Eraldo Pizzo

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Eraldo Pizzo
Pizzo.jpg
Nazionalità Italia Italia
Altezza 187 cm
Peso 84 kg
Pallanuoto Water polo pictogram.svg
Squadra Pro Recco
Carriera
Giovanili
1951-1953 Pro Recco
Squadre di club1
1953-1977Pro Recco? (?)
1977-1980FIAT Torino? (?)
1980-1981Bogliasco? (?)
1981-1982Pro Recco? (?)
Nazionale
Italia Italia 178(?)[1]
Palmarès
Giochi olimpici estivi 1 0 0
Giochi del Mediterraneo 1 0 0
Per maggiori dettagli vedi qui
1 I due numeri indicano le presenze e le reti segnate, per le sole partite di campionato.
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
Statistiche aggiornate al 23 gennaio 2009

Eraldo Pizzo (Genova, 21 aprile 1938) è un ex pallanuotista e dirigente sportivo italiano, oggi vice presidente della Pro Recco. Noto con il soprannome di "il caimano" per la sua abilità nel dominare l'acqua, è considerato il più forte pallanuotista italiano di tutti i tempi.[2][3] Oltre alla medaglia d'oro vinta nel 1960 ai Giochi della XVII Olimpiade con la squadra italiana, nel suo palmarès compaiono diversi trofei tra i quali ben sedici scudetti, di cui quindici vinti con la Pro Recco e uno con il Bogliasco.

Si ritirò nel 1982, all'età di quarantaquattro anni, dopo esser riuscito a far vincere il primo scudetto nella storia del Bogliasco, e conquistò la carica presidenziale della Pro Recco per i tre anni successivi.

Nel 2005, in occasione dei XX Giochi olimpici invernali, fu un tedoforo e portò la fiamma olimpica per un tratto del centro storico di Genova.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Roma 1960[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Pallanuoto ai Giochi della XVII Olimpiade.
La 500 che la FIAT regalò a Pizzo, come a tutti i componenti della squadra

Pizzo giocò la sua prima Olimpiade nel 1960 a Roma, a soli ventidue anni, e fornì un contributo determinante per la conquista dell'oro. La prima partita che giocò fu contro la Romania, finita 4-3 per gli azzurri; in questa partita Pizzo segnò un gol che risultò essere decisivo per la conquista dei 2 punti. Successivamente affrontò la Repubblica Araba Unita, contro la quale realizzò una tripletta, la Germania, segnando due gol, e l'Unione Sovietica, grande avversaria dell'Italia pronosticata per la lotta finale alla conquista dell'oro, contro cui segnò un gol. Alla fine dell'olimpiade giocata in casa, Pizzo ebbe segnato sette gol, e conquistato il suo unico oro olimpico.

Tokyo 1964[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Pallanuoto ai Giochi della XVIII Olimpiade.

Nel 1964 Pizzo venne confermato nella squadra azzurra vincitrice dell'oro diretta a Tokyo per difendere il titolo. Durante la sua seconda Olimpiade, giocata a ventisei anni, Pizzo segnò cinque reti, che non bastarono per bissare il primo posto di quattro anni prima. Infatti l'Italia ottenne solamente il quarto posto, prima tra le escluse al podio, avendo passato la prima fase a gironi ma avendo perso entrambe le partite della fase finale. Pizzo segnò una tripletta contro la Romania e una doppietta contro il Giappone, che contribuirono alla vittoria su entrambe le squadre.

Eraldo Pizzo nel 1965.

Città del Messico 1968[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Pallanuoto ai Giochi della XIX Olimpiade.

L'Italia, dopo la delusione di Tokyo, si affida di nuovo a Pizzo, che si dimostra il perno della nazionale italiana. A Città del Messico l'Italia viene inserita nel Girone B, insieme a Giappone, Egitto, Germania dell'Est, l'ospitante Messico, Jugoslavia, Paesi Bassi e Grecia. In questo girone eliminatorio Pizzo segnò ben ventitré gol, assicurando alla nazionale il passaggio del turno. Con la nuova formula del torneo, l'Italia deve affrontare alle semifinali l'Unione Sovietica, avversario di alto livello agonistico. Infatti gli azzurri vengono battuti 8-5, con 3 marcature di Pizzo. A causa di questa sconfitta il Settebello si ritrovò a doversi scontrare con l'Ungheria per l'assegnazione del terzo e del quarto posto; anche questa partita fu persa dalla nazionale italiana, nonostante i tre gol di Pizzo, che quindi bissò il quarto posto di Tokyo.

Monaco di Baviera 1972[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Pallanuoto ai Giochi della XX Olimpiade.

Pizzo fa parte della squadra di pallanuoto azzurra per la quarta volta consecutiva. La squadra aveva voglia di riscattarsi dai due quarti posti scaturiti nelle ultime due Olimpiadi; inserita nel Girone C, esordisce con una sconfitta contro l'Unione Sovietica, seguita da tre vittorie contro Bulgaria, Spagna e Giappone. Pizzo segna una doppietta in tutte e tre le partite. Ma, qualificata per la fase finale, all'Italia non bastò Pizzo per arrivare sul podio: Pizzo segnò altri sei gol che portarono l'Italia solo al sesto posto.

Il ritiro dalla nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Pizzo, dopo un intervento per un problema di tonsille, iniziò a soffrire di attacchi d'asma. Questo determinò il suo definitivo abbandono della nazionale dopo le Olimpiadi di Monaco di Baviera. Pizzo racconta la sua enorme difficoltà nel giocare in trasferta nei paesi orientali dove nell'aria c'era una maggior quantità di polvere che rendeva difficile la respirazione. Inizialmente provò con un allora moderno farmaco in pastiglie che limitava l'asma, ma che non gli permetteva di dormire. Perciò seguì la scelta del ritiro dalla nazionale.

L'esperienza da tedoforo[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: XX Giochi olimpici invernali.
La fiaccola olimpica dei giochi invernali di Torino 2006, quella portata anche da Eraldo Pizzo

Nel 2005, quando Pizzo aveva 68 anni, gli venne annunciata la possibilità di portare la fiamma olimpica per un tratto del centro storico di Genova di una distanza totale di circa 600 metri. Pizzo afferma di essersi iniziato ad allenare i previsione dell'evento in quanto poco abituato a correre sulla terra ferma. La fiamma fu portata da Pizzo nel dicembre del 2005 per una distanza inferiore a quella preannunciata e lungo un tratto in discesa, che limitò la fatica dell'ex pallanuotista quasi settantenne.

Presenze e reti nei club[modifica | modifica wikitesto]

Statistiche aggiornate all'11 gennaio 2015.

Stagione Squadra Campionato Coppe nazionali Coppe continentali Totale
Comp Pres Reti Comp Pres Reti Comp Pres Reti Pres Reti
1953 Italia Pro Recco Serie B ? ? ? ?
1954 Serie A ? ? ? ?
1955 Serie A ? ? ? ?
1956 Serie A ? ? ? ?
1957 Serie A ? ? ? ?
1958 Serie A ? ? ? ?
1959 Serie A ? ? ? ?
1960 Serie A ? ? ? ?
1961 Serie A ? ? ? ?
1962 Serie A ? 27 ? ?
1963 Serie A ? ? ? ?
1964 Serie A ? ? ? ?
1965 Serie A ? ? ? ?
1966 Serie A ? ? ? ?
1967 Serie A ? ? ? ?
1968 Serie A ? ? ? ?
1969 Serie A ? 69 ? ?
1970 Serie A ? ? ? ?
1971 Serie A ? ? ? ?
1972 Serie A ? ? ? ?
1973 Serie A ? ? ? ?
1974 Serie A ? ? ? ?
1975 Serie A ? ? ? ?
1976 Serie A ? ? ? ?
1977 Serie A ? ? ? ?
Totale carriera ? ? ? ?

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

Club[modifica | modifica wikitesto]

Pro Recco: 1959, 1960, 1961, 1962, 1963-1964, 1964-1965, 1965-1966, 1966-1967, 1967-1968, 1968-1969, 1969-1970, 1970-1971, 1971-1972, 1973-1974, 1982
Bogliasco: 1981
Pro Recco: 1965

Nazionale[modifica | modifica wikitesto]

Italia: Roma 1960
Italia: Napoli 1963

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al valore atletico - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valore atletico
«Campione Olimpico Pallanuoto»
— Roma, 1960.[4]
Collare d'oro al merito sportivo - nastrino per uniforme ordinaria Collare d'oro al merito sportivo
«Campione Olimpico del 1960 Pallanuoto»
— Roma, 2015.[4][5]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Sandro Castellano, Gli Oscar della pallanuoto secondo Sandro Castellano, waterpoloyoung.it. URL consultato il 31 gennaio 2012.
  2. ^ Gessi Adamoli, Compie settant'anni il mito della pallanuoto, in la Repubblica Genova, 23 aprile 2008. URL consultato l'11 agosto 2012.
  3. ^ MONDIALI PALLANUOTO/ Eraldo Pizzo: spettacolare Italia, Tempesti un fuoriclasse!
  4. ^ a b Benemerenze sportive di Eraldo Pizzo, su coni.it, Comitato Olimpico Nazionale Italiano. URL consultato il 22 settembre 2018.
  5. ^ Pro Recco, ecco il Collare d'oro, su prorecco.it, 15 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 22 dicembre 2015).
  6. ^ Inaugurata la Walk of Fame: 100 targhe per celebrare le leggende dello sport italiano, su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.
  7. ^ 100 leggende Coni (PDF), su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Pier Lorenzo Stagno, Pizzo il Caimano, 1970
  • Roncallo Enrico, L’INTERVISTA Eraldo Pizzo, in Rivista/Miscellanea dal titolo: “A schizzo sull’acqua”. (2018) Vol. 2, pp. 58-61, Youcanprint Tricase (LE), 2018. ISBN 9788827824573

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