Lucio Barani

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Lucio Barani

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XVII
Gruppo
parlamentare
- Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (Dal 28/07/2015-attualmente)

In precedenza:

- Il Popolo della Libertà (Da inizio legislatura al 20/03/2013)

- Grandi Autonomie e Libertà (Dal 20/03/2013 al 28/07/2015)

Coalizione Coalizione di centro-destra del 2013
Circoscrizione Regione Lombardia
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature - XV

- XVI

Gruppo
parlamentare
XV:

- DCA-Democrazia Cristiana per le Autonomie - Nuovo PSI (Dal 18/05/2006 a fine legislatura)

In precedenza:

- GRUPPO MISTO (Da inizio legislatura al 4/05/2006)

- GRUPPO MISTO - componente: Democrazia Cristiana - Partito Socialista (Dal 4/05/2006 al 18/05/2006)

XVI:

- Popolo della Libertà

Coalizione XV:

Casa delle Libertà

XVI:

Coalizione di centro-destra del 2008

Circoscrizione Toscana
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Nuovo PSI
Titolo di studio Laurea in medicina e chirurgia
Professione Medico chirurgo

Lucio Barani (Aulla, 27 maggio 1953) è un politico italiano, segretario del Nuovo PSI dal 2011 al 2015, è stato sindaco di Aulla per tre mandati consecutivi dal 1990 al 2004 e membro del Parlamento a partire dal 2006.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Sindaco di Aulla[modifica | modifica wikitesto]

Socialista della corrente craxiana (definito "più craxiano di Craxi"[1]), di professione medico della Direzione sanitaria della ASL di Massa-Carrara, presso il Distretto di Pontremoli- Fivizzano, Barani è stato sindaco in due comuni: Aulla, dal 1990 al 2004, e Villafranca in Lunigiana dal 2004 al 2009.

Ha militato nel Partito Socialista Italiano, transitando per il Partito Socialista Riformista e il Partito Socialista, per confluire poi nel Partito Socialista - Nuovo PSI e nel Popolo della Libertà. Non ha mai aderito al PSI ricostituito nel 2007, cosa fatta da altri membri dell'ex NPSI, come Gianni De Michelis (temporaneamente) e Bobo Craxi.

Come sindaco di Aulla ha guidato diverse giunte composte da:

Si è fatto notare per molte originali e insolite iniziative; ad esempio, nel 1994 iniziò la tradizione aullese di far eleggere un "sindaco dei ragazzi": alla simbolica "carica" venne eletto il quattordicenne Achille Fiorentini.[2]

Nell'agosto 1997, in qualità di primo cittadino di Aulla, fece installare all'ingresso della città cartelli di benvenuto (con citazioni di Socrate e Platone) che descrivevano il comune come "dedipietrizzato" in riferimento polemico all'allora pubblico ministero Antonio Di Pietro, da lui considerato il persecutore di Craxi e dei socialisti.[3] Il cartello fu posizionato accanto ad altri come quelli vietanti l'attività di prostituzione sulle strade e il divieto di lanciare sassi dal cavalcavia.[4]

Tra le altre eccentriche iniziative, propose Aulla come sede dei giochi olimpici e nel 1998 aprì l'"ufficio comunale contro il malocchio".[5]

Dopo aver fatto approvare la concessione della cittadinanza onoraria di Aulla a Bettino Craxi[6], assieme a quella a Giulio Andreotti e Arnaldo Forlani, il 24 ottobre 1999 guidò una delegazione del Consiglio Comunale ad Hammamet per consegnarla ufficialmente. L'ex leader del Partito Socialista Italiano, commosso, accettò la cittadinanza onoraria commentando, rivolto a Barani: “hai avuto un coraggio che nessuno ha avuto, ora che sono in disgrazia. Questo gesto mi conforta".[7]

Barani venne brevemente sospeso dal prefetto di Massa Carrara per aver concesso la cittadinanza onoraria ad un uomo ricercato dalla giustizia italiana.[8]

Ai funerali di Craxi, celebrati nella cattedrale di Tunisi, Barani fu l'unico sindaco d'Italia presente con la fascia tricolore. Fu anche uno di coloro che calarono la bara dell'ex premier socialista nella tomba del cimitero di Hammamet[9].

Fece anche erigere un monumento a forma di meridiana dedicato a Marco Pantani, in quanto "vittima della giustizia sportiva".[10]

La statua di Craxi e il monumento alle "vittime di Tangentopoli"[modifica | modifica wikitesto]

Nel febbraio 2003 fece erigere nel centro cittadino una statua commemorativa di Bettino Craxi[11] (con la scritta sul basamento che recita: "Bettino Craxi - Statista, esule e martire" e "A Bettino Craxi. La città di Aulla"[12]), rappresentante senza dubbio la prima del suo genere; in seguito fu messa in vendita da uno dei sindaci successivi, e valutata circa 150.000 euro in quanto composta di pregiato marmo di Carrara. Barani ha protestato in quanto la statua è stata commissionata e sarebbe proprietà del Nuovo PSI e non del Comune, secondo quanto dichiarato da Barani stesso, che ha affermato anche che il comune non ha quindi alcun diritto su di essa, potendo solo rimuoverla ma non venderla. Venne ipotizzato nel 2010 di regalarla alla città di Milano e sostituirla con una copia meno costosa.[13]

Al suo fianco fece erigere un monumento ai “Martiri di Tangentopoli”, per commemorare i politici morti suicidi o "perseguitati" nel corso dell'inchiesta Mani pulite. Si tratta di una sorta di piccolo obelisco con incisioni commemorative tratte da parole di Craxi, Sergio Moroni e dello stesso Barani alla base: CITTA' DI AULLA ALLE VITTIME DI TANGENTOPOLI summum ius summa iniuria (fronte); QUANDO LA PAROLA È FLEBILE NON RESTA CHE IL GESTO ON. SERGIO MORONI (sinistra); LA MIA LIBERTA' EQUIVALE ALLA MIA VITA ON. BETTINO CRAXI (retro); COL BUIO DI OGNI INGIUSTIZIA CHE ALMENO IL RICORDO TENGA DESTE LE VITTIME E I LORO CARNEFICI LUCIO BARANI SINDACO DELLA CITTÀ DI AULLA (destra)[14]

Entrambi i monumenti si trovano in piazza Bettino Craxi, una nuova piazza ricavata dalla divisione di piazza Gramsci.

Questi riconoscimenti indussero circa 70 parlamentari dell'allora Democratici di Sinistra a chiedere al Ministro degli Interni Enzo Bianco di sospendere nuovamente Barani dalle funzioni di sindaco per vilipendio della Costituzione, cosa poi non avvenuta.

Barani ha rivelato anche di aver progettato di trafugare il corpo di Craxi per dargli sepoltura in Italia, cosa che la famiglia non voleva, per rispetto alla volontà dello stesso Craxi, che non voleva rientrare, né da vivo né da morto, se non fosse stato riabilitato completamente.[15]

Il 14 ottobre 2014 viene deferito, assieme ad altre 10 persone, avanti la Corte dei conti per danno erariale allo Stato di 1,9 milioni di Euro in riferimento all'epoca in cui era sindaco di Aulla.[16]

Sindaco di Villafranca in Lunigiana[modifica | modifica wikitesto]

Ha poi lasciato la carica di sindaco di Aulla, divenendo sindaco di Villafranca in Lunigiana, paese in cui risiede.

Come sindaco di Villafranca ha intitolato una via al - tuttora vivente - ex presidente della Tunisia Zine El-Abidine Ben Ali, per aver ospitato Craxi ad Hammamet dal 1993 al 2000 e averlo protetto dall'estradizione, poi cancellata dal sindaco successore dopo la rivoluzione tunisina del 2010-2011, in seguito alla quale Ben Ali è stato deposto ed esiliato.[17]

Parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

Già alle elezioni politiche del 1992, Barani è stato candidato con il Partito Socialista Italiano alla Camera dei Deputati, nella circoscrizione Pisa-Livorno-Lucca-Massa Carrara, pur risultando, nonostante le circa 5.400 preferenze, il primo dei non eletti.

Alle elezioni politiche del 2001 è nuovamente candidato alla Camera dei Deputati, nella quota proporzionale della circoscrizione Toscana, nella lista del Nuovo PSI, dove tuttavia non viene eletto in quanto la lista non supera la soglia di sbarramento del 4%; contemporaneamente è anche candidato nel collegio uninominale n° 20 (Carrara) dove, tuttavia, corre solamente con il Nuovo PSI (e dunque senza l'appoggio degli altri partiti della Casa delle Libertà): Barani ottiene degli ottimi consensi (pari a circa il 12% dei voti), anche se tuttavia non gli consentono l'elezione.

Elezione a deputato (2006, 2008)[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2006 è candidato alla Camera dei Deputati, nella circoscrizione Toscana, nella lista comune "Democrazia Cristiana-Nuovo PSI" (in quota Nuovo PSI, in seconda posizione); sebbene la lista ottenga solamente lo 0,75% dei suffragi, grazie al meccanismo del "miglior perdente" ed in virtù della rinuncia del capolista Gianni De Michelis (che gli ha ceduto il seggio preferendo rimanere parlamentare europeo), viene eletto deputato della XV Legislatura.

Alla Camera dei Deputati è stato membro della XII Commissione (Affari Sociali) e, poi, della Commissione Lavoro.

Non ha aderito al Partito Socialista Italiano rinato nel 2007, rimanendo a guidare il Nuovo PSI.

Alle elezioni politiche del 2008 è ricandidato alla Camera dei Deputati, sempre nella circoscrizione Toscana, nelle liste del Popolo della Libertà (in sedicesima posizione), venendo rieletto deputato della XVI Legislatura.

Alla Camera, durante la XVI Legislatura, è stato Capogruppo del PdL nella XII Commissione (Affari sociali) e membro Commissione Parlamentare d'inchiesta sugli errori in campo sanitario e sui disavanzi sanitari regionali; è stato il primo firmatario della proposta di legge per l'istituzione dei DI.DO.RE. (Diritti – Doveri – Reciprocità) per il riconoscimento delle unioni di fatto e relatore al Decreto Balduzzi sulla riforma della sanità.

Elezione a senatore (2013)[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche del 2013 è candidato al Senato della Repubblica, in regione Lombardia (in sedicesima posizione) ed in regione Campania (in nona posizione), nelle liste del Popolo della Libertà (in quota Nuovo PSI), venendo eletto senatore della XVII Legislatura in entrambe le regioni ed optando per la Lombardia.

Al Senato della Repubblica aderisce il primo giorno di legislatura al gruppo del Popolo della Libertà, per poi passare il giorno successivo, il 20 marzo 2013, al gruppo Grandi Autonomie e Libertà (gruppo parlamentare composto dai senatori di partiti minori di centro-destra, tra cui MpA, Grande Sud e Nuovo PSI); venendo poi eletto, l'8 maggio 2013, Segretario del Senato della Repubblica in rappresentanza del gruppo GAL, è inoltre membro della II Commissione (Giustizia).

A gennaio 2015 esibisce in Senato una maglietta nera con garofano rosso e la scritta Je suis Craxi ("Io sono Craxi"), parodia craxiana di Je suis Charlie (in solidarietà al giornale satirico parigino Charlie Hebdo dopo gli attentati del gennaio 2015)[18], già indossata per commemorare Craxi ad Hammamet.[19]

A marzo 2015, poi, in polemica con il ddl anticorruzione del governo Renzi, presenta provocatoriamente degli emendamenti in cui propone le pubbliche scuse, l'esposizione al pubblico ludibrio, e la fucilazione in piazza (ma senza "comportare la morte del reo").[1][18]

Il 29 luglio 2015 abbandona il gruppo Grandi Autonomie e Libertà per aderire al nuovo gruppo parlamentare Alleanza Liberalpopolare-Autonomie (costituito da Denis Verdini a dai senatori fuoriusciti da Forza Italia per sostenere il governo Renzi) di cui diviene capogruppo, abbandonando così l'opposizione e passando in maggioranza.

Dopo le numerose polemiche col suo partito (che è strettamente legato a Forza Italia) a seguito dell'adesione al gruppo ALA,[20] il 5 agosto Barani abbandona la carica di segretario del Nuovo PSI, pur rimanendo all'interno del partito.[21]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 ottobre 2015 Barani si rende protagonista di gesti sessisti in Parlamento nei confronti della senatrice del M5S Barbara Lezzi, provocando la sospensione dei lavori. Il 6 ottobre, l'Ufficio di Presidenza del Senato decide una sospensione di 5 giorni per Barani e per il collega di partito Vincenzo D'Anna - la prima volta nella storia della Repubblica che un capogruppo parlamentare viene sanzionato dall'Ufficio di Presidenza del Senato.[22][23]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Segretario del Nuovo PSI Successore
Stefano Caldoro 25 giugno 2011 - 5 agosto 2015 Vacante
Controllo di autorità VIAF: (EN90222751 · SBN: IT\ICCU\LIGV\007488