Stefano Caldoro

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Stefano Caldoro
StefanoCaldoro.jpg

Presidente della Regione Campania
Durata mandato 17 aprile 2010 –
18 giugno 2015
Predecessore Antonio Bassolino
Successore Vincenzo De Luca

Vicepresidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome
Durata mandato 31 luglio 2014 –
18 giugno 2015
Predecessore Paolo Di Laura Frattura
Successore Giovanni Toti

Ministro per l'attuazione del programma di governo
Durata mandato 23 aprile 2005 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Claudio Scajola
Successore Giulio Santagata

Viceministro dell'istruzione, dell'università e della ricerca
Durata mandato 30 dicembre 2004 –
23 aprile 2005
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore non istituito
Successore Giovanni Ricevuto

Sottosegretario di Stato del Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca
Durata mandato 11 giugno 2001 –
30 dicembre 2004
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Giuseppe Gambale
Successore Valentina Aprea

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature - XI

- XVI (Fino al 27 maggio 2010)

Gruppo
parlamentare
XI:

Partito Socialista Italiano

XVI:

Popolo della Libertà

Coalizione XI:

Pentapartito

XVI:

Coalizione di centro-destra del 2008

Circoscrizione XI:

Napoli-Caserta

XVI:

Campania 1

Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Forza Italia (Dal 2013)

In precedenza

Partito Socialista Italiano (1985-1994)

Partito Socialista (1996-2001)

Nuovo PSI (2001-2009)

Il Popolo della Libertà (2009-2013)

Titolo di studio Laurea in scienze politiche
Professione Giornalista

Stefano Caldoro (Campobasso, 13 dicembre 1960) è un politico italiano.

Esponente di Forza Italia, è stato presidente della Regione Campania dal 2010 al 2015.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi nel PSI[modifica | modifica wikitesto]

Laureato in scienze politiche, giornalista e consulente d'azienda, ha iniziato la sua esperienza politica nel 1985, eletto nel Consiglio regionale della Campania, come esponente del Partito Socialista Italiano.

Diventa deputato nel 1992 sempre tra le file del PSI. È componente della delegazione italiana al Consiglio d'Europa e dell'Unione Europea Occidentale. È figlio dell'ex sottosegretario e deputato socialista Antonio Caldoro.

Nel Nuovo PSI e nei governi di Berlusconi[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1994, dopo lo scioglimento del PSI, decide di aderire al gruppo socialista che si schiera con la coalizione del Polo delle Libertà.

Nel 1999 viene candidato, per il centrodestra, alla presidenza della Provincia di Napoli, risultando sconfitto.

Nel 2001 è tra i fondatori del Partito Socialista - Nuovo PSI e il partito aderisce alla coalizione della Casa delle Libertà che sostiene Silvio Berlusconi. Dopo la vittoria di Berlusconi, al momento delle nomine per il Governo Berlusconi II, Caldoro viene nominato prima sottosegretario e poi, dal 30 dicembre del 2004, viceministro di Letizia Moratti al Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

Con la costituzione del Governo Berlusconi III, viene promosso Ministro per l'attuazione del programma di governo, carica che mantiene dal 23 aprile 2005 fine alla fine della Legislatura nel 2006.

Al V Congresso dell'ottobre del 2005 del Nuovo PSI, che sancisce una spaccatura perentoria fra due opposte fazioni, l'una guidata da Gianni De Michelis favorevole a rimanere nella CdL e l'altra da Bobo Craxi favorevole a passare col centro-sinistra, Caldoro si schiera a sostegno del segretario nazionale De Michelis manifestando l'intenzione di rimanere nella CdL. Tuttavia, con il successivo svolgimento del consiglio nazionale, Caldoro è al centro di un "terzo fronte" all'interno del partito, che sceglie di stare con De Michelis per evitare altre spaccature, ma non ne condivide la linea politica. I due si astengono dal voto per la riconferma del segretario.

Nella primavera del 2007 Caldoro contrasta la scelta di De Michelis di prendere parte al progetto Costituente Socialista insieme coi Socialisti Democratici Italiani, giungendo ad una divisione del partito. Svolge, grazie al determinante contributo di Antonino Di Trapani e di Franco Spedale, che lo spingono fortemente ad andare avanti, con la sua componente maggioritaria un congresso il 23 e 24 giugno all'Hotel Midas di Roma che lo designa Segretario Nazionale del Nuovo PSI. Successivamente, assume la direzione politica del giornale di partito Socialista Lab.

Nel 2008, in occasione dell'annuncio da parte del leader del centrodestra Silvio Berlusconi della creazione di un nuovo soggetto unitario della coalizione il Popolo della Libertà, aderisce fin dal principio al processo costitutivo del nuovo partito col Nuovo PSI. Alle elezioni politiche del 2008 viene candidato, in quanto Segretario Nazionale del Nuovo PSI, all'interno delle liste del PdL nel collegio Campania 1 come terzo in lista dopo Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini, viene eletto e aderisce al gruppo del PdL alla Camera. Con il suo Nuovo PSI è fra i fondatori nel marzo del 2009 del Popolo della Libertà e lui stesso fa parte della Direzione Nazionale del nuovo partito.

Presidente della Regione Campania[modifica | modifica wikitesto]

Per la tornata elettorale regionale del 28-29 marzo 2010 viene candidato ed eletto alla Presidenza della Regione Campania con l'appoggio dello schieramento di centrodestra formato da PDL, La Destra, UDC, UDEUR, Alleanza di popolo, Noi Sud, Alleanza di Centro-Democrazia Cristiana e Lista per Caldoro Presidente.

La vittoria viene conseguita con il 54,2% dei consensi contro il 43% del suo principale sfidante, Vincenzo De Luca (PD), (Roberto Fico resta all'1,34% e Paolo Ferrero all'1,35%) e Caldoro diventa il nuovo Presidente della Regione Campania.[1] Il dato elettorale lo vede vincente in quattro province campane su cinque (Napoli, Caserta, Avellino, Benevento). Il seguente 17 aprile è proclamato presidente dalla Corte d'Appello di Napoli.

Dopo aver aderito alla rinata Forza Italia, il 24 marzo 2014 diventa membro del Comitato di Presidenza del partito. Inoltre, viene eletto vicepresidente della Conferenza Stato-Regioni in quota centrodestra, in seguito all'elezione di Sergio Chiamparino alla presidenza (in sostituzione del dimissionario Vasco Errani).

Nel 2015 viene ricandidato alla presidenza della Regione Campania per un secondo mandato ancora contro lo sfidante Vincenzo De Luca, sostenuto da Forza Italia, Fratelli d'Italia, Nuovo Centrodestra, Popolari per l'Italia, Popolari per il Sud, Noi Sud e le liste Caldoro Presidente, Mai più terra dei fuochi e Vittime della Giustizia e del Fisco. Il 31 maggio perde le elezioni regionali, sconfitto da De Luca (41%) per 66.000 voti.

Vicende giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

L'influenza della P3 per screditare la sua candidatura a Presidente della Regione Campania[modifica | modifica wikitesto]

Nel luglio 2010 l'imprenditore Flavio Carboni, coinvolto a Roma in un'inchiesta che punta a scoperchiare una cupola che avrebbe avuto interesse nella gestione degli appalti sull'energia eolica in Sardegna, e che vede indagato anche il presidente PDL della Sardegna Ugo Cappellacci, è stato arrestato, insieme a Pasquale Lombardi, geometra ed ex esponente della Democrazia Cristiana nonché ex sindaco del suo paese di origine, in provincia di Avellino, e all'imprenditore Arcangelo Martino, ex assessore comunale di Napoli. A tali personaggi i pm romani contestano, inoltre, l'accusa di aver esercitato presunte pressioni sui giudici della Corte Costituzionale al fine di favorire la legittimità del Lodo Alfano, di aver sostenuto la riammissione della lista civica regionale "Per la Lombardia" (che appoggiava il candidato di centrodestra per le elezioni regionali del 2010 poi eletto presidente della regione Lombardia Roberto Formigoni) e, infine, di aver favorito la nomina a presidente della Corte d'appello di Milano del pm Alfonso Marra (poi, effettivamente, nominato a questa carica). Essi avrebbero favorito anche la posizione di Cosentino come candidato presidente di centrodestra per la Campania alle elezioni regionali del 2010.[2] Avrebbero inoltre operato alla collazione di un dossier diffamatorio che avrebbe dipinto Caldoro, agli occhi dell'opinione pubblica, come frequentatore di transessuali. In una conversazione intercettata del 21 gennaio 2010 tra Arcangelo Martino e lo stesso sottosegretario, i due vengono ascoltati mentre convengono sul fatto che, malgrado le segnalazioni sui presunti e falsi scandali che avrebbero potuto coinvolgere l'aspirante presidente campano, i leader del Pdl insistono sulla candidatura di Caldoro alla Presidenza della Regione Campania[3]

Il presidente della Regione ha annunciato di essere pronto a revocare l'incarico al suo assessore all'Avvocatura Ernesto Sica, il quale, l'11 luglio, dopo un lungo incontro con Caldoro, ha ribadito la sua innocenza, salvo poi, sotto le pressioni da parte dell'ala finiana,[4] rassegnare le dimissioni dal suo incarico.[5]

Inchiesta Coppa America[modifica | modifica wikitesto]

Caldoro è indagato per abuso d'ufficio assieme, tra gli altri, a Luigi de Magistris e Luigi Cesaro nell'inchiesta sull'organizzazione dei preliminari dell'America's Cup.[6]

Caso CLP[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo 2015 Stefano Caldoro viene indagato dalla Procura di Napoli per abuso d'ufficio nell'ambito di un'inchiesta sul trasporto pubblico locale riguardante la società di trasporti e raccolta rifiuti CLP, più volte interdetta per mafia ed infine commissariata nel febbraio 2015 su richiesta dell'Autorità Nazionale Anticorruzione.[7] La giunta regionale, presieduta da Caldoro, ha prorogato gli affidamenti degli appalti di trasporto pubblico alla CLP, quando questa era già stata raggiunta da due interdittive antimafia, quindi, secondo la procura, in contrasto con le leggi nazionali e comunitarie in materia di aggiudicazione dei contratti per il servizio pubblico.[8]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Commendatore di merito con placca del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio - nastrino per uniforme ordinaria Commendatore di merito con placca del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio
«[9]»
— Napoli, 25 giugno 2012
Bersagliere onorario - nastrino per uniforme ordinaria Bersagliere onorario
«[10]»
— Salerno, 19 maggio 2013

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente della Regione Campania Successore Campania-Bandiera.png
Antonio Bassolino 29 marzo 2010 – 18 giugno 2015 Vincenzo De Luca
Predecessore Vicepresidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome Successore
Paolo Di Laura Frattura 31 luglio 2014 - 18 giugno 2015 Giovanni Toti
Predecessore Ministro per l'attuazione del programma di governo della Repubblica Italiana Successore Emblem of Italy.svg
Claudio Scajola 23 aprile 2005 – 17 maggio 2006 Giulio Santagata
Predecessore Viceministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Successore Emblem of Italy.svg
non istituito 30 dicembre 2004 – 23 aprile 2005 Giovanni Ricevuto
Predecessore Sottosegretario di Stato del Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Successore Emblem of Italy.svg
Giuseppe Gambale 11 giugno 2001 – 30 dicembre 2004 Valentina Aprea