Decumani di Napoli

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Decumani di Napoli
Napoli - Via dei Tribunali.jpg
Decumano maggiore, composto da via dei Tribunali
Spaccanapoli da s Elmo 1050131.JPG
Il decumano inferiore, comunemente chiamato Spaccanapoli, dalla collina del Vomero
Civiltà Civiltà greca
Utilizzo Assi viari
Epoca Epoca greca
Localizzazione
Stato Italia Italia
Comune stemma Napoli
Amministrazione
Visitabile

I decumani di Napoli sono tre antiche strade di Napoli create alla fine del VI secolo a.C. durante l'epoca greca costituenti il cuore del centro antico della città.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Le strade sono tre e scorrono parallelamente l'una dall'altra attraversando da est a ovest la città, parallelamente rispetto alla costa. Il termine decumano utilizzato in via ufficiale risulta in realtà un termine improprio in quanto esso caratterizza un sistema di urbanizzazione di epoca romana. Neapolis, invece, venne fondata come colonia greca[1], dunque ben prima dell'avvento dei romani.

Il sistema greco prevedeva uno schema stradale ortogonale in cui tre strade, le più larghe (circa sei metri[2]) e grandi, parallele l'una all'altra, chiamate plateiai (singolare: plateia), attraversavano l'antico centro urbano suddividendolo in quattro parti. Inoltre, tali vie principali vengono tagliate perpendicolarmente, da nord a sud, da altre strade più piccole (larghe circa tre metri) chiamate stenopoi (singolare: stenopos) o più impropriamente "cardini", le quali strade oggi costituiscono i vicoli del centro storico cittadino. La rete stradale dunque, risulta essere caratterizzata di fatto da strade principali (plateiai) e strade secondarie (stenopoi) che combinate tra loro, dividono lo spazio in isolati quadrangolari regolari, spesso in strigae molto allungate. Si conta che le strade secondarie di Napoli che tagliano le tre plateiai siano in numero variabile tra le diciassette e ventiquattro.[3]

I tre decumani vedevano nelle due laterali una sostanziale similitudine mentre la centrale risultava essere più grande rispetto alle altre due e rappresentava per l'appunto la via più importante della città antica. La plateia centrale corrisponde oggi a via dei Tribunali e nel punto centrale di quest'arteria era disposta, durante l'epoca greca, l'agorà, mentre in quella romana il foro. L'agorà stessa, oggi corrispondente a Piazza San Gaetano, era divisa in due dalla via maggiore dove nel lato nord, nei pressi della Basilica di San Paolo Maggiore, avvenivano le funzioni religiose mentre nel lato sud, verso la Basilica di San Lorenzo Maggiore, vi erano il mercato, l'aerarium ed altre strutture con funzioni civili. Non a caso, gli scavi di san Lorenzo Maggiore, visitabili dentro l'omonima chiesa, mostrano i resti di epoca greca degli stessi mercati.

Il sistema stradale antico di Napoli oggi è rimasto sostanzialmente invariato avendo in alcuni punti un livello massimo di corrispondenza rispetto alla struttura originaria, mentre, in altri, un livello più basso per via di modifiche, talune volte radicali, che ha subito col tempo l'antico assetto urbano.[2] Il primo caso è quello di Spaccanapoli che, infatti, se ammirata dalla collina del Vomero, mostra ancora la sua perfetta linearità dal punto iniziale a quello finale del percorso. Il secondo caso, invece, è quello del decumano superiore, corrispondente a via della Sapienza, Pisanelli, dell'Anticaglia e degli Apostoli, il quale vede notevolmente mutato il suo aspetto antico mostrando in più punti stravolgimenti della sua direzione. Tra i cardini che invece hanno subito una più radicale risistemazione in epoche future, va citata l'attuale via Duomo, la cui strada subì un sostanziale ampliamento rispetto alla dimensione originaria a seguito degli interventi di risanamento che hanno interessato la città verso la fine del XIX secolo.

I tre decumani sono:

Tutte e tre le vie principali del nucleo antico fanno parte della porzione di centro storico di Napoli protetto dall'Unesco[4] e contengono al loro interno un elevato numero di palazzi nobiliari, chiese monumentali e siti archeologici della città.

Per sola semplicità e consuetudine, oggi nell'uso comune i termini plateiai e stenopoi sono stati sostituiti dai termini romanici successivi decumani e cardini. Nel periodo romano, le strade non hanno comunque smesso di essere vissute come principali della città venendo, in alcuni casi, altresì allungate lievemente verso est (è questo il caso del decumano inferiore, che venne allungato nel tratto da piazza del Gesù Nuovo fino a via Domenico Capitelli).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cenni storici, comune.napoli.it. URL consultato il 27 agosto 2011.
  2. ^ a b D. Mazzoleni, I palazzi di Napoli, Arsenale Editrice (2007) ISBN 88-7743-269-1
  3. ^ Jelardi A., Strade, personaggi e storie di Napoli, Guida Editore (2007)
  4. ^ Sito ufficiale dell'UNESCO, World Heritage Centre, whc.unesco.org. URL consultato il 4 luglio 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • De Vito B., I decumani di Napoli, Guida Editrice (2001)
  • Valori di Napoli - Il decumano maggiore, Doc DVD (2000)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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