Lucio Barani

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Lucio Barani

Segretario del Nuovo PSI
Durata mandato 25 giugno 2011 –
5 agosto 2015
Predecessore Stefano Caldoro
Successore Vacante

Segretario al Senato della Repubblica
In carica
Inizio mandato 21 marzo 2013
Predecessore Helga Thaler Ausserhofer
Successore In carica

Capogruppo di Alleanza Liberalpopolare-Autonomie al Senato della Repubblica
In carica
Inizio mandato 29 Luglio 2015
Predecessore nessuno
Successore In carica

Dati generali
Tendenza politica Liberalsocialismo[1]
on. Lucio Barani
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Aulla
Data nascita 27 maggio 1953
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Professione Medico Chirurgo
Partito Il Popolo della Libertà, Democrazia Cristiana per le Autonomie - Nuovo PSI
Legislatura XV, XVI
Gruppo Il Popolo della Libertà
Circoscrizione XII (Toscana)
Pagina istituzionale
sen. Lucio Barani
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Luogo nascita Aulla
Data nascita 27 maggio 1953
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Professione Medico Chirurgo
Partito Nuovo PSI (fino al 2015)
Legislatura XVII
Gruppo Il Popolo della Libertà (Dal 19 al 20 Marzo 2013)

Grandi Autonomie e Libertà (Dal 20 Marzo 2013 al 28 Luglio 2015)

Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (Dal 29 Luglio 2015)

Circoscrizione Lombardia
Incarichi parlamentari
  • Segretario della Presidenza del Senato.Capogruppo Gal II Commissione Giustizia
Pagina istituzionale

Lucio Barani (Aulla, 27 maggio 1953) è un politico italiano, segretario del Nuovo PSI dal 2011 al 2015.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce ad Aulla il 27 maggio del 1953.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Sindaco[modifica | modifica wikitesto]

Socialista della corrente craxiana (definito "più craxiano di Craxi"[2]), Barani è stato sindaco in due comuni: Aulla, dal 1990 al 2004, e Villafranca in Lunigiana dal 2004 al 2009.

Ha militato nel Partito Socialista Italiano, transitando per il Partito Socialista Riformista e il Partito Socialista, per confluire poi nel Partito Socialista - Nuovo PSI e nel Popolo della Libertà. Non ha mai aderito al PSI ricostituito nel 2007, cosa fatta da altri membri dell'ex NPSI, come Gianni De Michelis (temporaneamente) e Bobo Craxi.

Come sindaco di Aulla guida diverse giunte composte da:

Si è fatto notare per molte originali e insolite iniziative; ad esempio, nel 1994 iniziò la tradizione aullese di far eleggere un "sindaco dei ragazzi": alla simbolica "carica" venne eletto il quattordicenne Achille Fiorentini.[3]

Nell'agosto 1997, in qualità di primo cittadino di Aulla, fece installare all'ingresso della città cartelli di benvenuto (con citazioni di Socrate e Platone) che descrivevano il comune come "dedipietrizzato" in riferimento polemico all'allora pubblico ministero Antonio Di Pietro, da lui considerato il persecutore di Craxi e dei socialisti.[4] Il cartello fu posizionato accanto ad altri come quelli vietanti l'attività di prostituzione sulle strade e il divieto di lanciare sassi dal cavalcavia.[5]

Tra le altre eccentriche iniziative, propose Aulla come sede dei giochi olimpici e nel 1998 aprì l'"ufficio comunale contro il malocchio".[6]

Dopo aver fatto approvare la concessione della cittadinanza onoraria di Aulla a Bettino Craxi[7], assieme a quella a Giulio Andreotti e Arnaldo Forlani, il 24 ottobre 1999 guidò una delegazione del Consiglio Comunale ad Hammamet per consegnarla ufficialmente. L'ex leader del Partito Socialista Italiano, commosso, accettò la cittadinanza onoraria commentando: “Quando ero segretario del Psi e Presidente del Consiglio ho ricevuto cittadinanze onorarie dalle più importanti città del mondo. Questa però è per me la più importante perché significativa nel contesto in cui mi è stata offerta”.[senza fonte] Barani venne brevemente sospeso dal prefetto di Massa Carrara per aver concesso la cittadinanza onoraria ad un uomo ricercato dalla giustizia italiana.[8]

Ai funerali di Craxi, celebrati nella cattedrale di Tunisi, Barani fu l’unico sindaco d’Italia presente con la fascia tricolore. Fu anche uno di coloro che calarono la bara dell'ex premier socialista nella tomba del cimitero di Hammamet[9].

Nel febbraio 2003 fece erigere nel centro cittadino una statua commemorativa di Bettino Craxi (con la scritta sul basamento che recita: "Bettino Craxi - Statista, esule e martire"[10], poi messa in vendita da uno dei sindaci successivi; Barani ha protestato in quanto la statua è stata commissionata e sarebbe proprietà del Nuovo PSI e non del Comune, secondo quanto dichiarato da Barani stesso (che ha affermato anche che il comune non ha quindi alcun diritto su di essa, potendo solo rimuoverla ma non venderla).

Al suo fianco fece costruire un monumento ai “Martiri di Tangentopoli”, per commemorare i politici morti suicidi o "perseguitati" nel corso dell’inchiesta Mani pulite. Si tratta di una sorta di piccolo "obelisco" con incisioni commemorative tratte da parole di Craxi, Sergio Moroni e dello stesso Barani alla base: CITTA' DI AULLA ALLE VITTIME DI TANGENTOPOLI summum ius summa iniuria (fronte); QUANDO LA PAROLA È FLEBILE NON RESTA CHE IL GESTO ON. SERGIO MORONI (sinistra); LA MIA LIBERTA' EQUIVALE ALLA MIA VITA ON. BETTINO CRAXI (retro); COL BUIO DI OGNI INGIUSTIZIA CHE ALMENO IL RICORDO TENGA DESTE LE VITTIME E I LORO CARNEFICI LUCIO BARANI SINDACO DELLA CITTÀ DI AULLA (destra) [11]

Entrambi i monumenti si trovano in piazza Bettino Craxi. Questi riconoscimenti indussero circa 70 parlamentari dell’allora Democratici di Sinistra a chiedere, al Ministro degli Interni Enzo Bianco, di sospendere nuovamente Barani dalle funzioni di sindaco per vilipendio della Costituzione, cosa poi non successa.

Barani ha rivelato anche di aver progettato di trafugare il corpo di Craxi per dargli sepoltura in Italia, cosa che la famiglia non voleva, per rispetto alla volontà dello stesso Craxi, che non voleva rientrare, né da vivo né da morto, se non fosse stato riabilitato completamente.[12]

Fece anche erigere un monumento a forma di meridiana dedicato a Marco Pantani, in quanto "vittima della giustizia sportiva".[13]

Ha poi lasciato la carica di sindaco di Aulla, divenendo sindaco di Villafranca.

Come sindaco di Villafranca ha intitolato una via al - tuttora vivente - ex presidente della Tunisia Zine El-Abidine Ben Ali, per aver ospitato Craxi ad Hammamet dal 1993 al 2000 e averlo protetto dall'estradizione, poi cancellata dal sindaco successore dopo la rivoluzione tunisina del 2010-2011, in seguito alla quale Ben Ali è stato deposto ed esiliato.[14]

Parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Barani è stato eletto alla Camera dei deputati alle elezioni politiche del 2006 con la lista DCANuovo PSI nella circoscrizione Toscana, grazie alla rinuncia del capolista Gianni De Michelis che gli ha ceduto il seggio preferendo rimanere parlamentare europeo.

Nel corso della XV Legislatura ha aderito al gruppo parlamentare "DC–Nuovo PSI" ed è stato membro della Commissione Affari Sociali e, poi, della Commissione Lavoro.

Lucio Barani è stato il primo firmatario della proposta di legge per l’istituzione dei DI.DO.RE. (Diritti – Doveri – Reciprocità) per il riconoscimento delle unioni di fatto e relatore al Decreto Balduzzi sulla riforma della sanità[senza fonte]

Nella XVI Legislatura è stato Capogruppo Pdl XII Commissione affari sociali e membro Commissione Parlamentare d’inchiesta sugli errori in campo sanitario e sui disavanzi sanitari regionali. Non ha aderito al Partito Socialista Italiano rinato nel 2007, rimanendo a guidare il Nuovo PSI.

Nella XVII Legislatura, eletto senatore per Il Popolo della Libertà in Lombardia e Campania, ha aderito al gruppo parlamentare Grandi Autonomie e Libertà ed è stato nominato Segretario della Presidenza del Senato e Capogruppo di GAL nella II Commissione Giustizia.

In polemica con il ddl anticorruzione del governo Renzi propone dei provocatori emendamenti fittizi (anche in quanto palesemente anticostituzionali) in cui propone «le pubbliche scuse nella piazza principale della città ove ha sede il Tribunale competente per territorio.... Vista l’elevata pericolosità sociale di tali reati l’esposizione in piazza al pubblico ludibrio non puo` avere durata inferiore a numero 18 ore, a prescindere dalle condizioni atmosferiche» e in seguito: «Art. 1-bis. 1. Chiunque compia taluno dei reati di cui al precedente articolo 1 è punito con la fucilazione da svolgersi pubblicamente nella piazza principale della città ove ha sede il Tribunale competente per territorio. 2. La pena di cui al precedente comma non puo` comportare la morte del reo».[15]

« Proprio perché sono un garantista , nel secondo comma ho scritto: “La pena non può comportare la morte del reo”. Ovvio che la mia era una provocazione, una boutade. Io parlo per parabole, come nostro Signore. Se la corruzione è di così grave allarme sociale fuciliamo tutti i corrotti, no? Come si faceva con i briganti, torniamo indietro di 150 anni. La mia era una presa in giro per dire che i processi dobbiamo farli subito, su-bi-to! Non possiamo lasciare uno venti anni a bagnomaria.[2] »

Esibisce poi in Parlamento una maglietta nera con garofano rosso e la scritta Je suis Craxi ("Io sono Craxi"), parodia craxiana di Je suis Charlie (in solidarietà al giornale satirico Charlie Hebdo dopo gli attentati del gennaio 2015)[15], già indossata per commemorare Craxi ad Hammamet e, secondo Barani, «un monito contro il terrore e la violenza, specialmente se utilizzati come strumenti di lotta politica. Strumenti chirurgicamente impiegati in Italia a partire dal 1992 per eliminare un’intera classe politica e parte dei suoi massimi esponenti, anche battendo la strada della strumentalizzazione e della spettacolarizzazione mediatica. (...) ricordando con questa maglietta che la violenza è sempre tale. A prescindere che essa provenga dalle armi o dalla penna posta sulla scrivania di qualche redazione o di qualche procura».[16]

Il 29 luglio 2015 abbandona GAL per aderire al neo-gruppo di Denis Verdini Alleanza Liberalpopolare-Autonomie, divenendo capogruppo dello stesso. Dopo le numerose polemiche dentro il suo partito, legato a Forza Italia, a seguito di tale adesione[17], il 5 agosto Barani abbandona la carica di segretario del Nuovo PSI, lasciando il partito in cui militava dalla fondazione.[18].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Il Nuovo PSI torna al socialismo liberale
  2. ^ a b Barani: "C'È GENTE CHE SOFFRE DI CRETINISMO POLITICO, POI TIRA DI COCA E VIENE IN AULA A BLATERARE", Dagospia
  3. ^ Achille batte Lara, sindaco a 14 anni
  4. ^ Foto del cartello Aulla comune dedipietrizzato
  5. ^ AULLA, COMUNE 'DEDIPIETRIZZATO'
  6. ^ Sindaco apre l' ufficio comunale per la lotta contro il malocchio
  7. ^ http://archiviostorico.corriere.it/1999/agosto/31/Craxi_Andreotti_Forlani_cittadini_onorari_co_0_9908311317.shtml Corriere della Sera
  8. ^ Villafranca dedica una via a Ben Ali
  9. ^ il Giornale
  10. ^ Una statua dedicata a Craxi, "statista, esule e martire"
  11. ^ Scheda e foto del monumento
  12. ^ "Volevo la salma di Craxi"
  13. ^ Foto del monumento
  14. ^ Tunisia, il sindaco di Villafranca cancella targa ben Ali
  15. ^ a b Il senatore Lucio Barani “fucilare i condannati per corruzione, ma senza ucciderli”
  16. ^ Ad Hammamet con la maglietta ‘Je suis Craxi’, monito contro violenza
  17. ^ Nuovo Psi: il segretario Barani aderisce al gruppo Verdini ma rischia l’espulsione
  18. ^ Nuovo Psi, Lucio Barani si dimette da segretario nazionale

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]