Alberto Braglia

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Alberto Braglia
Alberto Braglia.JPG
Nazionalità bandiera Italia
Ginnastica artistica Gymnastics (artistic) pictogram 2.svg
Specialità concorso individuale, concorso a squadre
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Londra 1908 Concorso individuale
Oro Stoccolma 1912 Concorso individuale
Oro Stoccolma 1912 Concorso a squadre
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 1º novembre 2008

Alberto Braglia (Campogalliano, 23 marzo 1883Modena, 5 febbraio 1954) è stato un ginnasta italiano. Ha conquistato tre medaglie d'oro olimpiche tra i Giochi della IV Olimpiade di Londra nel 1908 e i Giochi della V Olimpiade di Stoccolma nel 1912.

A lui è intitolato lo Stadio di Modena.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Si appassionò alla ginnastica già da bambino, allenandosi da autodidatta in un fienile. A 17 anni entrò nella Società di ginnastica e scherma "Panaro" di Modena, praticando differenti attrezzi (sbarra, anelli, cavallo, parallele) e la ginnastica artistica.

Ai Giochi intermedi del 1906, ad Atene, vinse due argenti. Quella competizione non è riconosciuta dal CIO come Olimpiade, e quindi tali medaglie non rientrano nel medagliere olimpico ufficiale. Al suo ritorno in patria venne accolto come un eroe, ed il suo ingresso a Modena divenne un corteo di trionfo. Angelo Fortunato Formiggini scrisse per lui un componimento, venne ricevuto da Vittorio Emanuele III, e gli fu dato in premio un impiego come operaio alla Manifattura Tabacchi della città.

Alle Olimpiadi di Londra del 1908 Alberto Braglia fu il migliore ginnasta in assoluto, e si impose sugli avversari nelle varie specialità. L'apice della sua prestazione fu al cavallo con maniglie, dove rasentò la perfezione. Ma in quelle Olimpiadi vennero assegnati solo due titoli nella ginnastica, per il concorso completo individuale (heptathlon) e a squadre. Pur primeggiando in tutte e sette le specialità, ottenne un solo oro, quello del concorso completo individuale.

Alberto Braglia sul cavallo con maniglie.

Dopo i Giochi, per Braglia si aprì un periodo molto travagliato. Non riuscendo a trovare altro lavoro, si diede alle esibizioni in pubblico per guadagnarsi da vivere. Per questo fu dichiarato professionista ed espulso dalla Federazione Ginnastica d'Italia. In un'esibizione si ruppe una spalla e qualche costola. A tutto ciò si aggiunse una tragedia familiare, la morte del figlioletto di quattro anni, che fece entrare Braglia in un profondo esaurimento nervoso.

Riuscì a riprendersi, ed ottenne la riabilitazione a dilettante in tempo per partecipare alle Olimpiadi del 1912, durante la cerimonia di apertura delle quali esercitò le funzioni di alfiere portabandiera dell'Italia. Difese il suo titolo nel concorso completo individuale, a cui aggiunse anche la vittoria nel concorso a squadre. Vinse quindi due ori in quell'edizione dei Giochi.

Durante la prima guerra mondiale prestò servizio come soldato di fanteria, dopodiché tornò allo spettacolo, portando in teatro una rappresentazione ispirata ai personaggi del Corriere dei Piccoli, Fortunello e Cirillino. Ebbe un discreto successo, e si esibì in giro per l'Europa e per gli Stati Uniti d'America, accumulando una piccola fortuna (che venne in gran parte intaccata dopo la crisi del '29).

Nel 1932 fu l'allenatore della squadra italiana di ginnastica che vinse a sorpresa l'oro alle Olimpiadi di Los Angeles. A seguito di quest'ultimo successo, venne nominato "cavaliere ufficiale per meriti sportivi".

Lavorò come bidello di una scuola e come gestore di un'osteria. Col secondo conflitto mondiale cadde definitivamente in rovina (le sue proprietà vennero distrutte dai bombardamenti). Accompagnò la nazionale italiana di Ginnastica alle Olimpiadi di Londra del 1948, dopodiché venne colpito da arteriosclerosi e ricoverato indigente in un ospizio. Fu riconosciuto da un giornalista, il quale convinse il Comune di Modena ad assegnargli un posto come custode della palestra "Alberto Braglia" ed un piccolo stipendio[1]. Negli ultimi anni di vita anche il CONI gli assegnò un piccolo vitalizio.

Morì nella città natale il 5 febbraio del 1954.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Filmato audio La settimana Incom 00871, Alberto Braglia custode del suo passato, Archivio storico LUCE, 27/11/1952. URL consultato il 6 agosto 2015.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Alfiere dell'Italia ai Giochi olimpici estivi Successore
Pietro Bragaglia Stoccolma 1912 Nedo Nadi