Maurizio Sacconi

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Maurizio Sacconi
Maurizio Sacconi.jpg

Presidente della 11ª Commissione (Lavoro) del Senato della Repubblica
Durata mandato 7 maggio 2013 –
22 marzo 2018
Presidente Pietro Grasso
Predecessore Pasquale Giuliano
Successore Nunzia Catalfo

Capogruppo del Nuovo Centrodestra al Senato della Repubblica
Durata mandato 22 novembre 2013 –
31 gennaio 2015
Predecessore Laura Bianconi
Successore Renato Schifani

Ministro del lavoro e delle politiche sociali
Durata mandato 15 dicembre 2009 –
16 novembre 2011
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Maurizio Sacconi (Lavoro, Salute e Politiche Sociali)
Successore Elsa Fornero

Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali
Durata mandato 8 maggio 2008 –
15 dicembre 2009
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Cesare Damiano (Lavoro)
Paolo Ferrero (Politiche Sociali)
Livia Turco (Salute)
Successore Maurizio Sacconi (Lavoro e Politiche Sociali)
Ferruccio Fazio (Salute)

Sottosegretario di Stato del Ministero del lavoro e delle politiche sociali
Durata mandato 11 giugno 2001 –
17 maggio 2006
Presidente Silvio Berlusconi
Predecessore Adolfo Manis
Successore Rosa Rinaldi

Sottosegretario di Stato del Ministero del tesoro
Durata mandato 28 luglio 1987 –
11 maggio 1994
Presidente Giovanni Goria
Ciriaco De Mita
Giulio Andreotti
Giuliano Amato
Carlo Azeglio Ciampi
Predecessore Eugenio Tarabini
Successore Giovanni Mongiello

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature - XV
- XVI
- XVII
Gruppo
parlamentare
XV:
- Forza Italia

XVI:
- Il Popolo della Libertà

XVII:
- Alternativa Popolare-Centristi per l'Europa-NCD (Dal 15/11/2013 a fine legislatura)

In precedenza:

- Il Popolo della Libertà (Da inizio legislatura al 14/11/2013)

Circoscrizione Veneto
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature - VIII
- IX
- X
- XI
Gruppo
parlamentare
Partito Socialista Italiano
Circoscrizione Veneto
Collegio Venezia-Treviso
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Energie per l'Italia (Dal 2017)
In precedenza:
Partito Socialista Italiano (Fino al 1994)
Sinistra delle Libertà (1994-1995)
Indipendente (1995-2001)
Forza Italia (2001-2009)
Il Popolo della Libertà (2009-2013)
Nuovo Centrodestra (2013-2017)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Professione Ex Funzionario Agenzia ONU

Maurizio Sacconi (Conegliano, 13 luglio 1950) è un politico italiano, è stato Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali nel Governo Berlusconi IV ed ex funzionario di agenzia ONU.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Conegliano (Treviso), ma vive a Roma.

Nel PSI[modifica | modifica wikitesto]

È eletto per la prima volta deputato nelle file del Partito Socialista Italiano, all'età di 29 anni nel 1979. Dal 1981 al 1984 è inoltre il primo presidente dell'associazione ambientalista Lega per l'Ambiente.

Nel PSI fa parte della corrente di Gianni De Michelis e diviene a metà anni '80 vicepresidente del gruppo socialista alla Camera.

Diviene quindi ininterrottamente membro del governo come sottosegretario al Tesoro dal 28 luglio 1987 al 10 maggio 1994. In questo periodo ha curato gli atti di normazione primaria e secondaria prodotti tra il 1987 e il 1992 che hanno costituito il corpo della seconda legge bancaria[1]. Ha promosso il decreto legislativo 29 del 1993 che ha "privatizzato" il lavoro pubblico e tuttora rappresenta la base dei successivi interventi riformatori delle pubbliche amministrazioni.

In dissenso da destra col segretario del PSI Ottaviano Del Turco, nel 1994 è tra i fondatori della Federazione dei Socialisti. Non rieletto, è comunque consigliere economico della presidenza del Consiglio del Berlusconi I.

Poche settimane dopo lo scioglimento del PSI, Sacconi fonda Sinistra Liberale (poi Sinistra delle Libertà).

Dal 1995 al giugno 2001 ha ricoperto la carica di branch office director presso l'OIL Organizzazione Internazionale del Lavoro di Ginevra, agenzia specializzata delle Nazioni Unite.

In Forza Italia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2001 aderisce a Forza Italia e torna al governo da sottosegretario al ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, carica che ricoprirà fino al 2006. È coautore con Marco Biagi del Libro Bianco sul mercato del lavoro (2001) e dei successivi interventi legislativi (2003).

È stato eletto per Forza Italia al Senato per la XV Legislatura, durante la quale ha fatto parte della commissione Lavoro e Previdenza Sociale.

Dal 6 marzo 2007 fino allo scioglimento è componente del Comitato Direttivo di Forza Italia.

Senatore PdL e Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali[modifica | modifica wikitesto]

Dopo essere stato rieletto senatore, l'8 maggio 2008 è stato nominato Ministro del lavoro, della salute e delle politiche sociali. Il 13 dicembre 2009, tuttavia, è stato ricreato il Ministero della Salute, scorporandolo da quello del Lavoro, e la competenza in materia è passata al Ministro della salute Ferruccio Fazio (dal 15 dicembre 2009), il quale in precedenza era Vice Ministro di Sacconi. Sacconi è rimasto pertanto Ministro del lavoro e delle politiche sociali.

Con Maurizio Sacconi ministro del Welfare, il governo Berlusconi IV, con la legge 133 del 6 agosto 2008, ha abrogato la legge 188 del 17 ottobre 2007 emanata dall'allora governo Prodi contro le “dimissioni in bianco” (pratica, illegale, tesa ad obbligare i neoassunti a firmare una lettera di dimissioni priva di data, contestualmente alla sottoscrizione del contratto di lavoro).

Nuovo Centrodestra e Energie per l'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Rieletto Senatore per il PdL nel 2013, viene eletto Presidente della Commissione Lavoro del Senato.

Il 16 novembre 2013, con la sospensione delle attività del Popolo della Libertà[2], aderisce al Nuovo Centrodestra guidato da Angelino Alfano[3][4].

Il 22 novembre 2013 viene eletto Capogruppo di NCD al Senato della Repubblica.[5].

Il 9 ottobre 2014, annuncia le sue dimissioni da Capogruppo di Ncd al Senato in polemica con la decisione del Presidente del Consiglio Renzi di modificare il testo del Jobs Act alla Camera per arrivare ad una mediazione con la minoranza del PD guidata dal Presidente della Commissione Lavoro della Camera Cesare Damiano per ripristinare molte tutele del vecchio art.18 rispetto a quanto previsto nel testo approvato dal Senato seguito direttamente da Sacconi in quanto Presidente della Commissione Lavoro. Le dimissioni non vengono formalizzate e poi rientrano.

A dicembre 2014 con la nascita dei gruppi unitari di Area Popolare (NCD-UDC) viene scelto Capogruppo di Ap al Senato in quanto NCD è la componente più numerosa vincendo la sfida interna con Renato Schifani.

Il 31 gennaio 2015, in seguito alla decisione di NCD di votare Sergio Mattarella durante l'elezione del Presidente della Repubblica, annuncia le sue irrevocabili dimissioni da Capogruppo di Ap (Ncd-UdC) al Senato.[6]

Nel 2017 lascia l'NCD e aderisce a Energie per l'Italia di Stefano Parisi, candidato sindaco di Milano nel 2016.

L'addio al Parlamento[modifica | modifica wikitesto]

Dopo 27 anni trascorsi in Parlamento, 15 alla Camera e 12 al Senato, non si ricandida più alle elezioni politiche del 2018.[7]

Associazione Amici di Marco Biagi[modifica | modifica wikitesto]

È presidente dell'Associazione Amici di Marco Biagi.[8]

Interventi[modifica | modifica wikitesto]

Sulla morte di Marco Biagi[modifica | modifica wikitesto]

Successivamente alla morte di Marco Biagi, ucciso dai terroristi delle nuove BR, è emerso che Marco Biagi gli aveva scritto una lettera lamentandosi di non avere una scorta adeguata e chiedendogli di intervenire con la massima urgenza con il Prefetto di Roma e il Ministero dell'Interno perché questa venisse trasformata in una «scorta vera e propria»[9].

Sulla vicenda Eluana Englaro[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 dicembre 2008 Maurizio Sacconi emana un atto d'indirizzo che vieta, alle strutture sanitarie pubbliche e quelle private convenzionate col Servizio Sanitario Nazionale, l'interruzione dell'idratazione e alimentazione forzate con la minaccia di escludere queste strutture dallo stesso accreditamento[10]; nel medesimo giorno, la casa di cura "Città di Udine" (che non fa parte del Servizio Sanitario Nazionale in quanto il Friuli-Venezia Giulia ne è uscito dal 1996) annuncia che, una volta chiarite le questioni legali, è pronta ad accogliere Eluana Englaro nel suo ultimo viaggio.

Il 19 dicembre 2008 Marco Cappato (segretario dell'Associazione Luca Coscioni), Antonella Casu (segretaria di Radicali Italiani), e Sergio D'Elia (segretario di Nessuno Tocchi Caino), presentano denuncia verso il ministro Sacconi, presso la Procura di Roma, per violenza privata ed intimidazioni[11], in seguito al suo atto d'indirizzo[12] di pochi giorni prima.

Il 17 gennaio 2009, in seguito alla denuncia dei dirigenti di Partito Radicale, la Procura di Roma iscrive il ministro Maurizio Sacconi nel registro degli indagati.[13]

Lettera ai cattolici italiani su Berlusconi[modifica | modifica wikitesto]

Nel gennaio 2011 ha firmato, insieme a Roberto Formigoni ed altri, una lettera aperta per chiedere ai cattolici italiani di sospendere ogni giudizio morale nei confronti di Silvio Berlusconi, indagato dalla procura di Milano per concussione e favoreggiamento della prostituzione minorile.[14]

Vita privata[modifica | modifica wikitesto]

È sposato con Enrica Giorgetti, laureata in giurisprudenza, tra le altre cose ex direttore dei rapporti istituzionali e della comunicazione di Autostrade S.p.A., ex direttore dell'Area strategica impresa e territorio di Confindustria e dal 2005 direttore generale di Farmindustria[15][16].

La nomina di Sacconi a ministro della salute è stata criticata all'estero dalla rivista Nature come un possibile conflitto di interessi, dato che questa è avvenuta mentre la moglie del neoministro ricopriva la carica di direttore di Farmindustria, l'associazione che promuove gli interessi delle industrie farmaceutiche[17].

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Governare l'azienda Italia, Venezia, Marsilio, 1983.
  • Il piacere di pensare, il coraggio di fare. Quattro anni in Parlamento, Venezia, Marsilio, 1987.
  • La finanza e la regola. La grande riforma del mercato finanziario in Italia, Milano, Longanesi, 1992.
  • La società attiva. Manifesto per le nuove sicurezze, con Paolo Reboani e Michele Tiraboschi, Venezia, Marsilio, 2004.
  • Un futuro da precari? Il lavoro dei giovani tra rassegnazione e opportunità, con Michele Tiraboschi, Milano, Mondadori, 2006.
  • Ai Liberi e forti. Valori, visione e forma politica di un popolo in cammino, Milano, Mondadori, 2011.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ CARLI DA' L' IMPRIMATUR ALLA NUOVA BANCA SPA - la Repubblica.it, in Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 4 maggio 2018.
  2. ^ L'addio al Pdl (in frantumi), rinasce Forza Italia
  3. ^ Senato della Repubblica: Composizione del gruppo NUOVO CENTRODESTRA
  4. ^ Berlusconi lancia Forza Italia E Alfano il Nuovo Centrodestra
  5. ^ Maurizio Sacconi nuovo capogruppo Ncd al Senato Archiviato il 29 maggio 2014 in Internet Archive.
  6. ^ Sacconi si dimette da capogruppo Ap
  7. ^ PressReader.com - Connecting People Through News, su www.pressreader.com. URL consultato il 23 gennaio 2018.
  8. ^ (IT) Amici di Marco Biagi, su Amici di Marco Biagi. URL consultato il 4 maggio 2018.
  9. ^ Le lettere di Marco Biagi, dal sito repubblica.it
  10. ^ Si tratta di minaccia in quanto l'indirizzo "non è atto amministrativo vincolante né ha contenuto prescrittivo" Notizia Ansa
  11. ^ Il testo della denuncia presentata dai dirigenti del Partito Radicale[collegamento interrotto]
  12. ^ Eluana, Sacconi: niente stop all'alimentazione in ospedale - Corriere della Sera
  13. ^ Corriere.it Sacconi indagato per violenza privata
  14. ^ Tempi.it Archiviato il 30 gennaio 2011 in Internet Archive., testo della lettera aperta
  15. ^ Farmindustria: Giorgetti Direttore Generale insieme a Moretti[collegamento interrotto], notizia del 13 luglio 2005 da "Il bisturi"
  16. ^ Intervista a Enrica Giorgetti Archiviato il 2 luglio 2008 in Internet Archive. a Omnibus, del 19 giugno 2007, in occasione del conferimento del premio "Mele d'oro" a Enrica Giorgetti
  17. ^ (EN) Clean hands, please, editoriale di Nature, del 7 agosto 2008

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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