Adriano Panatta

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Adriano Panatta
Panatta.jpg
Nazionalità Italia Italia
Altezza 183 cm
Peso 81 kg
Tennis Tennis pictogram.svg
Ritirato 1983
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 369 - 225 (62,12%)
Titoli vinti 10
Miglior ranking 4° (24 agosto 1976)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 1T (1969)
Francia Roland Garros V (1976)
Regno Unito Wimbledon QF (1979)
Stati Uniti US Open 4T (1978)
Altri tornei
ATP World Tour Finals Singles Trophy (London).svg Tour Finals RR (1975)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 233 - 152 (60,52%)
Titoli vinti 17
Miglior ranking 15° (24 marzo 1980)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 2T (1969)
Francia Roland Garros QF (1975, 1977, 1980)
Regno Unito Wimbledon 3T (1975, 1976)
Stati Uniti US Open 2T (1977)
Palmarès
Oro Coppa Davis 1976
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
 

Adriano Panatta (Roma, 9 luglio 1950) è un ex tennista italiano.

In carriera, iniziata con l'Era Open, ha vinto 10 tornei ATP in singolare (record tra i tennisti italiani), di cui uno del Grande Slam (unico per l'Italia nell'Era Open) e 17 in doppio.

Considerato uno dei più grandi tennisti italiani di sempre[1], ha vissuto la sua annata migliore nel 1976, anno in cui vinse gli Internazionali d'Italia (unico tennista italiano a realizzare l'impresa nell'Era Open) e il Roland Garros (secondo italiano nella storia, dopo Nicola Pietrangeli), raggiungendo la posizione n° 4 nella classifica ATP in singolare (la più alta mai raggiunta da un tennista italiano). Con la squadra italiana, si aggiudicò la Coppa Davis (prima e unica conquistata dall'Italia), nel 1976.


E' l'unico tennista italiano ad aver raggiunto quattro finali ATP consecutivamente (Nizza, Madrid, Firenze e Bournemouth, nel 1973).

Ha vinto due tornei ATP consecutivamente (Internazionali d'Italia e Roland Garros, nel 1976). Insieme a Fabio Fognini (Stoccarda e Amburgo, nel 2013) è l'unico italiano ad aver compiuto questa impresa nell'Era Open.

È stato l'unico tennista ad aver sconfitto Björn Borg al Roland Garros, exploit compiuto per ben due volte: negli ottavi di finale dell'edizione del 1973 (7–6, 2–6, 7–5, 7–6) e nei quarti di finale dell'edizione, poi vinta, del 1976 (6–3, 6–3, 2–6, 7–6).

Con 16 incontri, vanta la più lunga serie di successivi consecutivi mai ottenuta da un tennista italiano nell'Era Open.

Si è ritirato nel 1983, all'età di 33 anni.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Primi passi[modifica | modifica wikitesto]

Visse sin da piccolo a stretto contatto con il mondo del tennis, grazie al padre Ascenzio, custode del "Tennis Club Parioli" (circolo tennistico romano dove Adriano mosse i primi passi), con il fratello minore Claudio. Il suo desiderio da bambino era quello di diventare nuotatore ma fu proprio il papà a iscriverlo ai corsi del circolo in cui lavorava, quando Adriano aveva sei anni. Nel 1959, si trasferì al club Tre Fontane, nel quartiere EUR di Roma, dove gli furono affidati due maestri, Wally Sandonnino e Simon Giordano[2], che, convinti delle sue qualità, furono i primi a insegnargli nozioni, oltreché tecniche, tattiche e comportamentali. Di lì a poco, si trasferì al centro tecnico federale di Formia, sotto la guida del mentore Mario Belardinelli.

1968: Semifinali a Wimbledon Juniores ed esordio nell'era amatoriale[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1968, fece la sua prima apparizione nel circuito, esordendo agli Internazionali d'Italia, non ancora diventati "Open", affrontando e sconfiggendo al primo turno, in tre set (si giocava al meglio dei 5) il colombiano Alvaro Pena (6-1, 6-3, 6-3), per poi essere eliminato al turno successivo dall'australiano Ray Ruffels (10-8, 4-6, 2-6, 1-6). In quella stagione, la Federazione Italiana Tennis optò per non iscriverlo agli Internazionali di Francia Juniores, facendogli, invece, disputare il torneo giovanile di Wimbledon, dove, dopo aver superato il brasiliano Fernando Gentil e lo svedese Terje Larsen, si arrese in semifinale all'australiano John Alexander (5-7. 1-6, 3-6), futuro vincitore del torneo. La sua seconda e ultima esperienza di quell'anno nel circuito amatoriale fu, invece, al torneo di Barcellona (che entrò a far parte dell'Era Open nel 1970), dove fu sconfitto in due set dall'indiano Ramanathan Krishnan.

1969: Primo successo ATP[modifica | modifica wikitesto]

Il 1969 lo vide disputare quattro incontri in tornei ATP "Open". A gennaio, fece il suo debutto nei tornei dello Slam, giocando l'unico match della sua carriera agli Open d'Australia e la sua prima gara ATP sull'erba (superficie sulla quale, all'epoca, si disputava il torneo). Fu sconfitto dal giocatore di casa Terry Addison in tre set (6-0, 7-5, 6-1). Il 21 maggio fu il giorno della sua prima vittoria in un incontro ATP nell'Era Open, agli Internazionali d'Italia, dove, al primo turno, sconfisse in due set (6-3, 6-4) il francese Wanaro N'godrella. Fu poi eliminato, nei 32esimi, in due set (2-6, 4-6) dallo spagnolo Manuel Orantes. A maggio, partecipò per la prima volta agli Internazionali di Francia del Roland Garros, dove fu sconfitto, al primo turno, in tre set (2-6, 2-6, 3-6) dal tedesco Han Jurgen Pohmann.

1970: Vittoria agli assoluti e ottavi al Roland Garros[modifica | modifica wikitesto]

In maggio, disputò il suo secondo Roland Garros, dove superò, nell'ordine, gli australiani John Alexander e Barry Phillips Moore, entrambi in 5 set, e il cecoslovacco Vladimir Zednik, in 4. Fu la sua prima qualificazione agli ottavi di finale del torneo, dove venne eliminato, in tre set, dal francese Francois Jauffret. La settimana successiva, fece il suo esordio in Coppa Davis, a Torino, contro la nazionale cecoslovacca, conquistando il successo in tre set contro Jan Kukal, vincendo il doppio in coppia con Massimo Di Domenico, e venendo sconfitto, in tre partite, da Jan Kodes. Alla sua seconda presenza agli Internazionali d'Italia, si fermò nuovamente al secondo turno per mano dello jugoslavo Zeljko Franulovic (4-6, 3-6, 6-3, 3-6), dopo che, al primo, aveva avuto la meglio sull'australiano Owen Davidson, in 4 set (7-5, 7-9, 6-3, 6-0). Giugno fu il mese del suo debutto assoluto sull'erba di Wimbledon, dove, al primo turno, l'australiano Owen Davidson si prese immediatamente la rivincita di Roma, eliminandolo in 4 set (6-1, 6-3, 5-7, 8-6). Il 27 settembre, salì alla ribalta vincendo, a Bologna, i Campionati italiani assoluti di tennis, superando a sorpresa in cinque set Nicola Pietrangeli, il giocatore italiano più titolato di sempre, dopo essere stato in svantaggio 1-4 nel quinto set. Fu un incontro spartiacque nella storia del tennis italiano e un autentico passaggio di consegne tra i due campioni.

1971: Primo titolo ATP e bis agli assoluti[modifica | modifica wikitesto]

Ad aprile, disputò due tornei ATP, in Sicilia, entrambi su terra battuta. Nel primo, a Palermo, superò lo spagnolo Luis Bruguera e il romeno Sever Dron, entrambi in due set, approdando per la prima volta nei quarti di finale di un torneo ATP, dove venne eliminato in due set (2-6, 4-6) dal britannico Roger Taylor, n° 16 del mondo. Nel secondo, tenutosi a Catania, il percorso fu identico al precedente. Nei primi due turni, prevalse sull'australiano Syd Ball, in due set e sul francese Patrice Dominguez, in tre. Nel secondo quarto di finale della sua carriera, venne sconfitto in due set dal francese Pierre Barthes. Sempre ad aprile, nel confronto Italia-Bulgaria di Coppa Davis, svoltosi a Perugia su terra battuta, ottenne il successo in tre set su Ljuben Genov e vinse il doppio con Massimo Di Domenico.

A maggio, tornò per la terza volta a Roma per gli Internazionali d'Italia e, dopo aver sconfitto al primo turno l'australiano Bill Bowrey, in tre set, dovette nuovamente arrendersi nei 32esimi, stavolta per mano dello statunitense Arthur Ashe, n° 2 del mondo, che lo superò in due set.

La settimana successiva, a Zagabria, in Coppa Davis contro la Jugoslavia, fu sconfitto, in cinque set, sia nella sfida di singolare, a opera di Boro Jovanovic (0-6, 6-3, 6-4, 3-6, 2-6), sia in quella di doppio, in coppia con Massimo Di Domenico, sempre in 5 set, in due incontri caratterizzati da innumerevoli, accalorate proteste da parte dei giocatori azzurri nei confronti di arbitro e giudici di linea[3].

La sua prima partecipazione al torneo di Amburgo (terra battuta, categoria ATP 500) fu segnata dalla sconfitta al primo turno, in quattro set, nei confronti dell'ungherese Istvan Gulyas. La terza partecipazione al Roland Garros lo vide nuovamente arrendersi al terzo turno. A sbarrargli la strada, in 5 set (6-4, 8-6, 3-6, 4-6, 9-7), fu il francese Patrice Dominguez, dopo che nei primi due turni, Panatta aveva superato, rispettivamente, il britannico Stanley Matthews e il francese Wanaro N'godrella, entrambi in tre set. A giugno, iniziò la campagna sull'erba, con destinazione finale Wimbledon. Al Queen's, fu subito estromesso, in due set, dallo statunitense Pancho Gonzales. Alla sua seconda partecipazione a Wimbledon, si spinse sino ai sedicesimi di finale, dove venne sconfitto in tre set dallo statunitense Cliff Richey, n° 6 del mondo, dopo aver eliminato, al primo turno, il qualificato americano Butch Seewagen e, al secondo, l'altro statunitense Charlie Pasarell.

A luglio, partecipò al torneo di Gstaad (terra battuta), dove sconfisse al primo turno l'australiano Ross Case, in due set, per poi inchinarsi a un altro australiano, Roy Emerson, n° 10 del mondo, sempre in due set.

Ad agosto, al Senigallia Open (terra battuta), giocò il suo primo torneo ATP come testa di serie n° 1. Nei sedicesimi, superò il connazionale Bruno Chimenti in due set (6-2, 6-1) e negli ottavi sconfisse, in tre partite, un altro connazionale, Vincenzo Franchitti (6-4, 5-7, 6-2). Nei quarti, ebbe la meglio in due set sull'indiano Atet Wijono (6-3, 6-3). La semifinale lo vide sconfiggere, in rimonta, il cecoslovacco Frantisek Pala, teste di serie n° 4 (1-6, 6-4, 6-4). Nell'ultimo atto, piegò in tre set (la finale si disputava al meglio dei 5) l'italiano Martin Mulligan, testa di serie n° 2, col punteggio di 6/3 7/5 6/1. Fu il suo primo titolo ATP, il primo vinto da un tennista italiano nell'Era Open, nella prima di sei finali "derby" disputate da tennisti italiani nell'Era Open.

A settembre, al circolo le Cascine di Firenze, andò in scena la rivincita del match di dodici mesi prima contro Nicola Pietrangeli, nella finale dei Campionati italiani assoluti di tennis. Fu di nuovo Panatta a spuntarla, ancora in 5 set. Era la definitiva ascesa di una stella, insieme a un sipario che calava con eleganza e dolcezza sulla storia del tennis italiano.

Dopo una pausa di oltre tre mesi dal circuito maggiore, Panatta concluse la stagione a novembre, nel torneo indoor di Bologna, prima esperienza ATP per lui su una superficie sintetica. Superò i primi due turni in tre set, prima contro lo statunitense Roy Barth e poi contro il sudafricano Frew Mcmillan, per poi arrendersi all'australiano Ken Rosewall, n° 4 del mondo.

1972: Quarti al Roland Garros, finali ad Amburgo e Gstaad[modifica | modifica wikitesto]

Iniziò la stagione a febbraio, negli Stati Uniti, dove, al torneo di Des Moines (cemento indoor), venne eliminato al primo turno dallo statunitense Jim Osborne, in tre set. La settimana successiva fu nuovamente sconfitto al primo turno del torneo di Los Angeles (cemento indoor), dallo statunitense Tom Gorman, n° 18 del mondo, in due set. Senza soluzione di continuità, partecipò al torneo di Salisbury (cemento indoor), dove vinse il suo primo incontro in carriera su questa superficie, superando, al primo turno, l'ungherese Szabolcz Baranyi, in tre set, prima di arrendersi nuovamente a Tom Gorman, n° 17 del mondo, in due set. La trasferta USA si concluse a New York (cemento indoor), con un'altra sconfitta al primo turno, ancora per mano di un tennista americano, Tom Edlefsen, che si impose in tre set. Dopo oltre un mese di pausa, partecipò al torneo di Johannesburg (cemento, categoria Masters 1000), dove, superando il primo turno in tre set (si giocava al meglio dei 5), a spese del francese Jean Baptiste Chanfreau, vinse la prima partita ATP della sua carriera su questa superficie, per poi essere sconfitto, al turno successivo, dal giocatore di casa Bob Hewitt, in 5 set. La settimana successiva tornò finalmente a giocare in Europa, partecipando al torneo di Madrid (terra battuta, categoria ATP 500), dove venne eliminato ai quarti di finale, in tre set, dal cecoslovacco Frantisek Pala, dopo aver sconfitto, nei primi due turni, rispettivamente, il sudafricano Raymond Moore e lo statunitense Stan Smith, n° 3 del mondo, entrambi in due set.

Sotto le aspettative, fu la sua quarta partecipazione agli Internazionali d'Italia, dove venne sconfitto al primo turno, in tre set, dall'ungherese Istvan Gulyas. Tre settimane più tardi, partecipò al torneo di Bruxelles (terra battuta), dove, al primo turno, sconfisse, in tre set, il francese Daniel Contet, per poi arrendersi, in due partite, allo spagnolo Andres Gimeno. A maggio, partecipò alla sfida di Coppa Davis contro la Francia, aggiudicandosi i suoi due singolari, rispettivamente con Jan Hordijk e Fred Hemmes, entrambi sconfitti in tre set. Pochi giorni dopo, disputò il suo quarto Roland Garros, dove si spinse per la prima volta fino ai quarti di finale. Al primo turno, superò in 4 set, il romeno Ilie Nastase, n° 7 del mondo e testa di serie n° 2 del torneo. Nei sedicesimi, sconfisse in quattro set il sovietico Vladimir Korotkov, proveniente dalle qualificazioni e, negli ottavi, il sudafricano Raymond Moore, anche lui in 4 set. A interrompergli il cammino, nei quarti, fu il sovietico Alex Metreveli, testa di serie n° 10, ancora in 4 set. A giugno, nella sua seconda esperienza al torneo di Amburgo (terra battuta, categoria ATP 500), raggiunse la sua prima finale in stagione, dove fu sconfitto in 3 set dallo spagnolo Manuel Orantes, dopo aver superato, nell'ordine, il belga Patrick Hombergen, in due set, gli australiani Dick Crealy e Barry Phillips Moore e il cecoslovacco Jan Kodes in 3 partite (al meglio delle 5).

Un mese più tardi, nella sfida di Coppa Davis contro la Romania, fu sconfitto in entrambi i suoi singolari da Ion Tiriac e Ilie Nastase, sempre in 4 set.

Due settimane più tardi, al Queen's, venne nuovamente eliminato al primo turno, in 2 set, dal belga Bernard Mignot. Al successivo torneo di Wimbledon, dove partecipò per la terza volta, non andò oltre i sedicesimi di finale. Dopo aver superato, nei primi due turni, l'australiano Neale Fraser, in 5 set, e il cecoslovacco Jan Kukal in quattro, si arrese, in quattro partite, allo statunitense Jimmy Connors.

A luglio, conquistò, a Gstaad (terra battuta) la sua seconda finale dell'anno, dove fu sconfitto in tre set (incontro al meglio dei 5) dallo spagnolo Andres Gimeno, dopo aver superato, nell'ordine, il polacco Tadeusz Nowicki, lo spagnolo Antonio Munoz, e il francese Jean Loup Rouyer, tutti in due set e, in semifinale, il romeno Ion Tiriac in quattro.

Ad agosto, partì per un'altra trasferta negli Stati uniti, cominciando con il torneo di Indianapolis (terra battuta), dove superò al primo turno lo statunitense Jim Osborne in 2 set, ma si arrese subito dopo al canadese Mike Belkin, sempre in 2 set. La settimana successiva affrontò l'Open del Canada (terra battuta), dove dovette arrendersi ai quarti di finale, sconfitto dal romeno Ilie Nastase per infortunio, con il rumeno in vantaggio 4-0 nel primo set. Nei primi turni, aveva superato, sempre in 2 set, l'australiano John Cooper e gli statunitensi Brian Gottfried e Roscoe Tanner. Due settimane dopo, partecipò per la prima volta al torneo di Merion (erba), dove si arrese, al secondo turno, all'Indiano Anand Amritraj, dopo aver superato, all'esordio, lo statunitense George Hardie, in 3 set. Il 30 agosto giocò il suo ultimo incontro ATP dell'anno, nella sua prima partecipazione agli US Open (erba), dove fu subito eliminato dallo statunitense Clark Graebner, n° 17 del mondo.

1973: Bournemouth, Firenze, semifinale al Roland Garros e 4 finali ATP consecutive[modifica | modifica wikitesto]

La sua stagione prese il via con il WCT di Milano (sintetico indoor), dove, al primo turno, eliminò l'australiano Ross Case ma, al turno successivo, dovette inchinarsi al numero uno del mondo, Ken Rosewall. Dopo una pausa di circa un mese, iniziò la sua campagna su terra battuta, con il torneo di Valencia, dove giunse in finale, sconfitto, in tre set (incontro al meglio dei 5) dallo spagnolo Manuel Orantes. Per arrivarci, aveva superato, al primo turno, in due set, il connazionale Piero Toci. Negli ottavi, incontrò, per la prima volta in carriera, il sedicenne svedese Bjorn Borg, superandolo in due set (6-2, 6-1). Nei quarti, eliminò, sempre in due set, il tedesco Harald Elschenbroich e, in semifinale, il francese Patrick Proisy, in 4 set. La settimana successiva partecipò al torneo di Barcellona, dove conquistò la sua seconda finale ATP consecutiva. Stavolta, a impedirgli di sollevare il trofeo fu il romeno Ilie Nastase, numero due del mondo, che lo superò in 4 set. Per raggiungere l'ultimo atto, aveva eliminato, al primo turno, il greco Nicholas Kalogeropoulos e, negli ottavi, nuovamente Bjorn Borg, sconfitto per la seconda volta in 7 giorni, il belga Patrick Hombergen, nei quarti di finale e, in semifinale, in 4 set, Manuel Orantes, con cui vendicò la sconfitta della settimana precedente a Valencia. Due giorni dopo, era già ai nastri di partenza del torneo di Montecarlo, dove superò i primi due turni, sempre in 2 set, contro lo svedese Kjell Johansson e il belga Bernard Mignot. Nei quarti di finale, fu eliminato, in 5 set, dal francese Georges Goven.

Il 15 aprile ebbe inizio la sua striscia record di 4 finali ATP consecutive (tutte sulla terra), impresa senza precedenti nel tennis italiano dell'Era open. La serie iniziò dal torneo di Nizza, con le vittorie sull'australiano Kim Warwick, in 2 set, sullo statunitense Paul Gerken, in tre set, e, nei quarti di finale, sul romeno Ion Tiriac, ancora in tre set. In semifinale, si impose sul francese Wanaro N'godrella, in 4 set. A sbarrargli la strada, in finale, fu ancora Manuel Orantes, che lo piegò in un match maratona, chiuso 12-10 al quinto[4]. Dopo un paio di giorni, era già a Madrid, dove, al primo turno, eliminò, in due set, lo jugoslavo Nicola Spear, negli ottavi il francese Patrice Dominguez e, nei quarti, lo spagnolo Juan Gisbert. In semifinale, sfruttò il ritiro dello spagnolo Manuel Orantes, quando era già in vantaggio per 6-4 4-3. Nella finale, dovette piegarsi a Ilie Nastase, numero due del mondo, che superò in 4 set, (6-3, 7-6, 5-7, 6-1). La settimana successiva, era a Firenze. Il percorso verso la finale lo vide superare, nei primi due turni, i francesi Thierry Bernasconi e Jean Francois Caujolle, entrambi in 2 set. Nei quarti di finale, si impose in 3 set sullo statunitense Paul Gerken e, in semifinale, in 4 set, sul connazionale Paolo Bertolucci, con il quale vinse la prova di doppio di quel torneo. La finale lo vide soccombere per l'ennesima volta a Ilie Nastase, che gli inflisse la quinta sconfitta in sei incontri, imponendosi in 5 set, col punteggio di 6-3, 3-6, 0-6, 7-6, 6-4. Il 12 aprile, la quarta finale consecutiva segnò anche la conquista del secondo titolo ATP, al torneo di Bournemouth[5] (terra battuta). Al primo turno, aveva superato lo statunitense Paul Gerken in 2 set (7-5, 6-0). Nei sedicesimi, si impose in 2 set (6-2, 6-2) sullo statunitense Eddie Dibbs. Negli ottavi, eliminò, in 2 set lo jugoslavo Zeljco Franulovic (9-8, 6-0), mentre, nei quarti, piegò in 3 set Patrice Dominguez (5-7, 6-4, 6-4). In semifinale, ebbe vita facile su Ross Case, superato in 2 set (6-2 6-4). In finale, superò per la seconda volta in carriera Ilie Nastase, numero 2 del mondo, imponendosi, in rimonta, col punteggio di 6-8, 7-5, 6-3.

Due settimane dopo, l'Italia affrontava la Bulgaria in Coppa Davis. Panatta si aggiudicò entrambi i singolari, contro, rispettivamente, Ljuben Genov e Bojidar Pampoulov, oltre al doppio, in coppia con Paolo Bertolucci, contro i gemelli Pampoulov.

Il 21 maggio prese il via quella che, per Panatta, era la quinta partecipazione al Roland Garros. I primi due turni (al meglio dei tre set) lo videro superare l'australiano Bob Carmichael in due set e Bernard Mignot in tre. Agevoli furono anche i sedicesimi, contro il cileno Jaime Fillol superato col punteggio di 6-4, 6-4, 6-1 (incontro al meglio dei 5 set). Negli ottavi di finale, Panatta trovò il non ancora diciassettenne Bjorn Borg, alla sua prima partecipazione alla manifestazione, infliggendogli (7-6, 2-6, 7-5, 7-6) la prima delle uniche due sconfitte da lui subite agli Internazionali di Francia. I quarti di finale lo videro imporsi, in 4 set, sull'olandese Tom Okker (6-3, 5-7, 6-3, 6-4). Fu la prima semifinale in una prova del Grande Slam. La finale gli fu, però, preclusa dallo jugoslavo Nikola Pilic che, in tre facili set (6-4 6-3 6-2), non gli concesse alcuna opportunità.

I successivi Internazionali d'Italia, (cui partecipava per la quinta volta), continuavano a non regalargli sorrisi. Dopo il successo, in due set, sullo statunitense Andrew Pattison, arrivò la sconfitta, ai sedicesimi, a opera di Patrice Dominguez, in due set (4-6, 6-7).

La stagione su erba si limitò a una fugace partecipazione al Queen's, dove fu eliminato al primo turno, in due set, dall'americano Harold Solomon. Era l'anno del boicottaggio da parte dell'ATP nei confronti del torneo di Wimbledon, colpevole di aver rifiutato l'iscrizione al torneo di Nikola Pilic. Aderirono 79 degli 82 giocatori ATP iscritti, tra cui Panatta, al quale la decisione costò un anno di squalifica dalle competizioni di Coppa Davis, inflittagli dalla Federazione Italiana Tennis.

Dovette, quindi, saltare la sfida di agosto, a Praga, contro la Cecoslovacchia e anticipò la trasferta estiva nordamericana, che prese il via dalla sua prima e unica partecipazione al torneo di Cincinnati (che all'epoca si giocava su terra battuta), dove era la testa di serie n° 5. Dopo aver superato, al primo turno, lo statunitense John Fort, fu fermato, al secondo, dall'australiano John Alexander, in due partite. Non regalarono soddisfazione neanche i successivi due tornei, Indianapolis e Montreal (entrambi su terra battuta), dove fu sconfitto, sempre al primo turno e sempre in due set, rispettivamente dallo statunitense William Higgins e dal canadese Mike Belkin.

Nel frattempo, il 3 agosto, con l'introduzione del nuovo sistema di calcolo computerizzato, si issava alla posizione n° 8 della classifica mondiale[6].

Alla sua seconda partecipazione agli US Open (erba), dove era testa di serie n° 14 e ancora n° 8 ATP, riuscì a superare due turni, eliminando, al primo, lo statunitense Victor Amaya, in 5 set (7-6, 6-7, 6-3, 6-7, 6-4) e, al secondo, il romeno Toma Ovici in tre rapide partite (6-1, 6-3, 6-1), prima di cedere il passo, in 5 set, all'australiano Allan Stone, n° 70 del ranking (7-5, 6-7, 4-6, 6-3, 6-4). Dopo oltre un mese di pausa dal circuito maggiore, si riaffacciò sulla terra battuta europea, a ottobre, nel Torneo Godó di Barcellona, dove uscì, al secondo turno, in tre set, per mano del connazionale Corrado Barazzutti, dopo aver eliminato, nei 32esimi, lo spagnolo Felix Morey, in due rapidi set. Sempre in Spagna, due settimane dopo, partecipò al torneo di Madrid, registrando i successi, al primo turno, in rimonta, sullo spagnolo Jose Castanon, n° 183 ATP e, al secondo, sull'americano Roscoe Tanner, n° 21, in due set. Negli ottavi, fu Jaime Fillol, n° 23 del mondo, a chiudergli il cammino in due set. La stagione si concluse per lui con la prima partecipazione al torneo di Parigi (sintetico indoor), dove si fermò al secondo turno, sconfitto in due set da Roscoe Tanner, dopo aver eliminato, al primo, il sudafricano Frew Mcmillan, in tre partite. Concluse la stagione (la prima con la classifica computerizzata) al quattordicesimo posto della classifica mondiale.

1974: Terzo titolo ATP a Firenze[modifica | modifica wikitesto]

Come due anni prima, la stagione partì dagli Stati uniti, con il WCT di Philadelphia (sintetico), torneo dove raggiunse i quarti di finale, sconfiggendo, al primo turno, in due set, il sudafricano Pat Cramer, nei sedicesimi il britannico Buster Mottram, sempre in due set e, negli ottavi, il Messicano Raùl Ramirez, in 3 partite. A eliminarlo, fu lo statunitense Arthur Ashe, numero 10 del mondo e testa di serie numero 8 del torneo, che poi giunse in finale sconfitto da Rod Laver. Tornato in Europa, partecipò al torneo di Bologna Indoor (sintetico), raggiungendo, anche in questo caso, i quarti di finale, dopo aver eliminato, al primo turno, il cecoslovacco Vladimir Zednich, numero 90 del mondo e, negli ottavi, il connazionale Corrado Barazzutti, n° 76 del mondo, entrambi in 3 set. Il suo giustiziere, nei quarti, fu il britannico Mark Cox, numero 22 del ranking, che si impose in 2 set. La settimana successiva, partecipò al torneo WCT di Londra (cemento indoor) dove, dopo aver eliminato, in tre set, il britannico Gerald Battrick, numero 66 del mondo, fu sconfitto, con due Tie-break, dall'altro britannico Stephen Warboys, numero 187 del mondo. Nello stesso torneo, in coppia con Paolo Bertolucci, conquistò il torneo di doppio, superando, in finale, la coppia britannica formata da Mark Farrell e John Lloyd (7-6, 6-3). Il torneo successivo fu il WCT di Barcellona (sintetico), dove, nel primo turno, ebbe la meglio sullo spagnolo Luis Bruguera, e negli ottavi, sul giapponese Jun Kamiwazumi, numero 103 della classifica mondiale, in 2 set. Nei quarti di finale, subì la prima sconfitta in carriera da Bjorn Borg, n 16 del mondo, che si impose in 2 set (6-4, 6-4). Dopo due settimane, nuova partenza per il continente americano, per una trasferta che cominciò con il torneo WCT di San Paolo (sintetico), dove il suo cammino si fermò negli ottavi di finale, per mano del giocatore di casa Thomaz Koch, numero 210 del mondo, che si impose in due set. Al primo turno, Panatta aveva eliminato l'australiano Dick Crealy, n° 57, sempre in due set. Il torneo successivo lo disputò a Tucson (cemento), dove, al primo turno, sconfisse nuovamente, Dick Crealy, in due set e, nei sedicesimi, lo statunitense Jim Mcmanus, numero 113 del mondo, mentre, negli ottavi, fu sconfitto, in due set, da Rod Laver, numero 9 del mondo, nel suo primo confronto diretto con il fuoriclasse australiano. La settimana successiva, fu impegnato nell'unica edizione del WCT di Palm Desert (cemento), dove fu sconfitto, al primo turno, in 2 set, dallo statunitense Dennis Ralston, numero 219 del mondo. Due settimane più tardi, nuovo cambio di continente, per partecipare alla seconda edizione del WCT di Tokyo (cemento), dove il suo cammino si fermò ai quarti di finale, per mano del neozelandese Onny Parun, numero 44 del mondo. Nei primi due turni, aveva sconfitto, sempre in 2 set, i britannici Mark Cox n° 19 del mondo e Gerald Battrick, numero n° 64. La settimana successiva, tornò di nuovo in America, per il WCT di Houston (terra battuta), dove uscì, al primo turno, in due set, per mano dello statunitense Arthur Ashe, numero 6 del mondo.

Dopo una pausa di un mese, al suo ritorno in Italia, conquistò il suo terzo torneo ATP in carriera, a Firenze (terra battuta). Nei sedicesimi, eliminò in due set il francese Christophe Casa (6-1, 6-2), negli ottavi il connazionale Ezio Di Matteo, numero 195 del mondo (6-2, 6-1) e, nei quarti, l'altro italiano, Vincenzo Franchitti, numero 158 del ranking (7-6, 6-2). In semifinale, eliminò in 3 set, l'argentino Julian Ganzabal, numero 156 del mondo (3-6, 7-5, 6-2). La finale lo vide imporsi, in 2 set (6-3, 6-1) sul suo compagno di doppio, Paolo Bertolucci, numero 14 del mondo, con cui vinse il torneo di quella edizione, superando in finale la coppia ungherese formata da Robert Machan e Balázs Taróczy (6-3, 3-6, 6-4).

La settimana successiva, partecipò alla prima edizione del torneo di Monaco (terra battuta), dove, al primo turno, superò lo jugoslavo Nicola Spear, numero 227 del mondo e, negli ottavi, il rumeno Toma Ovici, numero 189, per essere poi fermato, nei quarti, dal tedesco Karl Meiler, numero 34 del ranking, in 3 set.

Amara fu la sua sesta partecipazione agli Internazionali d'Italia, con l'eliminazione al primo turno, in 3 set, per mano dell'egiziano Ismail El Shafei, numero 76 del mondo.

Sconfitta al primo turno, la settimana successiva, anche nel torneo di Bourmemouth (terra battuta). A estrometterlo, in 3 set, fu l'australiano Paul Kronk, numero 98 del mondo.

La sua sesta esperienza al Roland Garros, da lui definita "la peggiore"[7], lo vide fermarsi al secondo turno, eliminato dal tedesco Hans-Jurgen Pohmann, numero 48 del mondo, dopo che, al primo, aveva eliminato, lo jugoslavo Boro Jovanovic, numero 78 del mondo, ritiratosi nel corso del secondo set. La sconfitta di Parigi, lo fece scendere repentinamente al n° 26 del ranking.

Al suo primo appuntamento su erba in stagione, a Nottingham, sconfisse al primo turno, in tre set, il cileno Patricio Cornejo, numero 91 del mondo, per poi arrendersi, nei sedicesimi, a Raùl Ramirez, numero 21, in 2 set. Alla sua quarta partecipazione a Wimbledon, dove tornava dopo il boicottaggio dell'anno precedente, superò i primi due turni sconfiggendo, nell'ordine, sempre in 4 set, Hans-Jurgen Pohmann, numero 48 del mondo e Patrick Proisy, numero 57, per poi arrendersi, in tre set, a Jimmy Connors, numero due del ranking.

A luglio, fece ritorno sulla terra battuta, giungendo in finale a Bastad. Alla semifinale, arrivò senza perdere un set, eliminando, nell'ordine, il cileno Belus Prajoux, n° 181 del mondo, lo statunitense Steve Krulevitz, n° 137 e lo svedese Leif Johansson, n° 118. In semifinale, superò nuovamente, in 4 set, il suo partner di doppio Paolo Bertolucci, numero 18 del mondo, con cui vincerà la prova di specialità, superando in finale la coppia di casa formata da Bjorn Borg e Ove Nils Bengtson. La finale, disputata il 14 luglio, lo vide soccombere, per la seconda volta in carriera, a Bjorn Borg (6-3, 6-0, 6-7, 6-3), numero 8 del mondo, già al suo sesto titolo ATP.

Gli ultimi appuntamenti della stagione lo videro giocare soltanto in Coppa Davis, una volta scontata la squalifica imposta l'anno precedente dalla F.I.T. Nell'impegno contro la Svezia, disputato in luglio, a Bastad e vinto dall'Italia per 3-2, vinse il singolare contro Leif Johansson, e perse per la terza volta in carriera, in 4 set, da Bjorn Borg. Il mese successivo, l'Italia affrontò la Romania a Mestre. Panatta sconfisse in tre set Ion Tiriac, n° 60 del mondo e, insieme a Paolo Bertolucci, vinse la determinante sfida contro la coppia Ilie Nastase-Ion Tiriac, in 5 set (6-4, 8-6, 6-8, 4-6, 6-2). Ininfluente fu la sconfitta contro Ilie Nastase, a punteggio ormai acquisito a favore dell'Italia. Nella successiva sfida perduta 1-4 contro il Sudafrica, disputata a ottobre a Johannesburg, venne sconfitto in 4 set da Raymond Moore, numero 54 del mondo e vinse in 3 set contro Bob Hewitt, numero 59, a punteggio ormai acquisito a favore del Sudafrica. Concluse la stagione al n° 34 della classifica mondiale.

1975: Kitzbühel, Masters di Stoccolma e seconda semifinale al Roland Garros[modifica | modifica wikitesto]

La stagione prese avvio, anche in quella occasione, dagli Stati Uniti, con il torneo WCT di Filadelfia, dove venne sconfitto al primo turno, in 2 set, dallo statunitense Eddie Dibbs, numero 20 del mondo. La seconda e ultima tappa del viaggio in Nordamerica andò in scena al WCT di Richmond, dove conquistò i quarti di finale, superando, nei primi due turni, il britannico Buster Mottram, numero 59 del mondo e il sudafricano Bob Hewitt, n° 65, entrambi in 3 set. Nei quarti di finale, fu eliminato, in tre set, dal n° 7 del mondo Arthur Ashe. Due settimane più tardi, partecipò, per la terza volta in carriera, al torneo di Bologna Indoor (sintetico), dove superò i primi due turni, entrambi in due set, rispettivamente con lo jugoslavo Zeljko Franulovic, numero 70 del mondo e l'australiano Dick Crealy, numero 61, prima di arrendersi, in tre set, a Bob Hewitt, numero 65 ATP. Sempre nel mese di febbraio, al torneo indoor di Barcellona (sintetico), riuscì a superare soltanto il primo turno, a spese dell'ungherese Balazs Taroczy, numero 38 del mondo, superato in 2 set, prima di lasciare strada, sempre in 2 partite, allo statunitense Steve Krulevitz, n° 95 del mondo. Nel successivo torneo di Rotterdam (sintetico), non andò oltre il primo turno, sconfitto in 2 set da Buster Mottram. A marzo, sul sintetico del torneo WCT di Londra, non andò oltre il secondo turno, sconfiggendo, in 2 set, il sudafricano Frew Mcmillan, numero 57 del mondo, per poi lasciare il passo al cecoslovacco Jan Kodes, numero 24 ATP.

Il primo impegno della stagione sulla terra battuta giunse al torneo di Montecarlo, dove venne eliminato, nei quarti di finale, in due set, da Bob Hewitt, numero 59 del mondo, dopo aver sconfitto, nei sedicesimi, Balazs Taroczy, numero 46 del ranking e il neozelandese Onny Parun, numero 19, in 2 set.

Tre settimane dopo, ad aprile, nel torneo WCT di Johannesburg, perse per ritiro, senza scendere in campo, con Bob Hewitt. Altra sconfitta al primo turno, due settimane dopo, al torneo WCT di Stoccolma, in tre combattuti set, per mano del giocatore di casa Jan Zabrodsky, numero 293 delle classifiche mondiali.

Il ritorno sulla terra battuta, al torneo di Firenze, lo vide fermarsi ai quarti di finale, dopo le vittorie, in due set, sul britannico Gerald Battrick, numero 133 ATP e sul brasiliano Fernando Gentil, numero 333, sempre in due set. Fu il boliviano Ramiro Benavides, numero 154 del mondo, a eliminarlo, sorprendentemente, in due set, con grande delusione del pubblico che gremiva in ogni ordine di posti il circolo Le Cascine. Seguirono altre due sconfitte al primo turno, rispettivamente, nel torneo di Bournemouth, in 3 set, per mano del Francese Patrice Dominguez, numero 62 del mondo e in quello di Amburgo, dove a sconfiggerlo, in due set, fu l'austriaco Hans Kary, numero 82 ATP.

La sua settima esperienza agli Internazionali d'Italia lo vide giungere agli ottavi di finale. Nel primo turno, eliminò, in 2 set, il sudafricano John Yuill, n° 72 ATP e, nei sedicesimi, in 3 set, lo statunitense Paul Gerken, numero 68. A eliminarlo, fu Manuel Orantes, numero 10 del mondo, in due set.

Il suo ranking ATP scese, intanto, al n° 53, il peggiore, fino a quel momento, dall'avvento del computer.

Due settimane più tardi, si presentò per la settima volta a Parigi per il Roland Garros. Superò facilmente i primi due turni con il tedesco Rolf Gehring, numero 183 del ranking, e lo statunitense Doug Crawford, numero 120, entrambi sconfitti in 2 set (fino ai 32esimi, si giocava al meglio dei tre). Nei sedicesimi, sconfisse per la terza e ultima volta in carriera, il rumeno Ilie Nastase, numero 6 del mondo, in 4 set. Nel turno successivo, gli furono sufficienti tre set, per sbarazzarsi del cileno Jaime Fillol, numero 26 del mondo e conquistare i quarti di finale, dove, in 4 set, ebbe la meglio sullo statunitense John Andrews, numero 74 del mondo. Nella sua seconda semifinale al Roland Garros, fu sconfitto per la quarta volta in carriera (la prima sul rosso di Parigi) da Bjorn Borg, numero 4 del mondo e futuro vincitore del torneo, col punteggio di 6-4, 1-6, 7-5, 6-4.

Due settimane più tardi, nella sfida di Coppa Davis contro la Francia, fu sconfitto in entrambi i singolari da François Jauffret, in tre set e da Patrice Dominguez, in quattro, prestando il fianco ad aspre critiche[8].

Pochi giorni dopo, partecipò direttamente a Wimbledon, senza mettere sulle gambe altri tornei di preparazione sull'erba. Dopo aver superato a fatica i primi due turni, con il qualificato argentino Lito Alvarez, n° 150 del mondo, in 4 set, e con l'egiziano Ismail El Shafei, numero 38, in cinque partite, venne sconfitto, nei sedicesimi, in 3 set, dal messicano Raùl Ramirez, numero 16 ATP.

In luglio, fece ritorno sulla terra battuta, al torneo di Kitzbuhel, dove, nel primo turno, sconfisse l'ungherese Szabolcz Baranyi, con un perentorio 6-1, 6-1. Negli ottavi, altra facile vittoria, in due set, contro il tedesco Harald Elschenbroich, numero 85 del mondo. Nessun problema neanche nei quarti di finale, contro l'ungherese Balazs Taroczy, numero 5 del ranking, sconfitto 6-4, 6-2. Altrettanto agevole fu la semifinale contro il polacco Wojtek Fibak, numero 70 del mondo, sconfitto con il punteggio di 6-0, 6-4. L'unico set perso in tutto il torneo fu il primo disputato nella finale contro il cecoslovacco Jan Kodes, numero 20 del mondo, sconfitto con il punteggio di 2-6, 6-2, 7-5, 6-4. Fu il quarto titolo ATP conquistato in carriera.

Ad agosto, partecipò a una serie di tornei su terra battuta, negli Stati Uniti, cominciando con quello di Indianapolis, dove uscì negli ottavi di finale a opera di Onny Parun, numero 21 del mondo, con il punteggio di 6-4, 6-3, dopo che, al primo turno, aveva eliminato, in due set, il sudafricano Byron Bertam, numero 239 ATP e, al secondo, il cileno Belus Prajoux, numero 127, sempre in due set. La settimana successiva fu impegnato al torneo di Montreal, dove si spinse fino ai quarti di finale, sconfitto, in due set, dallo spagnolo Manuel Orantes, numero 9 del mondo, dopo aver eliminato, sempre in 2 set, rispettivamente, lo svedese Tenny Svensson, il cecoslovacco Frantisek Pala, numero 134 del mondo e lo statunitense Harold Solomon, numero 15. L'ultimo impegno della trasferta americana andò in scena a Boston, dove, dopo aver eliminato, al primo turno, il sudafricano John Eagleton, fu sconfitto, in due set, da Rod Laver, nel secondo e ultimo confronto diretto tra i due giocatori.

Dopo una sosta dal circuito maggiore, di quasi due mesi, prese parte al torneo di Madrid, dove raggiunse la finale. Arrivò ai quarti senza perdere un set, eliminando rispettivamente, il sudafricano Frew Mcmillan, n° 69 del mondo, il tedesco Harald Elschenbroich, n° 85, Onny Parun, 21, e il n° 3 del ranking, l'argentino Guillermo Vilas, che affrontava per la prima volta in carriera. In semifinale, sconfisse per la quarta volta Bjorn Borg, n° 5 del mondo, con il punteggio di 7-5, 6-0, 6-2, per poi arrendersi, in finale, al cecoslovacco Jan Kodes, n° 20 ATP, in 4 set (2-6, 6-3, 6-7, 2-6). La settimana successiva, raggiunse nuovamente la finale, sempre in Spagna, al torneo di Barcellona. Nel primo turno, superò, in tre set, lo spagnolo Jose Castanon. Nei sedicesimi, eliminò facilmente l'altro spagnolo, Antonio Barranco. Negli ottavi, ebbe la meglio, in 2 set, sul tedesco Karl Meiler. Altrettanto facile fu la vittoria, nei quarti di finale, su Manuel Orantes, sconfitto per 6-1, 6-2. In semifinale, dovette ricorrere al quarto set per imporsi sul cileno Jaime Fillol, numero 24 del mondo. In finale, Bjorn Borg vendicò la sconfitta della settimana precedente, sconfiggendolo per la quinta volta in carriera, col punteggio di 6-1, 6-7, 3-6, 2-6. La settimana successiva, volò in Iran, per la quarta edizione del torneo di Teheran (terra battuta) dove, dopo aver eliminato, al primo turno, Bob Hewitt, cedette, in 2 set, al francese Patrick Proisy, numero 52 ATP. La settimana successiva, risentì del repentino cambio di superficie, nel torneo di Parigi indoor (sintetico), dove fu sconfitto al primo turno, in due rapidi set, dall'olandese Tom Hooker, numero 6 del mondo. A metà novembre, ottenne quella che, fino a quel momento, fu la vittoria più importante della sua carriera, conquistando il torneo di Stoccolma, categoria Masters, disputato sul cemento indoor. Il primo turno lo vide superare, in due set, il pachistano Haroon Rahim, per 6-3, 6-4. Nei sedicesimi, superò lo statunitense Sherwood Stewart, numero 66 del mondo, per 6-2, 7-5. Negli ottavi di finale, gli furono necessari tre Tie-break per avere la meglio sul tedesco Karl Meiler, numero 38 del mondo. Nei quarti, eliminò Arthur Ashe, numero 7 del ranking, per 6-3, 6-2. La semifinale, lo vede imporsi su Onny Parun, numero 21 del mondo per 6-3, 6-3. La finale fu definita dallo stesso Panatta "una partita perfetta"[9]. Dall’altra parte della rete, c’era il numero uno del mondo, Jimmy Connors, sconfitto, in rimonta, con il punteggio di 4-6, 6-3, 7-5[10]. Per Panatta, fu il quinto titolo in carriera, e il secondo in stagione, l'unico conquistato sul cemento e su una superficie diversa dalla terra.

Al successivo torneo di Buenos Aires (terra battuta), disputato sempre a novembre, giunse nuovamente in finale, eliminando, al primo turno, in due set, il colombiano Jairo Velasco, numero 92 del mondo. Negli ottavi, prevalse sul cileno Patricio Cornejo, in due set. Nei quarti, superò, sempre in 2 set, il brasiliano José Mandarino, n° 95 del mondo. In semifinale, dovette ricorrere al quinto set per avere la meglio del cileno Jaime Fillol, numero 24 del mondo. Nella finale, dopo 10 vittorie consecutive, dovette arrendersi alla maggiore freschezza fisica di Guillermo Vilas, numero 3 del ranking, che si impose col punteggio di 6-1, 6-4, 6-4, portando in parità il bilancio dei confronti diretti tra i due giocatori. Il mese di novembre si concluse con la partecipazione alla seconda edizione del torneo di Johannesburg (cemento indoor), dove, nei primi due turni, superò due giocatori di casa, rispettivamente, George Rudman, in tre set e Mike Styles, in due. Negli ottavi, fu sconfitto, in due set, dallo statunitense Andrew Pattison, n° 46 ATP.

I risultati ottenuti gli garantirono la classifica necessaria alla prima partecipazione nella storia del tennis italiano alle finali dei Masters di fine anno, dove giunse però, privo delle necessarie energie psicofisiche, soprattutto per via delle numerose e complicate trasferte cui si era sottoposto negli ultimi due mesi[9]. Il torneo si disputò a Stoccolma e Panatta non andò oltre i tre turni di Round Robin, dove subì altrettante sconfitte, rispettivamente da Arthur Ashe, n° 7 del mondo, in due set, Ilie Nastase, n° 8, in tre set e Manuel Orantes, n° 9, in due set.

Concluse la stagione alla posizione n° 14 della classifica mondiale.

1976: Anno doro - accoppiata Roma-Parigi, Coppa Davis e 4° posto nel ranking[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1976, raggiunse il culmine della carriera, con la storica "doppietta" Roma-Parigi (unico tennista italiano ad aver mai realizzato questa impresa). Al primo turno degli Internazionali d'Italia, annullò ben 11 match-point, di cui dieci in risposta[11], all'australiano Kim Warwick (3-6, 6-4, 7-6). Al secondo, ebbe la meglio in due set sul connazionale Tonino Zugarelli (7-6, 6-3) e negli ottavi eliminò, sempre in due partite, lo Jugoslavo Zeljko Franulovic (6-4, 6-1). Nei quarti di finale, lo statunitense Harold Solomon abbandonò l'incontro per proteste, convinto di aver subito un torto arbitrale, quando era al servizio, in vantaggio 5-4 e 0-30, nel set decisivo (6-2, 6-7, 4-5 RET)[12]. In semifinale (al meglio delle cinque partite), Panatta giocò il suo migliore incontro del torneo, sconfiggendo in tre set l'australiano John Newcombe (6-2, 6-4, 6-4). La finale lo vide trionfare in quattro partite sull'argentino Guillermo Vilas, n° 2 del mondo e prima testa di serie del torneo (2–6, 7–6, 6–2, 7–6). Per un tennista italiano, è l'unico successo agli Internazionali d'Italia nell'Era Open, il sesto in assoluto e il secondo in un torneo di livello ATP World Tour Masters 1000 nell'Era Open.

Due settimane dopo, si aggiudicò il Roland Garros, battendo in finale Harold Solomon (6–1, 6–4, 4–6, 7–6) dopo aver salvato un match point nell'incontro di primo turno contro il cecoslovacco Pavel Hutka e aver eliminato Björn Borg nei quarti. Il 24 agosto 1976 raggiunse il 4º posto nel ranking ATP di singolare, suo miglior piazzamento in carriera e tuttora miglior piazzamento di un tennista italiano nell'Era Open (dal 1973)[13]. Alla fine dell'anno, con la squadra nazionale capitanata da Pietrangeli (non giocatore) e composta inoltre da Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci e Tonino Zugarelli, conquistò la Coppa Davis in Cile.

Adriano Panatta vince gli Internazionali d'Italia (1976). Nello stesso anno vincerà il Roland Garros e la Coppa Davis.

1977: Ottavo titolo a Houston[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1977 vinse il torneo World Championship Tennis di Houston, battendo in sequenza Jimmy Connors, Ken Rosewall, Eddie Dibbs e Vitas Gerulaitis.

Panatta a Houston nel 1977

1978: Nono titolo a Tokyo e finale a Roma[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1978 conquistò il torneo di Tokyo, e raggiunse la sua seconda finale ai Campionati Internazionali d'Italia, venendo sconfitto in cinque set da Bjorn Borg in un famoso incontro.

1979: Il grande rimpianto di Wimbledon[modifica | modifica wikitesto]

Nonostante il gioco d'attacco e le qualità tecniche, Panatta non si trovò mai completamente a suo agio sulle superfici veloci. Sui campi in erba la sua unica performance di rilievo avvenne nel 1979, quando raggiunse i quarti di finale a Wimbledon, dove fu sconfitto dall'americano Pat Du Pré in 5 set (3–6, 6–4, 6–7, 6–4, 6–3). Quella con Du Pré fu la sconfitta più amara per Panatta (come racconta lui stesso nella sua autobiografia), nell'unica occasione in cui ebbe la concreta possibilità di raggiungere la semifinale nel torneo più prestigioso del mondo.

1980: Ultimo successo ATP[modifica | modifica wikitesto]

Il suo ultimo titolo ATP lo conquistò nel 1980, al torneo di Firenze.

1981: Semifinale a Montecarlo[modifica | modifica wikitesto]

1982: Il tramonto[modifica | modifica wikitesto]

1983: Il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

La sua carriera è stata costellata da splendide vittorie intervallate da periodi di appannamento. Oltre che per i successi a livello individuale di Roma e Parigi, è tuttora ricordato per essere stato il giocatore di punta della squadra nazionale italiana che vinse la sua prima e unica Coppa Davis nel 1976. Con l'apporto decisivo di Panatta l'Italia raggiunse la finale della Coppa Davis in tre altre occasioni (1977, 1979 e 1980), ma fu sconfitta dall'Australia nel 1977, dagli Stati Uniti nel 1979 e dalla Cecoslovacchia nel 1980.

Dopo il ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver abbandonato le competizioni nel 1983, ha ricoperto la carica di capitano non giocatore della Nazionale italiana di Coppa Davis dal 1984 al 1997, con alterni risultati. Sotto la sua guida, disponendo di giocatori quali Omar Camporese e Paolo Canè, l'Italia tennistica ha sempre evitato la retrocessione nelle serie inferiori della competizione.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie nel Grande Slam[modifica | modifica wikitesto]

Anno Torneo Avversario in finale Punteggio in finale
1976 Open di Francia Stati Uniti Harold Solomon 6–1, 6–4, 4–6, 7–6

Vittorie in singolare (10)[modifica | modifica wikitesto]

No. Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 1971 Italia Senigallia Open Terra rossa Italia Martin Mulligan 6–3, 7–5, 6–1
2. 1973 Regno Unito British Hard Court Championships, Bournemouth Terra rossa Romania Ilie Năstase 6–8, 7–5, 6–3, 8–6
3. 1974 Italia ATP Firenze, Firenze (1) Terra rossa Italia Paolo Bertolucci 6–3, 6–1
4. 1975 Austria Austrian Open, Kitzbühel Terra rossa Rep. Ceca Jan Kodeš 2–6, 6–2, 7–5, 6–4
5 1975 Svezia Stockholm Open, Stoccolma Cemento Indoor Stati Uniti Jimmy Connors 4–6, 6–3, 7–5
6. 1976 Italia Internazionali d'Italia, Roma Terra rossa Argentina Guillermo Vilas 2–6, 7–6, 6–2, 7–6
7. 1976 Francia Roland Garros, Parigi Terra rossa Stati Uniti Harold Solomon 6–1, 6–4, 4–6, 7–6
8. 1977 Stati Uniti Houston Open, Houston Terra rossa Stati Uniti Vitas Gerulaitis 7–6, 6–7, 6–1
9. 1978 Giappone Japan Open Tennis Championships, Tokyo Terra rossa Stati Uniti Pat Du Pré 6–3, 6–3
10. 1980 Italia ATP Firenze, Firenze (2) Terra rossa Messico Raúl Ramírez 6–2, 2–6, 6–4

Finali perse (16)[modifica | modifica wikitesto]

Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 1972 Germania ATP German Open, Amburgo Terra battuta Spagna Manuel Orantes 3–6, 8–9, 0–6
2. 1972 Svizzera Swiss Open Gstaad, Gstaad (1) Terra battuta Spagna Andrés Gimeno 5–7, 8–9, 4–6
3. 1973 Spagna Open de Tenis Comunidad Valenciana, Valencia Terra battuta Spagna Manuel Orantes 4–6, 4–6, 3–6
4. 1973 Spagna Open Seat, Barcellona (1) Terra battuta Romania Ilie Năstase 1–6, 6–3, 1–6, 2–6
5. 1973 Francia Open de Nice Côte d'Azur, Nizza Terra battuta Spagna Manuel Orantes 6–7, 7–5, 6–4, 6–7, 10–12
6. 1973 Spagna Madrid Tennis Grand Prix, Madrid (1) Terra battuta Romania Ilie Năstase 3–6, 6–7, 7–5, 1–6
7. 1973 Italia ATP Firenze, Firenze Terra battuta Romania Ilie Năstase 3–6, 6–3, 6–0, 6–7, 4–6
8. 1974 Svezia Swedish Open, Båstad Terra battuta Svezia Björn Borg 3–6, 0–6, 7–6, 3–6
9. 1975 Spagna Madrid Tennis Grand Prix, Madrid (2) Terra battuta Rep. Ceca Jan Kodeš 2–6, 6–3, 6–7, 2–6
10. 1975 Spagna Open Seat, Barcellona (2) Terra battuta Svezia Björn Borg 6–1, 6–7, 3–6, 2–6
11. 1975 Argentina ATP Buenos Aires, Buenos Aires Terra battuta Argentina Guillermo Vilas 6–2, 2–6, 6–4
12. 1976 Svizzera Swiss Open Gstaad, Gstaad (2) Terra battuta Messico Raúl Ramírez 5–7, 7–6, 1–6, 3–6
13. 1978 Italia Internazionali d'Italia, Roma Terra battuta Svezia Björn Borg 6–1, 3–6, 1–6, 6–4, 3–6
14. 1978 Italia Bologna Indoor, Bologna Carpet Stati Uniti Peter Fleming 2–6, 6–7
15. 1980 Svizzera Geneva Open, Ginevra Terra battuta Ungheria Balázs Taróczy 3–6, 2–6
16. 1980 Francia Paris Open, Parigi Carpet Stati Uniti Brian Gottfried 6–4, 3–6, 1–6, 6–7

Posizioni nella classifica ATP di fine anno[14][modifica | modifica wikitesto]

Dopo il tennis[modifica | modifica wikitesto]

Abbandonato il tennis, si è dedicato per alcuni anni alla motonautica, altra sua grande passione sportiva. Insieme con Giampiero Galeazzi ha formato per anni un indimenticabile duo nelle telecronache di tennis sulle reti Rai. Dopo aver fatto il consigliere comunale di Roma nella giunta di Francesco Rutelli nel 1997, è stato assessore allo sport e grandi eventi della provincia di Roma, fino al 2009. Da maggio 2010 a giugno 2012 è stato opinionista fisso, insieme a Fulvio Abbate, nel programma di LA7 (ah)iPiroso, condotto da Antonello Piroso. Dal 2 ottobre 2017 conduce, insieme a Nicoletta Simeone e Claudio Sabelli Fioretti, la trasmissione Tre di Cuori su Radio Uno.

Adriano Panatta con Loredana Bertè

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nell'incontro decisivo della famosa finale di Coppa Davis contro il Cile nel 1976, in doppio insieme a Paolo Bertolucci, indossò una maglietta rossa in segno di protesta e dissenso verso la dittatura militare retta da Augusto Pinochet. Su questo gesto simbolico, e più in generale sul personaggio Panatta, il regista Mimmo Calopresti ha realizzato il documentario La maglietta rossa, nel 2009[15]. Inoltre i Modena City Ramblers hanno dedicato a questa impresa la canzone "Due magliette rosse" dell'album Niente di nuovo sul fronte occidentale (album).

Adriano Panatta all'inizio degli anni Settanta ebbe una relazione con Loredana Bertè, allora ballerina e attrice di teatro, e fu proprio lui a presentarla a Björn Borg, con il quale la Bertè si sposò molti anni dopo nel 1989. A lui per primo nell'estate 1990 Borg annunciò il suo ritorno alle competizioni, poi avvenuto nel torneo di Montecarlo del 1991, e Panatta ne seguì in qualche modo l'allenamento.[16]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Riccardo Bisti, E se gli Assoluti..., su tennisbest.com, 17 giugno 2012. URL consultato il 31 gennaio 2015.
  2. ^ Panatta 2009, p.16.
  3. ^ Panatta 2009, p.43.
  4. ^ (EN) ROSEWALL WINS 2D EVENT IN ROW. URL consultato il 12 agosto 2018.
  5. ^ (EN) Lincoln Evening Journal Archives, May 13, 1973, p. 41, in NewspaperArchive.com, 13 maggio 1973. URL consultato il 10 agosto 2018.
  6. ^ (EN) Adriano Panatta | Rankings History | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 12 agosto 2018.
  7. ^ Panatta 2009, p.60.
  8. ^ (EN) Verso Italia-Francia, la sfida del '75: disastro Panatta, via Gardini, in UBITENNIS, 3 aprile 2018. URL consultato il 13 agosto 2018.
  9. ^ a b Panatta 2009, p.71.
  10. ^ (IT) One day one story: 9 novembre 1975, Panatta conquista Stoccolma | BETENNIS, su www.betennis.it. URL consultato il 10 agosto 2018.
  11. ^ MonrifNet, Ubitennis - Trent’anni fa il miracolo di Panatta, su www.ubitennis.com. URL consultato il 10 agosto 2018.
  12. ^ (IT) 300 Gli anni 70. URL consultato il 10 agosto 2018.
  13. ^ Profilo ATP di Adriano Panatta, su atpworldtour.com.
  14. ^ (EN) Adriano Panatta | Rankings History | ATP World Tour | Tennis, in ATP World Tour. URL consultato il 13 agosto 2018.
  15. ^ Simona Spaventa, Panatta il 'rosso' 'Così quel giorno sfidai Pinochet', la Repubblica, 7 ottobre 2010. URL consultato il 31 gennaio 2015.
  16. ^ Panatta 2009, p.111.
  17. ^ Inaugurata la Walk of Fame: 100 targhe per celebrare le leggende dello sport italiano, su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.
  18. ^ 100 leggende Coni (PDF), su coni.it. URL consultato il 20 dicembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adriano Panatta, Io e il tennis. La mia vita raccontata a Luca Liguori, Torino, SEI, 1977
  • Adriano Panatta, Più dritti che rovesci. Incontri, sogni e successi dentro e fuori dal campo, Milano, Rizzoli, 2009

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN101458115 · ISNI (EN0000 0000 7888 4484 · SBN IT\ICCU\SBLV\138327 · GND (DE139853561 · BNF (FRcb169362574 (data)