Gaël Monfils

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Gaël Monfils
Monfils EBN17 (1) (35716417482).jpg
Gaël Monfils nel 2017
Nazionalità Francia Francia
Altezza 193 cm
Peso 80 kg
Tennis Tennis pictogram.svg
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 432-245 (63,8%)
Titoli vinti 7
Miglior ranking 6º (7 novembre 2016)
Ranking attuale 37º (23 luglio 2018)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open QF (2016)
Francia Roland Garros SF (2008)
Regno Unito Wimbledon 4T (2018)
Stati Uniti US Open SF (2016)
Altri tornei
ATP World Tour Finals Singles Trophy (London).svg Tour Finals RR (2016)
Olympic flag.svg Giochi olimpici QF (2008, 2016)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 25-79 (24,04%)
Titoli vinti 0
Miglior ranking 155º (8 agosto 2011)
Ranking attuale 243º (23 luglio 2018)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 1T (2006, 2014)
Francia Roland Garros 2T (2007, 2010)
Regno Unito Wimbledon
Stati Uniti US Open 1T (2005, 2010, 2011)
Altri tornei
Olympic flag.svg Giochi olimpici 1T (2016)
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
Statistiche aggiornate al 28 maggio 2018

Gaël Monfils (IPA: [ɡaɛl mɔ̃ˈfis]; Parigi, 1º settembre 1986) è un tennista francese. Dotato di straordinaria potenza e velocità, è considerato uno dei maggiori talenti del circuito professionistico anche sotto il profilo tecnico. L'incapacità di restare concentrato per tutta la durata dell'incontro e una lunga serie di infortuni gli hanno impedito di attestarsi ai vertici del tennis.[1] Ha come miglior risultato nella classifica mondiale il 6º posto raggiunto nel novembre 2016.

Ha al suo attivo sette titoli ATP, altre venti finali raggiunte in tornei del circuito maggiore tra cui 3 in tornei Masters 1000 e due semifinali in tornei dello Slam. Vanta inoltre più di 30 vittorie contro giocatori nella Top 10 del ranking ATP.

Vite privata[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Parigi da madre della Martinica e padre della Guadalupa, è soprannominato "Le Monf". Sono tennisti anche il fratello Daryl, con cui ha giocato nel torneo di doppio di Montpellier 2012,[2] e una sorella che ha avuto buoni risultati nel circuito juniores francese. Monfils si considera un caraibico anche per l'educazione tipica di quelle isole ricevuta dai genitori, ma è cresciuto nel XIX arrondissement di Parigi, quartiere popolato da immigrati alla periferia della capitale. Ha dichiarato di aver ereditato le doti atletiche dal padre Rufin, arrivato in Francia per giocare a calcio da professionista, mentre dalla madre Henryette, ex infermiera, ha imparato a considerare il tennis un gioco più che un lavoro; anche al termine delle più cocenti sconfitte abbraccia i rivali con gioia e spesso corregge sportivamente in loro favore punti che gli arbitri gli hanno assegnato.[1]

Malgrado i bambini del vicinato lo prendessero in giro perché praticava uno sport riservato ai ricchi e ai bianchi, ha scelto il tennis perché è uno sport individuale e preferisce vincere o perdere da solo. Personaggi del suo ambiente hanno rivelato che gli piace trascorrere intere nottate in compagnia; Monfils comunque non beve alcolici e non fuma, ma preferisce altri passatempi che lo mantengono in buona salute come la musica, giocare a pallacanestro e riparare orologi. Il suo allenatore Mikael Tillström ha inoltre affermato che è un gran lavoratore si allena duramente. Nel 2004, quando ha deciso di dedicarsi al tennis professionistico, si è trasferito a vivere in Svizzera.[1]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Inizi[modifica | modifica wikitesto]

In senso orario da sinistra in alto: Gasquet, Simon, Tsonga e Monfils

Scopre il tennis a 4 anni a La Courneuve, nella regione parigina; si mette in luce giovanissimo e a 13 anni esce definitivamente di casa per entrare in un centro della Federazione tennistica di Francia vicino a Parigi. In seguito si sposta in altri centri federali dove gioca con Gilles Simon, Richard Gasquet e Jo-Wilfried Tsonga,[1] con i quali formerà il gruppo dei "quattro nuovi moschettieri del tennis francese" nel prosieguo della carriera. Nel febbraio 2003 debutta nel circuito ITF perdendo al primo turno del Futures France F5. In luglio vince il primo incontro ITF al Futures France F13. A fine anno è il 925º del ranking ATP.

2004: tre Slam ragazzi e primo titolo ITF[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 vince il titolo mondiale under 18 conquistando tre delle quattro prove dello Slam, fallendo solo all'US Open.[1] Nel febbraio di quell'anno debutta nel circuito Challenger finendo sconfitto nell'incontro di primo turno al Cherbourg Challenger. In aprile perde la sua prima finale ITF al Futures F4 di Bergamo e la settimana dopo vince il primo titolo ITF al Futures Great Britain F1 battendo in finale Alex Bogdanović. In luglio vince il primo incontro in un Challenger al Riviera di Rimini. In ottobre debutta nel circuito ATP battendo al primo turno dell'Open de Moselle a Metz il nº 49 del mondo Xavier Malisse e viene eliminato al terzo turno nel suo primo incontro da professionista contro Richard Gasquet. Chiude l'annata disputando il primo Masters 1000 al Paris Open, nel quale supera al primo turno il nº 75 ATP Thomas Enqvist prima di arrendersi al secondo contro il nº 3 Lleyton Hewitt con il punteggio di 3-6, 6-7. Termina l'ottima stagione al 239º posto del ranking.

2005: prima vittoria su un Top 10, primi titoli ATP e Challenger, 31º nel ranking[modifica | modifica wikitesto]

Nel suo primo incontro del 2005 batte nel torneo di Doha il nº 10 del mondo Gastón Gaudio. Debutta quindi in un torneo degli Slam all'Australian Open spingendosi fino al secondo turno. Il 20 febbraio vince il primo trofeo Challenger all'Open de Franche Comté di Besançon battendo in finale Christophe Rochus 6-3, 2-6, 6-3. Si comporta bene anche nei primi Masters 1000 stagionali; nell'Indian Wells Masters esce al secondo turno e al Miami Masters viene eliminato agli ottavi dal nº 28 ATP Dominik Hrbatý dopo che aveva sconfitto al secondo turno il nº 15 Nikolay Davydenko. Dopo le eliminazioni nei primi turni a Montecarlo e a Barcellona, vince in maggio la prima edizione del Challenger Tunis Open, risultato che gli consente di entrare per la prima volta tra i Top 100 del ranking, al 79º posto. Al suo esordio al Roland Garros perde al primo turno dal nº 10 Guillermo Cañas.

Gli va meglio nel debutto a Wimbledon, dove arriva al terzo turno e viene sconfitto dal nº 17 ATP Mario Ančić. Il 7 agosto conquista all'Orange Prokom Open di Sopot il suo primo titolo ATP battendo in finale il tedesco Florian Mayer con il punteggio di 7-6, 4-6, 7-5. Subito dopo esce al terzo turno del Cincinnati Masters e al suo debutto negli US Open perde al primo turno contro il nº 97 ATP Novak Djokovic con il punteggio di 5-7, 6-4, 6-7, 6-0, 5-7. Nell'ottobre successivo perde le prime due della lunga fila di finali ATP in cui soccomberà nel prosieguo della carriera, rispettivamente a Metz contro il nº 16 ATP Ivan Ljubičić e a Lione contro il nº 3 Andy Roddick. A fine 2005 si trova con il nuovo best ranking, in 31ª posizione.

2006: semifinale a Roma e primi seri infortuni[modifica | modifica wikitesto]

Il 2006 si rivela un anno denso di infortuni per Monfils, che comunque inizia bene con la finale nel torneo di Doha, in cui viene battuto dal nº 1 al mondo Roger Federer 3-6, 6-7, mentre all'Australian Open esce al primo turno. All'Indian Wells Masters viene eliminato da Ljubičić al terzo turno, mentre perde al primo incontro sia al successivo Miami Masters che sulla terra rossa a Monte-Carlo. La serie di risultati negativi si interrompe agli Internazionali d'Italia con le vittorie su Tommy Haas, Robby Ginepri e Fabrice Santoro nei primi turni, nei quarti supera 6-2, 6-3 il nº 5 ATP Roddick e si ferma in semifinale, battuto dal nº 2 Nadal 2-6, 2-6. Al Roland Garros ottiene il suo miglior risultato in uno Slam arrivando al quarto turno, viene eliminato da Djokovic dopo aver superato al turno precedente in 5 set il nº 8 ATP James Blake. Il risultato lo proietta al 23º posto del ranking.

In preparazione a Wimbledon partecipa al torneo sull'erba del Queen's, dove per il terzo torneo di fila batte un Top 10 superando al terzo turno il nº 4 Ljubičić, ma al terzo turno soffre il primo infortunio stagionale durante l'incontro con Blake. Costretto al ritiro per mal di schiena, affretta il rientro e la settimana dopo perde al primo turno a Wimbledon in 4 set dal mediocre Igor Kunitsyn. Un nuovo infortunio, questa volta al piede destro, lo costringe a uno stop di 6 settimane e rientra al Cincinnati Masters battendo al primo turno Safin e perdendo in 3 set dal nº 10 Marcos Baghdatis al secondo. Viene quindi eliminato al secondo turno degli US Open dal nº 82 Wesley Moodie. Subito dopo subisce una frattura da stress al piede sinistro e torna in ottobre al Madrid Masters, ma si ritira al primo turno con una distorsione alla caviglia destra.[2] Rientra poco dopo al Paris Masters ma viene di nuovo eliminato al primo turno e chiude la tribolata annata 46º.

2007: nuovo infortunio[modifica | modifica wikitesto]

Incontro con Baghdatis agli Australian Open 2007

Inizia il 2007 con due sconfitte precoci a Doha e Auckland, ma agli Australian Open arriva per la prima volta al terzo turno battendo il nº 11 Baghdatis prima di soccombere a Gasquet. Interrompe una serie di 3 sconfitte al primo turno, l'ultima a Indian Wells, e vince il Sunrise Challenger battendo Seppi in finale. Subito dopo arrivano altre 4 sconfitte di fila nei primi turni, tra le quali quelle nei Masters di Miami, Monte-Carlo e Roma. Il 14 maggio si trova al 73º posto del ranking ma si riprende a fine mese arrivando in finale dell'ATP di Poertschach, dove perde da Juan Mónaco dopo aver eliminato nei quarti Roddick e in semifinale Hewitt. In entrambi gli Slam estivi non va oltre il terzo turno, sconfitto da David Nalbandian al Roland Garros e dal nº 4 del mondo Nikolay Davydenko a Wimbledon. Si prende la rivincita sul russo al primo turno a Gstaad e perde nei quarti da Paul-Henri Mathieu. Nel successivo torneo di Washington viene sorprendentemente sconfitto in semifinale dal nº 416 John Isner per 7-6, 6-7, 6-7. Simile sorte subisce in semifinale dell'Open di Romania, eliminato in 2 set dall'idolo locale e nº 151 ATP Victor Hănescu. Chiude la stagione a metà settembre e un infortunio al ginocchio destro lo costringe a una lunga pausa.[2][3]

2008: semifinale al Roland Garros e quarti di finale alle Olimpiadi di Pechino[modifica | modifica wikitesto]

Torna nel circuito dopo 5 mesi e mezzo e nei primi 4 tornei non riesce mai a superare il secondo turno. Ci riesce a Monte=Carlo ma viene battuto al terzo da Federer; dopo l'eliminazione al secondo turno a Roma vince il Challenger Morocco Tour Marrakech battendo in finale Chardy. Poco dopo disputa il suo miglior Roland Garros, al terzo turno supera in rimonta Jürgen Melzer per 4-6, 7-5, 4-6, 6-0, 6-2, al quarto turno il nº 30 ATP Ljubičić, nei quarti il nº 5 Ferrer, entrambi in 4 set, e viene eliminato in semifinale da Federer con il punteggio di 2-6, 7-5, 3-6, 5-7. Si prepara per Wimbledon arrivando in semifinale al torneo di Nottingham, che perde da Ivo Karlović con due tie-break.

Deve quindi saltare lo Slam londinese per un infortunio alla spalla destra e in luglio ingaggia Roger Rasheed, l'allenatore australiano che ha guidato Lleyton Hewitt a grandi risultati.[4] Torna in campo verso fine luglio con deludenti risultati ai Masters di Toronto e Cincinnati ma disputa un ottimo torneo alle Olimpiadi di Pechino superando nell'ordine il nº 12 Nicolás Almagro, il 57 Hanescu e l'8 Nalbandian prima di arrendersi nei quarti al nº 3 Djokovic con il risultato di 6-4, 1-6, 4-6. Ai successivi US Open arriva per la prima volta al quarto turno e viene superato in 3 set dal padrone di casa Mardy Fish. È ottima anche l'ultima parte della stagione con la semifinale raggiunta a Bangkok, la finale a Vienna (persa contro Philipp Petzschner per 4-6, 4-6), i quarti al Madrid Masters (persi contro il nº 4 Andy Murray) e gli ottavi al Paris Masters (sconfitto da Nadal). L'ottima stagione viene coronata a fine anno con il 14º posto al mondo, suo nuovo best ranking.

2009: Top 10, secondo titolo ATP e finale al Masters di Parigi-Bercy[modifica | modifica wikitesto]

Comincia il 2009 dal torneo di Doha e per la prima volta in carriera batte Nadal nei quarti con il punteggio di 6-4, 6-4 prima di cedere in semifinale a Roddick per 6-7, 6-3, 3-6. Ai successivi Australian Open si ritira durante la partita di quarto turno contro Gilles Simon per infortunio al polso destro che lo tiene fuori 3 settimane. Rientra all'ATP 500 di Rotterdam e in semifinale si arrende a Nadal con il punteggio di 4-6, 4-6. Questi risultati lo portano per la prima volta tra i Top 10 il 23 febbraio. Subito dopo all'ATP 500 di Acapulco perde la finale, la sesta consecutiva nel circuito, contro il nº 21 Nicolás Almagro. Viene eliminato subito a Indian Wells mentre al Miami Masters esce al quarto turno contro il nº 6 ATP Roddick dopo aver annullato due match-point al 23 Safin nel terzo turno. L'esordio stagionale sul rosso avviene a Monte-Carlo con la sconfitta al primo turno patita contro Janko Tipsarević; si infortuna quindi al ginocchio sinistro e rientra sei settimane dopo al Roland Garros prendendosi la rivincita su Roddick al quarto turno prima di arrendersi in tre set al nº 2 Federer nei quarti di finale.

US Open 2009

Si ritira nuovamente dopo aver passato il secondo turno sull'erba del Queen's per un dolore al polso sinistro che gli impedisce di giocare a Wimbledon. Rientra due mesi dopo per disputare i due Masters americani sul cemento, senza risultati di rilievo; gioca invece bene agli US Open ma perde di nuovo da Nadal al quarto turno con il punteggio di 7-6, 3-6, 1-6, 3-6. Pochi giorni dopo perde il primo singolare contro Thiemo de Bakker nello spareggio di Coppa Davis con i Paesi Bassi che la Francia riesce comunque a vincere per 4-1. Il 27 settembre si aggiudica finalmente la sua seconda finale ATP battendo in finale per 7-6, 3-6, 6-2 Philipp Kohlschreiber al torneo di Metz. Affronta quindi la trasferta asiatica perdendo ai quarti a Kuala Lumpur da Davydenko, in semifinale a Tokyo da Tsonga e al terzo turno dello Shanghai Masters da Ljubicic. Torna in finale nel suo ultimo impegno di stagione al Masters di Parigi-Bercy, la sua prima finale in un Masters 1000; viene battuto dal nº 3 Djokovic per 2-6, 7-5, 6-7 dopo aver superato il nº 13 Marin Čilić nei quarti e il 14 Radek Štěpánek in semifinale.

2010: quarti di finale agli US Open, finale di Davis e terzo titolo ATP[modifica | modifica wikitesto]

Monfils inizia la nuova stagione al Brisbane International 2010 e perde 2-6, 1-6 la semifinale da Stepanek. Agli {Australian Open 2010|Australian Open]] si ferma al terzo turno contro il nº 28 John Isner con il punteggio di 1-6, 6-4, 6-7, 6-7. Nel South Africa Open viene battuto in semifinale da Feliciano López in 3 set e nel torneo di Rotterdam si ferma nei quarti contro Mikhail Youzhny. Nel primo turno di Coppa Davis 2010 vince il suo singolare contro Kohlschreiber. Dopo l'eliminazione al primo incontro nell'Indian Wells Masters, un infortunio alla mano sinistra lo costringe a uno stop di due mesi. Rientra in maggio al Madrid Masters e arriva nei quarti di finale, dove perde contro Nadal in 2 set. Al Roland Garros viene superato al secondo turno in 5 set dall'emergente Fognini, mentre a Wimbledon è Lleyton Hewitt che lo elimina in tre set. Pochi giorni dopo vince in 5 set contro l'ostico David Ferrer il singolare di apertura della sfida nei quarti di Coppa Davis vinta dalla Francia per 4-1.

US Open 2010

La seconda parte del 2010 è soddisfacente per il francese. In luglio arriva in semifinale a Stoccarda e si deve ritirare contro Albert Montañés per un infortunio alla caviglia destra quando era sotto di un set e avanti 2-1 al secondo. Dopo 3 settimane di stop perde al terzo turno da Andy Murray al terzo turno del Masters 1000 a Toronto, mentre in quello di Miami esce al primo turno. Si spinge quindi per la prima volta fino ai quarti di finale agli US Open, dove viene battuto da Đoković in tre set. In semifinale di Coppa Davis impiega 4 set per avere ragione di David Nalbandian nella sfida vinta 5-0 contro l'Argentina. In ottobre perde 1-6 5-7 la finale a Tokyo contro Rafael Nadal e a fine mese centra la sua terza vittoria ATP a Montpellier sconfiggendo in finale Ljubičić per 6-2, 5-7, 6-1. In novembre perde nuovamente la finale al Masters 1000 di Parigi Bercy, questa volta conro il n 5 ATP Robin Söderling con lo score di 1-6, 6-7 dopo aver battuto al terzo turno il nº 9 Verdasco, nei quarti il nº 4 Murray e in semifinale il nº 2 Federer. L'ultimo impegno di stagione è la finale di Davis persa 3-2 contro la Serbia, in cui Monfils vince il primo singolare contro Tipsarevic e perde il secondo contro Djokovic.

2011: numero 7 del mondo e quarto titolo ATP[modifica | modifica wikitesto]

Roland Garros 2011

Il nuovo anno si apre per Monfils con la sconfitta in tre set da Stan Wawrinka nel terzo turno degli Australian Open 2011. Arriva poi in semifinale dell'ATP 250 di San José, negli Stati Uniti, ma si ritira prima dell'incontro con Raonic per un infortunio al polso sinistro che lo obbliga a uno stop di due mesi. Il 4 aprile torna comunque nella Top 10 da cui era uscito nel maggio 2009. Rientra per la stagione europea sulla terra rossa e nei 4 tornei disputati prima del Roland Garros si mette in luce solo nell'ATP 500 di Barcellona, dove perde nei quarti dal futuro vincitore del torneo Nadal. Nello Slam parigino viene battuto nei quarti da Federer in 3 set dopo aver sconfitto il nº 7 David Ferrer al quarto turno al termine di una battaglia conclusasi con il punteggio di 6-4, 2-6, 7-5, 1-6, 8-6. Il debutto stagionale sull'erba avviene al torneo di Halle e viene battuto in semifinale da Kohlschreiber, che si aggiudicherà il torneo, mentre a Wimbledon non va oltre il terzo turno, risultato che comunque gli permette il suo nuovo best ranking con la 7ª posizione il 4 luglio.

Si prende la rivincita su Kohlschreiber battendolo in singolare nella sfida dei quarti di Coppa Davis vinta dalla Francia per 4-1. A metà luglio scade il contratto con Rasheed e Monfils promuove allenatore il proprio preparatore atletico Patrick Chamagne.[5]Dopo aver perso nei quarti ad Amburgo contro Gilles Simon, perde la sua 11ª finale ATP in carriera sul cemento di Washington contro Radek Stepanek. La tournée americana continua con le due sconfitte nei quarti contro Djokovic sia al Masters canadese che in quello di Cincinnati, delude invece agli US Open con la sconfitta al secondo turno contro il nº 105 Juan Carlos Ferrero. Un infortunio al ginocchio gli impedisce di giocare la semifinale di Davis persa dalla Francia contro la Spagna.[6] Partecipa quindi al Thailand Open e perde l'equilibrata semifinale con il nº 55 Donald Young per 6-4, 6-7, 6-7. Un nuovo problema al ginocchio sinistro gli fa rinunciare ai successivi tornei asiatici e al rientro vince il suo quarto titolo ATP allo Stockholm Open battendo in finale Jarkko Nieminen per 7-5, 3-6, 6-2. Chiude la stagione con l'uscita nei quarti a Valencia e con la sconfitta al primo turno del Masters di Parigi-Bercy, che gli fa perdere molti dei punti guadagnati con la finale dell'anno prima e a fine anno è 16º nel ranking.

2012: infortunio al ginocchio e crollo nel ranking[modifica | modifica wikitesto]

Doha 2012

Il 2012 è un anno difficile per il francese, che deve imparare a convivere con un ricorrente problema al ginocchio destro ed è costretto a rinunciare a tutte le prove dello Slam, eccezion fatta per gli Australian Open, e a disputare solo 29 incontri in tutto l'arco della stagione. Il debutto a gennaio a Doha è molto positivo malgrado la sconfitta in finale contro Tsonga, con la grande vittoria per 6-3, 6-4 contro Nadal in semifinale. Agli Australian Open deve invece fermarsi al terzo turno sconfitto da Mikhail Kukushkin in 5 set. Torna in finale il 5 febbraio a Montpellier perdendo contro il n 7 Tomáš Berdych dopo una delle sue rare vittorie contro Gilles Simon in semifinale. Subito dopo vince il suo singolare nel primo turno di Coppa Davis contro Vasek Pospisil a risultato acquisito dalla Francia, che batte il Canada 4-1.

Dopo oltre un mese di stop, in marzo viene battuto al terzo turno del Miami Masters da Juan Mónaco, osserva quindi un altro periodo di riposo e in aprile viene di nuovo battuto da Berdych nel terzo turno del Madrid Masters. A Roma e a Nizza non va oltre il secondo turno e subito dopo si ferma per quasi quattro mesi per il ginocchio. Salta quindi i tre ultimi Slam stagionali e rientra in settembre a Metz arrivando in semifinale dove perde da Andreas Seppi, per poi uscire nei quarti a Bangkok contro Simon. Nel suo ultimo incontro stagionale in ottobre, al primo turno di Stoccolma, perde contro il mediocre Patrik Rosenholm. La sua classifica peggiora per tutta la stagione e il 29 ottobre si trova al 93º posto del ranking, il peggiore dall'aprile 2005. La catena di infortuni lo induce a chiudere in anticipo la stagione e a interrompere in novembre la collaborazione con l'allenatore Chamagne.[5]

2013: risalita[modifica | modifica wikitesto]

Inizia la stagione nel torneo di Doha perdendo nei quarti da Daniel Brands e nel successivo ATP 250 di Auckland esce in semifinale contro David Ferrer, mentre al terzo turno degli Australian Open viene di nuovo battuto da Gilles Simon al termine di un incontro equilibrato terminato 6-8 al quinto set. Nell'altrettanto lungo match di secondo turno vinto contro Yen-Hsun Lu, Monfils aveva eseguito la cifra record di 29 aces e 23 doppi falli. Nei 3 mesi che seguono perde sempre al primo o al secondo turno in tutti e 7 i tornei a cui partecipa, tra i quali quello di Monte=Carlo, e il 13 maggio si trova al 119º posto del ranking ATP. Inizia la risalita vincendo il Challenger BNP Paribas Primrose Bordeaux 2013 e arrivando in finale all'ATP 250 di Nizza, persa contro Albert Montañés. Al Roland Garros supera al primo turno il nº 6 ATP Berdych, al secondo il nº 40 Ernests Gulbis e al terzo viene battuto in 5 set dal nº 34 Tommy Robredo. Prepara Wimbledon al torneo di Halle, dove perde ai quarti da Tommy Haas, e subito dopo annuncia di rinunciare al torneo londinese per problemi personali.[7]

Dopo 3 settimane di stop si presenta a Stoccarda, dove esce ancora ai quarti battuto da Kohlschreiber. Eliminato al secondo turno di Amburgo, perde in tre set la semifinale a Umago contro Fognini e rientra così nei Top 50. Il miglior risultato è la finale al successivo torneo di Winston-Salem, dove elimina in successione Pella, Robredo, Verdasco e Dolgopolov, prima di ritirarsi durante la finale con Jürgen Melzer per un problema agli addominali. Si presenta subito dopo agli US Open sconfiggendo al primo turno il rumeno Ungur lasciandogli tre soli game. Viene eliminato al secondo turno dal padrone di casa John Isner, disputando comunque un'ottima partita e perdendo 7-5 6-2 4-6 7-6. Allo Shanghai Masters batte negli ottavi Federer e perde nei quarti da Djokovic in due equilibrati incontri finiti al terzo set. I buoni risultati di fine stagione lo riportano al 31º posto del ranking.

2014: quinto titolo ATP, numero 15 del ranking e finale di Davis[modifica | modifica wikitesto]

Roland Garros 2014

Comincia da Doha anche il 2014 e perde la finale in 3 set contro il nº 1 al mondo Nadal, che lo elimina al terzo turno anche nei successivi Australian Open. Qualche giorno dopo batte Nick Kyrgios a risultato acquisito dalla Francia nel primo turno di Coppa Davis vinto 5-0 sull'Australia. Il 9 febbraio vince a Montpellier il suo quinto trofeo ATP sconfiggendo in finale Richard Gasquet con il punteggio di 6-4, 6-4, a 28 mesi di distanza dall'ultimo titolo conquistato. Vince due soli incontri nei successivi 4 tornei, inframmezzati dalla sfida per il secondo turno di Davis con la Germania in cui Monfils supera Peter Gojowczyk nell'incontro decisivo regalando il punto del 3-2 alla Francia. A fine aprile si ritira durante la semifinale di Bucarest contro Grigor Dimitrov per un infortunio alla caviglia destra.[8] Dopo un mese di inattività si presenta al Roland Garros e dà ulteriore conferma di genio e sregolatezza con gli eloquenti punteggi nella vittoria al terzo turno contro Fognini per 5-7, 6-2, 6-4, 0-6, 6-2 e nella sconfitta ai quarti contro Murray per 4-6, 1-6, 6-4, 6-1, 0-6. A fine torneo è 20º nel ranking, la sua migliore classifica dal 30 luglio 2012.

Nei tornei sull'erba esce al secondo turno sia a Halle che a Wimbledon. Nei Masters 1000 americani trova a sbarrargli la strada a Toronto il nº 1 al mondo Djokovic, che lo batte 2-6, 7-6, 6-7 al secondo turno, e il nº 3 Federer al terzo turno di Cincinnati, dove finisce 4-6, 6-4, 3-6. Agli US Open perde ai quarti 6-2 al 5º set di nuovo contro Roger Federer dopo aver battuto il nº 8 Dimitrov al quarto turno in 3 set. La settimana dopo batte Rosol in 3 set a risultato acquisito nella sfida vinta 4-1 contro la Repubblica Ceca che riporta la Francia in finale di Coppa Davis. Dopo la semifinale persa al torneo di Metz contro Joao Sousa deve osservare un mese di inattività per l'ennesimo infortunio al ginocchio destro, saltando la trasferta asiatica. Torna a giocare al Paris Masters e al primo turno trova Djokovic che lo batte per l'11ª volta in 11 incontri. L'ultimo impegno è la finale di Davis con la Svizzera; riesce nell'impresa di battere Federer 6-1, 6-4, 6-3 nel secondo incontro della sfida ma sarà l'unico punto dei transalpini nel 3-1 con cui la Svizzera si aggiudica il trofeo per la prima volta. Chiude la stagione con il 18º posto del ranking.

2015: semifinale a Monte-Carlo[modifica | modifica wikitesto]

Debutta a gennaio inoltrato perdendo al secondo turno degli Australian Open 2015. Viene superato in semifinale nel successivo torneo di Montpellier da Gasquet e nei quarti a Rotterdam da Berdych; raggiunge quindi la sua unica finale stagionale a Marsiglia, persa 4-6, 6-1, 6-7 contro Gilles Simon. Subito dopo partecipa alla sfida vinta 3-2 contro la Germania per il primo turno di Coppa Davis battendo Philipp Kohlschreiber; al termine dell'incontro si presenta claudicante in sala stampa con la borsa di ghiaccio sul ginocchio sinistro e deve rinunciare all'Indian Wells Masters.[9] Rientra dopo due settimane per il Miami Masters e durante il match del 4º turno contro Tomas Berdych si infortuna all'anca destra cadendo durante una delle sue spettacolari ma spesso controproducenti scivolate.[10] Rigenerato da 5 settimane di riposo si ripresenta a Montecarlo vincendo al 3º turno contro Federer 6-4, 7-6 e ai quarti contro Dimitrov 6-1, 6-3, perdendo da Berdych 1-6 4-6 in semifinale, la sua quarta in carriera in un Masters 1000. Viene eliminato in semifinale anche a Bucarest e nuovi dolori al ginocchio lo fermano per un'altra settimana. Dopo la lunghissima partita con cui Marcel Granollers lo elimina al secondo turno del Madrid Masters, Monfils annuncia di rinunciare a giocare a Roma.[11]

Al rientro al Roland Garros viene battuto al quarto turno da Federer in 4 set. In preparazione a Wimbledon sull'erba perde contro Nadal in semifinale a Stoccarda e si ritira per un infortunio all'anca nei quarti a Halle durante l'incontro con Seppi. Riesce comunque a partecipare a Wimbledon, dove al terzo turno viene battuto da Simon 6-3, 3-6, 6-7, 6-2, 2-6. Due settimane dopo perde l'ennesima semifinale stagionale a Umago contro l'emergente nº 26 ATP Dominic Thiem, che vincerà il trofeo. La trasferta americana si rivela un disastro, vince una sola partita a Montreal su tre tornei tra cui gli US Open, dove al primo turno si ritira contro Illya Marchenko per mal di schiena. La convalescenza dura un mese e mezzo e in questo periodo si separa dall'allenatore Jan de Witt, che lo seguiva da qualche mese, e al suo posto ingaggia Mikael Tillström.[12] Torna a giocare all'ATP 500 di Vienna e perde in due set da Ferrer in semifinale. Nell'ultimo incontro stagionale perde al primo turno del Paris Masters.

2016: semifinale agli US Open, primo titolo ATP 500, prima volta alle ATP Finals e numero 6 del mondo[modifica | modifica wikitesto]

Monfils comincia il 2016 arrivando per la prima volta nei quarti degli Australian Open, dove viene battuto da Milos Raonic 3-6, 6-3, 3-6, 4-6. Due settimane dopo giunge in finale nell'ATP 500 di Rotterdam e la perde contro Martin Kližan per 6–7, 6–3, 6–1. Un dolore alla gamba lo blocca qualche giorno e partecipa quindi alla sfida di Davis contro il Canada vincendo il suo singolare. Nella trasferta americana arriva ai quarti sia all'Indian Wells Masters, dove perde ancora da Raonic, che al Miami Masters, in cui perde dal nº 6 Kei Nishikori dopo aver sprecato 5 match-ball. Il 16 aprile arriva per la prima volta in finale del Monte-Carlo Rolex Masters dopo aver battuto in semifinale Jo-Wilfried Tsonga 6-1 6-3; all'atto conclusivo trova Rafael Nadal che lo batte 7-5, 5-7, 6-0. Un problema all'inguine lo blocca ancora alcuni giorni e al rientro perde al secondo turno a Madrid e al primo a Roma. Un virus lo blocca per un mese e mezzo e al rientro esce al primo turno a Wimbledon.

Cerimonia di premiazione del torneo di Washington, il solo ATP 500 vinto da Monfils

Si riscatta a luglio vincendo la finale del suo primo ATP 500 nel torneo di Washington, battendo per 5-7, 7-6, 6-4 Ivo Karlović nell'incontro decisivo dopo aver salvato un match-ball. La trasferta americana procede bene nel Masters 1000 di Toronto dove finalmente supera l'idolo di casa Raonic prima di perdere la semifinale contro la sua bestia nera Djokovic. Nishikori lo beffa anche nei quarti di finale alle Olimpiadi di Rio battendolo 7-6 al terzo set dopo che Monfils aveva sprecato 3 match-point. Al successivo Cincinnati Masters si ritira prima dell'incontro con Thiem per un problema alla schiena. In settembre arriva per la prima volta in semifinale agli US Open e si presenta all'incontro con Djokovic senza aver perso alcun set. Il serbo lo batte anche questa volta, con il punteggio di 3-6, 2-6, 6-3, 2-6. Osserva tre settimane di riposo e nella successiva trasferta asiatica arriva in semifinale a Tokyo e al terzo turno nel Masters di Shanghai. Costretto da un infortunio a una costola a saltare anche il Masters di Parigi-Bercy, partecipa per la prima volta in carriera alle ATP Finals, ma si ritira dopo le prime sconfitte nel round-robin contro Raonic e Thiem per il riacutizzarsi del dolore alla costola.

2017: nuovi infortuni[modifica | modifica wikitesto]

Finale a Eastbourne 2017 contro Djokovic

Anche il 2017 di Monfils è caratterizzato dagli infortuni, che gli impediscono di partecipare a 6 dei 9 tornei Masters 1000. Al debutto stagionale viene eliminato al quarto turno degli Australian Open da Nadal. Dopo tre settimane di pausa viene eliminato nei quarti sia all'Open 13 di Marsiglia che ai Dubai Tennis Championships, rispettivamente da Gasquet e Verdasco. Al Masters 1000 di Indian Wells esce al quarto turno, battuto da Thiem. Un infortunio al ginocchio sinistro lo costringe a rinunciare al Masters 1000 di Miami e un problema al tendine d'Achille prolunga la convalescenza. Torna a giocare in maggio perdendo al primo incontro sia a Monaco di Baviera che al Madrid Masters e si ferma quindi per il riacutizzarsi del dolore al tendine. Il nuovo rientro è al Roland Garros, dove al quarto turno perde contro Stan Wawrinka.

Il 1º luglio disputa a Eastbourne la sua prima finale ATP sull'erba della carriera, perdendo 3-6, 4-6 da Djokovic. A Wimbledon non va oltre il terzo turno, battuto in 5 set da Mannarino. Dopo le eliminazioni al primo turno a Umago e soprattutto a Washington, dove era campione uscente, salva 4 match-point contro Nishikori al secondo turno del Masters 1000 di Montreal e al terzo turno viene eliminato da Bautista Agut. Salta il Cincinnati Masters e rientra agli US Open ritirandosi al terzo turno quando perdeva 5-7, 1-5 contro Goffin. È il suo ultimo torneo della stagione, che deve chiudere in anticipo per un infortunio al ginocchio destro scendendo in ottobre alla 46ª posizione del ranking, la più bassa dall'agosto 2013. Gli infortuni di questa stagione non gli permettono inoltre di partecipare ad alcun incontro di Coppa Davis, che la Francia si aggiudica in novembre a distanza di 16 anni dall'ultimo trionfo.

2018: settimo titolo ATP[modifica | modifica wikitesto]

Ritorna a giocare ai primi di gennaio del 2018 al torneo di Doha, dove conquista il settimo titolo in carriera battendo in finale l'emergente nº 39 ATP Andrey Rublev per 6-2, 6-3. Al secondo turno degli Australian Open perde in 4 set il suo 15º incontro su 15 disputati contro Djokovic. Si sposta quindi in Sud-America per la locale stagione su terra rossa debuttando a Quito, dove perde ai quarti contro il nº 118 ATP Thiago Monteiro. A Buenos Aires perde seccamente in semifinale contro il nº 6 ATP Dominic Thiem, che si aggiudicherà il torneo. Al successivo Masters 500 di Rio salva un match-ball contro Zeballos al primo turno, al secondo batte il nº 3 del mondo Cilic e perde al terzo turno contro il futuro vincitore del torneo Diego Schwartzman. A Indian Wells si ritira durante l'incontro di terzo turno contro il connazionale Herbert. Un malanno alla schiena lo tiene fermo 7 settimane e al rientro viene eliminato al primo turno a Monaco di Baviera, Roma e Lione, vincendo una sola partita a Madrid prima di essere sconfitto al secondo turno da Nadal.

Torna a vincere al primo turno del Roland Garros e viene sconfitto al terzo turno dal nº 9 del mondo David Goffin al termine di una battaglia conclusasi 6-3 al quinto set. Prepara Wimbledon sull'erba dell'Antalya Open e viene sconfitto in semifinale dal nº 24 ATP Adrian Mannarino con lo score di 6-4, 6-7, 4-6. Nello Slam londinese supera nei primi due turni Gasquet e Lorenzi, nel terzo batte il nº 13 ATP Sam Querrey prima di arrendersi agli ottavi in 4 set molto equilibrati al nº 8 Anderson, che perderà in finale contro Djokovic.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

US Open 2010

Monfils è dotato di un dritto molto potente e preciso a cui imprime a volte ulteriore forza battendo la palla in salto e sforbiciando con le gambe,[1] arrivando alla velocità di 190 km orari, una delle più alte mai registrate nel circuito.[13] Usa comunque molto bene il dritto anche nelle palle corte e con precisi pallonetti difficili da controllare per il grande effetto del suo topspin. Il rovescio a due mani è invece più limitato. Malgrado sia dotato di un potente servizio, sia migliorato negli anni nel gioco a rete e sia famoso per i punti ottenuti sotto rete con spettacolari e atletici tuffi, preferisce giocare sulla difensiva da fondo campo aspettando circa due metri dietro la linea di fondo gli errori dell'avversario o le opportunità di attaccare a campo sguarnito. I suoi allenatori hanno provato a spingerlo a scendere a rete più spesso, una soluzione che gli avrebbe anche evitato l'eccessiva lunghezza degli scambi e degli incontri nei primi turni e preservato le energie per gli incontri più difficili, oltre a ridurre il numero dei frequenti infortuni procuratisi in carriera. Monfils ha invece sempre ritenuto di non essere sufficientemente forte a rete anche per la velocità del gioco aumentata con le sempre più sofisticate racchette e preparazioni atletiche.[1]

È stato definito il più veloce e il più forte fisicamente tra i tennisti a lui contemporanei, e probabilmente il più preciso e coordinato. La sua costituzione fisica (è alto 193 cm per 80 kg), coordinazione, rapidità e agilità gli consentono recuperi in acrobazia proibitivi per chiunque altro, che lo rendono padrone di scambi apparentemente persi. Le sue eccezionali doti di fantasia, spettacolarità e imprevedibilità lo hanno reso un beniamino degli appassionati,[1] che si divertono anche con i suoi frequenti atteggiamenti umoristici in campo.[14] Il suo problema maggiore è la mancanza di continuità, alternando nel giro di qualche scambio colpi devastanti o incantevoli e salvataggi incredibili a banali ingenuità, e momenti di forma straripante a periodi di inspiegabile appannamento. Questi limiti sono stati i principali motivi che gli hanno impedito di confermarsi stabilmente ai vertici della classifica mondiale.[1][13] Il suo tennis così esasperato fisicamente gli ha inoltre procurato diversi infortuni: nel 2006 si è ad esempio distorto gravemente una caviglia con una delle sue "scivolate" su un campo in cemento, inoltre deve spesso ricorrere a trattamenti vari per curare continui problemi muscolari.

I suoi vari allenatori hanno tentato con alterne fortune di lavorare sui suoi punti deboli cercando di stimolarlo a rimanere concentrato per tutta la durata degli incontri. Uno dei migliori è stato l'australiano Roger Rasheed - che aveva portato Lleyton Hewitt ai vertici del tennis mondiale - ingaggiato da Monfils nel 2008 per migliorare la propria tenuta mentale, fisica e stategica. Nei tre anni di collaborazione con Monfils, Rasheed lo ha portato tra i Top 10 grazie a un duro lavoro soprattutto psicologico mirato a farne un vincente, migliorandolo sotto l'aspetto della concentrazione e facendogli prendere coscienza di come intimidisse gli avversari quando si impegnava a fondo su ogni palla. È molto benvoluto dai suoi allenatori e dagli avversari per la sua serietà nell'allenarsi e per la correttezza.[1]

Si esalta quando gioca contro i migliori o quando gli incontri sono particolarmente serrati, mentre si concede maggiori pause contro avversari inferiori. Il suo vecchio compagno Gilles Simon, con il quale gioca da quando aveva 12 anni e che lo conosce molto bene, ha affermato che per Monfils l'aspetto emozionale ha un peso superiore a quello che riveste per gli altri tennisti, e che pur essendo talmente forte da incutere paura a tutti i suoi avversari, questi sanno di poterlo superare perché non gli piace vincere da dominatore e si rilassa in partite che può chiudere in breve tempo, dando loro l'opportunità di rimontare e assumere l'inerzia dell'incontro. Ha aggiunto che deve divertirsi mentre gioca per rendere al massimo,[1] infatti Monfils ha dichiarato che per lui il tennis è più un divertimento che un lavoro.[14]

Monfils nei media[modifica | modifica wikitesto]

Sulla piattaforma web di YouTube sono stati condivisi moltissimi video a lui dedicati che celebrano le sue gesta e le sue trovate comiche in campo con eloquenti titoli come “Top 30 Only Gaël Monfils Moments” e “Gael Monfils Top 20 Miraculous Points”. Compare inoltre assieme a Djokovic nel videoclip di Hello pubblicato nel 2010 dal DJ Martin Solveig.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Singolare[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie (7)[modifica | modifica wikitesto]

Legenda singolare
Grande Slam (0)
ATP World Tour Finals (0)
ATP Masters Series / ATP Masters 1000 (0)
ATP International Series Gold / ATP World Tour 500 (1)
ATP International Series / ATP World Tour 250 (6)
Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 7 agosto 2005 Polonia Orange Warsaw Open, Sopot Terra battuta Germania Florian Mayer 7-6, 4-6, 7-5
2. 27 settembre 2009 Francia Open de Moselle, Metz Cemento (i) Germania Philipp Kohlschreiber 7-6, 3-6, 6-2
3. 31 ottobre 2010 Francia Open Sud de France, Montpellier (1) Cemento (i) Croazia Ivan Ljubičić 6-2, 5-7, 6-1
4. 23 ottobre 2011 Svezia Stockholm Open, Stoccolma Cemento (i) Finlandia Jarkko Nieminen 7-5, 3-6, 6-2
5. 9 febbraio 2014 Francia Open Sud de France, Montpellier (2) Cemento (i) Francia Richard Gasquet 6-4, 6-4
6. 24 luglio 2016 Stati Uniti Citi Open, Washington Cemento Croazia Ivo Karlović 5-7, 7-66, 6-4
7. 6 gennaio 2018 Qatar Qatar ExxonMobil Open, Doha Cemento Russia Andrey Rublev 6-3, 6-2

Finali perse (20)[modifica | modifica wikitesto]

Legenda singolare
Grande Slam (0)
ATP World Tour Finals (0)
ATP Masters Series / ATP Masters 1000 (3)
ATP International Series Gold / ATP World Tour 500 (5)
ATP International Series / ATP World Tour 250 (12)
Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 9 ottobre 2005 Francia Open de Moselle, Metz Cemento (i) Croazia Ivan Ljubičić 67-7, 0-6
2. 30 ottobre 2005 Francia Grand Prix de Tennis de Lyon, Lione Sintetico (i) Stati Uniti Andy Roddick 3-6, 2-6
3. 8 gennaio 2006 Qatar Qatar ExxonMobil Open, Doha (1) Cemento Svizzera Roger Federer 3-6, 65-7
4. 20 maggio 2007 Austria Hypo Group Tennis International, Pörtschach Terra battuta Argentina Juan Mónaco 63-7, 0-6
5. 4 ottobre 2008 Austria BA-CA TennisTrophy, Vienna Cemento (i) Germania Philipp Petzschner 4-6, 4-6
6. 28 febbraio 2009 Messico Abierto Mexicano Telcel, Acapulco Terra battuta Spagna Nicolás Almagro 4-6, 4-6
7. 15 novembre 2009 Francia BNP Paribas Masters, Parigi (1) Cemento (i) Serbia Novak Đoković 2-6, 7-5, 63-7
8. 18 luglio 2010 Germania Mercedes Cup, Stoccarda Terra battuta Spagna Albert Montañés 2-6, 2-1, rit.
9. 10 ottobre 2010 Giappone Japan Open Tennis Championships, Tokyo Cemento Spagna Rafael Nadal 1-6, 5-7
10. 14 novembre 2010 Francia BNP Paribas Masters, Parigi (2) Cemento (i) Svezia Robin Söderling 1-6, 6-71
11. 7 agosto 2011 Stati Uniti Legg Mason Tennis Classic, Washington Cemento Rep. Ceca Radek Štěpánek 4-6, 4-6
12. 7 gennaio 2012 Qatar Qatar ExxonMobil Open, Doha (2) Cemento Francia Jo-Wilfried Tsonga 5-7, 4-6
13. 5 febbraio 2012 Francia Open Sud de France, Montpellier Cemento (i) Rep. Ceca Tomáš Berdych 2-6, 6-4, 3-6
14. 25 maggio 2013 Francia Open de Nice Côte d'Azur, Nizza Terra battuta Spagna Albert Montañés 0-6, 6-73
15. 24 agosto 2013 Stati Uniti Winston-Salem Open, Winston-Salem Cemento Austria Jürgen Melzer 3-6, 1-2 rit.
16. 4 gennaio 2014 Qatar Qatar ExxonMobil Open, Doha (3) Cemento Spagna Rafael Nadal 1-6, 7-65, 2-6
17. 22 febbraio 2015 Francia Open 13, Marsiglia Cemento (i) Francia Gilles Simon 4-6, 6-1, 65-7
18. 14 febbraio 2016 Paesi Bassi ABN AMRO World Tennis Tournament, Rotterdam Cemento (i) Slovacchia Martin Kližan 7-61, 3-6, 1-6
19. 17 aprile 2016 Monaco Monte Carlo Rolex Masters, Monaco Terra battuta Spagna Rafael Nadal 5-7, 7-5, 0-6
20. 1º luglio 2017 Regno Unito AEGON International, Eastbourne Erba Serbia Novak Đoković 3-6, 4-6

Risultati in progressione[modifica | modifica wikitesto]

Legenda
 V   F  SF QF #T RR Q#  A  Z# PO  O   F-A  SF-B ND

(V) Torneo vinto; raggiunto (F) finale, (SF) semifinale, (QF) quarti di finale, (#T) turni 4, 3, 2, 1; (RR) round - robin; (Q#) Turno di qualificazione; (A) assente dal torneo; (Z#) Zona gruppo Coppa Davis/Fed Cup (con indicazione numero); (PO) play-off Coppa Davis o Fed Cup; vinto un (O) oro, (F-A) argento o (SF-B) bronzo ai Giochi Olimpici; (ND) torneo non disputato.


Torneo 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012 2013 2014 2015 2016 2017 2018 Carriera V-P
Tornei Grande Slam
Australia Australian Open, Melbourne 2T 1T 3T A 4T 3T 3T 3T 3T 3T 2T QF 4T 2T 25–13
Francia Roland Garros, Parigi 1T 4T 3T SF QF 2T QF A 3T QF 4T A 4T 3T 33–12
Regno Unito Wimbledon, Londra 3T 1T 3T A A 3T 3T A A 2T 3T 1T 3T 4T 16–10
Stati Uniti US Open, New York 1T 2T A 4T 4T QF 2T A 2T QF 1T SF 3T 24–11
Vittorie-Sconfitte 3–4 4–4 6–3 8-2 10–3 9–4 9-4 2-1 5-3 11-4 6-4 9-3 10-4 6-3 98-46
Statistiche Carriera
Finali ATP World Tour 3 1 1 1 3 4 2 2 2 2 1 3 1 1 27
Tornei vinti 1 0 0 0 1 1 1 0 0 1 0 1 0 1 7
Ranking di fine anno 31 46 38 14 13 12 16 77 31 18 24 6 22 N/A

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k (EN) Ben Austen, Gaël Monfils Hits Miraculous Shots. Why Can’t He Win?, su nytimes.com, 24 agosto 2017. URL consultato il 29 maggio 2018 (archiviato dall'url originale l'8 febbraio 2018).
  2. ^ a b c (EN) Gael Monfils - Bio, su atpworldtour.com. URL consultato il 1º febbraio 2018.
  3. ^ (EN) Injury forces Monfils out of Hopman Cup, su abc.net.au. URL consultato il 1º febbraio 2018.
  4. ^ (EN) Gael Monfils – The French "Court Magician", su tennisnow.com. URL consultato il 3 giugno 2018.
  5. ^ a b Gael Monfils lascia Chamagne, su ubitennis.com. URL consultato il 3 giugno 2018.
  6. ^ (EN) Monfils out of Davis Cup semi with knee injury, su in.reuters.com. URL consultato il 2 giugno 2018.
  7. ^ (EN) Gael Monfils withdraws from Wimbledon Championship 2013, su tennisworldusa.org. URL consultato il 3 giugno 2018.
  8. ^ (EN) ATP Bucharest: Rosol punta al bis, Monfils lascia campo libero a Dimitrov, su ubitennis.com. URL consultato il 3 giugno 2018.
  9. ^ (FR) Monfils forfait à Indian Wells, su tennismag.com. URL consultato il 3 giugno 2018.
  10. ^ Atp Miami: ecco la caduta di Monfils contro Berdych, su ubitennis.com. URL consultato il 3 giugno 2018.
  11. ^ Monfils salta Roma, su tennisitaliano.it. URL consultato il 3 giugno 2018.
  12. ^ Mikael Tillström è il nuovo allenatore di Gael Monfils, su ubitennis.com. URL consultato il 5 giugno 2018.
  13. ^ a b (EN) Gael Monfils - One of tennis's greatest mysteries, su sportskeeda.com, 19 dicembre 2013. URL consultato il 30 maggio 2018.
  14. ^ a b (EN) Gael Monfils Is the Most Interesting Guy in Tennis, su time.com, 3 settembre 2014. URL consultato il 30 maggio 2018.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]