Nicolás Massú

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Nicolás Massú
Nicolas Massu 2007 Australian Open R1.jpg
Nome Nicolás Alejandro Massú Fried
Nazionalità Cile Cile
Altezza 182 cm
Peso 80 kg
Tennis Tennis pictogram.svg
Ritirato 27 agosto 2013
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 257 - 235
Titoli vinti 6
Miglior ranking 9º (13 settembre 2004)[1]
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 2T (2005)
Francia Roland Garros 3T (2004, 2006)
Regno Unito Wimbledon 3T (2001)
Stati Uniti US Open 4T (2005)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 82 - 99
Titoli vinti 1
Miglior ranking 31º (25 luglio 2005)[1]
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 1T (2004)
Francia Roland Garros SF (2005)
Regno Unito Wimbledon 2T (2005)
Stati Uniti US Open QF (2004)
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Atene 2004 singolo
Oro Atene 2004 doppio
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
Statistiche aggiornate al 19 giugno 2011

Nicolás Alejandro Massú Fried (Viña del Mar, 10 ottobre 1979) è un ex tennista cileno. È famoso per aver trionfato sia in singolare che in doppio alle Olimpiadi di Atene 2004, unico tennista a riuscire nell'impresa di vincere i due tornei nella stessa edizione da quando la disciplina è stata reintrodotta nel programma olimpico nel 1988. Sono le uniche medaglie d'oro mai vinte da atleti cileni alle Olimpiadi. Massú ha vinto in singolare 6 delle 15 finali che ha disputato nei maggiori tornei professionistici ed il suo best ranking mondiale è la 9ª posizione raggiunta nel 2004.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Inizi nel circuito professionistico[modifica | modifica wikitesto]

Massù entra nel tennis professionistico nel 1997, all'età di 18 anni. Nel 1998 vince i due tornei dell'ITF Men's Circuit España F6 e España F7 e vince il primo ATP Challenger all'Open di Quito. L'anno successivo trionfa in 3 tornei Challenger ed entra nei top 100 della classifica mondiale, chiudendo la stagione al 97º posto.[1] Nel 2000 disputa la prima finale in un torneo ATP ai Championships di Orlando, in cui viene sconfitto dal connazionale Fernando González per 6-2 6-3. Alle Olimpiadi di Sidney è scelto come portabandiera per la delegazione cilena alla cerimonia di apertura e viene eliminato al secondo turno dalla testa di serie nº 8 Juan Carlos Ferrero per 6-4 7-66. Chiude l'anno all'87º posto del ranking.[1]

2001[modifica | modifica wikitesto]

Il 2001 si apre nei migliori dei modi con la finale raggiunta ai primi di gennaio agli AAPT Championships di Adelaide, nei quali batte Arnaud Clément, Ivan Ljubičić e Tim Henman, per poi arrendersi in finale al tedesco Tommy Haas per 6-3 6-1. Il risultato gli consente di balzare al 67º posto del ranking. Inoltre raggiunge il terzo turno a Wimbledon, che rimarrà il suo miglior risultato in questo torneo. A fine anno è l'80º della classifica mondiale.

2002[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 raggiunge la semifinale al torneo casalingo di Viña del Mar, sconfitto dall'ecuadoriano Nicolás Lapentti. Il risultato più importante di quell'anno arriva nell'ATP Buenos Aires, dove ottiene il suo primo successo in un torneo ATP, superando David Nalbandian, Feliciano López e Agustín Calleri in finale con il punteggio di 2-6 7-6 6-2.

2003[modifica | modifica wikitesto]

Il 2003 è l'anno della svolta. Ad aprile giunge fino in fondo al torneo challenger delle Bermuda, cedendo in finale a Flávio Saretta. In maggio, assieme a Marcelo Ríos, Fernando González e Adrián García, vince per il Cile la World Team Cup, secondo torneo più importante per squadre nazionali dopo la Coppa Davis. Successivamente si aggiudica il Dutch Open con la vittoria in finale su Raemon Sluiter per 6-4 7-63 6-2; la settimana successiva perde la finale a Kitzbühel contro l'allora nº 7 mondiale Guillermo Coria. Raggiunge poi la finale anche a Bucarest, dove viene sconfitto da David Sánchez. Continua la sua ottima annata conquistando altri due trofei: il primo nell'undicesima edizione del torneo challenger Pekao Open di Stettino; l'altro, più importante, ai Campionati Internazionali di Sicilia a Palermo, dove batte in finale il francese Paul-Henri Mathieu per 1-6 6-2 7-60. Un ulteriore salto di qualità gli consente di raggiungere la finale nel torneo ATP Master Series di Madrid sconfiggendo Fernando Verdasco, Andy Roddick, Juan Ignacio Chela e Younes El Aynaoui. In finale si arrende al nº 1 del mondo Juan Carlos Ferrero con il punteggio di 6-3 6-4 6-3. Grazie a questi risultati entra per la prima volta nella top 20 della classifica ATP, chiudendo l'annata al 12º posto.[1]

2004[modifica | modifica wikitesto]

La sua stagione migliore è stata il 2004, malgrado un inizio non molto promettente. In maggio si riconferma campione con la squadra cilena nella World Team Cup e in luglio arriva in semifinale al Dutch Open, battuto dall'olandese Martin Verkerk. Raggiunge la seconda finale consecutiva e si aggiudica il trofeo al successivo torneo di Kitzbühel, sconfiggendo in semifinale Rainer Schüttler e in finale Gastón Gaudio per 7-63 6-4. Il risultato più importante della carriera lo ottiene il mese successivo, quando trionfa sia in singolare che in doppio alle Olimpiadi di Atene. In singolare batte Gustavo Kuerten, Carlos Moyá, Taylor Dent e in finale lo statunitense Mardy Fish, con il punteggio di 6–3 3–6 2–6 6–3 6–4. Insieme al compagno Fernando González si impone anche nel doppio, superando in finale la coppia tedesca Nicolas Kiefer e Rainer Schüttler per 6-2 4-6 3-6 7-67 6-4, dopo aver sconfitto nei quarti i favoriti fratelli statunitensi Bob e Mike Bryan. Rimarrà il suo unico torneo di doppio vinto in carriera nel circuito maggiore. Grazie a queste vittorie conquista in settembre il suo miglior ranking con la 9ª posizione mondiale. Chiude l'anno arrivando in semifinale a Basilea, dove perde da David Nalbandian per 6-3 6-4.

2005[modifica | modifica wikitesto]

L'operazione all'inguine a cui si sottopone nel novembre 2004 gli compromette la nuova stagione, nella quale perde sei incontri di fila. Perde al primo turno al Roland Garros dal qualificato Stan Wawrinka, alla sua prima apparizione nel tabellone principale di un torneo del Grande Slam. Massú riesce comunque ad ottenere il suo miglior risultato in un torneo del Grande Slam arrivando al quarto turno degli US Open, dove viene sconfitto da Guillermo Coria.

2006[modifica | modifica wikitesto]

A inizio stagione perde la finale nel torneo di casa nel Movistar Open di Viña del Mar, battuto in finale da José Acasuso. In febbraio vince il suo sesto e ultimo torneo del circuito maggiore battendo nella finale del Brasil Open lo spagnolo Alberto Martín per 6-3 6-4. Viene quindi sconfitto in aprile da Daniele Bracciali nella finale del Grand Prix Hassan II di Casablanca e in luglio nella finale nel Dutch Open di Amersfoort dall'emergente Novak Djokovic per 7-65 6-4.

2007[modifica | modifica wikitesto]

Comincia la stagione 2007 raggiungendo la sua ultima finale Masters ATP nel Movistar Open di Viña del Mar, dove perde in due set da Luis Horna. Agli Internazionali d'Italia batte al secondo turno il nº 9 del mondo James Blake e perde al terzo dal nº 6 Gonzalez. Sarà il suo ultimo risultato di rilievo, tra luglio e ottobre esce sempre al primo turno nei tornei disputati. Chiude comunque l'anno al 78º posto.

2008[modifica | modifica wikitesto]

La sconfitta al primo turno a Viña del Mar nel 2008 gli fa perdere i punti ATP conquistati l'anno precedente e si ritrova al 97º posto del ranking, per poi scendere al 138º in luglio. Di rilievo la sua partecipazione all'ATP di Acapulco dove supera agli ottavi il nº 13 del mondo Carlos Moyá e perde nei quarti dal nº 28 Nicolas Almagro, che vincerà il torneo. Gli scarsi risultati degli ultimi 12 mesi gli consentono di partecipare alle Olimpiadi di Pechino solo grazie a una wild card; esce al primo turno in doppio, sempre in coppia con González, mentre in singolare perde 7-60 6-1 al secondo turno da David Nalbandian. Verso fine stagione vince i tornei del circuito ATP Challenger del Cyclus Open de Tenis a Florianópolis e del Rijeka Open, perdendo altre due finali. Chiude la stagione al 77º posto del ranking.

2009[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 vince solo il Challenger di Cancun, mentre nel circuito maggiore si distingue a Miami, dove batte al secondo turno il nº 28 ATP Mardy Fish e perde al terzo dal nº 4 Andy Murray, che vincerà il torneo. Nell'ATP 250 di Umago vince al secondo turno contro il nº 20 ATP David Ferrer e perde ai quarti contro il nº 43 Andreas Seppi. Finisce la stagione al 112º posto del ranking.

Ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

All'inizio del 2010 torna nei top 100 grazie alla finale raggiunta nel Challenger Salinas e ai quarti di finale del torneo ATP di Houston. La vittoria nel secondo turno contro Ryan Sweeting è la sua ultima nei main draw del circuito maggiore. Il resto della stagione è deludente e finisce al 186º posto ATP. Il 2011 si rivela peggiore dell'anno precedente, anche a causa di alcune lesioni che compromettono il rendimento. Perde le uniche tre partite nei tabelloni principali ATP e il miglior risultato sono i quarti nel Challenger di Medellin, finendo l'annata in 450ª posizione.

Il declino prosegue la stagione successiva, in cui l'unico ATP che disputa è quello di gennaio a Viña del Mar. Il resto dell'anno gioca solo Challenger e l'unico risultato discreto è la semifinale nel torneo di Quito. Nuovi problemi fisici e scarsi risultati portano alla sua esclusione dalle Olimpiadi di Londra. Prova a dare una svolta nel 2013 prendendo come allenatore Horacio de la Peña, ma i risultati non arrivano. La sua ultima partita nel circuito ATP, e unica dell'anno, la perde al primo turno di Viña del Mar. Inizia quindi una serie di sconfitte al primo turno nei tornei Challenger che lo portano ad annunciare il ritiro a fine agosto 2013.[2]

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

Prediligeva le superfici in terra battuta, che gli consentivano maggiori spostamenti dal lato del diritto, il suo colpo migliore. Tuttavia, nel corso della carriera, è riuscito ad ottenere soddisfacenti risultati anche sul cemento e altre superfici veloci, grazie a miglioramenti importanti nel servizio e nel gioco a rete, ottenuti dedicandosi ad una pratica costante del doppio.

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Singolare[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie (6)[modifica | modifica wikitesto]

Legenda
Grande Slam (0)
ATP Tour World Championships / Tennis Masters Cup (0)
Super 9 / Masters Series (0)
Giochi olimpici (1)
ATP Championship Series / ATP International Series Gold (1)
ATP World Series / ATP International Series (4)
Legenda superfici
Cemento (1)
Terra (5)
Erba (0)
Sintetico (0)
Data Torneo Superficie Avversario della finale Risultato
1. 24 febbraio 2002 Argentina Copa Telmex, Buenos Aires Terra battuta Argentina Agustín Calleri 2-6 7-65 6-2
2. 20 luglio 2003 Paesi Bassi Dutch Open, Amersfoort Terra battuta Paesi Bassi Raemon Sluiter 6-4 7-63 6-2
3. 28 settembre 2003 Italia Campionati Internazionali di Sicilia, Palermo Terra battuta Francia Paul-Henri Mathieu 1-6 6-2 7-64
4. 25 luglio 2004 Austria Austrian Open, Kitzbühel Terra battuta Argentina Gastón Gaudio 7-63 6-4
5. 22 agosto 2004 Grecia Giochi Olimpici, Atene Cemento Stati Uniti Mardy Fish 6-3 3-6 2-6 6-3 6-4
6. 26 febbraio 2006 Brasile Brasil Open, Costa do Sauipe Terra battuta Spagna Alberto Martín 6-3 6-4

Finali perse (9)[modifica | modifica wikitesto]

Doppio[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie (1)[modifica | modifica wikitesto]

Numero Data Torneo Superficie Compagno Avversari in finale Punteggio
1. 21 agosto 2004 Grecia Giochi Olimpici, Atene Cemento Cile Fernando González Germania Nicolas Kiefer
Germania Rainer Schüttler
6-2, 4-6, 3-6, 7-67, 6-4

Risultati nei tornei del Grande Slam[modifica | modifica wikitesto]

Torneo 2011 2010 2009 2008 2007 2006 2005 2004 2003 2002 2001 2000
Australian Open - - 1T 1T 1T 1T 2T 1T - 1T 1T -
Roland Garros - 1T 2T - 2T 3T 1T 3T 2T - 3T 1T
Wimbledon 1T - - 1T 1T 2T 1T 2T 1T 3T 1T
US Open - 1T - 1T 2T 4T 2T 3T 3T 2T 1T

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e (EN) Nicolás Massú - Ranking history, su atpworldtour.com. URL consultato il 9 agosto 2017.
  2. ^ (ES) Fernando González y el adiós de Massú del tenis: "Bienvenido a la vida real", su emol.com. URL consultato il 9 agosto 2017.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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