i due.[4]

Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

L'esordio e l'anno in Ferrari (1961-1962)[modifica | modifica wikitesto]

L'esordio di Baghetti in Formula 1 avvenne, alla guida della vettura messagli a disposizione dalla FISA, al Gran Premio di Siracusa, gara extra campionato, in cui stupì gli addetti ai lavori qualificandosi al secondo posto e vincendo la gara, davanti a piloti ben più esperti, come Dan Gurney e Jack Brabham.[5] Tre settimane dopo Baghetti riuscì a ripetersi al Gran Premio di Napoli. L'esordio in una gara valida per il campionato avvenne il 2 luglio 1961 nel Gran Premio di Francia, favorito sia dai due successi conquistati che dalla decisione di Olivier Gendebien di abbandonare la Ferrari.[5] Al volante di una Ferrari 156 F1 messa a disposizione dalla Federazione Italiana Scuderie Automobilistiche dopo la vittoria della Coppa l'anno precedente, pur essendosi piazzato in 12ª posizione durante le qualifiche, Baghetti vinse il gran premio: in Formula 1 è il primo e unico caso di vittoria nella gara d'esordio di un pilota se si esclude quella di Nino Farina nel 1950.

Baghetti a Monza nel 1962

Nel 1961 Baghetti partecipò ad altri due Gran Premi, sempre su Ferrari 156 della Scuderia Sant Ambroeus di Eugenio Dragoni: quello di Gran Bretagna e quello d'Italia. In entrambe le occasioni fu costretto al ritiro, dopo essere partito rispettivamente al 19º e 6º posto. Sul circuito brianzolo, Baghetti segnò il suo unico giro più veloce in carriera.

Visti i buoni risultati ottenuti, per il 1962 venne assunto come pilota ufficiale della Ferrari.[4] L'annata si rivelò, per un insieme di fattori, molto difficile e Baghetti non riuscì a replicare i successi dell'anno precedente. All'esordio stagionale ottenne subito un quarto posto in Olanda e giunse quinto in Italia. Il suo miglior risultato fu comunque un secondo posto al Gran Premio del Mediterraneo, gara non valida per il campionato. A fine anno Baghetti decise di seguire Phil Hill ed altri ferraristi, tra cui l'ingegner Carlo Chiti, alla A-T-S dopo che questi avevano lasciato la Ferrari.

Il passaggio alla A-T-S e gli ultimi anni (1963-1967)[modifica | modifica wikitesto]

L'esperienza alla A-T-S partì con grandi aspettative, visti anche gli ingenti finanziamenti di cui sembrava inizialmente disporre la scuderia, ma contrasti tra i soci interni, che portarono all'uscita dal team di Giovanni Volpi e Jaime Ortiz Patino, ridimensionarono notevolmente il budget.[6] La progettazione della vettura inoltre partì in ritardo e, vista la perdita dei finanziatori, non erano possibili grandi sviluppi.[6] Baghetti prese parte a cinque Gran Premi, accusando sempre pesanti distacchi e concluse solo una gara in 15ª posizione, staccato di 23 giri.

Nel 1964 Baghetti approdò alla Scuderia Centro Sud ma, alla guida di una BRM P 57, non combinò nulla nei 6 gran premi disputati.

Tra il 1965 ed il 1967, Baghetti corse tre gran premi senza risultati.

Partecipò anche alla Targa Florio cogliendo due secondi posti nelle edizioni del 1962 e 1966.

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1967, mentre assisteva al Gran Premio di Monaco, fu protagonista di un notevole atto di coraggio: fu tra i primi (insieme all'amico principe Juan Carlos) a soccorrere Lorenzo Bandini, intrappolato nella sua Ferrari in fiamme.

Dopo il ritiro dall'agonismo fu per anni, fino alla morte (avvenuta nel 1995 per un cancro), condirettore della rivista automobilistica Auto Oggi.

Da fine anni settanta, ai primi anni 90, fu testimonial per Fiat Auto Spa, impegnato nel ruolo di collaudatore e recensore dei veicoli del gruppo.

Baghetti riposa nel cimitero monumentale di Milano.[7][8]

Risultati[modifica | modifica wikitesto]

Risultati in Formula 1[modifica | modifica wikitesto]

1961 Scuderia Vettura Flag of Monaco.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Punti Pos.
FISA[9]
Sant Ambroeus
Ferrari 156 1 Rit Rit 9
1962 Scuderia Vettura Flag of the Netherlands.svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Punti Pos.
Ferrari Ferrari 156 F1 4 Rit 10 5 5 11º
1963 Scuderia Vettura Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Mexico (1934-1968).svg Flag of South Africa (1928–1994).svg Punti Pos.
A-T-S ATS Tipo 100 Rit Rit 15 Rit Rit 0
1964 Scuderia Vettura Flag of Monaco.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Austria.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Mexico (1934-1968).svg Punti Pos.
Scuderia Centro Sud BRM P57 10 8 12 Rit 7 8 0
1965 Scuderia Vettura Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Mexico (1934-1968).svg Punti Pos.
Brabham Brabham BT7 Rit 0
1966 Scuderia Vettura Flag of Monaco.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Germany.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Mexico (1934-1968).svg Punti Pos.
Reg Parnell Racing Ferrari 246 F1-66 NC 0
1967 Scuderia Vettura Flag of South Africa (1928–1994).svg Flag of Monaco.svg Flag of the Netherlands.svg Flag of Belgium.svg Flag of France.svg Flag of the United Kingdom.svg Flag of Germany.svg Flag of Canada.svg Flag of Italy.svg Flag of the United States.svg Flag of Mexico (1934-1968).svg Punti Pos.
Lotus Lotus 49 Rit 0
Legenda 1º posto 2º posto 3º posto A punti Senza punti/Non class. Grassetto – Pole position
Corsivo – Giro più veloce
Squalificato Ritirato Non partito Non qualificato Solo prove/Terzo pilota

Risultati completi alla 24 Ore di Le Mans[modifica | modifica wikitesto]

Anno Classe Gomme Vettura Squadra Co-piloti Giri Pos.
Assol.
Pos. di
Classe
1961 S
3.0
12 D Ferrari 250 GT SWB
Ferrari 3.0L V12
Ferrari Francia Fernand Tavano 163 DNF DNF
1962 E
3.0
27 D Ferrari 268 SP
Ferrari 2.6L V8
Ferrari Italia Ludovico Scarfiotti 230 DNF
1964 P
5.0
22 D Ferrari 275 P
Ferrari 3.3L V12
Ferrari Italia Umberto Maglioli 69 DNF DNF
1965 P
1.6
40 D Ferrari Dino 166 P
Ferrari Dino 1.6L V6
Italia Dino Italia Mario Casoni 2 DNF DNF
1967 P
5.0
25 G Ferrari 412 P
Ferrari 4.0L V12
Stati Uniti NART Messico Pedro Rodríguez 144 DNF DNF
1968 P
2.0
41 D Alfa Romeo T33/2
Alfa Romeo 2.0L V8
Italia Autodelta Italia Nino Vaccarella 150 DNF DNF

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ottenuto per la posizione in classifica della Classe E 3.0.
  2. ^ Boyd, pp. 34-35.
  3. ^ Cristiano Chiavegato, L'addio a Baghetti un campione di stile, in La Stampa, 28 novembre 1995, p. 33.
  4. ^ a b c Giovanni Notaro, Giancarlo Baghetti, ufficiale e gentiluomo, omniauto.it. URL consultato il 17 gennaio 2015.
  5. ^ a b (EN) Felix Muelas, Mattijs Diepraam, A bright light that faded quickly, forix.com, agosto 1999. URL consultato il 19 gennaio 2015.
  6. ^ a b ATS la caduta degli angeli ribelli, autosprint.corrieredellosport.it, 20 marzo 2013. URL consultato il 17 gennaio 2015 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  7. ^ Comune di Milano, App di ricerca defunti Not 2 4get.
  8. ^ Codex, Pavia (IT) - http://www.codexcoop.it, Scultura - Monumento sepolcrale - Edicola Famiglia Baghetti - Gianni Remuzzi - Milano - Cimitero Monumentale, Non identificato – Fotografie – Lombardia Beni Culturali, su www.lombardiabeniculturali.it. URL consultato il 27 febbraio 2017.
  9. ^ Al Gran Premio di Francia 1961.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Maxwell Boyd, Automobilismo, traduzione di P. Balsamo, Milano, Sepel, 1963.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN350155708690822580004 · WorldCat Identities (ENlccn-no2019062209