Adriano Panatta

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Adriano Panatta
Panatta.jpg
Nazionalità Italia Italia
Altezza 183 cm
Peso 81 kg
Tennis Tennis pictogram.svg
Ritirato 1983
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 369 - 225 (62,12%)
Titoli vinti 10
Miglior ranking 4° (24 agosto 1976)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 1T (1969)
Francia Roland Garros V (1976) SF 1973 e 1975
Regno Unito Wimbledon QF (1979)
Stati Uniti US Open 4T (1978)
Altri tornei
Tour Finals RR (1975)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 233 - 152 (60,52%)
Titoli vinti 17
Miglior ranking 15° (24 marzo 1980)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 2T (1969)
Francia Roland Garros QF (1975, 1977, 1980)
Regno Unito Wimbledon 3T (1975, 1976)
Stati Uniti US Open 2T (1977)
Palmarès
1976 Coppa Davis Italia Italia
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
 

Adriano Panatta (Roma, 9 luglio 1950) è un ex tennista italiano.

In carriera, iniziata con l'Era Open, ha vinto 10 tornei in singolare, di cui uno del Grande Slam, e 17 in doppio.

Considerato uno dei migliori tennisti italiani di sempre[1], ha vissuto la sua annata migliore nel 1976, anno in cui vinse gli Internazionali d'Italia e il Roland Garros (secondo italiano dopo Nicola Pietrangeli), raggiungendo allora la posizione n. 4 nella classifica ATP di singolare (la più alta mai raggiunta da un tennista italiano), e con la squadra italiana si aggiudicò anche la Coppa Davis (prima e unica conquistata dall'Italia).

È stato l'unico tennista a sconfiggere Björn Borg agli Open di Francia, exploit compiuto per ben due volte: negli ottavi di finale dell'edizione del 1973 (7–6, 2–6, 7–5, 7–6) e nei quarti di finale dell'edizione poi vinta del 1976 (6–3, 6–3, 2–6, 7–6).

Si è ritirato nel 1983, all'età di 33 anni.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Vissuto sin da piccolo a stretto contatto con il mondo del tennis grazie al padre Ascenzio, custode del "Tennis Club Parioli" (circolo tennistico romano dove Adriano ha mosso i primi passi, per trasferirsi poi al "Tennis Club Parioli" nel 1965), e del Centro Tennis del CONI all'EUR, con il fratello minore Claudio.

Salì alla ribalta nel 1970 vincendo a Bologna i Campionati italiani assoluti di tennis, nell'occasione superando a sorpresa in cinque set Nicola Pietrangeli, il giocatore più titolato nella storia del tennis italiano. L'anno successivo si ripeté a Firenze, dimostrando che il successo ottenuto non era stato un fuoco di paglia.

Nei primi anni di attività Panatta vinse importanti tornei internazionali a Bournemouth nel 1973, a Firenze nel 1974, a Kitzbühel e Stoccolma nel 1975.

Nel 1976 raggiunse il culmine della sua carriera, vincendo gli Internazionali d'Italia, annullando ben 11 match ball al primo turno contro l'australiano Warwick e sconfiggendo John Newcombe in semifinale e in finale Guillermo Vilas (2–6, 7–6, 6–2, 7–6), e quindi aggiudicandosi a poche settimane di distanza il Roland Garros, battendo in finale Harold Solomon (6–1, 6–4, 4–6, 7–6) dopo aver salvato un match point nell'incontro di primo turno contro il cecoslovacco Pavel Hutka e aver eliminato Björn Borg nei quarti. Il 24 agosto 1976 raggiunse il 4º posto nel ranking ATP di singolare, suo miglior piazzamento in carriera e tuttora miglior piazzamento di un tennista italiano nell'Era Open (dal 1973)[2]. Alla fine dell'anno, con la squadra nazionale capitanata da Pietrangeli (non giocatore) e composta inoltre da Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli, conquistò la Coppa Davis in Cile.

Adriano Panatta vince gli Internazionali d'Italia (1976). Nello stesso anno vincerà il Roland Garros e la Coppa Davis.

Nel 1977 vinse il torneo World Championship Tennis di Houston, battendo in sequenza Jimmy Connors, Ken Rosewall, Eddie Dibbs e Vitas Gerulaitis. Nel 1978 ottenne un'altra importante vittoria al torneo di Tokyo, e raggiunse la sua seconda finale ai Campionati Internazionali d'Italia, venendo sconfitto in cinque set da Borg in un famoso incontro. Il suo ultimo successo in carriera è del 1980, al torneo di Firenze.

Nonostante il gioco d'attacco e le qualità tecniche, Panatta non si trovò mai completamente a suo agio sulle superfici veloci. Sui campi in erba la sua unica performance di rilievo avvenne nel 1979, quando raggiunse i quarti di finale a Wimbledon, dove fu sconfitto dall'americano Pat Du Pré in 5 set (3–6, 6–4, 6–7, 6–4, 6–3). Quella con Du Pre fu la sconfitta più amara per Panatta (come racconta lui stesso nella sua autobiografia), nell'unica occasione in cui ebbe la concreta possibilità di raggiungere la semifinale nel torneo più prestigioso del mondo.

La sua carriera è stata costellata da splendide vittorie intervallate da periodi di appannamento. Oltre che per i successi a livello individuale di Roma e Parigi, è tuttora ricordato per essere stato il giocatore di punta della squadra nazionale italiana che vinse la sua prima e unica Coppa Davis nel 1976. Con l'apporto decisivo di Panatta l'Italia raggiunse la finale della Coppa Davis in tre altre occasioni (1977, 1979 e 1980), ma fu sconfitta dall'Australia nel 1977, dagli Stati Uniti nel 1979 e dalla Cecoslovacchia nel 1980.

Dopo aver abbandonato le competizioni nel 1983, ha ricoperto la carica di capitano non giocatore della Nazionale italiana di Coppa Davis dal 1984 al 1997, con alterni risultati. Sotto la sua guida, disponendo di giocatori quali Omar Camporese e Paolo Canè, l'Italia tennistica ha sempre evitato la retrocessione nelle serie inferiori della competizione.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie nel Grande Slam[modifica | modifica wikitesto]

Anno Torneo Avversario in finale Punteggio in finale
1976 Open di Francia Stati Uniti Harold Solomon 6–1, 6–4, 4–6, 7–6

Vittorie in singolare (10)[modifica | modifica wikitesto]

No. Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 1971 Italia Senigallia Open Terra rossa Italia Martin Mulligan 6-3, 7-5, 6-1
2. 1973 Regno Unito British Hard Court Championships, Bournemouth Terra rossa Romania Ilie Năstase 6–8, 7–5, 6–3, 8–6
3. 1974 Italia ATP Firenze, Firenze (1) Terra rossa Italia Paolo Bertolucci 6–3, 6–1
4. 1975 Austria Austrian Open, Kitzbühel Terra rossa Rep. Ceca Jan Kodeš 2–6, 6–2, 7–5, 6–4
5 1975 Svezia Stockholm Open, Stoccolma Sintetico Stati Uniti Jimmy Connors 4-6, 6–3, 7–5
6. 1976 Italia Internazionali d'Italia, Roma Terra rossa Argentina Guillermo Vilas 2–6, 7–6, 6–2, 7–6
7. 1976 Francia Roland Garros, Parigi Terra rossa Stati Uniti Harold Solomon 6–1, 6–4, 4–6, 7–6
8. 1977 Stati Uniti Houston Open, Houston Cemento Stati Uniti Vitas Gerulaitis 7–6, 6–7, 6–1
9. 1978 Giappone Japan Open Tennis Championships, Tokyo Cemento Stati Uniti Pat Du Pré 6–3, 6–3
10. 1980 Italia ATP Firenze, Firenze (2) Terra rossa Messico Raúl Ramírez 6–2, 2–6, 6–4

Finali perse (16)[modifica | modifica wikitesto]

Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 1972 Germania ATP German Open, Amburgo Terra battuta Spagna Manuel Orantes 3–6, 8–9, 0–6
2. 1972 Svizzera Swiss Open Gstaad, Gstaad (1) Terra battuta Spagna Andrés Gimeno 5–7, 8–9, 4–6
3. 1973 Spagna Open de Tenis Comunidad Valenciana, Valencia Terra battuta Spagna Manuel Orantes 4–6, 4–6, 3–6
4. 1973 Spagna Open Seat, Barcellona (1) Terra battuta Romania Ilie Năstase 1–6, 6–3, 1–6, 2–6
5. 1973 Francia Open de Nice Côte d'Azur, Nizza Terra battuta Spagna Manuel Orantes 6–7, 7–5, 6–4, 6–7, 10–12
6. 1973 Spagna Madrid Tennis Grand Prix, Madrid (1) Terra battuta Romania Ilie Năstase 3–6, 6–7, 7–5, 1–6
7. 1973 Italia ATP Firenze, Firenze Terra battuta Romania Ilie Năstase 3–6, 6–3, 6–0, 6–7, 4–6
8. 1974 Svezia Swedish Open, Båstad Terra battuta Svezia Björn Borg 3–6, 0–6, 7–6, 3–6
9. 1975 Spagna Madrid Tennis Grand Prix, Madrid (2) Terra battuta Rep. Ceca Jan Kodeš 2–6, 6–3, 6–7, 2–6
10. 1975 Spagna Open Seat, Barcellona (2) Terra battuta Svezia Bjorn Borg 6–1, 6–7, 3–6, 2–6
11. 1975 Argentina ATP Buenos Aires, Buenos Aires Terra battuta Argentina Guillermo Vilas 6–2, 2–6, 6–4
12. 1976 Svizzera Swiss Open Gstaad, Gstaad (2) Terra battuta Messico Raúl Ramírez 5–7, 7–6, 1–6, 3–6
13. 1978 Italia Internazionali d'Italia, Roma Terra battuta Svezia Björn Borg 6–1, 3–6, 1–6, 6–4, 3–6
14. 1978 Italia Bologna Indoor, Bologna Terra battuta Stati Uniti Peter Fleming 2–6, 6–7
15. 1980 Svizzera Geneva Open, Ginevra Terra battuta Ungheria Balázs Taróczy 3–6, 2–6
16. 1980 Francia Paris Open, Parigi Carpet Stati Uniti Brian Gottfried 6–4, 3–6, 1–6, 6–7

Posizioni nella classifica ATP di fine anno[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il tennis[modifica | modifica wikitesto]

Abbandonato il tennis, si è dedicato per alcuni anni alla motonautica, altra sua grande passione sportiva. Dopo aver fatto il consigliere comunale di Roma nella giunta di Francesco Rutelli nel 1997, è stato assessore allo sport e grandi eventi della provincia di Roma, fino al 2009. Da maggio 2010 a giugno 2012 è stato opinionista fisso, insieme a Fulvio Abbate, nel programma di LA7 (ah)iPiroso, condotto da Antonello Piroso.

Adriano Panatta con Loredana Bertè

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nell'incontro decisivo della famosa finale di Coppa Davis contro il Cile nel 1976 indossò, in doppio insieme a Paolo Bertolucci, una maglietta rossa in segno di protesta e dissenso verso la dittatura militare retta da Augusto Pinochet. Su questo gesto simbolico, e più in generale sul personaggio Panatta, il regista Mimmo Calopresti ha realizzato il documentario La maglietta rossa, nel 2009[3]. Inoltre i Modena City Ramblers hanno dedicato a questa impresa la canzone "Due magliette rosse" dell'album Niente di nuovo sul fronte occidentale.

Adriano Panatta all'inizio degli anni settanta ebbe una relazione con Loredana Bertè, allora ballerina e attrice di teatro, e fu proprio lui a presentarla a Björn Borg, con il quale la Bertè si sposò molti anni dopo nel 1989. A lui per primo nell'estate 1990 Borg annunciò il suo ritorno alle competizioni, poi avvenuto nel torneo di Montecarlo del 1991, e Panatta ne seguì in qualche modo l'allenamento. [4]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Riccardo Bisti, E se gli Assoluti..., su tennisbest.com, 17 giugno 2012. URL consultato il 31 gennaio 2015.
  2. ^ Profilo ATP di Adriano Panatta, atpworldtour.com.
  3. ^ Simona Spaventa, Panatta il 'rosso' 'Così quel giorno sfidai Pinochet', la Repubblica, 7 ottobre 2010. URL consultato il 31 gennaio 2015.
  4. ^ Panatta 2009, p.111.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adriano Panatta, Io e il tennis. La mia vita raccontata a Luca Liguori, Torino, SEI, 1977
  • Adriano Panatta, Più dritti che rovesci. Incontri, sogni e successi dentro e fuori dal campo, Milano, Rizzoli, 2009

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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