Alessandro Mazzinghi

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Sandro Mazzinghi
Sandro.mazzinghi.jpg
Nazionalità Italia Italia
Altezza 173 cm
Peso 69 kg
Pugilato Boxing pictogram.svg
Categoria Pesi medi junior
Ritirato 1979
Carriera
Incontri disputati
Totali 69
Vinti (KO) 64 (42)
Persi (KO) 3 (1)
Pareggiati 0 (2 no contest)
Palmarès
Transparent.png Campionati Mondiali Militari
Oro Fort Dix 1961 Pesi superwelter
 

Alessandro Mazzinghi, detto Sandro (Pontedera, 3 ottobre 1938), è un ex pugile, scrittore e cantante italiano, uno tra gli atleti più amati dal pubblico degli appassionati di boxe in Italia. È stato campione del Mondo dei pesi medi junior (1963-1965 e 1968-1969) e campione d'Europa della stessa categoria (1966-1968). È uno dei soli nove atleti ad essere stato unanimemente riconosciuto campione del mondo di tale categoria nella storia del pugilato.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carriera da dilettante[modifica | modifica wikitesto]

Inizia a frequentare la palestra e a praticare il pugilato nel 1954, sulle orme del fratello Guido Mazzinghi, pugile di buon valore. Nel periodo giovanile è campione italiano juniores nel 1958.

Debutta nella nazionale dilettanti nel 1959 ma, nei superwelter, è chiuso da Nino Benvenuti, più volte campione italiano e due volte campione europeo.

Nel torneo eliminatorio per le Olimpiadi di Roma 1960 Benvenuti è dirottato nella categoria dei pesi welter ma Mazzinghi è sconfitto da Carmelo Bossi e non partecipa ai giochi[1].

Dopo le Olimpiadi resta ancora un anno dilettante. Sandro vince i campionati nazionali militari[senza fonte], poi va a Fort Dix (USA) e vince anche i Campionati mondiali militare per i superwelter. Ai campionati Europei dilettanti, disputati a Belgrado, è eliminato ai quarti di finale[2][3].

Carriera da professionista[modifica | modifica wikitesto]

Sandro Mazzinghi strappa all'americano Ralph Dupas la corona mondiale dei Welter pesanti. Milano, 1963.

Passa professionista nel settembre 1961 con i colori della Ignis, di proprietà di Giovanni Borghi. Borghi lo sponsorizzerà per tutta la carriera, rendendolo ambasciatore del marchio Ignis nel mondo. Il suo allenatore e mentore è il fratello Guido, il suo procuratore è Adriano Sconcerti.

Combatte inizialmente nei pesi medi, il cui limite (kg. 72,270), tra i professionisti, è di poco superiore a quello fissato tra i dilettanti per i pesi superwelter (kg. 71). Il 27 luglio 1962 subisce una prima sconfitta ai punti in otto riprese da Giampaolo Melis. Batte due volte Fabio Bettini, sempre ai punti.

Batte il quotato statunitense Tony Montano, il 5 aprile 1963, al Palazzo dello Sport di Roma, ai punti in dieci riprese, facendo registrare al peso kg. 71,300 contro i 73 dell'avversario[4]. Il 5 maggio 1963 al Vigorelli di Milano, batte anche il fortissimo Don Fullmer per KO tecnico all'ottava ripresa, a seguito di tre atterramenti nello stesso round.

Dopo tali eccellenti risultati, Mazzinghi viene designato sfidante ufficiale al titolo mondiale della categoria dei pesi medi junior. Tale classe di peso, nella quale Mazzinghi militerà per tutta la carriera, era stata istituita solo l'anno precedente, tra i professionisti, con un limite di kg. 69,850. Il detentore del titolo è lo statunitense Ralph Dupas, proveniente dai pesi welter, che lo è diventato battendo due volte il connazionale Denny Moyer con verdetti risicati[5][6].

Il match è allestito dalla SIS di Vittorio Strumolo il 7 settembre 1963 al Velodromo Vigorelli di Milano. Già alla prima ripresa Mazzinghi centra l'avversario con un gancio destro. Dupas si riprende e accetta lo scambio. Il toscano inizia a sanguinare dalle sopracciglia, grazie ad alcune testate che causano due richiami al campione. Alla nona ripresa un destro d’incontro manda al tappeto Dupas. Lo statunitense si rialza al sei ma l’arbitro Neuhold non lo ritiene in grado di proseguire. Sandro Mazzinghi è Campione del Mondo dei medi junior battendo Ralph Dupas per KO tecnico alla nona ripresa[7]. È il quarto italiano, dopo Carnera, D'Agata e Loi a indossare una cintura mondiale di pugilato.

Il 2 dicembre successivo si svolge la rivincita a Sydney (Australia) e Mazzinghi vince di nuovo per KO tecnico alla tredicesima ripresa. Anche in tale occasione, Mazzinghi è ferito alla sesta ripresa da una testata dell'avversario che, però, non è richiamato dall'arbitro. Quest'ultimo, anzi, sembra intenzionato a interrompere il match per ferita a vantaggio dell'ex campione. È distolto dalle veementi proteste di Guido Mazzinghi, all'angolo del detentore[8]. Nella tredicesima ripresa, Mazzinghi mette Dupas al tappeto dopo una lunga serie di colpi al corpo. Lo statunitense è contato e si rialza. Mazzinghi lo investe nuovamente con una serie di pugni. Dupas cade ed è contato ancora. Si rialza ma è colpito da un poderoso destro che induce l’arbitro a interrompere il combattimento e a decretare la vittoria in favore di Sandro Mazzinghi[9].

Proprio in quel periodo, riprende e s'ingigantisce la rivalità con il campione olimpico dei pesi welter ai giochi di Roma e poi campione italiano dei pesi medi Nino Benvenuti. La stampa caldeggia uno scontro fra i due campioni, accentuandone le diversità stilistiche nel modo di affrontare il pugilato: Benvenuti preferisce la scherma, Mazzinghi si esalta nella lotta. Addirittura confrontandoli sul lato umano, ottenendo di peggiorare ancor più il loro difficile rapporto[10].

Purtroppo, inizialmente Mazzinghi ha più gravi problemi extrasportivi per poter affrontare il triestino. Si sposa nel gennaio 1964 ma, dopo soli dodici giorni di matrimonio, la sua auto slitta sul fondo stradale reso viscido dalla forte pioggia e la vettura si schianta contro un albero. La moglie Vera muore sul colpo; Sandro è sbalzato fuori dall'abitacolo e si salva, ma riporta una frattura della scatola cranica e il labirinto auricolare chiuso[11].

Ancora sotto shock, il 24 aprile 1964 incontra, senza titolo in palio, il poco più che discreto Charley Austin che, alla seconda ripresa, lo sorprende e lo mette knock-down con un destro. Il campione del mondo si rialza e prende l'iniziativa del match. Alla nona ripresa, una provvidenziale ferita sull'arco sopracciliare dell'avversario gli consente di averne ragione[12]. Nel successivo mese di giugno concede la rivincita a Austin che, dopo tre richiami ufficiali, viene squalificato per trattenute alla settima ripresa[13].

Mazzinghi mette in palio il titolo per la prima volta contro Tony Montano, il 3 ottobre 1964, al Palazzo dello Sport di Genova. Il match è preceduto da un "giallo": lo sfidante non riesce a rientrare nel peso, segnando alla bilancia 71 kg. Ciò significa che, in caso di vittoria, lo statunitense sarebbe riconosciuto Campione del Mondo solo dall'EBU, che aveva mantenuto la suddivisione dei dilettanti, mentre Mazzinghi resterebbe campione per la WBA e la WBC[14]. Il problema però non si pone, in conseguenza della chiara vittoria del detentore per KO tecnico alla tredicesima ripresa.

Una fase del match tra Sandro Mazzinghi e Fortunato Manca, per il titolo mondiale dei pesi superwelter

Affronta poi il campione europeo dei pesi welter Fortunato Manca, al Palazzo dello Sport di Roma, l'11 dicembre dello stesso anno. È la prima volta che due italiani si sfidano con in palio una corona mondiale. Mazzinghi conduce il match con la sua boxe generosa, acquisendo un chiaro vantaggio. All'ultima ripresa, però, Manca lo mette alle corde e lo colpisce con una serie micidiale. Solo l'orgoglio e il gong riescono a salvare il campione toscano da una clamorosa sconfitta prima del limite. Il verdetto decreta la vittoria di Mazzinghi con un vantaggio di due o tre punti[15].

Nel frattempo, per mettere pressione a Mazzinghi, Benvenuti affronta tutti i più forti possibili avversari del toscano: l'ex Campione del Mondo dei medi junior Denny Moyer, lo sfidante n. 1 al titolo mondiale Abrão De Souza[16], l'argentino Juan Carlos Duran. Mazzinghi non si sottrae al confronto, pur sostenendo sempre e rimproverando il rivale e il suo clan di averlo voluto incontrare troppo a ridosso dell'incidente stradale, da cui, a sua opinione e di molti altri, non si era ancora ripreso[17].

Il montante destro con il quale Nino Benvenuti (a destra) mette KO Sandro Mazzinghi e gli strappa la corona mondiale dei pesi medi jr. Milano, Stadio San Siro, giugno 1965.

Il match è fissato per il 18 giugno 1965 allo stadio di San Siro a Milano[18][19]. Sotto il profilo economico, la borsa per il detentore del titolo è di 22 milioni; 15 quella dello sfidante[20]. Benvenuti si è preparato scrupolosamente per il match mondiale. Desiderando di abbattere il rivale prima del limite ha studiato il “colpo perfetto”: per sorprendere Mazzinghi, anziché il montante sinistro si è allenato a colpire con il montante destro[21]. Per tutte le prime cinque riprese, il triestino attende che il suo avversario si scopra per piazzare il colpo decisivo. Infatti il Campione del Mondo conquista un leggero vantaggio. Poi, alla sesta ripresa, con un magistrale montante destro, Benvenuti mette al tappeto Mazzinghi che rimane a terra per il conto totale, perdendo così l'incontro e il titolo mondiale dei medi junior per KO[22][23].

La rivincita, obbligatoria per contratto, si svolge al Palazzo dello Sport di Roma, il 17 dicembre 1965. L'impianto è strapieno e, tra i quindicimila spettatori, sono presenti Delia Scala, Mina, Nicola Pietrangeli, Aldo Fabrizi, Renato Salvatori, Renato Rascel, Franco Interlenghi e Walter Chiari grande appassionato e amico di Mazzinghi[24].

Mazzinghi viene atterrato al secondo round e contato sino all'otto, quando interviene il gong. L'ex campione si riprende e incomincia a martellare l'avversario aggiudicandosi le fasi centrali fino alla 13ª ripresa. A due riprese dal termine, l'incontro sembra ancora aperto ma Benvenuti, con un finale brillante, conclude in bellezza il durissimo combattimento. Il verdetto tarda ad essere emesso e ci vorrà circa un ora. Mazzinghi è una maschera di sangue ma anche Benvenuti è costretto a utilizzare una bomboletta ad ossigeno[25]. Alla fine il punteggio in favore del Campione del Mondo è unanime ma sul ring del Palazzo dello Sport vola di tutto. L'arbitro Aniello vede vincitore Benvenuti per due punti; il giudice Brambilla soltanto per uno mentre il giudice Ferrara per quattro. Sul momento, il toscano si congratula con il vincitore ma poi le polemiche si trascineranno ancora per lungo tempo.

Sandro Mazzinghi alza il braccio di Nino Benvenuti, dopo il verdetto del secondo incontro tra i due, Roma 1965

In particolare, Mazzinghi contesta che l'atterramento da lui subito al secondo round sia stato determinato da una scivolata; poiché normalmente un KD comporta una penalizzazione di due punti, ecco che - secondo il toscano - la sua presunta irregolarità sarebbe stata decisiva ai fini del verdetto finale[26][27]. Per molti anni di distanza dalle antiche sfide i due pugili hanno continuato a scontrarsi a più riprese con i loro libri autobiografici e sulla carta stampata. Solo recentemente sembrano essersi riconciliati[28].

Il 17 giugno 1966, a Roma, Mazzinghi conquista il titolo europeo contro il francese Yoland Lévèque. È un'altra battaglia. Il toscano inizia con circospezione per tenere a bada il superiore allungo del detentore. Al 5º round un destro d’incontro di rara potenza del francese gli fa rischiare l'atterramento. Nella sesta ripresa Mazzinghi inizia a colpire duramente al corpo. All'ottava un destro fra il fegato e lo stomaco manda il francese al tappeto. Lévèque riprende a fatica il combattimento. Ancora nella undicesima ripresa riesce a portare un altro destro che Mazzinghi accusa vistosamente. Poi l'ex Campione del Mondo mette nuovamente l’avversario knock-down e poi, alla dodicesima ripresa, definitivamente KO con una lunga serie di colpi[29].

Mazzinghi difende vittoriosamente la cintura l'11 novembre a Stoccolma, contro lo svedese Bo Högberg, vincendo per KO tecnico alla quattordicesima ripresa[30]; contro il francese Jean Baptiste Rolland, il 3 febbraio 1967 a Milano (vittoria per KO tecnico alla decima ripresa); contro il britannico Wally Swift, il 9 settembre a Milano (vittoria per KO tecnico alla sesta ripresa) e contro il francese Jo Gonzales, il 1º dicembre 1967 a Roma (vittoria per KO alla quarta ripresa)[31].

Mazzinghi contro Ki-Soo Kim (Milano, 1968).

A questo punto il coreano Ki-Soo Kim, che aveva scalzato Benvenuti dal trono mondiale dei medi junior è costretto a mettere in palio il titolo mondiale contro il campione europeo. Il coreano accetta di combattere in Italia solo al prezzo di una borsa di 55.000 dollari; anche per Mazzinghi la borsa sarà la più alta della sua carriera.

L'incontro, disputatosi il 26 maggio 1968, a Milano, allo stadio San Siro, con grande affluenza di pubblico (oltre 30.000 spettatori, di cui 26.971 paganti, per un incasso di 99,150 mln[32]), è rimasto nella memoria degli appassionati per la sua grande spettacolarità.

Mazzinghi inizia furiosamente e al terzo round costringe il campione in carica alle corde, scaricandogli una serie di colpi terrificanti. L'arbitro Harold Valan conta il coreano e il match sembra finito, ma questi riesce a recuperare e i due pugili iniziano a picchiarsi per 15 lunghe riprese con una violenza selvaggia e terrificante; soltanto all'ultima ripresa, Mazzinghi riesce a prevalere. Il verdetto, ai punti, non è unanime (il giudice coreano aveva visto vincitore Kim) ma consente a Mazzinghi di vincere questo grande match e di rientrare in possesso del titolo mondiale dei medi junior[8].

Il 25 ottobre 1968, Mazzinghi mette il palio il suo titolo contro lo sfidante n. 1 della categoria, il temibilissimo Freddie Little, ancora infuriato per un precedente ingiusto verdetto ai punti subito, a suo dire, proprio da parte di Ki-Soo Kim, a Seul, che lo avrebbe privato del titolo mondiale.

Il match si combatte al Palazzo dello Sport di Roma. Lo statunitense, scatenato, ferisce Mazzinghi su entrambe le orbite sopracciliari; il toscano non è più in grado di proseguire e l'arbitro interrompe l'incontro. Tuttavia, anziché assegnare la vittoria allo sfidante, per KO tecnico, decreta un verdetto di no contest che consente a Mazzinghi di conservare il titolo.

In realtà l'interruzione è giunta alla fine dell'ottava ripresa e, cioè, nella seconda parte del match. Per regolamento, quindi, non poteva essere decretato il no contest. Sorgono immediatamente altre polemiche che si placano solo con la privazione del titolo di Mazzinghi "a tavolino" da parte delle due principali federazioni mondiali del pugilato, per evidente errore tecnico[8].

Un successivo incontro, il 28 marzo 1969 a Roma, contro il modesto cubano Wilfredo Hurst, si conclude con un nuovo polemico verdetto di no contest e mette Mazzinghi definitivamente fuori dal grande giro mondiale.

Nel 1969 sposa Marisa, dalla quale avrà due figli e nel 1970 Mazzinghi cessa l'attività per sei anni; riprenderà poi dal 1976 al 1979, anno in cui lascia definitivamente la boxe per raggiunti limiti di età.

Ha disputato complessivamente 69 incontri, vincendone 64, di cui 42 per KO; ha subìto 3 sconfitte e 2 no contest. Ha disputato 5 incontri per il titolo d'Europa, vincendoli tutti, e 8 per il titolo Mondiale, vincendone cinque, perdendone due, con un no contest[33].

Carriera musicale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1968 Mazzinghi esordì nel mondo della canzone con i brani "Fuoco spento" e "Almeno in Sogno" da lui scritti ed orchestrati dal maestro Gianfranco Intra, riscuotendo un ottimo gradimento del pubblico[34].

Carriera letteraria[modifica | modifica wikitesto]

Sandro Mazzinghi ha scritto diversi libri. Nel 1964 ha dato alle stampe "La boxe in 23 lezioni", per i tipi dell'editore De Vecchi di Milano e, nel 2003, "Sul tetto del Mondo. Diario di un pugile nei suoi ricordi", a cura di Michelangelo Corazza[35]. Di lui sono state scritte svariate biografie, tra le quali "Pugni amari", di Michelangelo Corazza e Mario Braccini, pubblicato nel 1993 e vincitore del Premio Bancarella Sport 1994[36].

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Secondo il giornalista Claudio Colombo: "Sandro Mazzinghi è stato l’esempio del pugile coraggioso, combattente, leale. L’imperfezione tecnica elevata a sistema: boxe ribelle, da zigomi gonfi e sopraccigli scheggiati, da brividi sulla schiena e pronostico aperto"[37].

Romolo Mombelli, matchmaker della SIS di Vittorio Strumolo e "mazzinghiano" dichiarato, così lo ha definito: «Un guerriero senza paura, un uomo di spettacolo, un pugile inimitabile in quanto a forza pura. È vero che incassava troppi colpi, che qualche volta "sbarellava", che sapeva difendersi sommariamente ma, alla fine, chi cadeva in ginocchio era l'avversario»[8].

Dario Torromeo, giornalista e massimo esperto della boxe Europea e Mondiale: Sandro gli chiude ogni via di fuga, lo schiaccia sulle corde, lo bracca, lo costringe a rifugiarsi all’angolo per una disperata difesa. Tira serie infinite. L’altro ha un solo pensiero nella testa. “Signore, fa che questo ciclone scatenato finisca in fretta”. Sandro ha affrontato la vita a testa bassa, fondendo in una grande sintesi l'uomo e il pugile. Tre parole lo hanno sempre accompagnato. Nato per combattere. È un uomo che non ha mai avuto paura. Neppure quando si è trattato di piangere. (da Anche i pugili piangono)

Di se stesso Mazzinghi ha detto: «Io sono stato un pugile generoso. E andavo sempre all’attacco, per questo piacevo alla gente. La mia boxe non prevedeva il risparmio di energie, non indietreggiavo mai. Cercavo sempre di lavorare i miei avversari al corpo per fargli abbassare la guardia e trovare lo spiraglio per entrare con i miei colpi. Combattevo all’americana: scambio e corta distanza, (mi mancava) il colpo veloce e secco del ko»[37].

Riferimenti nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

  • Pontedera, nel 2009, ha posto davanti all'entrata del centro sportivo comunale una statua in bronzo che lo raffigura ad altezza naturale, dedicata alle sue gesta sportive ed alla memoria del fratello Guido[38].
  • Oggi Mazzinghi gode ancora di grande popolarità e tra una premiazione e l'altra vive con la sua famiglia nella sua villa in Toscana ed è produttore d'olio e di vino.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valore atletico - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valore atletico
«Campionato del mondo di pugilato professionisti[40]»
— Roma, 1963
Collare d'oro al merito sportivo - nastrino per uniforme ordinaria Collare d'oro al merito sportivo
— 16 Dicembre 2019
  • Cavaliere della Repubblica 1963.
  • Premio Caltex Chevron Sportsman dell'anno 1963 e del 1968.
  • Premio Telegatto Sorrisi e Canzoni Tv 1977/78 come sportivo più popolare.
  • Nel Settembre 2016 la Giunta Nazionale del CONI ha deciso l'inserimento di Sandro Mazzinghi tra quelli degli sportivi presenti nel "Viale Più Importante dello Sport Italiano" la "Walk of Fame dello sport italiano". Alla presenza del Presidente CONI Giovanni Malagò, una targa con il nome di Mazzinghi è stata inserita nel percorso inaugurato l'anno precedente al parco olimpico del Foro Italico a Roma, riservato agli sportivi italiani che si sono distinti per i risultati ottenuti in campo internazionale.[41]
  • Nel Novembre 2018 a Milano gli è stato consegnato la Guirlande d'honneur l'ambitissimo riconoscimento che comprende l'inserimento nella FICTS Hall of fame riservata a quei personaggi dello Sport, del Cinema e della Tv che si sono distinti in una significativa azione di promozione dei valori culturali ed etici.
  • Il 26 Ottobre 2019 a Castrocaro Terme è inserito nella Hall of fame del pugilato italiano.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Orlando "Rocky" Giuliano, Storia del pugilato, Longanesi, Milano, 1982, pag. 153
  2. ^ Sandro Mazzinghi su Sport & Note
  3. ^ Campionati europei Belgrado 1961]
  4. ^ L'Unità, 6 aprile 1963
  5. ^ Denny Moyer vs. Ralph Dupas (primo incontro)
  6. ^ Denny Moyer vs. Ralph Dupas (secondo incontro)
  7. ^ Sandro Mazzinghi diventa campione del mondo
  8. ^ a b c d Romolo Mombelli, Sandro Mazzinghi, in: Orlando "Rocky" Giuliano, cit., pp. 98-100
  9. ^ Mazzinghi vs. Dupas (secondo incontro)
  10. ^ Benvenuti-Mazzinghi, l'Italia faceva a pugni
  11. ^ Storico Corriere Della Sera
  12. ^ Dario Torromeo, Anche i pugili piangono: Sandro Mazzinghi Un uomo senza paura nato per combattere, Absolutely Free, 2016
  13. ^ Adriano Ravegnani, Squalifica Austin, Mazzinghi vittorioso, in: Corriere della Sera, 27 giugno 1964
  14. ^ Adriano Ravegnani, Mazzinghi-Montano incandescente, in: Corriere della Sera, 3 ottobre 1964
  15. ^ Mazzinghi vince un incredibile mondiale con Fortunato Manca
  16. ^ L'Unità, 9 ottobre 1964, p.9
  17. ^ Sandro Mazzinghi: la storia
  18. ^ Gli spettatori paganti furono 21.552; quelli presenti oltre trentamila, comprensivi dei beneficiari di biglietto omaggio. L'incasso fu di L. 77.452.000. La Stampa, 20 giugno 1965
  19. ^ Tra il pubblico presente: Delia Scala, Marcello Mastroianni, Dario Salvatori e Renato Rascel, Corriere della Sera, 20 giugno 1965, p.
  20. ^ Mazzinghi e Benvenuti a peso d'oro, in: Corriere d'informazione, 18-19 giugno 1965, p. 1
  21. ^ Gianni de Felice, Benvenuti: «Un colpo che avevo preparato», in: Corriere della Sera, 19 giugno 1965
  22. ^ Adriano Ravegnani, Benvenuti Mondiale mai visto un pugno così, in: Corriere d'informazione, 19-20 giugno 1965, p.2.
  23. ^ Nino Benvenuti vs. Sandro Mazzinghi (1º incontro)
  24. ^ La Stampa, 18 dicembre 1965, p. 8. L'incasso fu stimato in circa 56 milioni
  25. ^ Corriere della Sera, 19 dicembre 1965, p.21.
  26. ^ Sandro Mazzinghi, il guerriero, su win.ilguerriero.it. URL consultato l'8 settembre 2014 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2014).
  27. ^ Benvenuti-Mazzinghi, il match che non è mai finito
  28. ^ Mazzinghi telefona a Benvenuti. Pace fatta dopo oltre 50 anni
  29. ^ Sandro Mazzinghi vs. Yoland Lévèque
  30. ^ Sandro Mazzinghi vs. Bo Högberg, su boxering.fpi.it. URL consultato il 10 marzo 2020 (archiviato dall'url originale il 20 gennaio 2019).
  31. ^ Sandro Mazzinghi vs. Jo Gonzales
  32. ^ La Stampa, 27 maggio 1968, p. 7
  33. ^ Sandro Mazzinghi - Boxer, su boxrec.com. URL consultato il 22 marzo 2011 (archiviato dall'url originale il 2 settembre 2012).
  34. ^ Sandro Mazzinghi su Discogs
  35. ^ OPAC-SBN
  36. ^ Albo d'Oro del premio Bancarella Sport
  37. ^ a b Corriere della Sera, 30 settembre 2018
  38. ^ Inaugurata la statua a Guido e Sandro Mazzinghi
  39. ^ Mister Ignis - L'operaio che fondò un impero
  40. ^ Alessandro Mazzinghi | Amova, su medagliedoro.org. URL consultato l'8 settembre 2014 (archiviato dall'url originale l'8 settembre 2014).
  41. ^ Braglia, Mazzinghi, Pigni, Fiorillo e Vezzali nella Walk of Fame. Malagò: orgogliosi di questi campioni, su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sandro Mazzinghi, La Boxe in 23 Lezioni, De Vecchi Editore, Milano, 1964.
  • Romolo Mombelli, Sandro Mazzinghi, in: Orlando “Rocky” Giuliano, Storia del pugilato, Longanesi, 1982
  • Mario Braccini e Michelangelo Corazza, Pugni Amari. La vita i trionfi le gioie e i dolori di un grande del ringː Alessandro Mazzinghi, ABE edizioni, Milano, 1994.
  • Alessandro Mazzinghi, Sul Tetto del Mondo. Diario di un pugile nei suoi ricordi, Scramasax edizioni, Firenze, 2003.
  • Dario Torromeo, Anche i pugili piangonoː Sandro Mazzinghi, un uomo senza paura Nato per combattere, Absolutely Free Editore, Roma, 2016.
  • Riccardo Minuti, Mazzinghi, un eroe del 900, Edizioni Tagete, 2018.

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