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Rafael Nadal

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Rafael Nadal
Rafael Nadal nel 2024
NazionalitàSpagna (bandiera) Spagna
Altezza185 cm
Peso85 kg
Tennis
Termine carriera19 novembre 2024
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 1080–228 (82.57%)
Titoli vinti 92[1]
Miglior ranking 1º (18 agosto 2008)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia (bandiera) Australian Open V (2009, 2022)
Francia (bandiera) Roland Garros V (2005, 2006, 2007, 2008, 2010, 2011, 2012, 2013, 2014, 2017, 2018, 2019, 2020, 2022)
Regno Unito (bandiera) Wimbledon V (2008, 2010)
Stati Uniti (bandiera) US Open V (2010, 2013, 2017, 2019)
Altri tornei
 Tour Finals F (2010, 2013)
 Giochi olimpici Oro (2008)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 139–76 (64.65%)
Titoli vinti 11
Miglior ranking 26º (8 agosto 2005)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia (bandiera) Australian Open 3T (2004, 2005)
Francia (bandiera) Roland Garros -
Regno Unito (bandiera) Wimbledon 2T (2005)
Stati Uniti (bandiera) US Open SF (2004)
Altri tornei
 Giochi olimpici Oro (2016)
Palmarès
 Coppa Davis
OroCoppa Davis 2004
OroCoppa Davis 2008
OroCoppa Davis 2009
OroCoppa Davis 2011
OroCoppa Davis 2019
 ATP Cup
ArgentoATP Cup 2020
 Laver Cup
OroLaver Cup 2017
OroLaver Cup 2019
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.

Rafael Nadal Parera, detto Rafa (Manacor, 3 giugno 1986), è un ex tennista spagnolo.

Rafael Nadal
Marchese di Llevant di Maiorca
Stemma
Stemma
In caricadal 24 giugno 2025
TrattamentoSua eccellenza
NascitaManacor, 3 giugno 1986 (39 anni)
DinastiaNadal
PadreSebastián Nadal
MadreAna María Parera
ConsorteMaria Francesca Perelló Pascual
FigliRafael Nadal Perelló
Miquel Nadal Perelló
Firma

In virtù dei record, dei titoli conseguiti e del completo repertorio di gioco, è riconosciuto come uno dei migliori tennisti di tutti i tempi, nonché uno dei più grandi atleti nella storia dello sport.[2][3][4][5][6][7][8] Con 22 successi su 30 finali disputate è il secondo uomo più vincente nelle prove del Grande Slam, dopo Novak Đoković (24). Nel suo palmarès vanta 14 Roland Garros (record assoluto), 4 US Open, 2 Wimbledon e 2 Australian Open;[9] è inoltre uno dei soli quattro giocatori capaci di aggiudicarsi almeno due volte tutti i Major.[10]

Con 59 successi è in seconda posizione, dietro a Đoković, nella classifica delle vittorie dei Big Titles, ovvero i tornei di tennis più importanti e prestigiosi al mondo. Oltre ai già citati 22 Slam, ha vinto 36 Masters 1000 e l'oro olimpico in singolare a Pechino 2008. Nella sua bacheca figurano inoltre 23 ATP 500, 10 ATP 250, 5 Coppe Davis e 2 Laver Cup con la Spagna, oltre a un'altra medaglia d'oro olimpica in doppio a Rio 2016. Complessivamente ha vinto 110 titoli che lo portano alla posizione numero 6 nella classifica dei tennisti per numero di titoli vinti, 92 nel singolare (5° in questa classifica).[11]

Le sue numerose vittorie sulla terra rossa (record di 63 titoli) gli sono valse il soprannome di "Re della terra rossa", superficie su cui è considerato il più forte nella storia del tennis.[12][13][14][15] Nel 2021 vicino allo stadio centrale del Roland Garros a Parigi fu inaugurato un museo celebrativo dedicato e una statua di acciaio inossidabile alta tre metri che lo raffigura[16], a cui si è aggiunta nel 2025 una targa commemorativa incastonata direttamente sul campo centrale: il numero 14 e l'impronta del suo piede, a lato della rete, ricordano i successi ottenuti sul Court Philippe Chatrier.[17]

Soprannominato anche “Il mancino di Manacor”,[18] è stato nº 1 del mondo per un totale di 209 settimane, terminando 5 stagioni in vetta al ranking, ed è stato nominato 5 volte ITF World Champion.[19] È l'unico tennista ad aver raggiunto la posizione nº 1 del ranking ATP nel corso di tre decenni diversi ed è il primatista assoluto per la permanenza ininterrotta in top-10 (912 settimane: dal 25 aprile 2005 al 19 marzo 2023).[20][21] Nel 2010 all'età di 24 anni ha completato il Career Grand Slam e il Career Golden Slam, risultando il primo uomo ad aver conquistato tre Slam su altrettante superfici differenti nello stesso anno solare.

Con un montepremi di circa 135 milioni di dollari è il secondo tennista della storia nella graduatoria dei guadagni ottenuti in carriera,[22] preceduto da Novak Đoković.

Biografia

Rafael e la moglie María Francisca ai Laureus World Sports Awards nel 2024.

Rafael Nadal Parera è nato a Manacor, sull'isola di Maiorca, da Sebastián Nadal e Ana María Parera. Ha una sorella minore di nome María Isabel ed è nipote ex fratre dell'ex calciatore Miguel Ángel Nadal, difensore del Mallorca, del Barcellona e della nazionale spagnola.[23] Avendo compreso il talento naturale di Rafael per il tennis, l'altro zio paterno Toni Nadal, iniziò a farlo giocare quando aveva appena tre anni e fu il suo allenatore fino al 2017.[24]

Lo spagnolo continuò a vivere a Manacor anche dopo essere diventato professionista e vi fa ritorno appena può per rilassarsi pescando e giocando a golf;[25] qui ha anche conosciuto María Francisca Perelló, detta Xisca, con cui si è fidanzato nel dicembre 2005.[26] La coppia si è sposata sull'isola il 19 ottobre 2019[27] e ha avuto due figli: il primogenito nato l'8 ottobre 2022 e chiamato a sua volta Rafael[28][29] e il secondo di nome Miquel nato il 7 agosto 2025.[30]

Iniziative oltre il tennis

Nel 2008 l'osservatorio astronomico di Maiorca ha dedicato al tennista un asteroide noto come 128036 Rafaelnadal,[31] e, nello stesso anno, è stato il primo tennista uomo ad aver vinto per i meriti sportivi il Premio Principe delle Asturie.[32] Sempre nel 2008 ha creato la Fundación Rafa Nadal[33], un'associazione benefica presieduta dalla madre Ana María che ha come scopo lo sviluppo di azioni di assistenza sociale e di progetti cooperativi in Spagna e nei paesi in via di sviluppo[34]; nel 2024 la fondazione è stata premiata con il Laureus Sport for Good Award.[35]

Appassionato di calcio è socio onorario del Real Madrid[36], nel 2010 è stato scelto dalla cantante colombiana Shakira come coprotagonista nel video del suo singolo Gypsy.[37] Nello stesso anno, in occasione della sua partecipazione al torneo di Bangkok, Nadal ha partecipato al progetto Un milione di alberi per il Re, piantando un albero in onore del monarca Bhumibol Adulyadej.[38]

Ha inaugurato nel 2016 a Manacor la sua accademia tennistica, chiamata Rafa Nadal Academy by Movistar, che negli anni successivi si è espansa con nuove sedi in Asia e in America.[39] Dal 2018 il centro maiorchino ospita il torneo Rafa Nadal Open facente parte del circuito ATP Challenger.[40]

Il 19 giugno 2025 gli è stato assegnato dal Re di Spagna Felipe VI il titolo onorifico ed ereditario di Marchese di Llevant di Maiorca.[41]

Carriera

Gli esordi

Da adolescente praticava sia tennis che calcio; all'età di 12 anni vinse i titoli spagnoli ed europei di tennis nella sua fascia di età, nonostante continuasse a dedicarsi a entrambi gli sport.[42] A quel punto il padre gli fece scegliere in quale dei due sport continuare, per evitare di danneggiare il suo rendimento scolastico:[42] Rafael scelse il tennis, ma rimase appassionato di calcio pur avendo smesso di giocarlo.

Compiuti i 14 anni, dopo essersi messo in luce vincendo il torneo juniores Les Petits As, la federazione spagnola di tennis gli chiese di trasferirsi a Barcellona in modo da continuare più efficacemente gli allenamenti ma la sua famiglia rifiutò, temendo che l'allontanamento avrebbe influito sulla sua educazione.[42] La decisione di rimanere a Maiorca fece sì che Nadal ricevesse un minore sostegno finanziario da parte della federazione, tuttavia il padre coprì i costi. Nel maggio del 2001 sconfisse in un match-esibizione sulla terra rossa l'ex vincitore di Wimbledon Pat Cash[23] e nello stesso mese partecipò a uno dei suoi primi tornei internazionali, i Giochi delle Isole, disputatisi proprio nelle sue Baleari, contribuendo alla vittoria della medaglia d'oro.[43]

Nadal non ebbe una vera e propria carriera da juniores; partecipò infatti a pochi eventi dell'ITF Junior Circuit tra i quali spiccano la semifinale raggiunta nel singolare ragazzi di Wimbledon 2002[44] e la vittoria della Coppa Davis Junior dello stesso anno, vincendo tutti gli incontri disputati con la Spagna.[45][46] Prese parte invece a diversi tornei Futures e ad alcuni Challenger; vinse il suo primo match ATP il 29 aprile 2002 a Maiorca contro il nº 81 del mondo Ramón Delgado. Divenne così il nono under-16 a vincere un match nell'era Open[1] e a fine stagione era salito al 200º posto nella classifica mondiale.[47]

2003-2004: i primi anni

Nel 2003 conquistò il suo primo titolo Challenger a Barletta e poche settimane dopo fece l'esordio in un Masters 1000 a Monte Carlo; partendo dalle qualificazioni, raggiunse il terzo turno battendo fra gli altri Albert Costa detentore del Roland Garros. Tale risultato gli permise di entrare fra i primi 100 al mondo all'età 16 anni e 10 mesi, diventando il secondo più giovane della storia a riuscirci dopo Aaron Krickstein.[45] Non disputò il Roland Garros per un infortunio al gomito,[1] ma si riprese in tempo per debuttare a Wimbledon, dove divenne il primo under-18 a raggiungere il terzo turno dopo Boris Becker nel 1984.[1] Dopo un mese si spinse fino alla 45ª posizione e chiuse l'anno alla 49ª, vincendo il premio ATP per il miglior esordiente.[48]

Nel gennaio 2004 raggiunse la sua prima finale ATP ad Auckland e un mese dopo debuttò in Coppa Davis nel match di primo turno contro la Repubblica Ceca. Perse all'esordio con Jiří Novák ma due giorni dopo ottenne il punto decisivo per la Spagna battendo Radek Štěpánek. Nel torneo Masters Series di Miami, dove partiva come ultima testa di serie, ottenne al terzo turno un risultato prestigioso battendo con un doppio 6-3 il nº 1 del mondo Roger Federer, e dando così inizio a una delle più accese rivalità del tennis contemporaneo. Nei mesi successivi, a causa di una frattura da stress al piede sinistro,[45] fu costretto a saltare praticamente tutta la stagione sulla terra rossa, incluso il Roland Garros. In agosto vinse a Sopot il suo primo titolo ATP battendo in finale José Acasuso senza perdere alcun set durante il torneo.

L'anno si chiuse con la finale di Davis contro gli Stati Uniti: Nadal fu schierato al posto di Juan Carlos Ferrero per disputare il secondo match contro il nº 1 americano e nº 2 del mondo Andy Roddick che pochi mesi prima l'aveva sconfitto nettamente agli US Open. Perse il primo set al tie-break, ma si aggiudicò i successivi tre; grazie alla sua vittoria e agli altri due punti portati da Carlos Moyá la Spagna conquistò la sua seconda insalatiera e Nadal divenne, a 18 anni e 6 mesi, il più giovane vincitore nella storia del trofeo.[45][49][50] Terminò la stagione al 51º posto mondiale.

2005: 1º Roland Garros, altri 10 titoli ATP e nº 2 del mondo

Il 2005 fu l'anno della consacrazione; conquistò undici tornei (Salvador, Acapulco, Monte Carlo, Barcellona, Roma, Roland Garros, Bastad, Stoccarda, Montréal, Pechino, Madrid) su dodici finali e si affermò come uno dei teenager più vincenti della storia.[51] In stagione eguagliò il record di Federer con quattro tornei Masters Series vinti in un anno (poi migliorato da Đoković con 5 successi nel 2011) e ottenne 79 vittorie, secondo soltanto alle 81 di Federer. Vinse inoltre il Golden Bagel Award grazie ai 12 set vinti per 6-0.

Dopo la conquista del suo primo torneo Masters Series a Monte Carlo e la successiva vittoria a Barcellona fece il suo ingresso nella top-10 mondiale, alla 7ª posizione. A giugno trionfò al Roland Garros alla prima partecipazione come fece Mats Wilander nel 1982[52], superando in finale Mariano Puerta in quattro set; questo risultato gli valse il 3º posto mondiale e il mese successivo salì al 2º grazie al successo di Stoccarda. Terminò la stagione ad ottobre con il titolo a Madrid Masters, dove portò a termine il torneo nonostante un infortunio al piede che gli impedì di disputare i restanti tornei, compresa la Tennis Masters Cup.[53]

2006: 2º Roland Garros e prima finale a Wimbledon

Nadal al torneo Godó 2006 di Barcellona.
Nadal col trofeo del Roland Garros 2006.

L'infortunio patito a Madrid lo costrinse a rinunciare anche ai primi tornei del 2006, tra cui gli Australian Open.[53] Tornò alle competizioni a febbraio e il mese successivo si impose a Dubai battendo Federer in finale. Sulla terra rossa europea si aggiudicò nuovamente il Masters Series di Monte Carlo, il torneo casalingo di Barcellona e gli Internazionali d'Italia, sconfiggendo Federer in entrambe le finali dei Masters Series. A Roma l'incontro tra i due si concluse al tie-break del quinto set, dopo più di cinque ore di gioco, in cui Nadal annullò due match point.[54] Grazie a questi risultati eguagliò il record di 16 titoli ATP vinti da un teenager, appartenuto a Björn Borg.[54] L'11 giugno Nadal superò nuovamente il rivale svizzero nella finale del Roland Garros, conquistando il suo secondo torneo dello Slam vincendo per 1-6, 6-1, 6-4, 7-6(4). Divenne così il primo giocatore a sconfiggere Federer in una finale dello Slam.[55]

Con il successo all'esordio del Roland Garros contro Robin Söderling stabilì il nuovo record di 54 vittorie consecutive sulla terra rossa (serie iniziata al Monte Carlo Masters 2005) superando il primato di Guillermo Vilas.[56] Nei quarti dello Slam parigino affrontò per la prima volta in carriera Đoković, che si ritirò dopo aver perso i primi due set. A Wimbledon Nadal rischiò l'eliminazione al secondo turno per mano del qualificato Robert Kendrick, ebbe la meglio al quinto set salvando due match point[57], per poi raggiungere la sua prima finale Slam lontana dalla terra rossa. Nell'incontro decisivo fu battuto da Federer, al suo quarto successo consecutivo a Wimbledon, con il punteggio di 6–0, 7–6(5), 6(2)–7, 6–3. Il finale di stagione giocato sul cemento si concluse senza successi[1]; fece il suo esordio nella Tennis Masters Cup dove fu eliminato in semifinale per mano di Federer[58] che si aggiudicò il titolo.

2007: 3º Roland Garros

Nadal al Monte Carlo Masters 2007.

Raggiunse per la prima volta i quarti di finale agli Australian Open dove si arrese a Fernando González in tre set. Nel mese di marzo vinse il primo titolo stagionale a Indian Wells con il successo in finale su Novak Đoković; la sfida con il serbo si ripresentò a Miami e l'esito fu opposto, con Nadal sconfitto in due set.[59] Inanellò una serie di successi sulla terra rossa: Masters di Monte Carlo, Barcellona e Roma, sconfiggendo nelle rispettive finali Roger Federer, Guillermo Cañas e Fernando González. Inaspettatamente si interruppe la striscia di successi sul rosso iniziata nel 2005, venne infatti sconfitto da Federer in finale ad Amburgo dopo 81 vittorie consecutive.[60] Si prese la rivincita il mese successivo conquistando il suo terzo Roland Garros consecutivo, sconfiggendo in finale l'elvetico per 6–3, 4–6, 6–3, 6–4.[61]

Sull'erba del Queen's fu eliminato ai quarti di finale mentre raggiunse la seconda finale consecutiva a Wimbledon, nuovamente contro Federer, che per la prima volta in cinque anni fu costretto al quinto set ma riuscì a difendere il titolo col punteggio di 7–6(7), 4–6, 7–6(3), 2–6, 6–2.[62] Vinse l'ultimo titolo stagionale in luglio battendo Stan Wawrinka nella finale di Stoccarda. Nel finale di stagione raggiunse l'atto conclusivo a Parigi dove venne sconfitto in due set da David Nalbandian mentre al Masters di fine anno si fermò come l'anno prima in semifinale, eliminato da Federer.[63]

2008: 4º Roland Garros, 1º Wimbledon, oro olimpico e nº 1 del mondo

Il 2008 fu uno degli anni migliori nella carriera del maiorchino: cominciò con la finale a Chennai (sconfitto da Michail Youzhny) e con la prima semifinale agli Australian Open, dove venne sconfitto dalla sorpresa del torneo Jo-Wilfried Tsonga. A Indian Wells eliminò Tsonga e Blake prima di soccombere in semifinale a Đoković, perse quindi la finale di Miami contro Nikolaj Davydenko.

Ad aprile si aggiudicò per la quarta volta di fila il Masters di Monte Carlo, battendo di nuovo Federer in finale, nonostante lo svizzero fosse avanti per 4-0 nel secondo set.[64] Il giorno seguente si aggiudicò anche il torneo di doppio, insieme a Tommy Robredo sconfisse la coppia formata da Mahesh Bhupathi e Mark Knowles con il punteggio di 6-3, 6-3. Anche a Barcellona vinse il quarto titolo consecutivo, superando David Ferrer in finale con il punteggio di 6-1, 4-6, 6-1.

A Roma uscì al secondo turno per mano di Ferrero, anche a causa di un problema di vesciche al piede[65], ma si riprese in tempo per vincere per la prima volta ad Amburgo, eliminando in semifinale Đoković e battendo il campione uscente Federer in finale. Al Roland Garros trionfò per la quarta volta consecutiva, la prima senza perdere set, imponendosi nuovamente in finale su Federer. Fu il match più a senso unico fra quelli disputati fra i due negli Slam; concesse soltanto quattro game all'avversario, chiudendo 6-1, 6-3, 6-0: Federer non subiva un bagel dal 1999.[64] Con questo successo Nadal eguagliò il record di quattro vittorie consecutive a Parigi stabilito da Borg tra il 1978 e il 1981[66].

Rafael Nadal con il trofeo del Canada Masters 2008.

Al torneo del Queen's si dimostrò competitivo anche sull'erba battendo in finale Đoković, diventando il secondo spagnolo a conquistare un torneo su questa superficie dopo la vittoria a Eastbourne di Andrés Gimeno nel 1972.[67] A Wimbledon raggiunse la terza finale consecutiva, dopo aver perso un solo set nel match contro Gulbis, e ancora una volta si trovò di fronte Federer che aveva raggiunto la finale senza concedere set agli avversari. L'incontro tra i due rivali è annoverato tra i più belli nella storia[68][69][70][71], per due volte venne interrotto dalla pioggia e terminò soltanto alle 21:15. Ebbe la meglio Nadal per 6-4, 6-4, 6-7, 6-7, 9-7, dopo 4 ore e 48 minuti di gioco ed essersi visto annullare tre match point, di cui due nel tie-break del quarto set. Con questo primo Slam lontano dalla terra rossa Nadal divenne il terzo giocatore dell'era open dopo Rod Laver e Borg a vincere nello stesso anno i Major di Parigi e Londra e interruppe la serie di 65 vittorie consecutive di Federer sull'erba[72]. Il 27 luglio conquistò anche il Masters di Toronto, battendo in finale Nicolas Kiefer.

Nel successivo Masters Series di Cincinnati perse in semifinale contro Novak Đoković 6-1, 7-5, fermando a 32 la sua serie di vittorie consecutive. Tuttavia, grazie a questo risultato e alla concomitante sconfitta di Federer al terzo turno, Nadal si assicurò l'aritmetica certezza di diventare, dopo 160 settimane consecutive da nº 2, il ventiquattresimo numero uno del mondo del ranking ATP, terzo spagnolo dopo Juan Carlos Ferrero e Carlos Moyá. A causa dell'inserimento in calendario del torneo olimpico e del conseguente anticipo di quindici giorni dei due Masters Series nordamericani, che provocò un disallineamento nella scadenza dei punteggi, il sorpasso ai danni di Federer avvenne solamente due settimane più tardi, il 18 agosto. La consacrazione come nº 1 arrivò però il giorno precedente, al torneo olimpico di Pechino dove sconfisse in finale Fernando González per 6-3, 7-6, 6-3 e si aggiudicò la medaglia d'oro, primo tennista spagnolo a trionfare in un'Olimpiade.[73]

Agli US Open per la prima volta in carriera si spinse fino alla semifinale e fu eliminato da Andy Murray, nelle settimane successive contribuì alla vittoria della Spagna in semifinale di Coppa Davis contro gli Stati Uniti. Fu sconfitto in semifinale al Masters di Madrid da Gilles Simon mentre al Paris Masters si ritirò durante i quarti di finale contro Nikolaj Davydenko per un problema al ginocchio[74] che gli impedì di prendere parte alla Masters Cup e alla finale di Coppa Davis contro l'Argentina.[75] La squadra spagnola riuscì comunque a imporsi e Nadal poté fregiarsi del titolo per la seconda volta; chiuse l'anno in prima posizione nel ranking mondiale, primo spagnolo a raggiungere tale risultato.[76]

2009: prima vittoria agli Australian Open

Nadal agli Australian Open 2009.

Il 2009 cominciò con il torneo di Doha, dove fu eliminato ai quarti da Gaël Monfils ma vinse il doppio assieme a Marc López sconfiggendo in finale Daniel Nestor e Nenad Zimonjić; fu il primo incontro dal 1990 in cui scesero in campo contemporaneamente il nº 1 del singolare e il nº 1 del doppio (Zimonjić).[77] Raggiunse per la prima volta la finale agli Australian Open dopo aver sconfitto al quinto set Fernando Verdasco in un incontro durato 5 ore e 14 minuti.[78] In finale, dopo un'altra maratona di 4 ore e 23 minuti, e con i parziali di 7-5, 3-6, 7-6, 3-6, 6-2, sconfisse Federer e conquistò il suo primo Slam sul cemento, diventando il primo spagnolo a trionfare in Australia, nonché il quarto tennista a vincere uno Slam su ogni superficie.[79] Raggiunse la finale a Rotterdam dove venne sconfitto da Andy Murray; durante l'incontro rimediò un infortunio al ginocchio che lo tenne lontano dai campi.[80] Tornò alle competizioni a marzo per il primo turno di Coppa Davis vinto sulla terra rossa contro la Serbia di Đoković. Al Masters di Indian Wells annullò cinque match point nel terzo turno a David Nalbandian e sconfisse Murray in finale per 6-1, 6-2.[81] A Miami fu eliminato nei quarti di finale da Juan Martín del Potro dopo aver sprecato un vantaggio di 3-0 nel terzo set, durante il torneo avvertì le prime fitte di dolore alle ginocchia causate da una tendinite che lo avrebbe condizionato nella parte centrale della stagione.[82]

Vinse di nuovo a Monte Carlo battendo in finale Đoković in tre set, diventando il primo tennista a vincere uno stesso torneo Masters 1000 per cinque volte consecutive. La settimana successiva ottenne il quinto successo di fila anche a Barcellona sconfiggendo David Ferrer in finale. Agli Internazionali d'Italia si riprese il titolo ceduto l'anno precedente, sconfiggendo per la seconda volta in un mese Đoković, il campione uscente, e diventando il primo tennista a vincere per quattro volte il torneo.[83] Conquistò così il 15º Masters della carriera, staccando Federer fermo a 14 titoli, lo svizzero tuttavia lo riagguantò nel giro di una settimana battendolo in finale a Madrid per 6-4, 6-4, e interrompendo la sua striscia di 33 vittorie sul rosso. La semifinale di Madrid, vinta da Nadal al tie-break del terzo set contro Đoković e durata 4 ore e 3 minuti, divenne il match sui 3 set più lungo della storia.[78] Al terzo turno dello Slam parigino, con la vittoria su Lleyton Hewitt stabilì il record assoluto di vittorie consecutive nel torneo (30, superando Chris Evert fermatasi a quota 29, e Borg a 28). Al quarto turno, tuttavia, venne sconfitto a sorpresa dallo svedese Robin Söderling in quattro set[84], fermandosi a 31 partite vinte di fila nel torneo; si trattò della prima sconfitta in carriera di Nadal in un match a 5 set sulla terra rossa, dopo 48 vittorie in 48 incontri.

Annunciò quindi la sua assenza dal Queen's a causa della tendinite alle ginocchia[85] e qualche giorno dopo arrivò la sofferta decisione di ritirarsi anche da Wimbledon, rinunciando alla difesa del titolo.[82][86] Il 5 luglio, con la vittoria di Federer nel torneo londinese, Nadal perse il primo posto nel ranking a favore dello svizzero e tornò al 2º. Rientrò in campo al Canadian Open di Montréal e fu sconfitto nei quarti da del Potro, venne scalzato dalla seconda posizione nel ranking da Andy Murray che vinse il torneo. Al successivo Masters di Cincinnati fu eliminato in semifinale da Đoković e subì uno strappo a un muscolo addominale, che influì sulla sua resa al servizio.[82] Agli US Open arrivò in semifinale bissando il risultato dell'anno precedente e fu sconfitto in tre set dal futuro vincitore Juan Martin del Potro, riuscendo comunque a riprendere la seconda posizione nel ranking.[87] Al Masters di Shanghai fu sconfitto da Nikolaj Davydenko in finale, mentre a Parigi-Bercy si arrese in semifinale a Đoković. Fu poi sconfitto nei tre incontri di round-robin senza vincere alcun set alle ATP Finals e chiuse la stagione vincendo con la Spagna la sua quarta insalatiera sulla terra rossa di Barcellona, battendo nel primo incontro di singolare Tomáš Berdych per 7-5, 6-0, 6-2. Concluse l'anno in 2ª posizione del ranking dietro a Federer.

2010: 5º Roland Garros, 2º Wimbledon, 1º US Open e ritorno al numero 1

Rafael Nadal al Madrid Open 2010.

Sconfitto in finale a Doha da Nikolaj Davydenko all'esordio stagionale, agli Australian Open fu costretto al ritiro per i problemi alle ginocchia nei quarti contro Andy Murray[88] e perse la seconda posizione nel ranking. Rientrò in tempo per giocare i due Masters 1000 primaverili americani e fu eliminato in semifinale sia a Indian Wells – dove vinse il torneo di doppio assieme a Marc López – che a Miami.

La stagione su terra rossa si aprì con la sesta vittoria consecutiva a Monte Carlo, che rappresentò per Nadal il punto di svolta della stagione.[82] Nel corso del torneo lasciò agli avversari solo 14 giochi e nessun set in cinque incontri; in finale sconfisse Fernando Verdasco per 6-0, 6-1. Con questa vittoria divenne il primo giocatore dell'era Open ad aggiudicarsi un torneo per sei volte consecutive. La settimana seguente rinunciò a partecipare al Barcelona Open, dove deteneva il titolo dal 2005, per sottoporsi a una terapia per la tendinite alle ginocchia.[82] Conquistò il quinto titolo agli Internazionali d'Italia perdendo un solo set in semifinale contro Ernests Gulbis e in finale si impose per 7-5, 6-2 su David Ferrer. Anche a Madrid perse soltanto un set in semifinale (contro Nicolás Almagro), e in finale superò in due set Federer diventando il primo giocatore ad aggiudicarsi i tre Masters sulla terra rossa nello stesso anno. Inoltre superò il record di Agassi di 17 Masters 1000 vinti in carriera, e riguadagnò la 2ª posizione mondiale.[89]

Al Roland Garros trionfò per la quinta volta in carriera superando in finale per 6-4, 6-2, 6-4 Robin Söderling, che l'anno precedente era diventato il primo a batterlo nello Slam parigino. Per la seconda volta dopo il 2008 fu capace di aggiudicarsi il torneo senza perdere alcun set; grazie alla contemporanea sconfitta di Federer nei quarti di finale, riconquistò il vertice della classifica mondiale e si qualificò per primo al Masters di fine anno. Divenne inoltre il primo giocatore a realizzare il cosiddetto Clay Slam o Slam rosso con i titoli consecutivi vinti sulla terra rossa a Monte Carlo, Roma, Madrid e al Roland Garros.[1][90] Nel suo primo torneo sull'erba dal 2008, fu eliminato nei quarti da Feliciano López al Queen's, mentre a Wimbledon raggiunse con qualche difficoltà la sua quarta finale. Affrontò il ceco Tomáš Berdych che aveva eliminato nei turni precedenti sia Federer che Đoković, nella finale Nadal ebbe la meglio in tre set con il punteggio di 6-3, 7-5, 6-4, conquistando il secondo Wimbledon e ottavo Slam.[91]

Nadal al Torneo di Wimbledon 2010.

Dopo aver collezionato in semifinale a Toronto la seconda sconfitta stagionale contro il campione uscente Andy Murray, fu eliminato nei quarti al Cincinnati Open da Marcos Baghdatis. Agli US Open si presentò con un servizio migliorato dal cambio di impugnatura che gli consentì di essere più efficace negli scambi brevi, subì infatti il primo break soltanto nei quarti di finale per mano di Verdasco[92]. Raggiunse la sua prima finale nello Slam statunitense dove sconfisse Đoković con il punteggio di 6-4, 5-7, 6-4, 6-2, perdendo l'unico set del torneo. Con questo successo divenne il primo nell'era Open a vincere nello stesso anno solare tre prove dello Slam su altrettante superfici diverse (terra rossa, erba e cemento)[93], nonché il più giovane nell'era Open a completare il Career Grand Slam e allo stesso tempo il Career Golden Slam.[92]

Al successivo torneo di Tokyo conquistò il settimo titolo della stagione sconfiggendo in finale Gaël Monfils per 6-1, 7-5. Infortunatosi, tornò in campo dopo un mese di inattività alle ATP World Tour Finals di Londra e per la prima volta in carriera raggiunse la finale, dopo aver vinto tutti gli incontri di round robin e aver eliminato in semifinale Murray in uno dei più bei match dell'anno.[94] Nell'atto conclusivo si arrese a Federer, che lo sconfisse per 6-3, 3-6, 6-1. Durante il torneo ricevette lo Stefan Edberg Sportsmanship Award, premio per la sportività assegnatogli dai colleghi e dagli addetti ai lavori, insieme a quello per la prima posizione nel ranking ATP.[95] Qualche settimana dopo divenne il nuovo campione del mondo ITF,[96] il quotidiano L'Équipe lo nominò Campione dei campioni 2010[97] e il giornale Marca Sportivo dell'anno e del decennio.[98]

2011: 6º Roland Garros

Nadal al Roland Garros 2011.

Inizió la stagione vincendo per la terza volta il doppio di Doha in coppia con Marc López, battendo in finale Bracciali / Seppi. Agli Australian Open fu sconfitto da Ferrer nei quarti di finale, anche a causa di un infortunio muscolare.[99] Durante la convalescenza ricevette ad Abu Dhabi il Laureus Sportsman of the Year Award, assegnatogli per i successi nella stagione 2010.[100] Tornò in campo in Coppa Davis e contribuì alla vittoriosa trasferta della Spagna per 4-1 contro il Belgio sul cemento di Charleroi.

Nella prima parte della stagione Nadal fu sconfitto da Đoković in finale a Indian Wells, Miami,[101] Madrid e Roma. Si aggiudicò invece il titolo a Monte Carlo, Barcellona e soprattutto al Roland Garros, dove superò Federer in finale, eguagliando il record di sei successi di Björn Borg. Negli Slam di Londra e New York fu nuovamente Đoković a superarlo nell'atto conclusivo[102]. A settembre nella semifinale di Coppa Davis contro la Francia vinse entrambi i singolari contro Richard Gasquet e Jo-Wilfried Tsonga regalando la finale alla Spagna.

A Tokyo fu battuto da Andy Murray per 3-6, 6-2, 6-0, incassando la settima sconfitta stagionale in finale. Durante le ATP Finals venne eliminato nel round-robin subendo due sconfitte tra cui spicca quella con Roger Federer, che si impose nettamente per 6-3, 6-0[103]. Chiuse la stagione sulla terra rossa dello Stadio Olimpico de la Cartuja a Siviglia per la finale di Coppa Davis contro l'Argentina, nella quale ebbe la meglio su Juan Mónaco all'esordio e ottenne il punto decisivo battendo del Potro dopo 4 ore e 7 minuti di gioco col punteggio di 1-6, 6-4, 6-1, 7-6, regalando alla Spagna la quinta insalatiera della sua storia.[104] Terminò l'anno al secondo posto del ranking ATP alle spalle di Đoković.

2012: 7º Roland Garros e infortunio al ginocchio

Cominciò la nuova stagione a Doha dove si fermò in semifinale contro Gaël Monfils; agli Australian Open sconfisse Federer in semifinale in cinque set nella 27ª sfida tra i due rivali, la prima dal 2005 a non disputarsi in una finale[105]. Giunse così alla sua quarta finale consecutiva nei tornei dello Slam (impresa riuscita in precedenza soltanto a quattro giocatori), la seconda in carriera in Australia. A impedirgli la conquista del Grande Slam virtuale e del secondo titolo a Melbourne fu ancora una volta Đoković che, nella terza finale Slam consecutiva tra i due giocatori, si impose con il punteggio di 5-7, 6-4, 6-2, 6-7, 7-5 in 5 ore e 53 minuti di gioco. Il match contro il serbo risultò il più lungo nella storia degli Australian Open nonché la finale più lunga nei tornei del Grande Slam.[106] Il 16 febbraio venne ufficialmente nominato portabandiera della Spagna alle Olimpiadi di Londra, come già preannunciato da re Juan Carlos.[107] A marzo perse in semifinale a Indian Wells contro Federer, nello stesso torneo si aggiudicò la prova di doppio insieme a Marc López battendo in finale John Isner / Sam Querrey. Raggiunse la semifinale anche a Miami e un nuovo problema al ginocchio, che lo penalizzò pesantemente nel finale di stagione, lo costrinse a dare forfait prima dell'incontro con Andy Murray.[108]

Nadal a Parigi nel 2012.

Nella finale di Monte Carlo tornò a battere Novak Đoković dopo sette sconfitte consecutive; per Nadal fu l'ottavo titolo consecutivo nel Principato diventando così il primo giocatore nella storia del tennis ad aver vinto lo stesso torneo per otto anni consecutivi.[109] Un nuovo successo arrivò anche al torneo Godó dove in finale superò David Ferrer e sollevò il trofeo per la settima volta. Fu sorprendente la sua uscita di scena sulla terra blu di Madrid dove venne sconfitto per la prima volta dopo 14 sfide dirette da Fernando Verdasco col punteggio di 3-6, 6-3, 5-7, la concomitante vittoria di Federer gli costò la seconda posizione nella classifica ATP.[110] Agli Internazionali d'Italia ritrovò in finale Đoković e conquistò il titolo per la sesta volta superando il serbo con il punteggio di 7-5, 6-3, successo che gli permise di riguadagnare la seconda posizione scavalcando Federer.[111]

Giunse quindi il settimo trionfo al Roland Garros, arrivò in finale cedendo solo 35 game e nessun set e si trovò ancora di fronte a Đoković. Per la prima volta nella storia del tennis gli stessi giocatori si incontrarono in quattro finali Slam consecutive ma, a differenza degli incontri precedenti, l'esito fu favorevole a Nadal che si impose con il punteggio di 6-4, 6-3, 2-6, 7-5 e stabilì il record maschile di vittorie a Parigi, eguagliando i 7 successi di Chris Evert in campo femminile.[112]

Iniziò la stagione sull'erba ad Halle e nei quarti di finale perse per la prima volta in 9 confronti diretti contro Philipp Kohlschreiber, a Wimbledon uscì clamorosamente di scena al secondo turno, sconfitto in cinque set dal nº 100 ATP Lukáš Rosol. Fu il suo ultimo incontro della stagione 2012, il 19 luglio annunciò il ritiro dalle Olimpiadi di Londra e in seguito rinunciò anche ai rimanenti tornei stagionali.[113][114] Il motivo fu una rottura parziale del tendine rotuleo unita a una contemporanea infiammazione dei tessuti del ginocchio sinistro (nota come sindrome di Hoffa).[108] L'assenza dalle gare gli fece chiudere l'anno al 4º posto del ranking, alle spalle di Đoković, Federer e Murray.

2013: 8º Roland Garros, 2º US Open e 5 Masters 1000 in stagione

Nadal all'Indian Wells Open 2013.

A causa di un virus saltò Doha e gli Australian Open[115]; scelse per la prima volta in carriera di giocare una serie di tornei in Sudamerica sulla terra rossa: perse la finale al Chile Open mentre conquistò i tornei a São Paulo e Acapulco. Tornò alla vittoria anche negli Stati Uniti con il trionfo in finale su del Potro a Indian Wells, nel suo primo titolo sul cemento da Tokyo 2010.[116] Rientrato in Europa, a Monte Carlo Đoković interruppe la serie di 46 incontri e otto titoli consecutivi da Nadal nel Principato battendolo in finale per 6-2, 7-6.[117]

Si riscattò vincendo quattro tornei consecutivi a Barcellona, Madrid, Roma e al Roland Garros, sconfiggendo nelle rispettive finali Nicolás Almagro, Stan Wawrinka, Federer e nello Slam parigino Ferrer, dopo essersi preso la rivincita in semifinale su Đoković vincendo 9-7 il quinto set. A Wimbledon uscì di scena al turno d'esordio per mano di Steve Darcis che lo sconfisse in tre set, interrompendo una striscia di 22 incontri vinti consecutivamente da Nadal[118].

L'estate americana portò una nuova serie di successi con i trionfi in finale a Montréal su Milos Raonic, a Cincinnati su John Isner e infine agli US Open, dove con il successo in quattro set su Đoković conseguì il tredicesimo titolo in un torneo del Grande Slam. I successi in serie nei tra grandi tornei nordamericani gli fecero completare il Summer Slam a distanza di dieci anni dall'impresa di Roddick nell'estate 2003[119]. Raggiungendo la finale all'ATP 500 di Pechino si riprese dopo due anni la prima posizione mondiale strappandola a Đoković, che tuttavia lo sconfisse in 2 set nell'ultimo atto del torneo.[120] Alle ATP Finals di Londra ebbe la certezza matematica di chiudere l'anno da nº 1 per la terza volta in carriera dopo il 2008 e il 2010.[121] In semifinale sconfisse in due set Federer, nella 32ª edizione del classico, e nella sua seconda finale in carriera fu Đoković a impedirgli di conquistare uno dei pochi grandi trofei assenti dalla sua bacheca. Chiuse la stagione con 10 titoli conquistati su 14 finali, con un guadagno di 14 570 935 dollari in montepremi, nuovo record assoluto, e in vetta al ranking ATP.

2014: 9º Roland Garros

Nel 2014 vinse per la prima volta il singolare al torneo di Doha superando in finale Gaël Monfils. Ai successivi Australian Open sconfisse in semifinale Federer in tre set e raggiunse la finale con Wawrinka ma, vittima di un infortunio alla schiena, non poté opporre resistenza al tennista elvetico che si impose in quattro set e per la prima volta vinse una prova dello Slam.[122] Nadal si aggiudicò quindi il torneo di Rio de Janeiro con il successo in finale su Aleksandr Dolhopolov, che si prese la rivincita sconfiggendolo al terzo turno di Indian Wells. Nadal raggiunse la finale al successivo Masters 1000 di Miami venendo sconfitto in due set da Đoković.

Rafael Nadal nel 2014

Dopo aver raggiunto 9 finali consecutive, fu eliminato nei quarti di Monte Carlo da David Ferrer, che non lo batteva sulla terra da 10 anni.[123] Vinse il successivo Masters 1000 di Madrid grazie al ritiro in finale di Kei Nishikori. Sconfitto da Đoković in finale a Roma si prese la rivincita sul serbo battendolo in rimonta nella finale del Roland Garros col punteggio di 3–6, 7–5, 6–2, 6–4. Con il nono titolo parigino eguagliò i 14 successi nelle prove del Grande Slam di Pete Sampras, portandosi al secondo posto dietro Federer.[124]

A Wimbledon il giovane australiano Nick Kyrgios lo eliminò negli ottavi in quattro set. Un infortunio al polso gli fece saltare la stagione sul cemento, inclusi gli US Open.[125] Al rientro in campo in autunno al China Open, fu colto da un attacco di appendicite che limitò[126] il rendimento negli ultimi tornei dell'anno. Saltò anche le ATP Finals per sottoporsi il 3 novembre a un intervento di appendicectomia.[127] Terminò anticipatamente la stagione al 3º posto mondiale.

2015: flessione di rendimento

La stagione iniziò con la vittoria in doppio a Doha in coppia con Juan Mónaco. Sconfitto in tre set nei quarti agli Australian Open da Tomáš Berdych, vinse il primo titolo stagionale battendo Mónaco a Buenos Aires. Dopo i deludenti risultati nei due Masters 1000 di Indian Wells e Miami, i tornei primaverili europei sul rosso gli riservarono una sorprendente serie di sconfitte tra cui quelle in semifinale contro Đoković a Monte Carlo, in finale contro Murray a Madrid e nei quarti a Roma contro Wawrinka. Al Roland Garros subì la seconda sconfitta in carriera, battuto in tre set nei quarti di finale da Đoković. L'assenza di successi sulla terra lo fece scendere al 10º posto del ranking, si riprese sull'erba di Stoccarda dove vinse il titolo ai danni di Viktor Troicki[128] ma fu eliminato al secondo turno a Wimbledon da Dustin Brown[129]. Ottenne l'ultimo titolo stagionale ad agosto con il successo su Fabio Fognini nella finale di Amburgo.

Il miglior risultato della tournée americana di fine estate furono i quarti raggiunti a Montréal, mentre al terzo turno degli US Open fu sconfitto da Fabio Fognini. Non gli era mai capitato in carriera di subire una rimonta dopo essere stato in una situazione di vantaggio per due set a zero.[130] Grazie ad alcuni discreti risultati negli ultimi tornei stagionali si qualificò alle ATP Finals come quinta testa di serie e, dopo aver superato il girone da imbattuto, fu sconfitto in semifinale da Đoković con un doppio 6-3. Concluse la stagione al 5º posto mondiale, per la prima volta dal 2004 non vinse alcun titolo del Grande Slam o Masters 1000.[131]

2016: oro olimpico in doppio

Nadal all'Indian Wells Open 2016

La stagione 2016 fu una delle più difficili nella sua carriera[132]; a gennaio giocò la finale a Doha dove venne sconfitto nettamente da Đoković. Sulla terra rossa riuscì a conquistare per la nona volta i tornei di Monte Carlo e Barcellona mentre si ritirò prima di scendere in campo nel terzo turno del Roland Garros per un infortunio al polso[133] che lo tenne lontano dalle competizioni anche per i successivi tornei sull'erba europea.[134]

Tornò in campo ad agosto per i Giochi Olimpici di Rio, dove fu alfiere olimpico della Spagna. Nel torneo di singolare venne eliminato in semifinale da Juan Martín del Potro e venne sconfitto anche nell'incontro per la medaglia di bronzo dal giapponese Kei Nishikori[135]. Nella competizione olimpica partecipò anche al torneo di doppio dove, in coppia con Marc López, vinse la medaglia d'oro nella specialità.[136] In ottobre vinse il doppio maschile a Pechino insieme a Pablo Carreño Busta per poi annunciare una nuova pausa per il dolore al polso,[137] rinunciando così a disputare le finali ATP per cui si era qualificato. Chiuse l'anno alla nona posizione del ranking, non accadeva dal 2004 che terminasse una stagione fuori dalla top-5 mondiale[132].

2017: 10º Roland Garros, 3º US Open e ritorno al numero 1 del mondo

Il 2017 fu caratterizzato da un'inversione di rendimento rispetto alla stagione precedente che lo riportò ai vertici del tennis mondiale. A gennaio durante gli Australian Open ebbe un percorso difficile superando in cinque set sia Alexander Zverev nel terzo turno che Grigor Dimitrov in semifinale, un match che durò quasi cinque ore.[138] Nell'incontro decisivo affrontò Roger Federer, in una replica della finale del 2009, e venne sconfitto in cinque set col punteggio di 6–4, 3–6, 6–1, 3–6, 6–3 in favore dello svizzero.

Rafael Nadal all'Open di Francia 2017

Nei mesi successivi disputò le finali ad Acapulco e Miami venendo sconfitto rispettivamente da Sam Querrey e Federer; con l'avvento della stagione sulla terra rossa inanellò una serie di successi importanti vincendo in sequenza Monte Carlo, Barcellona, Madrid e infine per la decima volta in carriera l'Open di Francia.[139]

Si presentò agli US Open come prima testa di serie e riuscì ad aggiudicarsi facilmente il terzo titolo a New York superando nell'atto conclusivo il sudafricano Kevin Anderson, alla prima finale in un Major, con il punteggio di 6–3, 6–3, 6–4.[140] Nelle settimane seguenti partecipò alla prima edizione della Laver Cup, durante il torneo giocò in doppio in coppia con lo storico rivale Roger Federer[141] e contribuì alla conquista del titolo per la squadra europea.

Ad ottobre vinse il torneo di Pechino su Nick Kyrgios e venne sconfitto in finale a Shanghai da Federer; partecipò alle ATP Finals ma si ritirò dopo il primo incontro, ancora una volta condizionato da un infortunio al ginocchio[142]. Chiuse l'anno in cima alla classifica ATP[143] per la quarta volta in carriera.

2018: 11º Roland Garros

Segnata dagli infortuni, la stagione 2018 fu particolarmente significativa sulla terra: vinse a Monte Carlo, Barcellona e Roma, mentre a Madrid stabilì il record di set vinti consecutivamente su una singola superficie, 50, migliorando il record assoluto di McEnroe.[144]

Si presentò al Roland Garros da grande favorito per la vittoria e confermò i pronostici sconfiggendo Dominic Thiem in finale per 6-4, 6-3, 6-2; fu l'undicesimo titolo a Parigi e lo Slam numero 17 in carriera. A Wimbledon si fermò in semifinale dopo cinque ore contro Đoković, mentre sul cemento si aggiudicò il Canadian Open di Toronto ma fu costretto al ritiro durante la semifinale degli US Open dopo aver perso i primi due set contro Del Potro.[145]

Rafael Nadal al servizio durante gli US Open 2018.

A causa di ulteriori controlli medici, fu evidenziata una lesione al ginocchio che compromise il resto della stagione e terminò l'anno al secondo posto nella classifica mondiale.[146]

2019: 12º Roland Garros, 4º US Open e ritorno al numero uno

Dopo aver dato forfait a Brisbane, si presentò all'Australian Open dove raggiunse la finale senza perdere un set;[147] nell'incontro per il titolo venne sconfitto dal nº 1 al mondo Đoković per 3-6, 2-6, 3-6. Tornò in campo ad Acapulco dove venne sorpreso da Nick Kyrgios, futuro vincitore del torneo, al secondo turno. Al Masters 1000 di Indian Wells giunse in semifinale senza concedere set ma si ritirò prima di scendere in campo a causa di un fastidio al tendine rotuleo del ginocchio destro[148] che lo costrinse fuori dai campi per un mese.

Al suo rientro sulla terra rossa si fermò alle semifinali di Monte Carlo, Barcellona e Madrid, vincendo invece il nono titolo agli Internazionali d'Italia con un 6-0, 4-6, 6-1 inflitto a Đoković in finale: la vittoria gli valse il primo titolo stagionale e il trentaquattresimo Master 1000 in carriera[149]. Agli Open di Francia giunse in finale dopo avere battuto Federer nel turno precedente; l'ultimo atto lo vide contrapposto a Thiem in una replica dell'anno precedente. La sfida con l'austriaco si concluse con la vittoria di Nadal in quattro set, fu il suo diciottesimo torneo del Grande Slam e divenne il primo tennista, di qualsiasi genere, a vincere per 12 volte lo stesso Major[150].

Rafael Nadal al Paris Masters 2019.

A Wimbledon si arrese a Roger Federer in semifinale, l'elvetico ebbe la meglio nel quarantesimo e ultimo incontro nella rivalità iniziata oltre quindici anni prima. Tornò al successo nel Masters 1000 di Montréal dove superò in finale Daniil Medvedev. Si ritirò dal torneo di Cincinnati prima di scendere in campo per rifiatare in vista degli US Open.[151] A Flushing Meadows avanzò fino alla finale concedendo un solo set nel percorso, nell'incontro per il titolo affrontò Daniil Medvedev, il russo rimontò uno svantaggio di due set a zero ma nel quinto parziale ebbe la meglio Nadal con il punteggio di 7-5, 6-3, 5-7, 4-6, 6-4. Partecipò quindi alla Laver Cup ma dopo aver superato Milos Raonic si ritirò a causa di un infortunio che gli fece saltare tutta la tournée asiatica.[152] Tornò in campo a Parigi dove, dopo aver raggiunto la semifinale senza perdere alcun set, venne costretto al ritiro per uno stiramento agli addominali;[153] nonostante ciò il 4 novembre scavalcò Đoković in vetta alla classifica. Alle ATP Finals venne inserito nel gruppo Andre Agassi con Medvedev, Tsitsipas e Alexander Zverev, nella prima giornata venne sconfitto dal campione uscente Zverev col punteggio di 6–2, 6–4 mentre contro Medvedev rimontò uno svantaggio di 5–1, nel terzo set, annullando anche un match point e si impose col punteggio di 6(3)–7, 6–3, 7–6(4). Chiuse il girone al terzo posto, battendo in rimonta Tsitsipas, futuro vincitore del torneo, per 6(4)–7, 6–4, 7–5 venendo eliminato.

Concluse la stagione guidando la Spagna alla conquista della Coppa Davis, sesto successo per gli iberici e il quinto in carriera per Nadal; durante questa edizione ebbe un percorso perfetto con sei vittorie in singolare e tre nel doppio.[154]

2020: 13º Roland Garros

A gennaio giocò l'edizione inaugurale della ATP Cup in rappresentanza della squadra spagnola, gli iberici avanzarono fino all'incontro per il titolo ma vennero sconfitti dalla Serbia di Novak Đoković. Poche settimane dopo si presentò agli Australian Open come prima testa di serie ma venne eliminato nei quarti di finale da Dominic Thiem, il match conclusosi in quattro set vide l'austriaco avere la meglio conquistando tre tie-break dopo oltre quattro ore di gioco[155]. L'uscita prematura da Melbourne e la contemporanea vittoria del torneo da parte di Đoković videro il serbo superarlo al primo posto della classifica ATP.

Tornò in campo al torneo di Acapulco e se lo aggiudicò per la terza volta in carriera, fu la prima edizione del torneo vinta su campi in cemento e durante i cinque incontri disputati non concesse set agli avversari. Le competizioni si fermarono per diversi mesi a causa della pandemia di COVID-19, per la situazione sanitaria non affrontò il viaggio verso gli Stati Uniti rinunciando anche alla difesa del titolo agli US Open[156]; scese in campo agli Internazionali d'Italia che si tennero insolitamente a settembre e venne sconfitto nei quarti di finale da Diego Schwartzman col punteggio di 6–2, 7–5.

Per la prima volta in carriera partecipò al Roland Garros senza aver vinto alcun titolo sulla terra ma, nonostante le differenze nel clima autunnale e nell'introduzione del tetto retrattile sul Court Philippe Chatrier, riuscì a raggiungere la tredicesima finale a Parigi con un percorso netto. Nell'incontro per il titolo ebbe la meglio su Novak Đoković col punteggio di 6–0, 6–2, 7–5; nonostante il risultato netto fu un incontro molto combattuto e durato quasi tre ore. Con questo 13º Roland Garros migliorò il suo stesso record, fu la quarta occasione in cui riuscì a vincere il torneo parigino senza concedere set agli avversari ed eguagliò il record di 20 tornei del Grande Slam vinti in carriera, precedentemente detenuto in solitaria da Federer. Divenne anche il 3º tennista della storia dopo Ken Rosewall e Đoković a vincere uno Slam in 3 decenni diversi, fu inoltre il primo giocatore di entrambi i sessi ad aver vinto per 13 volte uno stesso torneo, con un bilancio di 100 vittorie e due sole sconfitte.[157]

Sconfiggendo Feliciano López all'esordio nel torneo di Parigi Bercy ottenne la millesima vittoria nel circuito ATP, quarto di sempre a riuscirci dopo Jimmy Connors, Ivan Lendl e Roger Federer[158]; alle successive ATP Finals venne inserito nel Gruppo Londra 2020 con Dominic Thiem, Stefanos Tsitsipas e Andrej Rublëv e grazie al successo sugli ultimi due avanzò in semifinale per la prima volta in cinque anni; a negargli l'accesso alla sua terza finale in carriera fu Daniil Medvedev che lo sconfisse in rimonta per 6–3, 6(4)–7, 3–6.[159]

2021: infortunio al piede

Agli Australian Open avanzò fino ai quarti di finale dove fu sconfitto da Stefanos Tsitsipas dopo essersi portato avanti due set a zero, fu soltanto la seconda volta in carriera a livello Slam in cui Nadal non riuscì a concretizzare un vantaggio di due parziali[160]. Rinunciò ai tornei successivi per un problema alla schiena e a marzo cedette la seconda posizione nel ranking a Daniil Medvedev. Tornò in campo a Monte Carlo e fu sconfitto nei quarti di finale da Andrey Rublev. A Barcellona conquistò il primo trofeo stagionale battendo in finale Tsitsipas dopo aver annullato un match-point mentre al Masters 1000 di Madrid si fermò ai quarti di finale contro il nº 6 del mondo Alexander Zverev. Agli Internazionali d'Italia sconfisse in finale in tre set Novak Đoković, sollevando per la 10ª volta il trofeo[161]; scese in campo al Roland Garros ma in semifinale subì la sua terza sconfitta su 108 incontri disputati a Parigi, per mano dello stesso Đoković futuro vincitore del torneo.

Il riacutizzarsi della sindrome di Müller-Weiss,[162] di cui aveva sofferto già nel 2005, lo costrinse ad alcune settimane di riposo e a rinunciare a Wimbledon e ai Giochi Olimpici di Tokyo. Rientrò alle gare dopo quasi due mesi al Washington Open e fu eliminato al terzo turno; non avendo ancora recuperato pienamente dall'infortunio annunciò prima il forfait al Masters 1000 di Toronto e, dopo qualche giorno, la fine anticipata della propria stagione per sottoporsi alle cure;[163] concluse l'anno al 6º posto.

Nadal allo US Open 2022

2022: 2º Australian Open e 14º Roland Garros

Affrontò il viaggio verso l'Australia dopo aver smaltito l'infezione da COVID-19, a cui era risultato positivo a cavallo d'anno[164]. Il suo primo torneo dopo oltre cinque mesi di assenza fu l'ATP 250 di Melbourne e conquistò il titolo superando in finale Maxime Cressy. Agli Australian Open scese in campo con la sesta testa di serie e, dopo diversi incontri combattuti, si spinse fino alla finale – la sesta nello Slam australiano. Nell'atto conclusivo affrontò il vincitore degli US Open 2021 Daniil Medvedev; dopo essere stato in svantaggio di due set completò un'insperata rimonta imponendosi sul russo in una battaglia di oltre cinque ore con il punteggio di 2-6, 6-7, 6-4, 6-4, 7-5. Grazie al suo secondo successo nel torneo stabilì il nuovo primato di titoli del Grande Slam vinti nel singolare maschile (21) e divenne inoltre il secondo giocatore dell'era Open, dopo Novak Đoković, ad aver vinto almeno due volte tutti i Major.[165] Vinse quindi il torneo di Acapulco senza perdere alcun set, sconfiggendo in finale Cameron Norrie. La striscia di 20 vittorie consecutive si interruppe nella finale del Masters 1000 di Indian Wells, sconfitto per 3-6, 6-7 dal tennista di casa Taylor Fritz, portando a termine il match nonostante una frattura da stress al terzo arco costale che gli pregiudicò la partecipazione ai successivi tornei.[166]

Fece il suo rientro al Masters 1000 di Madrid tornando a giocare sulla terra rossa dopo quasi un anno e venne eliminato nei quarti di finale da Carlos Alcaraz, mentre agli Internazionali d'Italia non andò oltre gli ottavi di finale per la seconda volta in carriera, venendo sconfitto da Denis Shapovalov.[167] Come nel 2020 giunse al Roland Garros senza aver vinto in stagione alcun titolo sul rosso; negli ottavi ebbe la meglio in cinque set su Félix Auger-Aliassime (allenato dallo zio Toni Nadal), nei quarti di finale sconfisse il nº 1 del mondo e campione uscente Đoković e in semifinale sfruttò il ritiro di Alexander Zverev, dovuto a un infortunio alla caviglia occorsogli nel secondo set.[168] In finale trionfò in tre set sul nº 8 del mondo Casper Ruud, successo con cui migliorò ulteriormente il record di titoli dello Slam salendo a ventidue e diventando inoltre il primo giocatore ad aver vinto per 14 volte uno stesso torneo, con un bilancio di 112 incontri vinti e tre sconfitte.[169][170]

Tornò in campo a Wimbledon per la prima volta dopo tre anni, tuttavia nelle prime fasi del torneo si procurò uno strappo ai muscoli addominali che dopo una settimana si aggravò durante il vittorioso match dei quarti contro Taylor Fritz e il giorno successivo fu costretto ad abbandonare il torneo.[171] Rientrò nel circuito al Cincinnati Open e venne eliminato all'esordio dal futuro vincitore del torneo, il croato Borna Ćorić. Anche agli US Open fece il suo rientro dopo tre stagioni e si fermò al quarto turno per mano di Frances Tiafoe, raccogliendo la prima sconfitta stagionale in uno Slam; con questo risultato risalì al 2º posto mondiale. Alla Laver Cup fece coppia con Roger Federer nell'ultimo incontro in carriera per l'elvetico ma furono sconfitti dalla squadra statunitense formata da Jack Sock e Frances Tiafoe.[172] Il giorno successivo Nadal si ritirò dal torneo per ragioni personali.[173] Nei tornei sul cemento indoor prese parte al Paris Masters ed uscì all'esordio e poi fu eliminato nel round-robin alle ATP Finals dopo aver perso i primi due incontri contro Fritz e Auger-Aliassime, rendendo inutile la vittoria su Casper Ruud nell'ultimo match. Chiuse la stagione al 2º posto in classifica.

2023-2024: gli ultimi anni e il ritiro

La stagione 2023 fu enormemente condizionata dagli infortuni, con lo spagnolo che disputò solo due tornei a gennaio in Australia: la United Cup, dove collezionò due sconfitte in altrettanti incontri, e gli Australian Open, in cui perse al secondo turno.[174] A marzo uscì dalla top 10 interrompendo la striscia record di 912 settimane consecutive iniziata il 25 aprile 2005.[21] Successivamente fu costretto a rinunciare per la prima volta, da quando aveva esordito nel 2005, al Roland Garros e annunciò di chiudere con largo anticipo la stagione e che il 2024 sarebbe stato l'ultimo anno della sua carriera professionistica.[175] A giugno si sottopose ad un'operazione all'ileopsoas sinistro ed uscì dalla top 100 mondiale, 1.029 settimane dopo esservi entrato il 14 aprile 2003.[176]

Tornò in campo a gennaio 2024, raggiungendo i quarti a Brisbane.[177] Rinunciò a giocare i successivi tornei su cemento; ad aprile disputò il torneo sulla terra rossa di Barcellona, dove venne eliminato al secondo turno.[178] A Madrid raggiunse gli ottavi di finale[179] mentre a Roma fu nuovamente eliminato al secondo turno.[180] Partecipò al Roland Garros dove venne sconfitto all'esordio, sua prima volta in carriera, da Alexander Zverev.[181] A luglio raggiunse la sua ultima finale ATP, al torneo di Båstad, in cui venne sconfitto dal portoghese Nuno Borges in due set.[182] Prese parte alle Olimpiadi di Parigi, disputate sui campi del Roland Garros, ma fu eliminato al secondo turno da Novak Đoković, nel sessantesimo ed ultimo incontro della loro rivalità.[183] Nello stesso torneo raggiunse i quarti di finali nel doppio, in coppia con Carlos Alcaraz.[184] Il 10 ottobre 2024 annunciò che l'ultimo torneo della sua carriera sarebbe stata la Coppa Davis 2024[185]; nella competizione giocò l'ultimo incontro ufficiale e venne sconfitto da Botic van de Zandschulp per 4-6, 4-6.[186]

Rivalità con Novak Đoković

Lo stesso argomento in dettaglio: Rivalità Đoković-Nadal.
Nadal opposto a Novak Đoković nel 2016.

Tra Nadal e Đoković è sussistita per lungo tempo una delle rivalità più accese della storia del tennis. I due si incontrarono per la prima volta il 7 giugno 2006 nei quarti di finale del Roland Garros e da allora hanno disputato 60 incontri, con un bilancio in favore del serbo, 31-29.[187]

È la prima rivalità dell'era Open per numero di incontri disputati, e ha caratterizzato soprattutto la seconda parte della carriera di Nadal, dalla stagione 2010 in poi, quando i due disputarono fra loro la prima finale in un torneo dello Slam agli US Open, vinta da Nadal in quattro set. Sulla terra rossa il bilancio è favorevole al maiorchino con 20 vittorie e 9 sconfitte, sull'erba vantano due successi a testa mentre sul cemento il bilancio è favorevole al serbo per 20-7.[188] I due giocatori hanno disputato fra loro 9 finali dello Slam, di cui 4 consecutive (record),[189] fra cui si ricorda in particolare la finale degli Australian Open 2012: durata 5 ore e 53 minuti e vinta da Đoković per 5-7, 6-4, 6-2, 6(5)–7, 7-5 è la più lunga finale di sempre in uno Slam e ritenuta una delle più belle partite della storia.[190] Il bilancio delle finali Slam è di 5-4 in favore di Nadal, mentre quello complessivo nei major è di 11-7 sempre per lo spagnolo. A livello olimpico Nadal vinse la semifinale a Pechino 2008 mentre Đoković ebbe la meglio nel secondo turno a Parigi 2024; nei Masters 1000 vantano 29 match con un bilancio di 16-13 in favore di Đoković.[187]

Rivalità con Roger Federer

Lo stesso argomento in dettaglio: Rivalità Federer-Nadal.
Nadal e Federer all'Arthur Ashe Kid's Day nel 2010.

Molti critici considerano la loro rivalità come la più accesa nella storia del tennis.[191][192][193][194] Il loro dominio fu senza precedenti: fra il 2005 e il 2010 i due si aggiudicarono 21 tornei dello Slam su 24 (87,5%, 12-9 per Federer) e 31 tornei Masters Series/Masters 1000 su 54 disputati (57,4%, 18-13 per Nadal). Occuparono i primi due posti del ranking mondiale per 271 settimane su 313 senza mai perdere il nº 1, e terminarono le sei stagioni sempre al primo e secondo posto.

Il primo incontro tra Nadal e Federer risale al 28 marzo 2004, terzo turno del Masters di Miami, e si concluse con la vittoria dello spagnolo per due set a zero. Da quel match si affrontarono quaranta volte, nove delle quali in finale dei tornei dello Slam: quattro al Roland Garros, tre a Wimbledon e due agli Australian Open, sei delle quali vinte dallo spagnolo. Tra gli incontri più significativi spiccano la finale di Wimbledon 2008, considerata uno degli incontri più intensi nella storia del tennis,[195] e quella degli Australian Open 2017 che li riportò in cima alle classifiche dopo il netto calo delle stagioni precedenti.[196] Complessivamente il bilancio è 24-16 in favore di Nadal, i parziali sono 14-2 su terra rossa, 1-3 sull'erba e 9-11 sul cemento (1-5 indoor e 8-6 all'aperto).

Caratteristiche tecniche

Dal punto di vista tecnico il suo stile è caratterizzato da colpi potenti, aggressivi e carichi di topspin, tirati dalla linea di fondo. Dotato di un'incredibile abilità difensiva abbinata a grande velocità di piedi e resistenza fisica, ha fatto di queste caratteristiche i suoi punti di forza durante la sua carriera.[197][198]

Nadal mentre esegue una volée.

È in grado di giocare volee molto efficaci, verticalizzando il gioco dopo aver messo in difficoltà l'avversario.[199] Pur non utilizzando spesso il gioco di volo, le sue qualità a rete hanno raccolto il plauso di addetti ai lavori[200] e di specialisti come John McEnroe e Boris Becker.[201]

Il dritto è il suo colpo migliore, effettuato utilizzando la mano sinistra.[42][202][203] Il colpo, utilizzando una presa Semi Western, è caratterizzato da un movimento molto ampio del braccio, che resta completamente disteso, e del busto. Le gambe sono ben distanziate fra loro, in modo da offrire una base più ampia da cui colpire la palla. Il movimento della racchetta è di quasi 360º: il suo braccio sinistro, dopo il colpo, prosegue nel movimento fino a portare la racchetta al di sopra della spalla destra (tradizionalmente il braccio dovrebbe avvolgersi intorno al busto, o al massimo attorno alla spalla opposta).[204] Una caratteristica rilevante nel suo diritto è il topspin esasperato impresso alla palla, portandola ad un rimbalzo molto alto che fa perdere campo all'avversario.[205][206] Uno studioso di tennis di San Francisco, John Yandell, ha utilizzato una telecamera ad alta velocità e un software apposito per misurare il numero di rivoluzioni effettuate da una pallina da tennis colpita a piena potenza da Nadal: «I primi tennisti su cui abbiamo effettuato la misura sono stati Sampras e Agassi. Questi colpivano di diritto imprimendo una rotazione compresa fra 1 800 e 1 900 giri al minuto. Anche Federer colpisce con una grande rotazione, giusto 2 700 giri al minuto. Bene, abbiamo misurato un dritto di Nadal a 4 900 giri al minuto. La sua media era di 3200.[207]»

Il rovescio lo esegue a due mani: con la mano sinistra utilizza una presa Continental, mentre con la destra (mano dominante nel rovescio a due mani mancino) una semi-western, che facilita, come per il diritto, l'utilizzo del topspin.[208][209] Nadal negli anni ha affinato il rovescio in back, che impiegava nella gestione delle palle basse o per cambiare ritmo nello scambio.[209]

Il rovescio bimane di Nadal

Nel corso degli anni ha migliorato la prima di servizio passando da circa 159 km/h del 2003 fino ai 185 km/h del 2008,[210] arrivando a superare nel 2010 i 210 km/h.[211] Nadal è in grado di mantenere un'alta percentuale di prime, posizionate strategicamente e giocate principalmente piatte o con taglio slice.[197] Per la seconda, invece, utilizza un colpo mancino in slice che si scontra con il rovescio destro degli avversari; in generale punta comunque a ottenere un vantaggio strategico dal servizio, piuttosto che raccogliere punti diretti:[212]

Il suo gioco è caratterizzato da una tenuta mentale costante durante tutto l'arco della partita.[213]

La sua superficie preferita è la terra rossa, ma è in grado di adattarsi efficacemente a ogni superficie.[197][214]

Nadal con l'outfit della Nike e la racchetta Babolat AeroPro Drive.

La rivista Forbes ha stimato i guadagni di Nadal dovuti agli sponsor in 25 milioni di dollari nel 2011, facendone il 16º sportivo più pagato del mondo.[215] Il tennista è ambasciatore mondiale della Kia Motors, ed è più volte apparso nelle loro pubblicità.[216][217] Nadal ha anche un contratto di sponsorizzazione con la Universal DVD.[218]

Lo sponsor di vestiario e scarpe di Nadal è la Nike; il suo nome ha caratterizzato una linea di canottiere abbinate a pantaloni pinocchietto.[219]

La racchetta di Nadal è una Babolat AeroPro Drive, in grafite e tungsteno con un piatto corde ampio di 100 pollici quadrati e un peso, nella versione di serie, di 300 grammi senza le corde.[220] Il manico è di misura L2 da 4 pollici e 1/4.[221] Nella stagione 2010 è stata ridipinta per essere uguale alla linea AeroPro Drive GT in commercio,[222] e dal 2012 la testa della racchetta è stata resa più pesante per aumentare l'efficacia dei colpi.[223] Lo spagnolo ha utilizzato nel corso del 2010 le corde Duralast 15L, per poi passare alle corde sintetiche nere monofilamento in copoliestere Babolat RPM Blast a sezione esagonale; il reticolo prevede 16 passaggi in verticale e 19 in orizzontale.[220] Le sue racchette sono di solito incordate con una tensione di 25 kg, indipendentemente dalla superficie su cui gioca.[224]

Statistiche

Lo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record di Rafael Nadal.

Tornei dello Slam

Risultati in progressione nei tornei dello Slam

Legenda
 V   F  SF QF #T RR Q#  A  ND

(V) Torneo vinto; raggiunto (F) finale, (SF) semifinale, (QF) quarti di finale, (#T) turni 4, 3, 2, 1; (RR) round - robin; (Q#) Turno di qualificazione; (A) assente dal torneo; (ND) torneo non disputato.

Torneo 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 2019 2020 2021 2022 2023 2024 Titoli V-S
Grande Slam
Australia (bandiera) Australian Open A 3T 4T A QF SF V QF QF F A F QF 1T F QF F QF QF V 2T A 2 / 18 77–16
Francia (bandiera) Roland Garros A A V V V V 4T V V V V V QF 3T V V V V SF V A 1T 14 / 19 112–4
Regno Unito (bandiera) Wimbledon 3T A 2T F F V A V F 2T 1T 4T 2T A 4T SF SF ND A SF A A 2 / 15 58–12
Stati Uniti (bandiera) US Open 2T 2T 3T QF 4T SF SF V F A V A 3T 4T V SF V A A 4T A A 4 / 16 67–12
Titoli 0 0 1 1 1 2 1 3 1 1 2 1 0 0 2 1 2 1 0 2 0 0 22 / 68 N/A
Vittorie-Sconfitte 3–2 3–2 13–3 17–2 20–3 24–2 15–2 25–1 23–3 14–2 14–1 16–2 11–4 5–2 23–2 21–3 24–2 11–1 9–2 22–1 1–1 0–1 N/A 314–44

Vittorie (22)

N. Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 5 giugno 2005 Francia (bandiera) Roland Garros, Parigi Terra rossa Argentina (bandiera) Mariano Puerta 6(6)–7, 6–3, 6–1, 7–5
2. 11 giugno 2006 Francia (bandiera) Roland Garros, Parigi (2) Terra rossa Svizzera (bandiera) Roger Federer 1–6, 6–1, 6–4, 7–6(4)
3. 10 giugno 2007 Francia (bandiera) Roland Garros, Parigi (3) Terra rossa Svizzera (bandiera) Roger Federer 6–3, 4–6, 6–3, 6–4
4. 8 giugno 2008 Francia (bandiera) Roland Garros, Parigi (4) Terra rossa Svizzera (bandiera) Roger Federer 6–1, 6–3, 6–0
5. 6 luglio 2008 Regno Unito (bandiera) Wimbledon, Londra Erba Svizzera (bandiera) Roger Federer 6–4, 6–4, 6(5)–7, 6(8)–7, 9–7
6. 1º febbraio 2009 Australia (bandiera) Australian Open, Melbourne Cemento Svizzera (bandiera) Roger Federer 7–5, 3–6, 7–6(3), 3–6, 6–2
7. 6 giugno 2010 Francia (bandiera) Roland Garros, Parigi (5) Terra rossa Svezia (bandiera) Robin Söderling 6–4, 6–2, 6–4
8. 4 luglio 2010 Regno Unito (bandiera) Wimbledon, Londra (2) Erba Rep. Ceca (bandiera) Tomáš Berdych 6–3, 7–5, 6–4
9. 13 settembre 2010 Stati Uniti (bandiera) US Open, New York Cemento Serbia (bandiera) Novak Đoković 6–4, 5–7, 6–4, 6–2
10. 5 giugno 2011 Francia (bandiera) Roland Garros, Parigi (6) Terra rossa Svizzera (bandiera) Roger Federer 7–5, 7–6(3), 5–7, 6–1
11. 11 giugno 2012 Francia (bandiera) Roland Garros, Parigi (7) Terra rossa Serbia (bandiera) Novak Đoković 6–4, 6–3, 2–6, 7–5
12. 9 giugno 2013 Francia (bandiera) Roland Garros, Parigi (8) Terra rossa Spagna (bandiera) David Ferrer 6–3, 6–2, 6–3
13. 9 settembre 2013 Stati Uniti (bandiera) US Open, New York (2) Cemento Serbia (bandiera) Novak Đoković 6–2, 3–6, 6–4, 6–1
14. 8 giugno 2014 Francia (bandiera) Roland Garros, Parigi (9) Terra rossa Serbia (bandiera) Novak Đoković 3–6, 7–5, 6–2, 6–4
15. 11 giugno 2017 Francia (bandiera) Roland Garros, Parigi (10) Terra rossa Svizzera (bandiera) Stan Wawrinka 6–2, 6–3, 6–1
16. 10 settembre 2017 Stati Uniti (bandiera) US Open, New York (3) Cemento Sudafrica (bandiera) Kevin Anderson 6–3, 6–3, 6–4
17. 10 giugno 2018 Francia (bandiera) Roland Garros, Parigi (11) Terra rossa Austria (bandiera) Dominic Thiem 6–4, 6–3, 6–2
18. 9 giugno 2019 Francia (bandiera) Roland Garros, Parigi (12) Terra rossa Austria (bandiera) Dominic Thiem 6–3, 5–7, 6–1, 6–1
19. 8 settembre 2019 Stati Uniti (bandiera) US Open, New York (4) Cemento Russia (bandiera) Daniil Medvedev 7–5, 6–3, 5–7, 4–6, 6–4
20. 11 ottobre 2020 Francia (bandiera) Roland Garros, Parigi (13) Terra rossa Serbia (bandiera) Novak Đoković 6–0, 6–2, 7–5
21. 30 gennaio 2022 Australia (bandiera) Australian Open, Melbourne (2) Cemento Russia (bandiera) Daniil Medvedev 2–6, 6(5)–7, 6–4, 6–4, 7–5
22. 5 giugno 2022 Francia (bandiera) Roland Garros, Parigi (14) Terra rossa Norvegia (bandiera) Casper Ruud 6–3, 6–3, 6–0

Finali perse (8)

N. Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 9 luglio 2006 Regno Unito (bandiera) Wimbledon, Londra Erba Svizzera (bandiera) Roger Federer 0–6, 6(5)–7, 7–6(2), 3–6
2. 8 luglio 2007 Regno Unito (bandiera) Wimbledon, Londra (2) Erba Svizzera (bandiera) Roger Federer 6(7)–7, 6–4, 6(3)–7, 6–2, 2–6
3. 3 luglio 2011 Regno Unito (bandiera) Wimbledon, Londra (3) Erba Serbia (bandiera) Novak Đoković 4–6, 1–6, 6–1, 3–6
4. 12 settembre 2011 Stati Uniti (bandiera) US Open, New York Cemento Serbia (bandiera) Novak Đoković 2–6, 4–6, 7–6(3), 1–6
5. 29 gennaio 2012 Australia (bandiera) Australian Open, Melbourne Cemento Serbia (bandiera) Novak Đoković 7–5, 4–6, 2–6, 7–6(5), 5–7
6. 26 gennaio 2014 Australia (bandiera) Australian Open, Melbourne (2) Cemento Svizzera (bandiera) Stan Wawrinka 3–6, 2–6, 6–3, 3–6
7. 29 gennaio 2017 Australia (bandiera) Australian Open, Melbourne (3) Cemento Svizzera (bandiera) Roger Federer 4–6, 6–3, 1–6, 6–3, 3–6
8. 27 gennaio 2019 Australia (bandiera) Australian Open, Melbourne (4) Cemento Serbia (bandiera) Novak Đoković 3–6, 2–6, 3–6

Onorificenze

Onorificenze spagnole

Figlio Preferito di Manacor - nastrino per uniforme ordinaria
 Manacor, 18 dicembre 2010[227]
Figlio Preferito di Maiorca - nastrino per uniforme ordinaria
 Maiorca, 2 settembre 2014[229]
immagine del nastrino non ancora presente
 Madrid, 20 settembre 2022[234][235]

Onorificenze straniere

Onorificenze accademiche

Laurea ''honoris causa'' - nastrino per uniforme ordinaria
«Come uno straordinario esempio di apprendimento delle competenze fondamentali, abilità e valori che hanno portato al successo nella sua carriera.»
 Università Europea di Madrid, Villaviciosa de Odón, 4 maggio 2015[237]

Note

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  2. Rafa Nadal è il più grande sportivo di tutti i tempi: ecco perché, su corriere.it, 11 ottobre 2020. URL consultato il 19 ottobre 2023.
  3. (EN) Il grande Nadal è uno dei migliori quattro giocatori di sempre, secondo John McEnroe, su mirror.co.uk, 4 luglio 2010. URL consultato il 1º ottobre 2010 (archiviato il 18 ottobre 2010).
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  73. Nadal si prende tutto: oro e n. 1 del mondo, in Il Secolo XIX, 17 agosto 2008.
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Bibliografia

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