Peppino di Capri
| Peppino di Capri | |
|---|---|
| Nazionalità | |
| Genere | Musica leggera Canzone napoletana Twist |
| Periodo di attività musicale | 1958 – 2026 |
| Strumento | voce, pianoforte |
| Etichetta | Carisch, Splash, Baby, Dischi Ricordi, Polygram, Lucky Planets |
| Album pubblicati | 152 |
| Studio | 39 |
| Live | 3 |
| Raccolte | 110 |
| Sito ufficiale | |
Peppino di Capri, pseudonimo di Giuseppe Faiella (Capri, 27 luglio 1939 – Capri, 11 luglio 2026), è stato un cantante, pianista e compositore italiano.
Vincitore del Festival della Canzone Napoletana nel 1970 con la canzone Me chiamme ammore e del Festival di Sanremo nel 1973 con Un grande amore e niente più e nel 1976 con Non lo faccio più; tra i suoi maggiori successi figurano Champagne, Roberta, Nun è peccato, St. Tropez Twist. la versione italiana di Let's Twist Again ed E mo' e mo' (te voglio bene).
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Gli esordi e il Duo Caprese (1943-1957)
[modifica | modifica wikitesto]Nacque in una famiglia di musicisti: il padre Bernardo, proprietario di un negozio di dischi e strumenti musicali a Capri, suonava nel tempo libero in un'orchestra, mentre il nonno faceva parte della banda musicale dell'isola.[1]
Da bambino imparò a suonare il pianoforte da autodidatta, riproducendo a orecchio i ritmi della musica americana che ascoltava, e a quattro anni iniziò a esibirsi insieme alla sorella maggiore Margherita per i soldati statunitensi di stanza a Capri durante la seconda guerra mondiale. A sei anni intraprese lo studio del pianoforte con un'insegnante tedesca a Napoli. Nel 1953 iniziò a esibirsi con l'amico Ettore Falconieri nei night club di Capri e della vicina Ischia con la denominazione "Duo Caprese". L'insegnante, venuta a conoscenza dell'attività musicale del giovane Faiella, decise di interrompere le lezioni. A quindici anni esordì come cantante sostituendo un artista che aveva rinunciato all'esibizione a causa di un lutto familiare.[2]
Il 26 agosto 1956 il Duo Caprese partecipò al programma televisivo Primo applauso, condotto da Enzo Tortora, risultando vincitore della puntata.[3]
Peppino di Capri e i suoi Rockers: il rock and roll e i primi successi (1958-1965)
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1958 costituì il complesso dei "Capri Boys", con Falconieri alla batteria, Mario Cenci alla chitarra, Pino Amenta al basso e Gabriele Varano al sax. Il gruppo, influenzato dal rock and roll statunitense dell'epoca sia nella scelta del repertorio che nell'immagine scenica, si esibì nei locali di Capri e Ischia, alternando brani del repertorio napoletano e americano a composizioni originali.[3]
Durante una serata al locale «'O rangio fellone» (il granchio fellone) di Ischia, gestito dal cantante e autore Ugo Calise, il gruppo fu notato da un dirigente della casa discografica Carisch, Mario Robbiani, che lo mise sotto contratto. Il nome fu cambiato in "Peppino di Capri e i suoi Rockers" per evitare possibili malumori tra gli abitanti di Ischia, dove il gruppo si esibiva frequentemente.[4]

I primi dischi ottennero successo nonostante la difficile situazione economica della Carisch, che attraversava una fase di crisi. Robbiani decise comunque di puntare sul nuovo complesso, contribuendo alla pubblicazione dei primi cinque 45 giri e del primo album omonimo del gruppo, che comprendeva, tra gli altri brani già usciti come singoli, le canzoni napoletane Mbraccia a me!, Nun è peccato (scritta da Calise) e Malatia, quest'ultima proposta in un arrangiamento in ritmo di rumba. La produzione di questo periodo alternò reinterpretazioni del repertorio partenopeo a brani della musica internazionale, contribuendo alla definizione dello stile che caratterizzò la prima fase della sua carriera.[4]
Nel 1960 raggiunse il primo posto della hit parade italiana con Nessuno al mondo, versione italiana di No Arms Can Ever Hold You, brano romantico reso celebre originariamente nel 1955 dal cantante statunitense Pat Boone.[5] Nello stesso anno pubblicò Nun giurà, composta da Armando Romeo, Luna caprese, reinterpretazione del brano di Augusto Cesareo e Luigi Ricciardi del 1953, che divenne uno dei titoli più rappresentativi del suo repertorio grazie anche agli arrangiamenti moderni dei Rockers,[6] e I te vurria vasà, classico della canzone napoletana composto nel 1899.
Nel 1961 cominciò a partecipare occasionalmente ad alcuni musicarelli dell'epoca, tra cui Maurizio, Peppino e le indossatrici (1961), diretto da Filippo Walter Ratti e interpretato insieme a Maurizio Arena, nel quale eseguì alcuni brani musicali. A dicembre pubblicò la versione italiana di Let's Twist Again, celebre brano di Chubby Checker, contribuendo alla diffusione del twist in Italia e ottenendo uno dei maggiori successi della sua prima fase artistica.
Nel 1962 pubblicò l'inedito St. Tropez Twist, composto con Mario Cenci, uno dei brani più rappresentativi della sua fase legata al twist. La copertina del relativo 45 giri Daniela/St. Tropez Twist raffigurava una giovane Raffaella Carrà, allora agli esordi come ballerina. La sua versione di Speedy Gonzales raggiunse la prima posizione della classifica italiana agli inizi dell'anno successivo.[7]
Nel 1963 vinse il Girone A della seconda edizione del Cantagiro con Non ti credo.[8] Nello stesso anno ottenne un nuovo successo con Roberta, brano dedicato alla moglie Roberta Stoppa e composto con Luis Enriquez Bacalov, Luigi Naddeo e Paolo Lepore, che raggiunse il quinto posto della hit parade italiana e divenne uno dei titoli più noti del suo repertorio.[9]
Nel 1964 partecipò alla prima edizione di Un disco per l'estate con Solo due righe,[10] che ottenne un buon riscontro commerciale entrando nelle classifiche dei singoli più venduti.[11]

Il 24 giugno 1965 Peppino di Capri e i suoi Rockers furono tra gli artisti chiamati ad aprire i due concerti dei Beatles al Velodromo Vigorelli di Milano, nell'ambito dell'unica tournée italiana del gruppo britannico, interpretando anche alcune cover del repertorio beat britannico. I Rockers parteciparono anche alle successive date di Genova e Roma.[12]
La svolta melodica e i New Rockers (1966-1972)
[modifica | modifica wikitesto]Nel 1966 incise Operazione sole, considerato da diverse fonti uno dei primi brani italiani ispirati allo ska, genere nato in Giamaica e diffusosi tra i giovani britannici negli anni sessanta.[12]
A settembre partecipò al Festival di Napoli con Ce vo' tiempo, Quanno duie se vonno bene e Lucia;[13] la sua interpretazione del primo brano fu inclusa nel film Operazione San Gennaro di Dino Risi.
Nel 1967 partecipò per la prima volta al Festival di Sanremo con Dedicato all'amore, presentata in abbinamento con Dionne Warwick, ma il brano non fu ammesso alla finale.[14]
Nel 1968 partecipò a Un disco per l'estate con È sera, primo brano scritto da Claudio Mattone, autore con cui collaborò anche negli anni successivi.[15]
Dopo un periodo di crisi caratterizzato dal calo delle vendite discografiche e del riscontro del pubblico dal vivo, la formazione storica dei Rockers si sciolse. Peppino di Capri costituì quindi una nuova formazione, denominata "Peppino di Capri e i New Rockers", ma con un ruolo diverso: non più una band protagonista autonoma, bensì un gruppo di accompagnamento della sua carriera solista.[16]

Nel 1969 inaugurò una nuova fase della propria carriera tornando a interpretare la canzone napoletana. Al Festival di Napoli presentò Tu..., primo brano nato dalla collaborazione con il cantautore Mimmo di Francia, che ottenne un notevole successo di pubblico e gli valse l'invito a eseguirlo a Canzonissima.[17]
Nel 1970 vinse l'ultima edizione del Festival di Napoli con Me chiamme ammore, di Mimmo di Francia.[18] Nello stesso anno fondò l'etichetta discografica Splash, con la quale pubblicò l'album Napoli ieri - Napoli oggi,, incentrato sulla rilettura in chiave moderna del repertorio classico napoletano.[19]
Nel 1971 partecipò al Festival di Sanremo con L'ultimo romantico, brano scritto da Pino Donaggio e Vito Pallavicini e interpretato in abbinamento con Donaggio, classificandosi all'11º posto.[20] Nello stesso anno pubblicò Amare di meno, scelta come sigla di chiusura della trasmissione televisiva Rischiatutto per l'edizione 1971-1972.[21]
Nel 1972 partecipò a Un disco per l'estate Un disco per l'estate con Una catena d'oro (primo brano di Depsa) e a Canzonissima con Magari (Depsa/di Francia);[22] inoltre pubblicò due album antologici, Peppino di Capri e i New Rockers, Hits - Vol. I e Hits - Vol. II.
Le vittorie a Sanremo e il successo di "Champagne" (1973-1980)
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Nel 1973 vinse il Festival di Sanremo con Un grande amore e niente più, scritto con Claudio Mattone e Gianni Wright su testo di Franco Califano.[23] Nello stesso anno pubblicò Champagne, brano composto da Mimmo di Francia con testo di Depsa e Iodice, destinato a diventare uno dei titoli più noti del suo repertorio.[24]

Nel 1976 vinse nuovamente il Festival di Sanremo con Non lo faccio più, composto da Depsa, Sergio Iodice e dall'esordiente Fabrizio Berlincioni.[25]
Nel 1977 uscì il singolo Incredibile voglia di te, scritto da Depsa, Sergio Iodice e Mimmo di Francia. L'attività discografica proseguì alternando nuove composizioni e reinterpretazioni del proprio repertorio.
La maturità artistica e i riconoscimenti (1981-2000)
[modifica | modifica wikitesto]Negli anni ottanta Peppino di Capri mantenne una presenza costante sulla scena musicale italiana.
Il 4 gennaio 1987 registrò a Londra il suo primo album dal vivo, Peppino di Capri in concerto, realizzato durante un concerto al Royal Albert Hall.[26]
Tra i brani più rappresentativi di questa fase figurano Il sognatore, scritto insieme a Toto Cutugno e Depsa,[27] presentato al Festival di Sanremo 1987 e incluso nell'album omonimo; E mo' e mo'.[28][29]
Verso la fine degli anni ottanta, durante un'esibizione allo Sporting Club di Monte Carlo, la principessa Carolina di Monaco, violando il protocollo, salì sul palco per ballare con lui sulle note di St. Tropez Twist, episodio che ebbe ampia eco sulla stampa dell'epoca.[30]
Fino al 1989 Peppino di Capri depositò le proprie composizioni alla SIAE con il nome anagrafico Giuseppe Faiella.[senza fonte]
Nel 1991 rappresentò l'Italia al 36º Eurovision Song Contest, svoltosi a Roma, con il brano in lingua napoletana Comme è ddoce 'o mare. L'esibizione si classificò al settimo posto.[31]
Nel 1995 partecipò al Festival di Sanremo con Gigi Proietti e Stefano Palatresi, con il nome di Trio Melody interpretando Ma che ne sai... (...se non hai fatto il piano-bar). Dopo la manifestazione venne pubblicato l'unico album del trio.[32]
Nel 1996 intraprese una tournée insieme a Fred Bongusto, dalla quale fu tratto l'album dal vivo Due ragazzi così - live '96; nel corso dei concerti i due artisti interpretarono anche brani del reciproco repertorio.[33]
Nel 1999 partecipò al film Terra bruciata di Fabio Segatori, interpretando sé stesso in una scena nella quale esegue al pianoforte Champagne.[34]
La fase finale della carriera (2001-2026)
[modifica | modifica wikitesto]Nel 2001 pubblicò l'album Fase 3, realizzato con la collaborazione di Franco Del Prete, autore dei testi e direttore ritmico del progetto. Il disco segnò una nuova fase della sua produzione, caratterizzata da sonorità più vicine alla contaminazione tra musica napoletana, jazz e rock, e vide anche la partecipazione di James Senese in un brano dell'album.[4]
Nel 2005 partecipò per la quindicesima e ultima volta al Festival di Sanremo con il brano La panchina, risultando tra gli artisti con il maggior numero di presenze nella manifestazione. Nello stesso anno pubblicò l'album Amore.it, il trentacinquesimo della sua discografia.[29]
Il 26 maggio dello stesso anno fu insignito dal presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi dell'onorificenza di Commendatore dell'Ordine al merito della Repubblica italiana, conferita per meriti artistici.[35]
Nel 2006 compose insieme al figlio Edoardo Faiella la colonna sonora della serie televisiva Capri, trasmessa da Rai Uno.[4][36]
Nel 2008 celebrò i cinquant'anni di carriera artistica con una serie di iniziative commemorative, tra cui la pubblicazione del doppio DVD 50º, contenente registrazioni dal vivo realizzate durante la tournée celebrativa.[37]
Nel 2013, in occasione del quarantesimo anniversario di Champagne, pubblicò una nuova versione del brano accompagnata da un videoclip animato, realizzato con la collaborazione di Mimmo di Francia. Il video, diretto da Fulvio Iannucci, fu presentato al Capri Hollywood International Film Festival.[38]
Nel 2015 collaborò con il rapper Guè al brano Fiumi di champagne, reinterpretazione in chiave rap del suo celebre successo, pubblicata come singolo e inserita nella colonna sonora del film Natale col boss, nel quale Peppino di Capri partecipò anche come interprete.[39][40]
Nel 2019, in occasione dei suoi ottant'anni, Rai 1 gli dedicò una puntata speciale di Techetechete', intitolata Gli 80 anni di Peppino di Capri, che ripercorse attraverso immagini d'archivio le principali tappe della sua carriera musicale e televisiva.[41] Nello stesso anno pubblicò Mister... Peppino Di Capri, ultimo album in studio della sua carriera.[42]
Nel 2023, durante la quarta serata del Festival di Sanremo, ricevette sul palco del Teatro Ariston il premio "Città di Sanremo" alla carriera. Nell'occasione interpretò al pianoforte Champagne, uno dei brani più rappresentativi del suo repertorio.[43]
Nel 2024 fu ospite del concerto di Renato Zero a Napoli in piazza del Plebiscito, nell'ambito del tour Autoritratto - I concerti evento, eseguendo con lui il brano Luna caprese.[44] Nel mese di settembre partecipò al docufilm di Rai 3 'O Festivàl. I 20 anni del Festival della Canzone Napoletana, dedicato alla storia del Festival di Napoli, attraverso immagini d'archivio e testimonianze degli artisti legati alla manifestazione.[45] Dopo cinque anni di silenzio discografico, realizzò la sua ultima incisione partecipando come ospite al brano Ischia del gruppo Fitness Forever, formatosi a Napoli nel 2007 e considerato tra i principali esponenti della rinascita del cosiddetto ''neapolitan funk''.[33]
Il 24 marzo 2025 ricevette le chiavi della città di Capri dalle mani del sindaco, per il legame con l'isola e per la sua lunga carriera artistica.[46] La sera stessa Rai 1 trasmise il film biografico Champagne - Peppino di Capri, diretto da Cinzia TH Torrini, dedicato alla sua vita e alla sua carriera musicale.[47] Il 3 agosto fece la sua ultima apparizione pubblica durante una serata a lui dedicata alla certosa di San Giacomo a Capri, cantando a sorpresa Champagne.[48][49]
Vita privata
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Nel 1959 conobbe in un locale di Ischia la diciottenne torinese Roberta Stoppa, con la quale andò a convivere; i due si sposarono nel 1961. Sul finire degli anni sessanta la coppia affrontò un periodo di crisi, durante il quale Peppino iniziò una relazione con Giuliana Gagliardi, studentessa napoletana di biologia. Dopo un breve periodo di riappacificazione con la moglie nacque il loro primo figlio, Igor, nel 1970.[50]
Dopo il divorzio da Roberta Stoppa, Peppino di Capri sposò Giuliana Gagliardi nel 1978; dalla loro unione nacquero due figli: Edoardo (1980) e Dario, attore. Giuliana Gagliardi è morta il 4 luglio 2019 all'età di 68 anni.[51]
Morte
[modifica | modifica wikitesto]Peppino di Capri è morto l'11 luglio 2026 nella sua casa di Capri, dopo una lunga malattia, all'età di 86 anni.[52] La sua scomparsa ha suscitato numerose reazioni nel mondo della musica e delle istituzioni, che ne hanno ricordato il ruolo di interprete della canzone italiana e napoletana.[53]
Il giorno dopo è stata allestita la camera ardente presso l'aula consiliare del comune di Capri, e il comune ha proclamato il lutto cittadino. I funerali si sono svolti nel pomeriggio nella chiesa di Santo Stefano, vicino alla celebre piazzetta, e all'uscita il feretro è stato accompagnato dalle note de Il sognatore, il suo brano preferito.[54] È sepolto nel cimitero di Capri, nella tomba di famiglia.[55][56]
Stile musicale
[modifica | modifica wikitesto]Lo stile musicale di Peppino di Capri è caratterizzato dall'incontro tra la tradizione della canzone napoletana e le sonorità della musica internazionale, in particolare il rock and roll e il twist. Con il gruppo dei Rockers, formato alla fine degli anni cinquanta, contribuì alla diffusione in Italia dei nuovi ritmi provenienti dagli Stati Uniti, adattandoli al repertorio italiano e napoletano.[4] Per l'immagine e l'approccio musicale venne talvolta accostato al musicista Buddy Holly, tanto da essere indicato in alcune fonti internazionali come "il Buddy Holly italiano".[57]
La sua produzione si è distinta anche per la capacità di reinterpretare la canzone napoletana attraverso arrangiamenti moderni, spesso influenzati dal rock, restituendo nuova popolarità a brani della tradizione come Voce 'e notte, I' te vurria vasà, Luna caprese e Scetate.[4]
La voce dal timbro riconoscibile e l'uso del pianoforte hanno rappresentato elementi distintivi della sua interpretazione, mentre nel corso della carriera il suo repertorio si è progressivamente orientato verso la canzone melodica italiana, con brani come Un grande amore e niente più e Champagne.[58]
Discografia
[modifica | modifica wikitesto]Album in studio
[modifica | modifica wikitesto]- 1958 – Peppino di Capri e i suoi Rockers
- 1960 – Peppino di Capri e i suoi Rockers
- 1960 – Nessuno al mondo
- 1961 – Peppino di Capri e i suoi Rockers
- 1962 – Peppino di Capri e i suoi Rockers
- 1962 – Peppino di Capri e i suoi Rockers
- 1963 – Peppino di Capri e i suoi Rockers
- 1964 – Peppino di Capri e i suoi Rockers
- 1964 – Peppino di Capri e i suoi Rockers
- 1966 – Girl
- 1970 – Napoli ieri - Napoli oggi
- 1971 – Napoli ieri - Napoli oggi - Vol. II
- 1972 – Hits - Vol. I
- 1972 – Hits - Vol. II
- 1973 – Peppino di Capri e i New Rockers
- 1973 – Napoli ieri - Napoli oggi - Vol. III
- 1974 – Il giocatore
- 1975 – Napoli ieri - Napoli oggi - Vol. IV
- 1976 – ...e cominciò così
- 1976 – Non lo faccio più
- 1977 – Aiere
- 1978 – Verdemela
- 1979 – Viaggi
- 1980 – Con in testa strane idee
- 1981 – Bona furtuna
- 1982 – Juke-Box
- 1983 – Torno subito!
- 1985 – Zitto zitto
- 1987 – Il sognatore
- 1990 – I ragazzi di ieri
- 1991 – Comme è ddoce 'o mare - Napoli oggi Napoli ieri
- 1992 – ...e cerchi il mare
- 1995 – Ma che ne sai... (...se non hai fatto il piano-bar) (come Trio Melody, con Gigi Proietti e Stefano Palatresi)
- 1995 – Di Capri...di più
- 2001 – Fase 3
- 2005 – Amore.it
- 2006 – Capri[59] - colonna sonora[60][61]
- 2007 – Ad occhi chiusi... Napoli
- 2011 – Magnifique
- 2014 – L'acchiappasogni
- 2019 – Mister...Peppino Di Capri
Album dal vivo
[modifica | modifica wikitesto]- 1988 – Peppino di Capri in concerto
- 1996 – Due ragazzi così - live '96 (con Fred Bongusto)
- 2003 – In tour
Filmografia
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- Mina... fuori la guardia, regia di Armando W. Tamburella (1961)
- Cacciatori di dote, regia di Mario Amendola (1961) – se stesso
- Io bacio... tu baci, regia di Piero Vivarelli (1961) – se stesso
- Maurizio, Peppino e le indossatrici, regia di Filippo Walter Ratti (1961)
- Pesci d'oro e bikini d'argento, regia di Carlo Veo (1961) – se stesso
- Vacanze alla Baia d'Argento, regia di Filippo Walter Ratti (1961)
- Che femmina!! e... che dollari!, regia di Giorgio Simonelli (1961)
- Canzoni a tempo di twist, regia di Stefano Canzio (1962)
- Twist, lolite e vitelloni, regia di Marino Girolami (1962) – se stesso
- Canzoni nel mondo, regia di Vittorio Sala (1963) – se stesso
- Urlo contro melodia nel Cantagiro '63, regia di Arturo Gemmiti (1963) – se stesso
- Comizi d'amore, regia di Pier Paolo Pasolini (1965) – se stesso
- Viale della canzone, regia di Tullio Piacentini (1965) – se stesso
- Giorno caldo al Paradiso Show, regia di Enzo Di Gianni (1965)
- Tutto Totò – serie TV, episodio 1x07 (1967)
- La polizia interviene: ordine di uccidere! regia di Giuseppe Rosati (1975) – se stesso
- Cuando calienta el sol... vamos alla playa, regia di Mino Guerrini (1983) – se stesso
- A spasso nel tempo, regia di Carlo Vanzina (1996) – se stesso
- Non lo sappiamo ancora, regia di Stefano Bambini, Alan De Luca e Lino D'Angiò (1999)
- Terra bruciata, regia di Fabio Segatori (1999) – se stesso
- Natale col boss, regia di Volfango De Biasi (2015)
DVD
[modifica | modifica wikitesto]Televisione
[modifica | modifica wikitesto]- Carosello – rubrica pubblicitaria televisiva (1961), con il gruppo Peppino di Capri e i suoi Rockers; sketch promozionali per i prodotti della Polenghi Lombardo, tra cui il Burro Optimus, il Latte Stelag e lo Stelat.[63]
- Un posto al sole – soap opera, puntata 154 (1997) - se stesso
- Capri – serie TV, episodio 1x16 (2006) - se stesso
Colonne sonore
[modifica | modifica wikitesto]- 2006 – Capri - serie TV, con Edoardo Faiella
Partecipazioni a manifestazioni canore
[modifica | modifica wikitesto]Azzurro
[modifica | modifica wikitesto]- 1982: Forever
- 1983: Il tango di Adelina
Cantagiro
[modifica | modifica wikitesto]- 1963: Non ti credo (1º posto)
Canzonissima
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- 1960: Malatia
- 1961: Voca e va, piscatò
- 1967: Voce 'e notte
- 1968: Nessuno al mondo
- 1969: Tu
- 1970: Me chiamme ammore - Suspiranno
- 1972: Amare di meno - Reginella - Munasterio 'e Santa Chiara - Magari
- 1973: Un grande amore e niente più - Piano piano, dolce dolce - Champagne
- 1974: Piano piano, dolce dolce - Mai
Festival di Napoli
[modifica | modifica wikitesto]- 1966: Lucia (9º posto) - Ce vo' tiempo - Quanno duie se vonno bene (non finaliste)
- 1967: O tiempo 'e Maria (non finalista)
- 1969: Tu (4º posto)
- 1970: Me chiamme ammore (1º posto)
Festival di Sanremo
[modifica | modifica wikitesto]- 1967: Dedicato all'amore (non finalista)
- 1971: L'ultimo romantico (11º posto)
- 1973: Un grande amore e niente più (1º posto)
- 1976: Non lo faccio più (1º posto)
- 1980: Tu cioè (20º posto)
- 1985: E mò e mò (9º posto)
- 1987: Il sognatore (5º posto)
- 1988: Nun chiagnere (17º posto)
- 1989: Il mio pianoforte (11º posto)
- 1990: Evviva Maria (15º posto)
- 1992: Favola blues (con Pietra Montecorvino) (14º posto)
- 1993: La voce delle stelle (non finalista)
- 1995: Ma che ne sai... (...se non hai fatto il piano-bar) (come Trio Melody con Gigi Proietti e Stefano Palatresi) (13º posto)
- 2001: Pioverà (Habibi ené) (11º posto)
- 2005: La panchina (finalista)
Festivalbar
[modifica | modifica wikitesto]- 1982: Forever
Un disco per l'estate
[modifica | modifica wikitesto]- 1964: Solo due righe (4º posto)
- 1965: La lunga strada (non finalista)
- 1966: Operazione sole (non finalista)
- 1968: È sera (non finalista)
- 1972: Una catena d'oro (semifinalista)
- 1974: Amore grande, amore mio (non finalista)
- 1975: Un piccolo ricordo (non finalista)
Eurovision Song Contest
[modifica | modifica wikitesto]- 1991: Comme è ddoce 'o mare (7º Posto)
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Gigi Vesigna, La gavetta dei VIP?, in Oggi, 12 giugno 2013, p. 94-98.
- ↑ Peppino Di Capri, su cinquantamila.corriere.it (archiviato dall'url originale il 3 dicembre 2013).
- 1 2 Chi è Peppino di Capri, età, figli e canzoni dell'artista: da Champagne a Roberta, su Il Giornale d'Italia, 14 febbraio 2022. URL consultato il 14 luglio 2026.
- 1 2 3 4 5 6 Peppino Di Capri, su S.O.N.A. - Regione Campania. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Nessuno al mondo, su Hit Parade Italia. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Luna caprese, storia di un classico moderno, su Radio Napoli. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Speedy Gonzales, su Hit Parade Italia. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Albo d'oro, su Il Cantagiro. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Roberta, su Hit Parade Italia. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Franco Zanetti, √ Le canzoni di "Un disco per l'estate" 1964, su Rockol. URL consultato il 14 luglio 2026.
- ↑ Top 50 Singoli HitParadeItalia: 18/07/1964, su Hit Parade Italia. URL consultato l'11 luglio 2026.
- 1 2 Enrico Camanzi, Peppino di Capri, quel giorno al Vigorelli di supporto ai Beatles: “Fui io a consigliarli alla mia etichetta”, su Il Giorno, 11 luglio 2026. URL consultato il 14 luglio 2026.
- ↑ Valerio Coletta, Il Festival di Sanremo si faceva a Napoli, e solo in napoletano, su Esquire, 28 novembre 2024. URL consultato il 14 luglio 2026.
- ↑ Federico Vacalebre, Peppino Di Capri a Sanremo 2023: «Al festival dei giovani serve la vecchia guardia», su Il mattino, 9 febbraio 2023. URL consultato il 14 luglio 2026.
- ↑ Luca Alfidi, Archivio Multimediale delle Colonne Sonore, su GDM Music. URL consultato il 14 luglio 2026.
- ↑ Peppino di Capri e i suoi Rockers, su Roma Magazine. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Marco Demarco, Mimmo Di Francia: «Champagne? La inventai in taxi. Era stata scritta per Modugno, non per Peppino Di Capri», su Corriere della Sera, 17 novembre 2023. URL consultato il 15 luglio 2026.
- ↑ Peppino di Capri, il romanticismo della canzone partenopea, su Rai Teche. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Antonio Tricomi, PEPPINO DI CAPRI "La mia vita piena di musica", su Repubblica edizione di Napoli, 23 aprile 2006. URL consultato il 15 luglio 2026.
- ↑ Stefano Gradi, Festival di Sanremo 1971, su TV Sorrisi e Canzoni, 27 gennaio 2015. URL consultato il 15 luglio 2026.
- ↑ Torna Rischiatutto, giocano le star - Tv - Ansa.it, su Agenzia ANSA, 21 aprile 2016. URL consultato il 15 luglio 2026.
- ↑ Peppino di Capri compie 80 anni, eccellenza dell’isola azzurra che ha rappresentato in Italia e all’estero, su Telecaprinews, 27 luglio 2019. URL consultato il 15 luglio 2026.
- ↑ Peppino di Capri, il romanticismo della canzone partenopea, su Rai Teche. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Champagne, su Hit Parade Italia. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Festival di Sanremo 1976, su Festival di Sanremo. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ (EN) Peppino Di Capri - In Concerto, su Discogs. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Discografia Nazionale della canzone italiana, su discografia.dds.it. URL consultato il 15 luglio 2026.
- ↑ Il figlio di Peppino Di Capri, nella canzone 'Il sognatore' c'è l'anima di papà, su Agenzia ANSA, 11 luglio 2026. URL consultato il 15 luglio 2026.
- 1 2 Peppino di Capri, su Peppino di Capri - sito ufficiale. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Peppino di Capri è morto, lo “scandalo” di Montecarlo con Carolina di Monaco: quella notte che fece tremare il Principato, su Leggo, 11 luglio 2026. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ Peppino di Capri - Italy, su Eurovision Song Contest. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Antonio Mustara, Festival di Sanremo 1995, su TV Sorrisi e Canzoni, 27 gennaio 2015. URL consultato il 15 luglio 2026.
- 1 2 Gabriele Antonucci, Addio a Peppino Di Capri: “Ischia” è l’ultima perla di una carriera straordinaria, su billboard.it, 11 luglio 2026. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ Terra bruciata - Film (1999), su ComingSoon.it. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Faiella Sig. Giuseppe in arte Peppino Di Capri, su Presidenza della Repubblica. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Spotify – Web Player, su Spotify. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ Intervista a Peppino Di Capri che festeggia 50 anni di successi al Premio Barocco 2008, su Patrizio Longo, 11 giugno 2008. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Ilaria Urbani, "Champagne" ha quarant'anni, un video per l'anniversario, su la Repubblica Napoli, 25 gennaio 2014. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Guè Pequeno feat. Peppino Di Capri: "Fiumi Di Champagne", su Universal Music Italia. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Boris Sollazzo, Sul set di "Natale col Boss", su Rolling Stone Italia, 21 dicembre 2015. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Peppino di Capri, Giuseppe Faiella/ Quella volta vinse contro Gino Paoli, Adriano Celentano e Little Tony…, su Il Sussidiario, 25 luglio 2019. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Peppino di Capri, 85 anni per lo chansonnier napoletano, su ANSA, 25 luglio 2024. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Redazione RaiNews, Peppino di Capri canta "Champagne" e riceve il premio Città di Sanremo alla carriera, su RaiNews, 10 febbraio 2023. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Renato Zero al Plebiscito: «Napoli esempio per il Paese, grazie di esistere», su Corriere del Mezzogiorno, 21 giugno 2024. URL consultato il 12 luglio 2026.
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- ↑ Peppino Di Capri riceve sull'isola azzurra le chiavi della città, su Il Mattino, 24 marzo 2025. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Champagne - Peppino di Capri, su RaiPlay. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Peppino di Capri è morto, l'ultima volta che apparse in pubblico e cantò a sorpresa la sua "Champagne", su www.leggo.it, 11 luglio 2026. URL consultato il 12 luglio 2026.
- ↑ Agenzia ANSA, Peppino di Capri, l'ultima esibizione pubblica alla Certosa di S. Giacomo - Spettacolo - Ansa.it, su Agenzia ANSA, 11 luglio 2026. URL consultato il 15 luglio 2026.
- ↑ Arianna Ascione, Peppino di Capri: le origini del nome d'arte, le due vittorie a Sanremo, gli amori, 8 segreti, su Corriere della Sera, 24 marzo 2025. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Peppino Di Capri, morta la moglie Giuliana Gagliardi. Erano sposati dal 1978, su Il Fatto Quotidiano, 4 luglio 2019. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ È morto Peppino di Capri, su ANSA, 11 luglio 2026. URL consultato l'11 luglio 2026.
- ↑ Il mondo della musica in lutto: "Ci lascia un gigante", su RaiNews TGR Campania, 11 luglio 2026. URL consultato il 12 luglio 2026.
- ↑ Il figlio di Peppino Di Capri, nella canzone 'Il sognatore' c'è l'anima di papà | ANSA.it, su www.ansa.it. URL consultato il 14 luglio 2026.
- ↑ Peppino di Capri, la diretta: folla alla camera ardente, feretro accolto da applausi; alle 17 funerali in piazzetta, su www.ilmattino.it, 12 luglio 2026. URL consultato il 12 luglio 2026.
- ↑ I funerali di Peppino di Capri, il parroco: “Era un sognatore”. De Laurentiis: “Il suo inno per il Napoli al Maradona”, su Quotidiano Nazionale, 12 luglio 2026. URL consultato il 12 luglio 2026.
- ↑ Spotify – Web Player, su Spotify. URL consultato il 13 luglio 2026.
- ↑ Di Capri, Peppino, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- ↑ (EN) Peppino Di Capri - Capri, 30 luglio 2008. URL consultato il 28 maggio 2023.
- ↑ (FR) Capri (Colonna sonora della fiction Tv), Peppino Di Capri, su Qobuz. URL consultato il 28 maggio 2023.
- ↑ Capri - Soundtrack details - SoundtrackCollector.com, su www.soundtrackcollector.com. URL consultato il 28 maggio 2023.
- ↑ (EN) Peppino Di Capri - 50°. URL consultato il 5 marzo 2023.
- ↑ Marco Giusti, Il Grande libro di Carosello, Milano, Sperling & Kupfer, II edizione, ISBN 88-200-2080-7, p. 445
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Gianmarco Cilento, Peppino di Capri e i suoi Rockers, Graus Editore, Napoli, 2018
- Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, edizioni Curcio, 1990; alla voce di Capri, Peppino
- Fernando Fratarcangeli, Peppino di Capri. La canzone napoletana si veste di rock, pubblicato in Raro!, nº 86, febbraio 1998, pagg. 14-17
- Fernando Fratarcangeli, Peppino di Capri. Gli Extended-Play, pubblicato in Raro!, nº 247, ottobre 2012, pagg. 18-21
- Fernando Fratarcangeli, Peppino di Capri. I Long Playin' Carisch, pubblicato in Raropiù, nº 2, maggio 2013, pagg. 18-23
- Geo Nocchetti, Peppino di Capri. Il sognatore, edizioni Rai/Eri, 2004
- Vincenzo Faiella e Sergio Vellino, Peppino di Capri. Cinquant'anni dal 1958 al 2008, Nicola Longobardi editore, 2008
- Maurizio Maiotti (con la collaborazione di Armando Buscema), 1944-1963: i complessi musicali italiani, Maiotti Editore, 2010, alla voce: Peppino di Capri e i suoi Rockers, pp. 38-51.
- Enzo Giannelli, "Peppino Di Capri", in Gli urlatori, tutti i figli italiani di Elvis, Roma, Armando Curcio Editore, 2012, pag. 118.
Altri progetti
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Wikiquote contiene citazioni di o su Peppino di Capri
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Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su peppinodicapri.net.
- Peppino Di Capri (canale), su YouTube.
- Di Capri, Peppino, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
- Peppino Di Capri / Giuseppe Faiella, su Discografia nazionale della canzone italiana, Istituto centrale per i beni sonori ed audiovisivi.
- (EN) Craig Harris, Peppino di Capri, su AllMusic, All Media Network.
- (EN) Peppino di Capri, su Discogs, Zink Media.
- (EN) Peppino di Capri, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
- (EN) Peppino di Capri, su Genius.com.
- Registrazioni audiovisive di Peppino di Capri, su Rai Teche, Rai.
- Peppino Di Capri, su Cinematografo, Fondazione Ente dello Spettacolo.
- Peppino di Capri, su MYmovies.it, Mo-Net s.r.l..
- Peppino di Capri, su FilmTv.it, Tiche Italia s.r.l..
- Peppino di Capri, su Comingsoon.it, Anicaflash.
- Peppino di Capri, su FilmItalia.org, Cinecittà.
- (EN) Peppino di Capri, su IMDb, IMDb.com.
- (EN) Peppino di Capri, su Rotten Tomatoes, Fandango Media, LLC.
- (DE, EN) Peppino di Capri, su filmportal.de.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 57697001 · ISNI (EN) 0000 0000 7824 8795 · SBN CFIV207948 · Europeana agent/base/85118 · LCCN (EN) no98033269 · GND (DE) 129623830 · BNE (ES) XX1473244 (data) · BNF (FR) cb13928673b (data) |
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