Antonio Rastrelli
| Antonio Rastrelli | |
|---|---|
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| Presidente della Regione Campania | |
| Durata mandato | 25 aprile 1995 – 23 marzo 1999 |
| Predecessore | Giovanni Grasso |
| Successore | Andrea Losco |
| Sottosegretario di Stato al Ministero del tesoro | |
| Durata mandato | 13 maggio 1994 – 17 gennaio 1995 |
| Contitolare | Marisa Bedoni Salvatore Cicu Giovanni Mongiello |
| Capo del governo | Silvio Berlusconi |
| Predecessore | Paolo De Paoli Piergiovanni Malvestio Maurizio Sacconi Sergio Coloni |
| Successore | Dino Piero Giarda Carlo Pace |
| Deputato della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 15 aprile 1994 – 15 giugno 1995 |
| Legislatura | XII |
| Gruppo parlamentare | AN-MSI |
| Coalizione | Polo del Buon Governo |
| Circoscrizione | Campania 1 |
| Collegio | 2. Napoli - Vomero |
| Sito istituzionale | |
| Senatore della Repubblica Italiana | |
| Durata mandato | 20 giugno 1979 – 14 aprile 1994 |
| Legislatura | VIII, IX, X, XI |
| Gruppo parlamentare | MSI-DN |
| Circoscrizione | Campania |
| Collegio | VIII: Napoli IX: Napoli II X-XI: Napoli III |
| Incarichi parlamentari | |
X legislatura:
| |
| Sito istituzionale | |
| Dati generali | |
| Partito politico | MSI (1948-1995) AN (1995-2007) LD (2007-2017) |
| Titolo di studio | Laurea in giurisprudenza |
| Professione | Avvocato cassazionista |
Antonio Rastrelli (Portici, 15 ottobre 1927 – Napoli, 15 agosto 2019) è stato un politico italiano, sottosegretario di Stato al Tesoro nel governo Berlusconi I e presidente della Regione Campania dal 25 aprile 1995 al 23 marzo 1999.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Nato a Portici (Napoli), figlio primogenito di Rosa Rolando (1901-1979) e Carlo Rastrelli (1893-1954)[1], politico che è stato con Aurelio Padovani tra i fondatori del fascismo a Napoli, console generale della Milizia fascista, commissario prefettizio dell'Aquila durante la Repubblica di Salò e, nel secondo dopoguerra, vicesindaco di Napoli durante l'amministrazione comunale di Achille Lauro, consegue la laurea in giurisprudenza, avvocato e dirigente d'azienda; ha una sorella, Bianca (1930), e tre fratelli: Massimo (1929-2018), gesuita e paladino della lotta contro l'usura, Romano (1932-2002) e Alfonso (1936-2016).[1]
Attività politica
[modifica | modifica wikitesto]Iniziò a fare politica nel 1948, quando s'iscrisse al Movimento Sociale Italiano (MSI), di cui divenne presto un dirigente a Napoli. Fu a lungo anche dirigente della Confederazione Italiana Sindacati Nazionali dei Lavoratori, sindacato legato all'MSI.
È stato per anni consigliere provinciale e comunale di Napoli, ricoprendo l'incarico di capogruppo del Movimento Sociale Italiano al Consiglio comunale.
Alle elezioni politiche del 1979 viene candidato al Senato della Repubblica, tra le liste del MSI, risultando eletto per la prima volta senatore. Fu rieletto nel 1983 e nel 1987, e nel 1992, restando in Senato fino al 1994. Ha fatto parte della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle stragi. Vice-capogruppo del MSI al Senato dal 9 luglio 1987 al 22 aprile 1992.[2]
Durante la segreteria nazionale di Pino Rauti è stato segretario amministrativo nazionale del MSI-DN.
Alle elezioni politiche del 1994 viene candidato nel collegio uninominale di Napoli-Vomero per la Camera dei deputati, per la coalizione del Polo del Buon Governo, dove viene eletto deputato con il 45,19% dei voti. Successivamente fu nominato dal Consiglio dei Ministri Sottosegretario di Stato al Ministero del Tesoro del primo governo Berlusconi.[3]
Nel gennaio 1995 aderì alla svolta di Fiuggi dal MSI ad Alleanza Nazionale e si candidò per l'elezione diretta alla presidenza della Regione Campania e, sostenuto da una coalizione di centrodestra, riuscì a vincere con il 47,86%, superando il candidato del centrosinistra Giovanni Vacca che ebbe il 39,30%, e dimettendosi da deputato.
Nel 1999, dopo quattro anni, la maggioranza da lui formata prima è stata però decimata da svariati episodi di trasformismo politico, che portarono ad un "ribaltone" politico in consiglio regionale. In seguito ad esso Rastrelli fu costretto alle dimissioni, e il suo posto fu preso da Andrea Losco, esponente mastelliano.[4]
Alle elezioni regionali del 2000 si candidò per un nuovo mandato alla presidenza della Campania, ma venne sconfitto dal candidato del centrosinistra Antonio Bassolino (Rastrelli ottenne il 41,4% dei voti), divenendo consigliere regionale.[4]
Nel 2001 si dimise dal Consiglio regionale della Campania, in quanto eletto, all'unanimità dal Parlamento e su indicazione del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, membro laico del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, carica ricoperta fino al 2006.[4]
Nel novembre 2007 aderisce al partito La Destra di Francesco Storace. Dopo anni di silenzio è tornato a parlare del futuro di Napoli il 16 aprile 2011, in occasione della presentazione del decalogo per i candidati a sindaco, organizzata dalla Fondazione Valenzi.
Vita privata
[modifica | modifica wikitesto]È stato sposato con Liliana Scaramella, con cui ha avuto cinque figli: Carlo, Fabio, Stefano, Sergio, avvocato e politico di Fratelli d'Italia, dal 2022 senatore della Repubblica, e Alessio.[1]
Onorificenze
[modifica | modifica wikitesto]Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 3 Rastrelli | Il sito della Fam. Rastrelli, su rastrelli.org. URL consultato il 27 novembre 2025.
- ↑ senato.it - Scheda di attività di Antonio RASTRELLI - X Legislatura, su www.senato.it. URL consultato il 1º ottobre 2023.
- ↑ La Camera dei Deputati, su legislature.camera.it. URL consultato il 1º ottobre 2023.
- 1 2 3 4 Antonio Ferrara, E' morto Antonio Rastrelli, fu governatore della Campania, in la Repubblica, 15 agosto 2019. URL consultato il 17 agosto 2019.
- ↑ Morto Rastrelli, figura storica del Msi, in ansa.it, 15 agosto 2019. URL consultato il 19 agosto 2019.
- ↑ Bollettino Ufficiale di Stato, su boe.es.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Antonio Rastrelli
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Antonio Rastrelli, su storia.camera.it, Camera dei deputati.
- Antonio Rastrelli (VIII legislatura della Repubblica Italiana) / IX legislatura / X legislatura / XI legislatura, su Senato.it, Parlamento italiano.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 230155042728772400199 |
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