Alan Sorrenti

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Alan Sorrenti
Eurovision Song Contest 1980 postcards - Alan Sorrenti 12.png
Alan Sorrenti nel 1980
NazionalitàItalia Italia
GenerePop
Rock progressivo
Periodo di attività musicale1972 – in attività
Strumentochitarra
EtichettaHarvest Records, EMI Italiana, CBO
Album pubblicati13
Studio12
Live0
Raccolte1
Sito ufficiale

Alan Sorrenti (Napoli, 9 dicembre 1950) è un cantautore italiano.

Dopo aver pubblicato le prove progressive di Aria (1972) e Come un vecchio incensiere all'alba di un villaggio deserto (1973), che gli sono valse il plauso della critica, Sorrenti è divenuto famoso grazie alla canzone Figli delle stelle (1977), estratta dall'omonimo album. Il disco è rimasto nella top ten per sedici settimane consecutive ed è risultato essere l'ottavo singolo più venduto dell'anno.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Napoli da padre napoletano e madre gallese, ha trascorso gran parte della sua infanzia a Aberystwyth, in Galles. Ha iniziato la carriera nei primi anni settanta con lavori vicini al rock progressivo e sperimentale, influenzato dalla vocalità estrema di cantautori come Tim Buckley, Peter Hammill e Shawn Phillips. Nel 1972 ha pubblicato il suo primo album Aria: vi hanno partecipato musicisti di eccezione, tra i quali spicca Jean Luc Ponty. Sia Aria (1972) sia il suo secondo album, Come un vecchio incensiere all'alba di un villaggio deserto (1973), hanno la stessa struttura: il brano che gli dà il titolo occupa un'intera facciata, ed ha una struttura melodica complessa ed elaborata, con testi alquanto oscuri.

I brani delle altre facciate hanno testi generalmente meno ermetici e, dal punto di vista musicale, sono meno lontani dalla forma classica della canzone melodica. Particolarmente conosciuti, all'epoca, sono Vorrei incontrarti da Aria e Serenesse da Come un vecchio incensiere all'alba di un villaggio deserto.

Nel 1973 ha partecipato al Festival Pop di Viterbo insieme ad altri artisti come Mauro Pelosi e molti altri.

Nel 1975 ha pubblicato un 45 giri di successo, Le tue radici part I/Le tue radici part II: la canzone, divisa in due parti, rimane inedita su LP, e nel 2002 Franco Battiato ne ha inciso una cover nel suo album Fleurs 3.

Dal rock progressive al melodico[modifica | modifica wikitesto]

Il terzo album segna un dichiarato periodo di crisi. In Ma tu mi ascolti Alan Sorrenti canta Ora sai che non sono forte / e ora sai che ho paura di vivere [...] / Era inverno inoltrato / quando hanno cercato / di farmi dimenticare di me stesso / ed io mi sono perso [...]. Ha comunque ottenuto un discreto successo con una reinterpretazione personale di un classico della canzone napoletana: Dicitencello vuje, pubblicato anche come singolo.

Il successo con la disco music[modifica | modifica wikitesto]

Alan Sorrenti durante un'esibizione alla discoteca Taro Taro di Collecchio

Gli album Figli delle stelle (1977) e quello successivo L.A. & N.Y. (1979) contengono due dei suoi più grandi successi commerciali, ossia Figli delle stelle e Tu sei l'unica donna per me, incisa anche in lingua inglese, che gli ha fatto vincere il Festivalbar, il 45 giri più venduto nel 1979 in Italia, che nello stesso anno esordì col film girato da Carlo Vanzina.

I musicisti americani che sono stati coinvolti nella realizzazione dei due album sono Jay Graydon a quelli che insieme sarebbero diventati i Toto. Nel 1980 ha rappresentato l'Italia all'Eurovision Song Contest con Non so che darei, classificatasi sesta, poi un successo in tutta Europa[1]. Ha poi continuato a pubblicare nuovi album, tuttavia senza più ottenere il successo di vendite avuto sul finire degli anni settanta.

Citazioni da altri autori[modifica | modifica wikitesto]

Il cantautore siciliano Franco Battiato nel celebre album del 1981 La voce del padrone cita il titolo di una celebre hit di Sorrenti con l'inciso della canzone Bandiera bianca: "siamo figli delle stelle e pronipoti di sua maestà il denaro"[2].

Disavventure giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1983 Alan Sorrenti ha subito una serie di eventi sgradevoli che culminano con il suo arresto per detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti, tenendolo lontano dalle scene per qualche tempo.

È stato infatti sorpreso dalla moglie, la modella statunitense Tony Lee Carland dalla quale viveva separato, nella sua villa di Morlupo mentre si trovava in compagnia di una giovane signora svedese di nome Hanna Kirsten, in atteggiamento intimo[3]. La conseguente discussione è degenerata in un alterco violento al punto che sono dovute intervenire le forze dell'ordine, che arrestano la Carland e rinvengono nell'abitazione piccole quantità di eroina. Durante l'interrogatorio la moglie ha accusato Sorrenti di fare uso di stupefacenti e di distribuirli ad altri. Il cantautore è stato così processato e costretto a trascorrere alcuni mesi in carcere.[4]

Il ritorno sulle scene[modifica | modifica wikitesto]

Alan Sorrenti è ricomparso in pubblico alla fine del 1987 con l'album Bonno soku bodai, a cui ha fatto seguito la partecipazione al Festival di Sanremo con il brano Come per miracolo.

Nel 1992 è uscito l'album Radici, una raccolta con due inediti e brani riarrangiati, in cui figurano artisti James Senese, Tony Esposito e Phil Manzanera oltre alla sorella Jenny Sorrenti.

Nel 1997 è stata la volta di Miami, antologia che segna il ritorno alla EMI, e che contiene molti dei suoi successi in versione originale e alcuni nuovi brani, e nel 2003 ha pubblicato Sott'acqua.

Nel 2001 ha partecipato alla trasmissione La notte vola, gara musicale tra i brani più famosi degli anni ottanta, nella quale ha presentato il suo successo del 1980, Non so che darei, arrivata in finale.

Nel 2003 è uscito il duetto con Jenny B nel brano, Paradiso Beach, brano dalla ritmica ballabile in linea con alcune produzioni d'oltreoceano legate al genere R'n'B.

Nel 2006 ha preso parte al festival O' Scià sull'isola di Lampedusa e al Grand Prix Corallo ad Alghero.

Nel 2010, in occasione dell'uscita del film Figli delle stelle ha rilanciato la vendita dell'album Radici, già pubblicato dodici anni prima, aggiungendo il sottotitolo di London Version, per distinguere le nuove versioni dei brani da quelle originali[5].

Nel 2012 ha lavorato per la produzione di un nuovo album cd/DVD, che intende fare uscire ancora nel corso dell'anno.

Nel 2013 ha partecipato al singolo ed al videoclip di Dipende da te, contenuto nell'album L'astronave, del duo rap U.S.B. (Udite Suoni Buoni) formato da DJ Jad (ex Articolo 31) e dal rapper Ciccio Pasticcio.

Nel luglio 2013 ha incontrato il dj producer Little Louie Vega e assieme alla moglie di quest'ultimo, Anane Vega, ha deciso di produrre in chiave moderna Figli delle stelle usando un sound elettronico. Il 18 luglio 2013 è uscito anche il video prodotto dallo stesso Sorrenti con Paolo Pezzano e la regia affidata a Lorenzo Annunziata.

Il 17 maggio 2014 ha ritirato a Genova presso il FIM, la Fiera Internazionale della Musica, il FIM Award 2014 - Premio Italia - Miglior Cantautore assegnato dalla Commissione Artistica per la Promozione dell'Arte e della Musica (CAPAM) e consegnato da Verdiano Vera, patron della manifestazione[6][7]. Durante l'evento ha nterpretato i suoi più grandi successi di fronte ad un folto pubblico che lo acclama.

Il 25 aprile 2015, a seguito del grave terremoto in Nepal, ha fatto sapere tramite il suo gruppo fan di Facebook che intraprenderà a breve una tournée nei posti devastati, donando ai terremotati le rendite della registrazione live del Nepal on tour. Il suo messaggio di unione e amore è stato da esempio per tutta la scena cantautorale italiana: "Tutta la mia solidarietà ai fratelli nepalesi, un popolo favoloso di una bontà e di un affetto incredibili, a cui sono molto legato per via dei ricordi di un fantastico viaggio nel 1974. Farò una lunga tournée a partire da Katmandu, visitando tutto il paese per portare la mia musica dove serve - lì, sopra le rovine della torre di Dharahara, dove sorgerà il nuovo Nepal libero". Nella stessa giornata, durante una visita al tempio induista di Kalimandir a Roma, il cantautore ha fermamente condannato il perbenismo dilagante di una buona parte dei musicisti italiani: "Dobbiamo aiutare il Nepal, un paese che adesso deve fare i conti con la povertà ancora più di ieri, a causa della distruzione del 98% delle coltivazioni di papavero da oppio. Il bigottismo ci sta impedendo di mostrare la solidarietà per cui siamo famosi noi italiani. Che s’informassero questi vili provocatori, ad esempio sulle riforme agrarie socialiste del governo nepalese, che di certo non aiutano i ricchi trafficanti di stupefacenti!".

Nel giugno 2018 la Universal ha pubblicato un Box-Set di cinque Cd che raccoglie tutta la prima produzione di Sorrenti, da Aria a Sienteme, con l'aggiunta di un cd di inediti ed outtakes del periodo psichedelico del musicista. Il Box-Set ha catturato l'attenzione dei media, a dimostrazione del valore nel tempo della prima fase di creatività di Alan Sorrenti, ben sottolineata in queste parole di Walter Gatti su Il Sussidiario[8] "Se possiamo concepire la psichedelia in musica, come d'altra parte anche nella letteratura, nella poesia e nel cinema, come un modo differente di sentire ed esprimere, proveniente da strati solitamente silenti della coscienza e dell'anima, allora questi dischi di Alan Sorrenti sono giustamente da considerare delle pietre miliari".

Nel luglio 2019 è stato premiato con il Grand Prix Corallo Città di Alghero, premio speciale musica, a quarantanni dall'album L.A. & N.Y.

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

Convertito al buddhismo dalla fine degli anni '80, pratica gli insegnamenti della scuola del monaco giapponese Nichiren Daishonin ed è membro della Soka Gakkai International[9].

Ha una sorella, Jenny Sorrenti, anche lei cantante.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album in studio
Raccolte
Singoli

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Alan Sorrenti - Italy - The Hague 1980, su Eurovision.tv. URL consultato il 5 agosto 2021.
  2. ^ Nel brano Lamezia-Milano anche Brunori SAS cita il maggior successo di Sorrenti alla nella parte finale del ritornello : "noi siamo figli Delle stelle e della TV"."Figli delle stelle": Alan Sorrenti bacchettato da Battiato
  3. ^ https://www.ilsussidiario.net/autori/silvana-palazzo, Tony Lee Carland, ex moglie Alan Sorrenti/ Quel tradimento e la sua “vendetta”..., su IlSussidiario.net, 12 maggio 2019. URL consultato il 27 febbraio 2022.
  4. ^ Roma ha due fiumi. In uno c'è l'acqua. Nell'altro, la coca. ..., su iltempo.it, 30 agosto 2008. URL consultato il 26 maggio 2014 (archiviato dall'url originale il 28 maggio 2014).
  5. ^ Intervista del dicembre 2011 al cantante
  6. ^ FIM Awards 2014, su fimfiera.it.
  7. ^ Miglior Cantautore, su fimfiera.it.
  8. ^ Alan Sorrenti, gli anni indimenticabili della psichedelia italiana, su ilsussidiario.net.
  9. ^ colpo d’alan (sorrenti) - figli delle stelle, le droghe, il governo e un album di pezzi inediti, su m.dagospia.com, 2018-11- 1T15:39:00. URL consultato il 5 agosto 2021.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Enciclopedia del rock italiano, a cura di Gianluca Testani, Arcana Editrice, 2006, ISBN 88-7966-422-0.
  • Autori Vari (a cura di Mauro Ronconi), 100 dischi ideali per capire la nuova canzone italiana, Roma, Editori Riuniti, 2002, alla voce Sorrenti Alan, Aria, di Mario Giammetti
  • Cesare Rizzi (a cura di), Enciclopedia del rock italiano, Milano, Arcana, 1993, ISBN 88-7966-022-5. pg. 365-366
  • Autori Vari (a cura di Gino Castaldo), Dizionario della canzone italiana, ed. Curcio, 1990; alla voce Sorrenti, Alan, di Ernesto Bassignano, pagg. 1603-1604
  • Paolo Barotto, Il Ritorno del Pop italiano, Editrice Stilgraf, Luserna San Giovanni, 1989, alla voce Sorrenti Alan, pag. 142
  • Alan Sorrenti "Canzoni", con un'intervista di Paolo Giaccio e Michelangelo Romano, immagini originali di Luciano Buttiglia e di Luigi Granetto, fotografie di Umberto Telesco. Anteditore- Verona 1976
  • Andrea Angeli Bufalini / Giovanni Savastano, La Storia della Disco Music, Hoepli ed., 2019, alla voce Alan Sorrenti, pagg. 317, 320.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN185149294409280522743 · ISNI (EN0000 0000 0093 5990 · SBN LO1V190757 · Europeana agent/base/11116 · LCCN (ENno98019429 · GND (DE134525981 · BNF (FRcb13931703z (data) · CONOR.SI (SL106644835 · WorldCat Identities (ENlccn-no98019429