Sergio Tacchini

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Sergio Tacchini
Dati biografici
Nazionalità Italia Italia
Tennis Tennis pictogram.svg
Carriera
Nazionale
1959-1968 Italia Italia
Singolare1
Vittorie/sconfitte 7-17
Titoli vinti
Miglior ranking
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 2T (1961)
Francia Roland Garros 2T (1960, 1961)
Regno Unito Wimbledon 2T (1960, 1962, 1965)
Stati Uniti US Open 3T (1966)
Doppio1
Vittorie/sconfitte 1-2
Titoli vinti
Miglior ranking
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open 1T (1961)
Francia Roland Garros
Regno Unito Wimbledon 2T (1963)
Stati Uniti US Open
Doppio misto1
Vittorie/sconfitte
Titoli vinti
Risultati nei tornei del Grande Slam
Australia Australian Open
Francia Roland Garros
Regno Unito Wimbledon 2T (1966)
Stati Uniti US Open
1 Dati relativi al circuito maggiore professionistico.
Statistiche aggiornate al 29 dicembre 2014

Sergio Tacchini (Novara, 2 settembre 1938[1]) è un ex tennista, imprenditore e stilista italiano.

È considerato, nel mondo del tennis, un innovatore poiché, anche come imprenditore, ha dato impulso all'introduzione dei colori nell'abbigliamento tennistico, mondo dominato negli anni sessanta dal bianco.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Come tennista[modifica | modifica wikitesto]

Sergio Tacchini si accosta al tennis nel 1955 a 17 anni; solo 5 anni dopo, nel 1960, si fregia del titolo di campione d'Italia sconfiggendo Nicola Pietrangeli.
Esordisce nel 1959 in Coppa Davis, competizione alla quale partecipa anche nel 1960, 1964, 1967 e 1968.

Come imprenditore[modifica | modifica wikitesto]

L'attività imprenditoriale inizia nel 1966 con la creazione di Sandys S.p.A. che diventerà poi Sergio Tacchini S.p.A.. Il marchio nato inizialmente per il tennis estende le sue attività ad altri settori sportivi ed al tempo libero.

Il 1º dicembre 2000 diventa presidente dell'Olimpia, società di basket di Milano, carica che mantiene fino al luglio 2002 quando cede la proprietà della squadra.

In seguito ad un periodo di crisi, il 4 giugno 2007 entra ufficialmente nel gruppo Tacchini H4T (Hembly for Tacchini), società cinese controllata da Billy Ngok, presidente di Hembly International Holdings. Attualmente l'azienda si chiama Sergio Tacchini International ed è di proprietà di Billy Ngok. Dopo anni di assenza nel circuito tennistico internazionale, nel 2013 ha ripreso a vestire il tennis mondiale sponsorizzando alcuni giocatori tra i quali Tommy Robredo. Sponsorizza il Monte-Carlo Rolex Masters e gli atleti delle Federazioni tennis serba e monegasca. È attiva anche nella progettazione e realizzazione di calzature tecniche classiche per il tennis non competitivo e per il tempo libero.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere del lavoro
«Nel periodo a cavallo degli anni '60 e fino al 1966 ha essenzialmente svolto attività sportiva rappresentando l'Italia nella squadra nazionale di Coppa Davis per sette anni consecutivi. Nello stesso periodo ha ottenuto per tre volte il titolo di Campione Italiano di Tennis. Dopo aver interrotto l'attività sportiva ha iniziato l'attività imprenditoriale che si è progressivamente sviluppata nel corso degli anni fino a raggiungere un fatturato aggregato di Gruppo nel 1992 di circa 220 miliardi, con poco meno di 450 addetti fra Italia ed estero. L'attività del Gruppo si è, in quest'ultimo decennio, particolarmente sviluppata a livello internazionale anche in seguito agli importanti investimenti che sono stati fatti promuovendo, oltre al marchio della società, l'immagine ed il nome di vari campioni dello sport, legati in modo particolare al settore produttivo della società quali il tennis, lo sci ed il golf. Fra le varie cariche che ricopre, è membro del Consiglio Direttivo dell'Associazione Italiana Industriali Abbigliamento, Presidente dell'International Lawn Tennis Club d'Italia, nonché socio del Rotary Club e del Panathlon.»
— 2 giugno 1992[2]

Sponsorizzazioni[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il vescovo è «novarese dell'anno» con un etnografo e un industriale, La Stampa, 15 gennaio 1987. URL consultato il 10 giugno 2014.
  2. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]