Adriano Panatta

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Adriano Panatta
Adriano Panatta 1976.jpg
Panatta agli Internazionali d'Italia 1976
Nazionalità Italia Italia
Altezza 183 cm
Peso 81 kg
Tennis Tennis pictogram.svg
Ritirato 1983
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 401-240 (62,56%)[1]
Titoli vinti 10
Miglior ranking 4° (24 agosto 1976)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 1T (1969)
Francia Roland Garros V (1976)
Regno Unito Wimbledon QF (1979)
Stati Uniti US Open 4T (1978)
Altri tornei
ATP World Tour Finals Singles Trophy (London).svg Tour Finals RR (1975)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 233 - 152 (60,52%)
Titoli vinti 17
Miglior ranking 15° (24 marzo 1980)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 2T (1969)
Francia Roland Garros QF (1975, 1977, 1980)
Regno Unito Wimbledon 3T (1975, 1976)
Stati Uniti US Open 2T (1977)
Palmarès
Oro Coppa Davis 1976
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
 

Adriano Panatta (Roma, 9 luglio 1950) è un ex tennista italiano.E' considerato uno dei più grandi giocatori italiani nella storia di questo sport[2][3].

Nel 1976 conquistò gli Internazionali d'Italia e il Roland Garros, contribuendo inoltre alla storica vittoria della Coppa Davis da parte della nazionale italiana. Con il 4° posto del 1976 vanta la miglior classifica ATP raggiunta da un tennista italiano dall'introduzione del sistema di calcolo computerizzato. La posizione n° 7 di fine 1976 è la migliore classifica con cui un tennista italiano abbia mai chiuso una stagione agonistica. Nel suo palmarès figurano 10 tornei del circuito maggiore in singolare (record per il tennis italiano) e 26 finali, oltre a 17 titoli ATP in doppio.

Fu il primo tennista italiano a qualificarsi a un'edizione delle finali del Masters, impresa poi riuscita soltanto a Corrado Barazzutti. Fu l'unico tennista a sconfiggere Björn Borg agli Internazionali di Francia. E' il tennista italiano che vanta il maggior numero di vittorie (23) contro avversari classificati tra i primi 10 della classifica mondiale. E' l'unico giocatore italiano ad aver vinto un torneo ATP sconfiggendo in finale un avversario classificato al primo posto della classifica mondiale computerizzata ed è l'unico italiano ad aver battuto in due occasioni un numero uno del ranking mondiale.

E' l'unico giocatore italiano ad aver conquistato titoli (2) di categoria equipollente all'attuale ATP World Tour Masters 1000. E' il giocatore italiano ad aver raggiunto il massimo numero di finali (6) del circuito maggiore in una sola stagione. Vinse per sei anni consecutivi il titolo ai Campionati italiani assoluti, dal 1970 al 1975.

Nell'Era Open, è il tennista che ha salvato il maggior numero di match-point in un incontro vinto. Si ritirò nel 1983, all'età di 33 anni.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Primi passi[modifica | modifica wikitesto]

Visse sin da piccolo a stretto contatto con il mondo del tennis grazie al padre Ascenzio (da cui il soprannome "Ascenzietto"), che era custode del "Tennis Club Parioli" dove Adriano cominciò a cimentarsi con questo sport. Il suo desiderio da bambino era quello di diventare nuotatore, ma fu proprio il papà a iscriverlo ai corsi del circolo in cui lavorava, quando Adriano aveva sei anni.[4] Nel 1959 si trasferì al club Tre Fontane, nel quartiere Eur di Roma, dove gli furono affidati due maestri, Wally Sandonnino e Simon Giordano che, convinti delle sue qualità, furono i primi a insegnargli nozioni tattiche e comportamentali, oltreché tecniche.[5] Di lì a poco si trasferì al centro federale di Formia dove fu convocato dal suo coach e mentore Mario Belardinelli.[6][7]

1968: semifinali Wimbledon Juniores - esordio nell'era amatoriale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1968 fece la sua prima apparizione nel circuito amatoriale esordendo agli Internazionali d'Italia, che sarebbero diventati "Open" l'anno successivo, sconfiggendo il colombiano Alvaro Pena (6-1, 6-3, 6-3), per poi essere eliminato al secondo turno dall'australiano Ray Ruffels.

In quella stagione la Federazione Italiana Tennis optò per non iscriverlo agli Internazionali di Francia Juniores, facendogli invece disputare il torneo giovanile di Wimbledon[8] dove, dopo aver superato il brasiliano Fernando Gentil e lo svedese Terje Larsen, si arrese in semifinale all'australiano John Alexander, futuro vincitore del torneo.[9] La sua seconda esperienza di quell'anno nel circuito amatoriale fu al torneo di Barcellona dove venne sconfitto dall'indiano Ramanathan Krishnan.

Nella sua prima trasferta in Australia all'età di 18 anni partecipò, insieme al coach Belardinelli e agli altri ragazzi del centro tecnico di Formia, a una serie di tornei amatoriali su erba, tra i quali il Queensland Championships di Brisbane dove, dopo aver eliminato al primo turno l'australiano Rod Brent, sconfisse al secondo lo statunitense Clark Graebner, uno dei migliori giocatori del momento, col punteggio di 9-11, 9-7, 6-3.[10] Fu quel successo a convincerlo che il tennis sarebbe diventato il suo futuro.[11]Negli ottavi fu poi eliminato dall'australiano Phil Dent.[12]

1969: primo successo ATP[modifica | modifica wikitesto]

Il 1969 segnò il suo esordio nel circuito "Open", con la partecipazione a quattro tornei. Il primo lo disputò in gennaio sull'erba di Sydney, dove fu subito sconfitto dall'australiano Malcolm Anderson. La settimana seguente fece il suo debutto nei tornei del Grande Slam, giocando l'unico incontro della sua carriera agli Australian Open (che all'epoca si disputarono sull'erba di Brisbane). A eliminarlo fu il giocatore di casa Terry Addison (6-0, 7-5, 6-1). Il 21 maggio è la data della sua prima vittoria nell'Era Open. Agli Internazionali d'Italia sconfisse all'esordio il francese Wanaro N'Godrella col punteggio di 6-3, 6-4. Fu poi eliminato nei 32esimi di finale dallo spagnolo Manuel Orantes. A maggio fece il suo debutto anche agli Internazionali di Francia del Roland Garros dove fu sconfitto al primo turno dal tedesco Hans-Jürgen Pohmann.[13]

1970: vittoria agli assoluti e ottavi al Roland Garros[modifica | modifica wikitesto]

Un giovane Panatta agli esordi, 1970 circa.

Alla sua terza presenza agli Internazionali d'Italia si fermò nuovamente al secondo turno per mano dello iugoslavo Željko Franulović, dopo che al primo aveva avuto la meglio sull'australiano Owen Davidson.

Subito dopo fece il suo esordio in Coppa Davis, sulla terra battuta di Torino, contro la nazionale cecoslovacca. Dopo la sconfitta di Massimo Di Domenico con Jan Kodeš, Panatta portò l'Italia in pareggio sconfiggendo Jan Kukal. Nella prova di doppio, in coppia con Di Domenico, superò il duo Kodes-Kukal. Di Domenico perse anche con Kukal rendendo decisiva la sfida nell'ultimo singolare tra Panatta e Kodes. A imporsi fu il cecoslovacco, futuro campione del Roland Garros, decretando l'eliminazione dell'Italia per 3-2.[14]

Alla fine di maggio Panatta partecipò al suo secondo Roland Garros dove superò, in sequenza, gli australiani John Alexander e Barry Phillips-Moore e il cecoslovacco Vladimír Zedník. Fu la sua prima qualificazione agli ottavi del torneo dove venne eliminato dal francese François Jauffret.

Il 22 giugno fece il suo esordio assoluto sull'erba di Wimbledon, dove Owen Davidson si prese la rivincita della sconfitta subita a Roma eliminandolo in quattro set.[15]

Il 27 settembre Panatta salì definitivamente alla ribalta del tennis italiano vincendo a sorpresa i Campionati italiani assoluti disputatati a Bologna. Sconfisse in cinque set, dopo essere stato in svantaggio 1-4 nel quinto, il trentasettenne Nicola Pietrangeli, il giocatore italiano più titolato di sempre e campione in carica. Fu un incontro spartiacque che segnò un autentico passaggio di consegne tra i due campioni.[16]

1971: primo titolo ATP e bis agli assoluti[modifica | modifica wikitesto]

La stagione cominciò con due tornei ATP disputati consecutivamente in Sicilia, entrambi su terra battuta. Nel primo, a Palermo, superò lo spagnolo Lluis Bruguera e il romeno Sever Dron, approdando per la prima volta nei quarti di un torneo ATP dove venne eliminato dal britannico Roger Taylor. Nel secondo, tenutosi a Catania, il percorso fu identico al precedente. Nei primi due turni, prevalse sull'australiano Syd Ball e sul francese Patrice Dominguez. Nel secondo quarto di finale della sua carriera, venne sconfitto dal francese Pierre Barthes.

Sempre ad aprile l'Italia di Coppa Davis affrontava la Bulgaria nel primo turno della Zona B europea, disputato sulla terra battuta di Perugia e vinto dagli "azzurri" per 5-0. Dopo il successo di Massimo Di Domenico su Božidar Pampulov, Panatta superò Ljuben Genov. Il giorno seguente vinse la prova di doppio, con Massimo Di Domenico, sui gemelli Božidar e Matei Pampulov, rendendo ininfluenti le successive due vittorie, a punteggio acquisito, di Tonino Zugarelli e dello stesso Di Domenico.

Alla quarta presenza agli Internazionali d'Italia, dopo aver sconfitto al primo turno l'australiano Bill Bowrey, dovette nuovamente arrendersi nei 32esimi, stavolta per mano dello statunitense Arthur Ashe.

Dal 14 al 16 maggio, nei quarti della Zona B europea di Coppa Davis disputati sulla terra rossa di Zagabria, l'Italia si trovò di fronte la Iugoslavia che si impose per 3-2. Dopo la sconfitta di Nicola Pietrangeli contro Zeljko Franulovic, Panatta fu battuto da Boro Jovanović. In coppia con Massimo Di Domenico, perse anche la prova di doppio contro il duo Franulovic-Jovanovic. Gli ultimi due incontri furono vinti da Pietrangeli e Tonino Zugarelli a punteggio acquisito a favore della Iugoslavia. I match delle prime due giornate furono caratterizzati da innumerevoli, accalorate proteste da parte dei giocatori italiani nei confronti di presunti errori da parte di arbitro e giudici di linea.[17]

Alla sua prima partecipazione al torneo di Amburgo (terra battuta), fu sconfitto al turno d'esordio dall'ungherese István Gulyás. Alla sua terza presenza al Roland Garros, si arrese al terzo turno. A sbarrargli la strada fu il francese Patrice Dominguez, dopo che nei primi due turni aveva superato rispettivamente, il britannico Stanley Matthews e Wanaro N'godrella. A giugno iniziò la sua stagione sull'erba. Al suo esordio assoluto al Queen's fu subito estromesso dallo statunitense Pancho Gonzales. Alla seconda apparizione a Wimbledon si spinse sino ai sedicesimi dove venne sconfitto dallo statunitense Cliff Richey, dopo aver eliminato al primo turno il qualificato americano Butch Seewagen e al secondo un altro statunitense, Charles Pasarell.

Al torneo di Gstaad (terra battuta), sconfisse al primo turno l'australiano Ross Case per poi inchinarsi a un altro australiano, Roy Emerson.

Nell'unica edizione valevole per il Grand Prix del torneo di Senigallia (terra battuta), giocò il suo primo torneo come testa di serie n° 1. Negli ottavi sconfisse l'italiano Vincenzo Franchitti (6-4, 5-7, 6-2) e nei quarti ebbe la meglio sull'indonesiano Atet Wijono (6-3, 6-3). Nella sua prima semifinale in carriera sconfisse in rimonta il cecoslovacco František Pála (1-6, 6-4, 6-4). L'8 agosto, nella sua prima finale nel circuito maggiore, la prima disputata da un tennista italiano nell'era Open, piegò il connazionale Martin Mulligan col punteggio di 6-3, 7-5, 6-1. Fu il suo primo titolo ATP, il primo vinto da un tennista italiano da quando i tornei erano stati aperti a professionisti e dilettanti.

A settembre, al circolo le Cascine di Firenze, andò in scena la rivincita del match di dodici mesi prima contro l'ormai trentottenne Nicola Pietrangeli, nella finale dei Campionati italiani assoluti. Fu di nuovo Panatta a spuntarla, ancora in 5 set. Era la definitiva ascesa di una stella, insieme a un sipario che calava con eleganza e dolcezza sulla storia del tennis italiano.[18]

Dopo una pausa di oltre tre mesi dal circuito maggiore, Panatta concluse la stagione con il torneo indoor di Bologna, prima esperienza ATP per lui su una superficie sintetica. Superò i primi due turni, prima contro lo statunitense Roy Barth e poi con il sudafricano Frew McMillan, arrendendosi negli ottavi all'australiano Ken Rosewall.[19]

1972: quarti al Roland Garros, finali ad Amburgo e Gstaad[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò la stagione con il torneo di Des Moines (cemento indoor) dove venne eliminato al primo turno dallo statunitense Jim Osborne. Fu sconfitto all'esordio anche nel torneo di Los Angeles (cemento indoor) dallo statunitense Tom Gorman. Senza soluzione di continuità partecipò al torneo di Salisbury (cemento indoor) dove vinse il suo primo incontro in carriera su questa superficie, superando al primo turno l'ungherese Szabolcs Baranyi prima di arrendersi nuovamente a Tom Gorman. La trasferta USA si concluse con il Clean Air Classic di New York (cemento indoor) con un'altra sconfitta al primo turno ancora per mano di un tennista americano, Tom Edlefsen.

Prese poi parte al torneo di Johannesburg (cemento) dove superò il primo turno a spese del francese Jean-Baptiste Chanfreau, per poi essere sconfitto al turno successivo dal giocatore di casa Bob Hewitt. Al torneo di Madrid (terra battuta), venne eliminato nei quarti da Frantisek Pala, dopo aver superato nei primi due turni, rispettivamente il sudafricano Raymond Moore e lo statunitense Stan Smith.

Sotto le aspettative fu la sua quinta partecipazione agli Internazionali d'Italia dove per la prima volta in carriera venne sconfitto all'esordio, dall'ungherese István Gulyás.

Dal 5 al 7 maggio, nel primo turno della Zona A europea di Coppa Davis, svoltosi sulla terra battuta di Reggio Calabria, disputò la prova di doppio in coppia con Nicola Pietrangeli, aggiudicandosi il terzo dei 5 punti con cui l'Italia eliminò l'Austria, sconfiggendo la coppia formata da Ernst Blanke e Rudolf Hoskowetz.[20]

Al torneo di Bruxelles (terra battuta), sconfisse al primo turno il francese Daniel Contet, per poi arrendersi allo spagnolo Andrés Gimeno.

Dal 20 al 22 maggio l'Italia affrontò l'Olanda sconfiggendola per 4-1 nei quarti di finale della Zona A europea di Coppa Davis, svoltisi sulla terra battuta di San Benedetto del Tronto. Panatta vinse il primo singolare, contro Jan Hordijk, cui fece seguito il successo di Paolo Bertolucci su Fred Hemmes. In coppia, per la seconda volta in carriera, con Nicola Pietrangeli sconfisse Hordijk e Hemmes. A punteggio acquisito Bertolucci sconfisse Hordijk, e Panatta concesse appena 3 giochi a Hemmes.[21]

Al suo quarto Roland Garros si spinse per la prima volta fino ai quarti di finale. Al primo turno superò la testa di serie n° 2 e campione uscente, il romeno Ilie Năstase, che affrontava per la prima volta in carriera.[22] Nei sedicesimi sconfisse il qualificato sovietico Vladimir Korotkov e negli ottavi Raymond Moore. A interrompere il suo cammino fu nei quarti il sovietico Aleksandre Met'reveli. Nella sua seconda esperienza ad Amburgo (terra battuta) raggiunse la prima finale in stagione, la seconda in carriera e la terza disputata da un tennista italiano nell'era Open, dove fu sconfitto dallo spagnolo Manuel Orantes, dopo aver superato, nell'ordine, il belga Patrick Hombergen, gli australiani Dick Crealy e Barry Phillips Moore, e Jan Kodeš.[23]

Dal 16 al 18 giugno nella semifinale della Zona A europea di Coppa Davis, disputata sulla terra rossa di Bucarest, l'Italia fu eliminata, 4-1, dalla Romania. Corrado Barazzutti perse il primo singolare contro Ilie Nastase, mentre Panatta si arrese a Ion Țiriac. Nella terza e ultima gara di doppio giocata insieme a Nicola Pietrangeli, la coppia italiana fu sconfitta dal duo Nastase-Tiriac. A punteggio acquisito a favore della Romania, Panatta venne battuto anche da Nastase.[24]

Al Queen's venne nuovamente eliminato al primo turno, dal belga Bernard Mignot. Al torneo di Wimbledon, dove partecipava per la terza volta, non andò oltre i sedicesimi. Dopo aver superato, all'esordio, l'australiano Neale Fraser e, nel secondo turno il cecoslovacco Jan Kukal, si arrese nei sedicesimi allo statunitense Jimmy Connors.

A Gstaad (terra battuta), nella sua seconda finale dell'anno, la terza in carriera e la quarta disputata da un tennista italiano nell'era Open, fu sconfitto da Andrés Gimeno dopo aver superato, nell'ordine, il polacco Tadeusz Nowicki, lo spagnolo Antonio Muñoz, il francese Jean-Loup Rouyer e in semifinale Ion Tiriac. Al torneo di Indianapolis (terra battuta), superò al primo turno lo statunitense Jim Osborne ma si arrese subito dopo al canadese Mike Belkin. Al torneo di Toronto (terra battuta), dovette arrendersi ai quarti, sconfitto da Ilie Nastase, per ritiro. Nei primi turni, aveva superato l'australiano John Cooper e gli statunitensi Brian Gottfried e Roscoe Tanner. Al torneo di Merion (erba), si arrese al secondo turno all'Indiano Anand Amritraj, dopo aver superato lo statunitense George Hardie. Alla sua prima partecipazione agli US Open, che si disputavano sull'erba del West Side Tennis Club di Forest Hills, fu subito eliminato da Clark Graebner.[25]

Concluse la stagione aggiudicandosi per il terzo anno consecutivo i Campionati Italiani Assoluti sconfiggendo il compagno di Davis Corrado Barazzutti.

1973: Bournemouth, semifinale al Roland Garros e 6 finali (3 consecutive)[modifica | modifica wikitesto]

Panatta (a sinistra) nel 1973 con l'allora compagna Loredana Berté

Al WCT di Milano (sintetico), eliminò al primo turno Ross Case ma al turno successivo dovette inchinarsi a Ken Rosewall. A Valencia, suo primo torneo su terra della stagione, raggiunse la quarta finale in carriera, la quinta disputata da un tennista italiano nell'era Open. Fu sconfitto in tre set dallo spagnolo Manuel Orantes. Per arrivarci aveva superato al primo turno il connazionale Piero Toci mentre negli ottavi aveva incontrato, per la prima volta in carriera, il sedicenne svedese Björn Borg, che sconfisse 6-2, 6-1. Nei quarti eliminò il tedesco Harald Elschenbroich e in semifinale il francese Patrick Proisy. Al torneo di Barcellona (terra battuta), giunse alla sua seconda finale ATP consecutiva, la sesta disputata da un tennista italiano nell'era Open. A impedirgli di sollevare il trofeo fu stavolta il romeno Ilie Nastase. Per raggiungere l'ultimo atto, aveva eliminato al primo turno il greco Nicholas Kalogeropoulos e negli ottavi Björn Borg, sconfitto per la seconda volta in 7 giorni (2-6, 6-2, 6-3). Nei quarti aveva eliminato Patrick Hombergen e in semifinale Manuel Orantes. Al torneo di Nizza disputò la sua terza finale ATP consecutiva, impresa che rimase senza precedenti per 40 anni nel tennis italiano dell'era Open, prima dell'exploit compiuto da Fabio Fognini nel 2013 (Stoccarda, Amburgo e Umago). Fu la settima finale disputata da un tennista italiano nell'era Open. Per arrivarci aveva superato l'australiano Kim Warwick, lo statunitense Paul Gerken e nei quarti Ion Tiriac. In semifinale si era imposto su Wanaro N'godrella. A sbarrargli la strada in finale fu ancora Manuel Orantes, che lo piegò dopo un match maratona chiuso 12-10 al quinto set.[26] Al torneo di Montecarlo, superò i primi due turni contro lo svedese Kjell Johansson e il belga Bernard Mignot. Nei quarti fu eliminato dal francese Georges Goven.

A Madrid eliminò al primo turno lo iugoslavo Nicola Spear. Negli ottavi sconfisse il francese Patrice Dominguez e nei quarti lo spagnolo Juan Gisbert. In semifinale sfruttò il ritiro dello spagnolo Manuel Orantes nel secondo set. Nella sua quarta finale in stagione, l'ottava disputata da un tennista italiano nell'era Open, dovette piegarsi a Ilie Nastase. A Firenze superò nei primi due turni i francesi Thierry Bernasconi e Jean François Caujolle. Nei quarti si impose su Paul Gerken e in semifinale sul connazionale Paolo Bertolucci. La quinta finale della stagione, la nona di un italiano nell'era Open, lo vide soccombere per l'ennesima volta a Ilie Nastase.

Al torneo di Bournemouth (terra battuta), arrivò per la seconda volta in stagione alla terza finale consecutiva, la sesta dell'anno (record per il tennis italiano), in cui riuscì finalmente a conquistare il suo secondo titolo ATP. Al primo turno aveva superato Paul Gerken (7-5, 6-0). Nei sedicesimi si era imposto (6-2, 6-2) sullo statunitense Eddie Dibbs. Negli ottavi aveva eliminato Zeljco Franulovic (9-8, 6-0), mentre la sua vittima nei quarti era stato Patrice Dominguez (5-7, 6-4, 6-4). In semifinale ebbe vita facile su Ross Case, superato per 6-2 6-4. Nell'ultimo atto, la decima finale disputata da un tennista italiano nell'era Open, affrontò per la quarta volta in 5 settimane Ilie Nastase, imponendosi in rimonta col punteggio di 6-8, 7-5, 6-3.[27] Fu la seconda delle sue tre vittorie in carriera contro il tennista romeno.

Dal 18 al 20 maggio, per i quarti della Zona B europea di Coppa Davis, l'Italia affrontava la Bulgaria sulla terra rossa di Reggio Emilia. Paolo Bertolucci portò in vantaggio i padroni di casa sconfiggendo Bozhidar Pampoulov. Panatta concesse soltanto 6 giochi a Ljuben Genov e, in coppia con Bertolucci, si aggiudicò anche la prova di doppio contro i gemelli Pampoulov. A punteggio acquisito, Bertolucci e Panatta conquistarono anche gli ultimi due singolari, fissando il risultato finale della sfida sul 5-0 per l'Italia.

Nella sua quinta partecipazione al Roland Garros, Panatta superò i primi due turni contro Bob Carmichael e Bernard Mignot. Agevoli furono anche i sedicesimi contro il cileno Jaime Fillol. Negli ottavi Panatta trovò il non ancora diciassettenne Björn Borg, alla sua prima presenza nel torneo e reduce dalle vittorie su Cliff Richey, Pierre Barthes e sullo statunitense Dick Stockton. Per lo svedese fu la prima delle sue uniche due sconfitte subite agli Internazionali di Francia (6-7, 6-2, 5-7, 6-7). Nei quarti Panatta si impose sull'olandese Tom Okker raggiungendo la sua prima semifinale in una prova del Grande Slam. La partecipazione all'atto conclusivo del torneo gli fu preclusa da Nikola Pilić, che interruppe una serie di 13 vittorie consecutive.[28]

Gli Internazionali d'Italia, cui prendeva parte per la sesta volta, continuavano a non regalargli sorrisi. Dopo il successo sullo statunitense Andrew Pattison, arrivò la sconfitta nei sedicesimi per opera di Patrice Dominguez.

La stagione su erba si limitò a una fugace partecipazione al Queen's dove fu eliminato al primo turno dall'americano Harold Solomon. Era l'anno del boicottaggio da parte dell'ATP nei confronti del torneo di Wimbledon, colpevole di aver rifiutato l'iscrizione al torneo di Nikola Pilic. Al boicottaggio aderì anche Panatta al quale la decisione costò un anno di squalifica dalla Coppa Davis, inflittagli dalla Federazione Italiana Tennis.[29]

Dovendo saltare la sfida contro la Spagna e quella successiva contro la Cecoslovacchia, prese parte alla trasferta nordamericana cominciando dal torneo di Cincinnati (terra battuta). Dopo aver superato lo statunitense John Fort, fu fermato al secondo turno dall'australiano John Alexander. Non gli regalarono soddisfazioni neanche i successivi due tornei, Indianapolis e Montreal (entrambi su terra battuta) dove fu sconfitto sempre al primo turno, rispettivamente dallo statunitense William Higgins e da Mike Belkin.

Nel frattempo, con l'introduzione del nuovo sistema di calcolo computerizzato, il 3 agosto si issava alla posizione n° 8 della classifica mondiale.[30]

Alla sua seconda partecipazione agli US Open riuscì a superare due turni eliminando, nell'ordine, lo statunitense Victor Amaya e il romeno Toma Ovici, prima di cedere il passo all'australiano Allan Stone.

Tornato in Italia, conquistò per la quarta volta consecutiva i Campionati Italiani Assoluti, al TC Parioli di Roma, superando nuovamente Paolo Bertolucci.

Nel torneo Godó di Barcellona (terra battuta), disputato a ottobre, uscì al secondo turno per mano di Corrado Barazzutti, dopo aver eliminato nei 32esimi lo spagnolo Felix Morey. A Madrid superò al primo turno lo spagnolo José Castanon e al secondo Roscoe Tanner. Negli ottavi fu Jaime Fillol a chiudergli il cammino. A Parigi (sintetico), si fermò al secondo turno, sconfitto da Roscoe Tanner dopo aver eliminato al primo Frew McMillan.[31]

Concluse la stagione al n° 14 della classifica mondiale, la prima computerizzata della storia.

1974: terzo titolo ATP a Firenze e cinquina agli assoluti[modifica | modifica wikitesto]

L'adesione al World Championship Tennis (WCT)[32] gli impose di iniziare la stagione dagli Stati uniti, con il torneo di Philadelphia (sintetico) dove raggiunse i quarti, sconfiggendo al primo turno il sudafricano Pat Cramer, nei sedicesimi il britannico Buster Mottram e negli ottavi il messicano Raúl Ramírez. A eliminarlo fu lo statunitense Arthur Ashe. Raggiunse i quarti anche al torneo di Bologna (sintetico), dopo aver eliminato al primo turno Vladimír Zedník e negli ottavi il connazionale Corrado Barazzutti. Il suo giustiziere nei quarti fu il britannico Mark Cox. Al torneo WCT di Londra (cemento indoor), dopo aver eliminato il britannico Gerald Battrick, perse in due tie-break con un altro britannico, Stephen Warboys. Al WCT di Barcellona (sintetico), nel primo turno ebbe la meglio su Lluis Bruguera e negli ottavi sul giapponese Jun Kamiwazumi. Nei quarti subì la prima sconfitta in carriera da Björn Borg (6-4, 6-4). Al torneo WCT di San Paolo (sintetico), il suo cammino si fermò negli ottavi per mano del giocatore di casa Thomaz Koch. Al primo turno Panatta aveva eliminato Dick Crealy. Nel primo turno del torneo di Tucson (cemento), sconfisse nuovamente Dick Crealy e nei sedicesimi lo statunitense Jim McManus, mentre negli ottavi fu sconfitto da Rod Laver, n° 9 del mondo, nel primo dei suoi due confronti diretti in carriera con il fuoriclasse australiano. Nel WCT di Palm Desert (cemento), fu eliminato al primo turno dallo statunitense Dennis Ralston. Al WCT di Tokyo (cemento), il suo cammino si fermò ai quarti per mano del neozelandese Onny Parun. Nei primi due turni, aveva sconfitto Mark Cox e Gerald Battrick. Al WCT di Houston (terra battuta), uscì al primo turno per mano dello statunitense Arthur Ashe, n° 6 del mondo.

Al suo ritorno in Italia, conquistò il suo terzo torneo ATP in carriera, a Firenze (terra battuta). Nei sedicesimi eliminò il francese Christophe Casa (6-1, 6-2), negli ottavi il connazionale Ezio Di Matteo, (6-2, 6-1) e nei quarti Vincenzo Franchitti (7-6, 6-2). In semifinale sconfisse l'argentino Julian Ganzabal, (3-6, 7-5, 6-2). La finale, l'11a disputata da un tennista italiano nell'era Open, lo vide imporsi (6-3, 6-1) sul suo compagno di doppio Paolo Bertolucci.

Al torneo di Monaco (terra battuta), superò al primo turno lo iugoslavo Nicola Spear e negli ottavi il rumeno Toma Ovici per essere poi fermato nei quarti dopo 8 vittorie consecutive dal tedesco Karl Meiler.

Amara fu la sua settima partecipazione agli Internazionali d'Italia dove, per la seconda volta in carriera fu eliminato al primo turno, per mano dell'egiziano Ismail El Shafei.

Sconfitta al primo turno la settimana successiva anche nel torneo di Bourmemouth (terra battuta), dove era campione uscente. A estrometterlo fu l'australiano Paul Kronk.

La sua sesta esperienza al Roland Garros, da lui definita "la peggiore"[33], lo vide fermarsi al secondo turno, eliminato da Hans-Jürgen Pohmann dopo che al primo aveva eliminato Boro Jovanovic, ritiratosi nel corso del secondo set. La sconfitta di Parigi lo fece scendere repentinamente al n° 44 del ranking.

A Nottingham (erba), sconfisse al primo turno il cileno Patricio Cornejo, per poi arrendersi nei sedicesimi a Raúl Ramírez. Alla sua quarta presenza a Wimbledon, superò i primi due turni sconfiggendo, nell'ordine, Hans-Jürgen Pohmann e Patrick Proisy, per poi arrendersi a Jimmy Connors, n° 2 del ranking.

A Bastad (terra battuta), raggiunse la sua undicesima finale in carriera, la 14esima con protagonista un tennista italiano nell'era Open. Superò i primi tre turni senza perdere un set eliminando, nell'ordine, il cileno Belus Prajoux, lo statunitense Steve Krulevitz e lo svedese Leif Johansson. In semifinale, Paolo Bertolucci, suo partner di doppio in Coppa Davis, gli strappò il secondo set arrendendosi poi in 4 partite. Nell'atto conclusivo, Panatta fu sconfitto per la seconda volta in carriera da Björn Borg, n° 8 del mondo, col punteggio di (3-6, 0-6, 7-6, 3-6).[34]

Dal 19 al 21 luglio tornò a giocare in Coppa Davis, dopo aver scontato la squalifica imposta l'anno precedente dalla F.I.T., nella semifinale della Zona A europea. L'Italia affrontò la Svezia al Bastad Tennis Stadium di Bastad, qualificandosi con un 3-2 complessivo. Dopo il successo di Björn Borg su Paolo Bertolucci, Panatta vinse il singolare contro Leif Johansson. La coppia Panatta-Bertolucci conquistò il secondo punto per l'Italia superando il duo Borg-Bengtson. Il successo di Bertolucci su Johansson determinò la qualificazione dell'Italia alla finale della Zona A europea. Ininfluente fu pertanto la terza sconfitta subita da Panatta in carriera da Björn Borg (4-6, 6-4, 7-9, 3-6). Dal 2 al 4 agosto l'Italia affrontava per la prima volta la Romania, nella finale della Zona A europea disputata sulla terra battuta di Mestre e vinta dall'Italia per 3-2. Dopo la vittoria di Ilie Nastase su Corrado Barazzutti, Panatta sconfisse Ion Țiriac e, insieme a Paolo Bertolucci, vinse la determinante sfida contro la coppia Nastase-Tiriac (6-4, 8-6, 6-8, 4-6, 6-2). Il successo di Barazzutti su Tiriac rese ininfluente la sconfitta subita da Panatta contro Nastase, a punteggio ormai acquisito a favore dell'Italia.

A settembre conquistò alla Favorita di Palermo i Campionati Italiani Assoluti per la quinta volta consecutiva, rimontando due set di svantaggio a Corrado Barazzutti (3-6, 2-6, 6-2, 6-3, 6-2).[35]

Nella semifinale Interzone, perduta 1-4 contro il Sudafrica, disputata dal 3 al 5 ottobre, sul cemento dell'Ellis Park di Johannesburg, dopo la sconfitta di Tonino Zugarelli per mano di Bob Hewitt, Panatta venne battuto da Raymond Moore. In doppio, la coppia Panatta-Bertolucci perse la propria imbattibilità in Coppa Davis per opera del duo Hewitt-McMillan. La sconfitta di Zugarelli per mano di Moore sancì l'eliminazione dell'Italia, rendendo inutile l'incontro vinto da Panatta su Hewitt a punteggio ormai acquisito a favore del Sudafrica.[36]

Panatta concluse la stagione al n° 34 della classifica mondiale.

1975: Kitzbühel, Masters di Stoccolma e seconda semifinale al Roland Garros[modifica | modifica wikitesto]

Al WCT di Filadelfia (sintetico) venne sconfitto al primo turno da Eddie Dibbs. Nel WCT di Richmond (sintetico), conquistò i quarti superando nei primi due turni Buster Mottram e Bob Hewitt. Nei quarti fu eliminato dal n° 7 del mondo Arthur Ashe. Al torneo di Bologna Indoor (sintetico), superò i primi due turni, rispettivamente con Zeljko Franulovic e Dick Crealy, prima di arrendersi a Bob Hewitt. Al torneo indoor di Barcellona (sintetico), riuscì a superare soltanto il primo turno a spese dell'ungherese Balázs Taróczy, prima di lasciare strada a Steve Krulevitz. A Rotterdam (sintetico), non andò oltre il primo turno sconfitto da Buster Mottram. Sul sintetico del torneo WCT di Londra, si fermò al secondo turno, dopo aver eliminato Frew McMillan al primo, per poi piegarsi al cecoslovacco Jan Kodeš.

Al torneo di Montecarlo, venne eliminato nei quarti da Bob Hewitt, dopo aver sconfitto nei sedicesimi Balazs Taroczy e negli ottavi Onny Parun.

Al WCT di Johannesburg, perse per ritiro, senza scendere in campo, con Bob Hewitt. Altra eliminazione al primo turno al torneo WCT di Stoccolma per mano del giocatore di casa Jan Zabrodsky.

Al torneo di Firenze (terra battuta) si fermò ai quarti, dopo le vittorie su Gerald Battrick e sul brasiliano Fernando Gentil. Fu il boliviano Ramiro Benavides a eliminarlo a sorpresa. Seguirono altre due sconfitte al primo turno, rispettivamente nel torneo di Bournemouth (terra battuta) per mano del francese Patrice Dominguez e in quello di Amburgo (terra battuta) dove a sconfiggerlo fu l'austriaco Hans Kary.

La sua ottava esperienza agli Internazionali d'Italia lo vide giungere agli ottavi. Nel primo turno eliminò il sudafricano John Yuill e nei sedicesimi Paul Gerken. A eliminarlo fu Manuel Orantes.

Il suo ranking ATP scese, intanto, al n° 53, il peggiore, fino a quel momento, dall'avvento del computer.

Al suo settimo Roland Garros, superò facilmente i primi due turni, con Rolf Gehring e lo statunitense Doug Crawford. Nei sedicesimi sconfisse per la terza e ultima volta in carriera, Ilie Nastase, n° 6 del mondo. Fu la sua prima vittoria contro un Top 10 dall'introduzione del computer. Nel turno successivo eliminò il cileno Jaime Fillol, conquistando i quarti di finale dove ebbe la meglio sullo statunitense John Andrews. Nella sua seconda semifinale Slam fu sconfitto per la quarta volta in carriera (l'unica sul rosso di Parigi) da Björn Borg, n° 4 del mondo e futuro vincitore del torneo, col punteggio di 6-4, 1-6, 7-5, 6-4.[37]

Dal 20 al 22 giugno, nella semifinale della Zona B europea di Coppa Davis contro la Francia, disputata allo Stade Roland Garros, l'Italia fu sconfitta per 3-2. Panatta perse il primo singolare con François Jauffret. Corrado Barazzutti portò la situazione in parità, battendo Patrice Dominguez. Panatta e Bertolucci si aggiudicarono la gara di doppio su Jauffret e Dominguez, portando in vantaggio l'Italia, 2-1. Dominguez riportò la Francia in parità, battendo Panatta. L'incontro decisivo, vinto da Jauffret su Barazzutti, decretò l'eliminazione dell'Italia dal torneo.[38] A causa delle due sconfitte subite, Panatta divenne oggetto di aspre critiche da parte di critica e opinione pubblica.[39]

Al torneo di Wimbledon, dopo aver superato i primi due turni con il qualificato argentino Lito Álvarez e Ismail El Shafei, venne eliminato nei sedicesimi da Raùl Ramirez.

Nella sua prima esperienza al torneo di Kitzbühel (terra battuta), sconfisse all'esordio Szabolcs Baranyi con un netto 6-1, 6-1. Negli ottavi altra vittoria (6-4, 6-4), contro Harald Elschenbroich. Nessun problema neanche nei quarti di finale contro Balazs Taroczy (6-4, 6-2). Altrettanto agevole fu la semifinale contro il polacco Wojciech Fibak, sconfitto per 6-0, 6-4.[40] L'unico set perso nel torneo fu il primo nella finale disputata contro Jan Kodeš, la 16esima giocata da un tennista italiano nell'era Open, che lo vide imporsi per 2-6, 6-2, 7-5, 6-4. Fu il quarto titolo ATP conquistato in carriera e il quinto trionfo di un giocatore italiano nel circuito maggiore.

Partecipò poi a una serie di tornei su terra battuta negli Stati Uniti. A Indianapolis (terra battuta) dopo aver eliminato il sudafricano Byron Bertram e Belus Prajoux, uscì negli ottavi per mano di Onny Parun, dopo 8 vittorie consecutive. A Montreal (cemento), si spinse fino ai quarti, dove fu sconfitto dallo spagnolo Manuel Orantes, n° 9 del mondo dopo aver eliminato, rispettivamente lo svedese Tenny Svensson, Frantisek Pala e Harold Solomon. A Boston (terra battuta), dopo aver eliminato al primo turno il sudafricano John Eagleton, fu sconfitto da Rod Laver, nel secondo e ultimo confronto diretto tra i due giocatori.

Tornato in Italia, vinse, per la sesta volta (consecutiva), il suo ultimo titolo di Campione Italiano Assoluto, a Bari, sconfiggendo per la terza volta in finale in questa manifestazione Paolo Bertolucci.

A Madrid (terra battuta), raggiunse la sua tredicesima finale in carriera, arrivando ai quarti senza perdere un set, grazie ai successi su Frew McMillan, Harald Elschenbroich, Onny Parun e sul n° 3 del ranking, l'argentino Guillermo Vilas, che affrontava per la prima volta in carriera. In semifinale sconfisse per la quarta volta Björn Borg, n° 5 del mondo, con il punteggio di 7-5, 6-0, 6-2, per poi arrendersi al cecoslovacco Jan Kodeš nella 17esima finale ATP disputata da un giocatore italiano. La settimana successiva, giunse per la quattordicesima volta in finale, al torneo Godó di Barcellona (terra battuta). Nel primo turno superò José Castanon. Nei sedicesimi eliminò facilmente un altro spagnolo, Antonio Barranco. Negli ottavi sconfisse Karl Meiler. Altrettanto facile fu la vittoria nei quarti su Manuel Orantes. In semifinale dovette ricorrere al quarto set per imporsi su Jaime Fillol. Nell'epilogo del torneo, 18esima finale ATP per il tennis italiano, Björn Borg vendicò la sconfitta della settimana precedente, sconfiggendolo per la quinta volta in carriera, col punteggio di 1-6, 7-6, 6-3, 6-2.

Al torneo di Teheran (terra battuta), dopo aver eliminato al primo turno Bob Hewitt, cedette a Patrick Proisy. Al torneo di Parigi indoor (sintetico), risentì del repentino cambio di superficie e fu sconfitto al primo turno in due rapidi set, dall'olandese Tom Hooker, n° 6 del mondo.

Al Super Series di Stoccolma (cemento indoor), conquistò il titolo fino a quel momento più importante della sua carriera. Il primo turno lo vide superare Haroon Rahim per 6-3, 6-4. Nei sedicesimi eliminò lo statunitense Sherwood Stewart, per 6-2, 7-5. Negli ottavi di finale ebbe la meglio su Karl Meiler in tre tie-break. Nei quarti sconfisse Arthur Ashe, n° 7 del ranking, per 6-3, 6-2. La semifinale lo vide imporsi su Onny Parun, per 6-3, 6-3. La sua sua quindicesima finale in carriera, la 20esima disputata da un tennista italiano nell'era Open, fu definita dallo stesso Panatta "una partita perfetta".[41] Dall’altra parte della rete, c’era il n° 1 del mondo, Jimmy Connors, sconfitto, in rimonta, con il punteggio di 4-6, 6-3, 7-5.[42] Per Panatta, fu il quinto titolo ATP in carriera e il secondo in stagione, l'unico mai conquistato sul cemento e su una superficie diversa dalla terra e l'unico mai vinto da un tennista italiano battendo in finale un giocatore posizionato al primo posto della classifica mondiale. Fu il sesto titolo ATP vinto da un tennista italiano nell'Era Open, il primo di categoria equipollente all'attuale ATP World Tour Masters 1000.

A Buenos Aires (terra battuta), giunse per la sedicesima volta in finale, eliminando al primo turno il colombiano Jairo Velasco, Sr. Negli ottavi prevalse su Patricio Cornejo. Nei quarti superò il brasiliano José Edison Mandarino. In semifinale dovette ricorrere al quinto set per avere la meglio su Jaime Fillol. Nella finale, la n° 21 disputata da un italiano nel circuito maggiore, dovette arrendersi, dopo 10 vittorie consecutive, alla maggiore freschezza fisica di Guillermo Vilas, n° 3 del ranking mondiale. A Johannesburg (cemento indoor), superò, nei primi due turni, due giocatori di casa, rispettivamente George Rudman e Mike Styles. Negli ottavi fu sconfitto da Andrew Pattison.

I risultati ottenuti gli garantirono la classifica necessaria alla prima partecipazione di un tennista italiano alle finali dei Masters di fine anno dove giunse però privo delle necessarie energie psicofisiche, soprattutto per via delle numerose e complicate trasferte cui si era sottoposto negli ultimi due mesi.[43] Il torneo si disputò a Stoccolma, e Panatta non andò oltre i tre turni di Round Robin dove subì altrettante sconfitte, rispettivamente da Arthur Ashe, n° 7 del mondo, Ilie Nastase, n° 8 e Manuel Orantes, n° 9.[44]

Concluse la stagione alla posizione n° 14 della classifica mondiale.

1976: anno d'oro con accoppiata Roma-Parigi, Coppa Davis e 4° posto nel ranking[modifica | modifica wikitesto]

Panatta premiato come vincitore a Roma nel 1976

La sua migliore stagione in assoluto cominciò dal WCT di Roma, disputato sul sintetico del Palazzo dello Sport dell'EUR dove fu sconfitto in semifinale dal n° 4 del mondo, Arthur Ashe, futuro vincitore del torneo, dopo aver superato al primo turno Frew McMillan e nei quarti Mark Cox.

A Barcellona (terra battuta) giunse in semifinale nella quale subì, in rimonta, l'unica sconfitta in carriera nel circuito maggiore contro Paolo Bertolucci, futuro vincitore del torneo. Nei turni precedenti aveva eliminato lo spagnolo Alberto Martorell e Ramiro Benavides. Negli ottavi aveva avuto la meglio su Zeljko Franulovic, mentre nei quarti aveva sconfitto il giocatore di casa José Higueras. Al torneo di Nizza (terra battuta), superò al primo turno il giapponese Jun Kuki per poi arrendersi negli ottavi a Jean François Caujolle. Al torneo di Montecarlo, dopo aver superato Jan Kodeš, si arrese nei quarti al francese François Jauffret. Giunse poi in semifinale al torneo WCT di Stoccolma (sintetico) dove fu sconfitto dal n° 7 del mondo Ilie Nastase, dopo aver eliminato negli ottavi il cecoslovacco Jiří Hřebec e nei quarti Björn Borg, n° 3 del mondo, che sconfisse per la quinta volta in carriera col punteggio di 5-7, 6-3, 6-1.

Nei preliminari della Zona B europea di Coppa Davis, disputati alla fine di aprile contro la Polonia al circolo Le Cascine di Firenze e vinti dall'Italia per 5-0, si aggiudicò i due singolari, contro Henrik Drzymalski e Czeslaw Dobrowolski e il doppio, insieme a Paolo Bertolucci, che vinse anche gli altri due singolari contro la coppia formata da Henrik Drzymalski e Jerzy Jasinsky.[45]

A Firenze (terra battuta), si fermò al secondo turno dove fu sconfitto dall'australiano Colin Dibley dopo aver eliminato al primo Ramiro Benavides, suo giustiziere nell’edizione precedente. Al torneo di Las Vegas (cemento), sconfisse al primo turno Haroon Rahim. Negli ottavi eliminò lo statunitense Robert Lutz per poi arrendersi a Ken Rosewall, n° 6 del ranking.

Nell'ultima settimana di maggio, nei quarti di finale della Zona B europea di Coppa Davis, disputati contro la Iugoslavia sulla terra rossa di Bologna e vinti dall'Italia per 5-0, Panatta si aggiudicò entrambi i singolari, rispettivamente contro Nicola Pilic e Zeljko Franulovic, oltre al doppio, con Paolo Bertolucci, contro il duo Pilic-Franulovic.

La nona partecipazione agli Internazionali d'Italia fu quella dell'incoronazione. Panatta era n° 14 del ranking mondiale e testa di serie n° 3 del torneo. Nel primo turno superò col punteggio di 3-6, 6-4, 7-6 l'australiano Kim Warwick, rimontando uno svantaggio di 5-1 nel terzo set e annullando ben 11 match-point di cui dieci in risposta.[46][47] Nessun giocatore nell'Era Open è mai riuscito a vincere un incontro salvando un numero così elevato di palle-match.[48] Al secondo turno ebbe la meglio su Tonino Zugarelli (7-6, 6-3) e negli ottavi dispose agevolmente di Zeljko Franulovic (6-4, 6-1). Nei quarti Harold Solomon, convinto di aver subito un torto arbitrale, abbandonò l'incontro per proteste nel set decisivo, quando era in vantaggio 5-4 (0-30) sul proprio servizio. 6-2, 6-7, 4-5 RET è il punteggio registrato sugli almanacchi.[49][50] In semifinale Panatta sconfisse senza patemi l'australiano John Newcombe (6-2, 6-4, 6-4). La finale, la sua diciassettesima in carriera e la 25esima disputata da un tennista italiano nell'era Open, lo vide trionfare in quattro partite su Guillermo Vilas, n° 2 del mondo e prima testa di serie del torneo, con il punteggio di 2–6, 7–6, 6–2, 7–6.[51] Per Panatta fu il sesto titolo ATP in carriera, il decimo vinto da un giocatore italiano. Nell'Era Open è l'unico successo ottenuto da un tennista italiano agli Internazionali d'Italia, il secondo e ultimo in un torneo di categoria equivalente all'attuale ATP World Tour Masters 1000. Nella storia del tennis italiano è il sesto e ultimo successo al torneo di Roma.

La magia di Roma[52] si estese anche a Parigi dove partecipava per l'ottava volta al Roland Garros, come testa di serie n° 8. Tutto ricominciò esattamente come era iniziato una settimana prima al Foro Italico: una palla-match annullata. A non trasformarla stavolta fu il cecoslovacco Pavel Hutka. In un equilibratissimo quinto set, Panatta era al servizio in svantaggio 9-10 (30-40). In risposta a una seconda di servizio, Hutka colpì il nastro costringendo Panatta a un'affannosa discese a rete per giocare un colpo che cadde nei pressi della riga di fondo. Il cecoslovacco rispose con un pallonetto calibrato che in molti altri casi sarebbe stato vincente. Panatta lo agganciò con la sua tipica "veronica".[53] Hutka la raggiunse lasciando partire un difficile passante stretto di rovescio sul quale l'italiano si distese con una volée vincente in tuffo, che piegò definitivamente le resistenze dell'avversario.[54][55][56] Il punteggio finale fu 2-6, 6-2, 6-2, 0-6, 12-10. Decisamente più agevole fu il secondo turno contro Jun Kuki, sconfitto in 3 set per 6-3 6-2 6-4. Nei sedicesimi superò Jiri Hrebec con lo score di 6-3 6-3 2-6 7-6. Gli ottavi lo videro imporsi per la terza volta in 2 settimane su Zeljko Franulovic (6-2, 6-2, 6-7, 6-3). Nei quarti Björn Borg, n° 3 del mondo, testa di serie n° 1 e campione in carica del torneo, subì la seconda delle sue uniche due sconfitte al Roland Garros, dove era reduce da 18 vittorie consecutive[57] e dove nessun altro giocatore riuscì più a batterlo.[58] Panatta si impose in 4 set, per 6-3, 6-3, 2-6, 7-6. Fu la sua sesta e ultima vittoria sul campione svedese, grazie alla quale raggiunse la sua seconda semifinale nello slam parigino. Sulla scia del successo nei quarti, in semifinale giocò quella che, a detta del giocatore, fu la sua migliore partita in assoluto[59], imponendosi con facilità su Eddie Dibbs, col punteggio di 6-3 6-1 7-5 e approdando, per la prima e unica volta in carriera, alla finale di un torneo del Grande Slam, unico italiano a realizzare questa impresa nell'Era Open. Era la 26esima finale disputata da un giocatore italiano nell'era Open. Ad attenderlo c'era Harold Solomon, che Panatta affrontava nuovamente dopo l'abbandono per proteste dell'americano durante la semifinale di Roma. Nonostante la voglia di rivalsa del giocatore di Washington, Panatta impose la propria superiorità tecnica, vincendo i primi due parziali, facendosi sfuggire il terzo ma chiudendo al tie-break del quarto, evitando un pericoloso calo fisico in un'eventuale quinta partita. L'incontro si chiuse col punteggio di 6-1 6-4 4-6 7-6.[60] Il Roland Garros del 1976 fu il suo settimo titolo ATP in carriera e l'11esimo vinto da un tennista italiano. Panatta fu il terzo giocatore nell'Era Open (dopo Nastase, nel 1973 e Borg nel 1974) a centrare l'accoppiata Internazionali d'Italia-Internazionali di Francia e l'unico ad aver realizzato l'impresa senza mai essere salito al primo posto del ranking mondiale. Dopo di lui, ci riuscirono soltanto lo stesso Borg (1978), Ivan Lendl (1986), Jim Courier (1992), Thomas Muster (1995) e Rafael Nadal (2005, 2006, 2007, 2010, 2012, 2013, 2018).[61][62] E' l'unica vittoria di un torneo del Grande Slam ottenuta da un tennista italiano nell'Era Open e la terza nella storia dopo i due successi ottenuti da Nicola Pietrangeli a Parigi nel 1959 e nel 1960.

Da sinistra: il capitano non giocatore Pietrangeli, Bertolucci, Panatta e Barazzutti posano con il trofeo della Coppa Davis 1976.

Al torneo di Nottingham (erba), sconfisse al primo turno Haroon Rahim. Nei sedicesimi lo statunitense Mike Estep interruppe una serie di 16 incontri ATP[63] vinti consecutivamente da Panatta, la più lunga fatta registrare da un tennista italiano nell'Era Open. Alla sua sesta apparizione a Wimbledon, uscì di scena al terzo turno per mano di Charlie Pasarell dopo aver eliminato, nell'ordine, il venezuelano Jorge Andrew e il qualificato australiano Dale Collings che, in vantaggio per 2 set a 1, aveva servito invano per il match nella quarta partita.[64]

A Gstaad (terra battuta), Panatta arrivò in semifinale senza perdere un set, eliminando il tedesco Jürgen Fassbender, il brasiliano Carlos Kirmayr, l’argentino Ricardo Cano e Onny Parun. Nella sua diciannovesima finale ATP in carriera, la 27esima con protagonista un giocatore italiano, si arrese in quattro set a Raùl Ramirez.

Le 4 settimane successive furono dedicate interamente alla Coppa Davis. Dal 16 al 18 luglio, per la semifinale della Zona B europea, l'Italia affrontava al Foro Italico di Roma una Svezia priva di Björn Borg, che diede sorprendentemente forfait dopo la sua prima vittoria a Wimbledon. Panatta sconfisse Rolf Norberg e, insieme a Paolo Bertolucci, batté la coppia svedese composta da Ove Bengtson e Rolf Norberg. L’Italia si impose per 4-0 qualificandosi per la finale della Zona B europea contro la Gran Bretagna, che si disputò dal 5 al 7 agosto sul campo n° 1 dell'impianto di Wimbledon. L’Italia vinse per 4-1. Dopo la prima vittoria di Tonino Zugarelli su Roger Taylor, Panatta si aggiudicò il secondo singolare contro John Lloyd. Perse la sfida di doppio, sempre in coppia con Paolo Bertolucci, contro il duo formato dai fratelli Lloyd (con 5 match-point non trasformati)[65] ed ebbe la meglio su Roger Taylor a punteggio acquisito a favore dell’Italia che era così qualificata alla semifinale Interzone della manifestazione.

Il 24 agosto Panatta raggiunse il 4º posto nel ranking ATP di singolare, sua migliore classifica in carriera e miglior piazzamento di un tennista italiano dal 1973, anno dell'introduzione della classifica computerizzata.[66]

A Boston (terra battuta), giunse ai quarti dove venne battuto per la sesta volta in carriera da Björn Borg, n° 4 del mondo. Nei turni precedenti aveva sconfitto Tonino Zugarelli, Ramiro Benavides e l'australiano Mark Edmondson. Deludente fu la sua terza partecipazione agli US Open che dall'anno precedente si giocavano sulla terra Har-Tru. Dopo aver superato al primo turno Ove Bengtson, fu eliminato dallo statunitense Bill Scanlon.

Nella semifinale Interzone di Coppa Davis, disputata contro l'Australia dal 24 al 26 settembre al Foro Italico di Roma, gli "azzurri" si imposero per 3-2. Dopo la vittoria in singolare, ottenuta, nell'incontro di apertura, da Corrado Barazzutti su John Newcombe, Panatta subì nel singolare successivo la sua prima sconfitta "romana" in Coppa Davis, per mano di John Alexander; insieme a Paolo Bertolucci si aggiudicò la prova di doppio contro il duo formato da Newcombe e Roche[67] in una delle prove più brillanti mai offerte dalla coppia e, nel match decisivo, con le due squadre in parità sul 2-2 (dopo la sconfitta di Barazzutti con Alexander), sconfisse Newcombe regalando all'Italia la prima finale di Coppa Davis.

Nel torneo indoor di San Paolo (sintetico), dopo aver superato lo statunitense Norman Holmes e il francese Christophe Casa, fu eliminato nei quarti da José Higueras.[68]

Dopo un mese di pausa dal circuito maggiore, disputò la finale di Coppa Davis contro il Cile, andata in scena dal 17 al 19 dicembre all’Estadio Nacional de Chile di Santiago. Dopo il successo iniziale di Corrado Barazzutti su Jaime Fillol, Panatta vinse entrambi i singolari, prima contro Patricio Cornejo (6-3, 6-1, 6-3) e poi contro Jaime Fillol (8-6, 6-4, 3-6, 10-8), superando, in coppia con Paolo Bertolucci, anche il duo cileno formato da Fillol e Cornejo (3-6, 6-2, 6-3, 9-7).[69] La sconfitta di Tonino Zugarelli contro Belus Prajoux, a punteggio acquisito, fissò il risultato finale sul 4-1 per i ragazzi capitanati da Nicola Pietrangeli. L'Italia aveva conquistato l'unica Coppa Davis della sua storia.[70]

Panatta chiuse la stagione al n° 7 della classifica mondiale.

1977: Houston e seconda finale Davis[modifica | modifica wikitesto]

In gennaio, prese parte al torneo WCT di Filadelfia (sintetico) dove superò Tom Gorman e venne eliminato negli ottavi da Tony Roche. Nel WCT di Richmond (sintetico), sconfisse negli ottavi l'indiano Vijay Amritraj, per poi arrendersi nei quarti allo statunitense Vitas Gerulaitis. Al WCT di Città del Messico (cemento), giunse in semifinale dove fu sconfitto da Ilie Nastase, n° 3 del mondo, dopo aver eliminato negli ottavi Corrado Barazzutti e nei quarti Jan Kodeš. Arrivarono poi quattro eliminazioni al primo turno. La prima a Lakeway (terra battuta) dove fu sconfitto da Vijay Amritraj. La seconda, nel WCT di St. Louis (sintetico) per opera del sudafricano Cliff Drysdale; la terza, al torneo di Rotterdam (sintetico) dove si ritirò contro John Alexander nel secondo set; l'ultima nel WCT di Londra (cemento indoor) dove ebbe la peggio contro Eddie Dibbs, n° 9 del mondo.

Al torneo di Montecarlo, dopo aver superato lo svedese Birger Andersson, fu eliminato nei quarti da Guillermo Vilas, n° 6 del mondo.

L'undici aprile, cominciò un’altra trasferta americana, con il torneo WCT di Houston, disputato sui campi in terra Har-Tru del River Oaks Country Club. Al primo turno, eliminando Jimmy Connors (6-1, 7-5), Panatta ottenne la sua seconda vittoria in carriera contro un giocatore in testa al ranking mondiale, impresa senza precedenti nel tennis italiano dell'era Open.[71][72] Nei quarti superò Ken Rosewall per 1-6, 6-3, 6-4 e in semifinale sconfisse facilmente Eddie Dibbs, n° 9 ATP, con lo score di 6-2, 6-2. Nella sua ventesima finale in carriera, la 32esima disputata da un giocatore italiano, prevalse su Vitas Gerulaitis col punteggio di 7-6, 6-7, 6-1.[73][74] Fu il suo ottavo titolo ATP, il tredicesimo per il tennis italiano nell'era Open, il primo conquistato fuori dal continente europeo.

Una settima più tardi, al WCT di Charlotte (sintetico), il suo cammino si concluse in semifinale per mano di Corrado Barazzutti, futuro vincitore del torneo. Nei turni precedenti, Panatta aveva sconfitto lo statunitense Tim Wilkison e Cliff Drysdale. La tappa seguente fu a Las Vegas (cemento) dove fu eliminato dallo statunitense Marty Riessen. Grazie ai risultati ottenuti in stagione nel circuito WCT, si assicurò la partecipazione alle WCT Finals di Dallas (sintetico) dove fu sconfitto al primo turno dal n° 1 del mondo Jimmy Connors.

Alla sua decima presenza agli Internazionali d'Italia, l'unica da campione uscente e testa di serie n° 1 del torneo, il suo cammino si fermò ai quarti dove fu eliminato da Vitas Gerulaitis, n° 8 del mondo. Alla sfida contro l'americano, era giunto senza perdere un set, superando altri tre giocatori statunitensi, nell'ordine, Nick Saviano, Tom Gullikson e Trey Waltke.

Ai quarti si concluse anche la sua nona esperienza al Roland Garros, dove era campione in carica e testa di serie n° 2. Al primo turno sconfisse il qualificato francese Patrice Beust e al secondo l'argentino Julian Ganzabal. Nei sedicesimi superò l'australiano Paul McNamee e negli ottavi, in 5 set, Buster Mottram. Fu sconfitto nei quarti da Raùl Ramirez, n° 5 del mondo.

Al Queen’s di Londra fu eliminato nei quarti. Dopo essere finalmente riuscito a superare il primo turno in questo torneo, contro il sudafricano Bernard Mitton, al secondo ebbe la meglio su Sherwood Stewart. Negli ottavi ritrovò l'australiano Kim Warwick, 13 mesi dopo gli 11 match-point annullatigli l'anno precedente a Roma, e si impose ancora in rimonta.[75] Nei quarti si arrese a Brian Gottfried. Nella sua settima partecipazione a Wimbledon, non riuscì ad andare oltre il secondo turno. Dopo aver eliminato nel primo lo statunitense Erik Van Dillen, fu eliminato da un altro statunitense, Sandy Mayer.

Nel Pepsi Grand Slam (terra battuta), mini-torneo a 4 giocatori, disputatosi a Boca Raton, fu sconfitto da Björn Borg, n° 2 del mondo e futuro vincitore della manifestazione, dopo aver mancato 3 match-point (2-6, 6-4, 7-6).[76]

Il mese di luglio fu interamente dedicato alla Coppa Davis dove l'Italia era campione in carica. Nella semifinale della Zona B europea, l'Italia affrontò la Svezia, priva di Björn Borg, al Bastad Tennis Stadium di Båstad (terra battuta). Panatta vinse il suo unico singolare contro Birger Andersson e la prova di doppio con Paolo Bertolucci contro il duo formato da Jan Norback e Rolf Norberg. L'Italia sconfisse la Svezia per 4-1. Dal 29 al 31 luglio, nella finale della Zona B europea, l'Italia sfidò la Spagna, al Real Club de Tenis Barcelona (terra battuta). Dopo la sconfitta di Corrado Barazzutti contro José Higueras, Panatta sconfisse Manuel Orantes e, sempre in coppia con Paolo Bertolucci, si aggiudicò la prova di doppio contro Higueras e Antonio Munoz. Il successo di Corrado Barazzutti su Orantes regalò all'Italia il punto necessario al passaggio del turno, rendendo inutile il secondo incontro disputato, a punteggio acquisito, da Panatta che, infastidito dalle continue provocazioni del pubblico spagnolo, lasciò la vittoria in mano a Javier Soler, aggiudicandosi un solo game e arrivando addirittura allo scontro fisico con uno spettatore che lo aveva colpito al rientro negli spogliatoi.[77] Il punteggio definitivo della sfida fu 3-2 per l'Italia.

Panatta prese quindi parte per la quarta volta agli US Open (terra Har-Tru) dove sì fermò al terzo turno. Nei primi due, aveva eliminato il tedesco Frank Gebert e Steve Krulevitz. Nei sedicesimi fu eliminato dallo statunitense Dick Stockton.[78]

A metà settembre, al Foro Italico di Roma, l'Italia disputò la semifinale Interzone di Coppa Davis contro la Francia. Al successo di Panatta su Patrice Dominguez, fece seguito quello di Corrado Barazzutti su François Jauffret. La vittoria di Panatta e Bertolucci su Dominguez e Jauffret garantì all'Italia la sua seconda finale di Coppa Davis. A punteggio acquisito, Panatta perse soltanto 3 game con Jauffret.

A dicembre l'Italia disputò la sua seconda finale consecutiva di Coppa Davis affrontando l'Australia sull'erba del White City Stadium di Sydney. Alla prima sconfitta di Panatta, con Tony Roche, seguì quella di Corrado Barazzutti con John Alexander. La vittoria in doppio di Panatta e Bertolucci su John Alexander e Phil Dent riaprì le speranze dell'Italia ma Alexander chiuse i conti contro Panatta rimontando uno svantaggio di 2 set a 1 e imponendosi col punteggio di 6-4, 4-6, 2-6, 8-6, 11-9, con Panatta che a due punti dal match, sul 6-5 in suo favore nel quarto set, commise un doppio fallo che riportò in partita l'avversario.[79] L'Australia vinse la sfida per 3-1 e si aggiudicò la sua XXIV Coppa Davis.[80]

Panatta chiuse la stagione al n° 23 della classifica mondiale.

1978: successo a Tokyo, finale a Roma e ottavi a New York[modifica | modifica wikitesto]

La stagione partì con tre sconfitte consecutive sul sintetico. La prima a Birmingham contro Dick Stockton, la seconda a Baltimora per opera di George Hardie e la terza a Filadelfia dove fu eliminato dal n° 1 del mondo, Jimmy Connors.

Di ritorno in Europa, partecipò al Milano Indoor (sintetico) dove si fermò nei quarti sconfitto per l’ottava volta in carriera da Björn Borg, n° 3 del mondo (6-3, 6-3). Alla sfida con lo svedese, era arrivato superando al primo turno lo statunitense Mike Machette e negli ottavi Dick Stockton, n° 8 del ranking.

Al torneo di Montecarlo venne fermato nei quarti da Corrado Barazzutti, dopo aver superato al primo turno John Lloyd e negli ottavi il lucky loser italiano Gianni Ocleppo.

Al WCT di Houston (terra battuta), dove era campione uscente, fu sconfitto al primo turno da Nick Saviano.

Prese poi parte alla prima edizione della Nations Cup, competizione a squadre disputata a Düsseldorf (terra battuta). Nei gironi eliminatori, contro il Cile sconfisse Jaime Fillol e, contro la Spagna Manuel Orantes, n° 7 del ranking. Fu sconfitto, invece, contro la Germania da Jurgen Fassbender. In semifinale l’Italia affrontò l’Australia e Panatta fu battuto da Phil Dent.

A Firenze (terra battuta), dopo aver superato facilmente il primo turno a spese dell'australiano Terry Rocavert, fu eliminato negli ottavi dallo statunitense Rick Fagel.

Alla sua undicesima partecipazione, Panatta approdò per la seconda volta in finale agli Internazionali d'Italia. Al primo turno il sorteggio gli riservò Vitas Gerulaitis, n° 4 del mondo, al quale rimontò da 0-5 nel primo set, salvando due set-point sul 2-5, davanti a un pubblico in delirio di cui Gerulaitis non mancò di lamentarsi a fine incontro.[81] Panatta eliminò, poi, altri tre giocatori statunitensi: Terry Moor, Hank Pfister e Victor Amaya. Nella semifinale José Higueras si ritirò dall'incontro all’inizio del terzo set dopo essere stato in vantaggio per 6-0, 5-1, in plateale polemica nei confronti del comportamento degli spettatori, deterioratosi in concomitanza della rimonta di Panatta. Contestualmente abbandonò la propria postazione anche il giudice di sedia, Bert Bowron, allorché il giudice arbitro, Sergio Baruti, gli impedì di concedere a Higueras la ripetizione di un punto disturbato dalle intemperanze dei tifosi.[82] Nella sua ventunesima finale ATP in carriera, la 41esima con protagonista un tennista italiano, andò in scena il quindicesimo e penultimo capitolo della rivalità con Björn Borg, n° 3 del mondo. Lo svedese si impose in 5 partite (1-6, 6-3, 6-1, 4-6, 6-3) conquistando per la seconda volta il torneo, nonostante una partenza ad handicap causata da una ferita all'occhio subita nel terzo gioco del primo set da un colpo di racchetta infertosi nel tentativo di evitare la puntura di un insetto, e il comportamento eccessivamente fazioso del pubblico che aveva indotto Borg a minacciare il ritiro dall'incontro.[83]

Decisamente meno brillante fu la decima esperienza di Panatta al Roland Garros, che si chiuse al secondo turno con la sconfitta per mano dello statunitense Jeff Borowiak dopo il successo sul cecoslovacco Jiří Granát.

A Bruxelles (terra battuta), aveva superato nei primi tre turni François Jauffret, Georges Goven e Jiří Granát. In semifinale fu eliminato a sorpresa dal qualificato tedesco Werner Zirngibl.

L'unico incontro sull'erba disputato nella stagione fu una sconfitta al Queen’s per mano del neozelandese Chris Lewis.[84]

Dal 13 al 15 luglio l'Italia affrontò l'Ungheria nella semifinale della zona B europea di Coppa Davis, disputata sulla terra battuta di Budapest. Dopo il successo di Corrado Barazzutti su Peter Szoke, Panatta perse il secondo singolare contro Balazs Taroczy. In coppia con Paolo Bertolucci, perse anche la sfida di doppio contro il duo composto da Taroczy e Szoke. Con l’Ungheria in vantaggio per 2-1, Panatta subì una delle sconfitte più cocenti della sua carriera per mano di Szoke che si impose in 4 set.[85] La vittoria di Taroczy su Barazzutti a punteggio acquisito fissò il punteggio finale sul 4-1 per l’Ungheria.[86]

A Indianapolis (terra battuta), fu eliminato negli ottavi da Corrado Barazzutti, n° 9 del mondo. Al primo turno aveva eliminato l'australiano David Carter e al secondo lo statunitense Howard Schoenfield. A Toronto (terra battuta), dopo aver superato il francese Éric Deblicker, fu sconfitto dallo svizzero Heinz Günthardt. Nuova eliminazione al secondo turno anche a Boston (terra battuta) per mano del qualificato Steve Krulevitz. Al primo turno aveva superato Bob Hewitt.

Partecipò per la quinta volta, agli US Open che da quell'anno si sarebbero sempre disputati sul cemento del National Tennis Center di New york, a Flushing Meadows–Corona Park. Al primo turno Panatta vinse per ritiro contro lo spagnolo Manuel Orantes, n° 8 del mondo. Al secondo superò il qualificato statunitense Bruce Nichols. Nei sedicesimi ebbe la meglio su Marty Riessen. L'ottavo di finale in cui fu sconfitto in 5 set dal n° 2 del mondo, Jimmy Connors, è uno degli incontri migliori da lui disputati ed è ricordato anche per il punto giocato nel quinto set con Panatta al servizio sul 40 pari, e Connors in vantaggio 6 giochi a 5. Dopo un'insidiosa voleé incrociata di dritto di Panatta, Connors giocò, quasi dalle tribune, un passante di rovescio lungo-linea che passò lateralmente al paletto della rete, sfiorò il giudice del net e atterrò all'incrocio delle righe.[87] Panatta, fiaccato psicologicamente dalla prodezza dell'avversario, commise doppio fallo nel punto successivo, concedendo la vittoria a Connors, futuro vincitore del torneo.[88]

Al torneo di San Francisco giunse ai quarti dove fu sconfitto dallo statunitense John McEnroe nel primo confronto diretto tra i due giocatori. Al primo turno aveva eliminato il britannico Roger Taylor. Nei sedicesimi aveva superato lo statunitense Mike Fishbach, mentre negli ottavi aveva beneficiato del forfait di Vitas Gerulaitis, n° 4 del mondo.

A Madrid (terra battuta), raggiunse i quarti senza perdere un set superando, nell'ordine, Lito Alvarez, il britannico Colin Dowdeswell e Vladimir Zednik. A eliminarlo fu un altro cecoslovacco, Tomáš Šmíd. La settimana successiva, sempre in Spagna, disputò il torneo Godó di Barcellona (terra battuta) dove, dopo aver superato al primo turno Georges Goven, fu nuovamente eliminato da Tomas Smid.

A Tokyo (terra battuta), superò nei primi tre turni altrettanti giocatori di casa, nell’ordine, Akinori Naguro (6-2, 6-1), Jun Kamiwazumi (6-7, 7-6, 6-3) e Jun Kuki (6-4, 6-4). In semifinale si impose su Buster Mottram (6-4, 4-6, 6-4). Nella sua ventiduesima finale ATP, la 44esima disputata da un tennista italiano nell'era Open, sconfisse lo statunitense Pat DuPré (6-3, 6-3). Fu il suo nono titolo ATP in carriera, il secondo conquistato fuori dall'Europa e il primo nel continente asiatico. Per il tennis italiano fu il titolo n° 20 nel circuito maggiore.

Sempre a Tokyo, disputò il Tokyo Indoor (sintetico) dove fu eliminato al primo turno dal qualificato Terry Moor.

A Stoccolma (cemento indoor), superò al primo turno Dick Stockton e al secondo Tomas Smid. Nei quarti fu sconfitto da Tom Okker. A Wembley (sintetico), superò i primi due turni, eliminando, nell'ordine, Balazs Taroczy e il n° 6 del mondo Eddie Dibbs. Nei quarti fu eliminato da Dick Stockton.

La stagione si chiuse con la finale conquistata al torneo di Bologna indoor (sintetico). Al primo turno superò Ezio di Matteo. Negli ottavi sconfisse il francese Jean-Louis Haillet e nei quarti Tomas Smid. In semifinale superò Zeljco Franulovic, per poi arrendersi nell'ultimo atto allo statunitense Peter Fleming,[89]nella sua ventitreesima finale ATP, la n° 45 giocata da un tennista italiano nell'era Open.

Concluse anche questa stagione al n° 23 della classifica mondiale.

1979: rimpianto Wimbledon e finale Davis[modifica | modifica wikitesto]

La stagione partì col torneo di Rancho Mirage (cemento) dove fu eliminato al primo turno dal cileno Álvaro Fillol. Prese poi parte al WCT Tournament of Champions di Dorado dove nei 5 incontri di Round Robin ottenne una sola vittoria, su Manuel Orantes e quattro sconfitte, contro Peter Fleming, Ilie Nastase (la sua decima e ultima contro il tennista romeno), Vitas Gerulaitis, n° 5 ATP e Jimmy Connors, n° 1. Al torneo di Memphis (sintetico), superò Terry Moor per poi arrendersi al secondo turno a Stan Smith.

Dal 16 al 18 marzo, l'Italia affrontò la Danimarca, nel turno preliminare della zona A europea di Coppa Davis, disputatosi sulla terra battuta di Palermo. Panatta conquistò il primo singolare, sconfiggendo Michael Mortensen. La successiva vittoria di Corrado Barazzutti su Carl-Edvard Hedelund, e il successo in doppio di Panatta e Bertolucci su Mortensen e Hedelund garantirono all’Italia la qualificazione al turno successivo, rendendo inutili gli ultimi due singolari, con l’ultimo vinto da Panatta su Hedelund, che fissò il punteggio della sfida sul 5-0 per l'Italia.

Al WCT di Milano (sintetico), Panatta giunse in semifinale superando al primo turno Ismail El Shafei e negli ottavi l’argentino José Luis Clerc. Nei quarti eliminò lo statunitense Gene Mayer. Al penultimo atto fu John Alexander a sbarrargli la strada. Fu ancora l’australiano a eliminarlo, all'esordio nel torneo di Montecarlo dove non era mai stato sconfitto al primo turno.

A Houston (terra battuta), fu estromesso al secondo turno da Roscoe Tanner. Nei sedicesimi aveva eliminato il paraguaiano Víctor Pecci. Nel successivo torneo di Las Vegas (cemento), si spinse fino ai quarti sconfiggendo il qualificato americano Bruce Manson e Wojtek Fibak, per poi arrendersi a Gene Mayer.

Nella prima settimana di maggio, a Dusseldorf, prese parte alla seconda edizione della Nations Cup, (terra battuta), vinta dall’Australia. Nei gironi eliminatori, contro la Spagna, sconfisse Manuel Orantes e, contro l’Argentina, Ricardo Cano. In semifinale affrontando gli Stati Uniti, ebbe la meglio su Eddie Dibbs. In finale l’Italia sfidò l’Australia e Panatta superò Phil Dent. Il successo non fu, tuttavia, sufficiente alla sua squadra per conquistare il trofeo.

La dodicesima partecipazione di Panatta agli Internazionali d'Italia si concluse ai quarti. Al primo turno aveva eliminato Ricardo Cano, nei sedicesimi Bill Scanlon e negli ottavi José Higueras, che era tornato al Foro Italico nonostante la promessa di non disputare più il torneo a causa delle vicende accadute nell'edizione precedente. A interrompere il cammino di Panatta nei quarti fu Guillermo Vilas, n° 3 del mondo.

Il terzo turno fu invece il capolinea della sua undicesima presenza al Roland Garros, dopo che nel primo aveva eliminato lo spagnolo Ángel Giménez e nel secondo Jan Kodeš. A eliminarlo nei sedicesimi fu lo statunitense Eliot Teltscher.

Dal 15 al 17 giugno, l'Italia affrontò la Polonia, nei quarti della zona A europea di Coppa Davis, disputati sulla terra battuta di Varsavia. Panatta fu sconfitto nel primo singolare da Wojtek Fibak. La successiva vittoria di Corrado Barazzutti su Henrik Drzymalsky e il successo in doppio di Panatta e Barazzutti su Fibak e Tadeusz Nowicky portarono in vantaggio l’Italia al termine della seconda giornata. La vittoria di Barazzutti su Fibak rese inutile il successo di Panatta su Drzymalsky, a punteggio acquisito a favore dell’Italia, che fissò il risultato della sfida sul 4-1.

L'unico torneo di adattamento all'erba di Wimbledon lo disputò a Surbiton dove fu subito eliminato da Hank Pfister. L'ottava partecipazione allo Slam di Londra fu la sua migliore in carriera. Al primo turno sconfisse Angel Giménez, vincendo per la prima volta in carriera un incontro in 3 set in questo torneo. Nel turno successivo dovette ricorrere invece alla quinta partita per eliminare la wild card britannica, Jonathan Smith. Nei sedicesimi sconfisse in tre tie-break Ove Bengtson e negli ottavi Sandy Mayer ancora in tre set. Il quarto di finale, perso da Panatta contro Pat DuPrè, nonostante un vantaggio di 2 set a 1[90], costituisce uno dei più grandi rimpianti nella carriera del giocatore.[91]

Dal 13 al 15 luglio, nella semifinale della Zona A europea di Coppa Davis, l'Italia sconfisse l’Ungheria per 3-2, sulla terra battuta del campo centrale del Foro Italico di Roma. Dopo la traumatica sconfitta subita l’anno precedente con Peter Szoke, Panatta, nel suo primo singolare, concesse all’ungherese soltanto tre game. Corrado Barazzutti sconfisse Balázs Taróczy, portando l’Italia sul 2-0. In doppio, Taroczy e Szoke riaprirono il confronto superando Panatta e Bertolucci, ma il successo di Barazzutti su Szoke regalò la qualificazione all’Italia.

Iniziò poi la stagione sul cemento americano, che prese il via dal torneo di Cleveland. Al primo turno Panatta sconfisse l'australiano Dale Collings, per poi cedere al tie-break del terzo set al giocatore di casa Gene Stuart Malin. Non andò oltre il primo turno, invece, nella sua sesta partecipazione agli US Open dove fu sconfitto dal sudafricano Kevin Curren.

Dal 14 al 16 settembre, nella finale della Zona A europea di Coppa Davis, disputata ancora al Foro Italico di Roma, l'Italia sconfisse 4-1 la Gran Bretagna. Panatta esordì con la sua seconda sconfitta in Coppa Davis al Foro Italico, contro Buster Mottram, cui seguì la vittoria di Corrado Barazzutti su John Lloyd. Il doppio composto da Barazzutti e Zugarelli portò l’Italia in vantaggio 2-1, con il successo su Mark Cox e David Lloyd. La vittoria di Panatta su John Lloyd sancì la qualificazione dell'Italia alla semifinale Interzone.

Subito dopo, Panatta raggiunse le semifinali al torneo di Palermo (terra battuta). Al primo turno eliminò l'italiano Roberto Meneschincheri. Nei sedicesimi superò il britannico John Feaver, mentre nei quarti dovette ricorrere al tie-break del terzo set, per spuntarla sull'australiano Peter McNamara. In semifinale Corrado Barazzutti, gli concesse soltanto tre game.

Nella semifinale Interzone di Coppa Davis, vinta per 4-1 sulla Cecoslovacchia e disputata al Foro Italico dal 5 al 7 ottobre, dopo la sconfitta subita da Barazzutti per mano di Tomas Smid, Panatta sconfisse Ivan Lendl, vincendo per 6-0 sia il terzo sia il quarto set.[92] In doppio, superando Smid e Jan Kodeš, Panatta e Bertolucci portarono in vantaggio l’Italia prima dell’ultima giornata, quando il successo di Barazzutti su Lendl assicurò agli azzurri la loro terza finale di Coppa Davis. A punteggio acquisito, Panatta sconfisse Smid.

Al torneo Godó di Barcellona (terra battuta), superò il primo turno a spese dello spagnolo Miguel Mir. Al secondo eliminò Jairo Velasco. Negli ottavi sconfisse per la seconda volta in pochi giorni Ivan Lendl. Fu Raùl Ramirez, n° 8 del mondo, a eliminarlo nei quarti.[93]

Dal 14 al 16 dicembre, l'Italia disputò la sua terza finale di Coppa Davis dove fu sconfitta 5-0 dagli Stati Uniti sul sintetico del Civic Auditorium di San Francisco. La squadra era capitanata da Vittorio Crotta che sostituiva Bitti Bergamo tragicamente scomparso in un incidente stradale il 12 ottobre, cinque giorni dopo la semifinale contro la Cecoslovacchia. Corrado Barazzutti perse il primo singolare con Vitas Gerulaitis per ritiro, a causa di un infortunio occorsogli durante il secondo set. Panatta uscì nuovamente sconfitto dal suo secondo confronto diretto con John McEnroe[94] e nulla poté in doppio, insieme a Paolo Bertolucci, contro la coppia formata da Bob Lutz e Stan Smith. A punteggio acquisito a favore degli Stati Uniti, Panatta fu battuto anche da Gerulaitis. Gli Stati Uniti alzarono la Coppa per la XXVIa volta.[95][96]

Panatta chiuse la stagione al n° 28 della classifica mondiale.[97]

1980: quarta finale Davis, decimo titolo ATP[modifica | modifica wikitesto]

Panatta nei primi anni 1980 circa

Al torneo di Rotterdam (sintetico), superò al primo turno lo statunitense Butch Walts per poi arrendersi a un altro americano, Chris Delaney. Seguirono cinque sconfitte al primo turno: a Francoforte (sintetico) per mano di Tomas Smid, a Milano (sintetico), dell’australiano Rod Frawley, a Montecarlo, di Guillermo Vilas, n° 6 ATP, a Los Angeles (cemento) del francese Yannick Noah e a Las Vegas (cemento) dove a sconfiggerlo fu Vitas Gerulaitis, n° 3 del mondo.

Nel mese di maggio prese parte alla terza edizione della Nations Cup dove l'Italia arrivò in finale per il secondo anno consecutivo. Contro la Cecoslovacchia sconfisse Tomas Smid. Contro l'Argentina superò José Luis Clerc mentre nell'ultimo turno del round robin, contro la Germania, concesse soltanto due game a Rolf Gehring. In semifinale, in cui l'Italia sconfisse gli Stati Uniti, Panatta superò Harold Solomon. In finale l'Italia affrontò l'Argentina, vincitrice della manifestazione. Panatta fu sconfitto da José Luis Clerc.

Nel successivo torneo di Firenze (terra battuta), conquistò il suo decimo e ultimo titolo ATP in carriera, il 22esimo per il tennis italiano. Arrivò in semifinale senza perdere un set, superando, nell'ordine, l'australiano Warren Maher (6-2, 6-3), Jiri Hrebec (6-4, 6-2), José Luis Clerc (6-4, 7-5) e nei quarti Gianni Ocleppo (6-3, 6-3). L'unico set del torneo lo cedette a Raùl Ramirez, imponendosi con il punteggio di 6-2, 2-6, 6-4 nella sua ventiquattresima finale ATP, la 52esima che vedeva in campo un tennista italiano.

Nella sua tredicesima presenza agli Internazionali d'Italia il suo cammino si fermò al secondo turno per mano di Brian Gottfried. Al primo turno Panatta aveva superato l'israeliano Shlomo Glickstein. Nella sua dodicesima partecipazione al Roland Garros, un sorteggio poco fortunato lo mise di fronte a Jimmy Connors, n° 2 del ranking mondiale, che Panatta affrontava per la decima e ultima volta in carriera. Il tennista statunitense si impose in 4 set, chiudendo con 8 vittorie e 2 sconfitte il proprio bilancio nei confronti diretti tra i due giocatori.

Dal 13 al 15 giugno l'Italia sconfisse per 5-0 la Svizzera nella semifinale della zona A europea di Coppa Davis, disputata sulla terra battuta di Torino. Dopo la vittoria di Corrado Barazzutti su Heinz Gunthardt, Panatta superò Roland Stadler. In doppio Panatta e Paolo Bertolucci si imposero sui fratelli Heinz e Markus Günthardt, garantendo all’Italia la qualificazione alla finale europea.

Nella sua nona e ultima presenza a Wimbledon, Panatta superò i primi due turni in 5 set, rispettivamente contro lo statunitense Erik Van Dillen e Corrado Barazzutti. Nei sedicesimi fu superato facilmente da Gene Mayer. Fu l'ultimo incontro ATP da lui disputato sull'erba.

Dall’11 al 13 luglio, l'Italia superò la Svezia per 3-2 nella finale della zona A europea di Coppa Davis, disputata al Foro Italico di Roma. Dopo la vittoria di Corrado Barazzutti su Kjell Johansson, Panatta fu sconfitto nel secondo singolare da Stefan Simonsson. Il successo in doppio di Panatta e Bertolucci sui fratelli Hans e Stefan Simonsson riportò in vantaggio l’Italia al termine della seconda giornata. La vittoria di Panatta su Johansson assicurò all’Italia il punto della qualificazione.

Al torneo di Palermo (terra battuta), giunse in semifinale senza perdere un set superando, rispettivamente Ismail El Shafei, Balazs Taroczy e il boliviano Mario Martinez. Nell'ultimo atto del torneo fu sconfitto da Paul McNamee.

Nella semifinale Interzone di Coppa Davis vinta dal'Italia per 3-2 sull’Australia e disputata al Foro Italico dal 19 al 21 settembre, Panatta sconfisse Paul Mcnamee, mentre Barazzutti si arrese a Peter McNamara. In doppio, Panatta e Bertolucci superarono McNamara e McNamee, portando in vantaggio l’Italia prima dell’ultima giornata. Nel suo secondo singolare, battendo Mcnamara, Panatta assicurò all'Italia la sua quarta finale di Coppa Davis della storia.

A Ginevra (terra battuta), raggiunse la sua venticinquesima finale ATP, la n° 54 che vedeva in campo un giocatore italiano, superando nell'ordine Onny Parun e gli statunitensi Rick Fagel e Vitas Gerulaitis. In semifinale non ebbe problemi contro Roland Stadler. A sollevare il trofeo fu Balazs Taroczy, che in finale gli concesse soltanto 5 giochi.

Al torneo Godó di Barcellona (terra battuta), raggiunse le semifinali eliminando, rispettivamente Georges Goven, il cecoslovacco Stanislav Birner, Eddie Dibbs e nei quarti Corrado Barazzutti. In semifinale fu sconfitto per la prima volta in carriera da Ivan Lendl. Al torneo indoor di Parigi (sintetico), disputò la sua ventiseiesima e ultima finale ATP in carriera, la 55esima per il tennis italiano, dove arrivò senza perdere un set eliminando il francese Christophe Casa, lo spagnolo Miguel Mir, lo storico compagno di doppio Paolo Bertolucci e il qualificato spagnolo José López Maeso. All'ultimo atto si inchinò a Brian Gottfried. Il suo ultimo torneo individuale della stagione lo disputò a Bologna (sintetico) dove non andò oltre il secondo turno, superando al primo il compagno di Davis Tonino Zugarelli. Si arrese negli ottavi allo statunitense Rick Meyer.[98]

Dal 14 al 16 dicembre l'Italia disputò la sua quarta finale di Coppa Davis, nella Sportovni Hala di Praga (sintetico) dove fu sconfitta 4-1 dalla Cecoslovacchia. Nel suo primo singolare Panatta fu battuto da Tomas Smid, seguito da Corrado Barazzutti che si arrese a Ivan Lendl. Anche il doppio Panatta-Bertolucci perse la sfida contro la coppia Lendl-Smid. La finale era già decisa al termine della seconda giornata[99], in una sfida che non mancò di suscitare vaste polemiche sull'arbitraggio, giudicato molto parziale dalla squadra italiana.[100]

Panatta chiuse la stagione al n° 32 della classifica mondiale.

1981: semifinale a Montecarlo[modifica | modifica wikitesto]

La stagione partì con il primo turno del World Group di Coppa Davis, contro la Gran Bretagna, disputato sul sintetico del Conference Center di Brighton. Panatta fu sconfitto nel primo singolare da Buster Mottram. Corrado Barazzutti pareggiò i conti battendo Richard Lewis. In coppia con Paolo Bertolucci, Panatta perse il doppio contro Andrew Jarrett e Jonathan Smith ma ristabilì la parità sconfiggendo Lewis. La sconfitta di Barazzutti per mano di Mottram determinò l’eliminazione dell’Italia.[101]

Al torneo di Nancy (cemento indoor), Panatta fu eliminato negli ottavi da Mark Edmondson dopo aver sconfitto al primo turno Eric Deblicker. Al torneo di Milano (sintetico), fu eliminato al primo turno da Carlos Kirmayr.

Il 1981 fu l’anno del suo miglior risultato al torneo di Montecarlo dove raggiunse le semifinali superando i primi due turni senza perdere un set contro lo spagnolo Fernando Luna e Victor Pecci. Nei quarti sconfisse Josè Higueras prima di cedere nettamente in semifinale a Guillermo Vilas.

Un infortunio gli impedì di affrontare il canadese Larry Stefanki al primo turno del torneo di Forest Hills (terra battuta). Al torneo di Firenze (terra battuta), subì una nuova sconfitta al secondo turno per mano del Francese Gilles Moretton. Nei sedicesimi aveva superato lo svedese Hans Simonsson.

Alla sua quattordicesima partecipazione agli Internazionali d'Italia superò agevolmente i primi due turni contro lo spagnolo Gabriel Urpi e lo statunitense Tom Gullikson. Contro lo iugoslavo Marko Ostoja, negli ottavi di finale, vinse l'ultimo incontro della sua carriera agli Open d'Italia. Nei quarti fu eliminato al tie-break del terzo set dall'argentino José Luis Clerc, n° 8 del mondo. Al suo tredicesimo Roland Garros, superò all'esordio lo statunitense Harold Solomon, n° 7 del mondo, ottenendo la sua ventitreesima e ultima vittoria in carriera contro un Top 10 (record per il tennis italiano). Al turno successivo fu estromesso dal francese Thierry Tulasne. Al torneo di Bruxelles (terra battuta), sconfisse al primo turno l’argentino Eduardo Bengoechea e al secondo Jan Norback. Nei quarti fu eliminato da Steve Krulevitz. A Venezia (terra battuta), fu sconfitto nuovamente nei quarti di finale, dal cileno Pedro Rebolledo dopo che nei sedicesimi aveva eliminato l'argentino Fernando Dalla Fontana e negli ottavi il qualificato tedesco Damir Keretic.

Dopo tre tornei Challenger disputati in Italia, riuscì a superare due turni alla sua ultima partecipazione agli US Open, rispettivamente contro lo statunitense Ferdi Taygan e lo svizzero Roland Stadler, prima di inchinarsi a Guillermo Vilas, n° 4 del mondo. Nel primo turno del torneo di Palermo (terra battuta) si ritirò contro Pedro Rebolledo durante il secondo set.

A ottobre, l’Italia affrontò la Corea del Sud negli spareggi retrocessione del World Group di Coppa Davis, disputati sulla terra rossa di Sanremo e vinti dall’Italia per 4-1. Per conquistare la salvezza furono sufficienti le prime due giornate in cui Panatta vinse il proprio singolare con Choon-Ho Kim e, sempre in coppia con Paolo Bertolucci, il doppio contro il duo formato da Choon-Ho Kim e Dong-Wook Song.

Nel torneo di Barcellona (terra battuta), fu eliminato nei quarti di finale da Ivan Lendl, n° 6 del mondo, dopo aver superato i primi tre turni senza perdere un set, rispettivamente contro Georges Goven, Roland Stadler e Corrado Barazzutti. Concluse la stagione con due sconfitte al primo turno. Al torneo di Parigi indoor (cemento), fu eliminato da Richard Lewis, mentre al Bologna indoor (sintetico) a estrometterlo fu Jiří Granát.[102]

Chiuse la stagione al n° 39 della classifica mondiale.

1982: il tramonto[modifica | modifica wikitesto]

La sua penultima stagione prese il via dal torneo di La Quinta (cemento) dove fu sconfitto all'esordio da Jeff Borowiak.

Nel primo turno del World Group di Coppa Davis contro la Gran Bretagna, si ripropose a campi invertiti la sfida dell'anno precedente. Al Foro Italico di Roma Panatta fu nuovamente sconfitto nel primo singolare da Buster Mottram, e Corrado Barazzutti portò l'Italia in parità superando Richard Lewis. Panatta e Paolo Bertolucci vinsero però il doppio contro Andrew Jarret e Jonathan Smith. La sconfitta di Barazzutti per mano di Mottram rese quindi decisivo il quinto match, in cui Panatta superò Lewis regalando la qualificazione all’Italia. Fu l'ultimo incontro di singolare da lui vinto in Coppa Davis.

Al torneo di Milano (sintetico), Panatta fu eliminato al primo turno da Kevin Curren. Nella sua ultima partecipazione in carriera al torneo di Montecarlo, dopo aver superato al primo turno Paul McNamee, disputò il suo ultimo confronto diretto con Björn Borg, n° 6 del mondo, che lo sconfisse per la decima volta, col punteggio di 6-2, 3-6, 6-4. Dopo un anno d'assenza tornò a giocare la Nations Cup dove ottenne le vittorie contro l'argentino Alejandro Ganzabal e Thierry Tulasne, arrendendosi poi a Paul McNamee.

Al torneo di Firenze (terra battuta), sconfisse al primo turno lo statunitense Mark Vines per poi cedere a Stefan Simonsson.

Nella sua quindicesima presenza agli Internazionali d'Italia fu sconfitto per la terza volta in carriera al primo turno, da Bruce Manson. Nella sua ultima presenza al Roland Garros, dopo aver superato il francese Pascal Portes, si arrese a Wojtek Fibak. Al torneo di Venezia (terra battuta), eliminò al primo turno Fernando Luna per poi arrendersi negli ottavi a Steve Krulevitz.

Nei quarti di finale del World Group di Coppa Davis, disputati sulla terra rossa di Cervia e vinti dalla Nuova Zelanda per 3-2, Panatta perse in 5 set contro Russell Simpson, dopo la sconfitta subita da Corrado Barazzutti contro Chris Lewis. In coppia con Paolo Bertolucci, accorciò le distanze per l'Italia superando il duo Chris Lewis-Simpson. La sconfitta che Panatta subì in singolare contro Chris Lewis decretò però l'eliminazione dell'Italia dalla competizione.[103]

Seguirono poi quattro eliminazioni al primo turno. A Palermo (terra battuta), fu eliminato dallo spagnolo Juan Avendaño. A Ginevra (terra battuta), lo sconfisse Vitas Gerulaitis, n° 5 del mondo. Al torneo Godó di Barcellona (terra battuta), fu battuto dal peruviano Pablo Arraya, mentre, a Basilea (cemento, indoor), si arrese allo statunitense Chip Hooper.

A distanza di 4 mesi dall’ultima, arrivò una vittoria, nel primo turno del torneo di Vienna (cemento, indoor) a spese dello svedese Per Hjertquist. Negli ottavi fu sconfitto da Brian Gottfried. Nel torneo di Parigi (cemento, indoor), riuscì per la prima volta in stagione a superare due turni eliminando rispettivamente, il brasiliano João Soares e lo statunitense Mel Purcell, prima di venire sconfitto da Bill Scanlon. L'ultimo torneo da lui disputato in stagione, a Stoccolma, lo vide fermarsi agli ottavi di finale dove fu fermato dallo statunitense Erick Iskersky, dopo aver eliminato gli svedesi Ulf Pettersson, proveniente dalle qualificazioni e Hans Simonsson.[104]

Chiuse la stagione al n° 174 della classifica mondiale.

1983: il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1983 disputò soltanto dieci incontri di singolare nel circuito maggiore. Nei primi 4 subì altrettante sconfitte al primo turno. Nell'ultimo match da lui disputato sul cemento, al torneo indoor di Nancy, fu battuto da Wojtek Fibak, mentre a Milano, suo ultimo incontro in carriera sul sintetico, fu eliminato dallo statunitense Tim Mayotte. A Firenze (terra battuta), a sconfiggerlo fu Eddie Dibbs. Alla sedicesima e ultima partecipazione agli Internazionali d'Italia, all'esordio lo eliminò in due set Pablo Arraya.

Nel primo turno del World Group di Coppa Davis contro l'Irlanda, fu schierato soltanto in doppio e, sempre in coppia con Paolo Bertolucci, vinse il suo ultimo match di Davis in questa specialità contro la coppia formata da Matt Doyle e Sean Sorensen, contribuendo alla qualificazione, 3-2, dell'Italia al turno successivo.[105]

Giungendo ai quarti di finale del torneo di Venezia (terra battuta), ottenne le sue uniche due vittorie in quella stagione. Al primo turno superò il francese Jean Marc Piacentile. Il successo in due set (6-3, 6-1) negli ottavi di finale contro lo statunitense Pender Murphy fu la sua ultima vittoria ATP in singolare. Nei quarti fu eliminato dal francese Bernard Fritz.

A luglio si concluse la sua carriera in Coppa Davis. Nei quarti di finale del World Group, contro l'Argentina, nella sua ultima apparizione al Foro Italico di Roma, fu sconfitto sia in singolare, da Guillermo Vilas, sia in doppio, insieme a Paolo Bertolucci, dalla coppia Vilas-Clerc.[106]

Al termine della sfida di Davis, convocò una conferenza stampa in cui annunciò ufficialmente il ritiro dalle competizioni agonistiche entro la fine della stagione.[107] Il 18 luglio del 1983, al primo turno del torneo di Kitzbühel, fu sconfitto (6-4, 6-4) dal tedesco Hans Dieter Beutel. Fu l'ultimo incontro di singolare da lui disputato in carriera.[108][109][110]

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Panatta (a destra), capitano non giocatore della squadra italiana di Coppa Davis, esulta con Camporese nei quarti dell'edizione 1997.

Dopo aver abbandonato le competizioni nel 1983, ricoprì la carica di capitano non giocatore della squadra italiana di Coppa Davis dal 1984 al 1997.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Grande Slam[modifica | modifica wikitesto]

Torneo 1969 1970 1971 1972 1973 1974 1975 1976 1977 1978 1979 1980 1981 1982 1983 V–S
Roland Garros 1T 4T 3T QF SF 2T SF V QF 2T 3T 1T 2T 2T A 35–13
Wimbledon A 1T 3T 2T A 3T 2T 3T 2T A QF 3T A A A 17-9
US Open (erba) A A A 1T 3T A Non più disputato su questa superficie 2–2
US Open (Terra) Disputato su erba A 2T 3T Non più disputato su questa superficie 3–2
US Open (cemento) Disputato su erba Disputato su terra Har-Tru 4T 1T A 3T A A 5–3
Australian Open 1T A A A A A A A A A A A A A A 0–1
Titoli 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 1
Vittorie-Sconfitte 0–2 3–2 4–2 5–3 7–2 3–2 7–2 10–2 7–3 4–2 6–3 2-2 3-2 1-1 0-0 62-30

Titoli vinti in singolare (10)[modifica | modifica wikitesto]

No. Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 1971 Italia Senigallia Terra rossa Italia Martin Mulligan 6–3, 7–5, 6–1
2. 1973 Regno Unito Bournemouth Terra rossa Romania Ilie Năstase 6–8, 7–5, 6–3, 8–6
3. 1974 Italia Firenze (1) Terra rossa Italia Paolo Bertolucci 6–3, 6–1
4. 1975 Austria Kitzbühel Terra rossa Rep. Ceca Jan Kodeš 2–6, 6–2, 7–5, 6–4
5 1975 Svezia Stoccolma Cemento Indoor Stati Uniti Jimmy Connors 4–6, 6–3, 7–5
6. 1976 Italia Roma Terra rossa Argentina Guillermo Vilas 2–6, 7–6, 6–2, 7–6
7. 1976 Francia Roland Garros Terra rossa Stati Uniti Harold Solomon 6–1, 6–4, 4–6, 7–6
8. 1977 Stati Uniti Houston Terra rossa Stati Uniti Vitas Gerulaitis 7–6, 6–7, 6–1
9. 1978 Giappone Tokyo Terra rossa Stati Uniti Pat DuPré 6–3, 6–3
10. 1980 Italia Firenze (2) Terra rossa Messico Raúl Ramírez 6–2, 2–6, 6–4

Finali perse in singolare (16)[modifica | modifica wikitesto]

Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 1972 Germania Amburgo Terra battuta Spagna Manuel Orantes 3–6 8–9 0–6
2. 1972 Svizzera Gstaad Terra battuta Spagna Andrés Gimeno 5–7 8–9 4–6
3. 1973 Spagna Valencia Terra battuta Spagna Manuel Orantes 4–6 4–6 3–6
4. 1973 Spagna Barcellona Terra battuta Romania Ilie Năstase 1–6 6–3 1–6 2–6
5. 1973 Francia Nizza Terra battuta Spagna Manuel Orantes 6–7 7–5 6–4 6–7 10–12
6. 1973 Spagna Madrid Terra battuta Romania Ilie Năstase 3–6 6–7 7–5 1–6
7. 1973 Italia Firenze Terra battuta Romania Ilie Năstase 3–6 6–3 6–0 6–7 4–6
8. 1974 Svezia Båstad Terra battuta Svezia Björn Borg 3–6 0–6 7–6 3–6
9. 1975 Spagna Madrid (2) Terra battuta Rep. Ceca Jan Kodeš 2–6 6–3 6–7 2–6
10. 1975 Spagna Barcellona (2) Terra battuta Svezia Björn Borg 6–1 6–7 3–6 2–6
11. 1975 Argentina ATP Buenos Aires Terra battuta Argentina Guillermo Vilas 6–2 2–6 6–4
12. 1976 Svizzera Gstaad (2) Terra battuta Messico Raúl Ramírez 5–7 7–6 1–6 3–6
13. 1978 Italia Roma Terra battuta Svezia Björn Borg 6–1 3–6 1–6 6–4 3–6
14. 1978 Italia Bologna Sintetico Stati Uniti Peter Fleming 2–6 6–7
15. 1980 Svizzera Ginevra Terra battuta Ungheria Balázs Taróczy 3–6 2–6
16. 1980 Francia Parigi Sintetico Stati Uniti Brian Gottfried 6–4 3–6 1–6 6–7

Posizioni nella classifica ATP di fine anno[modifica | modifica wikitesto]

  • 1973: 14°
  • 1974: 34°
  • 1975: 14°
  • 1976: 7°
  • 1977: 23°
  • 1978: 23°
  • 1979: 28°
  • 1980: 32°
  • 1981: 39°
  • 1982: 174°[111]


Titoli vinti in doppio (19)[modifica | modifica wikitesto]

No. Anno Torneo Superficie Compagno Avversari in finale Punteggio
1. 1973 Italia ATP Firenze, Firenze Terra battuta Italia Paolo Bertolucci Spagna Juan Gisbert / Romania Ilie Năstase 6-3, 6-4
2. 1974 Italia ATP Firenze, Firenze (2) Terra battuta Italia Paolo Bertolucci Ungheria Robert Machan / Ungheria Balázs Taróczy 6-3, 3-6, 6-4
3. 1974 Svezia Swedish Open, Båstad Terra battuta Italia Paolo Bertolucci Svezia Ove Nils Bengtson / Svezia Björn Borg 6-3, 2-6, 6-3
4. 1974 Brasile Sao Paulo WCT, San Paolo del Brasile Sintetico indoor Romania Ion Țiriac Svezia Ove Nils Bengtson / Svezia Björn Borg 7–5, 3–6, 6–3
5. 1975 Italia Bologna Indoor, Bologna Sintetico indoor Italia Paolo Bertolucci Stati Uniti Arthur Ashe / Paesi Bassi Tom Okker 6-3, 3-6, 6-3
6. 1975 Regno Unito Rothmans International London, Londra Sintetico indoor Italia Paolo Bertolucci Germania Jürgen Fassbender / Germania Hans-Jürgen Pohmann 6-3, 6-4
7. 1975 Austria Austrian Open, Roma Terra battuta Italia Paolo Bertolucci Francia Patrice Dominguez / Francia François Jauffret 6-2, 6-2, 7-6
8. 1975 Argentina ATP Buenos Aires, Buenos Aires Terra battuta Italia Paolo Bertolucci Germania Ovest Jürgen Fassbender / Germania Ovest Hans-Jürgen Pohmann 3-6, 6-1, 8-6
9. 1977 Stati Uniti Houston Open, Houston Terra battuta Romania Ilie Năstase Australia John Alexander / Australia Phil Dent 6-3, 6-4
10. 1977 Stati Uniti St. Louis WCT, St. Louis WCT Sintetico indoor Romania Ilie Năstase India Vijay Amritraj / Stati Uniti Dick Stockton 6–4, 3–6, 7–6
11. 1977 Regno Unito Rothmans International London, Londra (2) Sintetico indoor Romania Ilie Năstase Regno Unito Mark Cox / Stati Uniti Eddie Dibbs 7-6(5), 6-7(3), 6-3
12. 1978 Italia ATP Firenze, Firenze (3) Terra battuta Italia Corrado Barazzutti Australia Mark Edmondson / Australia John Marks 6-3, 6-7, 6-3
13. 1979 Spagna Torneo Godó, Barcellona Terra battuta Italia Paolo Bertolucci Brasile Carlos Kirmayr / Brasile Cássio Motta 6-4, 6-3
14. 1979 Italia ATP Firenze, Firenze (4) Terra battuta Italia Paolo Bertolucci Rep. Ceca Ivan Lendl / Rep. Ceca Pavel Složil 6-4, 6-3
15. 1980 Monaco Monte Carlo Open, Monte Carlo Terra battuta Italia Paolo Bertolucci Stati Uniti Vitas Gerulaitis / Stati Uniti John McEnroe 6-2, 5-7, 6-4
16. 1980 Francia Paris Open, Parigi Sintetico indoor Italia Paolo Bertolucci Stati Uniti Brian Gottfried / Sudafrica Raymond Moore 6-4, 6-4
17. 1981 Francia Lorraine Open, Nancy Cemento indoor Romania Ilie Năstase Regno Unito John Feaver / Rep. Ceca Jiří Hřebec 6–4, 2–6, 6–4
18. 1981 Italia San Benedetto Challenger, San Benedetto del Tronto Terra battuta Italia Paolo Bertolucci Italia Marco Alciati / Stati Uniti Mike Barr 6-4, 6-3
19. 1982 Italia ATP Firenze, Firenze (5) Terra battuta Italia Paolo Bertolucci Stati Uniti Sammy Giammalva Jr. / Stati Uniti Tony Giammalva 7-6, 6-1

Finali perse in doppio (10)[modifica | modifica wikitesto]

No. Anno Torneo Superficie Compagno Avversari in finale Punteggio
1. 1973 Regno Unito British Hard Court Championships, Bournemouth Terra battuta Romania Ion Țiriac Spagna Juan Gisbert / Romania Ilie Năstase 6-4, 8-6
2. 1975 Stati Uniti Richmond WCT, Richmond Sintetico indoor Italia Paolo Bertolucci Austria Hans Kary / Stati Uniti Fred McNair 7–6, 5–7, 7–6
3. 1975 Spagna Barcelona WCT, Barcellona Sintetico indoor Italia Paolo Bertolucci Stati Uniti Arthur Ashe / Paesi Bassi Tom Okker 7-5, 6-1
4. 1976 Svizzera Swiss Open Gstaad, Gstaad Terra battuta Italia Paolo Bertolucci Germania Ovest Jürgen Fassbender / Germania Ovest Hans-Jürgen Pohmann 7-5, 6-3, 6-3
5. 1976 Svezia Stockholm WCT, Stoccolma Sintetico indoor Paesi Bassi Tom Okker URSS Aleksandre Met'reveli / Romania Ilie Năstase 7-5, 6-3, 6-3
6. 1977 Stati Uniti Carolinas International Tennis, Charlotte Sintetico indoor Italia Corrado Barazzutti Paesi Bassi Tom Okker / Australia Ken Rosewall 6-1, 3-6, 7-6
7. 1977 Messico Mexico City WCT, Città del Messico Cemento Romania Ilie Năstase Polonia Wojciech Fibak / Paesi Bassi Tom Okker 6-1, 3-6, 7-6
8. 1977 Stati Uniti Masters Doubles WCT, Kansas City Sintetico indoor Stati Uniti Vitas Gerulaitis IndiaVijay Amritraj / Stati Uniti Dick Stockton 7–6, 7–6, 4–6, 6–3
9. 1979 Stati Uniti Alan King Tennis Classic, Las Vegas Cemento Messico Raúl Ramírez Stati Uniti Marty Riessen / Stati Uniti Sherwood Stewart 4–6, 6–4, 7–6
10. 1981 Italia ATP Firenze, Firenze Terra battuta Italia Paolo Bertolucci Messico Raúl Ramírez / Rep. Ceca Pavel Složil 6-3, 3-6, 6-3

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il totale delle vittorie e sconfitte in singolare comprende gli incontri ATP nei tornei Open e quelli in Coppa Davis
  2. ^ Riccardo Bisti, E se gli Assoluti..., su tennisbest.com, 17 giugno 2012. URL consultato il 31 gennaio 2015.
  3. ^ Gianni Clerici, 500 anni di tennis, p. 355.
  4. ^ Adriano Panatta, Più Dritti che Rovesci, p. 12.
  5. ^ Adriano Panatta, Più Dritti che Rovesci, p. 16.
  6. ^ Gianni Clerici, 500 anni di tennis, p. 351.
  7. ^ Adriano Panatta, Più Diritti che Rovesci, p. 17.
  8. ^ Adriano Panatta, Più Dritti che Rovesci, p. 20.
  9. ^ The Championships, Wimbledon 2018 - Official Site by IBM, su www.wimbledon.com. URL consultato il 18 agosto 2018.
  10. ^ (EN) Italian, 18, Upsets Injured Graebner At Queensland Net. URL consultato il 22 settembre 2018.
  11. ^ Adriano Panatta, Più Dritti che Rovesci, p. 20.
  12. ^ (EN) Tennis Archives, Queensland Championships 1968, su www.tennisarchives.com. URL consultato il 22 settembre 2018.
  13. ^ (EN) Adriano Panatta | Player Activity | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 23 agosto 2018.
  14. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 22 agosto 2018.
  15. ^ (EN) Adriano Panatta | Player Activity | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 23 agosto 2018.
  16. ^ Museo dello Sport Bologna - Adriano Panatta, su www.museodellosportbologna.it. URL consultato il 23 agosto 2018.
  17. ^ Adriano Panatta, Più Dritti che Rovesci, p. 43.
  18. ^ (EN) Gesti bianchi: quel 5° set che chiuse l'era di Nick, da allora il nuovo re diventò Adriano, in UBITENNIS, 21 agosto 2015. URL consultato il 23 agosto 2018.
  19. ^ (EN) Adriano Panatta | Player Activity | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 23 agosto 2018.
  20. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 28 settembre 2018.
  21. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 22 agosto 2018.
  22. ^ (EN) Panatta Ousts Nastase in French Tennis. URL consultato il 22 agosto 2018.
  23. ^ (EN) Panatta Beats Kodes in Tennis; Orantes and Miss Tuero Score. URL consultato il 24 agosto 2018.
  24. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 22 agosto 2018.
  25. ^ (EN) Adriano Panatta | Player Activity | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 23 agosto 2018.
  26. ^ (EN) ROSEWALL WINS 2D EVENT IN ROW. URL consultato il 12 agosto 2018.
  27. ^ (EN) Lincoln Evening Journal Archives, May 13, 1973, p. 41, in NewspaperArchive.com, 13 maggio 1973. URL consultato il 10 agosto 2018.
  28. ^ Attività agonistica di Panatta nel 1973, su atpworldtour.com.
  29. ^ Più Dritti che Rovesci autore= Adriano Panatta, p. 52.
  30. ^ (EN) Adriano Panatta | Rankings History | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 12 agosto 2018.
  31. ^ Adriano Panatta | Player Activity | ATP World Tour | Tennis, su ATP World Tour. URL consultato il 22 agosto 2018.
  32. ^ Adriano Panatta, Più Dritti che Rovesci, p. 59.
  33. ^ Adriano Panatta, Più Dritti che Rovesci, p. 60.
  34. ^ (EN) Adriano Panatta | Player Activity | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 23 agosto 2018.
  35. ^ Circolo Tennis Palermo (PDF), su circolotennis.palermo.it.
  36. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 22 agosto 2018.
  37. ^ (EN) Bjorn Borg VS Adriano Panatta | Head 2 Head | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 24 settembre 2018.
  38. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 22 agosto 2018.
  39. ^ (EN) Verso Italia-Francia, la sfida del '75: disastro Panatta, via Gardini, in UBITENNIS, 3 aprile 2018. URL consultato il 13 agosto 2018.
  40. ^ (EN) Borg Put To Rout By Koch. URL consultato il 24 settembre 2018.
  41. ^ Adriano Panatta, Più Dritti che Rovesci, p. 71.
  42. ^ One day one story: 9 novembre 1975, Panatta conquista Stoccolma | BETENNIS, su www.betennis.it. URL consultato il 10 agosto 2018.
  43. ^ Adriano Panatta, Più Dritti che Rovesci, p. 71.
  44. ^ Adriano Panatta | Player Activity | ATP World Tour | Tennis, su ATP World Tour. URL consultato il 22 agosto 2018.
  45. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 22 agosto 2018.
  46. ^ Gianni Clerici, 500 anni di tennis, p. 349.
  47. ^ MonrifNet, Ubitennis - Trent’anni fa il miracolo di Panatta, su www.ubitennis.com. URL consultato il 10 agosto 2018.
  48. ^ (EN) Muller saves 10 match points in Queen's win | Tennismash, in Tennismash, 17 giugno 2016. URL consultato il 16 agosto 2018.
  49. ^ 300 Gli anni 70. URL consultato il 10 agosto 2018.
  50. ^ (EN) Solomon, In Dispute, Quits Match. URL consultato il 24 agosto 2018.
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  52. ^ Adriano Panatta, Più Dritti che Rovesci, p. 96.
  53. ^ Super User, circolotennisacate - La veronica, su www.circolotennisacate.it. URL consultato il 4 settembre 2018.
  54. ^ Adriano Panatta, Più Dritti che Rovesci, p. 95.
  55. ^ (EN) Accadde oggi: Panatta e quel match point annullato a Hutka, in UBITENNIS, 2 giugno 2017. URL consultato il 4 settembre 2018.
  56. ^ (EN) Adriano Panatta, the Michelangelo of tennis | Tennis Buzz, su tennis-buzz.com. URL consultato il 22 settembre 2018.
  57. ^ Gianni Clerici, 500 anni di tennis, p. 349.
  58. ^ Tutti gli incontri di Borg in carriera, su atpworldtour.com.
  59. ^ Adriano Panatta, Più Dritti che Rovesci, p. 96.
  60. ^ (EN) PUTTING AWAY TWO BAGELS, in Vault. URL consultato il 23 agosto 2018.
  61. ^ (EN) Roland-Garros - The 2018 French Open official site, su www.rolandgarros.com. URL consultato il 22 agosto 2018.
  62. ^ Albo d’Oro. URL consultato il 22 agosto 2018.
  63. ^ Adriano Panatta | Player Activity | ATP World Tour | Tennis, su ATP World Tour. URL consultato il 24 agosto 2018.
  64. ^ (EN) The Times , 1977, UK, English. URL consultato il 24 agosto 2018.
  65. ^ 1976, annus mirabilis per Panatta & Co.. URL consultato il 23 agosto 2018.
  66. ^ Profilo ATP di Adriano Panatta, su atpworldtour.com.
  67. ^ Gianni Clerici, 500 anni di tennis, p. 354.
  68. ^ (EN) Adriano Panatta | Player Activity | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 23 agosto 2018.
  69. ^ Nell'incontro decisivo della famosa finale di Coppa Davis contro il Cile nel 1976, in doppio insieme a Paolo Bertolucci, indossò una maglietta rossa in segno di protesta e dissenso verso la dittatura militare retta da Augusto Pinochet. Su questo gesto simbolico, e più in generale sul personaggio Panatta, il regista Mimmo Calopresti realizzò il documentario La maglietta rossa, nel 2009. Inoltre, i Modena City Ramblers dedicarono a questa impresa la canzone "Due magliette rosse" dell'album Niente di nuovo sul fronte occidentale (album).
  70. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 22 agosto 2018.
  71. ^ Risultati di Panatta contro i Top 5, su tennisabstract.com.
  72. ^ Da Panatta a Fognini, l'Italia che batte i numeri uno. URL consultato il 17 ottobre 2018.
  73. ^ (EN) Lee Enterprises, The Times News (Idaho Newspaper) 1977-04-19, 19 aprile 1977. URL consultato il 15 agosto 2018.
  74. ^ (EN) Panatta Defeats Gerulaitis in Final. URL consultato il 24 agosto 2018.
  75. ^ Secondo quanto riferisce Panatta nel libro "Più diritti che Rovesci", Warwick abbandonò l'incontro all’inizio del terzo game del terzo set, per un senso di frustrazione, avendo mancato alcuni set-point sul 5-1 in suo favore nel primo set. Il punteggio dell'incontro (4-6, 9-8, 2-0 RET) smentisce, tuttavia, il resoconto del giocatore, lasciando, piuttosto, pensare a match-point mancati da parte di Warwick durante il secondo set.
  76. ^ (EN) Tony Kornheiser, Borg Defeats Panatta, Saving 3 Match Points. URL consultato il 16 agosto 2018.
  77. ^ Adriano Panatta, Più Dritti che Rovesci, p. 138.
  78. ^ (EN) Adriano Panatta | Player Activity | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 23 agosto 2018.
  79. ^ MonrifNet, Ubitennis - I match "azzurri" da leggenda - parte 1: da Pietrangeli a Panatta, su www.ubitennis.com. URL consultato il 16 agosto 2018.
  80. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 22 agosto 2018.
  81. ^ (EN) Panatta Ousts Gerulaitis In First Round in Rome. URL consultato il 24 agosto 2018.
  82. ^ (EN) Panatta Wins in Rome as Fans Rattle Higueras. URL consultato il 17 agosto 2018.
  83. ^ (EN) Tennis: Borg Victor in Italy. URL consultato il 17 agosto 2018.
  84. ^ Risultati di Panatta sull'erba nel 1978, su tennisabstract.com.
  85. ^ Museo Del Tennis, Il Museo del Tennis: CHI SI RICORDA DI....PETER SZOKE?, su Il Museo del Tennis, giovedì 3 settembre 2015. URL consultato il 17 agosto 2018.
  86. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 22 agosto 2018.
  87. ^ vacanzecaluri, Adriano Panatta - Jimmy Connors: US OPEN 1978, 5 maggio 2009. URL consultato il 17 agosto 2018.
  88. ^ (EN) Barry Lorge, Connors Nips Panatta in Open Epic, in Washington Post, 6 settembre 1978. URL consultato il 16 agosto 2018.
  89. ^ Adriano Panatta | Player Activity | ATP World Tour | Tennis, su ATP World Tour. URL consultato il 22 agosto 2018.
  90. ^ (EN) Borg, Tanner, Connors and DuPre Victors, in Washington Post, 14 luglio 1979. URL consultato il 21 agosto 2018.
  91. ^ Panatta e il rimpianto più grande 'Quel Wimbledon che non ho vinto' - la storia - Repubblica.it, su www.repubblica.it. URL consultato il 18 agosto 2018.
  92. ^ Coppa Davis, doppietta di Panatta coi cechi. URL consultato il 21 agosto 2018.
  93. ^ Adriano Panatta | Player Activity | ATP World Tour | Tennis, su ATP World Tour. URL consultato il 22 agosto 2018.
  94. ^ Finale Coppa Davis, Italia sotto 2-0 con gli Usa. URL consultato il 19 agosto 2018.
  95. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 22 agosto 2018.
  96. ^ (EN) The Italians get the boot, in Vault. URL consultato il 19 agosto 2018.
  97. ^ (EN) Adriano Panatta | Rankings History | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 22 agosto 2018.
  98. ^ Adriano Panatta | Player Activity | ATP World Tour | Tennis, su ATP World Tour. URL consultato il 22 agosto 2018.
  99. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 22 agosto 2018.
  100. ^ CECOSLOVACCHIA-ITALIA 1980, LA FINALE DI COPPA DAVIS SCIPPATA AGLI AZZURRI, in SportHistoria, 6 aprile 2018. URL consultato il 19 agosto 2018.
  101. ^ Davis Cup - Players, su www.daviscup.com. URL consultato il 22 agosto 2018.
  102. ^ Adriano Panatta | Player Activity | ATP World Tour | Tennis, su ATP World Tour. URL consultato il 22 agosto 2018.
  103. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 22 agosto 2018.
  104. ^ Adriano Panatta | Player Activity | ATP World Tour | Tennis, su ATP World Tour. URL consultato il 22 agosto 2018.
  105. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 22 agosto 2018.
  106. ^ Davis Cup - Draws & Results, su www.daviscup.com. URL consultato il 22 agosto 2018.
  107. ^ (EN) Italia-Argentina 1983: il passo d'addio di Panatta e Bertolucci, in UBITENNIS, 2 febbraio 2017. URL consultato il 21 agosto 2018.
  108. ^ In doppio, disputò anche il primo turno degli US Open 1984, in coppia con Ilie Nastase, e fu sconfitto da Jerome Jones e Kelly Jones. Errata è l'indicazione fornita dal sito dell'ATP, secondo cui, in quello stesso anno, Panatta avrebbe disputato, insieme a Henrik Sundström, la prova di doppio del torneo di Palermo. In quel torneo, in coppia con il giocatore svedese, era iscritto e partecipò, giungendo in finale, il fratello di Panatta, Claudio.
  109. ^ Adriano Panatta 1984 ATP, su ATP World Tour. URL consultato il 22 agosto 2018.
  110. ^ Sundstrom finalista in doppio - Palermo 1984, su atpworldtour.com.
  111. ^ (EN) Adriano Panatta | Rankings History | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 13 agosto 2018.
  112. ^ Inaugurata la Walk of Fame: 100 targhe per celebrare le leggende dello sport italiano, su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.
  113. ^ 100 leggende Coni (PDF), su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianni Clerici, 500 anni di tennis, Verona, Mondadori Electa, 2007

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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