Festival di Napoli

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Festival della Canzone Napoletana
Anno 19521971
1981
1998-2004
Genere Musicale
Edizioni 19
1
7
Durata 180-240 min
Produttore Rai
Mediaset
Presentatore Vari
Regia Vari
Rete Rai 1
Rai 2
Rai 3
Rete 4
Eurovisione

Il Festival della Canzone Napoletana, comunemente noto come Festival di Napoli, è una competizione canora nata a Napoli nel 1952 e cessata nel 2004. Dal 1952 al 1970 lo spettacolo fu trasmesso dalla RAI, mentre tra il 1998 ed il 2004, in chiave rielaborata, fu trasmesso da Rete 4.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Simbolo della Canzone napoletana della seconda metà del Novecento, il Festival della Canzone napoletana nasce nella città partenopea nel 1952, l'anno successivo alla nascita del Festival di Sanremo, e si svolge del Teatro Mediterraneo di Napoli.

Tra i protagonisti del Festival della Canzone napoletana, dal 1952 al 1970, ricordiamo i cantanti napoletani Sergio Bruni, Aurelio Fierro, Nunzio Gallo, Maria Paris, Giacomo Rondinella, Mario Abbate, Gloria Christian, Mario Trevi, Fausto Cigliano, Franco Ricci, Mirna Doris, Tony Astarita, Mario Merola, Mario Da Vinci, Enzo Del Forno, Peppino di Capri, Gianni Nazzaro, Nino Fiore, Gegè Di Giacomo, Tullio Pane, Peppino Gagliardi, Gloriana, Giulietta Sacco, Bruno Venturini, Tony Bruni. A questi si affiancheranno cantanti provenienti dal Festival di Sanremo, come Carla Boni, Wilma De Angelis, Domenico Modugno, Ornella Vanoni, Claudio Villa, Don Backy, Giorgio Gaber, Julie, Fred Bongusto, Nilla Pizzi, Oscar Carboni, Betty Curtis, Giorgio Consolini, Tony Dallara, Jula De Palma, Johnny Dorelli, Equipe 84, Louiselle, Los Marcellos Ferial, Marino Marini, Miranda Martino, Milva, Gino Latilla, Anna Identici, Wilma Goich, I Giganti, Luciano Tajoli, Teo Teocoli, Achille Togliani, Iva Zanicchi, Carmen Villani, Luciano Virgili, Narciso Parigi, Katyna Ranieri, Flo Sandon's, Lara Saint Paul, Memo Remigi, Dean Reed, Anna German, Mei Lang Chang, Nini Rosso, Robertino, Teddy Reno, ed attori come Franco Franchi, Oreste Lionello, Nino Taranto, Renato Rascel, Ombretta Colli, Lando Fiorini, Beniamino Maggio e Angela Luce.

Lo spettacolo vedrà in veste di presentatori, nel corso degli anni, personaggi come Nunzio Filogamo, Enzo Tortora, Pippo Baudo, Mike Bongiorno, Corrado, Daniele Piombi.[1]

Interrotto nel 1971[2], dopo un tentativo di rilancio nel 1973 con la Piedigrotta: Le nuove Canzoni di Napoli, fu restituito alla città nel 1981, assumendo il nome di Festival di Napoli '81. Lo spettacolo, diviso in tre serate ed organizzato dalla DAN con l'apporto della Rai e del patrocinio della Regione Campania, fu presentato da Franco Solfiti, coadiuvato da Maria Laura Soldano, e trasmesso rigorosamente a colori dal Teatro Metropolitan di Napoli sull'emittente televisiva Rai Tre dalle ore 22.30 fino alla conclusione. La diretta radiofonica avvenne sul secondo programma Rai dalle ore 22.45. Dopo quell'edizione il Festival, ancora una volta, vide un lungo periodo di pausa, finché è ripreso nel 1998 per concludersi nel 2004, trasmesso su Rete 4, anche se con spirito e risultati diversi[3].

Vincitori[modifica | modifica wikitesto]

Conduzione[modifica | modifica wikitesto]

Location[modifica | modifica wikitesto]

Il Giugno della Canzone Napoletana[modifica | modifica wikitesto]

Improntata sullo stile del Festival di Napoli, il Giugno della Canzone Napoletana si svolse a Napoli nel 1961, al Teatro Mediterraneo, e vide un debuttante Pippo Baudo alla conduzione del programma. Furono presentate ventiquattro canzoni interpretate da ventisei artisti provenienti dal panorama della Canzone napoletana e della Canzone italiana: da Sergio Bruni a Milva, da Nilla Pizzi a Mario Abbate, da Nunzio Gallo ad Achille Togliani.

Salvatore Mazzocco, Milva e Mario Trevi nel 1961

La gara sarà vinta da Milva e Nunzio Gallo con la canzone Credere. L'artista rivelazione della manifestazione si rivelerà il giovane Mario Trevi che, interpretando Mare verde (Giuseppe Marotta - Salvatore Mazzocco), con Milva, si aggiudica il secondo posto.[4] Al terzo posto si posizionano Sergio Bruni e Luciano Virgili con T' 'e pigliato 'o sole. La votazione avviene tramite le schedine dell'Enalotto. Le schedine giocate per la manifestazione sono 897.925, per un incasso di circa 90 milioni di lire.[5]

Il Gran Festival di Piedigrotta[modifica | modifica wikitesto]

Richiamando alle vecchie Audizioni di Piedigrotta, il Gran Festival di Piedigrotta si svolse a Napoli nel 1962, al Teatro Mediterraneo della Mostra D'Oltremare. La manifestazione nasce come contro risposta al Festival di Napoli, selezionando brani dallo stile moderno, contrariamente alla linea classica del festival partenopeo. La manifestazione è l'ultima che vede come direttore d'orchestra il M° Giuseppe Anepeta, infatti quest'ultimo morirà l'anno seguente. Il Gran Festival di Piedigrotta verrà vinto dal brano Mandulinata blu (Martucci - Mazzocco), interpretata da Emilio Pericoli e Mario Trevi[6]. Al secondo posto si posizioneranno Gina Armani e Alberto Berri con Serenata a Surriento, e al terzo Lucia Altieri e Nelly Fioramonti con Cielo e mare. La Rai, in chiusura della manifestazione, s'impegna a promuovere tutti i motivi finalisti in quindici trasmissioni radiofoniche. Dopo questa edizione, la rassegna verrà annullata.

La Piedigrotta: Le nuove Canzoni di Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Dopo il Gran Festival di Piedigrotta del 1962, il nome della Piedigrotta torna nel titolo di una manifestazione musicale partenopea. Questa volta, però, per evitare polemiche e denuncie da parte degli autori non accettati dalla giuria esaminatrice, non ci sono vincitori e vinti. La Piedigrotta: Le nuove Canzoni di Napoli si svolge al Teatro Mediterraneo di Napoli, sede storica del Festival di Napoli, e viene trasmessa radiofonicamente in prima serata. Le canzoni vengono eseguite in gruppi di dodici, divise nelle prime due serate. Nella terza serata vengono eseguiti tutti i brani, con ripresa televisiva in seconda serata. Ospite della manifestazione sarà Gina Lollobrigida.[7] Pur non essendo una gara, tornano i dissapori tra gli artisti esclusi al Festival. Mario Abbate, poco prima della diretta televisiva del 17 novembre, si barrica nel pullman della regia mobile dichiarando Scappate tutti, tra poco salterà tutto. Protesta contro gli organizzatori per essere stato escluso non per meriti artistici ma per dissapori personali estranei all'evento. Dopo la richiesta di alcuni colleghi, Abbate abbandona la sua postazione. Giunge sul luogo il commissario Petruzzi che, perquisendolo, non trova alcuna bomba. Abbate dichiara che Avrebbe fatto saltare la manifestazione. La Piedigrotta si svolse regolarmente ma non riuscì a rilanciare il Festival.[8]

Il Festival Napoletano[modifica | modifica wikitesto]

Anche se il Festival nasce ufficialmente nel 1952, un primo esempio di Festival della Canzone Napoletana si era tenuto a Sanremo, al Casinò Municipale, nel 1932, e vi parteciparono cantanti come Carlo Buti, Ferdinando Rubino, Mario Pasqualillo. Un secondo spettacolo simile si terrà nel 1933 a Lugano. Entrambe le manifestazioni furono organizzate da Ernesto Murolo e Ernesto Tagliaferri; la direzione artistica fu gestita dal primo e la direzione orchestra e commenti musicali dal secondo[9][10].

Festival Napoletano (Sanremo, 1932)[modifica | modifica wikitesto]

Elenco delle canzoni, degli autori e dei cantanti che presero parte al Festival Napoletano tenutosi a Sanremo nel 1932.

Canzone Autori Artista
'A frangesa (Costa) Ada Bruges
'A pacchianella d'Uttaiano (Capurro-Giannelli) Carmencita
'A surrentina (G.B. & E. De Curtis) Milly - Armando Falconi
Adduormete cu' mme (Murolo-Tagliaferri) Carlo Buti
Ammore canta (Murolo-Tagliaferri) Vittorio Parisi
E ddoie catene (Murolo-Tagliaferri) Carmencita
Funiculì funiculà (Turco-Denza) Ferdinando Rubino
Int'a n'ora Dio lavora (Murolo-Tagliaferri) Clara Loredano - Pina Gioia- Lola Verbana
Lariulà (Di Giacomo-Costa) In coro tutto il cast
Marechiaro (Di Giacomo-Tosti) Vittorio Parisi
Muntevergine (Cinquegrana-Valente) Mario Pasqualillo - Ferdinando Rubino- Alfredo Sivoli
Napule (Murolo-Tagliaferri) In coro tutto il cast
Napule ca se ne va (Murolo-Tagliaferri) Alfredo Sivoli
'Nbraccio a mme (Murolo-Tagliaferri) Ferdinando Rubino
'O cunto 'e Mariarosa (Murolo-Tagliaferri) Ada Bruges
'O paese d"o sole (Bovio-D'Annibale) In coro tutto il cast
'O sole mio (Capurro-Di Capua) Mario Massa
Paraviso e fuoco eterno (Murolo-Tagliaferri) Mario Pasqualillo
Serenatella amara (Bovio-D'Annibale) Giorgio Schottler
Torna a Surriento (G.B. & E. De Curtis) Vittorio Parisi - Ferdinando Rubino
Totonno 'e Quagliarella (Capurro) Arturo Gigliati
Ve chiammate (Murolo-Valente) Nicola Maldacea - Milly
Voce 'e chitarre (Murolo-Tagliaferri) Clara Loredano

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ *Ettore De Mura, Enciclopedia della canzone napoletana, Napoli, Il Torchio, 1969
  2. ^ Festival di Napoli '81, Salvatore Palomba, La Canzone Napoletana, Ed. L'ancora del Mediterraneo - Napoli 2001
  3. ^ Enciclopedia del Festival della canzone napoletana 1952-1981 di Antonio Sciotti (Ed. Luca Torre), 2011
  4. ^ TV Sorrisi e Canzoni n°28 - 9 luglio 1961
  5. ^ TV Sorrisi e Canzoni n°28 - 9 luglio 1961
  6. ^ MARIO TREVI - Mandulinata blu (Gran Festival di Piedigrotta, 1962)
  7. ^ Sorrisi e Canzoni n° 46, 18 novembre 1973
  8. ^ Renato Caserta, Canzoni e Risse - così finì il festival di Napoli, ABA editore (1999)
  9. ^ Vittorio Parisi: Serenata napulitana
  10. ^ Hit Parade Italia: Festival Napoletano a Sanremo, 1932

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ettore De Mura, Enciclopedia della canzone napoletana, Napoli, Il Torchio, 1969.
  • Pietro Gargano e Gianni Cesarini, La Canzone Napoletana, Milano, Rizzoli editore, 1984.
  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, Armando Curcio Editore, 1990.
  • Salvatore Tolino, Mostra storica permanente della Poesia, del Teatro e della Canzone Napoletana, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1999.
  • Renato Caserta, Canzoni e Risse - così finì il festival di Napoli, ABA edizioni, 1999.
  • Dario Salvatori, Dizionario della canzoni italiane, Roma, Elle U Multimedia, 2001.
  • Salvatore Palomba e Stefano Fedele, Le Canzoni di Napoli, Napoli, L'Ancora del Mediterraneo, 2009.
  • Antonio Sciotti, Cantanapoli. Enciclopedia del Festival della Canzone Napoletana 1952-1981, Napoli, Luca Torre editore, 2011.
  • Pietro Gargano, Nuova Enciclopedia Illustrata della Canzone Napoletana vol.VII, Napoli, edizione Magmata, 2015.
  • Sorrisi e Canzoni (vari numeri della rivista).
  • Il Musichiere (vari numeri della rivista).
  • Billboard (vari numeri della rivista).
  • Radiocorriere TV(vari numeri della rivista).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]