Teatro Trianon (Napoli)

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Teatro Trianon
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Napoli
Indirizzo piazza Vincenzo Calenda
Dati tecnici
Tipo Sala a ferro di cavallo con tre ordini di palchi più un loggione
Capienza 630 posti
Realizzazione
Costruzione 1911
Inaugurazione 8 novembre 1911
Proprietario Salsi (1911-1923)
De Simone e De Falco (1923-1940)
famiglia Cuccurullo (1940-2006)
Regione Campania (2006-oggi)
Sito ufficiale

Il teatro del popolo Trianon Viviani, conosciuto meglio come teatro Trianon, è un teatro pubblico napoletano. Sorge già il 1911 nel cuore del centro storico di Napoli, patrimonio mondiale dall'Unesco, in piazza Vincenzo Calenda, allo sbocco di Forcella e in prossimità di Castel Capuano e dei Decumani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Sito in piazza Vincenzo Calenda a Napoli, viene inaugurato l'8 novembre del 1911 nella zona di Forcella. Il proprietario è Amodio Salsi. Nel gennaio del 1912 viene inaugurato artisticamente con Miseria e nobiltà di Eduardo Scarpetta. Sin dalla sua inaugurazione, il Trianon puntò tutto sulla programmazione musicale, incentrata principalmente sulla tradizione della canzone napoletana. Dopo l'acquisto nel 1923 da parte di Giuseppe De Simone e Gennaro De Falco, nel 1940 fu acquistato da Gustavo Cuccurullo che, nel 1947, lo trasforma in sala cinematografica, rinominandolo cinema Splendore.[1] Nel corso degli anni, ha visto la presenza delle maggiori famiglie teatrali: dagli Scarpetta ai De Filippo, dai Viviani ai Taranto, dai Maggio ai Di Maio, nonché di attori come Nicola Maldacea e Totò e cantanti come Elvira Donnarumma, Mario Pasqualillo, Salvatore Papaccio. In seguito il Teatro, negli anni cinquanta e gli anni sessanta, è stato location di manifestazioni piedigrottesche che hanno visto esibirsi cantanti come Sergio Bruni, Mario Trevi, Pino Mauro ed altri artisti napoletani.[1]

Da Splendore a Viviani[modifica | modifica wikitesto]

Il 7 dicembre del 2002 un pronipote omonimo riporta il teatro alle sue antiche condizioni, riprendendo la programmazione teatrale sotto il nome di Eden Teatro di Raffaele Viviani, con la direzione di Roberto De Simone. Dall'aprile del 2006 viene reso un teatro pubblico dalla Regione Campania e dalla Provincia, dedicato al grande commediografo e attore Raffaele Viviani.[2][3] Oggi le competenze della Provincia sono passate alla città metropolitana di Napoli. Per nomina diretta, il governatore Antonio Bassolino affida la direzione del teatro a Nino D'Angelo. D'Angelo rimane alla direzione del Trianon dal 2006 fino al 2010, anno in cui Stefano Caldoro succede a Bassolino alla presidenza della Regione Campania. La presidenza del teatro è poi affidata a Maurizio D'Angelo e la direzione a Giorgio Verdelli.

Asta e tentativo di riapertura[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso del decennio il teatro accumula un debito di quasi 500.000€ con l'Inps, un privato (il direttore dei lavori) ed alcuni istituti di credito, in particolare il Banco di Napoli e la Banca Nazionale del Lavoro. Ciò porta la struttura ad essere chiusa e messa all'asta il 17 giugno 2014 con un prezzo di partenza di 4,5 milioni di euro.[4] L'asta, però, è deserta. Il 3 luglio viene rimesso all'asta per 3,37 milioni di euro.[5] Ancora una volta l'asta fallisce. Il 15 gennaio 2015 viene resa pubblica la notizia della possibilità di svendere il teatro e trasformarlo in un supermercato o una sala bingo. La notizia fa nascere proteste da parte dei dipendenti e della popolazione.[6][7] Il 19 maggio dello stesso anno, in occasione delle elezioni alla presidenza della Regione Campania, Vincenzo De Luca, candidato del Partito Democratico ed avversario di Caldoro, tiene un incontro fuori al Teatro, al quale partecipa attivamente anche l'ex direttore artistico Nino D'Angelo.[8][9] Diventato Presidente della Regione, il 23 luglio De Luca riceve D'Angelo a Palazzo Santa Lucia per definire un piano di lavoro per far riaprire il Teatro Trianon.[10] Il 26 novembre 2016, al termine dei lavori, il teatro è inaugurato da De Luca e riaperto al pubblico sotto la direzione artistica di D'Angelo [11].

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Il teatro si propone come una struttura di 630 posti, nella sua forma classica di teatro all'italiana, con tre ordini di palchi. I complessi lavori di ristrutturazione (dal 2000 al 2002) hanno recuperato la matrice architettonica originaria, mettendo in luce, nella platea del teatro, l'importantissimo reperto greco della torre della Sirena (IV / III sec. a.C.), unica torre in elevato esistente in Campania, e dotando il teatro di un avanzato impianto di climatizzazione che consente un'attività continuativa nel corso dell'anno. Il teatro è molto apprezzato per la sua acustica. È inoltre dotato di diverse sale per attività varie, utilizzate per mostre, seminari e conferenze.

Artisti che si sono esibiti al Trianon[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Enciclopedia della canzone napoletana, vol.3 pag. 84
  2. ^ sito della Provincia di Napoli
  3. ^ sito del Teatro Trianon
  4. ^ Il teatro Trianon messo all'asta - Corriere del Mezzogiorno
  5. ^ Nessuno vuole il teatro Trianon Asta deserta. Martone firma la petizione - Corriere del Mezzogiorno
  6. ^ Napoli, allarme per il teatro Trianon: «Non fatene un Bingo» | Il Mattino
  7. ^ Teatro Trianon, bufera sulla Regione - Repubblica.it
  8. ^ E a Forcella Vincenzo trionfa e va al Trianon "Chiudere questo teatro è stato un delitto - Cambiare OraCambiare Ora
  9. ^ "Con l'ex sindaco per riaprire il Trianon" - Cambiare OraCambiare Ora
  10. ^ De Luca incontra Nino D'Angelo: «Al lavoro per riaprire il teatro Trianon» | Il Mattino
  11. ^ Riapertura Trianon[

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]