Deborah Compagnoni

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Deborah Compagnoni
Deborah Compagnoni cropped.jpg
Deborah Compagnoni nel 2010
Nazionalità Italia Italia
Altezza 167 cm
Peso 60 kg
Sci alpino Alpine skiing pictogram.svg
Specialità Discesa libera, supergigante, slalom gigante, slalom speciale
Squadra Forestale
Ritirata 1999
Palmarès
Olimpiadi 3 1 0
Mondiali 3 0 0
Mondiali juniores 1 0 2
Coppa del Mondo - Gigante 1 trofeo
Per maggiori dettagli vedi qui
 

Deborah Compagnoni (Bormio, 4 giugno 1970) è un'ex sciatrice alpina italiana, prima atleta ad aver vinto una medaglia d'oro in tre diverse edizioni dei Giochi olimpici invernali nella storia dello sci alpino[1].

Nonostante due gravi infortuni ai legamenti crociati è stata la più vittoriosa sciatrice italiana di tutti i tempi. Negli anni in cui ha potuto dimostrare a pieno il suo talento e la sua classe, la valtellinese ha dominato la scena agonistica internazionale, in particolare in slalom gigante dove tra il 1994 e il 1998 ha conquistato tutti gli ori disponibili tra Olimpiadi e Mondiali[1].

La sua carriera in Coppa del Mondo le ha fruttato sedici vittorie in singole gare (tredici in slalom gigante, due in supergigante e una in slalom speciale) e una Coppa del Mondo di slalom gigante nel 1997. La Compagnoni ha tuttavia disputato poche stagioni agonistiche complete (1993, 1994, 1997 e 1998), sempre a causa dei suoi ricorrenti infortuni che la indussero a concentrarsi soprattutto su slalom e gigante[1].

Tra le sue imprese va ricordata la striscia di nove vittorie consecutive in slalom gigante nel 1997-1998 (otto in Coppa del Mondo più una ai Mondiali di Sestriere) e il distacco abissale di 3"41 inflitto alla seconda classificata, Alexandra Meissnitzer, nel gigante di Park City del 21 novembre 1997[2].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Carriera sciistica[modifica | modifica wikitesto]

Stagioni 1986-1992[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Bormio ma originaria di Santa Caterina di Valfurva, appena sedicenne vinse la medaglia di bronzo in discesa libera ai Mondiali juniores del 1986, mentre nell'edizione successiva ottenne l'oro in slalom gigante e un secondo bronzo in discesa. Nel 1988 subì il primo degli infortuni che avrebbero seriamente inciso sulla sua carriera, la rottura del ginocchio destro, seguito da un grave blocco intestinale che ne mise a rischio la vita[1]; nel 1989 ai Campionati italiani vinse la medaglia d'oro in tutte e quattro le specialità dello sci alpino moderno.

In Coppa del Mondo ottenne il primo podio nel gigante di casa, a Santa Caterina di Valfurva l'8 dicembre 1991 (seconda dietro alla svizzera Vreni Schneider) e la prima vittoria nel supergigante di Morzine il 26 gennaio 1992. Il suo esordio ai XVI Giochi olimpici invernali di Albertville 1992 le portò una medaglia d'oro nel supergigante, ma il giorno seguente, mentre gareggiava nello slalom gigante, in una scivolata apparentemente di poco conto subì uno dei suoi gravi infortuni ai legamenti delle ginocchia[1]. Il grido di dolore, ripreso dalla diretta televisiva, entrò nelle case di tutti gli appassionati di sci del mondo[3].

Stagioni 1993-1997[modifica | modifica wikitesto]

All'esordio iridato, Morioka 1993, fu 5ª nel supergigante, mentre l'anno dopo, ai XVII Giochi olimpici invernali di Lillehammer 1994, conquistò nello slalom gigante il suo secondo oro olimpico; inoltre fu l'alfiere della rappresentativa italiana nella cerimonia d'apertura[4] e si classificò 17ª nel supergigante e 10ª nello slalom speciale.

Divenne campionessa mondiale di slalom gigante nelle edizioni di Sierra Nevada 1996 (quando invece non terminò la slalom speciale) e Sestriere 1997; sulle nevi italiane ottenne l'oro anche in slalom speciale, una doppietta che solo pochi atleti nella storia dello sci hanno saputo conquistare. In quella stessa stagione in Coppa del Mondo si aggiudicò la coppa di cristallo di slalom gigante.

Stagioni 1998-1999[modifica | modifica wikitesto]

Ai XVIII Giochi olimpici invernali di Nagano 1998, sua ultima presenza olimpica, si riconfermò campionessa olimpica nello slalom gigante - prima atleta a vincere tre medaglie d'oro in tre diverse edizioni dei Giochi - e ottenne la medaglia d'argento nello slalom speciale giungendo alle spalle di Hilde Gerg per sei centesimi di secondo[5].

Partecipò per l'ultima volta a una rassegna iridata a Vail Beaver Creek 1999 (7ª nello slalom gigante, 8ª nello slalom speciale) e si ritirò al termine di quella stagione.

Altre attività[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il ritiro dalle competizioni si sposò con Alessandro Benetton, con cui ha avuto tre figli: due femmine Agnese Benetton e Luce Benetton e un maschio Tobias Benetton.[1][6]. Il 14 ottobre 2002 con alcuni amici fondò a Bormio l'associazione filantropica Sciare per la vita, dedicata alla lotta contro la leucemia[1][7].

Il 10 febbraio 2006, nella cerimonia di apertura dei XX Giochi olimpici invernali di Torino 2006, fu protagonista della parte finale della staffetta della fiamma olimpica che si svolse all'interno dello Stadio Olimpico. Ricevette la torcia da Piero Gros, campione olimpico nello slalom speciale ai XII Giochi olimpici invernali di Innsbruck 1976, e dopo un tratto di corsa la consegnò nelle mani dell'ultimo tedoforo, la fondista Stefania Belmondo, vincitrice in carriera di dieci medaglie olimpiche[8].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Olimpiadi[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Mondiali juniores[modifica | modifica wikitesto]

Coppa del Mondo[modifica | modifica wikitesto]

  • Miglior piazzamento in classifica generale: 4ª nel 1997 e nel 1998
  • Vincitrice della Coppa del Mondo di slalom gigante nel 1997
  • 44 podi:
    • 16 vittorie (13 in slalom gigante, 2 in supergigante, 1 in slalom speciale)
    • 15 secondi posti (10 in slalom gigante, 5 in slalom speciale)
    • 13 terzi posti (8 in slalom gigante, 4 in slalom speciale, 1 in supergigante)

Coppa del Mondo - vittorie[modifica | modifica wikitesto]

Data Località Paese Specialità
26 gennaio 1992 Morzine Francia Francia SG
7 marzo 1993 Morzine Francia Francia SG
5 dicembre 1993 Tignes Francia Francia GS
11 dicembre 1993 Veysonnaz Svizzera Svizzera GS
5 gennaio 1994 Morzine Francia Francia GS
8 gennaio 1995 Haus Austria Austria GS
2 marzo 1996 Narvik Norvegia Norvegia GS
29 dicembre 1996 Semmering Austria Austria SL
17 gennaio 1997 Zwiesel Germania Germania GS
18 gennaio 1997 Zwiesel Germania Germania GS
26 gennaio 1997 Cortina d'Ampezzo Italia Italia GS
15 marzo 1997 Vail Stati Uniti Stati Uniti GS
25 ottobre 1997 Tignes Francia Francia GS
21 novembre 1997 Park City Stati Uniti Stati Uniti GS
19 dicembre 1997 Val-d'Isère Francia Francia GS
6 gennaio 1998 Bormio Italia Italia GS

Legenda:
SG = supergigante
GS = slalom gigante

SL = slalom speciale

Campionati italiani[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'Oro al Valore Atletico - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'Oro al Valore Atletico

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Scheda sports-reference.com, sports-reference.com. URL consultato il 5 settembre 2014.
  2. ^ Referto della gara, data.fis-ski.com. URL consultato il 18 luglio 2010.
  3. ^ Paolo De Chiesa, I miei campioni: Deborah Compagnoni, in Sito ufficiale dei XX Giochi olimpici invernali, 14 novembre 2005. URL consultato l'11 dicembre 2010.
  4. ^ Scheda sports-reference.com sull'Italia, sports-reference.com. URL consultato il 5 settembre 2014.
  5. ^ Referto della gara, data.fis-ski.com. URL consultato il 20 dicembre 2010.
  6. ^ (EN) John Follain, A life in the day: Alessandro Benetton, retail magnate, in The Sunday Times, 13 aprile 2008. URL consultato il 18 luglio 2010.
  7. ^ Sciareperlavita.com. URL consultato il 5 settembre 2014.
  8. ^ "L'emozione olimpica della Cerimonia d'Apertura" sul sito ufficiale Torino 2006, torino2006.it. URL consultato il 18 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 12 settembre 2012).
  9. ^ Sci alpino, l'albo d'oro della discesa femminile dei Campionati Italiani, in fisi.org, 1º aprile 2014. (archiviato dall'url originale il 3 settembre 2014).
    L'albo d'oro del supergigante femminile dei Campionati Italiani Assoluti, in fisi.org, 2 aprile 2014. (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).
    Albo d'oro Gigante femminile Campionati Italiani Assoluti, in fisi.org, 30 marzo 2014. (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).
    Albo d'oro Slalom femminile Campionati Italiani Assoluti, in fisi.org, 30 dicembre 2013. (archiviato dall'url originale il 6 ottobre 2014).
  10. ^ I Campionati mondiali di sci alpino 2005 sul sito della FIS, data.fis-ski.com. URL consultato il 18 luglio 2010.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Alfiere dell'Italia ai Giochi olimpici invernali Successore
Alberto Tomba Lillehammer 1994 Gerda Weissensteiner