Nicola Pietrangeli

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Nicola Pietrangeli
Nicola Pietrangeli cropped.jpg
Pietrangeli nel 1996 a Roma
Nazionalità Italia Italia
Altezza 178 cm
Tennis Tennis pictogram.svg
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 95–53
Titoli vinti 66
Miglior ranking 3º (1959)[1]
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open QF (1957)
Francia Roland Garros V (1959, 1960)
Regno Unito Wimbledon SF (1960)
Stati Uniti US Open 3T (1955, 1965)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 21–20
Titoli vinti 3
Miglior ranking 4° (1959)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open QF (1957)
Francia Roland Garros V (1959)
Regno Unito Wimbledon F (1956)
Stati Uniti US Open -
Doppio misto1
Vittorie/sconfitte
Titoli vinti 5
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open -
Francia Roland Garros V (1958)
Regno Unito Wimbledon 3T (1955, 1959)
Stati Uniti US Open -
Palmarès
Oro Coppa Davis 1976 [2]
Gold medal mediterranean.svg Giochi del Mediterraneo
Oro Napoli 1963 Singolare
Bronzo Napoli 1963 Doppio
Olympic flag.svg Olimpiadi
Bronzo Città del Messico 1968 Singolare (esibizione)
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
 

«Quante volte mi sono sentito dire: "Certo, se ti fossi allenato seriamente avresti vinto di più!". E io freddamente rispondevo: “Sì! Ma sapeste quanto mi sarei divertito di meno…”.[3]»

(Nicola Pietrangeli)

Nicola Pietrangeli (Tunisi, 11 settembre 1933) è un ex tennista, conduttore televisivo e attore italiano e, inoltre, opinionista sportivo.

È stato nº 3 del mondo in singolare sia nel 1959 sia nel 1960, secondo le classifiche relative ai tennisti dilettanti allora redatte da Lance Tingay del The Daily Telegraph, e nel 1961 in quella di Ned Potter[4][5]. Vincitore nel singolare al Roland Garros, nel 1959 e nel 1960 e agli Internazionali d'Italia nel 1957 e nel 1961. Arrivò inoltre in finale altre due volte a Parigi, nel 1961 e nel 1964, e a Roma, nel 1958 e nel 1966.

Anche a Wimbledon i suoi risultati restano i migliori tra i giocatori italiani: nelle diciotto partecipazioni ha raggiunto la semifinale nel 1960, quando fu sconfitto da Rod Laver in 5 set (6-4, 3-6, 8-10, 6-2, 6-4). Nella sua unica partecipazione agli Australian Championships, nel 1957, raggiunse i quarti di finale.

Con Orlando Sirola formò il doppio maschile più vincente della storia italiana: nel 1956 arrivarono alla finale di Wimbledon (sconfitti in tre set dagli australiani Lew Hoad e Ken Rosewall) e tre anni dopo vinsero il Roland Garros, battendo in tre set Roy Emerson e Neale Fraser.

Pietrangeli vanta anche una vittoria finale nel torneo di doppio misto agli Internazionali di Francia del 1958, in coppia con la tennista inglese Shirley Bloomer.

Ai IV Giochi del Mediterraneo di Napoli nel 1963, Pietrangeli conquistò la medaglia d'oro nel singolare (sconfiggendo lo spagnolo Manuel Santana) e il bronzo nel doppio, insieme a Sirola. Conquistò inoltre la medaglia di bronzo, nel singolare maschile, al torneo di esibizione di tennis ai Giochi della XIX Olimpiade di Città del Messico, nel 1968.

Detiene il primato mondiale degli incontri disputati e vinti in Coppa Davis, con 164 presenze complessive (110 nel singolare e 54 nel doppio) e 120 vittorie (rispettivamente 78 e 42). Nel 1960 e nel 1961, ha fatto parte della squadra italiana che raggiunse la finale del torneo per poi perdere in Australia (1-4 e 0-5), dopo aver rotto una tradizione che vedeva finaliste, dal 1938, esclusivamente le squadre di Australia e Stati Uniti[6]. Si è infine aggiudicato la Coppa Davis con la Nazionale nel 1976 come capitano non giocatore.

Il database di Tennis Archive riporta che, nella sua eccezionale carriera, svoltasi prima dell'Era Open, ha vinto 66 tornei in singolare, tra cui anche due edizioni degli Internazionali d'Italia e sette campionati italiani assoluti. Detiene il record del numero di titoli italiani assoluti in campo maschile (22).

È stato intitolato a Nicola Pietrangeli il vecchio campo centrale del Foro Italico di Roma ed è, quindi, uno dei pochissimi tennisti viventi ad aver ottenuto tale riconoscimento. È inoltre il solo italiano — insieme al giornalista Gianni Clerici — a essere stato ammesso nell'International Tennis Hall of Fame[7].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Ambiente familiare ed esordi[modifica | modifica wikitesto]

Nicola Pietrangeli è nato a Tunisi, allora protettorato francese, dove il padre Giulio, imprenditore, aveva conosciuto e sposato la profuga franco-russa Anna De Yourgaince[8][9]. Giulio Pietrangeli è stato anche un rugbista e tennista amatoriale: ha preso parte ai Campionati Nazionali assoluti, perdendo 7-5 solo al quinto set, contro il campione uscente Marcello Del Bello[10].

Con lo scoppio della II Guerra Mondiale, il padre di Pietrangeli fu internato in un campo di prigionia e poi espulso in Italia: fu nel campo di prigionia che Nicola disputò il suo primo torneo di tennis, vincendo in doppio con suo padre[11].

Stabilitisi a Roma, Pietrangeli si iscrive prima al Circolo Venturini e poi al Tennis Club Parioli[12]. Contemporaneamente gioca a calcio nelle squadre giovanili della S.S. Lazio. Quando la Lazio decide di cederlo alla Viterbese, opta definitivamente per il tennis[13]. Il custode del "Parioli" è tale Ascenzio Panatta: Pietrangeli vede nascergli e crescere il figlio Adriano che, tennisticamente parlando, sarà il suo erede[14].

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

«Se ai nostri tempi ci avessero confinato in un'isola per sei mesi senza campi da tennis e poi ci avessero fatto disputare un torneo, Nicola ci avrebbe battuti tutti quanti.[15]»

(Ken Rosewall)
Pietrangeli nel 1964

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nicola Pietrangeli fa la sua prima apparizione agli Internazionali d’Italia nel 1952, a diciotto anni, perdendo al primo turno, in quattro set dal belga Jacques Peten. L’anno successivo giunge in finale al Country Club di Montecarlo, dove cede in tre set al rhodesiano Don Black.[16]

1954[modifica | modifica wikitesto]

E’ il 1954 l’anno delle sue prime affermazioni ed apparizioni nei tornei del Grand Slam. Vince la Macumber Cup di Monte Carlo, un torneo riservato agli under 23, battendo in cinque set Antonio Maggi. Agli Internazionali d’Italia perde al secondo turno dallo statunitense Gil Shea; fa il suo esordio al Roland Garros costringendo al quinto set Budge Patty, già vincitore nel 1950 e, a Wimbledon, perde al secondo turno dal campione uscente Vic Seixas[16]. Nel torneo londinese, giunge al secondo turno anche in doppio, in coppia con Giorgio Fachini e nel doppio misto, in coppia con Silvana Lazzarino. Esordisce in Coppa Davis battendo lo spagnolo Carlos Ferrer; nei quarti di finale, contro la Svezia, vince entrambi i singolari, contro Sven Davidson e Lennart Bergelin [17]. Ai campionati italiani assoluti, si aggiudica il primo dei suoi titoli, nel doppio, in coppia con Giorgio Fachini. Subito dopo, in Coppa del Re, gli chiedono di far coppia con Orlando Sirola. Nasce così un doppio che durerà un decennio, sino al ritiro del tennista fiumano.

1955[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1955 giunge al terzo turno agli Internazionali d’Italia, dove cede allo svedese Sven Davidson. Nel doppio, Pietrangeli-Sirola mostrano subito al mondo il loro valore, perdendo solo in finale con lo statunitense Arthur Larsen e l’argentino Enrique Morea, in quattro set. Pietrangeli vince il suo primo torneo “senior” a Wiesbaden, sconfiggendo, in finale, Orlando Sirola, dopo essersi preso la rivincita, in semifinale, contro lo statunitense Vic Seixas [16]. Esordisce vittoriosamente in doppio con Sirola, in Coppa Davis, contro la Germania. Perde in singolare dal danese Kurt Nielsen sia al Roland Garros, al terzo turno, in quattro set, sia a Wimbledon, nei quarti di finale, in cinque set. A Parigi, il doppio Pietrangeli-Sirola giunge nuovamente in finale, cedendo solo al quarto set ai campioni uscenti Trabert e Seixas. Sull’erba di Wimbledon Pietrangeli giunge ancora al terzo turno sia nel doppio, in coppia con Sirola (nuova sconfitta con i finalisti Seixas e Trabert), che nel doppio misto, in coppia con Nicla Migliori. In Coppa Davis, il suo ruolino di marcia è entusiasmante: vittoria in singolare e in doppio, nei quarti di finale contro la Danimarca; due punti in singolare e vittoria nel doppio, in semifinale contro la Gran Bretagna e vittoria nella finale europea, in doppio con Sirola, contro la coppia svedese Davidson-Johansson. Le prime sconfitte, sia in singolare che in doppio le subisce nella finale interzone contro l’Australia, a Filadelfia, in agosto, contro gli imbattibili Hoad e Rosewall, in singolare e il doppio Hartwig-Hoad, campioni uscenti di Wimbledon [17]. Fa la sua prima apparizione agli Internazionali degli Stati Uniti dove è testa di serie n. 10; cede al terzo turno al tennista di casa Whitney Reed, in cinque set [16]. Ai campionati italiani assoluti, vince il titolo del doppio con Orlando Sirola. A fine stagione, Pietrangeli perde la finale degli Internazionali di Sicilia dal campione d’Italia Fausto Gardini.

1956[modifica | modifica wikitesto]

L’anno successivo, Pietrangeli si aggiudica nuovamente la Macumber Cup di Monte Carlo, battendo il francese Jauffret, lo svedese Lundquist e, in finale, lo spagnolo Juan Manuel Cuder. Agli Internazionali d’Italia: nuova sconfitta in finale, in doppio con Sirola, contro il fortissimo doppio Drobny-Hoad. Al Roland Garros, dopo aver sconfitto, al quarto turno, il cileno Luis Ayala, perde ai quarti di finale dal fuoriclasse australiano Lew Hoad, che si aggiudicherà il torneo. A Wimbledon, nel singolare, Pietrangeli si arrende al quarto turno all’”erbivoro” australiano, Mal Anderson[16] ma il doppio Pietrangeli-Sirola compie il suo piccolo capolavoro: ai quarti di finale, sconfiggono il doppio statunitense Seixas e Richardson; in semifinale travolgono in tre soli set gli australiani Anderson e Fraser e cedono in finale soltanto a uno dei più forti doppi di tutti i tempi, gli australiani Lew Hoad e Ken Rosewall (7-5, 6-2, 6-1). In agosto, Pietrangeli si aggiudica il torneo di Viareggio, battendo in semifinale il cileno Ayala e, in finale, Beppe Merlo, in cinque set. Sconfigge Merlo, in finale, anche al torneo di Ortisei [16], ma dovrà cedere al meranese nella finale dei Campionati assoluti, in cinque set. Conferma, però, il titolo del doppio con Orlando Sirola. Ottimo il ruolo di marcia in Coppa Davis: due punti in singolare e vittoria nel doppio (tutte in tre soli set) contro la Polonia; stessa situazione, nei quarti di finale, contro la Danimarca. In semifinale, a Parigi contro la Francia, perde un tiratissimo incontro in singolare con Pierre Darmon (suo concittadino di nascita, essendo nato a Tunisi), in apertura, in cinque set; si aggiudica il doppio, in coppia con il solito Sirola e, infine, dà all’Italia il punto della vittoria contro Paul Remy, in tre set. Nella finale europea fa l’ein plein contro la Svezia (due punti in singolare e vittoria nel doppio); non entusiasma, invece, nella semifinale interzone contro gli Stati Uniti (sconfitta in apertura contro Hamilton Richardson; sconfitta del doppio Pietrangeli-Sirola contro Seixas e Richardson; vittoria ininfluente contro Michael Green) [17]. In dicembre, Pietrangeli perde in finale agli Internazionali di Rio de Janeiro dallo svedese Davidson [16].

1957[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1957, Pietrangeli fa la sua unica apparizione agli Internazionali d’Australia, dove è testa di serie n. 5. Batte il tennista di casa Bob Mark e poi perde nei quarti di finale da Mal Anderson, uno più forti australiani dell’epoca, in tre set. Prosegue il suo tour australiano giungendo in finale sull’erba del Northern Suburbs di Sidney, dove cede a Neale Fraser in un combattutissimo match (4-6, 14-12, 8-6). Tornato in Italia, si aggiudica i suoi primi Internazionali, nell’impianto che sarà un giorno a lui dedicato, trionfando nei quarti sullo statunitense Budge Patty, in semifinale sul francese Pierre Darmon e distruggendo in finale Beppe Merlo, in tre soli set. Giunge per la terza volta consecutiva in finale di doppio, con Sirola, ma cede in quattro set dagli australiani Fraser-Hoad. Al Roland Garros Pietrangeli è testa di serie n. 6 ma, inspiegabilmente, è sorteggiato, al primo turno, ancora con l’australiano Mal Anderson e viene sconfitto in quattro set. Concede la rivincita degli Internazionali a Beppe Merlo, soccombendogli in finale al Torneo di Venezia. A Wimbledon è subito eliminato nel singolare dall’indiano Ramanathan Krishnan, estratto in base a un altro sfortunato sorteggio [16]. Nel doppio, Pietrangeli e Sirola sono testa di serie n. 4; battono gli australiani Roy Emerson e Bob Mark nei quarti di finale ma cedono a Lew Hoad e Neale Fraser in semifinale. Perde la finale del Torneo di Viareggio dal suo compagno di doppio Orlando Sirola, in cinque set. Sirola lo batte anche in semifinale agli assoluti ma in coppia con lui, Pietrangeli si aggiudica il suo quarto titolo di doppio. Il suo percorso in Coppa Davis è inficiato dalla sconfitta ottenuta nell’incontro decisivo della finale europea dal belga Philippe Washer, in cinque set. Eppure quella sfida era iniziata bene, con la vittoria al primo giorno sul numero uno avversario, Philippe Brichant e nel doppio, sulla coppia Brichant-Washer. Nei precedenti turni, Pietrangeli aveva sempre vinto (un singolare e il doppio contro i Paesi Bassi; un singolare e il doppio contro la Polonia ed entrambi i singolari e il doppio, in semifinale, contro la Svezia) [17].

1958[modifica | modifica wikitesto]

Al Torneo del Cairo del 1958, Beppe Merlo si “vendica” della sconfitta subita agli Internazionali d’Italia dell’anno prima, battendo, in finale, Pietrangeli; nella semifinale, Nicola aveva sconfitto in quattro set il quotato statunitense Barry McKay. Agli Internazionali di Sicilia, Pietrangeli si aggiudica il torneo, battendo in semifinale lo svedese Sven Davidson e, in finale, l’australiano Mervyn Rose. Sarà proprio Rose, però, a togliergli la soddisfazione di “bissare” gli Internazionali d’Italia, battendolo in cinque set, nella finale del 1958. Al terzo turno, Nicola aveva sconfitto il forte svedese Jan Lundquist e, in semifinale, si era preso la rivincita sull’indiano Krishnan, da cui era stato sconfitto sull’erba di Wimbledon, l’anno prima. Al Roland Garros è testa di serie n. 12 ma cede al quarto turno al cileno Ayala. Si aggiudica, però, il titolo del doppio misto, in coppia con l’inglese Shirley Bloomer. Agli internazionali di Cecoslovacchia, dopo aver battuto l’ungherese István Gulyás, perde in finale dal messicano Mario Llamas. A Wimbledon, nel singolare, si vendica della sconfitta subita da Ayala a Parigi ma perde al quarto turno dall’inglese Bobby Wilson [16]. Il doppio Pietrangeli-Sirola non è testa di serie ma batte la coppia australiana Emerson-Mark per poi cedere in semifinale agli svedesi Davidson-Schmidt, più volte battuti in Coppa Davis. In tale torneo, l’Italia supera l’India, per 3-2 (vittoria di Pietrangeli, nel primo incontro contro Naresh Kumar e punto decisivo in un tiratissimo incontro di doppio in cinque set contro Krishnan-Kumar), Solita vittoria per 5-0 in Danimarca, nei quarti di finale (tre punti conquistati da Pietrangeli). A Varsavia, contro la Polonia, Pietrangeli vince il primo incontro e il doppio, con Sirola; poi, a risultato acquisito, si fa battere da Licis. Nella finale europea, contro la Gran Bretagna, in Italia, Pietrangeli inizia male facendosi sconfiggere da Mike Davis in tre set; dopo un tiratissimo incontro di doppio, vinto al quinto set contro Davis-Knight, tuttavia, ottiene il punto decisivo della vittoria battendo Billy Knight in quattro set. Facile è la vittoria (5-0) nella semifinale interzone, contro le Filippine ma la finale, contro gli Stati Uniti, si rivela una débacle (0-5): Pietrangeli perde contro Alex Olmedo e Barry McKay ed anche per il doppio Pietrangeli-Sirola non c’è nulla da fare contro Olmedo-Richardson [17]. Agli “assoluti”, Pietrangeli batte prima Beppe Merlo, in semifinale e poi Orlando Sirola, in finale, conquistando per la prima volta il titolo di campione italiano nel singolare. Bissa il successo nel doppio, con Sirola.

1959[modifica | modifica wikitesto]

L’anno, per Nicola Pietrangeli, inizia con una serie di sfide in finale di torneo contro Beppe Merlo: vittoria per Nicola negli Internazionali d’Egitto al Cairo (6-2, 6-3, 6-1); vittoria di Merlo ad Alessandria d’Egitto (quattro set); nuova vittoria di Merlo, in cinque set a Reggio Calabria e, infine: vittoria di Pietrangeli al torneo di Catania in soli tre set. Pietrangeli perde in finale contro Neale Fraser negli Internazionali di Sicilia, dopo aver sconfitto in semifinale Roy Emerson ma si prende la rivincita contro l’australiano ai Campionati Partenopei, aggiudicandosi il torneo. Agli Internazionali d’Italia, nel singolare, Pietrangeli batte nuovamente Roy Emerson, nei quarti di finale, ma perde in semifinale contro il cileno Ayala [16]. Nel doppio, Pietrangeli-Sirola perdono per la quarta volta in finale, contro gli australiani Emerson-Fraser. Nicola trionfa per la prima volta al Roland Garros, dove è ammesso come testa di serie n. 3. Elimina il messicano Llamas al secondo turno e, soprattutto, il fortissimo australiano Neale Fraser, in semifinale. Batte in finale il sudafricano Ian Vermaak, in quattro set, e si aggiudica il titolo. E’ la prima volta che un tennista italiano vince un torneo del Grand Slam; dopo Pietrangeli vi riusciranno solo Adriano Panatta, Francesca Schiavone e Flavia Pennetta. Pietrangeli bissa il successo anche nel doppio, in coppia con il fido Sirola, battendo in tre soli set (6-3, 6-2, 14-12) nientemeno che la coppia Emerson-Fraser, dimostrando che gli australiani non sono imbattibili. Anche in questo caso, è la prima volta che un doppio italiano si aggiudica un torneo del Grande Slam; in campo maschile, si dovrà attendere il successo di Fognini-Bolelli negli Australian Open del 2015. L’accoppiata singolare-doppio, tuttavia, è ancora ineguagliata. Dopo le vittorie parigine, segue un periodo di calo di forma. Nicola perde in finale a Losanna dallo svedese Lundquist, più volte sconfitto in Coppa Davis. A Wimbledon sarebbe testa di serie n. 3 ma incorre nuovamente in un sorteggio svantaggioso e perde al primo turno dal forte statunitense Butch Buchholz, in quattro set. Nel doppio, Pietrangeli-Sirola (testa di serie n. 2) si fanno battere dagli australiani Rod Laver e Bob Mark, giungendo almeno in semifinale per il quarto anno consecutivo. Nicola vince, comunque, il Torneo di Ischia contro il britannico Mike Davies che, però, pochi giorni dopo, lo batterà in finale nel Torneo di Lacco Ameno [16]. In Coppa Davis, L’Italia si prende la rivincita sul Belgio, grazie soprattutto a una tiratissima vittoria di Pietrangeli su Brichant, in cinque set, al primo giorno e alla vittoria del doppio Pietrangeli-Sirola su Brichant-Washer (6-2, 6-3, 6-4). Ai quarti di finale è superato anche il Sudafrica per 4-1 (vittoria di Pietrangeli il primo giorno e bis nel doppio con Sirola). 4-1 anche nella semifinale europea con la Francia (vittorie in singolare contro Haillet e il “concittadino” Darmon, oltre alla scontata vittoria nel doppio) e identico risultato in finale contro la Spagna; Pietrangeli sconfigge in tre set il giovane Andrés Gimeno e il più maturo Cuder, mentre Pietrangeli-Sirola ottengono l’ennesima vittoria, nel doppio, contro Gimeno-Cuder. Purtroppo, nella semifinale interzone, l’ostacolo australiano è ancora una volta insormontabile: Pietrangeli perde il primo giorno, in quattro set, contro Rod Laver; stesso risultato, in doppio, contro Emerson-Fraser; ininfluente è la vittoria di Nicola, nell’ultimo giorno, contro Roy Emerson, in tre set (1-4 il risultato finale) [17]. Agli “assoluti”, Pietrangeli riconquista il titolo di campione d’Italia nel singolare, battendo in finale nuovamente Orlando Sirola. Non c’è storia nel doppio, dove i due vincono per la quinta volta consecutiva (sesta per Pietrangeli). La stagione termina, per Pietrangeli, con la vittoria del Torneo di Casablanca, battendo in finale il francese Gerard Pilet, dopo aver battuto, in semifinale, l’astro nascente spagnolo Manuel Santana.

1960[modifica | modifica wikitesto]

Entusiasmante inizio di stagione, per Nicola Pietrangeli. Vince a Oslo la Nyard Cup, battendo in finale lo svedese Davidson in tre set. Perde la finale degli Internazionali di Germania al coperto dal belga Brichant in quattro set ma poi si aggiudica il Torneo al coperto di Helsinki. Vince il Torneo di Sanremo, battendo Beppe Merlo in quattro set e gli Internazionali di Egitto (Il Cairo) ancora su Beppe Merlo, dopo aver eliminato, al primo turno, lo jugoslavo Nikki Pilic. Agli Internazionali d’Italia, nel singolare, perde ai quarti di finale dal forte statunitense Barry McKay ma, nel doppio, Pietrangeli e Sirola si aggiudicano finalmente il trofeo, anche se solo per la statistica e a pari merito con gli immancabili Roy Emerson e Neale Fraser. L’incontro, infatti, è sospeso sul risultato di 3-6, 7-5, 2-6, 11-11 e non sarà più ripreso. E’ comunque l’unica volta che un doppio interamente formato da giocatori italiani (anche se uno nato a Tunisi; l’altro a Fiume) termina senza sconfitte gli Internazionali d’italia. Al Roland Garros, ove è ammesso come testa di serie soltanto n. 6, è una cavalcata trionfale per Nicola, che bissa il successo dell’anno precedente. Batte al primo turno il tennista di casa Alain Bresson; al secondo turno l’australiano Martin Mulligan (che, un giorno, diventerà suo compagno di doppio); al terzo turno il messicano Mario Llamas; al quarto l’altro francese Gerard Pilet; ai quarti di finale sconfigge in quattro set l’altro astro nascente spagnolo Andrés Gimeno; in semifinale supera in tre set ancora un francese, Robert Haillet; infine, batte in finale il cileno Luis Ayala (3-6, 6-3, 6-4, 4-6, 6-3). Quest’ultimo, in semifinale, aveva battuto Orlando Sirola e, per poco, non avremmo avuto una finale tutta italiana al Roland Garros, tra i due compagni di doppio. A Wimbledon 1960, Pietrangeli – testa di serie n. 5 - sconfigge l’ormai anziano Budge Patty; ancora l’australiano Martin Mulligan e, nei quarti di finale, si vendica dello statunitense McKay, che lo aveva sconfitto al Foro Italico. In semifinale perde la sua grande occasione con il fuoriclasse australiano Rod Laver, forse il più forte tennista di tutti i tempi ma non ancora ai livelli degli anni successivi. Perde al quinto set 4-6, 6-3, 8-10, 6-2, 6-4. E’ ancor oggi l’unico tennista italiano ad essere giunto sino alla semifinale del torneo singolare di Wimbledon [16]. Nel doppio, Pietrangeli-Sirola sono testa di serie n. 4 ma perdono al secondo turno dallo statunitense Dennis Ralston e dal messicano Rafael Osuna, che poi avrebbero vinto il torneo. Firma con Jack Kramer il contratto per passare al professionismo; poi ci ripensa e restituisce l'acconto di 5000 dollari, preferendo rimanere tra i dilettanti ai quali, all'epoca, era riservata la Coppa Davis[18]. Nicola si rifà nel mese di agosto conquistando gli Internazionali di Germania e, in Belgio, il Torneo Knokke La Zoute. Ad Amburgo, sconfigge il tennista di casa Ingo Buding, István Gulyás (quarti di finale), il fortissimo australiano Roy Emerson (semifinale) e, in finale, lo svedese Lundquist, in quattro set. A La Zoute, dopo aver sconfitto, in semifinale, il campione di casa Brichant, batte di nuovo il cileno Ayala. Entusiasmante il ruolo di marcia dell’Italia in Coppa Davis. A Budapest, è superata 3-2 l’Ungheria, grazie ai tre punti acquisiti da Pietrangeli, in singolare (vittoria con il n. 1 ungherese Gulyás) e nel doppio. Più difficile il passaggio nei quarti di finale, a Torino contro il Cile, con lo stesso risultato 3-2 ma con Pietrangeli sconfitto nettamente in 3 set da Ayala (vittorie contro Rodriguez e nel doppio). Netta la vittoria sulla Gran Bretagna, sull’erba di Wimbledon per 4-1 (tre punti ad appannaggio di Pietrangeli). La finale della zona europea, a Baastad, vede l’Italia nuovamente vincitrice per 3-2 sulla Svezia, con Pietrangeli che, dopo aver battuto nel primo incontro Ulf Schmidt e aver contribuito alla vittoria nel doppio, lascia spazio, a risultato acquisito, a Sergio Tacchini. Si giunge così alla finale interzone, che si gioca nell’erba di Perth (Australia), contro gli Stati Uniti. Il primo giorno vede gli Stati Uniti condurre per 2-0, con vittorie di Buchholz su Sirola e di McKay su Pietrangeli (13-11 al quinto set). Nel doppio non c’è nulla da fare per gli statunitensi Buchholz e McKinley contro i nostri Pietrangeli-Sirola (vittoria 13-11 al quarto set). Nell’ultima giornata, Pietrangeli batte Buchholz in cinque tirati set ma il punto decisivo lo ottiene Orlando Sirola, che batte il n. 1 USA Barry McKay in tre set (9-7, 6-3, 8-6). Per la prima volta nella storia, l’Italia accede alla finalissima di Coppa Davis, contro l’Australia, ed è dal 1937 che non tale sfida non è disputata tra Australia e Stati Uniti. Prima del match, Pietrangeli disputa un incontro di beneficenza contro il campione indiscusso della troupe dei tennisti professionisti, Pancho Gonzales: Nicola vince due set a zero [19]. L’incontro con l'Australia si gioca sull’erba di Sydney e per l’Italia non c’è nulla da fare. A Pietrangeli, dopo aver perso in tre set da Rod Laver ed essere stato sconfitto anche nel doppio, con Sirola, dalla rodata coppia australiana Emerson-Fraser, rimane la consolazione di ottenere il punto della bandiera, battendo Neale Fraser in quattro set, nell’ultima giornata. 4-1 il risultato finale per gli australiani [17]. La stagione si conclude con il deludente risultato del singolare ai Campionati assoluti, dove Pietrangeli perde in semifinale da Sergio Tacchini; si rifà nel doppio vincendo per l’ennesima volta in coppia con Sirola.

1961[modifica | modifica wikitesto]

Trionfale anche l’inizio stagione 1961, per Nicola Pietrangeli: vittoria agli Internazionali d’Egitto al Cairo, battendo in finale l’australiano Neil Gibson; vittoria al Torneo di Alessandria d’Egitto, battendo l’altro australiano Barry Phillips-Moore e vittoria, per la prima volta, al Torneo di Montecarlo, sconfiggendo Pierre Darmon. In maggio, Nicola vince il Torneo internazionale di Napoli, battendo in semifinale Roy Emerson e in finale Jan Erik Lundquist, in tre soli set. A Torino, sede scelta per il centenario dell’Unità d’Italia, Pietrangeli trionfa per la seconda volta agli Internazionali d’Italia: batte, nuovamente, in semifinale Roy Emerson e in finale, nientemeno che sua maestà Rod Laver (6-8, 6-1, 6-1, 6-2) [16]. Nel doppio, Pietrangeli-Sirola debbono cedere, per l’ennesima volta in finale agli australiani Roy Emerson e Neale Fraser. Nicola si presenta al Roland Garros con la testa di serie n. 1 e tutto sembra portarlo verso il terzo titolo consecutivo: vittoria in tre set sul giovane John Newcombe al secondo turno; vittoria al quarto turno sullo jugoslavo Nikki Pilic e, nuovamente, in semifinale sullo svedese Lundquist. In finale, si trova davanti lo spagnolo Manuel Santana, già sconfitto alcune volte e da cui è considerato un vero maestro (Santana chiamava Pietrangeli “El Capitano”)[20]. Nicola, però, era appena diventato padre per la prima volta e, il giorno prima, aveva effettuato un volo a/r a Roma per visitare moglie e figlio [20]. Atteso dagli organizzatori, scende in campo e conduce sullo spagnolo per due set a uno, ma alla fine, Santana si aggiudica match e Torneo Slam in cinque set. Pietrangeli si consola vincendo il torneo di Losanna, battendo in finale il tedesco Buding in quattro set. L’erba di Wimbledon, nel 1961, è deludente per Nicola. Pur ammesso come testa di serie n. 3, è sconfitto nel singolare al terzo turno dal mediocre statunitense Chris Crawford e, nel doppio, con Sirola, al primo turno, dalla giovane coppia australiana Will Coghlan-Robert Howe. Pietrangeli inizia male anche la Coppa Davis, perdendo il primo incontro a Bruxelles contro l’ostico Brichant. Fortunatamente si rifà nel doppio, con Sirola e ottiene il punto della vittoria italiana il terzo giorno contro Eric Drossart. Durissimo è anche il quarto di finale, a Monaco, contro la Germania. Pietrangeli guadagna tutti e tre i punti che portano al superamento del turno ma sempre vincendo solo al quinto set (anche nel doppio). Anche la semifinale europea, contro la Francia, è giocata fuori casa, al Roland Garros. Pietrangeli batte Darmon, in cinque set, al primo giorno e, con Sirola, ottiene il terzo punto decisivo della vittoria; 4-1 il risultato finale. La finale europea si gioca a Milano, contro la Svezia. Pietrangeli perde il primo incontro contro Ian Eric Lundquist; il doppio Pietrangeli-Sirola ottiene la solita vittoria contro Hallberg-Lunquist; infine, Nicola guadagna il punto decisivo, il terzo giorno, contro Schmidt. Si giunge così alla finale interzone, al Foro Italico, contro gli Stati Uniti che si presentano con una squadra di rincalzi. Il punto decisivo è ottenuto già al secondo giorno, con Pietrangeli-Sirola che battono Dell e Reed in quattro set. In precedenza, Nicola aveva battuto Reed in cinque set (era sotto di 0-2) e poi batterà in tre set anche Jon Douglas. Si giunge così alla finalissima, ancora in Australia, a Melbourne, dove, in casa e sulla superficie preferita, gli australiani Laver ed Emerson e il doppio Emerson-Fraser sono imbattibili. E’ una disfatta (0-5), anche se, a risultato acquisito, Pietrangeli costringe Laver al quinto set [17]. Delusione anche negli “assoluti”, dove Pietrangeli si fa battere in cinque set, in finale, da un rientrante Fausto Gardini. Più clamorosa è la sconfitta del doppio Pietrangeli-Sirola dai comprimari Michele Pirro e Sergio Jacobini. Pietrangeli si rifà nel finale di stagione, in una tournée in Sudamerica. Vince il torneo di Santa Fé, battendo il brasiliano Edison Mandarino; il torneo di Mendoza, battendo lo statunitense Whitney Reed e il Torneo di San Paolo del Brasile, a inviti, battendo nuovamente Edison Mandarino [16].

1962[modifica | modifica wikitesto]

L’anno si apre con una sconfitta in due set contro Ian Erik Lundquist, a Milano, nella finale della Snam Cup. Agli Internazionali d’Italia, dopo aver eliminato il messicano Mario Llamas e l’australiano Bob Hewitt, Pietrangeli perde, nei quarti di finale del singolare, dallo spagnolo Cuder in quattro set. Stesso risultato al Roland Garros, dove è testa di serie n. 4, contro l’australiano Neale Fraser. A Wimbledon (testa di serie n.7), perde al terzo turno del singolare dall’inglese Mills e, con Sirola, al secondo turno del doppio dagli statunitensi Dell e Douglas, che si vendicano delle sconfitte ottenute in Coppa Davis, l’anno precedente. Si prende, però, la soddisfazione di battere l’anziano Fausto Gardini e di vincere la Coppa Ambrosoli, a Como, con un doppio 6-2 [16]. In Coppa Davis, la stagione inizia con una vittoria per 5-0 contro l’Unione Sovietica, a Firenze. Prosegue con una vittoria per 4-1 contro l’Ungheria, a Brescia, ma dove Pietrangeli, il primo giorno, è sconfitto dall’anziano István Gulyás, in quattro set. Sicuramente più confortante e il risultato di 5-0 contro la Gran Bretagna, in semifinale. Nella finale europea, a Båstad, la Svezia si vendica delle tante sconfitte, eliminando l’Italia per 4-1. Pietrangeli non ottiene nessun un punto, nemmeno quello, apparentemente scontato, del doppio, con Sirola (sconfitta 9-7 al quinto set contro Lundquist e Schmidt) [17]. Ai campionati assoluti, Pietrangeli è nuovamente sconfitto, in finale, da Fausto Gardini. Magra consolazione il ritorno alla vittoria, nel doppio, con il compagno di sempre, Orlando Sirola. Tutto sommato, un’annata da dimenticare.

1963[modifica | modifica wikitesto]

In apertura di stagione, Pietrangeli perde in tre set la finale degli Internazionali d’Egitto al Cairo, da José-Luis Arilla. La decisione di Sirola di giocare a tennis solo in doppio, in Coppa Davis e agli “assoluti”, costringe Pietrangeli a cercarsi un altro compagno. Lo trova, inizialmente, in Sergio Tacchini, con il quale è finalista al Torneo di Montecarlo, cedendo solo agli spagnoli Alberto e José-Luis Arilla in quattro set [17]. Nicola torna finalmente a vincere un torneo, quello di San Remo, eliminando prima lo jugoslavo Boro Jovanović, poi lo svedese Lundquist, e battendo in finale l’ostico Jacques Brichant in tre set. Jovanović si vendica eliminando il nostro nei quarti di finale agli Internazionali d’Italia in tre set. Al Roland Garros, Pietrangeli è testa di serie n. 9 e fa il suo dovere, perdendo ai quarti di finale con il n. 1 del mondo Roy Emerson in cinque set dopo aver condotto per 2 set a uno. Emerson vincerà il torneo [16]. Un sorteggio sfortunato in Coppa Davis abbina, al primo turno, la Spagna e l’Italia, da giocarsi a Barcellona. Pietrangeli compie il miracolo di sconfiggere, in apertura, il bravissimo idolo locale Manuel Santana in quattro set (6-3, 6-4, 3-6, 8-6). Poi, Pietrangeli-Sirola perdono da Santana e José Luis Arilla in tre soli set. 4-1 il punteggio finale per la Spagna. L’Italia non veniva eliminata al primo incontro in Coppa Davis dal 1936. Pietrangeli conquista il Torneo di Wiesbaden, battendo in finale il tennista di casa Wolfgang Stuck, in quattro set. A Wimbledon giunge sino al terzo turno, quando si ritira al secondo set contro l’astro nascente australiano Fred Stolle sul punteggio di 3-6, 3-4. Convince Orlando Sirola a scendere in campo e i vecchi compagni di doppio raggiungono il terzo turno e cedono solo alla coppia messicana formata da Rafael Osuna e Antonio Palafox, che poi vinceranno il torneo. Pietrangeli cede in finale all’indiano Ramanathan Krishnan, agli Internazionali del Belgio ma poi trionfa a Gstaad, eliminando il brasiliano Mandarino, al primo turno, vendicandosi di Fred Stolle in semifinale (10-8,6-3) e schiantando per 3 set a zero il numero uno del mondo Roy Emerson, in finale. Ancora una volta ostico gli è il torneo di singolare degli “assoluti”, dove perde clamorosamente in semifinale da Sergio Tacchini (0-6 nel decisivo quarto set). Nel doppio, Pietrangeli e Sirola, si aggiudicano il titolo per l’ottava volta, superando il record della mitica coppia Giovanni Cucelli-Marcello Del Bello (curiosamente, anche Cucelli era fiumano, come Sirola; mentre Del Bello era romano, come, d’adozione, poteva essere considerato anche Pietrangeli). Ai Giochi del Mediterraneo, che si tengono a Napoli, un appesantito Pietrangeli vince la medaglia d’oro, compiendo un piccolo capolavoro. Facendo ricorso alla sua immensa classe, batte Manuel Santana in cinque set (5-7 6-4 0-6 6-0 7-5), strappando più volte gli applausi (con la racchetta) allo stesso Santana, sui punti migliori. Vince anche la medaglia di bronzo, nel doppio, con Orlando Sirola [21]. Chiude la stagione aggiudicandosi gli Internazionali di Sicilia, battendo ancora Jovanović; gli Internazionali di Argentina, battendo il brasiliano Ronald Barnes; perde in finale negli Internazionali del Cile, dall’australiano Alan Lane[16].

1964[modifica | modifica wikitesto]

Pietrangeli è finalista al Torneo di Sanremo, dove perde dallo svedese Lundquist in tre set. Si rifà vincendo gli Internazionali di Sicilia, battendo in semifinale il forte australiano Fred Stolle e, in finale il brasiliano Edison Mandarino. Identico risultato al Campionato Partenopeo di Napoli (vittorie in semifinale su Stolle e, in finale, su Mandarino). Nicola è costretto al ritiro al secondo turno degli Internazionali d’Italia nel match contro il venezuelano Pimentel. Si ripresenta in piena forma al Roland Garros, dove è testa di serie n. 9. Sconfigge nei quarti Roy Emerson, per il quale è diventato una vera “bestia nera”; si vendica di Ian Erik Lundquist in semifinale, ma, nella sua quarta finale in carriera, non può nulla contro un Manuel Santana ormai ai vertici: 6-3, 6-1, 4-6, 7-5, il risultato finale ad appannaggio dello spagnolo. Pietrangeli perde in finale, in cinque set, da Rafael Osuna anche agli Internazionali di Svizzera. A Wimbledon è testa di serie n. 7 e perde al secondo turno in tre set dal francese Pierre Barthes [16]. Nel doppio si presenta in coppia con Martin Mulligan e perde al terzo turno dagli australiani Tony Roche e John Newcombe. In luglio perde nuovamente in cinque set da Santana al Torneo di Deauville e, in settembre, da Pierre Darmon, al Torneo di Quebec. In Coppa davis, la sfida al primo turno, con l’Egitto (4-1), si conclude al secondo giorno, con il doppio Pietrangeli-Tacchini che conquistano il terzo punto decisivo. Pietrangeli, dopo aver sconfitto il suo avversario il primo giorno, lascia il campo a Giordano Maioli, per l’ultimo non decisivo incontro. Non c’è storia al secondo turno, contro la Rhodesia, sconfitta per 5-0, con in campo un inedito doppio Nicola Pietrangeli-Giordano Maioli. L’Italia è però eliminata in semifinale dalla Svezia 3-1, pur giocando in Italia. Dopo il primo giorno, terminato 1-1 (vittoria di Pietrangeli contro Ulf Schmidt), viene a mancare il punto del doppio – una volta ritenuto sicuro – con la sconfitta di Pietrangeli-Maioli da Lundquist-Schmidt. Dopo la sconfitta di Tacchini da Schmidt, l’ultimo incontro, Pietrangeli-Lundquist non viene disputato [17]. Pietrangeli torna a rivincere il titolo nazionale, nel singolare, battendo in finale Sergio Tacchini. Convinto l’anziano Sirola a scendere in campo, si aggiudica per la decima volta il titolo italiano anche in questa specialità.

1965[modifica | modifica wikitesto]

Pietrangeli perde in finale il Campionato Partenopeo di Napoli contro Martin Mulligan, in tre set, dopo aver eliminato, in semifinale, il trentottenne Beppe Merlo. Agli Internazionali d’Italia, elimina al primo turno un vecchio avversario di Coppa Davis, l’australiano Neale Fraser; sconfigge ai quarti di finale l’olandese Tom Okker e si arrende soltanto al quinto set, in semifinale, a Manuel Santana. Al Roland Garros è testa di serie n. 3 ma perde al quarto turno dall’australiano Tony Roche. Si ferma al quarto turno anche sull’erba di Wimbledon, di fronte allo statunitense Allen Fox [16]. In Coppa Davis, non c’è storia al primo turno, contro il Portogallo, sconfitto per 5-0, con in campo, nel doppio, Nicola Pietrangeli-Giordano Maioli. Apparentemente più contrastata la vittoria in casa con il Brasile (3-2), ma già conclusa dopo il secondo giorno con la vittoria di Pietrangeli-Maioli nel doppio. In precedenza, Pietrangeli aveva battuto Roland Barnes e, a risultato acquisito, cede a Thomaz Koch. Nei quarti di finale, l’Italia è eliminata dalla Cecoslovacchia per 3-2. Pietrangeli conquista entrambi i punti del singolare, contro Jaworski e Holeček ma cede nel doppio, in coppia con Sergio Tacchini [17]. Strepitoso è il mese di agosto per il n. 1 d’Italia, con la vittoria di quattro tornei e una finale persa, in meno di quattro settimane: vittoria della Coppa Lambertenghi, a Lesa, sul Lago Maggiore, contro Martin Mulligan (6-2, 6-3); identico risultato,anche nel punteggio, sempre con Mulligan, al Torneo di Novara; sconfitta dall’irriducibile Beppe Merlo, in finale a Riccione (6-2, 6-4); vittoria al Torneo Viareggio, battendo in semifinale il brasiliano Thomaz Koch e, in finale, niente meno che quel Fausto Gardini, con il quale aveva più di un conto in sospeso (6-3, 6-3, 12-10); vittoria anche al Torneo di Ortisei, battendo ancora Martin Mulligan per 6-1,6-4. Pietrangeli si ripresenta dopo molti anni agli Internazionali degli Stati Uniti, dove batte un giovane Stan Smith al secondo turno ma, poi, è costretto a cedere allo statunitense Ronald Holmberg, al terzo. Agli “assoluti”, quest’anno non ce n’è per nessuno: vittoria del titolo nel singolare, battendo nettamente in finale l’anziano Beppe Merlo (6-4, 6-2, 6-2); vittoria nel doppio, con la partita d’addio al tennis giocato da parte di Orlando Sirola. Decimo titolo per il più forte doppio italiano dell’era pre-open (undicesimo per Pietrangeli). Trionfale, per Pietrangeli, il finale di stagione nella stagione sudamericana, che si conclude con tre vittorie su tre tornei disputati. Vittoria agli Internazionali d’Argentina, battendo nei quarti l’idolo locale, il quarantunenne Enrique Morea; in semifinale l’australiano Martin Mulligan e, in finale, il sudafricano Cliff Drysdale, in cinque set. Vittoria anche al Torneo di Porto Alegre, contro il tennista di casa Thomaz Koch e vittoria negli Internazionali di Rio de Janeiro, battendo ancora in finale Thomaz Koch[16].

1966[modifica | modifica wikitesto]

Il 1966 inizia molto bene, con le vittorie al Torneo di Sassari, due set a uno su Sergio Tacchini; la vittoria al Torneo Parioli, il circolo romano dove Nicola è cresciuto, sul cecoslovacco Milan Holeček, in quattro set e, la finale al Torneo di Monte Carlo, dove, però, cede nuovamente a Manuel Santana, ormai troppo forte per lui. 8-6 4-6 6-4 6-1 il risultato in favore dello spagnolo. Pietrangeli, però, conquista per la quarta volta il Campionato Partenopeo, dove supera in finale l’australiano Tony Roche (8-6 2-6 6-2 6-1), dopo aver eliminato, nei quarti di finale, il forte statunitense Clark Graebner. Si presenta così al Foro Italico, in ottima forma. Ai quarti di finale batte il n. 1 USA Dennis Ralston con un netto 6-4, 6-1, 6-2. In semifinale gioca uno dei suoi match più avvincenti, battendo davanti al suo pubblico il n. 1 del mondo Roy Emerson in cinque set per 3-6, 6-1, 3-6, 12-10, 6-3. Si appresta quindi a disputare la sua quarta finale degli Internazionali d’Italia, contro Tony Roche, da lui appena battuto a Napoli. Ma i trentatré anni e le scorie dell’incontro di semifinale si fanno sentire. Dopo un combattutissimo primo set, perso per 9-11, cede nettamente 2-6, 1-6. Cinque giorni dopo, vince un mini-torneo a Villa d’Este, sul lago di Como, battendo l’australiano Bill Bowrey. Si presenta al Roland Garros, dove è ammesso con la testa di serie n. 4, ma si ferma al terzo turno, eliminato dall’altro australiano Ken Fletcher. A Wimbledon perde dal sudafricano Terry Ryan e non va oltre il primo turno. Vince il Torneo di Gottsaker, battendo in finale lo svedese Lundquist. Perde la finale del torneo di Ortisei, battuto dal brasiliano Mandarino e quella degli Internazionali di Jugoslavia, dal tennista di casa Nikki Pilic [16]. In Coppa Davis, contro l’Unione Sovietica, Pietrangeli è schierato solo in singolare, aggiudicandosi entrambi gli incontri, contro Lejus e Likachev. 4-1 per l’Italia il risultato finale. La semifinale contro il Sudafrica, al primo giorno, si mette bene: al Foro Italico Tacchini batte il n. 1 avversario Cliff Drysdale e Pietrangeli si aggiudica il punto del 2-0. Nel doppio, l’Italia schiera la giovane coppia Maioli-Di Maso, che vengono sconfitti. Il terzo giorno è una disfatta, Pietrangeli perde in cinque set da Drysdale e Tacchini in tre da Diepramm, per l’ennesima clamorosa eliminazione [17]. Giordano Maioli si rifà agli “assoluti” battendo inaspettatamente, in finale, proprio Nicola Pietrangeli. Per quest’ultimo è deludente anche la tournée sudamericana, solitamente conclusiva della stagione[16].

1967[modifica | modifica wikitesto]

La stagione inizia con risultati abbastanza soddisfacenti. Pietrangeli contende a Mulligan, in finale, il Torneo minore di Napoli e poi lo batte in cinque set nel Torneo Parioli, aggiudicandoselo per la seconda volta consecutiva. Soprattutto, Nicola conquista per la seconda volta in carriera il Torneo di Montecarlo, distruggendo in semifinale la giovane promessa cecoslovacca Jan Kodeš (6-2, 6-4) e battendo, in finale, Martin Mulligan per 6-3, 3-6, 6-3, 6-1. Il risultato è notevole perché Mulligan sta attraversando un periodo di ottima forma, tanto che si rifà presto su Nicola, battendolo in finale prima a Catania (dove Pietrangeli elimina in semifinale il sovietico Metreveli) e poi al Campionato Partenopeo, dove Nicola supera prima l’australiano Bowrey e poi lo jugoslavo Jovanović. Pietrangeli disputa degli ottimi Internazionali d’Italia, eliminando Ramanathan Krishnan negli ottavi di finale e Jovanović nei quarti; è costretto, però, ad arrendersi nuovamente, in semifinale, a Tony Roche in tre set. Quest’ultimo, però, nulla potrà, in finale, contro Mulligan, che si aggiuda per la terza volta il torneo del Foro Italico [16]. Facile il primo turno di Coppa Davis, contro l’Austria, che si conclude con un perentorio 5-0. Pietrangeli vince entrambi i singolari mentre si preferisce evitargli il doppio, sperimentando la coppia Maioli-Crotta. Stesso risultato, nei quarti di finale, contro il Lussemburgo (5-0), con Nicola che porta a casa i due punti del singolare. Al Roland Garros, Nicola (testa di serie n. 4) è eliminato al terzo turno dal polacco Gasiorek. L’Italia è eliminata in semifinale di Coppa Davis, a Napoli, dal Brasile, per 1-3. Pietrangeli perde subito il primo incontro da Edison Mandarino, in quattro set. Nulla da fare né per Maioli, in singolare, contro Koch, né per il doppio Maioli-Crotta. A risultato acquisito per il Brasile, Pietrangeli conquista il punto della bandiera, battendo Koch [17]. A Wimbledon, batte in cinque set, al primo turno, il tennista di casa Mark Cox ma è eliminato, subito dopo dal neozelandese Dick Crealy, in tre set. I quasi 34 anni si fanno sentire e le sue capacità di recupero non sono più quelle di una volta. In agosto, a Senigallia, perde in finale dal rumeno Ion Tiriac e, al Torneo di Viareggio, dall’ostico Boro Jovanović, dopo aver eliminato, in semifinale, l’altro rumeno Ilie Nastase. I Giochi del Mediterraneo, allestiti nella sua città natale, Tunisi, vedono il campione uscente Pietrangeli eliminato nei quarti dal modesto José-Luis Arilla [16]. In campo nazionale, però, il predominio del vecchio campione è indiscusso, tanto da aggiudicarsi, per la prima, tutti i titoli assoluti in palio: batte in finale, nel torneo del singolare Giordano Maioli in cinque set; vince il doppio, in coppia con Sergio Tacchini (dimostrando così che in Coppa Davis – forse – la coppia rodata avrebbe potuto dare qualcosa di più dei giovani schierati al suo posto) e, per la prima volta, il doppio misto, in coppia con Lea Pericoli. A fine stagione, preferisce evitare la consueta tournée sudamericana.

1968[modifica | modifica wikitesto]

Nicola parte forte anche nella primavera 1968. Vince il torneo minore di Napoli, battendo, in finale, l’inglese John Barrett e si aggiudica per la terza volta il Torneo di Monte Carlo, contro il sovietico Alexander Metreveli, in tre set. Perde soltanto in finale da Martin Mulligan al Torneo Partenopeo e disputa degli onorevoli Internazionali d’Italia, giungendo sino ai quarti di finale, dove cede al sudafricano Bob Hewitt, in tre set. L’era “open” lo prende in contropiede. Non vede di buon occhio l’apertura dei tornei Slam ai suoi vecchi avversari passati al professionismo. Al Roland Garros, pur ammesso con la testa n. 11, dà forfait. A Wimbledon si presenta per onor di firma ed è eliminato dal mediocre britannico Geoff Bluett, al primo turno [16]. In Coppa Davis, ancora riservata ai soli “dilettanti”, invece, sembrano aprirsi scenari più promettenti. Martin Mulligan, che ha sposato un italiana, può essere tesserato e giocare in Davis con i colori azzurri. Pietrangeli si offre di giocare con lui anche in doppio, per formare un team più competitivo. I risultati si riveleranno insoddisfacenti, in quanto Mulligan si trova in fase calante e Pietrangeli, per la sua età, non sembra più in grado di giocare ad alto livello tre incontri in tre giorni. Il primo turno, contro l’Ungheria, è una cavalcata trionfale: 5-0. Pietrangeli non vuole concedere il punto della bandiera nemmeno a risultato acquisito, all’anziano avversario István Gulyás, che batte in cinque set. Stesso risultato con il modesto Principato di Monaco, con Pietrangeli che gioca solo il primo singolare. Decisamente più lottata è la semifinale contro l’Unione Sovietica, a Reggio Emilia. Dopo il primo punto, conquistato da Pietrangeli contro Tomas Lejus, Mulligan si fa battere nettamente da Alexander Metreveli. Diventa cruciale aggiudicarsi il doppio e Pietrangeli non si tira indietro; con Mulligan, batte la coppia sovietica in quattro set. La fatica, per il trentacinquenne italo-tunisino, si rivela irrecuperabile e, nella giornata conclusiva, è schiantato da Metreveli per 6-0, 6-0, 6-1. Fortunatamente, Mulligan, all’ultimo incontro con Lejus, riesce a conquistare il punto della vittoria (3-2 per l’Italia). La finale europea si gioca a Barcellona, contro la Spagna. Dopo la sconfitta di Mulligan contro Gisbert, Pietrangeli non ce la fa contro Manuel Santana e cede in cinque combattutissimi set. Con la vittoria del doppio Pietrangeli-Mulligan su Manuel Orantes e José-Luis Arilla, l’Italia torna a sperare ma, anche in questo caso, le scorie accumulate nei precedenti incontri impediscono a Pietrangeli di ben figurare nell’ultima giornata. E’ battuto in tre set da Juan Gisbert [17]. Al secondo turno del singolare degli “assoluti” incontra una giovane promessa diciottenne, che batte facilmente 6-4, 6-3, 6-1. Stringendogli la mano, il ragazzo gli dice: “La saluta papà”. E’ Adriano Panatta, il figlio del custode del Circolo Parioli e che Pietrangeli ha praticamente visto nascere [14]. Nicola si aggiudica nuovamente il titolo del singolare, battendo Eugenio Castigliano e bissa nel doppio in coppia con Sergio Tacchini. Partecipa al Torneo dimostrativo di tennis alle Olimpiadi di Città del Messico e conquista la medaglia di bronzo, perdendo in semifinale dall’anziano tennista di casa Rafael Osuna [16].

1969[modifica | modifica wikitesto]

Per continuare a giocare la Coppa Davis, Pietrangeli resta “dilettante” anche nel 1969 e in gran parte degli anni successivi. In Coppa è nominato capitano non giocatore Orlando Sirola e ciò non può che far piacere a Nicola. Ma la stampa e l’opinione pubblica impongono la giubilazione di Mulligan, ritenuto responsabile del fallimento dell’anno prima. Sirola punta sui giovani e convince Pietrangeli a non giocare il doppio. A Genova, contro il Belgio, si aggiudica entrambi i singolari. Altri due punti vengono dall’altro singolarista Castigliano ma, per il doppio Crotta-Marzano, non c’è nulla da fare. 4-1, comunque, il risultato a favore dell’Italia. Nei quarti di finale, gli azzurri rifilano un altro “cappotto” all’Austria (5-0), con Pietrangeli in campo in entrambi i singolari. La semifinale con l’Unione Sovietica, a Mosca, purtroppo, si rivela un disastro. L’Italia perde 5-0 e Pietrangeli guadagna un solo set contro Lejus, perdendo nuovamente in modo netto contro Metreveli [17]. Al Foro Italico, Nicola è eliminato al secondo turno dal cecoslovacco Jan Kodeš; al Roland Garros, al primo turno dal rumeno Marmureanu e a Wimbledon – sempre al primo turno - dall’immenso Rod Laver, avviato a conquistare il suo secondo Grand Slam in carriera [16]. Unica nota positiva dell’annata: il settimo titolo assoluto nel singolare, ai danni di Ezio Di Matteo, in tre soli set.

1970[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1970, per la prima volta dal 1954, Pietrangeli non è convocato per giocare in Coppa Davis. Sirola, infatti, sceglie di far fare esperienza ai giovani Adriano Panatta e Massimo Di Domenico, lasciando a casa il suo ex compagno di doppio. L’Italia priva di Pietrangeli, però, è eliminata al primo turno dalla Cecoslovacchia [17]. In primavera, Nicola vince gli Internazionali del Libano, battendo in finale l’australiano Phillips-Moore. Al Foro Italico, è eliminato al secondo turno da Bill Bowrey. Al Roland Garros, giunge sino al terzo turno, cedendo allo statunitense Arthur Ashe, in tre set. E’ iscritto Wimbledon ma la sua richiesta di posticipare di un giorno, per motivi personali, l’incontro con Dennis Ralston non è accettata ed è dichiarato sconfitto a tavolino [16]. Agli “assoluti”, incontra in finale l’astro nascente Adriano Panatta. L’incontro è, probabilmente, il più emozionante della storia dei campionati italiani di tennis. Pietrangeli non vuole farsi detronizzare dal ventenne romano. Arriva a condurre 4-1 al quinto set ma, poi, le forze gli mancano. Prevale Panatta per 6-1, 3-6, 3-6, 10-8, 6-4 [22].

1971-1977[modifica | modifica wikitesto]

Da sinistra: Pietrangeli, capitano non giocatore della squadra italiana di Coppa Davis, posa insieme a Bertolucci, Panatta e Barazzutti con il trofeo dell'edizione 1976.

Nel 1971, al Foro Italico, Pietrangeli batte al primo turno il diciottenne Corrado Barazzutti in tre set e poi si ritira al secondo di fronte allo spagnolo Andrés Gimeno, dopo aver perso il primo set 7-5. Convince Sirola a farlo giocare nel singolare in Coppa Davis, ai quarti di finale, contro la Jugoslavia ma è completamente fuori allenamento. Il n. 1 avversario, Željko Franulović, lo distrugge in tre set. A risultato acquisito per la Jugoslavia, il vecchio campione riesce a prevalere sul suo antico compagno di doppio Boro Jovanović. E’ l’ultimo singolare che Pietrangeli gioca in Coppa Davis [17]. Al Roland Garros batte al primo turno lo statunitense Charlie Pasarell e raggiunge ancora una volta il terzo turno dove è costretto a cedere al francese Georges Goven. Non partecipa a Wimbledon. Al Torneo di Bolzano, elimina al secondo un quarantaquattrenne Beppe Merlo, ancora sui campi di gioco dopo tanti anni. Nicola raggiunge la finale dove perde da Barry Phillips-Moore [16]. Si prepara particolarmente per gli “assoluti”, ritenendo che solo la mancanza di condizione fisica, l’anno prima, avesse permesso a Panatta di batterlo. Ne esce un altro avvincente incontro, in finale, ma con lo stesso risultato: vince nuovamente Panatta al quinto set per 6-4, 2-6, 6-1, 7-9, 6-4. In dicembre, Pietrangeli, insieme a Panatta, si aggiudica per la prima volta la Coppa del Re di Svezia, una manifestazione a squadre riservata alle squadre europee che né lui né l’Italia erano riusciti a vincere prima di allora. Nel 1972, il nuovo capitano non giocatore della Nazionale di Coppa Davis, Giordano Maioli allestisce il doppio Pietrangeli-Panatta che fa esordire, vittoriosamente, contro l’Austria. Stesso risultato nei quarti di finale, contro i Paesi Bassi. Non va oltre al primo turno agli Internazionali d’Italia, eliminato dal francese Pierre Barthes. Raggiunge il terzo turno sia al Roland Garros che a Wimbledon, dove è eliminato dallo stesso avversario, lo spagnolo Manuel Orantes[16]. A Wimbledon, il doppio Pietrangeli-Panatta è eliminato al primo turno da Goven-Chanfreau in cinque set. Pietrangeli appare nell’inedita veste di capitano-giocatore, nella semifinale europea, contro la Romania, per indisponibilità di Maioli ma il doppio Pietrangeli-Panatta non può nulla contro Nastase-Tiriac. E’ l’ultima apparizione di Nicola Pietrangeli in Coppa Davis. Agli "assoluti", Pietrangeli è eliminato in semifinale dal diciannovenne Corrado Barazzutti ma, con Panatta, vince il suo quattordicesimo titolo nel doppio (ventidue complessivi, di cui sette nel singolare e uno nel misto). Nel 1973 fa le sue ultime apparizioni in singolare al Foro Italico (sconfitta dall’ungherese Péter Szőke al primo turno) e sia al Roland Garros che a Wimbledon; in entrambi i casi eliminato al primo turno [16]. Pietrangeli si è ritirato, come singolarista, nel 1974. A quarant'anni, era ancora classificato al 271º posto nella classifica ATP del singolare[23]. Ha, però, proseguito a partecipare ad alcuni tornei di doppio, in coppia con Panatta, sino agli US Open del 1977, dove è sconfitto al secondo turno, a quarantaquattro anni d'età, dai cileni Prajoux e Gildemeister[23]. Come capitano non giocatore riesce finalmente a conquistare la Coppa Davis nel 1976 a Santiago del Cile con il quartetto formato da Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli. E' tuttora l'unica vittoria dell'Italia in questa manifestazione. L'anno successivo la squadra capitanata da Pietrangeli disputa nuovamente la finale contro l'Australia, ma perde la seconda Coppa consecutiva per 3-1. Tale risultato determina il suo esonero, per motivazioni oggettivamente eccessive.

Vita extrasportiva[modifica | modifica wikitesto]

Nicola Pietrangeli è stato sposato con Susanna Artero, dalla quale ha avuto tre figli: Marco, Giorgio e Filippo. Dopo la separazione ha avuto una relazione con la conduttrice televisiva Licia Colò, di trent'anni più giovane. È residente a Monte Carlo[24].

Dopo il ritiro, ha curato per alcuni anni le relazioni esterne della Lancia e della Intersomer, una società di Mediobanca[25]. Nel 1976-77 ha condotto la Domenica Sportiva con Adriano De Zan. Nel 1981 ha vinto il Telegatto per il programma radiofonico Carta Bianca, con Gianni Rivera e Lea Pericoli[26].

Ha recitato come attore nel film La donna giusta (1982), di Paul Williams, con Virna Lisi, Clio Goldsmith e Dalila Di Lazzaro e in C’era un castello con 40 cani (1990), di Duccio Tessari, con Peter Ustinov. Ha anche recitato in una puntata della serie televisiva Distretto di polizia[27].

Nicola ha vinto due volte il “Granchio d'oro” come sportivo più elegante d'Italia. Suo padre Giulio Pietrangeli ha avuto la rappresentanza esclusiva in Italia dei prodotti della casa d'abbigliamento Lacoste dal 1952 al 1978[28].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

«Più forte sul rovescio, Nicola fu un regolarista e un incontrista, capace anche di raffinatissimi tocchi al volo.[29]»

È stato un grande curatore dello stile, giocatore di fondocampo, potente nei passanti, forte nel rovescio, un po' meno nel dritto, con una notevole smorzata e dotato di un istinto eccezionale.[30] Come partner di misto, Lea Pericoli, pur avendo vinto un titolo nazionale con lui (nel 1967), non lo riteneva particolarmente affidabile perché – a suo dire – faceva troppo il galante con le avversarie[31].

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Singolare[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie (41)[modifica | modifica wikitesto]

No. Anno Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 1955 Germania Torneo Internazionale di Wiesbaden, Wiesbaden Terra battuta Italia Orlando Sirola 6-1, 4-6, 6-3, 8-6
2. 1956 Italia Torneo Internazionale di Viareggio, Viareggio Terra battuta Italia Giuseppe Merlo 5-7 3-6 6-1 6-4 6-2
3. 1957 Italia Internazionali d'Italia, Roma (1) Terra battuta Italia Giuseppe Merlo 8-6, 6-2, 6-4
4. 1958 Egitto Internazionali d’Egitto, Il Cairo (1) Terra battuta Italia Giuseppe Merlo 6-2, 6-2, 6-4
5. 1958 Italia Campionati Internazionali di Sicilia, Palermo (1) Terra battuta Australia Mervyn Rose 7-5, 6-4, 8-6
6. 1958 Rep. Ceca Internazionali di Cecoslovacchia, Praga Terra battuta Messico Mario Llamas 3-6 1-6 6-4 6-2 6-0
7. 1959 Germania Torneo di Francoforte, Francoforte Terra battuta Messico Mario Llamas 1-6, 1-6, 6-4, 6-2, 6-0
8. 1959 Egitto Internazionali d’Egitto, Il Cairo (2) Terra battuta Italia Giuseppe Merlo 6-2, 6-3, 6-1
9. 1959 Italia Torneo di Catania, Catania Terra battuta Italia Giuseppe Merlo 6-4, 6-2, 6-0
10. 1959 Italia Campionato partenopeo, Napoli (1) Terra battuta Australia Neale Fraser 6-2, 6-3, 4-6, 6-4
11. 1959 Francia Internazionali di Francia, Parigi Terra battuta Sudafrica Ian Vermaak 3-6, 6-3, 6-4, 6-1
12. 1959 Italia Torneo di Lacco Ameno, Lacco Ameno Terra battuta Regno Unito Mike Davies 3-6 6-2 6-4
13. 1959 Marocco Internazionali del Marocco, Casablanca Terra battuta Francia Gerard Pilet 6-4, 6-3, 6-4
14. 1960 Finlandia Torneo di Finlandia al coperto, Helsinki Indoor Finlandia Reino Nyyssonen 8-10, 6-4, 6-2, 6-4
15. 1960 Egitto Internazionali d’Egitto, Il Cairo (3) Terra battuta Italia Giuseppe Merlo 5-7, 6-2, 6-3, 6-3
16. 1960 Francia Internazionali di Francia, Parigi (2) Terra battuta Cile Luis Ayala 3-6, 6-3, 6-4, 4-6, 6-3
17. 1960 Germania Internazionali di Germania, Amburgo Terra battuta Svezia Jan-Erik Lundquist 6-3, 2-6, 6-4, 6-2
18. 1960 Belgio Internazionali del Belgio, Knokke Terra battuta Cile Luis Ayala 6-3, 6-4
19. 1961 Egitto Internazionali d’Egitto, Il Cairo (4) Terra battuta Australia Neil Gibson 6-3, 9-7, 6-3
20. 1961 Egitto Internazionali di Alessandria d'Egitto, Alessandria d'Egitto Terra battuta Australia Barry Phillips-Moore 6-4, 6-4, 6-3
21. 1961 Monaco Torneo di Monte Carlo, Monte Carlo (1) Terra battuta Francia Pierre Darmon 6-4, 1-6, 6-3, 6-3
22. 1961 Italia Campionato partenopeo, Napoli (2) Terra battuta Svezia Jan-Erik Lundquist 6-1, 6-1, 6-2
23. 1961 Italia Internazionali d'Italia, Torino (2) Terra battuta Australia Rod Laver 6-8, 6-1, 6-1, 6-2
24. 1961 Brasile Torneo di São Paulo, San Paolo del Brasile Terra battuta Brasile Edison Mandarino 7-5, 4-6, 6-2, 6-2
25. 1962 Argentina Golden Andes Tournament, Mendoza Terra battuta Stati Uniti Whitney Reed Terra battuta
26. 1963 Svizzera Internazionali di Svizzera, Gstaad Terra battuta Australia Roy Emerson 7-5, 6-2, 6-2
27. 1963 Italia Campionati Internazionali di Sicilia, Palermo (2) Terra battuta Jugoslavia Boro Jovanović 6-4, 6-4, 6-4
28. 1963 Argentina Internazionali di Argentina, Buenos Aires (1) Terra battuta Brasile Robert Barnes 6-2, 4-6, 6-4, 6-3
29. 1964 Italia Campionati Internazionali di Sicilia, Palermo (3) Terra battuta Brasile Edison Mandarino 7-5, 6-2, 1-6, 6-1
30. 1964 Italia Campionato partenopeo, Napoli (3) Terra battuta Brasile Edison Mandarino 2-6, 6-4, 6-1, 6-3
31. 1965 Italia Torneo di Lesa, Lesa Terra battuta Australia Martin Mulligan 6-2 6-3
32. 1965 Italia Torneo di Ortisei, Ortisei Terra battuta Australia Martin Mulligan 6-1, 6-4
33. 1965 Argentina Internazionali di Argentina, Buenos Aires (2) Terra battuta Sudafrica Cliff Drysdale 6-8, 6-4, 6-0, 1-6, 6-4
34. 1965 Brasile Campionato Sudamericano, Rio de Janeiro Terra battuta Brasile Thomaz Koch 6-4, 3-6, 6-3, 6-4
35. 1966 Italia Torneo Parioli, Roma (1) Terra battuta Cecoslovacchia Milan Holeček 4-6 6-3 6-4 6-0
36. 1966 Italia Campionato partenopeo, Napoli (4) Terra battuta Australia Tony Roche 8-6, 2-6, 6-2, 6-1
37. 1966 Italia Torneo Villa d'Este, Cernobbio Terra battuta Australia Bill Bowrey 6-3, 6-4
38. 1967 Italia Torneo Parioli, Roma (2) Terra battuta Australia Martin Mulligan 0-6 7-5 6-4 11-13 6-4
39. 1967 Monaco Torneo di Monte Carlo, Monte Carlo(2) Terra battuta Australia Martin Mulligan 6-3, 3-6, 6-3, 6-1
40. 1968 Monaco Torneo di Monte Carlo, Monte Carlo(3) Terra battuta URSS Alex Metreveli 6-2, 6-2
41. 1970 Libano Torneo Internazionale del Libano, Beirut Terra battuta Australia Barry Phillips-Moore 6-1, 6-0, 6-2

Finali perse (20)[modifica | modifica wikitesto]

No. Anno Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 1953 Monaco Torneo di Monte Carlo, Monte Carlo (1) Terra battuta Rhodesia del Sud Donald Black 6-4, 3-6, 6-2
2. 1957 Australia Northern Suburbs Championships, Sydney Erba Australia Neale Fraser 4-6, 14-12, 8-6
3. 1958 Italia Internazionali d'Italia, Roma (1) Terra battuta Australia Mervyn Rose 5-7, 8-6, 6-4, 1-6, 6-2
4. 1959 Egitto Internazionali di Alessandria d'Egitto, Alessandria d'Egitto Terra battuta Italia Giuseppe Merlo 4-6, 6-4, 7-5, 6-3
5. 1959 Italia Campionati Internazionali di Sicilia, Palermo Terra battuta Australia Neale Fraser 6-3, 6-4, 6-4
6. 1960 Germania Internazionali di Germania al coperto, Colonia Indoor Belgio Jacques Brichant 4-6, 6-3, 6-1, 6-4
7. 1961 Francia Internazionali di Francia, Parigi (1) Terra battuta Spagna Manuel Santana 4-6, 6-1, 3-6, 6-0, 6-2
8. 1963 Egitto Internazionali d’Egitto, Il Cairo Terra battuta Spagna Josè-Luis Arilla 6-4, 6-4, 6-3
9. 1964 Belgio Beerschot International, Anversa Terra battuta India Ramanathan Krishnan 6-1, 1-6, 6-3
10. 1964 Italia Sanremo Tennis Cup, Sanremo Terra battuta Svezia Jan-Erik Lundquist 11-9, 6-1, 6-4
11. 1964 Francia Internazionali di Francia, Parigi (2) Terra battuta Spagna Manuel Santana 6-3, 6-1, 4-6, 7-5
12. 1964 Francia Colonel Kuntz Cup, Deauville Terra battuta Spagna Manuel Santana 2-6 6-3 2-6 6-2 6-2
13. 1965 Italia Campionato partenopeo, Napoli (1) Terra battuta Australia Martin Mulligan 6-4, 6-3, 6-3
14. 1965 Italia Coppa Mergellina, Napoli Terra battuta Australia Martin Mulligan 6-2, 6-0
15. 1966 Monaco Torneo di Monte Carlo, Monte Carlo (1) Terra battuta Spagna Manuel Santana 8-6, 4-6, 6-4, 6-1
16. 1966 Italia Internazionali d'Italia, Roma (2) Terra battuta Australia Tony Roche 11-9, 6-1, 6-3
17. 1967 Italia Campionato partenopeo, Napoli (2) Terra battuta Australia Martin Mulligan 6-2, 6-0
18. 1967 Italia Torneo di Catania, Catania Terra battuta Australia Martin Mulligan 3-6, 6-1, 6-1
19. 1968 Italia Campionato partenopeo, Napoli (3) Terra battuta Italia Martin Mulligan 6-1, 6-2, 6-2
20. 1968 Italia Torneo di Ortisei, Ortisei Terra battuta Romania Ion Țiriac 3-6, 6-2, 6-0, 6-3

Doppio[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie (6)[modifica | modifica wikitesto]

No. Anno Torneo Superficie Compagno Avversari in finale Punteggio
1. 1958 Italia Campionati Internazionali di Sicilia, Palermo Terra battuta Italia Orlando Sirola Australia Mervyn Rose
Australia Warren Woodcock
7-5, 3-6, 7-5, 7-5
2. 1958 Italia Campionato partenopeo, Napoli Terra battuta Italia Orlando Sirola Australia Mervyn Rose
Australia Warren Woodcock
4-6, 6-3, 6-4, 6-1
3. 1959 Francia Internazionali di Francia, Parigi Terra battuta Italia Orlando Sirola Australia Roy Emerson
Australia Neale Fraser
6-3, 6-2, 14-12
4. 1960 Italia Campionati Internazionali di Sicilia, Palermo (2) Terra battuta Italia Orlando Sirola Australia Robert Howe
Sudafrica Abe Segal
10-8, 4-6, 6-3, 7-5
5. 1960 Italia Internazionali d'Italia, Roma Terra battuta Italia Orlando Sirola Australia Roy Emerson
Australia Neale Fraser
3-6, 7-5, 2-6, 11-11 (sospesa)
6. 1968 Italia Campionati Internazionali di Sicilia, Palermo(3) Terra battuta Italia Martin Mulligan Romania Ion Țiriac
Romania Ilie Năstase
6-2, 6-4

Finali perse (17)[modifica | modifica wikitesto]

No. Anno Torneo Superficie Compagno Avversari in finale Punteggio
1. 1955 Italia Campionato partenopeo, Napoli Terra battuta Italia Orlando Sirola Australia Mervyn Rose
Australia Warren Woodcock
4-6, 6-3, 6-4, 6-1
2. 1955 Italia Internazionali d'Italia, Roma Terra battuta Italia Orlando Sirola Stati Uniti Arthur Larsen
Argentina Enrique Morea
6-1, 6-4, 4-6, 7-5
3. 1955 Francia Internazionali di Francia, Parigi Terra battuta Italia Orlando Sirola Stati Uniti Vic Seixas
Stati Uniti Tony Trabert
6-1, 4-6, 6-2, 6-4
4. 1956 Italia Campionati Internazionali di Sicilia, Palermo Terra battuta Italia Orlando Sirola Stati Uniti Hugh Stewart
Sudafrica Abe Segal
6-3, 0-6, 11-9
5. 1956 Italia Internazionali d'Italia, Roma (2) Terra battuta Italia Orlando Sirola Regno Unito Jaroslav Drobný
Australia Lew Hoad
11-9, 6-2, 6-3
6. 1956 Regno Unito Torneo di Wimbledon, Londra Erba Italia Orlando Sirola Australia Lew Hoad
Australia Ken Rosewall
7-5, 6-2, 6-1
7. 1957 Italia Internazionali d'Italia, Roma (3) Terra battuta Italia Orlando Sirola Australia Lew Hoad
Australia Neale Fraser
6-1, 6-8, 6-0, 6-2
8. 1959 Italia Campionati Internazionali di Sicilia, Palermo (2) Terra battuta Italia Orlando Sirola Australia Roy Emerson
Australia Neale Fraser
6-3, 0-6, 11-9, 6-2
9. 1959 Italia Campionato partenopeo, Napoli (2) Terra battuta Italia Orlando Sirola Australia Neale Fraser
Australia Roy Emerson
11-13, 3-6, 10-8, 6-1, 6-1
10. 1959 Italia Internazionali d'Italia, Roma (4) Terra battuta Italia Orlando Sirola Australia Neale Fraser
Australia Roy Emerson
8-6, 6-4, 6-4
11. 1961 Italia Campionato partenopeo, Napoli (3) Terra battuta Italia Orlando Sirola Australia Neale Fraser
Australia Roy Emerson
6-3, 6-4, 6-0
12. 1961 Italia Internazionali d'Italia, Torino (5) Terra battuta Italia Orlando Sirola Australia Neale Fraser
Australia Roy Emerson
6-2, 6-4, 11-9
13. 1963 Monaco Torneo di Monte Carlo, Monte Carlo Terra battuta Italia Sergio Tacchini Spagna Alberto Arilla
Spagna José-Luis Arilla
11-9, 6-4, 4-6, 6-4
14. 1963 Italia Internazionali d'Italia, Roma (6) Terra battuta Italia Orlando Sirola Sudafrica Bob Hewitt
Australia Neale Fraser
6-3, 6-3, 6-1
15. 1964 Italia Campionati Internazionali di Sicilia, Palermo (3) Terra battuta Italia Sergio Tacchini Sudafrica Bob Hewitt
Australia Fred Stolle
1-6, 8-6, 4-6, 6-3, 6-2
16. 1964 Italia Campionato partenopeo, Napoli (4) Terra battuta Italia Sergio Tacchini Sudafrica Bob Hewitt
Australia Fred Stolle
11-9, 6-3
17. 1966 Italia Internazionali d'Italia, Roma (7) Terra battuta Sudafrica Cliff Drysdale Australia Roy Emerson
Australia Fred Stolle
6-4, 12-10, 6-3

Doppio misto[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie (5)[modifica | modifica wikitesto]

No. Anno Torneo Superficie Compagna Avversari in finale Punteggio
1. 1957 Australia Western Australian Championships, Perth Erba Australia June Langley Australia Clive Wilderspin
non conosciuta ?
?
2. 1958 Italia Campionato partenopeo, Napoli Terra battuta Australia Fay Muller Australia Margaret Hellyer
India Naresh Kumar
6-4, 6-3
3. 1958 Francia Internazionali di Francia, Parigi Terra battuta Regno Unito Shirley Bloomer Australia Lorraine Coghlan
Australia Robert Howe
8-6, 6-2
4. 1958 Turchia Torneo internazionale di Istanbul, Istanbul Terra battuta Regno Unito Shirley Bloomer Francia Aline Nenot
Francia Pierre Darmon
11-9, 8-6
5. 1960 Svizzera Internazionali di Svizzera, Gstaad Terra battuta Brasile Maria Bueno Germania Edda Buding
Australia Don Candy
6-2, 6-3

Finali perse (4)[modifica | modifica wikitesto]

No. Anno Torneo Superficie Compagna Avversari in finale Punteggio
1. 1954 Argentina Campionato Sudamericano, Buenos Aires Terra battuta Italia Silvana Lazzarino Germania Edda Buding
Stati Uniti Hugh Stewart
6-2, 6-3
2. 1955 Norvegia Campionato al coperto di Scandinavia, Oslo Indoor Norvegia Schou Nielsen Regno Unito Angela Mortimer
Regno Unito Gerald Oakley
5-7, 7-5, 6-4
3. 1958 Italia Sanremo Tennis Cup, Sanremo Terra battuta Australia Fay Muller Messico Yola Ramírez
Stati Uniti Gardnar Mulloy
?
4. 1958 Svizzera Internazionali di Svizzera, Gstaad Terra battuta Messico Yola Ramirez Messico Rosie Reyes
Stati Uniti Hugh Stewart
6-2, 6-3

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze italiane[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore dell'Ordine al Merito della Repubblica Italiana
— Roma, 1961
Medaglia d'oro al valore atletico - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valore atletico
«Per meriti eccezionali. Art. 2 del regolamento»
— Roma, 1964[32]

Onorificenze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere dell’Ordine di San Carlo (Monaco) - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere dell’Ordine di San Carlo (Monaco)

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ federtennis.it, Profilo sul sito della Federtennis, su federtennis.it. URL consultato il 1º maggio 2014.
  2. ^ Come capitano non giocatore
  3. ^ Lea Pericoli, C’era una volta il tennis. Dolce vita, vittorie e sconfitte di Nicola Pietrangeli, Rizzoli, Milano, 2007, pag. 47
  4. ^ United States Lawn Tennis Association (1972). Official Encyclopedia of Tennis (Prima edizione), p. 427.
  5. ^ "Hard Won Major U.S. Title", The Milwaukee Sentinel, 25 December 1961.
  6. ^ daviscup.com, Profilo sul sito della Coppa Davis, su daviscup.com. URL consultato il 1º maggio 2014.
  7. ^ tennisfame.com, Profilo nell'International Tennis Hall of Fame, su tennisfame.com. URL consultato il 1º maggio 2014.
  8. ^ Lea Pericoli, cit., pag. 17
  9. ^ Gianni Clerici, Pietrangeli: "I miei 80 anni di dritti e rovesci", su ubitennis.com, 11 settembre 2013. URL consultato il 1º maggio 2014.
  10. ^ Lea Pericoli, cit., pag. 20
  11. ^ Lea Pericoli, cit., pagg. 22-23
  12. ^ Lea Pericoli, cit., pag. 40
  13. ^ Lea Pericoli, cit., pag. 42
  14. ^ a b Lea Pericoli, cit., pagg. 63-66
  15. ^ Pietro Farro, Il tennis è un grattacielo: storie in punta di racchetta, Effepi Libri, 2005, p. 17
  16. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa ab ac ad ae Tennis Archive
  17. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r Davis Cup
  18. ^ Lea Pericoli, cit., p. 131 e ss.
  19. ^ Lea Pericoli, cit., p. 133
  20. ^ a b Lea Pericoli, cit., pag. 98
  21. ^ Pietrangeli e l'Olimpiade di Napoli
  22. ^ Ubitennis
  23. ^ a b Nicola Pietrangeli ATP World Tour
  24. ^ Lea Pericoli, cit., pag. 87
  25. ^ Lea Pericoli, cit., pagg. 115-116
  26. ^ Lea Pericoli, cit., pag. 175
  27. ^ Lea Pericoli, cit., pagg. 169-172
  28. ^ Lea Pericoli, cit., pagg. 35-39
  29. ^ Gianni Clerici, 500 anni di tennis, Mondadori, p. 300.
  30. ^ Bud Collins, History of tennis, New Chapter Press, p. 627.
  31. ^ Lea Pericoli, cit., pp. 124-125
  32. ^ Motivazione onorificenza
  33. ^ Inaugurata la Walk of Fame: 100 targhe per celebrare le leggende dello sport italiano, su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.
  34. ^ 100 leggende Coni (PDF), su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lea Pericoli, C'era una volta il tennis. Dolce vita, vittorie e sconfitte di Nicola Pietrangeli, Rizzoli, Milano, 2007

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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