Pino Mauro

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Pino Mauro
Nazionalità Italia Italia
Genere Canzone napoletana
Canzone classica napoletana
Periodo di attività musicale 1954 – in attività
Strumento Voce
Etichetta Compagnia Generale del Disco, Vis Radio, Hello, Presence (casa discografica)

Pino Mauro, nome d'arte di Giuseppe Mauriello (Villaricca, 2 gennaio 1939), è un cantante e attore italiano.

La sua carriera si è divisa tra l'interpretazione vocale di brani del repertorio della Canzone classica napoletana e l'interpretazione della sceneggiata, in auge ai primi del Novecento.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Anni cinquanta[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Mauriello in arte Pino Mauro nasce il 2 gennaio 1939 a Villaricca. Inizia la sua carriera da giovanissimo, nel 1954. Nel 1955 partecipa ad uno spettacolo al Teatro del Popolo, nella Villa Comunale di Napoli, dove canta Ddoje stelle so' cadute, presentata da Sergio Bruni e Achille Togliani al Festival di Napoli 1955. Viene notato da Salvatore Arenella, direttore commerciale della Compagnia Generale del Disco, che l'anno successivo lo farà passare alla Vis Radio. [1] Nello stesso anno partecipa alla Festa della Sanità cantando Nuttata 'e sentimento.[1] Nel 1956, passato alla Vis Radio, partecipa alla Piedigrotta Argos con la canzone Tu me vuò bene di Raffaele Mallozzi. Nel 1957 partecipa alla Piedigrotta Giba, tenutasi al Teatro Augusteo, dove presenta la canzone Ammore amaro, incisa su 78 giri, su etichetta Vis Radio[2], nel giugno dello stesso anno, e cantata in seguito anche da Sergio Bruni e Mario Abbate. Lo stesso anno partecipa al programma radiofonico Un quarto d'ora Vis Radio, alla Radio Nazionale, con Claudio Villa, Maria Paris e Mario Abbate.[1] Nello stesso decennio debutta in teatro con la sceneggiata napoletana.[1]

Anni sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1960 partecipa alla Piedigrotta Vian, al Teatro Diana, dove presenta Senza 'e te, scritta da Renato Fiore. Nel 1961 incide e lancia la canzone Malufiglio, incisa, in secondo momento da Mario Merola e Mario Trevi, nel 1962.[1] Nel 1962 partecipa alla Piedigrotta G.Cioffi con la canzone Core e lacreme.[1] L'anno successivo debutta al Festival di Napoli 1963, dove si presenta con tre brani: Serenata marenara (Petrucci - Arciello), abbinato a Nunzio Gallo, che si classifica settima, Cu tte a Santa Lucia (Fiore - Vian), abbinato a Mario Abbate, che si classifica undicesima, e È dummeneca (Fiore - Vian) abbinato a Gina Armani, che non arriva in finale. Nel 1965 si presenta con E te lassaie (De Como - G. Cioffi) abbinato a Luciano Virgili che non arriva in finale. L'anno dopo è la volta di L'ammore (Dura - Salerni) abbinato a Nunzia Greton nemmeno questa arriva in finale. Nel 1968 si ripresenta col brano Napule e tu (G. e M. Compostella - Cioffi) abbinato a Nino Delli, non arrivando però in finale. Nel 1970 presenta il brano Dispietto pe' dispietto (G. e M. Compostella - Amoruso - Cioffi) abbinato a Pina Iodice e Gino Da Procida, non arrivando in finale. Nel 1971, abbinato a Mario Trevi, doveva presentare il brano 24 luglio (Modexano - Sorrentino - Colucci - Cofra) ma per motivi organizzativi la trasmissione venne sospesa.[1]

Anni settanta[modifica | modifica wikitesto]

Una volta tramontato il Festival di Napoli, insieme a Mario Merola e Mario Trevi, Mauro si dedica ampiamente alla Sceneggiata, nella quale aveva debuttato negli anni cinquanta. È interprete di svariate sceneggiate teatrali: 'A sfida(1971), 'O fuorilegge (1972), 'A Mafia (1972), Gangster (1973), Capobanda (1974), Calibro 9 (1974), 'O motoscafo (1974), Grazie Marì (1977). In dieci anni porterà in scena quaranta sceneggiate.[1] Durante gli anni settanta farà varie apparizioni televisive nazionali. Nel 1973 porta la sceneggiata in Rai con Ammore e gelusia, regia di Velia Magno, dove recita con Anna Maria Ackermann, Luciano Rondinella, Rosalia Maggio, Pietro De Vico, Anna Walter. Il narratore è Arnoldo Foà. Nello stesso anno partecipa anche a Domenica in con Pippo Baudo e Corrado Mantoni, effettua la prima tournée in America e partecipa a Un disco per l'estate 1973 con 'Ncatenato a tte (Giordano-Esposito-Alfieri).[1] L'anno successivo partecipa a Un disco per l'estate 1974 con il brano Ma che pazzia (Palomba-Alfieri). Al cinema debutta nel 1977 con il film Onore e guapparia di Tiziano Longo. Seguono I figli non si toccano! (1978), I guappi non si toccano (1979), Attenti a quei due napoletani (1982).[1]

Pino Mauro e Il padrino[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1972, Carmine Coppola e Italia Pennino, genitori di Francis Ford Coppola, famoso registra di Il padrino, si trasferiscono a Napoli per tre mesi. Tra gli scopi della visita c'è quello di andare alla ricerca di caratteristi per il prossimo film del figlio, Il padrino - Parte II. In quella occasione prendono contatti con Pino Mauro e il suo discografico Luciano Rondinella. Originariamente Pino Mauro doveva interpretare Santino Corleone, ruolo poi assegnato a James Caan.[3]

Anni ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Dopo dieci anni ritorna il Festival di Napoli. Partecipa al Festival di Napoli 1981 presentando il brano 'Na carezza (Correale - Mauriello). Nel 1981 il suo singolo 'O bene mio (scritto con Vincenzo Correale), si aggiudica il disco di platino per numero di vendite.[1] Dal 1983 incide gli album Collezione d'autore, Formalità.[4]

Anni novanta[modifica | modifica wikitesto]

Negli anni '90 rallenta la sua attività teatrale, dedicandosi alle tournée all'estero.[4]

La canzone rivendicata[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1992 Pino Mauro pubblica il primo volume della collana 30 anni di successi, Ieri, Oggi - Canzoni classiche napoletane dal '56/'86, con arrangiamenti di Gigi d'Alessio. In occasione della pubblicazione dell'album, incide il brano Tutt' 'e dduje, dichiarando di esserne l'autore originale. Mauro accusa Nino D'Angelo di furto del brano, ribattezzato Fra 50 anni e inciso nell'album Forza campione del 1983, durante la sua permanenza nel Carcere dell'Ucciardone, tra la fine del 1982 e il 1985.[5][6] L'artista fu poi assolto in primo grado per errore di persone, come da sentenza del tribunale di Palermo. Il caso viene ripreso nei libri Storie di ordinaria ingiustizia, di Raffaele Genah[7] e Sono innocente - Oltre mezzo secolo di clamorosi errori giudiziari, di Enzo Catania.[8] Tale tesi viene ripresa nel 2012, nel libro autobiografico L'ultimo dei grandi.[1]

Anni duemila e duemiladieci[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2004 ritorna al Teatro Trianon (durante il periodo di gestione di Nino D'Angelo) con la sceneggiata 'O schiaffo, con Nunzia Greton, Antonio Buonomo, Oscar Di Maio.[4]

Nel 2007 prende parte al video del singolo Fin quanno vai 'ncielo del duo Co'Sang.[9]

Il 30 luglio 2015 è ospite del programma Stracult, dove è intervistato da Marco Giusti.[10][11]

Festival di Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Discografia (parziale)[modifica | modifica wikitesto]

78 giri[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

CD[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri (con la collaborazione dello stesso Mauro)[modifica | modifica wikitesto]

  • di Franco Cortese, Pino Mauro - L'ultimo dei grandi, ed. Albatros, Salerno, 2012
  • di Riccardo Rosa, La sfida - Storia del re della sceneggiata, ed. Monitor, Napoli, 2015

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l Pino Mauro e Franco Cortese, Pino Mauro - L'ultimo dei grandi, Salerno, 2012
  2. ^ numero di catalogo V.4101
  3. ^ Francis per diventare miliardario girerà il seguito de "Il padrino", articolo del Corriere di Napoli, 17 novembre 1972
  4. ^ a b c Antonio Sciotti, Cantanapoli. Enciclopedia del Festival della Canzone Napoletana 1952-1981, Napoli, Luca Torre editore, 2011. (voce Mauro Pino)
  5. ^ In questo album presento una canzone dal titolo originale "Tutt'e dduie" scritta da me in collaborazione con Gennaro Bevilacqua e Antonio Casaburi nel giardino della mia villa nell'agosto 1982. Questa canzone era custodita in una cassetta in possesso dell'amico Bevilacqua. Il 22 dicembre dello stesso anno mi è capitata una vicenda giudiziaria che mi portò a soggiornare per tre anni nel carcre del L'Ucciardone. Assolto in seguito per errore di persona (sono stato scambiato per un'altra persona di nome Pino), la canzone in oggetto venne incisa e addirittura firmata da un mio collega: Nino D'Angelo, con successo dell'album. Grazie alla canzone Tutt'e dduje, poi cambiata con titolo (Fra 50 anni), dopo esattamente 10 anni ho deciso di pubblicarla. Se qualcuno ritenesse non fosse così mi faccia azione legale. In fede. Pino Mauro. Dichiarazione stampata sulla copertina dell'album 30 anni di successi, Ieri, Oggi - Canzoni classiche napoletane dal '56/'86 (mgcd 008) pubblicato nel 1992
  6. ^ Pino Mauro - Tutte e dduie (Fra 50 anni)
  7. ^ Raffaele Genah - Storie di ordinaria ingiustizia, Ed.Sugarco, Milano, 1987
  8. ^ Enzo Catania, Sono innocente - Oltre mezzo secolo di clamorosi errori giudiziari, Ed. CDE (su licenza Longanesi), 1991.
  9. ^ Fin quanno vai 'ncielo - Co'Sang
  10. ^ Pino Mauro ospite di Stracult
  11. ^ Stracult 2015 del 30/07/2015
  12. ^ Antonio Sciotti - Cantanapoli. Enciclopedia del Festival della Canzone Napoletana 1952-1981, Luca Torre editore (2011)

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Annuario del cinema italiano, editore: Centro studi di cultura, promozione e diffusione del cinema, 1986.
  • Raffaele Genah, Storie di ordinaria ingiustizia, Ed.Sugarco, Milano, 1987.
  • Annuario del cinema italiano, editore: Centro studi di cultura, promozione e diffusione del cinema, 1990.
  • Enzo Catania, Sono innocente - Oltre mezzo secolo di clamorosi errori giudiziari, Ed. CDE (su licenza Longanesi), 1991.
  • Pino Farinotti, Dizionario degli attori, tutti gli attori e i loro film, Varese, Sugarco Edizioni, 1993.
  • Salvatore Tolino, Mostra storica permanente della Poesia, del Teatro e della Canzone Napoletana, Istituto Grafico Editoriale Italiano, 1999.
  • Pasquale Scialò, La Sceneggiata, rappresentazione di un genere popolare, Napoli, Guida, 2002.
  • Enrico Careri e Pasquale Scialò, Studi sulla canzone napoletana classica, Libreria musicale italiana, 2008.
  • Tiziano Tarli e Pierpaolo De Iulis, Vesuvio Pop, la nuova canzone melodica napoletana, Roma, Arcana Editore, 2009.
  • Salvatore Palomba e Stefano Fedele, Le Canzoni di Napoli, Napoli, L'Ancora del Mediterraneo, 2009.
  • Daniele Magni, Silvio Giobbio e Marco Grassidonio, ancora più... CINICI INFAMI E VIOLENTI, Dizionario dei film polizieschi italiani anni '70, Milano, Bloodbuster, 2010.
  • Pasquale Scialò, Storie di musica, Napoli, Guida, 2010.
  • Pietro Gargano, Nuova Enciclopedia Illustrata della Canzone Napoletana vol.V, Napoli, edizione Magmata, 2011.
  • Daniele Sanzone, Camorra Sound, 'O sistema nella canzone napoletana, tra giustificazioni, esaltazioni e condanne, Napoli, Magenes, 2014

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]