Lleyton Hewitt

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Lleyton Hewitt
Lleyton Hewitt 2010 Australian Open.jpg
Nazionalità Australia Australia
Altezza 180 cm
Peso 77 kg
Tennis Tennis pictogram.svg
Ritirato 24 gennaio 2016 (ritorno nel 2018 solo in doppio)
Carriera
Singolare1
Vittorie/sconfitte 616–262 (70,16%)
Titoli vinti 30
Miglior ranking 1° (19 novembre 2001)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open F (2005)
Francia Roland Garros QF (2001, 2004)
Regno Unito Wimbledon V (2002)
Stati Uniti US Open V (2001)
Altri tornei
ATP World Tour Finals Singles Trophy (London).svg Tour Finals V (2001, 2002)
Olympic flag.svg Giochi olimpici 3T (2012)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 125–97 (56,31%)
Titoli vinti 3
Miglior ranking 18° (23 ottobre 2000)
Ranking attuale 167° (18 giugno 2018)
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open QF (2018)
Francia Roland Garros 2T (1999)
Regno Unito Wimbledon 3T (2000)
Stati Uniti US Open V (2000)
Altri tornei
Olympic flag.svg Giochi olimpici QF (2008)
Doppio misto1
Vittorie/sconfitte
Titoli vinti
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 1T (1998)
Francia Roland Garros
Regno Unito Wimbledon F (2000)
Stati Uniti US Open
Altri tornei
Olympic flag.svg Giochi olimpici QF (2012)
Palmarès
Oro Coppa Davis 1999
Oro Coppa Davis 2003
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
Statistiche aggiornate al 19 giugno 2018

Lleyton Glynn Hewitt (Adelaide, 24 febbraio 1981) è un tennista e allenatore di tennis australiano.

È stato numero 1 del circuito ATP nel 2001, diventando il più giovane giocatore ad occupare quella posizione. I suoi maggiori successi in carriera sono stati le vittorie agli US Open nel 2001, a Wimbledon nel 2002 e alle Tennis Masters Cup del 2001 e 2002. In doppio si è aggiudicato gli US Open 2000 e con l'Australia ha trionfato nelle edizioni della Coppa Davis 1999 e 2003. Dopo il ritiro dalle competizioni nel 2016, è tornato nel circuito ATP nel gennaio 2018 per giocare in doppio.

Caratteristiche tecniche[modifica | modifica wikitesto]

La sua aggressività e il grande spirito combattivo gli hanno permesso di vincere partite che sembravano perse, e la sua voglia di combattere esplode quando urla «C'mon!» dopo la conquista di un punto importante. Le sue qualità migliori sono i colpi dal fondo, tra cui una splendida risposta e la rapidità nella corsa che gli consente grandi recuperi. Preferisce giocare da dietro la linea di fondo e, data la scarsa potenza dei suoi colpi, in particolare del dritto, basa il suo gioco sul senso della posizione e raramente domina gli scambi.[1] Abile nel difendersi dagli attacchi avversari con precisi passanti, sbaglia raramente e gioca preferibilmente palle lunghe in attesa dell'errore avversario o di piazzare un vincente da fondo campo.

Di solito scende a rete solo quando l'avversario risponde debolmente o con palle corte smorzate. Malgrado prediliga il gioco da fondo campo, Hewitt è particolarmente dotato nelle volée e nelle schiacciate. Campioni come Patrick McEnroe, Jim Courier e Tim Henman lo consideravano il migliore al mondo nell'esecuzione dei pallonetti,[2] il suo colpo migliore che gioca spesso con il topspin. Andre Agassi lo ha descritto nel suo libro Open come uno dei migliori tennisti della storia nella scelta del colpo da effettuare.[3] Ha migliorato molto il servizio, dal quale trae i migliori benefici nei momenti chiave del match.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Juniores[modifica | modifica wikitesto]

Nei tornei juniores ha un record in singolare di 44 vittorie e 19 sconfitte. Raggiunse la 17ª posizione in singolare e la 13ª in doppio nel 1997. Quell'anno vinse il suo unico trofeo nel circuito internazionale juniores a Manila battendo in finale Wesley Whitehouse.

Esordio professionistico e primo titolo ATP[modifica | modifica wikitesto]

Hewitt fece il suo esordio nel circuito professionistico nel gennaio 1997, a 15 anni e 10 mesi, perdendo al primo turno dell'Australian Open contro il nº 64 ATP Sergi Bruguera per 3-6, 4-6, 3-6. Divenne il terzo più giovane vincitore di un torneo ATP, dopo Aaron Krickstein a Tel Aviv nel 1983 e Michael Chang a San Francisco nel 1988, vincendo nel gennaio 1998 il torneo di Adelaide, battendo tra gli altri Andre Agassi in semifinale e Jason Stoltenberg in finale in tre set. Qualche giorno dopo, al torneo di Sidney vinse per la prima volta contro un top 10 battendo al primo turno il nº 4 ATP Jonas Björkman. Quell'anno lasciò il College per concentrarsi sulla carriera di tennista[4] e alternò le presenze nei tornei Atp e in quelli del circuito Challenger. A fine anno raggiunse il suo miglior ranking ATP con la 100ª posizione in singolare, finendo 164º nel doppio.

1999, prima Coppa davis e secondo titolo ATP[modifica | modifica wikitesto]

A inizio 1999 perse le finali ATP nei tornei di Adelaide e di Scottsdale e superò per la prima volta il primo turno di un Masters 1000 a Indian Wells, ripetendosi in quello successivo di Miami. Il 9 maggio si aggiudicò il torneo ATP di Delray Beach battendo in finale Xavier Malisse. In luglio raggiunse per la prima volta il terzo turno di uno Slam a Wimbledon e qualche giorno dopo esordì in Coppa Davis nei quarti contro gli Stati Uniti, vincendo entrambi i suoi incontri di singolare contro Alex O'Brien e il nº 8 ATP Todd Martin. Si ripeté in settembre nella semifinale con la Russia, battendo il nº 2 Yevgeny Kafelnikov e il 36 Marat Safin. In ottobre perse la finale all'ATP di Lione contro il nº 14 Nicolás Lapentti e a fine anno, malgrado le sconfitte in singolare con Sébastien Grosjean e Cédric Pioline, vinse la sua prima coppa Davis. Chiuse la stagione al 25º posto del ranking mondiale in singolare, dopo essere stato 22º in novembre.

2000, primo titolo Slam agli US Open in doppio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2000 Hewitt raggiunse la sua prima finale di un Grande Slam nel torneo di doppio misto a Wimbledon in coppia con Kim Clijsters, a quel tempo sua compagna, perdendo in finale contro i veterani statunitensi Kimberly Po e Donald Johnson.[5] Nel settembre dello stesso anno vinse il suo primo torneo del Grande Slam quando insieme a Maks Mirny si aggiudicò il titolo in doppio agli US Open. Qualche giorno dopo, nel singolare alle Olimpiadi di Sydney fu inaspettatmente sconfitto al primo turno dallo stesso Mirny. Durante quell'annata vinse inoltre 4 tornei ATP di Adelaide, Sydney, Scottsdale e al Queen's in singolare e il Masters 1000 di Indianapolis in doppio in coppia con Sandon Stolle. In dicembre prese parte alla finale di Coppa Davis persa contro la Spagna sulla terra rossa indoor a Barcellona vincendo il primo singolare in 5 set contro Albert Costa e perdendo quello decisivo in 4 set contro Juan Carlos Ferrero. Chiuse la stagione per la prima volta come nº 1 australiano alla 7ª posizione del ranking mondiale in singolare, dopo essere stato 6º in novembre, e alla 20ª in doppio.

2001, primo Slam in singolare agli US Open, Masters Cup e nº 1 ATP[modifica | modifica wikitesto]

Dopo l'ennesima delusione agli Australian Open, dove uscì al terzo turno, nel giugno 2001 giunse per la prima volta ai quarti al Roland Garros, finendo sconfitto in 3 set dal terraiolo nº 4 ATP Juan Carlos Ferrero. A Wimbledon fu battuto agli ottavi in 5 set dal nº 38 ATP Nicolas Escudé. Il suo primo torneo del Grand Slam in singolare arrivò in settembre 2001, sempre agli Us Open, dove sconfisse in finale il quattro volte campione Pete Sampras per 7-6 6-1 6-1. In novembre vinse tutti gli incontri nella Tennis Masters Cup di Shanghai, aggiudicandosi per la prima volta il prestigioso trofeo battendo in finale in tre set Sébastien Grosjean. Il risultato lo portò per la prima volta al nº 1 del ranking mondiale, il più giovane della storia, a soli 20 anni e 8 mesi. Alcuni giorni dopo perse la finale di Coppa Davis contro la Francia, vincendo un singolare e perdendo l'altro, nuovamente con Escude, e il doppio. Nel 2001 vinse in singolare anche i tornei ATP di Sydney a inizio anno, la World Team Cup a squadre, il Queen's, a 's-Hertogenbosch e a Tokyo, diradando gli impegni in doppio. Chiuse l'anno con 80 vittorie e 17 sconfitte e come nº 1 del ranking mondiale.

2002, trionfo a Wimbledon e seconda Masters Cup[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2002 Hewitt vinse il suo secondo titolo del Grande Slam aggiudicandosi il torneo di Wimbledon battendo in finale David Nalbandian per 6-1 6-3 6-2. La sua vittoria rafforzò l'idea che lo Slam inglese non doveva per forza essere dominato da giocatori forti nel servizio e volée, ma poteva anche essere vinto da giocatori che scambiano da fondo campo come Agassi e lo stesso Hewitt. Sempre nel 2002 vinse il primo Master Series in carriera a Indian Wells, il Queen's per il terzo anno di seguito (diventando il primo dopo John McEnroe a riuscirci), San Jose e la Masters Cup di Shanghai per il secondo anno di seguito battendo Juan Carlos Ferrero in finale.. Fu sconfitto al primo turno negli Australian Open, agli ottavi al Roland Garros e si arrese dopo 4 set ad Agassi nella semifinale dello US Open. Concluse la stagione con 61 vittorie e 15 sconfitte e difese per tutto l'anno la posizione di numero 1 del mondo.

2003, seconda Coppa Davis[modifica | modifica wikitesto]

Lleyton nel 2006

Nel 2003, l'anno della difesa del titolo di Wimbledon, Hewitt fu sconfitto al primo turno dal qualificato croato Ivo Karlović e ottenne il primato negativo di essere il primo campione uscente di Wimbledon nell'era Open ad essere sconfitto al primo turno. In precedenza era stato sconfitto agli ottavi all'Australian Open e al terzo turno al Roland Garros. In quell'annata si aggiudicò 2 tornei ATP, il Master Series ad Indian Wells, per il secondo anno di seguito, e il torneo di Scottsdale. Nell'ultima parte della stagione, dopo i quarti agli US Open in cui fu sconfitto da Ferrero giocò solo in Coppa Davis, vincendo in 5 set entrambi i singolari nella semifinale a Melbourne contro gli svizzeri Federer e Kratochvil, e superando nella finale sull'erba di Melbourne gli spagnoli Carlos Moya, per ritiro, e Ferrero in 5 set, conquistando per la seconda volta il trofeo. Terminò il 2003 con 36 vittorie e 10 sconfitte come numero 16 del mondo, anche a causa di vari piccoli infortuni.

2004, finali agli US Open e alla Masters Cup[modifica | modifica wikitesto]

Lleyton Hewitt a Wimbledon nel 2004.

Nel 2004 Hewitt è diventato il primo giocatore nella storia a perdere in tutti i tornei del Grande Slam dal futuro vincitore: fu sconfitto al quarto turno degli Australian Open da Roger Federer, ai quarti di finale del Roland Garros da Gastón Gaudio, ai quarti di finale a Wimbledon da Federer e in finale agli Us Open ancora una volta da Federer. Sempre nello stesso anno vinse i tornei di Sydney, Rotterdam, Washington, Long Island e raggiunse la finale alla Masters Cup sconfitto ancora da Federer. Di rilievo le finali raggiunte nel Masters 1000 di Cincinnati, persa in tre set contro Agassi, e quella a squadre nella World Team Cup, persa contro il Cile. Terminò la stagione con 66 vittorie e 17 sconfitte, alla posizione numero 3 del ranking mondiale.

2005, prima finale agli Australian Open[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005 vinse un solo titolo, a Sydney, battendo Carlos Moyá in finale. Raggiunse però per la prima volta la finale agli Australian Open, venendo sconfitto da Marat Safin col punteggio di 1-6, 6-3, 6-4, 6-4. Non giocò il Roland Garros a causa di un infortunio, mentre perse in semifinale da Roger Federer sia a Wimbledon sia agli Us Open. Chiuse l'anno con 37 vittorie e 9 sconfitte come nº 4 del mondo, rinunciando a giocare le finali della Masters Cup.

2006, 25º titolo ATP e diversi infortuni[modifica | modifica wikitesto]

Hewitt agli US Open nel 2006

Il 2006 fu una stagione negativa per Hewitt anche a causa di molti infortuni. Vinse soltanto il torneo del Queen's mentre nei tornei del Grand Slam uscì al secondo turno agli Australian Open, al quarto turno al Roland Garros sconfitto da Rafael Nadal futuro vincitore, e infine ai quarti di finale sia a Wimbledon sia agli Us Open, battuto rispettivamente da Marcos Baghdatis e Andy Roddick. A fine stagione perse il singolare giocato in semifinale di Coppa Davis contro l'Argentina, che ebbe accesso alla finale superando 5-0 l'Australia. Chiuse per il settimo anno consecutivo nei primi 20 del mondo con un record di 33 vittorie e 15 sconfitte.

2007, 26º titolo ATP[modifica | modifica wikitesto]

Agli Australian Open del 2007 Hewitt fu sconfitto al terzo turno da Fernando González, futuro finalista. Durante l'anno vinse solo il torneo di Las Vegas, che gli assicurò per il decimo anno di fila una vittoria in un torneo ATP. In maggio raggiunse la semifinale al Master Series sulla terra battuta di Amburgo dove perse in 3 set combattuti dallo specialista Rafael Nadal. Fu sconfitto anche agli ottavi del Roland Garros dallo spagnolo, che avrebbe vinto il suo terzo titolo consecutivo. Anche a Wimbledon fu sconfitto agli ottavi, questa volta in quattro combattuti set dall'astro nascente serbo Novak Đoković.

Alla fine del torneo Hewitt annunciò di aver scelto Tony Roche come nuovo allenatore per i tornei dello Slam e dei Masters.[6] Ai Masters di Montréal e di Cincinnati giunse rispettivamente ai quarti e in semifinale, perdendo in entrambe le occasioni da Federer. Partecipò come testa di serie nº 16 agli US Open e per la prima volta in otto apparizioni non raggiunse i quarti, finendo battuto al secondo turno da Agustín Calleri. Si mantenne per tutto l'anno attorno alla 20ª posizione e chiuse in 21ª.

2008, operazione all'anca[modifica | modifica wikitesto]

Agli 2008 Australian Open 2008 fu battuto al quarto turno in tre set da Djokovic dopo una battaglia di quasi 5 ore al terzo con Marcos Baghdatis.[7]. Un infortunio all'anca gli compromise in marzo la preparazione per la stagione sulla terra battuta e non poté difendere i punti conquistati ad Amburgo l'anno prima. Al Roland Garros fu sconfitto al terzo turno in 5 set da David Ferrer.

Dopo la sconfitta nei quarti del Queens Club Championship contro Novak Djokovic, Hewitt giunse al quarto turno a Wimbledon, dove fu battuto dal nº 1 ATP Roger Federer. Si prese quindi un periodo di riposo per guarire l'anca e poté quindi disputare il Torneo olimpico di Pechino, dove perse al secondo turno contro Nadal. Durante il torneo di doppio ebbe una ricaduta del dolore all'anca che lo costrinse a interrompere la stagione e a sottoporsi a un'operazione, chiudendo l'annata al 67º posto del ranking e, per la prima volta dal 1997, senza alcun titolo vinto.

2009, 27º titolo ATP e risalita nel ranking[modifica | modifica wikitesto]

Hewitt a Wimbledon nel 2009

Nel 2009 Hewitt fu eliminato al primo turno dell'Australian Open da Fernando González, raggiunse poi la semifinale al torneo di Memphis dove fu battuto da Andy Roddick. A distanza di due anni dalla vittoria a Las Vegas, tornò al successo in un torneo ATP a Houston battendo lo statunitense Wayne Odesnik per 6-2, 7-5, conquistando il suo ventisettesimo torneo da professionista. A giugno fu eliminato al terzo turno del Roland Garros da Rafael Nadal. A Wimbledon la corsa di Hewitt ebbe fine ai quarti di finale, sconfitto in 5 set da Andy Roddick dopo un match giocato con straordinaria intensità.

Al successivo ATP di Cincinnati fu battuto nei quarti di finale da Federer, che lo eliminò anche al terzo turno dell'US Open con il punteggio di 4-6 6-3 7-5 6-4. In ottobre fu sconfitto ai quarti dell'ATP 500 di Tokyo dal nº 49 del ranking Mikhail Youzhny, chiudendo la stagione al 22º posto, dopo essere sceso al 108º in febbraio.

2010, 28º titolo ATP[modifica | modifica wikitesto]

Dopo un periodo di allenamento intenso, Hewitt iniziò il 2010 più in forma dell'anno precedente. Al torneo Medibank International di Sydney fu la testa di serie nº 4 e raggiunse i quarti di finale dove perse da Marcos Baghdatis. Agli Australian Open vinse agevolmente i primi tre turni, eliminando rispettivamente Ricardo Hocevar, Donald Young e Marcos Baghdatis, per ritiro. Al quarto turno lo attendeva un Federer in gran forma, che lo sconfisse 6-2 6-3 6-4. Al torneo US Men's Claycourt Championships Hewitt si presentò da detentore del titolo e testa di serie nº 4. Al primo turno sconfisse Somdev Devvarman 1-6 6-0 7-6, per poi perdere dal futuro vincitore del torneo, l'argentino Juan Ignacio Chela, per 6–4 6–3. Nel doppio insieme al partner Nathan Healey giunse alla semifinale, dove la coppia fu sconfitta dai fratelli Bryan 6-2 7-6.

Al primo turno del Roland Garros sconfisse il francese Jérémy Chardy per 7-5 6-0 6-4 e al secondo l'uzbeco Denis Istomin per 1-6 6-3 6-4 2-6 6-2. Come all'Australian Open fu quindi eliminato dal futuro vincitore Rafael Nadal con il punteggio di 6-3 6-4 6-3. Il 13 giugno tornò a battere dopo 15 sconfitte Federer sull'erba di Halle per 3–6 7–6 6–4 nella finale del torneo Gerry Weber Open. A Wimbledon fu sconfitto in 4 set al quarto turno da Djokovic, mentre agli US Open uscì al primo turno per mano di Paul-Henri Mathieu in 5 set. Chiuse l'annata al 56º posto del ranking ATP

2011: operazione al piede[modifica | modifica wikitesto]

A inizio della stagione 2011 vinse il torneo esibizione AAMI Kooyong Classic battendo in finale Gaël Monfils. Ai successivi Australian Open fu estromesso dal torneo al primo turno da David Nalbandian che si impose in 5 set. Prese quindi parte all'ATP 250 del SAP Open dove fu battuto nei quarti da Juan Martín del Potro, che era al rientro da un infortunio. Anche nel successivo torneo ATP 500 di Memphis fu estromesso ai quarti, questa volta dalla testa di serie nº 1 Andy Roddick. Nell'ATP Masters 1000 del BNP Paribas Open fu sconfitto a sorpresa dal taiwanese Lu Yen-Hsun e a fine toneo osservò uno stop di tre mesi per operarsi al piede sinistro. Rientrò nel circuito per difendere il titolo al Gerry Weber Open di Halle e dopo le vittorie con Leonardo Mayer e Andreas Seppi fu battuto in due set dal padrone di casa Philipp Kohlschreiber, procurandosi un infortunio alla caviglia che lo costrinse a ritirarsi durante il primo match del successivo torneo AEGON International.

A Wimbledon batté al primo turno in 4 set l'emergente Kei Nishikori e al secondo dovette arrendersi al ritorno di Robin Söderling dopo essere stato in vantaggio di due set. Chiuse la stagione in settembre dopo le tre sconfitte patite in Coppa Davis in singolare e in doppio contro Federer e Wawrinka nello spareggio che relegò l'Australia ai gruppi zonali per il 2012, rinunciando ai successivi US Open per il persistente dolore al piede.[8] Chiuse la disastrosa stagione al 186º posto del ranking e, per la seconda volta da quando era professionista, senza alcun titolo.

2012; risalita del ranking[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2012 ricevette una wild card per il tabellone principale degli Australian Open dove agli ottavi di finale fu sconfitto dal numero 1 del mondo Novak Đoković in quattro set. Dopo quel match si fermò per diversi mesi scendendo addirittura alla 233ª posizione in classifica. Rientrò in tempo per partecipare al Roland Garros dove fu sconfitto al primo turno dallo slovacco Kavcic. Anche a Wimbledon venne eliminato al primo turno, questa volta dalla testa di serie numero 5 e futuro semifinalista Tsonga. Nel successivo torneo di Newport giunse in finale prima di essere sconfitto dall'americano John Isner, risultato che gli permise di recuperare 83 posizioni del ranking. Alle Olimpiadi di Londra fu sconfitto al terzo turno dal nº 2 del ranking Novak Djokovic per 6-4, 5-7, 1-6 dopo aver superato 6-4, 7-5 il nº 14 Marin Čilić al secondo. Agli US Open fu battuto al terzo turno dal nº 5 David Ferrer in 4 set. I risultati di fine stagione furono mediocri ma sufficienti per terminare il 2012 al nº 83 del ranking.

2013, progressi in classifica[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del 2013 Hewitt rimase tra i primi 100 della classifica ATP senza vincere alcun titolo. Agli Australian Open cedette al primo turno contro Tipsarevic; e nei tornei che vennero subito dopo superò il secondo turno a Indian Wells (terzo turno) e all'ATP AEGON Championships, dove fu fermato in semifinale perdendo in 3 set contro il nº 12 ATP Cilic, dopo aver sconfitto il nº 29 Dimitrov, il 18 Quarrey e il nº 8 del Potro. A Wimbledon partì molto bene, battendo l'11º al mondo Stanislas Wawrinka in tre set, ma fu poi clamorosamente battuto al secondo turno in 4 set dal tedesco-giamaicano Dustin Brown, numero 187. Raggiunse quindi la finale a Newport, dove fu battuto in tre set dal nº 127 Nicolas Mahut dopo aver superato in semifinale il nº 19 John Isner, che si prese la rivincita battendolo in tre set nella semifinale del successivo torneo di Atlanta. A inizio settembre fu battuto nel quarto turno dell'US Open da Mikhail Youzhny dopo aver sconfitto nel secondo Juan Martin del Potro in 4 set. Chiuse la stagione in calando terminandola alla 60ª posizione del ranking ATP.

2014, 2 titoli ATP e ritorno nei top 40[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 tornò a vincere un torneo in singolare dopo 4 anni a Brisbane, battendo in finale Roger Federer con lo score di 6-1 4-6 6-3. Il risultato lo assestò al 43º posto del ranking e primo degli australiani. Fu quindi eliminato al primo turno degli Australian Open sia in singolare sia in doppio, ma il 17 febbraio raggiunse il suo miglior ranking degli ultimi anni con il 38º posto. Seguì una serie di sconfitte ai perimi e secondi turni che si interruppe al torneo di Newport, dove, da numero tre del seeding, batté in finale Ivo Karlović per 6-3, 6-7(4), 7-6(3) per assicurarsi il trentesimo titolo in carriera in singolare. Nello stesso torneo conquistò anche il trofeo di doppio in coppia con il connazionale Guccione: si tratta del terzo titolo in doppio conquistato in carriera, arrivato ben quattordici anni dopo l'ultimo successo, agli US Open del 2000. Gli scarsi risultati di fine anno lo videro chiudere 50º a dicembre.

2015, annuncio del ritiro[modifica | modifica wikitesto]

La sconfitta ai primi di gennaio del 2015 nel primo turno a Brisbane, dove era campione uscente, gli fece perdere 34 posizioni in classifica. Agli Open d'Australia fu eliminato al secondo turno da Benjamin Becker in 5 set, dopo aver vinto i primi due, e alla fine del torneo annunciò il suo ritiro per l'anno successivo dopo gli Australian Open 2016 e l'intenzione di diventare selezionatore dell'Australia di Coppa Davis dopo il ritiro.[9] Il resto della stagione fu contrassegnato da una lunga serie di eliminazioni al primo turno e interruppe le sconfitte in Coppa Davis, vincendo il doppio e l'unico singolare disputato nei quarti di finale contro il Kazakhistan, regalando all'Australia la semifinale. Negli ultimi due tornei che disputò, Washington e gli Us Open, fu eliminato in entrambi al secondo turno. L'ultimo impegno della stagione fu la sconfitta nel doppio nella semifinale di Davis vinta 3-2 dalla Gran Bretagna, e finì l'anno al 307º posto del ranking.

2016, primo ritiro[modifica | modifica wikitesto]

Come preannunciato l'anno prima, confermò il ritiro alla fine degli Australia Open, che disputò grazie a una wild card per la ventesima volta in carriera. Al suo ultimo incontro del circuito in singolare fu sconfitto al secondo turno in tre set dalla testa di serie nº 8 David Ferrer e pochi giorni dopo fu insignito dell'onorificenza dell'Order of Australia.[10][11]

Nel marzo successivo accettò però la convocazione per l'incontro di Coppa Davis contro gli USA per sostituire l'infortunato Nick Kyrgios; giocò solo il doppio in coppia con John Peers contro i fratelli Bryan perdendo in 5 set dopo aver perso i primi due parziali. Si presentò nel doppio anche a Wimbledon grazie a una wild card in coppia con il giovane compatriota Jordan Thompson, con cui sconfisse Nicolás Almagro e David Marrero al primo turno dopo un lungo incontro terminato 19–17 nel set decisivo per poi essere eliminati al secondo turno.

2018, ritorno in doppio[modifica | modifica wikitesto]

Sempre in coppia con Thompson, Hewitt si presentò all'inizio del 2018 al via del torneo di doppio di Brisbane, nel quale i due australiani furono eliminati al primo turno da Dimitrov e Harrison nel terzo e decisivo set. Nel gennaio 2018, grazie a una wild card prese parte agli Australian Open in coppia con il connazionale Sam Groth. Dopo aver superato al secondo turno le teste di serie nº 3 del torneo Rojer/Tecău in tre set, la coppia australiana fu battuta in due set nei quarti di finale dai colombiani Cabal/Farah, teste di serie nº 11.

Prima posizione nel ranking mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Il 19 novembre 2001, Hewitt è diventato il più giovane numero 1 del mondo (20 anni e 8 mesi), c'è rimasto per 75 settimane (ottavo nella classifica delle settimane consecutive al N.1), dopo 2 settimane da numero 2 è tornato numero 1 del mondo per altre 5 settimane portando il suo totale a 80 (nona posizione in classifica).

Coppa Davis[modifica | modifica wikitesto]

Hewitt ha vinto la Coppa Davis con la squadra australiana nel 1999 e nel 2003 ed ha raggiunto la finale nel 2000 e nel 2001. A ventidue anni Hewitt aveva più match vinti nei singolari di Coppa Davis di qualsiasi altro giocatore australiano. Nei quarti di finale di Coppa Davis del 2006 a Melbourne, Hewitt sconfisse il giocatore bielorusso Vladimir Volčkov 6-2 6-1 6-2 in soli 91 minuti. Prima del match il bielorusso aveva detto "Hewitt non ha le armi per farmi male". Hewitt rispose: "Voltchkov non ha la classifica per farmi male". In semifinale in seguito l'Australia fu sconfitta dall'Argentina.

Detiene il record di partecipazioni (16 edizioni e 37 incontri), di match giocati (72), di vittorie totali (54) e in singolare (40) nella storia della squadra australiana di Coppa Davis.

Classifica di merito sui media[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005, Tennis Magazine ha messo Hewitt al 34º posto nella classifica dei quaranta tennisti migliori di tutti i tempi.

Altri dati su Hewitt[modifica | modifica wikitesto]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

  • 2001 - Giocatore ATP dell'anno
  • 2001 - Sud Australiano più popolare
  • 2002 - Giocatore ATP dell'anno
  • 2002 - Atleta Australiano maschio dell'anno
  • 2002 - ESPY miglior tennista dell'anno
  • 2003 - Giovane Australiano dell'anno
  • 2003 - Sud Australiano più popolare

Statistiche[modifica | modifica wikitesto]

Singolare[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie (30)[modifica | modifica wikitesto]

Legenda
Grande Slam (2)
Tennis Masters Cup / ATP World Tour Finals (2)
ATP Masters Series / ATP Masters 1000 (2)
International Series Gold / ATP World Tour 500 (2)
International Series / ATP World Tour 250 (22)
Legenda superfici
Cemento (20)
Terra (2)
Erba (8)
Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 11 gennaio 1998 Australia Australian Men's Hardcourt Championships, Adelaide (1) Cemento Australia Jason Stoltenberg 3-6, 6-3, 7-64
2. 9 maggio 1999 Stati Uniti International Tennis Championships, Delray Beach Terra verde Belgio Xavier Malisse 6-4, 6-72, 6-1
3. 9 gennaio 2000 Australia Australian Men's Hardcourt Championships, Adelaide (2) Cemento Svezia Thomas Enqvist 3-6, 6-3, 6-2
4. 16 gennaio 2000 Australia Medibank International, Sydney (1) Cemento Australia Jason Stoltenberg 6-4, 6-0
5. 12 marzo 2000 Stati Uniti Tennis Channel Open, Scottsdale (1) Cemento Regno Unito Tim Henman 6-4, 7-62
6. 18 giugno 2000 Regno Unito AEGON Championships, Londra (1) Erba Stati Uniti Pete Sampras 6-4, 6-4
7. 8 gennaio 2001 Australia Medibank International, Sydney (2) Cemento Svezia Magnus Norman 6-4, 6-1
8. 17 giugno 2001 Regno Unito AEGON Championships, Londra (2) Erba Regno Unito Tim Henman 7-63, 7-63
9. 24 giugno 2001 Paesi Bassi Ordina Open, 's-Hertogenbosch Erba Argentina Guillermo Cañas 6-3, 6-4
10. 9 settembre 2001 Stati Uniti US Open, New York Cemento Stati Uniti Pete Sampras 7-64, 6-1, 6-1
11. 1º ottobre 2001 Giappone Japan Open Tennis Championships, Tokyo Cemento Svizzera Michel Kratochvil 6-4, 6-2
12. 18 novembre 2001 Australia Tennis Masters Cup, Sydney (1) Sintetico (i) Francia Sébastien Grosjean 6-3, 6-3, 6-4
13. 4 febbraio 2002 Stati Uniti SAP Open, San Jose Cemento (i) Stati Uniti Andre Agassi 4-6, 7-66, 7-64
14. 17 marzo 2002 Stati Uniti BNP Paribas Open, Indian Wells (1) Cemento Regno Unito Tim Henman 6-1, 6-2
15. 16 giugno 2002 Regno Unito AEGON Championships, Londra (3) Erba Regno Unito Tim Henman 4-6, 6-1, 6-4
16. 7 luglio 2002 Regno Unito Wimbledon, Londra Erba Argentina David Nalbandian 6-1, 6-3, 6-2
17. 17 novembre 2002 Cina Tennis Masters Cup, Shanghai (2) Sintetico (i) Spagna Juan Carlos Ferrero 7-5, 7-5, 2-6, 2-6, 6-4
18. 9 marzo 2003 Stati Uniti Tennis Channel Open, Scottsdale (2) Cemento Australia Mark Philippoussis 6-4, 6-4
19. 16 marzo 2003 Stati Uniti BNP Paribas Open, Indian Wells (2) Cemento Brasile Gustavo Kuerten 6-1, 6-1
20. 18 gennaio 2004 Australia Medibank International, Sydney (3) Cemento Spagna Carlos Moyá 4-3, rit.
21. 22 febbraio 2004 Paesi Bassi ABN AMRO World Tennis Tournament, Rotterdam Cemento (i) Spagna Juan Carlos Ferrero 6-71, 7-5, 6-4
22. 22 agosto 2004 Stati Uniti Legg Mason Tennis Classic, Washington D.C. Cemento Lussemburgo Gilles Müller 6-3, 6-4
23. 29 agosto 2004 Stati Uniti Pilot Pen Tennis, Long Island Cemento Perù Luis Horna 6-3, 6-1
24. 16 gennaio 2005 Australia Medibank International, Sydney (4) Cemento Rep. Ceca Ivo Minář 7-5, 6-0
25. 18 giugno 2006 Regno Unito AEGON Championships, Londra (4) Erba Stati Uniti James Blake 6-4, 6-4
26. 4 marzo 2007 Stati Uniti Tennis Channel Open, Las Vegas Cemento Austria Jürgen Melzer 6-4, 7-610
27. 12 aprile 2009 Stati Uniti U.S. Men's Clay Court Championships, Houston Terra rossa Stati Uniti Wayne Odesnik 6-2, 7-5
28. 13 giugno 2010 Germania Gerry Weber Open, Halle Erba Svizzera Roger Federer 3-6, 7-64, 6-4
29. 5 gennaio 2014 Australia Brisbane International, Brisbane (3) Cemento Svizzera Roger Federer 6-1, 4-6, 6-3
30. 13 luglio 2014 Stati Uniti Hall of Fame Tennis Championships, Newport Erba Croazia Ivo Karlović 6-3, 64-7, 7-63

Finali perse (16)[modifica | modifica wikitesto]

Numero Data Torneo Superficie Avversario in finale Punteggio
1. 11 gennaio 1999 Australia Brisbane International, Brisbane Cemento Svezia Thomas Enqvist 6-4, 1-6, 2-6
2. 8 marzo 1999 Stati Uniti Tennis Channel Open, Scottsdale Cemento Stati Uniti Jan-Michael Gambill 62-7, 6-4, 4-6
3. 25 ottobre 1999 Francia Grand Prix de Tennis de Lyon, Lione Sintetico (i) Ecuador Nicolás Lapentti 3-6, 2-6
4. 6 novembre 2000 Germania Eurocard Open, Stoccarda Sintetico (i) Sudafrica Wayne Ferreira 66-7, 6-3, 7-65, 62-7, 2-6
5. 12 agosto 2002 Stati Uniti Cincinnati Masters, Cincinnati (1) Cemento Spagna Carlos Moyá 5-7, 65-7
6. 4 novembre 2002 Francia BNP Paribas Masters, Parigi Sintetico (i) Russia Marat Safin 64-7, 0-6, 4-6
7. 4 agosto 2003 Stati Uniti Countrywide Classic, Los Angeles Cemento Sudafrica Wayne Ferreira 3-6, 6-4, 5-7
8. 9 agosto 2004 Stati Uniti Cincinnati Masters, Cincinnati (2) Cemento Stati Uniti Andre Agassi 3-6, 6-3, 2-6
9. 13 settembre 2004 Stati Uniti U.S. Open, New York Cemento Svizzera Roger Federer 0-6, 63-7, 0-6
10. 22 novembre 2004 Stati Uniti Tennis Masters Cup, Houston Cemento Svizzera Roger Federer 3-6, 2-6
11. 31 gennaio 2005 Australia Australian Open, Melbourne Cemento Russia Marat Safin 6-1, 3-6, 4-6, 4-6
12. 21 marzo 2005 Stati Uniti BNP Paribas Open, Indian Wells Cemento Svizzera Roger Federer 2-6, 4-6, 4-6
13. 20 febbraio 2006 Stati Uniti SAP Open, San Jose Cemento (i) Regno Unito Andy Murray 6-2, 1-6, 63-7
14. 6 marzo 2006 Stati Uniti Tennis Channel Open, Las Vegas Cemento Stati Uniti James Blake 5-7, 6-2, 3-6
15. 15 luglio 2012 Stati Uniti Hall of Fame Tennis Championships, Newport (1) Erba Stati Uniti John Isner 61-7, 4-6
16. 14 luglio 2013 Stati Uniti Hall of Fame Tennis Championships, Newport (2) Erba Francia Nicolas Mahut 7-5, 5-7, 3-6

Doppio[modifica | modifica wikitesto]

Vittorie (3)[modifica | modifica wikitesto]

Legenda
Grande Slam (1)
Tennis Masters Cup (0)
ATP Masters Series (0)
International Series Gold (0)
International Series (2)
Numero Data Torneo Superficie Compagno Avversari in finale Punteggio
1. 19 agosto 2000 Stati Uniti Indianapolis Tennis Championships, Indianapolis Cemento Australia Sandon Stolle Bielorussia Maks Mirny
Sudafrica Jonas Björkman
7-63 4-6 7-63
2. 9 settembre 2000 Stati Uniti US Open, New York Cemento Bielorussia Maks Mirny Sudafrica Ellis Ferreira
Stati Uniti Rick Leach
6-4 5-7 7-6
3. 13 luglio 2014 Stati Uniti Hall of Fame Tennis Championships, Newport Erba Australia Chris Guccione Israele Jonathan Erlich
Stati Uniti Rajeev Ram
7–5, 6–4

Finali perse (5)[modifica | modifica wikitesto]

Numero Data Torneo Superficie Compagno Avversari in finale Punteggio
1. 10 gennaio 2000 Australia ATP Adelaide, Adelaide Cemento Australia Sandon Stolle Australia Todd Woodbridge
Australia Mark Woodforde
4-6, 2-6
2. 17 gennaio 2000 Australia Medibank International, Sydney Cemento Australia Sandon Stolle Australia Todd Woodbridge
Australia Mark Woodforde
5-7, 4-6
3. 10 marzo 2003 Stati Uniti Tennis Channel Open, Scottsdale Cemento Australia Mark Philippoussis Stati Uniti James Blake
Bahamas Mark Merklein
4-6, 7-62, 65-7
4. 25 aprile 2010 Spagna Barcelona Open Banc Sabadell, Barcellona Terra battuta Bahamas Mark Knowles Canada Daniel Nestor
Serbia Nenad Zimonjić
6-4, 3-6, [6-10]
5. 17 febbraio 2013 Stati Uniti SAP Open, San Jose Cemento indoor Australia Marinko Matosevic Belgio Xavier Malisse
Germania Frank Moser
0-6, 7-65, [4-10]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Membro dell'Ordine dell'Australia - nastrino per uniforme ordinaria Membro dell'Ordine dell'Australia
«Per il servizio significativo al tennis come giocatore a livello nazionale e internazionale, e alla comunità.»
— 26 gennaio 2016[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Men's Tennis: Ranking the Top 18 Forehands from 2000–2010, Bleacher Report, 25 marzo 2011.
  2. ^ (EN) Wimbledon 2013, BBC Sport, 26 giugno 2013.
  3. ^ (EN) Lleyton Hewitt earns praise from Andre Agassi, Herald Sun, 31 dicembre 2009.
  4. ^ (EN) Hewitt stuns Sampras, lifts US Open crown – Always had drive to succeed, The Tribune (India), 10 settembre 2001.
  5. ^ (EN) Veteran American duo claims Wimbledon title, CNN, 12 ottobre 2000.
  6. ^ (EN) Lleyton Hewitt hires celebrated tennis coach Tony Roche, International Herald Tribune, 18 luglio 2007.
  7. ^ (EN) Saturday Night Fever, Tennis Australia, 20 gennaio 2008 (archiviato dall'url originale il 20 gennaio 2008).
  8. ^ (EN) 2011 US Open – Former Champion Hewitt Out – Tennis, su atpworldtour.com.
  9. ^ (EN) Lleyton Hewitt to retire from tennis after 2016 Australian Open, Pat Rafter stands down as Davis Cup captain, su abc.net.au.
  10. ^ (EN) Australia Day: Rod Laver, seven-time ARIA award winner Tina Arena among 829 honourees - ABC News (Australian Broadcasting Corporation), su abc.net.au, 26 gennaio 2016.
  11. ^ (EN) Member (AM) in the General Division of the Order of Australia (A-L) (PDF), su gg.gov.au, 26 gennaio 2016.
  12. ^ (EN) Sito web It's an Honour: dettaglio decorato.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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