Iva Zanicchi

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Iva Zanicchi
Iva Zanicchi 1978.jpg
Iva Zanicchi nel 1978
NazionalitàItalia Italia
GenereMusica leggera
Pop
Folk
Blues
Jazz
Italo disco
Canzone napoletana
Periodo di attività musicale1963 – in attività
EtichettaRi-Fi, Traccia, Epic, CBS, Five Record, Carosello, RTI Music, Sugar
Album pubblicati32
Studio31
Live1
Sito ufficiale

« Forse la gente trova che ho l'estensione vocale di Mina ma anche i toni caldi e le note basse di Milva, e poi posso dare l'interpretazione calda di Ornella Vanoni. Potrei sostituirle tutte e tre. »

(Iva Zanicchi, 1971[1])
Premio Festival di Sanremo 1967 Categoria Campioni
Premio Festival di Sanremo 1969 Categoria Campioni
Premio Festival di Sanremo 1974 Categoria Campioni

Iva Zanicchi (Ligonchio, 18 gennaio 1940) è una cantante, attrice e conduttrice televisiva italiana.

Cantante dotata di grande grinta e passionalità, dalla voce quasi tenorile (e definita in Unione Sovietica "temperamentnaja": di temperamento), secondo la celebre definizione datale da Alighiero Noschese durante un'intervista televisiva, lei è il pollice della canzone italiana[2], ossia una delle 5 personalità musicali e vocali più importanti della musica leggera italiana degli anni sessanta e settanta (insieme a Milva, Mina, Ornella Vanoni e Patty Pravo).

È la cantante italiana dei primati, inoltre si è esibita nei più importanti teatri di musica internazionali (come il Madison Square Garden di New York[3], l'Olympia di Parigi e il Teatro Regio di Parma), ha partecipato ad alcuni dei più importanti festival internazionali di musica (come il Festival di Viña del Mar in Cile[4][5] e la Mostra internazionale di musica leggera di Venezia[6][7]) e ha tenuto lunghe tournée praticamente ovunque: Stati Uniti, Canada (ventimila persone per il suo concerto di Toronto nel 1973)[8], Francia, Spagna, Turchia, Argentina, Cile, Giappone, Grecia, Unione Sovietica (la prima cantante italiana, con oltre 50 concerti), Bulgaria, Malta, Romania, Cecoslovacchia.

La sua voce è un connubio di potenza, estensione e duttilità, tant'è che, già nel 1964, "esplode" con brani tra il blues e il beat come Credi e Come ti vorrei (il suo primo grande successo). Poi, tutta la prima parte della sua carriera, fino al 1969, è una continua alternanza di brani blues e melodici. Alcune di queste canzoni, come Le montagne, Non pensare a me, L'arca di Noè e soprattutto Zingara sono diventate, nel corso degli anni, delle vere e proprie evergreen.

Dopo le sue due prime vittorie al Festival di Sanremo decide di dedicarsi alla melodia impegnata e, tra il 1970 e il 1971, a distanza di pochi mesi l'uno dall'altro, incide il suo celeberrimo "tris d'album", Caro Theodorakis... Iva, Caro Aznavour e Shalom, tre album mono-tematici che la consacrano non soltanto sul mercato italiano ma anche europeo. Il primo, trainato dalla hit Un fiume amaro e frutto della collaborazione con il grande musicista e compositore greco Mikīs Theodōrakīs, solo in Italia vende più di 1 milione e mezzo di copie[9]. Il secondo nasce dalla collaborazione con un altro grande cantautore della musica internazionale, Charles Aznavour. Insieme partecipano ad una storica puntata del programma televisivo Senza rete (programma televisivo) e anche questa volta il successo è immediato[10]. Instancabile, incide il terzo lp, interamente dedicato ai canti della tradizione musicale ebraica. Un disco che all'epoca sembra quasi un azzardo ma che lei riesce a rendere "popolare", interpretando e portando al successo brani particolari e molto intensi come Exodus e Sciogli i cavalli al vento.

La posizione più alta da lei raggiunta nella hit-parade dei singoli più venduti è la numero 1 con La riva bianca, la riva nera l'8 agosto del 1971[11], mentre per quanto riguarda la classifica italiana degli album, la posizione più alta raggiunta è la numero 4 con l'album Caro Theodorakis... Iva[12].

È l'interprete che più di ogni altra ha collaborato con Cristiano Malgioglio, all'epoca famoso paroliere per le maggiori interpreti di musica leggera. Grazie a lui Iva Zanicchi entra in contatto con i testi e le musiche di cantautori internazionali come Stevie Wonder, leggenda della musica soul e Roberto Carlos (di cui Malgioglio è divenuto l'autore di fiducia per i testi in italiano). Lo stesso Stevie Wonder dava il permesso di incidere le sue canzoni in italiano soltanto se l'interprete fosse stata Iva Zanicchi[13]. Nel 1973, infatti, incide Il mondo è fatto per noi due, versione italiana di You Are the Sunshine of My Life, brano che aveva fatto vincere a Wonder un Grammy Award alla miglior interpretazione vocale maschile nel 1974 e, sempre nel 1974 Io non ho il coraggio, versione italiana di They Won't Go When I Go. Per lei hanno scritto, tra gli altri, Franco Califano, Paolo Conte, Lucio Battisti, Roberto Vecchioni, Mogol, Franco Simone, Umberto Balsamo, Shel Shapiro, Giuni Russo, Donatella Rettore, Beppe Cantarelli, Zucchero Fornaciari, Pino Donaggio, Andrea Lo Vecchio, Maurizio Piccoli, Alberto Radius, Oscar Avogadro, Bruno Lauzi, gli Avion Travel, Mariella Nava, Tiziano Ferro, Franco Fasano, Roberto Casalino.

Per quanto abbia più volte affermato di essersi "distratta" dedicandosi anche alla conduzione televisiva a partire dal 1986 (riducendo inevitabilmente la sua produzione discografica), la musica è rimasta comunque il suo principale interesse. È stata lei a trasformare un programma televisivo come Ok, il prezzo è giusto, da un normale gioco a premi in qualcosa del tutto personale, con monologhi e momenti musicali coordinati dal maestro Sante Palumbo[14]. Inoltre partecipa ai progetti discografici di altri artisti italiani e stranieri, come il disco Per te, Armenia[15] nel 1989 o ancora, nel 1991, La gelosia[16], duetto con Cristiano Malgioglio all'interno dell'album dello stesso artista Amiche oppure nel 2001 Ti dovresti vedere dopo[17][18], duetto con Franco Simone all'interno dell'album di Franco Simone La città del sole. Nel 1995 vince Viva Napoli e dedica la sua vittoria a Mia Martini, morta proprio quell'anno. Anche i concerti all'estero si susseguono. Tiene ben 6 tournée in Spagna (1986/87/88/91/92/93), in Turchia nel 1989, torna in Russia nel 1990 e quattro anni più tardi negli Stati Uniti[19].

Lei stessa si è cimentata nel ruolo di cantautrice partecipando alla scrittura di alcuni suoi brani, come A malapena, tratto dall'album Iva Zanicchi del 1981 e La voce del blues e Dieta blues, tratti dall'album Come mi vorrei del 1991.

Nel periodo che va dal 1970 fino al 1999, fra le cantanti donne italiane che sono state più presenti per numero di settimane nelle prime dieci posizioni delle classifiche per quanto riguarda i singoli, Iva Zanicchi è decima con ben 58 settimane.[20]. In Italia la sua canzone più omaggiata anche da altri artisti è senza dubbio La notte dell'addio: cantanti come Mia Martini, Ornella Vanoni, Loretta Goggi, Franco Battiato e Luca Madonia ne hanno fornito splendide versioni sia live che registrate.[21][22][23][24].

Il suo brano più famoso all'estero è La riva bianca, la riva nera. Questa canzone ha venduto, da sola, oltre tre milioni di copie[25], stazionando 13 settimane nella classifica europea dei 50 singoli più venduti.[26]. Avendo poi inciso anche la versione spagnola con il titolo La orilla blanca, la orilla negra, la canzone diventò un vero e proprio inno nel mercato iberico e sudamericano, oggetto di innumerevoli versione anche da parte di altri famosi artisti stranieri, quali il duo argentino Pimpinela[27], la venezuelana Mirla Castellanos[28], le finlandesi Katri Helena[29] e Marion Rung[30].

È una delle artiste italiane donne con le maggiori vendite all'estero. Dopo l'Italia, i paesi di lingua spagnola, come la Spagna e l'Argentina, sono stati il suo più importante mercato musicale e discografico. Soprattutto in Argentina, brani come La orilla blanca, la orilla negra (top ten dei singoli più venduti nel 1971[31]) o Aparte del hecho (top ten dei singoli più venduti nel 1980[31]) sono diventati dei veri e propri classici. Il suo album Nostalgias (top ten degli album più venduti nel 1981[31]), inciso interamente in spagnolo, da solo ha venduto ben 6 milioni di copie e, oggi, risulta essere uno dei cd più ristampati in America Latina[32].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli anni Sessanta[modifica | modifica wikitesto]

Gli esordi e la Carnegie Hall di New York[modifica | modifica wikitesto]

Nata a Ligonchio (all'epoca comune a sè stante, divenuto, dal 1º gennaio 2016, una frazione del comune di Ventasso), dopo un'apparizione televisiva a Campanile sera con Mike Bongiorno, le lezioni di canto e un tour nelle balere romagnole, l'esordio ufficiale avviene nel 1960 con I due campanili di Silvio Gigli: un festival itinerante che cerca di far conoscere al pubblico le località minori del paese e i talenti che vi abitano, facendo scontrare, in ogni puntata, i personaggi di spicco di due centri vicini. Iva partecipa nella squadra che conquista l'accesso alla finale regionale di Bologna. Riceve numerosi complimenti tra cui quelli dello stesso Silvio Gigli.

Nel 1961 partecipa al concorso Voci Nuove Disco d'Oro a Reggio Emilia, qualificandosi per la finale che si tiene il 15 aprile al Tarantola Club: arriva seconda dietro Paola Neri, e tra gli altri cantanti in gara vi sono Orietta Berti (sesta) e Gianni Morandi (nono)[33]. Nel 1962, su incoraggiamento di Gianni Ravera, si iscrive al Festival Nazionale per voci nuove di Castrocaro. Per partecipare al concorso si trasferisce a Reggio Emilia per prendere lezioni di canto dal maestro Bertani[34] e farsi un repertorio.

Iva Zanicchi posa per un servizio fotografico nei primi anni sessanta

Si apre così la strada per Castrocaro. Data per favorita, arriva alla serata finale ma non vince. La sua voce nera colpisce tuttavia i discografici della nuova etichetta Ri-Fi, che le fanno sottoscrivere un contratto. Nel maggio 1963 viene pubblicato il suo primo 45 giri contenente le canzoni Zero in amore/Come un tramonto, scritte per lei ed arrangiate dal maestro Gorni Kramer. Nel giugno dello stesso anno venne pubblicato un altro 45 giri, composto dai brani Tu dirai e Sei ore.

Presto arrivano i primi riconoscimenti. Lo stesso anno partecipa con successo al Festival della canzone italiana in Svizzera con il brano Quando verrai e ottiene il massimo dei voti al concorso Ribalta per Sanremo, antesignano di Sanremo Giovani. Un impresario italoamericano che l'ha sentita a Castrocaro le propone di cantare alla Carnegie Hall di New York[35]. Accetta, viene molto apprezzata dai connazionali d'oltreoceano e torna in Italia innamorata del jazz, del blues e del soul. Ecco che allora, nel 1964, incide la sua prima canzone di successo: Come ti vorrei, versione italiana di Cry to Me di Solomon Burke, vende 400 000 copie[36].

Il brano, presentato inizialmente al Burlamacco d'Oro di Viareggio, viene promosso successivamente in vari programmi televisivi. Subito il 45 giri balza ai primi posti delle classifiche dei dischi più venduti. La stessa Iva ha ricordato quel momento su Tv Sorrisi e Canzoni nel 1991: "... quando arrivai alla stazione di Milano ebbi un'emozione grandissima: un facchino che spingeva un carrello carico di valigie stava fischiettando la mia canzone!Per bacco, pensai, allora qualcosa si muove! Mi scivolò quasi la borsa dalle mani, volevo andar lì e abbracciarlo e chiedergli: 'Ma come? Ma perché? Dove sei stato?'..."[37].

Lilly Bonato, Tony Dallara, Iva Zanicchi e Jimmy Fontana nel varietà televisivo della RAI I capostipiti (1965)

Nel 1965, dopo il grande apprezzamento ricevuto l'anno prima, presenta al Festival di Sanremo il brano I tuoi anni più belli composta da Mogol e Enrico Polito. Il brano, dal punto di vista musicale è costruito sulle escursioni tra alti e bassi e strizza l'occhio al genere rock in alcuni arrangiamenti. Non accede alla finale, ma Iva si crea un suo mercato, soprattutto tra i giovani.

Nello stesso anno partecipa a Un disco per l'estate, dove è finalista con Accarezzami amore. Il pezzo ha un andamento trascinante, a metà tra blues e melodia, e si presta alla sua maniera d'interpretazione. Il risultato di mercato rivela come il pubblico adesso abbini la faccia alla sua particolare ed inconfondibile voce"[38]. La sua casa discografica immette allora sul mercato il suo primo album Iva Zanicchi, contenente i brani già editi su 45 giri, più la rivisitazione in chiave moderna del brano storico Ma l'amore no, arrangiato da Augusto Martelli, che la cantante propone al programma La prova del nove presentato da Corrado. L'album ottiene il Premio della critica discografica[39].

Da La notte dell'addio a Zingara[modifica | modifica wikitesto]

Da un referendum della rivista Ciao amici del gennaio 1966 risulta già la terza cantante più popolare[40], alle spalle di Rita Pavone e Mina. Partecipa, dunque, per la seconda volta al Festival di Sanremo con La notte dell'addio, composta da Alberto Testa e Memo Remigi. Il brano arriva in finale ma non vince. Tuttavia rimane una delle canzoni più importanti di tutta la sua carriera, dimostrandole che può affrontare anche generi diversi da quelli proposti fino ad allora.

Iva Zanicchi e Claudio Villa vincitori a Sanremo 1967

Incoraggiata da questo risultato, torna in gara ad "Un disco per l'estate" con Fra noi, scritta da Giorgio Gaber.[41]. Entra in finale e diventa uno dei maggiori successi dell'estate. Il successo di La notte dell'addio e di Fra noi la impone quale "voce dell'abbandono", distinguendosi per il suo temperamento sanguigno e genuino. Questo spinge i suoi discografici a proporla anche come nuova interprete della melodia più passionale, la canzone napoletana. Partecipa infatti al Festival di Napoli, dove esegue i due brani Ma pecché e Tu saje 'a verità, eseguiti in abbinamento con Luciano Tomei e Michele Iuliano.

Anche qui riscuote grandi consensi. Iva si classifica ottava con Ma pecché, che si vende bene un po' ovunque e sebbene Sergio Bruni (uno dei cantanti napoletani in gara) aveva provveduto ad inciderne una sua particolare versione, questa è snobbata dal grande pubblico che continua a preferire Iva Zanicchi[42]. A Scala Reale, trasmissione abbinata alla Lotteria Italia, nella squadra di Claudio Villa, presenta alla prima fase della gara la già citata Fra noi e riesce a raggiungere la finalissima, dove propone il suo nuovo singolo Monete d'oro, che, però, non riscuote successo.

Il 1967 si apre con la sua prima vittoria al Festival di Sanremo con la canzone Non pensare a me, presentata in coppia con Claudio Villa. Ma la scelta di quest'ultimo non è il linea con il suo precedente percorso artistico. Le case discografiche interessate al pezzo sono tre: la Ri-Fi per Iva Zanicchi, la CGD per Dionne Warwick e la FONIT-CETRA per Claudio Villa. Ravera sceglie l'accoppiata Villa-Zanicchi[43]. Il brano riesce a vincere, tuttavia, sia Iva che Claudio Villa vengono travolti da un mare di polemiche. Una giuria composta per tre quarti di giovani, l'anno successivo all'esplosione del "beat", finisce col premiare un brano di impianto più che mai tradizionale, in un Festival segnato anche dal suicidio di Luigi Tenco, la cui canzone viene esclusa dalla finale. In tanto dibattito, interviene lucidamente Iva, che anticipa di almeno vent'anni le polemiche sullo "stile sanremese" commentando:

"È una canzone da festival. Interpretandola, Villa si è rivolto al pubblico in genere, io mi sono rivolta soprattutto ai giovani... Purtroppo la mia gioia è stata offuscata dalla tragedia di Tenco"[44]. Decisa a rilanciare la sua "immagine giovane" e a rassicurare i suoi fan con incisioni più in linea con il genere iniziale, ad "Un disco per l'estate" presenta la canzone Quel momento. Inoltre, pubblica il suo secondo album dal titolo Fra noi contenente tra l'altro il brano Le montagne (Ci amiamo troppo), cover di River Deep - Mountain High di Ike & Tina Turner, che presenta tra l'altro durante il programma televisivo Il tappabuchi condotto da Corrado. Tuttavia, il successo del brano è inferiore alle aspettative.

Intanto accetta di girare un "musicarello". Così vengono chiamati all'epoca film musicali con trame banali per dare al cantante-protagonista i pretesti narrativi per riproporre i suoi brani più famosi. La pellicola s'intitola Una ragazza tutta d'oro e racconta di un famoso pianista che, in rotta con la moglie, incontra per caso la cantante dei suoi sogni, la giovane Iva Zanelli (alias Zanicchi): se ne innamora e decide di lanciarla nel suo programma televisivo. E proprio durante le riprese, si accorge di aspettare un bambino da Antonio Ansoldi, direttore artistico della Ri-Fi e suo nuovo compagno[45].

Iva Zanicchi e Bobby Solo vincitori a Sanremo 1969

La scoperta della gravidanza spinge Iva a dare la precedenza alla vita privata. Annulla la sua partecipazione al Cantagiro, festival itinerante del periodo estivo e il 19 luglio si sposa a Bologna, con una cerimonia volutamente intima. Il 19 dicembre 1967 nasce Michela. La figlia assorbe tutte le sue attenzioni, finché si ritrova nuovamente iscritta dalla sua casa discografica al Sanremo con la canzone Per vivere, scritta da Umberto Bindi,[46]. La canzone però non arriva alla serata finale.[47] Anche commercialmente la canzone passa quasi inosservata, complice la scarsa attenzione che Iva può dedicarle in quel periodo.

Torna a "Un disco per l'estate", dove presenta Amore amor e, in autunno, a Canzonissima propone Senza Catene, cover di Unchained Melody dei Righteous Brothers. Unchained Melody è anche il titolo del suo terzo album, ricco di brani stranieri, che esce in quei giorni. Altro brano di successo inciso nell'anno è La felicità. Il 1969 si apre con una nuova partecipazione al Sanremo. Iva propone, in coppia con Bobby Solo, Zingara. Il testo ruota attorno al personaggio di una zingara, alla quale si chiede, con il celebre imperativo iniziale Prendi questa mano zingara, di leggere nella mano la sorte di un amore.

Entrambi ne danno un'interpretazione convincente; esotica ed ombrosa quella di Bobby Solo, squillante ed appassionata quella di Iva. Il brano si aggiudica la diciannovesima edizione del festival e conquista il pubblico, riscuotendo un grande successo di vendite. Diventa un evergreen[48] e si lega indissolubilmente alla virtuosa interpretazione di Iva. Questa vittoria le permette di rappresentare l'Italia all'Eurofestival di Madrid con il brano Due grosse lacrime bianche dove si piazzerà tredicesima.

Contemporaneamente decide di partecipare al Cantagiro, ma si trova coinvolta in un mare di polemiche, poiché la sua casa discografica è accusata di aver comprato una giuria[49]. Quindi è costretta ad abbandonare la competizione. Decide dunque di prendere parte al Canta Celentanoto, una sorta di contro-Cantagiro organizzato dal molleggiato e il suo clan. In autunno torna a Canzonissima per presentare il brano Vivrò, cover di My Prayer dei Platters, che riscuote un ottimo successo di vendite.

Gli anni Settanta[modifica | modifica wikitesto]

Il grande successo: Endrigo, Theodorakis, Aznavour, Vecchioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1970 torna per la sesta volta al Festival di Sanremo dove presenta, insieme all'autore Sergio Endrigo, L'arca di Noè, uno dei primi brani "ermetici" della storia musicale italiana. Insieme conquistano il terzo posto e il Premio della Critica come miglior testo[50]. La canzone affronta il tema delle sorti dell'uomo, dandone una visione estremamente cupa e oscura ma comunque riscuote molto successo. Grazie alla sua interpretazione al Festival, viene annoverata tra le 5 big della canzone italiana di quel periodo (insieme a lei, Mina, Ornella Vanoni, Patty Pravo e Milva), come le ricorda Alighiero Noschese durante la sua ospitata nel programma Doppia coppia[51].

Poche settimane dopo, in occasione del Premio per la Regia Televisiva di Salsomaggiore Terme, gira in aprile un video del brano Un uomo senza tempo, con la partecipazione del poeta Giuseppe Ungaretti, che scomparirà dopo pochi mesi[52]. Un uomo senza tempo, brano trainante dell'album Iva senza tempo, è l'adattamento italiano di Mi viejo, un brano argentino che Iva dedica appunto all'illustre poeta. È un altro grande successo. In autunno Iva ripropone il brano a Canzonissima riuscendo a superare la prima fase della gara canora.

Alla fase successiva si presenta con Un fiume amaro, brano scritto dal compositore greco Mikis Theodorakis, che Iva incide insieme ad altri undici brani dell'autore greco raccogliendoli nell'album Caro Theodorakis... Iva. È la consacrazione: l'album porta Iva Zanicchi nella classifica dei 33 giri (nove mesi di permanenza), mentre il 45 giri arriva alla numero 2 dell'hit-parade, vendendo oltre un milione di copie[53]. Mikis Theodorakis la ringrazia pubblicamente con una dedica impressa sulla confezione del disco accanto ad alcune loro fotografie in sala di registrazione: "Cara Iva, la tua voce è piena di luce, piena di gioia. Ti ringrazio perché canti. Ti ringrazio perché la tua voce ha incontrato la mia musica".

Alla finalissima si presenta con il nuovo brano Una storia di mezzanotte scritta da Nicola Di Bari classificandosi alla sesta posizione. Nel novembre dello stesso anno debutta come conduttrice radiofonica nel programma Il gioco dei tre, dove, oltre a cantare, recita brevi scenette con Antonio Guidi. In questo periodo inizia anche una collaborazione con Roberto Vecchioni, che scriverà per lei tre canzoni: Un attimo, Sarà domani e la scanzonata Amore matto.

I recenti successi rendono la sua agenda sempre più ricca di impegni. Il 1971 si apre con Iva alle prese con il ruolo di attrice per la trasmissione Gli amici del bar, per la regia di Maurizio Corgnati, ex-marito di Milva. All'inizio di aprile dello stesso anno pubblica con rinnovato successo un secondo album monografico, dedicato cioè ad un solo autore: Caro Aznavour, in cui Iva Zanicchi reinterpreta dieci brani tratti dal repertorio dello chansonnier francese Charles Aznavour, tra i quali spiccano le sue versioni di Ieri sì..., Com'è triste Venezia, Morir d'amore e Il sole verde. L'album arriva alla numero 7 dell'hit-parade[54]. Lo stesso Aznavour viene in Italia a presentare l'album in televisione insieme ad Iva. In una puntata di Senza rete, infatti, i due ne ricreano l'atmosfera, dando vita ad un duetto sulle note di Ti lasci andare.

Iva Zanicchi a Canzonissima nel 1972

Si classifica terza ad Un disco per l'estate e seconda al Festivalbar con La riva bianca, la riva nera, un inno pacifista che diventa una delle sue più grandi hit, nonché uno dei più importanti exploit commerciali anche all'estero: il 45 giri arriva al primo posto in hit-parade[55] , vendendo circa tre milioni di copie in tutto il mondo. La canzone è un dialogo tra un giovane soldato e un vecchio capitano, rimasto cieco, che si incontrano sul finire delle ostilità. Iva dà voce ai due personaggi, creando un grande impatto emotivo, accentuato dal coro che apre e chiude la canzone.

Interprete impegnata: da Shalom a Mi ha stregato il viso tuo[modifica | modifica wikitesto]

A fine anno, il suo spessore interpretativo trova conferma attraverso un'altra particolare scelta artistica: l'LP Shalom, dove Iva propone alcuni canti appartenenti alla tradizione del popolo ebraico. E insieme a Caro Theodorakis... Iva e a Caro Aznavour va a completare un trittico, che rappresenta, forse, l'apice di tutta la sua carriera musicale, un viaggio attraverso immagini e suoni della musica mediterranea d'autore e d'ispirazione popolare.

Iva Zanicchi con Sandra Mondaini e Minnie Minoprio nel 1972

Alla finale di Canzonissima presenta un altro grande successo, Coraggio e paura, classificandosi terza, prima fra le donne. Il brano è il racconto in prima persona dell'incontro con tre uomini giunti al momento dei bilanci nella vita. Il filo conduttore che unisce le loro vicende è la domanda che ritorna nel ritornello: Fu forse coraggio/o forse fu paura?. Il brano vende oltre 600.000 copie[56].

Nel gennaio del 1972 partecipa alla trasmissione televisiva Sai che ti dico?, presentata da Sandra Mondaini e Raimondo Vianello: le fantasie musicali più riuscite che in ogni puntata Iva dedica a un autore o a un interprete vengono raccolte nell'album Fantasia. In quello stesso periodo viene anche contattata da Lucio Battisti, che le manifesta il desiderio di scrivere una canzone per lei. Tuttavia, il brano non la convince, così come non convince la Ri-Fi, che decide di utilizzarlo come retro di Ma che amore, sigla di Sai che ti dico?. La canzone, dal titolo Il mio bambino, si rivela un mezzo flop.

Non si scoraggia e torna a Un disco per l'estate, arrivando in finale con Nonostante lei di Mogol-Testa-Renis. La canzone, dai toni cupi, parla di una donna che riflette sulla possibilità di condividere il suo ex con l'amante che glielo ha portato via. Iva si lancia in virtuosismi canori che la portano a sconfinare verso campi musicali ancora quasi inesplorati, come il fado portoghese[57].

Dopo l'estate e un nuovo singolo dalle atmosfere country, Alla mia gente, si prepara a partecipare nuovamente a Canzonissima. Arrivata in finale, esegue dal vivo Mi ha stregato il viso tuo scritta da Albertelli e Soffici, classificandosi terza per il secondo anno consecutivo. La canzone è tratta dal suono nuovo LP, Dall'amore in poi, che contiene, oltre alla canzone omonima, anche una rilettura del brano Amazing Grace, che tradotto da Paolo Limiti diviene La mia sera. Mi ha stregato il viso tuo raggiunge la quinta posizione in hit parade[58], diventando il 31º singolo più venduto del 1973[59]

Il Madison Square Garden di New York e il teatro[modifica | modifica wikitesto]

Il 1973 si apre con la ricerca di nuove esperienze. Si susseguono le tournée all'estero, in Francia, Giappone, in Spagna, in Cile e compie il suo primo tour negli Stati Uniti e in Canada. L'apice è il suo concerto a Toronto, a cui assistono ventimila persone e la sua esibizione al Madison Square Garden di New York, un tempio della musica internazionale[8]. Nel frattempo riceve un'importante proposta dal sovrintendente del Teatro Regio di Parma: vorrebbe che Iva si esibisse sul palco da sempre adibito esclusivamente alla musica lirica. Accetta ed è un grande successo. Iva dirà:

Iva Zanicchi con la madre nel 1973

"Un'esperienza che avrebbe messo i brividi a chiunque: un pubblico così elegante, la grande orchestra di musica sinfonica e il coro, e io lì sola sul palcoscenico, prima cantante di musica leggera a mettere piede in una tana della musica 'vera'"[60] Dopo il Regio (che le propone altri recital del genere), si fanno vivi altri teatri, tra cui la Scala di Milano. Per questo, comincia a prendere lezioni di ballo e a studiare alcuni spettacoli di successo messi in scena a Broadway.

Dopo i successi clamorosi degli ultimi anni, ammette che i tre minuti di una canzone non le bastano più, dunque, va alla ricerca di soddisfazioni diverse. Sarà per questa ragione che partecipa senza convinzione a Un disco per l'estate (al quale viene iscritta dalla Ri-Fi a causa di un fraintendimento) con la canzone I mulini della mente. Il brano si ferma al venticinquesimo posto alle semifinali e ciò non fa che accrescere il suo malumore. Per problemi tecnici, non riesce a provare il pezzo durante la vigilia della finale, quindi dà in escandescenza e lascia la manifestazione prima della serata conclusiva.

In un primo momento sembra che la disavventura mini i rapporti con la sua storica casa discografica, ma a fine estate, pur non smentendo il suo passaggio ad altre case discografiche, dichiara in un'intervista che il rinnovo del contratto con la sua etichetta è ormai cosa fatta. La Ri-Fi si appresta, quindi, a pubblicare ben tre album: Le giornate dell'amore, nuovo Lp di inediti, contenente il brano I colori di dicembre (tratto dalla colonna sonora del film A Venezia... un dicembre rosso shocking[61]), scritta da Pino Donaggio; Eccezionale Iva, raccolta di canzoni già edite, ed alla fine dell'anno Amare, non amare, un'altra raccolta che contiene alcuni brani, tra quelli poco noti, tratti dagli ultimi tre album.

Alla fine del 1973, incide insieme a Franco Simone, Fred Bongusto e Corrado Castellari un album natalizio dal titolo Dolce notte santa notte. Accetta la proposta dell'amico Walter Chiari, che la sceglie come partner per lo spettacolo Tra noi, in cui recita anche Tony Renis. Lo spettacolo la porta lontano da casa per tre mesi.

Testarda io[modifica | modifica wikitesto]

Iva Zanicchi con Walter Chiari a Sanremo nel 1974

All'inizio del 1974 accetta di tornare al Festival di Sanremo, sebbene sia ancora impegnata in teatro. Una decisione dettata forse dal timore di allontanarsi troppo dall'ambiente musicale. Presenta un brano dal titolo Ciao cara come stai?, scritta da Italo Janne e da un emergente Cristiano Malgioglio e, a sorpresa, in occasione dei dieci anni di carriera, si aggiudica il suo terzo Festival, primato ancora oggi ineguagliato tra le cantanti donne. La canzone, malgrado non venga spesso annoverato tra i suoi cavalli di battaglia, riscuote un buon successo di vendite, arrivando alla numero 7 dell'hit-parade[62]. Ma anche all'estero il successo è immediato. Il brano, di cui Iva incide la versione spagnola, scala le classifiche in America latina.

Ma è a settembre che si prepara a pubblicare un altro dei suoi classici di sempre, Testarda io (noto anche come La mia solitudine), adattato, sempre da Malgioglio, da un pezzo del noto cantautore brasiliano Roberto Carlos. È uno dei casi in cui una canzone riscuote un clamoroso successo perché viene ricordata non con il titolo originale, ma con un'altra espressione presente nel testo. Luchino Visconti, rimasto colpito dalla voce e dall'interpretazione della cantante, la inserisce come colonna sonora del suo celebre film Gruppo di famiglia in un interno, che ne amplifica il successo. La canzone riporta la cantante ai vertici dell'hit-parade. La canzone è inserita all'interno dell'album Io ti propongo. Esce anche il suo primo Lp per il mercato latino dal titolo ¿Chao Iva còmo estas?.

Nello stesso periodo il grande regista Federico Fellini propose alla cantante di interpretare il personaggio di Gradisca nel suo film Amarcord (premiato con l'Oscar al miglior film straniero nel 1975); ma in seguito fu lo stesso Fellini a ritirare la proposta in quanto il personaggio non si addiceva, a detta del regista riminese, alla raffinatezza ed all'eleganza della Zanicchi (il ruolo venne poi affidato all'attrice francese Magali Noel).

Iva Zanicchi a Totanbot (1975)

La regina di Totanbot[modifica | modifica wikitesto]

È ancora impegnata nella promozione del nuovo album quando, nel gennaio del 1975, Romolo Siena riesce a riportarla in tv nel ruolo di primadonna dello spettacolo del sabato sera Totanbot (in dialetto emiliano significa "improvvisamente"). Nel corso delle puntate, infatti, la cantante viene affiancata da quattro famosi attori, Walter Chiari, Alighiero Noschese, Alberto Lupo e Johnny Dorelli, inoltre, può cantare, improvvisare con l'orchestra di Pino Calvi e recitare divertenti sketch. La sigla finale dello spettacolo è la canzone E la notte è qui, inclusa (insieme alle altre nuove canzoni presentate nel varietà) all'interno dell'album Io ti propongo, il quale, anche grazie alla promozione avuta nel corso delle puntate, entra nella classifica degli album più venduti[63].

Terminato l'impegno televisivo, decide di riprendere il viaggio nella musica d'autore di gusto mediterraneo, pubblicando uno degli album più importanti di tutta la sua carriera, Io sarò la tua idea, interamente ispirato a componimenti del poeta spagnolo Federico García Lorca[64]. Gli ideatori dell'intero progetto sono Camillo e Corrado Castellari. Il brano di punta è Io sarò la tua idea, un intenso dialogo tra una donna e un uomo (voce in controcanto di Corrado Castellari) sull'amore come completamento assoluto tra due persone. Ad ogni modo, l'album non riscuote il successo sperato.

Rinnovamento del repertorio: da Confessioni a Playboy[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio del 1976 torna nuovamente in teatro. Nell'ambito del Maggio Fiorentino, infatti, è tra gli interpreti principali de I sette peccati capitali di K. Weill, balletto cantato su testo di Bertold Brecht. Contemporaneamente decide di rinnovare il suo genere musicale, modificando gli arrangiamenti e chiamando autori come Umberto Balsamo e Cristiano Malgioglio a scrivere per lei i brani del suo nuovo album, Confessioni[65], dove spiccano Libera e inutile (Memo Remigi), Se e l'omonima Confessioni. Il titolo fa riferimento al tema centrale del disco, ossia l'intimità di donne che, in crisi nei loro rapporti di coppia, svelano i loro stati d'animo.

Intanto la Rete 1 (l'odierna Rai 1) le dedica uno special dal titolo Fra noi, che alterna canzoni e "dietro le quinte": Iva si lascia seguire dalle telecamere della Rai che la riprendono nella vita di tutti i giorni, in teatro o in sala di registrazione. In maggio si esibisce dal vivo al Musical Mallorca con Ciao, cara come stai? e Io sarò la tua idea. In estate tiene molti spettacoli (di fronte alla fine di storiche manifestazioni quali Canzonissima e Un disco per l'estate o al declino del Festival di Sanremo), inoltre partecipa come ospite allo Zecchino d'Oro. Per l'occasione, propone insieme al Coro dell'Antoniano Mamma tutto, versione italiana di una canzone francese in gara, Maman Bonheur.

Poco tempo dopo, Giovan Battista Ansoldi, il patron della Ri-Fi, che distribuisce i dischi dell'Antoniano, decide di far incidere la canzone ad Iva in un 45, che, inaspettatamente balza ai vertici delle classifiche[66]. Alla fine dell'anno propone un'ulteriore tappa del viaggio attraverso i suoni e i temi della musica mediterranea: un album dedicato ai classici della canzone partenopea, Cara Napoli, in cui la cantante si avvale della collaborazione di Tullio De Piscopo. Nel 1977 decide per la prima volta di partecipare come ospite illustre al Festival di Sanremo, dove presenta il suo nuovo singolo Arrivederci, padre, che racconta di una donna sposata che confessa al sacerdote di avere una relazione extraconiugale con un altro uomo. Il brano si ricollega dunque alla sua svolta verso un'identità più moderna e disinibita. Si esibisce in concerto nello spettacolo televisivo spagnolo "Esta noche fiesta". L'evoluzione artistica in atto si concretizza, nel 1978, con due nuovi album: a marzo esce Con la voglia di te, che staziona per ben cinque mesi nella classifica dei cinquanta album più venduti[67]. Tra gli autori dell'LP: Malgioglio, Shel Shapiro, Giuni Russo e Maria Antonietta Sisini (che scrivono il brano Selvaggio), Daiano, Roberto Soffici ed altri. Nello stesso anno partecipa al Festival di Viña del Mar con La riva bianca, la riva nera e Zingara.

L'album successivo è Playboy, che esce in dicembre, accompagnato da un servizio sull'omonimo mensile, che propone un'inedita Zanicchi in versione sexy. A questo proposito, la Zanicchi dichiarerà: "Avevo trentotto anni: quando si arriva intorno ai quaranta si viene presi dalla "stupidera" . Insomma, il fisico teneva, mi sembrava una cosa spiritosa. Poi mi sono pentita: allora Playboy era un giornale vietatissimo. Mia mamma ci rimase male.."[67]. Il disco è invece una sorta di concept-album dai testi più audaci e passionali, la maggior parte dei quali scritti ancora una volta dal fidato Cristiano Malgioglio. Una ancor poco nota Rettore si distingue quale autrice del brano Quanto dura poco l'estate[68]. Il 45 giri estratto comprende le canzoni Per te e Pronto 113: entrambi i brani, scritti da Malgioglio, vengono presentati dalla Zanicchi al Festival di Sanremo 1979, nuovamente in veste di ospite d'onore.

Nell'estate 1979 partecipa inoltre al varietà Una valigia tutta blu condotto da Walter Chiari su Rai 1 in cui la Zanicchi si esibisce in vari momenti musicali e in cui canta la sigla finale La valigia. Nello stesso anno partecipa anche ad un film argentino, il musical La carpa del amor che però non viene distribuito in Italia dove è a tutt'oggi inedito. In novembre è ospite della trasmissione Rai Fantastico.

Gli anni Ottanta[modifica | modifica wikitesto]

Star internazionale: da A parte il fatto a Nostalgias[modifica | modifica wikitesto]

Ma il mercato discografico italiano sta vivendo una fase di stagnazione, che lo porta in breve tempo nelle mani di alcune grandi multinazionali. Si apre per la cantante un momento di grande incertezza professionale e umana, la stessa Ri-Fi non riesce a sottrarsi a questo processo e, già alla fine del decennio, la sua attività può dirsi conclusa. Comunque poco dopo la fine del suo rapporto con la Ri-Fi, nel 1979 firma già un contratto con una nuova etichetta discografica, la Traccia, per la quale pubblica il suo nuovo 45 giri, A parte il fatto, scritto da Malgioglio. Con questo brano Iva mostra un nuovo impasto vocale, più suadente e ricco di venature "sporche", che si concretizza nel suo nuovo album, D'Iva, titolo dall'evidente gioco di parole. la canzone viene presentata in numerose trasmissioni televisive, come I sogni nel cassettoe Discoring.

È proprio con questo lavoro che decide di allontanarsi temporaneamente da una scena musicale italiana piuttosto confusa, per concentrarsi sul mercato latino (Spagna e Sudamerica), da anni ormai il suo secondo mercato discografico-musicale. Dopo il successo di Aparte del hecho (versione spagnola di A parte il fatto) in America Latina, infatti, anche l'album esce in spagnolo (distribuita dalla multinazionale Epic), ancor prima che in quella in italiano: D'Iva riscuote successo soprattutto in Argentina ed in Cile.

Nel 1981 è pronto un nuovo disco per il mercato italiano intitolato semplicemente Iva Zanicchi, che la cantante presenta oltre confine, al Festival del cinema di Cannes. All'album, caratterizzato da sonorità disco-music in voga in quegli anni, collaborano Beppe Cantarelli e Zucchero Fornaciari, autori di alcune delle canzoni contenute al suo interno, come E tu mai o Attimi di malinconia. Il singolo di lancio è Ardente, brano scritto da Malgioglio e Corrado Castellari. L'album viene promosso soprattutto nel mercato internazionale, dove riscuote grande successo. La Zanicchi presenta Ardente anche in varie trasmissioni televisive di cui è ospite e durante la manifestazione canora Incontri d’estate condotta da Mike Bongiorno a Boario Terme e trasmessa da Canale 5 nel settembre del 1981.

Sempre nel 1981 incide dunque per un'altra multinazionale, la CBS, Nostalgias (Nostalgie), il suo terzo album in spagnolo, che la consacra nel mercato iberico e sudamericano. L'album vende circa 6 milioni di copie fra Spagna, Sudamerica e Stati Uniti (dove viene pubblicato nel 1983) e, ancor oggi, risulta essere l'unico album di un'italiana ad aver superato il milione di copie vendute in Argentina[69]. Nostalgias è un'antologia di cover, che vanno dalle versione in castigliano di alcuni classici d'autore italiani ad alcune grandi melodie internazionali come En aranjuez con tu amor. Inoltre, la sua Imagìnate, cover spagnola di Immagina di Massimo Ranieri diventa un successo in tutto il Sudamerica. In quello stesso anno la Zanicchi è la prima cantante italiana ad attraversare tutta l'Unione Sovietica in tournée, con oltre 40 concerti. Viene definita temperamentnaja per la grinta e la passionalità, inoltre, perfino la Pravda (l'organo di stampa ufficiale del PCUS) parla di lei, sottolineando il fatto che avesse una voce quasi tenorile.

I riconoscimenti internazionali la spingono dunque, nel 1982 a scegliere nuovamente la lingua spagnola, pubblicando il suo nuovo album in castigliano, Yo, por amarte (Io, per amarti), uscito sempre per la CBS. Il disco ripropone la stessa formula di Nostalgias: un'antologia di cover di brani italiani e sudamericani, ma alternati ad alcuni pezzi inediti, come ad esempio Esta noche te quiero (questa notte ti amo), che riscuote un grande successo. Nello stesso anno è giurata nel Festival di Viña del Mar.

Il ritorno al Festival di Sanremo[modifica | modifica wikitesto]

Iva Zanicchi con Umberto Bindi e Franco Simone alla fine degli anni ottanta

Nel 1983, forte del successo internazionale ed ansiosa di tornare alla ribalta anche sul mercato italiano, rinnova il suo look e decide di partecipare alla Mostra internazionale di musica leggera di Riva del Garda con la sua nuova canzone, Aria di luna, scritta da Maurizio Piccoli; la canzone parla di una donna decisa che invita il suo uomo ad una notte infuocata. Il brano anticipa l'uscita del suo nuovo album, Quando arriverà (1984), prodotto da Roberto Dané, col quale la cantante decide di collaborare per il suo rilancio in Italia, partecipando come concorrente al seguitissimo show musicale di Canale 5, Premiatissima, condotto da Johnny Dorelli ed Amanda Lear. Tuttavia il loro sodalizio artistico non dà i frutti sperati. Durante la realizzazione dell'album sorgono numerosi contrasti: Danè pretende da Iva una nuova vocalità, per questo, la critica pesantemente, al punto che lei non riesce più a seguirlo[70]. Nonostante queste difficoltà nel 1984, dieci anni dopo la sua ultima partecipazione, torna in gara al Festival di Sanremo presentando il secondo singolo estratto dall'album, Chi (Mi darà), scritto ancora una volta da Malgioglio ed Umberto Balsamo.

Il brano raggiunge il nono posto, precedendo alcune canzoni che, tuttavia, resteranno più impresse nella memoria collettiva, da Non voglio mica la luna a Come si cambia rispettivamente delle emergenti Fiordaliso e Fiorella Mannoia. Chi (Mi darà) si affaccia timidamente in Hit-Parade, ma non riesce a trascinare adeguatamente l'album, inciso per l'etichetta discografica S.G.M. Iva Zanicchi dichiarerà: "Ho avvicinato gente nuova, autori nuovi, ragazzi giovani. Mi è servito per intravedere cose nuove. Ed ho deciso di attualizzare la mia voce, rendendola più moderna"[71].

La seconda partecipazione a Premiatissima ed il successo televisivo[modifica | modifica wikitesto]

Nell'autunno 1984 partecipa nuovamente allo show di Canale 5 Premiatissima, dove gareggia con altre sette colleghe, interpretando delle cover di celebri brani del passato, tra i quali una controversa versione di Va pensiero, tratta dal Nabucco di Verdi, in cui mescola versi originali e immagini personali. Questa e gli altri brani vengono inclusi nell'album Iva 85, registrato in occasione del varietà televisivo.

Durante la registrazione di una delle puntate, poiché una cantante è assente, Dorelli chiede alle altre concorrenti se hanno qualcosa da raccontare per riempire lo spazio. Iva Zanicchi, credendo che quest'ultimo non andrà in onda, comincia a rievocare simpatici aneddoti della sua infanzia a Lingonchio. Gli autori notano subito in lei delle doti comunicative e decidono di non tagliare il pezzo, che viene, quindi, trasmesso. Poco dopo le viene offerta la conduzione di un programma quotidiano, che le permetta di portare nelle case la sua familiare simpatia. Iva dichiarerà:

Iva Zanicchi con la figlia Michela nel 1987

"Non avevo mai pensato di poter condurre un programma ma avevo sempre creduto di poter intrattenere il pubblico. Solo me ne era mancata l'occasione. E la timidezza non mi aiutava... Era il momento della disco music, una forma in cui non riuscivo ad esprimermi"[72].

Nell'autunno del 1985, infatti, dieci anni dopo Totanbot, debutta come presentatrice: inizia a registrare le prime puntate di Facciamo un affare, gioco a premi di origine statunitense destinato ad andare in onda tutte le mattine dal lunedì al venerdì su Canale 5. Per la sigla del programma incide una canzone, Da domani senza te. Nello stesso periodo però le cose per Iva non vanno bene dal lato privato: in quello stesso anno la sua relazione con Antonio Ansoldi si conclude: i due infatti si separano dopo diciotto anni di matrimonio.

Nel 1986 registra l'album Care colleghe per la Five Record (l'etichetta musicale del gruppo Fininvest). Durante la lavorazione incontra il produttore Fausto Pinna, che diventa il suo nuovo compagno di vita, ed è anche tra gli autori dell'unico brano inedito del disco, Canterò, un blues in cui rievoca la passione per la musica avuta fin da bambina (brano poi utilizzato come sigla di chiusura dell'edizione 1987 di Ok, il prezzo è giusto!). Eccetto questo brano, infatti, l'album è un'antologia in cui Iva reinterpreta alcuni grandi successi di famose cantanti italiane in chiave moderna. Nello stesso anno si esibisce nella trasmissione della TV spagnola "Entre amigos".

Frattanto, sulla scia del buon successo di Facciamo un affare, dal gennaio 1987 (la prima puntata va in onda il 7 alle ore 20:30 su Italia 1[73]) le viene affidata la conduzione di un altro quiz, Ok, il prezzo è giusto!, in sostituzione di Gigi Sabani. Sotto la conduzione di Iva Zanicchi il programma prosegue il suo grande successo di pubblico, tanto che vi rimarrà fino al 2000, in quindici diverse edizioni (una per anno, più un'altra estiva nel 1989 ed una speciale in prima serata nell'autunno 1992) salvo una breve interruzione nella primavera 1999 in cui viene sostituita da Emanuela Folliero.

Non smette comunque di cantare: nel 1987, a dimostrazione del feeling con il suo pubblico spagnolo, si esibisce nel programma televisivo "Sabado Noche" e nello stesso anno esce il singolo Volo, che anticipa l'album Nefertari (1988), prodotto dall'editor Osvaldo Miccichè e pubblicato con la Carosello. Il titolo emblematico allude alle sonorità mediterranee delle canzoni, scritte in gran parte da autori come Franco Bixio, Oscar Avogadro, Elio Aldrighetti, Depsa, Guzzetti, Corrado Castellari e Alberto Radius. Con questo album, Iva Zanicchi entra in classifica, e nel programma Superclassifica Show presenta il video del brano Kajal, canzone poi utilizzata come sigla di chiusura dell'edizione 1988-89 di Ok, il prezzo è giusto!; la canzone racconta di una donna avanti negli anni che, per provare il piacere di un'avventura, decide di concedersi ad un giovane ballerino. Il titolo fa riferimento al trucco che la donna indossa al momento del rapporto, diventando il tratto della sua maschera drammatica.

Nel 1989 compie una nuova tournée in Russia e, per la prima volta, tiene una serie di concerti in Turchia. Tornata in Italia partecipa con successo a due seguitissime gare canore di Canale 5. La prima è Una rotonda sul mare, dove gareggia con il suo primo grande successo, Come ti vorrei. Ripropone il pezzo in una nuova versione jazzata e arrochita, raggiungendo la finale, vista da oltre otto milioni di telespettatori. La seconda è C'era una volta il festival, una gara tra i più grandi successi dell'epoca d'oro di Sanremo. Gareggia con Zingara e si classifica quarta. Frattanto registra, con numerosi cantanti italiani e stranieri, il disco Per te, Armenia, i cui proventi vanno alle vittime del terribile terremoto che ha da poco colpito la regione asiatica.

Gli anni Novanta[modifica | modifica wikitesto]

Il 1990 si apre con l'edizione di maggior successo di Ok, il prezzo è giusto!. Inoltre partecipa anche alla seconda edizione di Una rotonda sul mare, in cui ripropone Testarda io e Vivrò, raggiungendo la semifinale. Contemporaneamente partecipa a un disco di Cristiano Malgioglio, duettando con lui nel brano La gelosia.

Come mi vorrei[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1991 può realizzare un sogno che insegue da venticinque anni, incidere un album blues. Il titolo dell'album, Come mi vorrei, gioca sul richiamo al primo successo, Come ti vorrei, per sottolineare la voglia di riappropriarsi della propria origine; sotto la direzione di Sante Palumbo e Alberto Radius, interpreta importanti cover di classici internazionali, quali Pugni chiusi di Ricky Gianco, Lei, lei, lei (Chain of Fools) e Più di così (Natural Woman) di Aretha Franklin. Non mancano, però, anche interessanti inediti, come La voce del blues di Avogadro-Palumbo e Dieta blues, pezzo autobiografico molto autoironico scritto da Bruno Lauzi. Un discorso a parte per il brano di punta, Forte più forte, versione italiana, curata da Franco Migliacci, di Woman in love di Barbara Streisand. L'album, promosso da Iva durante le puntate domenicali di Ok, il prezzo è giusto!, entra nelle classifiche settimanali di TV Sorrisi e Canzoni e chiude il cerchio a trent'anni esatti dagli esordi. A questa ricorrenza nel 1992 la RAI dedica un'intera puntata di Serata d'onore, il programma in diretta da Montecatini Terme che celebra le carriere di personaggi famosi.

La carriera televisiva[modifica | modifica wikitesto]

Tuttavia, per i successivi dieci anni, Iva Zanicchi decide di non incidere altri dischi e di concentrarsi sulla sua nuova carriera di presentatrice televisiva, riscuotendo molto successo, anche se comunque continua ad esibirsi come cantante.

Nel 1991 prende parte ad una parodia musicale de I tre moschettieri in onda in prima serata su Canale 5 accanto a Marco Columbro, Gerry Scotti ed a moltissimi altri famosi volti della rete.

Nel 1995 torna in una gara canora, partecipando alla seconda edizione di Viva Napoli, programma ideato e condotto da Mike Bongiorno, dove famosi cantanti "si scontrano" eseguendo classici della tradizione partenopea. E vince, con una rivisitazione di Tu ca' nun chiagne. Al termine della premiazione dedica la vittoria alla memoria di Mia Martini, scomparsa solo pochi giorni prima. Riceve i complimenti di Roberto Murolo e tante proposte di tournée, ma preferisce prendersi una pausa estiva per dedicarsi ai preparativi del matrimonio della figlia Michela.

Nell'autunno dello stesso anno, mentre si accinge a ripartire con una nuova edizione di Ok, il prezzo è giusto!, conduce su Rete 4 un nuovo show, in onda ogni mercoledì. Si intitola Una sera ci incontrammo, un varietà in cui coppie famose rievocano la storia del loro amore. Nel corso delle puntate duetta con ospiti importanti, da Fausto Leali a Gigliola Cinquetti, da Franco Simone a Marcella Bella.

Nel 1995 partecipa alla trasmissione di Canale 5 La grande avventura condotta da Marco Columbro e Lorella Cuccarini in cui venivano festeggiati i quindici anni di vita della Fininvest, attraverso i racconti dei volti più noti ed amati del gruppo. Il 1996 si apre con una nuova gara canora, Ma l'amore si, dove famosi cantanti interpretano classici d'amore rimettendosi al giudizio del pubblico in sala. Iva Zanicchi interpreta Unchained melody, già incisa in italiano tanti anni prima come Senza catene, conquistando il secondo posto, dietro Irene Fargo.

Nella stessa stagione televisiva conduce il sabato pomeriggio su Rete 4 Iva Show, il suo primo talk-show, dedicato a storie della gente comune e ispirato alla popolare trasmissione televisiva americana di Oprah Winfrey. Nel mese di dicembre del 1996 presenta su Rete 4 il varietà di prima serata Musica maestro, un programma dove delle orchestre di liscio si sfidano tra loro; il numero zero riscuote molto successo e nell'estate 1997, il programma viene riproposto con il titolo Ballo, amore e fantasia sempre con Iva Zanicchi alla conduzione affiancata da Gigi Sabani.

Nel 1997 torna a Viva Napoli, diventato nel frattempo una gara a squadre, dove interpreta Canzone appassiunata, e Na sera 'e maggio. Inoltre, duetta nel brano Ti dovresti vedere dopo, tratto dall'ultimo album di Franco Simone, Eliopolis-La città del sole, disco di ispirazione greca, con sonorità simili a quelle di Mikis Theodorakis. Nell'autunno dello stesso anno conduce un nuovo programma in prima serata su Rete 4, 100 milioni + IVA, un quiz a tema musicale nel quale ha modo di cantare i suoi successi e alcuni classici come Unchaneid melody,Munasterio 'e Santa Chiara, Non dimenticar e The man I love.

Nel febbraio 1998 è la protagonista del falso televisivo Indagine sulla canzone truccata: la trasmissione in onda su Canale 5 in contemporanea con la seconda puntata del festival di Sanremo (condotto in quell'anno da Raimondo Vianello), si propone come un programma giornalistico condotto da Emilio Fede in diretta che racconta dell'arresto di Iva Zanicchi coinvolta in alcune non specificate indagini su una truffa musicale (con tanto d'immagini dell'arresto della cantante che cerca di coprirsi il volto); in studio ci sono Giuliano Ferrara, Alba Parietti e Pupo che commentano l'accaduto con toni polemici ed infine interviene telefonicamente anche l'allora presidente del consiglio, Romano Prodi, che critica pesantemente la trasmissione, il conduttore e gli ospiti; alla fine del programma viene rivelato che è tutto quanto uno scherzo con la stessa Zanicchi che entra in studio sorridendo; tale burla televisiva ha suscitato però aspre critiche sia tra il pubblico che tra i critici che tra i giornalisti Mediaset come Enrico Mentana e Lamberto Sposini che videro in tale programma un danno d'immagine per tutta l'informazione Mediaset definendolo Un autogol dell'azienda.

Nello stesso anno la Zanicchi torna anche al cinema partecipando al film L'ultimo capodanno per la regia di Marco Risi, in cui interpreta la madre del protagonista interpretato da Claudio Santamaria; nel cast del film anche Monica Bellucci, Marco Giallini, Giuseppe Fiorello, Giorgio Tirabassi, Ricky Memphis ed Angela Finocchiaro. Nell'autunno del 1999 riprende per l'ultima volta il timone del suo programma televisivo di maggior successo, Ok, il prezzo è giusto!. Iva Zanicchi a tal proposito, alla fine di quest'ultima edizione, dichiarerà ai giornali: Tornassi indietro, lascerei la conduzione di "Ok, il prezzo è giusto!" qualche anno prima.. avrei potuto dedicarmi totalmente alla mia grande passione, la musica, ma adesso recupererò il tempo perduto[74].

Anni 2000[modifica | modifica wikitesto]

Il ritorno alla musica[modifica | modifica wikitesto]

L'abbandono di Ok, il prezzo è giusto! coincide con la sua partecipazione allo speciale dedicato da Rai 1 al cinquantesimo anniversario del Festival di Sanremo: Sanremo si nasce, condotta da Carlo Conti. Poco tempo dopo, la RAI la chiama per affiancare proprio Carlo Conti nella conduzione della stagione 2000-2001 di Domenica In. Durante il programma presenta, dopo quasi dieci anni, un nuovo singolo, Ho bisogno di te, di cui registra anche la versione spagnola e quella strumentale. Il brano è un'estemporanea incursione nella musica dance e segna anche l'inizio della collaborazione con la Sugar, la casa discografica di Caterina Caselli.

Il passaggio in RAI però non la gratifica e la stagione successiva ritorna a Mediaset, dove conduce, su Rete 4, prima Sembra ieri, un talk-show in onda in orario preserale (lo stesso in cui aveva condotto per tanti anni Ok, il prezzo è giusto!) dove personaggi famosi rievocano la propria carriera attraverso racconti ed aneddoti, in onda per tutta la stagione 2001-2002, poi nella primavera 2002 in prima serata Testarda io, un one-woman show dove rievoca insieme ad alcune colleghe quali Milva, Gabriella Ferri, Antonella Ruggiero, Luisa Corna, Katia Ricciarelli, Rita Pavone, Grazia Di Michele, Giuni Russo, Fiordaliso, Angela Brambati dei Ricchi e Poveri e Thelma Houston la propria carriera musicale, riproponendo i suoi brani più famosi. Sulla scia del successo di Testarda io, in autunno bissa con Io tra di voi, che propone, in ogni puntata, uno "scontro" simbolico tra due mostri sacri della musica, i cui successi vengono riproposti da cantanti emergenti ed anche questa volta registra buoni ascolti. Partecipa infine come ospite alla nuova edizione di "Viva Napoli", duettando con Mario Merola in "Tuppe tuppe, Marescià".

Nel 2003 decide di tornare in gara al Festival di Sanremo, 19 anni dopo la sua ultima partecipazione. Presenta Fossi un tango, scritta da Loriana Lana e Aldo Donati. La canzone è un'appassionata seduzione che rispetta la tradizione del ballo argentino. Quindi non "esplode" mai, richiedendo, invece, un'esecuzione vocale contenuta. Né le giurie demoscopiche né quelle di qualità apprezzano però la sua performance, relegando la canzone all'ultimo posto in classifica.

Subito dopo il festival pubblica dunque il suo nuovo album dal titolo omonimo Fossi un tango che propone alcuni dei più celebri tanghi internazionali, da Caminito a Besame mucho, arricchendosi anche di tre nuovi componimenti inediti, Musica argentina, Forse era passione e Messaggera d'amore, nell'album è presente anche il brano Kriminal Tango, uno spiritoso duetto eseguito con Teo Teocoli. Tra le firme spiccano gli Avion Travel, accanto alle partecipazioni straordinarie del premio Oscar per la musica Luis Enriquez Bacalov e del fisarmonicista francese Richard Galliano.

Nella primavera 2004 è opinionista alla prima edizione del reality show La fattoria in onda su Italia 1 e condotto da Daria Bignardi. Nel 2005 conduce su Canale 5 dall'8 gennaio nella fascia del mezzogiorno del sabato e della domenica per 16 puntate Il piattoforte; il programma, di carattere culinario, è la risposta Mediaset a La prova del cuoco di Rai 1. Successivamente, la Zanicchi è prima opinionista al Festival di Sanremo condotto da Paolo Bonolis ed Antonella Clerici, poi, dall'11 marzo, partecipa come concorrente alla seconda edizione del reality show Music Farm, condotto da Simona Ventura su Rai 2 ed arriva fino alla semifinale. La Zanicchi sarà poi opinionista dell'edizione successiva dello stesso reality, in onda sempre su Rai 2 nella primavera del 2006, sempre con la conduzione di Simona Ventura.

Nel marzo del 2005 viene pubblicato un doppio CD dal titolo 40 anni di successi: il primo contiene una raccolta delle canzoni più famose e più significative della carriera della Zanicchi, il secondo l'intero album Fossi un tango. In estate tiene un concerto a Nova Gorica e in settembre partecipa alla manifestazione Napoli ... prima e dopo con una versione di Munasterio e Santa Chiara. Il 4 dicembre del 2005 va in onda su Canale 5 la prima delle quattro puntate della fiction Caterina e le sue figlie con Virna Lisi, Alessandra Martines, Ray Lovelock, Valeria Milillo, Sarah Felberbaum, Alessandro Benvenuti, Pier Maria Cecchini, Nancy Brilli, Giuliana De Sio, Eva Grimaldi e Manuela Arcuri, dove la Zanicchi interpreta il personaggio di Liliana a cui seguiranno altre due stagioni (con più puntate) nel 2007 e nel 2010. Il 2 luglio 2006 presenta insieme a Paolo Manila la 5ª edizione del Milano Gospel Festival, in onda su Telepace.

Il 29 ottobre 2006 entra nel cast della Buona domenica condotta da Paola Perego, dove si cimenta in alcuni momenti musicali (La Zanicchi era già stata presente come ospite fissa del contenitore domenicale Mediaset nelle stagioni 1993/1994 e 1994/1995 condotte da Gerry Scotti e Gabriella Carlucci e nelle stagioni 1998/1999 e 1999/2000 condotte da Maurizio Costanzo). Durante l'ultima puntata del varietà, in onda il 13 maggio 2007, la Zanicchi presenta in anteprima Amaro amarti, una nuova canzone scritta da Tiziano Ferro che sarà contenuta all'interno del nuovo album. La canzone dà il titolo anche al tour che la vede impegnata in estate. La Zanicchi viene poi riconfermata nel cast di Buona domenica anche nella successiva edizione 2007/2008 (l'ultima del contenitore Mediaset) condotta sempre da Paola Perego. Nel novembre 2007 si esibisce in Slovenia, a Nova Gorica e nell'estate del 2008 partecipa alla manifestazione canora Napoli prima e dopo proponendo una interpretazione del classico Dicitencello vuje e alla manifestazione itinerante Festival Show, mentre continua i suoi concerti estivi. Nel 2007 vede anche la luce una biografia molto dettagliata della Zanicchi a cura di Andrea Paltrinieri dal titolo Testarda io.

Sanremo 2009[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2009 è ancora in gara al Festival di Sanremo, con il brano Ti voglio senza amore, scritto da Franco Fasano e Fabrizio Berlincioni ma, nella prima serata, viene eliminata dalla competizione. Iva Zanicchi disse di essere stata fortemente penalizzata dalla precedente esibizione di Roberto Benigni[75][76], durante la quale il comico toscano, ospite del Festival, aveva insistentemente bersagliato il testo del brano, mortificandone l'aspetto drammatico[77] e in tale occasione dichiarò: "Ha detto cose infamanti su di me e su Berlusconi. (...) Io sono stata trattata in un modo indecente, indecoroso, dal signor Benigni. Ha detto delle mostruosità"[78]. Ti voglio senza amore è stato inserito nell'album Colori d'amore, certificato poi disco d'oro. Durante la finale nazionale del Festival degli Interpreti 2009 a Loano (SV) la Zanicchi riceve il Premio “45 anni di successi – da Come ti vorrei a Ti voglio senza amore” 1964-2009. In questa occasione accompagnata da Franco Fasano interpreta il brano presentato all’ultimo Festival di Sanremo. Tiene infine un concerto a Nova Gorica (Slovenia). Nel 2009 la canzone Zingara è parte della colonna sonora del film Il compleanno diretto da Marco Filiberti.

Anni 2010[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2010 interpreta, su musica di Loriana Lana, la lirica di Giuseppe Ungaretti La madre contenuta nella raccolta del poeta Sentimento del tempo. La canzone fa parte dell'album Musica & parole. 10 in poesia destinato a favorire la lettura della poesia italiana nelle scuole. La raccolta, che contiene dieci liriche italiane messe in musica e cantate anche da altri importanti interpreti, è stata pubblicata con il patrocinio del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, del Ministero degli Affari Esteri, di Rai Internazionale, dell'I.P.S.I.A. Umberto Pomilio di Chieti e dell'Università Ca' Foscari di Venezia. In aprile tiene due concerti in Canada con i Pooh e uno a Nova Gorica, in Slovenia. In estate partecipa di nuovo al Festival Show.

Nel 2011 partecipa all'album di Paolo di Sabatino Voices con la canzone Milango che ricorda nel testo e nelle sonorità argentine l'album Fossi un tango. Nello stesso anno partecipa, in qualità di parlamentare europea, con una versione live di Come ti vorrei all'album di artisti vari L'Europa per un sorriso. Artisti italiani per la tutela dei minori, prodotto sotto il patrocinio del Parlamento di Strasburgo e i cui proventi sono destinati a Telefono azzurro.

Nel 2012 incide la canzone Cuore profumato (B. Leza - Alberto Zeppieri)[79] inclusa all'interno dell'album di artisti vari Capo Verde terra d'amore vol.3, antologia dedicata a Cesaria Evora, la cantante capoverdiana scomparsa nel 2011, massima esponente del genere della morna. In marzo tiene un concerto a scopo di beneficenza per la Serata dell’amicizia italo-belga con il patrocinio dell’Ambasciata Italiana di Bruxelles e del Thèâtre Saint-Michel. A giugno partecipa ad un concerto benefico “Un sorriso per l’Emilia”, i cui proventi sono destinati alle vittime del terremoto che ha colpito quella regione.

Nel marzo del 2013 la Zanicchi, ospite ad una puntata di Domenica in... Così è la vita condotta da Lorella Cuccarini, presenta in anteprima insieme alla nipote Virginia ed al rapper Ics una sua versione della canzone Mille lire al mese, inserita nell'album dal titolo In cerca di te uscito il 19 novembre successivo e che entra nella classifica FIMI. I mesi successivi la vedono impegnata nella promozione dell'album con la partecipazione a numerose trasmissioni televisive. Il 29 novembre si esibisce al Teatro del Verme di Milano in una serata in favore delle donne vittime di violenza presentando numerose canzoni del nuovo album in un arrangiamento jazz e blues. In estate si era invece esibita nelle tappe del Festival Show e aveva tenuto un concerto a Toronto con Gigliola Cinquetti.

Nel 2015 partecipa alla manifestazione musicale Napoli, prima e dopo interpretando la canzone Munasterio 'e Santa Chiara. La Zanicchi nello stesso anno torna a calcare il palcoscenico teatrale, prendendo parte alla commedia Tre donne in cerca di guai, interpretata accanto a Barbara Bouchet e Corinne Cléry, con la regia di Nicasio Anzelmo. Lo spettacolo viene replicato con enorme successo di pubblico anche per le due successive stagioni teatrali 2015/2016 e 2016/17.

Nel 2016 la Zanicchi incide Padre nostro - Nostro padre, una riscrittura della preghiera cristiana; il brano inedito (musica Tony Labriola – testo Stefano Govoni/Tony Labriola/Iva Zanicchi) è contenuto nell’album Padre Nostro, uscito il 1º aprile 2016, che raccoglie canti spirituali interpretati da vari cantanti, tra cui Franco Battiato, Angelo Branduardi e Kelly Joyce. L'incisione contiene anche un intervento di Papa Francesco che recita il Padre nostro. In dicembre tiene uno spettacolo a Malta nell'ambito della manifestazione "Notti italiane a Malta" con altri cantanti italiani (Aleandro Baldi, Christian, Edoardo Vianello, gli Homo Sapiens, Marco Morandi e Donatella Rettore). La canzone Kajal contenuta nell’album Nefertari del 1988 fa parte della colonna sonora del film La verità sta in cielo di Roberto Faenza, in cui si ricostruisce la vicenda del rapimento di Emanuela Orlandi.

Nel gennaio del 2017 si esibisce al tributo in memoria di Corrado Castellari interpretando la sua famosa canzone Coraggio e paura; in maggio ritorna in Tv su Canale 5 nel cast del programma Selfie - Le cose cambiano condotto da Simona Ventura; il 7 maggio si esibisce come ospite all'opening della mostra "TV 70: Francesco Vezzoli guarda la RAI" presso la Fondazione Prada a Milano. Il 3 giugno tiene un recital a Buenos Aires nell'ambito della quinta edizione del "Verano Italiano", una manifestazione organizzata dal Consolato generale d'Italia in collaborazione con l'Istituto di Cultura italiana di Buenos Aires per celebrare la Festa della Repubblica Italiana; durante lo spettacolo la Zanicchi ha presentato, oltre ai suoi successi più famosi (Fra noi, Le montagne, La notte dell'addio, Come ti vorrei, Vivrò, Non pensare a me, Zingara, Ciao, cara, come stai?, La riva bianca la riva nera, Testarda io, Un uomo senza tempo) anche canzoni italiane non sue ma di successo internazionale (Mi sono innamorato di te, Nel blu dipinto di blu, Amara terra mia), classici napoletani (Dicitencello vuje) e omaggi al tango (Nostalgias, Caminito); ha inoltre fatto ascoltare il suo Padre nostro - Nostro padre inciso nel 2016. Sempre in giugno si esibisce in concerto, insieme ad altri nomi della musica italiana, al gala tenutosi a Cernobbio nell'ambito dei festeggiamenti per il trentennale dell'azienda Zepter International. All'inizio di settembre riceve il Premio Ravera durante la terza edizione della manifestazione dedicata al ricordo del grande impresario musicale che si tiene annualmente a Tolentino.

Sempre in settembre a Vicenza si tiene la prima di un film di Jonathan Gottesmann, girato nel 2016 e distribuito nelle sale cinematografiche indipendenti dal titolo Diva senza tempo, di cui si puo dire che la Zanicchi sia protagonista in absentia; l'originale lungometraggio, infatti, racconta un viaggio improbabile di una band di giovani musicisti israeliani da Tel Aviv a Roma, passando per Atene, Tirana, Matera, Salerno e Napoli, alla ricerca proprio di Iva Zanicchi, la diva senza tempo del titolo che sembra richiamare i titoli di due famosi album della cantante (D'Iva e Iva senza tempo). Il regista ed interprete del film Gottesmann, collaboratore della band degli Energya Psychotronics,che ha scritto le colonne sonore, ha affermato di aver pensato alla Zanicchi proprio ascoltando l'album Shalom trovato per puro caso sulla bancarella di un collezionista italiano.

In ottobre la Zanicchi si esibisce al teatro sociale di Mantova nel Gran Concerto Sol per voi, spettacolo di beneficenza a favore dell'ospedale Gaslini di Genova; poi, archiviata la tourneè teatrale con Corinne Clery e Barbara Bouchet, il 21 ottobre inizia una nuova avventura a fianco di Marisa Laurito nella commedia Due donne in fuga sempre per la regia di Nicasio Anzelmo. In dicembre partecipa su Rai1 alla trasmissione 60 Zecchini condotta da Carlo Conti per celebrare il sessantennale dello Zecchino d’Oro.

Carriera politica[modifica | modifica wikitesto]

Eurodeputata di Forza Italia (2008-2009)[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni europee del 1999 Iva Zanicchi è candidata con Forza Italia ma non riesce ad ottenere le preferenze necessarie per entrare nell'europarlamento. Alle successive elezioni europee del 2004 si candida di nuovo con Forza Italia e sembra essere eletta ma la sua elezione non viene però confermata dal riconteggio delle schede e si attesta semplicemente come prima dei non eletti[80].

Nel maggio del 2008 si insedia al Parlamento europeo subentrando a Mario Mantovani[81], che ha optato per il seggio al Senato conquistato nelle elezioni politiche di aprile[80]. In otto mesi a Strasburgo partecipa a 20 sedute su 43 plenarie (il 47%) e fa un solo intervento in aula; La Zanicchi ha giustificato le assenze in base agli impegni contrattuali presi precedentemente per la registrazione della terza stagione della fiction Caterina e le sue figlie. Conclude la legislatura nel maggio 2009 con circa il 64% delle presenze.

Eurodeputata del Popolo della Libertà (2009-2014)[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni europee del 2009 viene rieletta deputato al Parlamento Europeo per Il Popolo della Libertà, aderendo al Partito Popolare Europeo. Iva Zanicchi è anche stata eletta vicepresidente della Commissione Sviluppo del Parlamento Europeo. In seguito alla sua rielezione al parlamento europeo ha iniziato a tenere (fino al 2011) una breve rubrica settimanale sul quotidiano QN intitolata W Iva l'Europa in cui rispondeva a domande di varia natura inerenti al suo ruolo di europarlamentare. La Zanicchi è stata presente a quasi tutte le sedute dell'europarlamento, tanto da arrivare ad essere una degli europarlamentari italiani più presenti in tutta la legislatura (con oltre il 97% di presenze in aula).

Nel novembre 2009 si è opposta alle proposte di nuovi metodi per il pagamento dei diritti d'autore sui contenuti internet, sostenendo che "La maggioranza dei giovani europei non è disposta a pagare per consumare i contenuti in rete, mentre solo il 52% di essi dichiara di fruire di prodotti musicali attraverso l'acquisto di cd originali".[82] Nel settembre 2010 ha votato a favore della revisione della direttiva europea sugli animali usati per la sperimentazione scientifica, voto che è stato contestato da parte dell'opinione pubblica e per motivare il quale la Zanicchi ha affermato "Mi sono fidata dei miei assistenti... Non posso mica seguire i lavori di tutte le commissioni!"[83][84]

Proprio nella veste di europarlamentare del PDL la Zanicchi è stata invitata come ospite alla trasmissione L'infedele di Gad Lerner andata in onda su LA7 con una puntata fortemente critica nei confronti di Silvio Berlusconi il 24 gennaio 2011; Berlusconi, intervenuto telefonicamente in diretta per controbattere, ha invitato la Zanicchi a lasciare lo studio ma l'europarlamentare è rimasta al suo posto fino alla fine del programma.

Elezioni europee del 2014[modifica | modifica wikitesto]

La Zanicchi ha deciso, contrariamente a quanto dichiarato in precedenza[85], di ricandidarsi con la nuova Forza Italia alle elezioni europee del 2014. Durante la campagna elettorale è protagonista di un episodio controverso: invitata alla trasmissione de LA7 La gabbia dopo aver litigato con alcuni componenti del pubblico che la contestavano, ha abbandonato la trasmissione, insultandoli.

Nonostante le 30.454 preferenze, 10.000 in più di quelle ottenute alle medesime elezioni nel 2009, nella Circoscrizione Italia nord-occidentale (che raccoglie i collegi di Piemonte, Lombardia, Liguria e Valle d'Aosta) risulta, come già successo nel 2004, la prima dei non eletti di Forza Italia e così annuncia che lascerà la politica.[86]

In occasione dell'evento primarie del PD del 2017 ha pubblicamente dichiarato il suo appoggio al Ministro della Giustizia Andrea Orlando.[87]

Opere letterarie[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 pubblica il libro autobiografico Polenta di castagne, dove racconta in chiave ironica la storia della sua famiglia[88] con cui vince nello stesso anno il Premio Nazionale Alghero Donna di Letteratura e Giornalismo per la sezione narrativa. Il 6 settembre 2005 esce I prati di Sara, il suo secondo libro: un romanzo che narra la storia di due amiche. Ospite alla trasmissione di Paolo Limiti E state con noi in tv la Zanicchi ha dichiarato di star lavorando ad un terzo libro che sarà molto simile a Polenta di castagne.

Profilo della voce[modifica | modifica wikitesto]

  • Tipo di voce: Mezzosoprano.
  • Estensione: 2 ottave e 5 semitoni.

Primati[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni a manifestazioni canore[modifica | modifica wikitesto]

Festival di Sanremo[modifica | modifica wikitesto]

Sul palco del Festival di Sanremo nel 1968
  • 1965 - I tuoi anni più belli (Mogol-Gaspari-Polito), in coppia con Gene Pitney (eliminata)
  • 1966 - La notte dell'addio (Diverio-Testa), in coppia con Vic Dana (12ª classificata)
  • 1967 - Non pensare a me (Testa-Sciorilli), in coppia con Claudio Villa, (1ª classificata)
  • 1968 - Per vivere (Nisa-Bindi), in coppia con Udo Jürgens (eliminata)
  • 1969 - Zingara (Albertelli-Riccardi), in coppia con Bobby Solo, (1ª classificata)
  • 1970 - L'arca di Noè (S. Endrigo), in coppia con Sergio Endrigo (3ª classificata)
  • 1974 - Ciao cara come stai? (Dinaro-Daiano-Janne-Malgioglio), (1ª classificata)
  • 1984 - Chi (mi darà) (U. Balsamo-C. Malgioglio-U. Balsamo), (9ª classificata)
  • 2003 - Fossi un tango (Testo: Loriana Lana, Musica: Aldo Donati), (20ª classificata)
  • 2009 - Ti voglio senza amore (Gianfranco Fasano - Fabrizio Berlincioni) (eliminata)

Festival di Sanremo, partecipazioni esterne[modifica | modifica wikitesto]

  • 1977 - Ospite d'onore con Arrivederci padre (Gino Mescoli-Gianni Belfiore)
  • 1979 - Ospite d'onore con Per te (P. Felisatti - C. Malgioglio) e Pronto 113 (C. Castellari - C. Malgioglio)
  • 2001 - Giuria di qualità
  • 2005 - Opinionista

Un disco per l'estate[modifica | modifica wikitesto]

Festival di Napoli[modifica | modifica wikitesto]

Festivalbar[modifica | modifica wikitesto]

Mostra internazionale di musica leggera di Venezia[modifica | modifica wikitesto]

  • 1966 - Fra noi (è finita così) (Amadesi - Albula)
  • 1967 - Le montagne (Ci amiamo troppo) (Cassia - Spector - Barry Greenwich)
  • 1969 - Che vuoi che sia (U. Juegens - F. Migliacci)
  • 1972 - Alla mia gente (Camillo e Corrado Castellari)
  • 1973 - Le giornate dell'amore (Camillo e Corrado Castellari), Chi mi manca è lui (Albertelli - R. Soffici - M. Guantini)
  • 1974 - Testarda io (Cristiano Malgioglio - Roberto Carlos), Io ti propongo (Cristiano Malgioglio - Roberto Carlos)

Canzonissima[modifica | modifica wikitesto]

  • 1966 - Fra noi (è finita così) (Amadesi - Albula), Monete d'oro (Luciano Beretta - Francesio)
  • 1968 - Come ti vorrei - (Specchia - Russel), Senza catene (Unchained melody) (Mario Panzeri - Nomen-North)
  • 1969 - Vivrò (My prayer) (Bertini - Boulanger)
  • 1970 - Un uomo senza tempo (P. Jose-E. Lombardi), Un fiume amaro (C. Dimitri-S. Tuminelli-M. Theodorakis), Una storia di mezzanotte (Di Bari-Mogol)
  • 1971 - E io tra di voi (Sergio Bardotti - Charles Aznavour), Exodus (Mimma Gaspari - Enest Gold), Coraggio e paura (Camillo e Corrado Castellari)
  • 1972 - Un uomo senza tempo (Ettore Lombardi - Piero Jose), Mi ha stregato il viso tuo (Luigi Albertelli - Roberto Soffici), La mia sera (Paolo Limiti - Ezio Leoni)

Eurovision Song Contest[modifica | modifica wikitesto]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Iva Zanicchi.
Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Discografia di Iva Zanicchi fuori dall'Italia.

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

1973-74: Tra noi (spettacolo teatrale con Walter Chiari e Tony Renis)
1976: I sette peccati capitali (balletto cantato su testi di Bertold Brecht)
2015-2017: Tre donne in cerca di guai (commedia con Corinne Cléry e Barbara Bouchet per la regia di Nicasio Anzelmo)
2017- in corso: Due donne in fuga (commedia con Marisa Laurito per la regia di Nicasio Anzelmo)

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Programmi televisivi[modifica | modifica wikitesto]

Radio[modifica | modifica wikitesto]

  • 1970: Il gioco dei tre
  • 1975: Pomeriggio con..
  • 1997: Mattinando con.. Iva Zanicchi

Il soprannome[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Galleria della canzone: anni 70
  2. ^ "Un uomo senza tempo" a "Doppia coppia" 1970
  3. ^ Le mille vite di Iva Zanicchi
  4. ^ Dive italiane nel Festival di Viña del Mar
  5. ^ Iva Zanicchi a Viña del Mar nel 1978
  6. ^ Hitparade Italia: settimana 8 agosto 1974
  7. ^ La Mostra Internazionale di musica leggera di Venezia nel 1973
  8. ^ a b Iva Zanicchi. Testarda io, di Andrea Paltrinieri, Nicomp Saggi, 2007, pag. 59
  9. ^ L'album "Caro Theodorakis...Iva" del 1970
  10. ^ L'album "Caro Aznavour" del 1971
  11. ^ Hitparade dell'8 agosto 1971
  12. ^ Classifica degli album più venduti del 1970
  13. ^ Stevie Wonder su Iva Zanicchi: intervista a Cristiano Malgioglio
  14. ^ Tv vintage: Ok, il prezzo è giusto
  15. ^ Per te, Armenia nel 1989
  16. ^ La gelosia con Cristiano Malgiolgio nel 1991
  17. ^ "Ti dovresti vedere dopo": il duetto con Franco Simone
  18. ^ La città del sole di Franco Simone
  19. ^ La carriera di Iva Zanicchi in breve
  20. ^ La presenza in classifica di Iva Zanicchi
  21. ^ Mia Martini omaggia Iva Zanicchi
  22. ^ Loretta Goggi omaggia Iva Zanicchi a "Fantastico 79"
  23. ^ Ornella Vanoni e "La notte dell'addio"
  24. ^ Luca Madonia e Iva Zanicchi
  25. ^ Iva Zanicchi: la sua storia, la nostra storia
  26. ^ Classifiche musicali europee: anni 70
  27. ^ Il duo argentino Pimpinela interpreta "La orilla blanca, la orilla negra
  28. ^ La cantante venezuelana Mirla Castellanos interpreta "La orilla blanca, la orilla negra
  29. ^ Versione finlandese di "La riva bianca, la riva nera
  30. ^ Altra versione finlandese di "La riva bianca, la riva nera
  31. ^ a b c Le classifiche discografiche di American Radio History
  32. ^ L'album "Nostalgias"
  33. ^ Il Disco d'Oro 1961, pubblicato su Musica & dischi n° 179 di maggio 1961, pag. 24
  34. ^ Iva Zanicchi. Testarda io, di Andrea Paltrinieri, Nicomp Saggi, 2007, pag. 21
  35. ^ Iva Zanicchi. Testarda io, di Andrea Paltrinieri, Nicomp Saggi, 2007, pag. 22
  36. ^ Tv sorrisi e canzoni: facevo la fame però ero felice
  37. ^ Iva Zanicchi. Testarda io, di Andrea Paltrinieri, Nicomp Saggi, 2007, pag. 22/23
  38. ^ Hitparade Italia: settimana 8 aprile 1967
  39. ^ Archivio Rai: biografia Archiviato il 4 maggio 2010 in Internet Archive.
  40. ^ Iva Zanicchi. Testarda io, di Andrea Paltrinieri, Nicomp Saggi, 2007, pag. 29
  41. ^ Iva Zanicchi Cyber Girl: intervista
  42. ^ Hitparade Italia: Festival di Napoli 1966
  43. ^ Alberto Testa e il Festival di San Remo 1967
  44. ^ Non pensare a me
  45. ^ Iva Zanicchi. Testarda io, di Andrea Paltrinieri, Nicomp Saggi, 2007, pag. 36
  46. ^ Umberto Bindi
  47. ^ Hit parade Italia: 10 febbraio 1968
  48. ^ Zingara 2008
  49. ^ Iva Zanicchi. Testarda io, di Andrea Paltrinieri, Nicomp saggi, pag. 39
  50. ^ Sergio Endrigo
  51. ^ Filmato "Doppia Coppia"
  52. ^ Iva Zanicchi e "Un uomo senza tempo"
  53. ^ San Remo 2009: Iva Zanicchi
  54. ^ Hitparade Italia: 1971
  55. ^ Hitparade Italia: settimana 8 agosto 1971
  56. ^ Intervista a Corrado Castellari
  57. ^ Hitparade Italia: Nonostante lei
  58. ^ Hitparade Italia: Top10 del 3 febbraio 1973
  59. ^ Hitparade Italia: I singoli più venduti del 1973
  60. ^ Iva Zanicchi. Testarda io, di Andrea Paltrinieri, Nicomp Saggi, 2007, pag. 60
  61. ^ Le giornate dell'amore
  62. ^ Hitparade Italia: Top10 del 20 aprile 1974
  63. ^ Hitparade Italia: Totanbot
  64. ^ Iva Zanicchi: Io sarò la tua idea
  65. ^ Iva Zanicchi: Confessioni
  66. ^ Iva Zanicchi: Mamma tutto
  67. ^ a b Iva Zanicchi. Testarda io, di Andrea Paltrinieri, Nicomp saggi, pag. 73
  68. ^ Quanto dura poco l'estate
  69. ^ Video "Con todo el amor que yo puedo"
  70. ^ Iva Zanicchi. Testarda io, di Andrea Paltrinieri, Nicomp Saggi, 2007, pag. 84
  71. ^ Iva Zanicchi. Testarda io, di Andrea Paltrinieri, Nicomp saggi, pag. 82
  72. ^ Iva Zanicchi. Testarda io, di Andrea Paltrinieri, Nicomp Saggi, 2007, pag. 83
  73. ^ dati ricavati dal sito Memorie Televisive [1]. URL consultato il 7 febbraio 2015.
  74. ^ Iva Zanicchi. Testarda io, di Andrea Paltrinieri, Nicomp Saggi, 2007, pag. 100
  75. ^ Sanremo scoppia il caso Zanicchi: «Niente palco, la mia avventura è finita», in Il Messaggero, 18 febbraio 2009. URL consultato il 23 febbraio 2009.
  76. ^ Zanicchi infuriata per l'esclusione: «Dovevo cantare prima di Benigni», in Il Corriere sella Sera, 18 febbraio 2009. URL consultato il 23 febbraio 2009.
  77. ^ «Silvio, diventa un mito e fa' come Mina: sparisci», in Il Corriere della Sera, 17 febbraio 2009. URL consultato il 23 febbraio 2009.
  78. ^ Intervento a La vita in diretta, 20 febbraio 2009
  79. ^ [2]
  80. ^ a b Maria Laura Rodotà, Un seggio europeo, la rivincita di Iva. L'aquila di Ligonchio verso Strasburgo, in Il Corriere della Sera, 19 aprile 2008, p. 8. URL consultato il 26 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2012).
  81. ^ Soglio Elisabetta, Europee, via alle candidature Berlusconi e Fassino capilista «Campagna difficile e costosa», in Il Corriere della Sera, 07 febbraio 2009. URL consultato il 23 febbraio 2009 (archiviato dall'url originale il 10 novembre 2012).
  82. ^ Musica: all'Europarlamento Iva Zanicchi difende l'industria discografica, Giornale dello Spettacolo, 10 novembre 2009
  83. ^ Lo Sbaglio della Zanicchi, Metro, 15 settembre 2010
  84. ^ " sinistra e libertà
  85. ^ Iva Zanicchi: “non mi ricandido, torno in tv”
  86. ^ Iva Zanicchi: "Da oggi non sono più una politica"
  87. ^ [3]
  88. ^ Iva Zanicchi. Testarda io, di Andrea Paltrinieri, Nicomp Saggi, 2007.
  89. ^ La ricostruzione dei soprannomi delle cantanti femminili degli anni '60 è stata effettuata da Enzo Giannelli, in Gli urlatori, tutti i figli italiani di Elvis, Roma, Armando Curcio Editore, 2012, pag. 120
  • Antonio Sciotti, Enciclopedia del Festival della Canzone Napoletana 1952-1981, ed. Luca Torre, 2011.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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