Lucio Barani

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sen. Lucio Barani
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Aulla
Data nascita 27 maggio 1953
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Professione Medico chirurgo
Partito Nuovo PSI
Legislatura XVII
Gruppo - Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (Movimento per le Autonomie) (Dal 28 luglio 2015 - attualmente)

In precedenza:

- Il Popolo della Libertà (Dal 19 al 20 marzo 2013)

- Grandi Autonomie e Libertà (Dal 20 marzo 2013 al 28 luglio 2015)

Coalizione Coalizione di centro-destra del 2013
Circoscrizione Lombardia
Pagina istituzionale
on. Lucio Barani
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Aulla
Data nascita 27 maggio 1953
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Professione Medico chirurgo
Partito Nuovo PSI (all'interno del Popolo della Libertà)
Legislatura - XV

- XVI

Gruppo XV:

- GRUPPO MISTO (Da inizio legislatura al 4 maggio 2006)

- GRUPPO MISTO - componente: Democrazia Cristiana - Partito Socialista (Dal 4 maggio al 18 maggio 2006)

- DCA-Democrazia Cristiana per le Autonomie - Nuovo PSI (Dal 18 maggio 2006 a fine legislatura)

XVI:

- Popolo della Libertà

Coalizione XV:

Casa delle Libertà

XVI:

Coalizione di centro-destra del 2008

Circoscrizione Toscana
Pagina istituzionale

Lucio Barani (Aulla, 27 maggio 1953) è un politico italiano, segretario del Nuovo PSI dal 2011 al 2015, è stato sindaco di Aulla per tre mandati consecutivi dal 1990 al 2004 e membro del Parlamento a partire dal 2006.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sindaco di Aulla[modifica | modifica wikitesto]

Socialista della corrente craxiana (definito "più craxiano di Craxi"[1]), di professione medico della Direzione sanitaria della ASL di Massa-Carrara, presso il Distretto di Pontremoli- Fivizzano, Barani è stato sindaco in due comuni: Aulla, dal 1990 al 2004, e Villafranca in Lunigiana dal 2004 al 2009.

Ha militato nel Partito Socialista Italiano, transitando per il Partito Socialista Riformista e il Partito Socialista, per confluire poi nel Partito Socialista - Nuovo PSI e nel Popolo della Libertà. Non ha mai aderito al PSI ricostituito nel 2007, cosa fatta da altri membri dell'ex NPSI, come Gianni De Michelis (temporaneamente) e Bobo Craxi.

Come sindaco di Aulla ha guidato diverse giunte composte da:

Si è fatto notare per molte originali e insolite iniziative; ad esempio, nel 1994 iniziò la tradizione aullese di far eleggere un "sindaco dei ragazzi": alla simbolica "carica" venne eletto il quattordicenne Achille Fiorentini.[2]

Nell'agosto 1997, in qualità di primo cittadino di Aulla, fece installare all'ingresso della città cartelli di benvenuto (con citazioni di Socrate e Platone) che descrivevano il comune come "dedipietrizzato" in riferimento polemico all'allora pubblico ministero Antonio Di Pietro, da lui considerato il persecutore di Craxi e dei socialisti.[3] Il cartello fu posizionato accanto ad altri come quelli vietanti l'attività di prostituzione sulle strade e il divieto di lanciare sassi dal cavalcavia.[4]

Tra le altre eccentriche iniziative, propose Aulla come sede dei giochi olimpici e nel 1998 aprì l'"ufficio comunale contro il malocchio".[5]

Dopo aver fatto approvare la concessione della cittadinanza onoraria di Aulla a Bettino Craxi[6], assieme a quella a Giulio Andreotti e Arnaldo Forlani, il 24 ottobre 1999 guidò una delegazione del Consiglio Comunale ad Hammamet per consegnarla ufficialmente. L'ex leader del Partito Socialista Italiano, commosso, accettò la cittadinanza onoraria commentando, rivolto a Barani: “hai avuto un coraggio che nessuno ha avuto, ora che sono in disgrazia. Questo gesto mi conforta".[7]

Barani venne brevemente sospeso dal prefetto di Massa Carrara per aver concesso la cittadinanza onoraria ad un uomo ricercato dalla giustizia italiana.[8]

Ai funerali di Craxi, celebrati nella cattedrale di Tunisi, Barani fu l'unico sindaco d'Italia presente con la fascia tricolore. Fu anche uno di coloro che calarono la bara dell'ex premier socialista nella tomba del cimitero di Hammamet[9].

Fece anche erigere un monumento a forma di meridiana dedicato a Marco Pantani, in quanto "vittima della giustizia sportiva".[10]

La statua di Craxi e il monumento alle "vittime di Tangentopoli"

Nel febbraio 2003 fece erigere nel centro cittadino una statua commemorativa di Bettino Craxi[11] (con la scritta sul basamento che recita: "Bettino Craxi - Statista, esule e martire" e "A Bettino Craxi. La città di Aulla"[12]), rappresentante senza dubbio la prima del suo genere; in seguito fu messa in vendita da uno dei sindaci successivi, e valutata circa 150.000 euro in quanto composta di pregiato marmo di Carrara. Barani ha protestato in quanto la statua è stata commissionata e sarebbe proprietà del Nuovo PSI e non del Comune, secondo quanto dichiarato da Barani stesso, che ha affermato anche che il comune non ha quindi alcun diritto su di essa, potendo solo rimuoverla ma non venderla. Venne ipotizzato nel 2010 di regalarla alla città di Milano e sostituirla con una copia meno costosa.[13]

Al suo fianco fece erigere un monumento ai “Martiri di Tangentopoli”, per commemorare i politici morti suicidi o "perseguitati" nel corso dell'inchiesta Mani pulite. Si tratta di una sorta di piccolo obelisco con incisioni commemorative tratte da parole di Craxi, Sergio Moroni e dello stesso Barani alla base: CITTA' DI AULLA ALLE VITTIME DI TANGENTOPOLI summum ius summa iniuria (fronte); QUANDO LA PAROLA È FLEBILE NON RESTA CHE IL GESTO ON. SERGIO MORONI (sinistra); LA MIA LIBERTA' EQUIVALE ALLA MIA VITA ON. BETTINO CRAXI (retro); COL BUIO DI OGNI INGIUSTIZIA CHE ALMENO IL RICORDO TENGA DESTE LE VITTIME E I LORO CARNEFICI LUCIO BARANI SINDACO DELLA CITTÀ DI AULLA (destra)[14]

Entrambi i monumenti si trovano in piazza Bettino Craxi, una nuova piazza ricavata dalla divisione di piazza Gramsci. Questi riconoscimenti indussero circa 70 parlamentari dell'allora Democratici di Sinistra a chiedere al Ministro degli Interni Enzo Bianco di sospendere nuovamente Barani dalle funzioni di sindaco per vilipendio della Costituzione, cosa poi non avvenuta.

Barani ha rivelato anche di aver progettato di trafugare il corpo di Craxi per dargli sepoltura in Italia, cosa che la famiglia non voleva, per rispetto alla volontà dello stesso Craxi, che non voleva rientrare, né da vivo né da morto, se non fosse stato riabilitato completamente.[15]

Il 14 ottobre 2014 viene deferito, assieme ad altre 10 persone, avanti la Corte dei conti per danno erariale allo Stato di 1,9 milioni di Euro in riferimento all'epoca in cui era sindaco di Aulla.[16]

Sindaco di Villafranca[modifica | modifica wikitesto]

Ha poi lasciato la carica di sindaco di Aulla, divenendo sindaco di Villafranca.

Come sindaco di Villafranca ha intitolato una via al - tuttora vivente - ex presidente della Tunisia Zine El-Abidine Ben Ali, per aver ospitato Craxi ad Hammamet dal 1993 al 2000 e averlo protetto dall'estradizione, poi cancellata dal sindaco successore dopo la rivoluzione tunisina del 2010-2011, in seguito alla quale Ben Ali è stato deposto ed esiliato.[17]

Parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Barani è stato eletto alla Camera dei deputati alle elezioni politiche del 2006 con la lista DCANuovo PSI nella circoscrizione Toscana, grazie alla rinuncia del capolista Gianni De Michelis che gli ha ceduto il seggio preferendo rimanere parlamentare europeo.

Nel corso della XV Legislatura ha aderito al gruppo parlamentare "DC–Nuovo PSI" ed è stato membro della Commissione Affari Sociali e, poi, della Commissione Lavoro.

Lucio Barani è stato il primo firmatario della proposta di legge per l'istituzione dei DI.DO.RE. (Diritti – Doveri – Reciprocità) per il riconoscimento delle unioni di fatto e relatore al Decreto Balduzzi sulla riforma della sanità[senza fonte]

Nella XVI Legislatura è stato Capogruppo Pdl XII Commissione affari sociali e membro Commissione Parlamentare d'inchiesta sugli errori in campo sanitario e sui disavanzi sanitari regionali. Non ha aderito al Partito Socialista Italiano rinato nel 2007, rimanendo a guidare il Nuovo PSI.

Nella XVII Legislatura, eletto senatore per Il Popolo della Libertà in Lombardia e Campania, ha aderito al gruppo parlamentare Grandi Autonomie e Libertà ed è stato nominato Segretario del Senato della Repubblica in quota Gal e Capogruppo di GAL nella II Commissione Giustizia.

In polemica con il ddl anticorruzione del governo Renzi propone dei provocatori emendamenti in cui propone le pubbliche scuse, l'esposizione al pubblico ludibrio, e la fucilazione in piazza (ma senza "comportare la morte del reo").[18][1]

Esibisce poi in Parlamento una maglietta nera con garofano rosso e la scritta Je suis Craxi ("Io sono Craxi"), parodia craxiana di Je suis Charlie (in solidarietà al giornale satirico parigino Charlie Hebdo dopo gli attentati del gennaio 2015)[18], già indossata per commemorare Craxi ad Hammamet.[19]

Il 29 luglio 2015 abbandona GAL per aderire al neo-gruppo di Denis Verdini Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, divenendo capogruppo dello stesso. Dopo le numerose polemiche col suo partito legato a Forza Italia, a seguito di tale adesione[20], il 5 agosto Barani abbandona la carica di segretario del Nuovo PSI.[21].

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 ottobre 2015 Barani si rende protagonista di gesti sessisti in Parlamento nei confronti della senatrice del M5S Barbara Lezzi, provocando la sospensione dei lavori. Il 6 ottobre, l'Ufficio di Presidenza del Senato decide una sospensione di 5 giorni per Barani e per il collega di partito Vincenzo D'Anna - la prima volta nella storia della Repubblica che un capogruppo parlamentare viene sanzionato dall'Ufficio di Presidenza del Senato.[22][23]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Segretario del Nuovo PSI Successore
Stefano Caldoro 25 giugno 2011 - 5 agosto 2015 Vacante