Andy Murray

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Andy Murray
Erste Bank Open ATP World Tour 500 Vienna 2016-5.jpg
Andy Murray a Vienna nel 2016
Nazionalità Regno Unito Regno Unito
Altezza 191[1] cm
Peso 84[1] kg
Tennis Tennis pictogram.svg
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 659 – 186 (77,99%)
Titoli vinti 45
Miglior ranking 1º (7 novembre 2016)
Ranking attuale 375º (6 agosto 2018)[2]
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open F (2010, 2011, 2013, 2015, 2016)
Francia Roland Garros F (2016)
Regno Unito Wimbledon V (2013, 2016)
Stati Uniti US Open V (2012)
Altri tornei
ATP World Tour Finals Singles Trophy (London).svg Tour Finals V (2016)
Olympic flag.svg Giochi olimpici Oro (2012, 2016)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 67 – 71 (48,55%)
Titoli vinti 2
Miglior ranking 51º (17 ottobre 2011)
Ranking attuale - (6 agosto 2017)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 1T (2006)
Francia Roland Garros 2T (2006)
Regno Unito Wimbledon 2T (2005)
Stati Uniti US Open 2T (2008)
Altri tornei
Olympic flag.svg Giochi olimpici 2T (2008)
Doppio misto1
Vittorie/sconfitte 4 – 2 (66,67%)
Titoli vinti 0
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open
Francia Roland Garros
Regno Unito Wimbledon 2T (2006)
Stati Uniti US Open
Altri tornei
Olympic flag.svg Giochi olimpici Argento (2012)
Palmarès
Oro Coppa Davis 2015
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
Statistiche aggiornate al 6 agosto 2017

Sir Andrew Barron Murray, detto Andy (Glasgow, 15 maggio 1987), è un tennista britannico, il primo del suo Paese a vincere un titolo nel singolare maschile del Grande Slam dal 1936. Tra i tennisti più forti della sua generazione, ha raggiunto per la prima volta la vetta del ranking ATP a fine 2016. Ha vinto tre tornei del Grande Slam, due medaglie d'oro olimpiche, una Coppa Davis e altri 40 titoli nei tornei ATP, tra cui 14 Masters 1000.

Nel 2012 è stato il primo britannico a giungere alla finale di Wimbledon dopo 35 anni (primo uomo dopo 76 anni). Con la vittoria nei successivi US Open, ha interrotto il digiuno del Regno Unito nei tornei dello Slam, che durava dalla vittoria di Virginia Wade a Wimbledon nel 1977. Il 7 luglio 2013 ha battuto nella finale del torneo di Wimbledon il nº 1 ATP Novak Đoković, diventando il primo tennista maschio britannico a vincere il prestigioso torneo di casa nell'era Open, 77 anni dopo il successo di Fred Perry nel 1936.

Rappresentando la Gran Bretagna, ha vinto l'oro nel singolare e l'argento nel doppio misto in coppia con Laura Robson alle Olimpiadi di Londra del 2012[3]. Ai Giochi di Rio nel 2016 si è aggiudicato la sua seconda medaglia d'oro in singolare, divenendo così il primo tennista della storia a vincere due Olimpiadi consecutive. Ha fatto parte della squadra britannica che ha vinto la Coppa Davis 2015. Un grave infortunio a un'anca l'ha tenuto lontano dalle competizioni dal luglio 2017 al giugno 2018, costringendolo a ripartire dal numero 839 del ranking.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Glasgow, in Scozia, nel 1987[3][4] e cresciuto a Dunblane, città di origine della sua famiglia, è figlio di Will Murray e Judy Erskine, insegnante di tennis e figlia di Roy Erskine, già calciatore professionista scozzese. Anche il fratello maggiore Jamie è un tennista professionista; eccelle nel doppio e doppio misto, specialità nelle quali ha vinto svariati titoli tra cui diversi del Grande Slam.[5]

Nel 1996 i due fratelli scamparono al massacro della scuola elementare di Dunblane che frequentavano; un uomo armato entrò nella struttura uccidendo 16 bambini e un insegnante prima di suicidarsi, mentre i due Murray si salvarono barricarondosi nell'ufficio del preside.[6]. Di questa vicenda ha detto di non ricordare molto e ha preferito mantenere uno stretto riserbo, rivelando in seguito di essere stato particolarmente shockato in quanto con la madre aveva dato alcuni passaggi in macchina all'omicida, che era un suo istruttore al locale gruppo scout.[7]

Inizia a giocare a tennis all'età di due anni sotto la guida della madre, che sarà il suo coach fino a 12 anni. A 13 anni aveva già vinto due edizioni dell'Orange Bowl, importante torneo mondiale per giovanissimi.[8] Stressato dagli impegni di un'intensa vita di giovane atleta, abbandona il tennis e si dedica al calcio, sostenendo anche un provino promettente con i Rangers Glasgow. Anche questa disciplina lo stanca e riprende a giocare a tennis. Si è sposato l'11 aprile 2015 con Kim Sears, nell'agosto dello stesso anno annunciano di essere in attesa della prima figlia, nata nel febbraio del 2016 e chiamata Sophia Olivia.

Stile di gioco[modifica | modifica wikitesto]

Tra i suoi punti di forza si possono annoverare l'abilità di anticipare e reagire e la transizione tra difesa e attacco con pochi errori, il che gli consente di mettere a segno vincenti da posizioni difensive. È inoltre dotato di un ottimo rovescio, probabilmente il suo miglior colpo con il quale fa spesso la differenza. Murray è stato spesso criticato per il suo stile di gioco passivo, ma è capace di infondere velocità al gioco e mettere in difficoltà l'avversario. Ha un'ottima prima di servizio piatta che spesso supera i 200 km/h e che gli regala vincenti o palle comode da chiudere, pecca sulla seconda di servizio (forse il suo vero tallone d'Achille), che pur essendo molto tagliata tende ad essere estremamente lenta ed attaccabile. Tra i suoi colpi migliori vi sono inoltre la volée, anche se raramente scende a rete, e la palla corta, che esegue spesso con successo.

Il suo gioco subisce una svolta nel 2012 con l'arrivo di Ivan Lendl nel suo team: diventa più aggressivo da fondo campo, piazza più colpi vincenti e aspetta meno l'errore dell'avversario. Questa nuova tattica gli permette di vincere gli US Open, l'oro alle Olimpiadi e il torneo di Wimbledon, dopo che l'ultimo britannico a riuscirci era stato Fred Perry 77 anni prima. In seguito ha avuto come allenatori prima Amélie Mauresmo e quindi Jamie Delgado, con il quale il suo gioco è diventato nettamente più offensivo e solido rispetto a qualche anno prima, con una maggiore potenza nei colpi che lo porta più spesso a dominare gli scambi da fondo campo. Tra i giocatori a cui si è ispirato vi sono Pete Sampras e soprattutto Andre Agassi, che considera un idolo.[8]

Carriera tennistica[modifica | modifica wikitesto]

Esordi[modifica | modifica wikitesto]

Ottiene i successi all'Orange Bowl e al campionato britannico under-14 sotto la guida del coach scozzese Leon Smith, che lo segue da quando ha 11 anni fino ai 15. Murray si rende conto di essere inferiore a Rafael Nadal, che ha quasi un anno più di lui, dopo averlo incontrato in un torneo internazionale. Viene a sapere che il maiorchino è allenato dall'ex numero 1 ATP Carlos Moya, mentre lui in Scozia non ha rivali con cui confrontarsi e chiede ai genitori di lasciarlo andare in Spagna. Viene accontentato e i genitori si sobbarcano la spesa di 30.000 euro l'anno per mandarlo ad allenarsi, all'età di 14 anni, all'Accademia Sanchez-Casal di Barcellona sotto la guida del proprietario, l'ex campione spagnolo Emilio Sánchez, con il quale compie grandi progressi, in particolare nella posizione al momento di colpire la palla e nella resistenza fisica.[8]

Dopo i primi successi da juniores e aver mancato la qualificazione in alcuni tornei, fa il suo esordio tra i professionisti in un torneo Challenger nel luglio 2003 a Manchester, raggiungendo i quarti di finale. Nel settembre dello stesso anno vince il suo primo trofeo Futures aggiudicandosi il torneo Great Britain F10 di Glasgow. La settimana successiva raggiunge le semifinali nel Futures di Edimburgo.

All'inizio del 2004 subisce un infortunio al ginocchio che lo tiene lontano dalle competizioni 6 mesi. In agosto vince il Futures Spain F17 di Xativa, sulla terra battuta, ripetendosi subito dopo nel Futures Italy F22 di Roma. Dimostra tutte le sue potenzialità vincendo il torneo juniores dello US Open.[9] Il 20 settembre raggiunge il 407º posto in classifica, suo nuovo best ranking. A dicembre vince altri due tornei Futures spagnoli, lo Spain F34 sul cemento di Orense e lo Spain F34A sulla terra battuta di Pontevedra.

2005: top 100, prima finale ATP e primo trofeo Challenger[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del 2007, mentre si trova in Australia, avverte dolori alla schiena che lo costringono a rinviare di due mesi l'esordio stagionale e che si sarebbero ripresentati in seguito nel corso della carriera. Sono dovuti a una malformazione ossea per aver giocato troppo a tennis nel periodo dello sviluppo a 16 anni.[9] Il debutto stagionale è in marzo al Challenger di Barletta, dove esce al secondo turno. In aprile raggiunge la semifinale nel Futures Italy F8 di Cremona e subito dopo, grazie ad una wild card, accede per la prima volta ad un main draw di un torneo ATP a Barcellona, dove perde al primo turno per mano di Jan Hernych dopo essersi aggiudicato il primo set. Tra aprile e maggio arriva in semifinale al Futures Spain F5 di Lleida, ai quarti nello Spain F6 di Vic e al secondo turno del Challenger di Dresda.

A giugno, grazie ad un'altra wild card, accede al tabellone del Queen's di Londra, dove ottiene la sua prima vittoria nel circuito maggiore battendo Santiago Ventura 6-1 6-2 al primo turno, al secondo supera il nº 30 ATP Taylor Dent per 6-3 6-3, per poi uscire di scena al terzo turno dopo un match molto equilibrato contro il nº 20 Thomas Johansson terminato 6-7 7-6 5-7, in cui arriva a 2 punti dal match prima di crollare vittima dei crampi. Murray ottiene una wild card anche per Wimbledon, debuttando così in un torneo del Grande Slam. Vince al primo turno contro George Bastl per 6-4 6-2 6-2 e al secondo ottiene un'altra sorprendente vittoria in 3 set contro il numero 13 del ranking, Radek Štěpánek, diventando il primo scozzese della storia ad accedere al terzo turno del prestigioso torneo inglese. Nel successivo incontro con David Nalbandian si aggiudica i primi 2 set, per poi crollare di fronte alla superiorità atletica dell'avversario che si aggiudica i restanti parziali, evidenziando di non avere ancora la tenuta fisica necessaria per un match al meglio dei 5 set.

Raggiunge il secondo turno al torneo ATP di Newport e vince il suo primo trofeo Challenger nel torneo di Aptos, in California, superando l'americano Ram 6-4 6-3. Al secondo turno del torneo ATP di Indianapolis viene eliminato da Mardy Fish in 3 set. Arriva quindi ai quarti di finale in 2 Challenger canadesi e si aggiudica quello di Binghamton superando in finale Alejandro Falla 7-6 6-3. Riceve poi una wild card per il Masters Series di Cincinnati dove supera nuovamente Dent, per poi perdere al secondo turno contro Marat Safin, nº 4 del ranking, con il punteggio di 4-6 6-1 1-6. Si qualifica per il main draw dello US Open e debutta contro Andrei Pavel, aggiudicandosi il match al quinto set dopo aver rimontato un set di svantaggio e dopo essersi sentito male alla fine del quarto. Al secondo turno affronta Arnaud Clément e recupera lo svantaggio di 2 set, all'inizio del quinto si infortuna ad una gamba e perde la frazione per 6-0. Debutta poi in Coppa Davis per il Regno Unito nella sfida play off contro la Svizzera, perdendo in tre set contro Stanislas Wawrinka.

Nel successivo torneo di Bangkok supera nuovamente Bastl, poi Robin Söderling, il nº 21 del ranking Robby Ginepri e in semifinale l'idolo locale, Paradorn Srichaphan, con lo score di 6-7 7-5 6-2. Raggiunge così la sua prima finale di un torneo ATP, dove perde contro il nº 1 del ranking Roger Federer per 3-6 5-7. Grazie a questi risultati entra per la prima volta nella top 100 del ranking, piazzandosi al 72º posto. Chiude la stagione partecipando al torneo ATP di Basilea, in cui affronta il più forte giocatore inglese in classifica, il nº 28 Tim Henman, ottenendo una vittoria che sembra la premessa di un passaggio di consegne. Al secondo turno ha la meglio su un altro emergente, Berdych, e al terzo perde contro Fernando González. Al termine della stagione ha compiuto il più grande balzo in avanti tra i tennisti ATP, scalando nei dodici mesi 449 posizioni, e dopo Novak Đoković è il più giovane giocatore nella top 100.

2006: primo trofeo ATP e top 20[modifica | modifica wikitesto]

Colleziona due secondi turni nei tornei di Adelaide, sconfitto da Tomáš Berdych, e di Auckland, sconfitto da Mario Ančić. L'esordio agli Australian Open è negativo, viene sconfitto al primo turno in 3 set da Chela, rimediando solamente 7 game. Anche a Zagabria perde al primo turno, questa volta per mano del padrone di casa Ivan Ljubičić a cui strappa comunque un set. Si rifà conquistando il suo primo trofeo ATP al SAP Open di San Jose (California). In semifinale ottiene una clamorosa vittoria per 7-5, 7-5 su Andy Roddick, nº 3 del ranking ATP e primo top ten che riesce a battere; in finale supera l'ex numero 1 Lleyton Hewitt per 2-6 6-1 7-6, vittoria che gli consente l'ingresso nei top 50. In America colleziona poi un quarto di finale a Memphis, battuto da Söderling, un secondo turno a Indian Wells, dove cede al nº 5 del ranking Nikolaj Davydenko, esce infine al primo turno al Masters di Miami, superato da Wawrinka. Sotto tono la stagione sul rosso, esce al primo turno a Montecarlo e a Roma, al secondo a Barcellona e al Masters di Amburgo, ma soprattutto al primo turno del Roland Garros, dove cede di schianto nel quarto e quinto set di fronte all'esplosività atletica di Gaël Monfils.

La stagione sull'erba inizia male con la sconfitta al primo turno del Queen's, mentre a Nottingham raggiunge i quarti dove è eliminato da Andreas Seppi. A Wimbledon, dove sono riposte in lui tutte le speranze del Regno Unito e la concentrazione dei media, supera Massú al primo turno, poi Benneteau in 4 set e soprattutto Roddick piegato con il punteggio di 7-6 6-4 6-4. Nel quarto turno perde contro il finalista dell'Australian Open, Marcos Baghdatis, che impone il suo gioco d'attacco e la maggiore esperienza. Chiude la stagione sull'erba raggiungendo la semifinale al torneo di Newport, dove perde a sorpresa da Gimelstob, e sugli stessi campi sconfigge Ram nella sfida di Coppa Davis contro Israele. In luglio inizia la collaborazione con Brad Gilbert - il coach che aveva portato Andre Agassi ai primi trionfi negli Slam - pagato per intero dalla federazione britannica (Lawn Tennis Association) per portarlo ai vertici con una spesa, secondo quanto riporta la stampa, di 750.000 sterline l'anno.[10]

Raggiunge poi la finale a Washington DC, dove è ancora Clement a batterlo. La settimana dopo, al Masters Series di Toronto, perde in semifinale contro il francese Richard Gasquet in due set. Al Masters di Cincinnati riesce nell'impresa di battere Federer al secondo turno con il punteggio di 7-5 6-4, per arrendersi poi nei quarti a Roddick, rigenerato dal nuovo coach Connors. Disputa un buon US Open superando Fernando González al terzo turno rimontando un set di svantaggio, negli ottavi perde contro il regolarista Davydenko che chiude il match al quarto set con un eloquente 6-0. Vince quindi i due singolari di Davis contro l'Ucraina ed esce al terzo turno nei Masters di fine anno: a Madrid è sconfitto in 3 set da Đoković, dopo aver superato Ljubičić, e a Parigi-Bercy esce per mano di Hrbatý. Chiude l'anno nella top 20, diventando il primo scozzese a riuscirci, dopo Đoković è inoltre il più giovane tra i top 20.

2007: 8º nel ranking ATP[modifica | modifica wikitesto]

Il 2007 è caratterizzato dai vari infortuni di cui soffre durante la stagione.[8] A inizio anno raggiunge la finale nel Qatar ExxonMobil Open, dopo aver superato in semifinale Nikolaj Davydenko; nell'atto finale del torneo viene battuto dal croato Ivan Ljubičić[11]. Agli Australian Open affronta al quarto turno Rafael Nadal in un lungo match conclusosi a favore del maiorchino 6-7 6-4 4-6 6-3 6-1[12]. A San Jose bissa il titolo vinto nel 2006, superando in finale il croato Ivo Karlović. A Memphis viene eliminato in semifinale da Andy Roddick.

Disputa a Indian Wells il primo Masters della stagione; dopo aver battuto nell'ordine Wesley Moodie, Nicolas Mahut, Nikolaj Davydenko e Tommy Haas, lasciando complessivamente un solo set agli avversari, in semifinale viene sconfitto dal serbo testa di serie nº 12 Novak Đoković. Nel Masters di Miami raggiunge le semifinali, venendo però nuovamente battuto in due set da Đoković, poi vincitore del torneo. La stagione di Murray sulla terra rossa comincia a Roma, dove viene sconfitto al primo turno da Gilles Simon. Durante l'incontro al primo turno del Masters di Amburgo contro Filippo Volandri, è costretto al ritiro per un infortunio al polso[13] che lo costringe a saltare il Roland Garros e Wimbledon.[10] Malgrado la sosta obbligata, l'11 giugno fa il suo primo ingresso tra i top 10 con il 9º posto, e la settimana dopo arriva all'8º. Ritorna a giocare tre mesi dopo nel Masters di Montréal, dove si arrende nel secondo turno a Marcos Baghdatis. A Cincinnati viene eliminato al primo turno da Ivan Ljubičić. Agli US Open, dopo aver eliminato l'uruguaiano Pablo Cuevas e lo svedese Jonas Björkman, viene sconfitto al terzo turno dal coreano Hyung-Taik Lee in quattro set.

All'Open de Moselle 2007 di Metz si arrende in finale in tre set a Tommy Robredo, testa di serie nº 1 del torneo. Disputa quindi i tornei russi di Mosca e San Pietroburgo, nel primo viene eliminato al secondo turno da Janko Tipsarević, mentre trionfa nel secondo battendo in finale Fernando Verdasco. È il terzo torneo in carriera vinto dallo scozzese. L'ultimo torneo stagionale per Murray è il Masters di Parigi, dove viene eliminato ai quarti di finale dal francese Richard Gasquet. Subito dopo, i numerosi attriti con Gilbert lo portano ad annunciare la risoluzione del contratto con il coach, malgrado gli ottimi risultati ottenuti sotto la sua guida, e di voler scegliere e pagare personalmente il prossimo staff tecnico.[10] A fine novembre ingaggia il nuovo staff con lo scozzese Miles Maclagan come capo allenatore. Chiude la stagione al nº 11 della classifica ATP.

2008: prima finale in uno Slam, primi Masters 1000 e nº 4 del ranking[modifica | modifica wikitesto]

Andy Murray con in mano il trofeo del torneo di Cincinnati

Vince subito il primo torneo della stagione a Doha in Qatar sul cemento, battendo in semifinale il nº 4 ATP Nikolaj Davydenko in due set e in finale il nº 36 Stanislas Wawrinka per 6-4, 4-6, 6-2. Ai successivi Australian Open viene sconfitto all'esordio in quattro set da Jo-Wilfried Tsonga, che arriverà in finale. Un infortunio al ginocchio lo costringe a rinunciare a giocare in Davis e rientra dopo quasi un mese all'Open 13 sul cemento di Marsiglia. Si aggiudica il torneo battendo al secondo turno di nuovo Wawrinka e poi nell'ordine Nicolas Mahut, Paul Henri Mathieu e in finale Mario Ančić con il punteggio di 6-3, 6-4.[14] A inizio marzo batte il numero uno al mondo Federer nel primo turno a Doha e viene sconfitto al terzo dal nº 5 Davydenko. Dopo una serie di buoni risultati, le sue prestazioni iniziano leggermente a calare. All'Indian Wells Masters perde al quarto turno contro Tommy Haas e al Miami Masters Ančić si prende la rivincita eliminandolo al secondo turno.

In aprile ingaggia come consulente l'ex specialista della terra rossa Àlex Corretja, che nel 2010 prenderà il posto del coach Maclagan.[15] Rientra un mese dopo Miami per il Montecarlo Masters, dove al terzo turno Djokovic lo batte 6-0, 6-4. La stagione sul rosso prosegue in modo fallimentare con la nuova sconfitta contro Ančić al primo turno a Barcellona, l'eliminazione al secondo turno a Roma e al terzo sia ad Amburgo (contro Nadal) che al Roland Garros, contro il nº 20 Nicolas Almagro. Il debutto stagionale sull'erba avviene al Queen's, dove è costretto al ritiro dopo aver superato il terzo turno. Negli ottavi di Wimbledon batte in rimonta Richard Gasquet che aveva vinto i primi due set. Il torneo si conclude ai quarti contro Rafael Nadal, lanciato verso il primo titolo dello Slam fuori dalla terra rossa, che lo supera in tre set.

Rientra nel circuito tre settimane dopo per il Canada Masters di Toronto, dove agli ottavi batte in tre set il nº 10 ATP Wawrinka e nei quarti il nº 2 Đoković per 6-3, 7-6, in semifinale è ancora Nadal a fermare la sua corsa battendolo 7-6, 6-3. Al successivo Cincinnati Masters batte nell'ordine Sam Querrey ,Dmitry Tursunov, Carlos Moya e in semifinale Ivo Karlovic, perdendo un solo set contro Moya. Nell'altra semifinale Nadal viene eliminato da Đoković e Murray conquista il primo Masters 1000 della carriera battendo il serbo 7-6, 7-6. La settimana dopo desta sorpresa la sua sconfitta al primo turno delle Olimpiadi di Pechino contro il nº 77 ATP Yen-Hsun Lu.

Murray durante la finale degli US Open persa contro Federer

Agli US Open batte negli ottavi Stanislas Wawrinka in 3 set e nei quarti Juan Martin del Potro per 7-6, 7-6, 4-6, 7-5. In semifinale affronta il numero 1 del mondo Rafael Nadal, vince il primo set 6 a 2 e il secondo al tie-break. All'inizio del terzo set subisce un break e sul punteggio di 3 a 2 in favore di Nadal l'incontro viene sospeso per pioggia e rimandato al giorno successivo, facendo slittare la finale al lunedì. Alla ripresa del match, Nadal mantiene il break di vantaggio e vince il terzo set per 6-4. Nel quarto set Murray perde ancora il servizio ma opera due break e si aggiudica l'incontro col punteggio di 6-2 7-6 4-6 6-4. In finale affronta il numero 3 ATP Roger Federer, che approfitta della stanchezza del rivale e si aggiudica il titolo e il 13º Slam col punteggio di 6-2 7-5 6-2. Il risultato proietta Murray al 4º posto della classifica, suo nuovo best ranking. Il 19 ottobre conquista il suo secondo Masters 1000 nel torneo di Madrid, battendo in semifinale Federer per 3-6 6-3 7-5 e in finale Gilles Simon con il punteggio di 6-4 7-6; durante il torneo perde solo il set contro Faderer. La settimana dopo trionfa a San Pietroburgo battendo in finale Andrej Golubev 6-1, 6-1. Dopo la sconfitta nei quarti del Masters di Parigi-Bercy contro David Nalbandian, partecipa per la prima volta alla Masters Cup di Shanghai, vincendo i tre incontri di round robin con Roddick, Simon e Federer, rispettivamente numeri 6, 9 e 2 del mondo, prima di perdere la semifinale contro il nº 5 Davydenko. Diventa il primo britannico dell'era Open a vincere 5 titoli ATP e a chiudere la stagione al 4º posto del ranking.

2009: 2º nel ranking e due trofei Masters 1000[modifica | modifica wikitesto]

Murray a Wimbledon 2009

Il 2009 comincia con un successo al Torneo di Doha, sconfiggendo in semifinale per la terza volta consecutiva Roger Federer e in finale, per la sesta volta su otto incontri, Andy Roddick. Giunge così tra i favoriti agli Australian Open dove viene sconfitto a sorpresa agli ottavi da Fernando Verdasco, che arriverà in semifinale. In febbraio arriva la vittoria in tre set nella finale del Torneo di Rotterdam contro Rafael Nadal. Un virus lo costringe al ritiro durante il torneo di Dubai e a rinunciare alla sfida di Davis contro l'Ucraina. Ritorna in marzo al Masters di Indian Wells, dove in semifinale batte Federer per la quarta volta consecutiva dopo la sconfitta subita agli US Open 2008. Nadal si prende la rivincita di Rotterdam in finale battendolo 6-1, 6-2. Il terzo titolo stagionale, nonché terzo successo in un Masters 1000, avviene a Miami, dove batte in finale Novak Đoković con il punteggio di 6-2, 7-5

A metá aprile arriva per la prima volta in semifinale in un Masters 1000 sulla terra rossa a Monte Carlo, e viene di nuovo sconfitto da Rafael Nadal con il punteggio di 6-2 7-6. A fine mese viene sorprendentemente eliminato al secondo turno del Masters 1000 di Roma dall'argentino Juan Mónaco col punteggio di 1-6, 6-3, 7-5. La settimana dopo migliora il proprio best ranking con il 3º posto. In maggio partecipa al Madrid Masters giocato per la prima volta in primavera e sulla terra rossa del nuovo spettacolare complesso della Caja Mágica; pur avendo migliorato il proprio gioco sulla terra battuta, la sua marcia nel torneo madrileno viene arrestata ai quarti di finale da Juan Martín del Potro, che vince 7-6, 6-3. Allo Slam di Parigi batte nell'ordine Juan Ignacio Chela in tre set, Potito Starace in quattro set, Janko Tipsarevic per ritiro e negli ottavi Marin Cilic in tre set. Giunto per la prima volta ai quarti al Roland Garros perde contro Fernando Gonzalez con il punteggio di 3-6, 6-3, 0-6, 4-6.

Il 14 giugno vince il prestigioso torneo londinese del Queen's, il primo sull'erba in carriera, senza perdere alcun set e sconfiggendo in finale lo statunitense James Blake per 7-5 6-4. L'ultimo britannico a vincere il torneo era stato Bunny Austin nel 1938. Grazie a questa vittoria si presenta tra i favoriti al torneo di Wimbledon con la terza testa di serie. Batte al primo turno Robert Kendrick in 4 set, quindi Ernests Gulbis e Viktor Troicki in tre set, negli ottavi Stan Wawrinka per 2-6, 6-3, 6-3, 5-7, 6-3 e nei quarti Juan Carlos Ferrero in tre set. Arriva così per la prima volta in semifinale, ma viene battuto per 4-6, 6-4, 6-7, 6-7 dalla testa di serie nº 6 Andy Roddick. Rientra nel circuito dopo sei settimane e vince il suo quarto Masters 1000 a Montreal, dove batte in sequenza Chardy, Ferrero, Davydenko e in semifinale Tsonga. In finale sconfigge per 6-7, 7-6, 6-1 Juan Martín del Potro, e grazie a questi risultati supera Nadal nel ranking ATP arrivando per la prima volta in seconda posizione, primo britannico a riuscirci nell'era Open. Al Masters 1000 di Cincinnati viene battuto in semifinale da Federer per 6-2 7-6. Agli US Open viene a sorpresa sconfitto al quarto turno da Marin Čilić per 7-5 6-2 6-2; perde quindi parte dei punti conquistati l'anno prima e la seconda posizione viene ripresa da Nadal, che in semifinale viene battuto da del Potro 6-2 6-2 6-2.

Dopo gli US Open partecipa alla sfida di Davis persa dai britannici contro la Polonia vincendo i due singolari e perdendo in doppio. Il riacutizzarsi di dolori al polso lo costringono a stare lontano dalle competizioni oltre un mese e mezzo. Torna in novembre e si aggiudica l'Open di Valencia battendo in finale Michail Južnyj per 6-3, 6-2, dopo aver superato in semifinale il nº 8 Verdasco in tre set. Delude al Masters di Parigi-Bercy, eliminato al secondo turno in tre set da Radek Stepanek. L'ultimo appuntamento stagionale sono le ATP Finals, dove viene eliminato al round robin malgrado le vittorie su del Potro e Verdasco e la sconfitta da Federer. Finisce a pari punti con del Potro e Federer, che passano alle semifinali. Chiude l'anno con i record personali di 6 titoli conquistati, 4.421.057 $ di guadagni annui, 14 vittorie e 6 sconfitte contro i top 10 e il 4º posto nel ranking.

2010: finale all'Australian Open[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 non partecipa al torneo di Doha, che aveva vinto l'anno prima, e perde la 4ª posizione a favore di Juan Martín del Potro. Fa l'esordio stagionale all'Australian Open, dove è accreditato della testa di serie nº 5 ed è tra i favoriti per la vittoria finale. Giunto alla seconda settimana, si riprende la 4ª posizione del ranking eliminando nei quarti Rafael Nadal, che si ritira durante il match per un infortunio al ginocchio, e battendo 3-6, 6-4, 6-4, 6-2 Marin Čilić in semifinale, ma si arrende a Roger Federer per 6-3, 6-4, 7-611 nella sua seconda finale di uno Slam. La settimana seguente riconquista la 3ª posizione nel ranking.

Rientra nel circuito dopo 3 settimane ed ha inizio per lui una serie di risultati negativi con l'eliminazione al secondo turno a Dubai. All'Indian Wells Masters non riesce a difendere la finale dell'anno prima e viene battuto nei quarti da Robin Soderling per 1-6, 6-7. Sul cemento di Miami, dove aveva ottenuto il titolo nel 2009, viene eliminato al primo turno dall'americano Mardy Fish. Rientra dopo 3 settimane per la stagione europea su terra rossa e prosegue la striscia negativa con l'eliminazione al primo turno del Montecarlo Masters e le sconfitte contro David Ferrer sia al terzo turno degli Internazionali d'Italia che nei quarti del Madrid Masters. Al primo turno del Roland Garros rimonta da due set di svantaggio e vince con Richard Gasquet, supera quindi Chela e Baghdatis in quattro set e al quarto turno viene battuto da Tomáš Berdych in tre set. Delude al Queen's, dove viene battuto in tre set da Mardy Fish al terzo turno.

La stagione ha una svolta positiva con il torneo di Wimbledon, che affronta come 4ª testa di serie. Supera i primi quattro turni vincendo nell'ordine con Jan Hajek, Jarkko Nieminen, il nº 32 ATP Gilles Simon e il 21 Sam Querrey, tutti battuti in tre set senza alcun tie-break. Dopo un inizio equilibrato, ha la meglio nei quarti contro il nº 10 ATP Jo-Wilfried Tsonga con il punteggio di 65-7, 7-65, 6-2, 6-2. Arriva così per la seconda volta consecutiva in semifinale, dove affronta il campione uscente e nº 1 del mondo Nadal. Il campione spagnolo si aggiudica il primo set 6-4, il secondo è molto più equilibrato e finisce al tie-break, nel quale Murray spreca un set-point e Nadal subito si aggiudica la frazione con tre punti consecutivi. Nel terzo set, lo scozzese opera il suo primo break dell'incontro ma non riesce a mantenere il vantaggio, Nadal gli ruba due volte il servizio e vince 6-4, 7-6, 6-4. Il 27 luglio Murray annuncia la separazione dal coach Maclagan e promuove capo allenatore Àlex Corretja, che da due anni era suo consulente.[15]

Rientra dopo tre settimane con una wild-card al torneo ATP 250 di Los Angeles e perde la finale contro Querrey dopo aver sprecato un match-point nel secondo set. In agosto vince il primo torneo stagionale riconfermandosi campione al Masters 1000 del Canada. Perde l'unico set al terzo turno contro Gael Monfils, poi batte Nalbandian nei quarti, il nº 1 ATP Nadal 6-3, 6-4 in semifinale e il nº 3 Federer in finale per 7-5, 7-5. Nei quarti del successivo Miami Masters trova per la terza volta in stagione Fish a sbarrargli la strada, questa volta con il risultato di 7-6, 1-6, 6-7. Agli US Open perde al terzo turno contro il numero 28 del mondo Stanislas Wawrinka con il punteggio di 6-7, 7-6, 6-3, 6-3. Torna a giocare il mese dopo per la trasferta asiatica che inizia venendo eliminato nei quarti all'ATP 500 di Pechino da Ivan Ljubicic. Subito dopo vince per la prima volta il torneo di Shanghai, suo sesto Masters 1000, senza perdere alcun set; di rilievo le sue nette vittorie nei quarti contro Tsonga per 6-2, 6-2, e in finale contro Federer per 6-3, 6-2.

Al Valencia Open 500 perde al secondo turno in singolare ma, in coppia con il fratello Jamie, vince il suo primo titolo ATP in doppio battendo in finale Mahesh Bhupathi/Max Mirnyi in tre set. La settimana dopo viene eliminato nei quarti del Masters di Parigi-Bercy da Monfils dopo aver battuto nei primi turni Nalbandian e Cilic. Qualificatosi alla Masters Cup di fine anno, supera il round robin battendo Robin Söderling e David Ferrer, perdendo contro Federer; in semifinale viene battuto da Nadal con il punteggio di 6-7, 6-3, 6-7. Con questo risultato risale alla posizione nº 4 del ranking a discapito di Söderling, che l'aveva conquistata vincendo a Parigi-Bercy.

2011: seconda finale all'Australian Open e due trofei Masters 1000[modifica | modifica wikitesto]

Inizia la stagione prendendo parte alla Hopman Cup, torneo di esibizione riservato a squadre nazionali miste, insieme a Laura Robson. Agli Australian Open ripete il risultato del 2010 perdendo la finale, questa volta contro Novak Đoković con il risultato di 6-4, 6-2, 6-3. Successivamente ottiene scarsi risultati a Miami, Rotterdam e Indian Wells venendo sempre eliminato al primo turno e a fine marzo annuncia la separazione da Àlex Corretja.[15] Al Masters 1000 di Roma gioca una grande semifinale contro Đoković che domina il primo set, Murray vince il secondo e Đoković si aggiudica terzo set e incontro dopo più di tre ore di gioco.

Al servizio durante il Roland Garros 2011

Al Roland Garros perde la semifinale contro Nadal con il punteggio di 6-4, 7-5, 6-4. In preparazione per Wimbledon trionfa al Queen's battendo in finale il francese Tsonga in tre set. A Wimbledon arriva nuovamente in semifinale ma è ancora Nadal a impedirgli l'accesso alla finale sconfiggendolo per 5-7, 6-2, 6-2, 6-4. Il 21 agosto 2011 Murray vince il Western & Southern Open a Cincinnati battendo in finale Novak Đoković, ritiratosi sul punteggio di 6-4, 3-0 a favore dello scozzese. Arriva ancora in semifinale allo US Open ma per la terza volta in stagione non riesce a superare Rafael Nadal che lo elimina per 6-4, 6-2, 3-6, 6-2. Dopo l'ultimo Grande Slam prende parte al torneo Atp 250 di Bangkok in Thailandia dove il 2 ottobre trionfa sconfiggendo in finale il giovane statunitense Donald Young con il punteggio di 6-2, 6-0 vincendo così il suo 19º titolo in carriera. La settimana dopo va al torneo 500 di Tokyo. Qui dopo aver superato un tabellone complicato, arriva in finale contro Rafael Nadal. Andy parte male e lo spagnolo ne approfitta portandosi avanti 3-0. Nonostante una ripresa dello scozzese, Nadal si aggiudica il primo parziale per 6-3.

Nel secondo set Murray aumenta la propria intensità di gioco e il maiorchino cala. Il set viene vinto da Murray per 6-2. Nel terzo set si assiste al crollo fisico e mentale di Nadal che, contro un ottimo Murray capace di concedere appena tre game nell'intero parziale, deve arrendersi allo scozzese.[16] Per Andy è il ventesimo titolo in carriera. Al Masters 1000 di Shanghai Murray supera Tursunov (per infortunio), Wawrinka, Ebden, Nishikori e David Ferrer, confermando il titolo dell'anno scorso. È l'ottavo Masters 1000 vinto in carriera e il secondo della stagione dopo quello di Cincinnati.

Con questo trionfo scavalca in classifica Roger Federer diventando così il 3º tennista in classifica mondiale.[17] Si iscrive all'ATP 500 di Basilea ma si ritira poco prima di giocare il primo turno a causa di un infortunio.[18] Poi al Master 1000 di Parigi-Bercy viene battuto ai quarti di finale da Thomas Berdich con il punteggio di 6-4,6-7,4-6. Al master di fine anno a Londra viene inserito nello stesso girone di Novak Đoković, David Ferrer e Thomas Berdich e dopo aver perso 6-4,7-5 il primo match con il tennista spagnolo si ritira per un nuovo infortunio.[19] Questi ultimi tre tornei vengono vinti da Roger Federer che supera nuovamente Murray. Lo scozzese conclude così la stagione al 4º posto nel ranking come già fatto nei tre anni precedenti.

2012: oro olimpico e primo titolo in uno Slam[modifica | modifica wikitesto]

Murray inizia la nuova stagione annunciando di aver scelto come nuovo allenatore Ivan Lendl, ex tennista cecoslovacco naturalizzato statunitense che in carriera è stato capace di vincere due volte l'Australian Open, tre Roland Garros e US Open, e due volte finalista a Wimbledon.[20] Il debutto stagionale avviene all'ATP 250 di Brisbane in Australia, in preparazione all'Open australiano. Arriva in finale eliminando nell'ordine Michail Kukuščkin, Gilles Müller, Marcos Baghdatis e in semifinale Bernard Tomić per 6-3, 6-2. Nel match decisivo supera Aleksandr Dolgopolov con il punteggio di 6-1, 6-3, conquistando il ventiduesimo titolo in carriera.[21] Agli Australian Open raggiunge per la terza volta consecutiva le semifinali ma, a differenza dei due anni precedenti, non arriva in finale, venendo sconfitto dal nº 1 al mondo Novak Đoković con il punteggio di 6-3, 3-6, 64-7, 6-1, 7-5.

Dopo l'Open d'Australia gioca il torneo di Dubai e, dopo aver sconfitto Michael Berrer, Marco Chiudinelli e Tomáš Berdych, in semifinale batte Đoković con il punteggio di 6-2, 7-5. In finale viene battuto da Federer con lo score di 7-5,6-4. Sul cemento di Indian Wells viene eliminato al primo incontro da Guillermo García López. A Miami riceve nel corso del torneo due walkover per il ritiro di Milos Raonic al quarto turno e della testa di serie nº 2 Rafael Nadal in semifinale. In finale viene sconfitto da Đoković con il punteggio di 6-1, 7-64.

Andy Murray agli US Open 2012

Inizia la stagione sulla terra rossa al torneo di Montecarlo, dove viene sconfitto ai quarti di finale da Tomáš Berdych con il punteggio di 6-7, 6-2, 6-3. Anche al torneo di Barcellona viene eliminato ai quarti di finale, battuto dal canadese Milos Raonic per 6-4,7-6. A causa di un infortunio alla schiena rinuncia a giocare nel torneo di Madrid ma riesce a partecipare al torneo di Roma. Al suo esordio contro David Nalbandian vince con il punteggio di 6-1, 4-6, 7-5. Viene sconfitto da Richard Gasquet agli ottavi di finale per 6-7, 6-3, 6-2. Al Roland Garros, dove è testa di serie nº 4, arriva ai quarti di finale del torneo dopo aver superato Tatsuma Itō, Jarkko Nieminen, Santiago Giraldo e Richard Gasquet, ma si arrende a David Ferrer che lo batte con il punteggio di 4-6, 7-63, 3-6, 2-6.[22] La stagione sull'erba comincia agli AEGON Championships di Londra; dopo il bye al primo turno viene sconfitto da Nicolas Mahut per 6-3, 6-7, 7-6, non riuscendo così a difendere il titolo vinto nel 2011.[23]

A Wimbledon raggiunge per la prima volta in carriera la finale, unico britannico a riuscirci nell'era Open; l'ultimo a riuscirci era stato Bunny Austin nel 1938. È la quarta finale in un torneo dello Slam per Murray, che perde contro Roger Federer con il punteggio di 6-4, 5-7, 3-6, 4-6.[24] Ai Giochi Olimpici di Londra rappresenta la Gran Bretagna in singolare, doppio e doppio misto. Nel singolare conquista la medaglia d'oro sconfiggendo di nuovo in finale Federer in 3 set in un match durato poco meno di 2 ore.[25] Era dall'Olimpiade del 1904, disputatasi sempre a Londra, che un britannico non vinceva l'oro. Nel torneo di doppio, insieme al fratello Jamie, viene eliminato al primo turno dagli austriaci Jürgen Melzer e Alexander Peya. Nel torneo di doppio misto, disputato insieme alla diciottenne Laura Robson, vince la medaglia d'argento perdendo la finale contro i bielorussi Viktoryja Azaranka e Maks Mirny.[26]

Alla Rogers Cup, dopo aver ricevuto un bye al primo turno, prima di affrontare il canadese Milos Raonic nel terzo turno dà forfait a causa di un infortunio al ginocchio.[27] Al Cincinnati Masters viene sconfitto al terzo turno da Jérémy Chardy per 4-6, 4-6. Si presenta allo US Open come testa di serie nº 3. Nei primi turni supera nettamente in tre set prima Alex Bogomolov Jr. e poi Ivan Dodig, al terzo batte Feliciano Lopez al termine di un match equilibrato finito 7-6, 7-6, 4-6, 7-6 e al quarto Milos Raonic per 6-4, 6-4, 6-2. Nei quarti sconfigge 3-6, 7-6, 6-2, 6-0 il nº 13 ATP Marin Cilic e in semifinale il nº 7 Tomas Berdych con il punteggio di 5-7, 6-2, 6-1, 7-6. Il 9 settembre vince il torneo battendo in finale dopo 5 ore di gioco il detentore del titolo Novak Đoković per 7-610, 7-5, 2-6, 3-6, 6-2, conquistando così il suo primo Slam della carriera. Grazie a questo risultato supera Rafael Nadal nel ranking ATP diventando terzo.

Dopo tre settimane lontano dalle competizioni, inizia il tour asiatico da Tokyo, dove Raonic si prende la rivincita in semifinale battendolo 6-3, 6-7, 7-6. Allo Shanghai Masters arriva a un passo dalla vittoria in finale contro il nº 2 del mondo Djokovic, perdendo 7-5, 611-7, 3-6, dopo aver battuto in semifinale il nº 1 Federer per 6-4, 6-4. Deluso dall'eliminazione al terzo turno del Masters di Parigi, chiude la stagione alla Masters Cup, dove passa il round robin battendo Berdych e Tsonga e perdendo da Djokovic. Viene sconfitto in semifinale da Federer con il punteggio di 6-7, 2-6. A fine anno si conferma il terzo del ranking.

2013: primo trionfo a Wimbledon e infortunio alla schiena[modifica | modifica wikitesto]

Murray inizia la nuova stagione partecipando all'ATP 250 di Brisbane in Australia, di cui è campione in carica, in preparazione all'Australian Open. Arriva facilmente alla finale eliminando sulla sua strada John Millman, Denis Istomin e Kei Nishikori. Nel match decisivo supera il bulgaro Grigor Dimitrov con il punteggio di 7-6, 6-4 conquistando così il suo 25º titolo in carriera. Agli Australian Open arriva in finale, battendo Roger Federer in semifinale in cinque set, ma viene sconfitto da Novak Đoković con il punteggio di 7-6, 6-7, 3-6, 2-6. Ad Indian Wells giunge ai quarti di finale dove viene sconfitto dopo una lunga battaglia dall'argentino Juan Martín del Potro per 7-6,3-6,1-6. Al Master 1000 di Miami, il 31 marzo 2013 batte in una finale piena di ribaltamenti, lo spagnolo David Ferrer, 2-6, 6-4, 7-61 annullando un matchpoint allo sfidante sul 5-6 del terzo set.

Murray festeggia dopo aver vinto Wimbledon 2013.

Decide poi di non partecipare al Roland Garros per un dolore alla schiena, che ne aveva compromesso anche il torneo di Roma, dove si era ritirato al secondo turno. Inizia la stagione sull'erba presentandosi al Queen's come prima testa di serie, e riesce a vincere il torneo battendo in finale Marin Čilić per 5-7, 7-5, 6-3.[28]

A Wimbledon rischia la sconfitta nei quarti contro lo spagnolo Verdasco dopo essere stato sotto due set a zero, ma alla fine lo scozzese rimonta e passa il turno. Battendo Jerzy Janowicz in semifinale col punteggio di 6-7 6-4 6-4 6-3 accede alla finale per il secondo anno consecutivo e ad attenderlo c'è il numero uno al mondo Novak Đoković che viene sconfitto 6-4, 7-5, 6-4 dopo 3 ore e 30 di gioco. Murray riporta così, dopo 77 anni dal titolo di Fred Perry, il trofeo di Wimbledon nelle mani dei britannici.[29] Allo US Open viene sconfitto ai quarti da Stanislas Wawrinka in tre set. Subito dopo affronta la sfida di play-off di Coppa Davis contro la Croazia; vince i suoi due singolari contribuendo al successo per 4-1 della Gran Bretagna, che torna così al Gruppo Mondiale. Chiude qui la stagione, rinunciando a giocare a Shanghai, Parigi-Bercy e le ATP World Tour Finals per farsi operare alla schiena, dove sente dolore da quando era juniores.[9]

2014: uscita dalla top 10 e rientro[modifica | modifica wikitesto]

Andy Murray al Roland Garros

Inizia la stagione con l'ATP 250 di Doha, in Qatar, dove batte al 1º turno la wild card Zayed per 6-0 6-0 ma viene sconfitto in 3 set dal tedesco Florian Mayer al 2º. Partecipa agli Australian Open come 4ª testa di serie. Senza perdere alcun set batte nell'ordine Gō Soeda, Vincent Millot, Feliciano López e Stéphane Robert ma nei quarti viene sconfitto in quattro set da Roger Federer, che vendica la sconfitta in semifinale dell'anno precedente. Gioca poi la sfida di Coppa Davis contro gli Stati Uniti vinta dalla Gran Bretagna dopo l'impresa di James Ward, che batte Querrey in cinque set.

Annuncia a Miami la separazione da Ivan Lendl e gioca la stagione su terra sotto la guida provvisoria di Dani Vallverdu e i primi risultati non sono eccezionali. A Indian Wells è eliminato agli ottavi da Raonic, a Miami esce sconfitto da Novak Djokovic ai quarti, ancora peggio va a Madrid dove viene sconfitto in due set da Santiago Giraldo. A Roma inizia a ritrovare il suo tennis ed esce ai quarti dopo una combattuta partita contro Rafael Nadal. Al Roland Garros, dopo estenuanti battaglie giocate al terzo turno contro Philipp Kohlschreiber e ai quarti contro Gaël Monfils, perde nettamente in semifinale, ancora da Nadal. In quel periodo annuncia l'inizio della sua collaborazione con Amélie Mauresmo, al Queen's, dove viene sorprendentemente eliminato da Radek Štěpánek. Non riesce a difendere il titolo nemmeno a Wimbledon, dove agli ottavi viene sconfitto da Grigor Dimitrov per la seconda volta in stagione. Ritorna agli Open del Canada, dove perde contro Jo Wilfried Tsonga ai quarti un match che sembrava avere sotto controllo, e ottiene scarsi risultati a Cincinnati, dove viene sconfitto da Federer. Allo US Open gioca bene ma viene eliminato in 4 set da Novak Djokovic ai quarti.

L'8 settembre esce per la prima volta dalla top 10, in cui era ininterrottamente dal giugno 2008. A fine mese, allo Shenzhen Open vince il primo titolo stagionale battendo Tommy Robredo con il punteggio di 5-7 7-6 6-1 annullando 5 match point (di cui 4 consecutivi) nel secondo set. A Pechino perde in semifinale contro Djokovic e nello Shanghai Masters non va oltre il terzo turno, battuto dal nº 5 David Ferrer per 6-2, 1-6, 2-6. Vince il secondo torneo della stagione a Vienna, nel quale elimina, dopo il bye del primo turno, Vasek Pospisil, Jan-Lennard Struff e Viktor Troicki prima di prendersi la rivincita in finale su Ferrer, battuto 5-7, 6-2, 7-5. La settimana seguente si ripete a Valencia, dove elimina Jürgen Melzer, Fognini, Anderson, Ferrer e batte in finale Tommy Robredo con il punteggio di 3-6 7-6 7-6 in 3 ore e 23 minuti, dopo aver annullato 5 match point (3 nel secondo set e 2 nel terzo). Il risultato gli consente di tornare all'8º posto del ranking.

Partecipa quindi al Masters di Parigi-Bercy, dove la vittoria al terzo turno con Dimitrov gli garantisce la qualificazione alle ATP World Tour Finals. Viene poi sconfitto nei quarti da Djokovic. Alle finali ATP perde il primo incontro di round robin contro Kei Nishikori, vince il secondo con Milos Raonic e viene eliminato da Federer con il risultato di 0-6, 1-6, la sua peggior sconfitta da quando fu battuto 1-6, 0-6 da Djokovic nella semifinale del Masters di Miami 2007. Chiude la stagione al 6º posto del ranking.

2015: trionfo in Coppa Davis e ritorno al 2º posto del ranking[modifica | modifica wikitesto]

Il 2015 inizia bene con la vittoria nel torneo d'esibizione di Abu Dhabi; prende quindi parte allo Slam australiano arrivando in finale per la quarta volta in carriera, ma viene sconfitto dal numero uno del mondo Novak Đoković per 6-7, 7-6, 3-6, 0-6. In maggio vince il primo torneo della sua carriera sulla terra battuta, l'ATP 250 di Monaco, battendo in finale il tedesco Philipp Kohlschreiber con il punteggio di 7-6, 5-7, 7-6. Prosegue il buon momento di forma vincendo la settimana dopo il suo primo Masters 1000 in carriera sulla terra battuta all'Open di Madrid, superando in finale Nadal con il punteggio di 6-3, 6-2 Dopo le due settimane molto intense si presenta a Roma e batte al secondo turno il francese Jérémy Chardy 6-4, 6-3. Non se la sente di giocare gli ottavi di finale contro David Goffin per la stanchezza accumulata e annuncia il ritiro dal torneo, cercando di riposarsi in vista dell'Open di Francia. Al Roland Garros sconfigge nell'ordine Arguello, Sousa, Kyrgios, Chardy e Ferrer, perdendo in semifinale con Novak Djokovic 6-3, 6-3, 5-7, 5-7, 6-1.

Al successivo torneo del Queen's elimina nell'ordine Lu, Verdasco, Muller, Troicki e sconfigge in finale Kevin Anderson per 6-3, 6-4, aggiudicandosi il 34º titolo in carriera e il 4° Queen's, che ha vinto anche nel 2009, 2011 e 2013. A Wimbledon batte nei primi turni Kukushkin, Haase, Seppi e Karlovic; ai quarti di finale supera Vasek Pospisil per poi cedere in semifinale contro Federer con il punteggio di 7-5, 7-5, 6-4. Subito dopo torna sui campi in erba del Queen's per la sfida dei quarti di Coppa Davis contro la Francia, vinti 3-1 dalla Gran Bretagna che si qualifica per la semifinale contro l'Australia. Vince il primo singolare contro Jo-Wilfried Tsonga per 7-5, 7-6, 6-2, il doppio con il fratello Jamie battendo la coppia Tsonga-Mahut per 4-6, 6-3, 7-6, 6-1 e il secondo singolare contro Gilles Simon per 4-6, 7-6, 6-3, 6-0.

Ritorna in campo a Washington D.C. perdendo inaspettatamente all'esordio contro il russo Gabashvili per 6-4, 4-6, 7-6. A Montréal arriva in finale senza aver perso alcun set battendo nell'ordine Robredo, Muller, Tsonga e Nishikori. Nell'atto conclusivo supera Novak Đoković per 6-4, 4-6, 6-3, ritornando numero 2 del mondo dopo due anni, scavalcando Roger Federer. A Cincinnati arriva in semifinale dopo aver battuto Fish, Dimitrov e Gasquet, perde contro Federer con lo score di 6-4, 7-6. Allo US Open, si presenta come terza testa di serie ed esce sorprendentemente agli ottavi di finale contro Kevin Anderson. La settimana successiva consente alla Gran Bretagna di accedere alla finale di Coppa Davis, vincendo nettamente i due singolari disputati contro Kokkinakis e Tomic e avendo la meglio in 5 set nel doppio insieme al fratello Jamie sulla coppia formata da Lleyton Hewitt e Samuel Groth.

Allo Shanghai Rolex Masters viene nettamente sconfitto da Novak Đoković in semifinale. È ancora il serbo a frenare le speranze di vittoria dello scozzese a Parigi-Bercy, dove per la prima volta in carriera Murray approda in finale sconfiggendo rispettivamente Coric, Goffin, Gasquet e Ferrer. Gioca anche le Atp World Tour Finals di Londra e viene eliminato nel round robin, vincendo contro Ferrer, ma perdendo da Nadal e Wawrinka. La stagione termina con l'impresa nella finale di Coppa Davis contro il Belgio, sulla terra rossa di Ghent lo scozzese vince nella prima giornata il singolare contro Bemelmans, nella seconda il doppio insieme al fratello Jamie contro la coppiaSteve Darcis/David Goffin e nella terza il decisivo match contro lo stesso Goffin, battuto col punteggio di 6-3, 7-5, 6-3. Nell'arco del torneo ha vinto tutti gli 11 incontri disputati, giocando tutti gli 8 singolari, e raggiunge il record detenuto dai soli John McEnroe e Mats Wilander. Conclude l'anno da numero 2 del mondo per la prima volta in carriera.

2016: secondo trionfo a Wimbledon, seconda medaglia d'oro olimpica e nº 1 del ranking[modifica | modifica wikitesto]

All'Australian Open batte in semifinale Milos Raonic con il punteggio di 4-6 7-5 6-7 6-4 6-2 e perde la finale per la quarta volta consecutiva contro Novak Djokovic, con il punteggio 1-6 5-7 6-7. Viene sconfitto in semifinale a Montecarlo da Rafael Nadal per 6-2, 4-6, 2-6. Perde la finale nel Madrid Masters contro Novak Đoković con il punteggio di 2-6 6-3 3-6. Il 15 maggio, giorno del suo compleanno, vince gli Internazionali d'Italia battendo in finale proprio Djokovic, diventando il primo britannico dell'Era Open a vincere il Masters 1000 italiano. Al Roland Garros 2016 rischia di perdere al primo turno con Stepanek e al secondo con Bourgue, ma batte entrambi al quinto set dopo un totale di 7 ore di gioco. Arriva per la prima volta in carriera in finale, perdendo contro Novak Djokovic con il risultato 6-3 1-6 2-6 4-6.

Il bacio al trofeo dopo la vittoria di Wimbledon nel 2016

Inizia la stagione sull'erba all'AEGON Championships del Queen's, con il ritorno al suo fianco di Ivan Lendl, con il quale aveva raggiunto sempre ottimi risultati in passato. Arriva in finale dove affronta il canadese Milos Raonic, sconfiggendolo in tre set, diventando così il primo tennista della storia a vincere questo torneo per ben 5 volte.[30] Torna a vincere il Torneo di Wimbledon per la seconda volta, sconfiggendo nuovamente in finale Raonic per 6-4, 7-6, 7-6 dopo quasi 3 ore di gioco, conquistando così il suo 3° Slam in carriera 3 anni dopo la vittoria sull'erba londinese ai danni di Djokovic. Perde soltanto 2 set in tutto il torneo, entrambi contro Jo Wilfried Tsonga, che batte 6-1 al quinto set.

Trionfa per la seconda volta consecutiva alle Olimpiadi battendo nella finale di Rio de Janeiro l'argentino Juan Martín del Potro in 4 set, diventando il primo tennista della storia a vincere due edizioni consecutive del torneo olimpico(2012 e 2016).

Prende quindi parte al torneo di Cincinnati, dove perde in finale da Marin Čilić. Allo US Open esce ai quarti per mano di Kei Nishikori in una lunga sfida che termina al quinto set, a cui ne segue un'altra contro Juan Martín del Potro nella semifinale di Davis Cup. Vince l'ATP 500 di Pechino sconfiggendo in finale il bulgaro Grigor Dimitrov in due set, aggiudicandosi così il quarantesimo torneo in carriera.

Torna a trionfare per la terza volta al Masters di Shanghai battendo in finale lo spagnolo Bautista Agut per 7-6, 6-1, vincendo così il 13° Masters 1000 in carriera e il 41° titolo in totale. Vince nuovamente nel torneo di Vienna battendo in finale il francese Tsonga. Trionfa anche nell'ultimo Masters 1000 dell'anno a Parigi-Bercy superando in finale John Isner per 6-3, 6-7, 6-4, vincendo così l'ottavo titolo stagionale. Giungendo in finale, supera Novak Djokovic nel ranking e diventa così il 26° numero 1 del mondo nella storia del tennis nell'Era Open.

Alle ATP World Tour Finals di Londra vince tutti gli incontri del round robin e arriva in semifinale, dove batte il canadese Milos Raonic dopo una maratona di 3 ore e 38 minuti (la partita delle Finals più lunga dell'Era Open) per 5-7, 7-6, 7-6. In finale batte Djokovic per 6-3, 6-4, confermandosi numero 1 del ranking. Si aggiudica così per la prima volta il prestigioso trofeo e conclude la sua stagione migliore in assoluto alla prima posizione del ranking con 9 titoli vinti e 78 vittorie a fronte di 9 sconfitte.

2017: infortunio all'anca, anno peggiore[modifica | modifica wikitesto]

Inizia la stagione all'ATP 250 di Doha, dove batte in sequenza Jérémy Chardy, Gerald Melzer, Nicolás Almagro e Tomáš Berdych. In finale viene sconfitto da Novak Đoković con il punteggio di 3–6, 7–5, 4–6.[31] All'Australian Open, perde clamorosamente al quarto turno dal tedesco Miša Zverev. Si rifà subito a marzo, vincendo il primo titolo della stagione all' ATP 500 di Dubai dopo aver salvato 7 match-ball contro Kohlschreiber nei quarti. In finale supera Fernando Verdasco con il punteggio di 6-3 6-2, conquistando così il 45º titolo in carriera. Al primo Masters 1000 dell'anno, Indian Wells, subisce una sconfitta pesante al secondo turno contro il canadese Pospisil. Si ritira quindi dal torneo di Miami per un problema al gomito destro, e rientra dopo un mese e mezzo al Masters di Monte Carlo. Non ripete la semifinale dello scorso anno, venendo sconfitto al terzo turno dallo spagnolo Ramos-Viñolas.

A Barcellona, dopo un bye al primo turno, approfitta del ritiro di Bernard Tomić e si ritrova direttamente al terzo turno, dove batte Feliciano López con un doppio 6-4. Nei quarti di finale si prende la rivincita su Ramos e viene eliminato in semifinale da Dominic Thiem con lo score di 2-6, 6-3, 4-6. Al Mutua Madrid Open non riesce a difendere la finale dell'anno precedente, batte al secondo turno Marius Copil ma al terzo viene sconfitto dal lucky loser Borna Ćorić per 6-3, 6-3. Non difende il titolo nemmeno a Roma, venendo eliminato al secondo turno da Fabio Fognini per 6-2, 6-4[32]. Al Roland Garros batte in quattro set Andrej Kuznecov e Martin Kližan nei primi due turni, al terzo Juan Martín del Potro 7-68, 7-5, 6-0 e al quarto Karen Chačanov 6-3, 6-4, 6-4. Nei quarti di finale batte in rimonta Kei Nishikori 2-6, 6-1, 7-60, 6-1 e in semifinale viene sconfitto da Stan Wawrinka col punteggio di 7-66, 3-6, 7-5, 63-7, 1-6.

Sull'erba del Queen's viene sconfitto a sorpresa al primo turno da Jordan Thompson col punteggio di 7-64, 6-2. A Wimbledon supera 6-1, 6-4, 6-2 al primo turno Aleksandr Bublik, al secondo 6-3, 6-2, 6-2 Dustin Brown, al terzo 6-2, 4-6, 6-1, 7-5 Fabio Fognini[33] e al quarto 7-61, 6-4, 6-4 Benoît Paire. Raggiunge così i quarti di finale per il decimo anno consecutivo, ma viene sconfitto da Sam Querrey 6-3, 4-6, 7-64, 1-6, 1-6, soffrendo, da quanto emerso durante il torneo, per un problema all'anca destra. Sarà la sua ultima partita della stagione; si iscrive agli US Open ma rinuncia poco prima dell'inizio del torneo e i dolori all'anca gli impediscono di giocare per tutto il resto dell'anno.[34] Conclude così la sua stagione peggiore con un solo titolo in bacheca (ATP 500 di Dubai). Il 21 agosto perde il primo posto del ranking dopo 41 settimane e chiude il 2017 al 16º posto.

2018: operazione all'anca e rientro[modifica | modifica wikitesto]

Annuncia il ritorno nel circuito per il Brisbane International 2018 che inaugura la nuova stagione, ma all'ultimo momento rinuncia e l'8 gennaio si fa operare l'anca infortunata a Melbourne. L'operazione sembra avere buon esito e gli fa sperare di tornare a giocare prima della stagione sull'erba.[34] Rientra a metà giugno, a distanza di 11 mesi dall'ultima partita, nel torneo sull'erba del Queen's di Londra come 156º del ranking e viene battuto al primo turno dal nº 21 ATP Nick Kyrgios in un combattuto incontro perso 6-2, 6-7, 5-7. Vince il suo primo incontro dopo il rientro nel primo turno del successivo torneo di Eastbourne battendo 6-1, 6-3 Stan Wawrinka, a sua volta reduce da un grave infortunio. Nel secondo turno viene battuto 4-6, 4-6 dal nº 18 ATP, il connazionale Kyle Edmund, che il marzo precedente gli ha sottratto il posto di miglior britannico in classifica. Nel timore di affaticare l'anca che gli dà ancora fastidio rinuncia a Wimbledon, perde così i punti guadagnati arrivando ai quarti l'anno precedente e quando si ripresenta dopo oltre un mese nel successivo Citi Open di Washington si trova alla 832ª posizione del ranking. Al primo turno supera in tre set Mackenzie McDonald, al secondo si prende la rivincita su Edmund battendolo 7-6, 1-6, 6-4 e gli servono ancora tre set per battere al terzo turno Marius Copil. Il match termina alle tre di notte e Murray, stanco per gli sforzi a cui non era più abituato e con l'intento di risparmiarsi per i successivi impegni, annuncia di ritirarsi dal torneo e che non parteciperà al Masters di Toronto.[35] La striscia di vittorie lo porta al 375º posto del ranking.

Rivalità con Novak Đoković[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Rivalità Đoković-Murray.

Murray ha una rivalità con il serbo Novak Đoković. I due, nati ad appena 7 giorni di distanza, si sono affrontati 36 volte, con un bilancio di 25-11 in favore del tennista serbo.[36] Il primo incontro si è tenuto nel 2006.

  • Sulla terra, il bilancio è a favore di Novak Đoković (5-1), così come sul cemento (20-8). Sull'erba, invece, il bilancio è a vantaggio di Andy Murray (2-0).
  • I due si sono incontrati in 10 occasioni nei tornei del Grande Slam, di cui sette volte in una finale dello Slam, tra cui 4 tre volte agli Australian Open (2011, 2013, 2015, 2016) vinte sempre da Đoković, agli US Open 2012 dove Murray ha vinto sul serbo con il punteggio di 7-64, 7-5, 2-6, 3-6, 6-2 e al Wimbledon 2013, dove Andy si è imposto con il punteggio di 6-4, 7-5, 6-4. Da ricordare anche la semifinale agli Australian Open 2012, dove a vincere fu Đoković: con questa vittoria il serbo raggiunse la sua terza finale al torneo australiano che riuscì a vincere un paio di giorni dopo, arrivando a quota 3 vittorie nel torneo. Il 5 giugno 2016 Đoković ha avuto la meglio su Murray nella finale del Roland Garros con il punteggio di 3-6, 6-1, 6-2, 6-4.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Statistiche e record di Andy Murray.

Tornei dello Slam[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie (3)[modifica | modifica wikitesto]

Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 10 settembre 2012 Stati Uniti US Open, New York Cemento Serbia Novak Đoković 7–610, 7–5, 2–6, 3–6, 6–2
2. 7 luglio 2013 Regno Unito Torneo di Wimbledon, Londra (1) Erba Serbia Novak Đoković 6–4, 7–5, 6–4
3. 10 luglio 2016 Regno Unito Torneo di Wimbledon, Londra (2) Erba Canada Milos Raonic 6–4, 7–63, 7–62

Finali perse (8)[modifica | modifica wikitesto]

Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 8 settembre 2008 Stati Uniti US Open, New York Cemento Svizzera Roger Federer 2–6, 5–7, 2–6
2. 31 gennaio 2010 Australia Australian Open, Melbourne (1) Cemento Svizzera Roger Federer 3–6, 4–6, 611–7
3. 30 gennaio 2011 Australia Australian Open, Melbourne (2) Cemento Serbia Novak Đoković 4–6, 2–6, 3–6
4. 8 luglio 2012 Regno Unito Torneo di Wimbledon, Londra Erba Svizzera Roger Federer 6–4, 5–7, 3–6, 4–6
5. 27 gennaio 2013 Australia Australian Open, Melbourne (3) Cemento Serbia Novak Đoković 7–62, 63–7, 3–6, 2–6
6. 1º febbraio 2015 Australia Australian Open, Melbourne (4) Cemento Serbia Novak Đoković 65–7, 7–64, 3–6, 0–6
7. 31 gennaio 2016 Australia Australian Open, Melbourne (5) Cemento Serbia Novak Đoković 1–6, 5–7, 63–7
8. 5 giugno 2016 Francia Roland Garros, Parigi Terra rossa Serbia Novak Đoković 6–3, 1–6, 2–6, 4–6

Testa a testa[modifica | modifica wikitesto]

Nella seguente tabella vengono elencati i primi sei tennisti per numero di sfide contro Murray. È indicato il numero degli incontri totali disputati contro ciascun avversario, il bilancio sulle varie superfici e quello globale.[36]

# Tennista Totale Terra Cemento Erba Sintetico Bilancio
1. Serbia Novak Djoković 36 1-5 8-20 2-0 0-0 11-25
2. Svizzera Roger Federer 25 0-0 10-12 1-2 0-0 11-14
3. Spagna Rafael Nadal 24 2-8 5-6 0-3 0-0 7-17
4. Spagna David Ferrer 20 1-4 12-2 1-0 0-0 14-6
5. Svizzera Stanislas Wawrinka 18 1-4 8-4 2-0 0-0 11-8
Francia Gilles Simon 18 6-1 8-1 2-0 0-0 16-2

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Ufficiale dell'Ordine dell'Impero britannico - nastrino per uniforme ordinaria Ufficiale dell'Ordine dell'Impero britannico
«Per i contributi al tennis.»
— 29 dicembre 2012[37]
Knight Bachelor - nastrino per uniforme ordinaria Knight Bachelor
«Per i contributi al tennis e alle opere di beneficenza»
— 31 dicembre 2016[38]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b (EN) Andy Murray - Overview, su atpworldtour.com.
  2. ^ a b (EN) Andy Murray - Rankings History, Association of Tennis Professionals (ATP).
  3. ^ a b (EN) Your guide to Team GB: Every British athlete competing at the London 2012 Olympics, in Daily Mail, 9 luglio 2012. URL consultato il 26 agosto 2012.
  4. ^ (EN) William Langley, Wimbledon 2009: Can Middle England learn to love Andy Murray?, in Daily Telegraph, 21 giugno 2009. URL consultato il 26 agosto 2012.
  5. ^ (EN) Jamie Murray - Player Bio - Career, Association of Tennis Professionals (ATP).
  6. ^ Carolis Paola, Scampato alla strage della scuola, oggi è un campione di tennis, Corriere della Sera, 21 settembre 2004. URL consultato il 10 settembre 2012 (archiviato dall'url originale il 20 marzo 2013).
  7. ^ (EN) Murray describes fight to cope with trauma of Dunblane school killings, su theguardian.com. URL consultato il 6 agosto 2018.
  8. ^ a b c d (EN) Boy on the brink, su theguardian.com. URL consultato il 6 agosto 2018.
  9. ^ a b c (EN) Andy Murray: 'I always believed I was going to make it', su independent.co.uk. URL consultato il 6 agosto 2018.
  10. ^ a b c (EN) Murray parts company with Gilbert, su theguardian.com. URL consultato il 6 agosto 2016.
  11. ^ (EN) William Johnson, Murray on high after Doha final, in Daily Telegraph, 8 gennaio 2007. URL consultato il 26 agosto 2012.
  12. ^ (EN) Ivan Speck, Brave Murray goes down in nailbiter as Nadal makes last eight, in Daily Mail, 23 gennaio 2007. URL consultato il 26 agosto 2012.
  13. ^ (EN) Mike Dickson, Wrist injury casts Andy's Grand Slam prospects into doubt, in Daily Mail, 16 maggio 2007. URL consultato il 26 agosto 2012.
  14. ^ (EN) Andy Murray wins in Marseille, su reuters.com. URL consultato il 7 agosto 2016.
  15. ^ a b c (EN) Andy Murray parts with coach Alex Corretja, su bbc.com. URL consultato il 6 agosto 2016.
  16. ^ Murray trionfa a Tokyo - Schiantato Nadal in finale, su gazzetta.it, 9 ottobre 2011. URL consultato l'8 gennaio 2012.
  17. ^ Murray vince Shanghai - Scavalcato Federer al n.3, su gazzetta.it, 16 ottobre 2011. URL consultato l'8 gennaio 2012.
  18. ^ Basilea, Murray si ritira - Federer vola ai quarti, su gazzetta.it, 2 novembre 2011. URL consultato l'8 gennaio 2012.
  19. ^ Masters: Andy Murray si ritira, su gazzetta.it, 22 novembre 2011. URL consultato l'8 gennaio 2012.
  20. ^ Tennis: Murray sceglie Lendl come coach, su gazzetta.it, 1º gennaio 2012. URL consultato l'8 gennaio 2012.
  21. ^ Brisbane, trionfa Murray - In finale demolito Dolhopolov, su gazzetta.it, 8 gennaio 2012. URL consultato l'8 gennaio 2012.
  22. ^ Implacabile Ferrer Murray va ko, su ubitennis.com, 6 giugno 2012. URL consultato l'8 settembre 2012.
  23. ^ Queen's: Bolelli fa fuori Simon, fuori Murray e Roddick!, su ubitennis.com, 13 giugno 2012. URL consultato l'8 settembre 2012.
  24. ^ Re Federer, 7º Wimbledon Murray, lacrime e tabù, su gazzetta.it, 8 luglio 2012. URL consultato l'8 settembre 2012.
  25. ^ Murray d'oro: travolto Federer Williams regine nel doppio, su gazzetta.it, 5 agosto 2012. URL consultato l'8 settembre 2012.
  26. ^ Doppio misto: oro alla Bielorussia, su ubitennis.com, 6 agosto 2012. URL consultato l'8 settembre 2012.
  27. ^ Andy Murray forfait a Toronto, RSI - Radiotelevisone svizzera, 10 agosto 2012. URL consultato il 28 agosto 2012.
  28. ^ Atp Queen's: successo per Murray, Tuttosport, 16 giugno 2013 (archiviato dall'url originale il 10 agosto 2014).
  29. ^ Murray show, dopo 77 anni Wimbledon a un britannico, Tuttosport, 7 luglio 2013 (archiviato dall'url originale il 10 luglio 2013).
  30. ^ ATP Queen's: Andy Murray come nessun altro mai, su ubitennis.com, 19 giugno 2016. URL consultato il 19 giugno 2016.
  31. ^ Tennis, la rivincita di Djokovic: batte Murray e conquista Doha, su repubblica.it.
  32. ^ Tennis, Internazionali: il capolavoro di Fognini, eliminato Murray, su repubblica.it, 16 maggio 2017. URL consultato il 17 maggio 2017.
  33. ^ Tennis, Wimbledon: Murray agli ottavi, Fognini spreca 5 set point al 4º set, su Gazzetta.it, 7 luglio 2017. URL consultato l'8 luglio 2017.
  34. ^ a b (EN) Andy Murray has hip surgery and aims to return before Wimbledon, su theguardian.com. URL consultato il 5 agosto 2018.
  35. ^ Washington, Murray si ritira: “Sono esausto”, su ubitennis.com. URL consultato il 6 agosto 2018.
  36. ^ a b Statistiche aggiornate al 5 agosto 2018 dalla pagina (EN) Andy Murray - Overview, su atpworldtour.com.
  37. ^ The London Gazette, su london-gazette.co.uk.
  38. ^ The London Gazette (PDF), nº 61803, 31 December 2016, p. N2.

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