Paolo Ferrero

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Paolo Ferrero
Paolo Ferrero.jpg

Segretario nazionale del Partito della Rifondazione Comunista
In carica
Inizio mandato 27 luglio 2008
Predecessore Franco Giordano

Ministro della solidarietà sociale
Durata mandato 17 maggio 2006 –
8 maggio 2008
Presidente Romano Prodi
Predecessore Roberto Maroni (Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali)
Successore Maurizio Sacconi (Ministro del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali)

Dati generali
Partito politico Partito della Rifondazione Comunista (dal 1991)
Precedenti:
DP (1977-1991)
on. Paolo Ferrero
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Luogo nascita Pomaretto
Data nascita 17 novembre 1960
Titolo di studio Maturità tecnica industriale
Professione Politico ed ex operaio
Partito PRC
Legislatura XV legislatura
Gruppo Rifondazione Comunista - Sinistra Europea
Coalizione L'Unione
Circoscrizione Piemonte II
Incarichi parlamentari

Ministro della Solidarietà Sociale (governo Prodi II)

Pagina istituzionale

Paolo Ferrero (Pomaretto, 17 novembre 1960) è un politico italiano, Ministro della solidarietà sociale del Governo Prodi II dal 17 maggio 2006 all'8 maggio 2008. È segretario di Rifondazione Comunista dal 27 luglio 2008.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Vive i suoi primi anni a Chiotti, una contrada di 100 abitanti in Val Germanasca, dove frequenta le scuole elementari; poi si trasferisce a Villar Perosa, residenza estiva della famiglia Agnelli. La sua passione per la politica si fonde con l'impegno nella chiesa valdese: ha fatto parte della Federazione Giovanile Evangelica Italiana (FGEI), di cui è stato segretario nazionale dal 1985 al 1986. "Ci sono molte superfici di contatto con la politica" dice, "questi sono i due luoghi in cui mi sono formato e ho iniziato a fare attività di base".

Gli esordi nell'attività politica[modifica | modifica wikitesto]

A 17 anni si iscrive a Democrazia Proletaria (DP), partito politico della Nuova Sinistra Unita, nei cui organismi dirigenti entrerà negli anni successivi. Dopo essersi diplomato all'istituto tecnico industriale inizia a lavorare come operaio, nel 1979, allo stabilimento FIAT - MVP di Villar Perosa, dove costituisce il Collettivo Operaio d'Informazione che produce volantini e bollettini ciclostilati. Obiettore di coscienza, svolge il proprio servizio civile presso il centro ecumenico Agape a Praly dal maggio 1980 al novembre 1981.

Nel gennaio 1982 viene messo in cassa integrazione a zero ore col gruppo del collettivo. In seguito andranno in CIG tutti i colleghi della fabbrica che viene chiusa. Entra a far parte del Coordinamento dei cassaintegrati FIAT, fa attività di lavoro di base rivolto ai lavoratori delle aziende della Val Chisone ed è tra i fondatori di una cooperativa agricola, chiamata Coop Agrovalli, attualmente ancora attiva, che riunisce cassaintegrati e disoccupati del pinerolese. Nel 1987 comincia a far politica a tempo pieno in Democrazia Proletaria con l'incarico di responsabile lavoro provinciale e di responsabile nazionale della FIAT.

Ingresso nel Partito della Rifondazione Comunista[modifica | modifica wikitesto]

Dopo lo scioglimento di DP nel Partito della Rifondazione Comunista (PRC), Ferrero ne diviene capogruppo consiliare a Torino. Nel Congresso del 1994 presenta una mozione di sinistra che considera un errore l'alleanza dei progressisti. Questa mozione, firmata anche da Giovanni Russo Spena, l'ex Segretario di DP, Livio Maitan e Giovanni Bacciardi darà vita ad una minoranza interna al partito che nel IV Congresso del 1996 andrà a sostenere la mozione del segretario, Fausto Bertinotti. Dal 1995 al 2006 fa parte della Segreteria nazionale di Rifondazione; è stato responsabile del Dipartimento associazionismo e movimenti e successivamente dell'Area lavoro, economia e diritti sociali. Alle elezioni politiche 2001 Ferrero è candidato per il Senato nel collegio di Pinerolo, ma non viene eletto.

2006-2008: Parlamentare e ministro del Governo Prodi II[modifica | modifica wikitesto]

Alle politiche del 2006 viene eletto per la prima volta deputato del PRC, nella circoscrizione Piemonte II.

Il 17 maggio 2006, con la formazione del secondo governo Prodi, viene nominato Ministro della solidarietà sociale, con delega in materia di politiche sociali, politiche delle migrazioni, contrasto alle tossicodipendenze e Servizio civile nazionale e quindi nel giugno 2006 lascia la carica di deputato, venendo sostituito da Anna Maria Cardano.

Durante la permanenza al ministero di Paolo Ferrero si assiste ad un aumento delle risorse per il Servizio Civile Nazionale al vertice del quale viene nominato Diego Cipriani, a lungo presidente della Conferenza Nazionale Enti Servizio Civile. Tra i principali Disegni di Legge da lui presentati vi è quello sulla modifica della Legge Bossi-Fini sull'immigrazione scritto insieme al ministro degli Interni Giuliano Amato e la legge sugli "Interventi per ridurre il disagio abitativo a particolari categorie sociali" (legge 9/2007).

In tema di tossicodipendenze sua è la proposta nel giugno del 2006 di istituire anche in Italia le cosiddette "shooting room" (già attivate in Germania) nell'ambito della politica di "riduzione del danno": la proposta suscita polemiche talmente accese nella stessa maggioranza che viene subito abbandonata.

Paolo Ferrero

Come Ministro Ferrero nomina la ex-terrorista delle Brigate Rosse Susanna Ronconi componente della Consulta Nazionale delle tossicodipendenze[1]. Il 2 marzo 2007 si apprende che il ministro è indagato. Il reato ipotizzato dalla Procura di Roma, secondo quanto scrive il Corriere della Sera, sarebbe quello di abuso d'ufficio.[2] Il 18 febbraio 2008 si dichiara nettamente contrario all'autoproclamazione d'indipendenza del Kosovo:[3] è l'unico ministro del governo a prendere questa posizione.

Caduta del governo Prodi, elezioni politiche 2008 e elezione a segretario[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2008, in occasione delle elezioni politiche, Ferrero è candidato alla Camera ma non è rieletto, a causa del pessimo risultato elettorale della sinistra. Per il Congresso del partito previsto per luglio 2008 è tra i co-firmatari della mozione numero 1 "Rifondazione Comunista in movimento Rilanciare il Partito, costruire l'unità a sinistra" assieme al leader dell'area Essere comunisti, Claudio Grassi.

Il 27 luglio 2008, l'ultimo giorno del VII congresso di Rifondazione Comunista, registra l'impossibilità di mediazione tra i membri della prima e della seconda mozione, questi ultimi abbandonano i lavori della Commissione Politica presentando al voto dei delegati un documento alternativo redatto da Gennaro Migliore. Il documento della Commissione Politica (pro-Ferrero e appoggiato oltre che dalla mozione 1 anche dalla mozione 3, 4 e 5) viene approvato con il 53% dei consensi contro il documento Migliore che raccoglie il 47%. Ferrero verrà eletto subito dopo dal Comitato Politico Nazionale con 142 sì, 134 no e 4 schede bianche. È il primo segretario del PRC non proveniente dal Partito Comunista Italiano.

Con l'ingresso in Segreteria nazionale di due esponenti della mozione due (Rosa Rinaldi come Responsabile Comunicazione ed Augusto Rocchi come Responsabile Economia) si realizza l'obiettivo di Ferrero - auspicato fin da Chianciano - di una gestione unitaria del Partito, si assiste però in dissenso con questa scelta l'uscita dall'organismo di Claudio Bellotti, rappresentante di Falce e Martello (che conserverà però la direzione dell'Area Radicamento Sociale) che ritiene l'allargamento della maggioranza congressuale come il fallimento della "linea di Chianciano".

Segreteria Ferrero[modifica | modifica wikitesto]

Paolo Ferrero

Tra le principali innovazioni della segreteria Ferrero l'unità con le altre forze comuniste, in particolare il PdCI, culminata nella Lista Anticapitalista presentata alle elezioni europee del 2009, e il cosiddetto "Partito Sociale", cioè la realizzazione di attività nuove di radicamento sociale come la distribuzione di pane a prezzo calmierato, la costituzione di "casse di Resistenza" a sostegno di realtà lavorative in lotta o le Brigate della Solidarietà Attiva, gruppi di volontari organizzati dal Prc impegnati nell'aiuto alle popolazioni abruzzesi colpite dal terremoto dell'aprile 2009.

Dal punto di vista politico la segreteria Ferrero intende caratterizzarsi per far vivere insieme "comunismo e Rifondazione", cioè far convivere la tradizione comunista con le innovazioni a questa apportate dal PRC nella sua storia. Il 18 luglio 2009 è tra i protagonisti dell'avvio della Federazione della Sinistra, esperienza che parte dalla Lista Anticapitalista ma che intende allargarsi ad altre forze e darsi una struttura stabile e che vede insieme PRC, PdCI, Socialismo 2000 e Rete dei Comunisti (questi ultimi ne usciranno dopo pochi mesi).

La segreteria Ferrero si caratterizza anche per una collaborazione con l'Italia dei Valori, partito col quale il PRC raccoglie le firme per il referendum abrogativo del cosiddetto Lodo Alfano (poi cassato dalla Corte Costituzionale), inoltre entrambi i partiti hanno aderito al "No Berlusconi Day" del 5 dicembre 2009.

Il 17 febbraio 2010 viene annunciata la sua candidatura alla Presidenza della Regione Campania per la Federazione della Sinistra in alternativa ai candidato del PdL e ad quello di PD e IdV: Ferrero ottiene però solo l'1,35%. La FdS si ferma invece all'1,58%.[4]

Il 3 maggio 2010 ha ripreso il suo vecchio posto di lavoro presso la Regione Piemonte come impiegato dopo 15 anni di aspettativa.

Riguardo ai rapporti con il Partito Democratico, la linea di Ferrero - e dalla sua nascita quella della Federazione della Sinistra - si esprime nella richiesta di una alleanza di natura elettorale (con pochi punti programmatici condivisi) per sconfiggere le destre e la non partecipazione della Federazione della Sinistra al governo. Allo stesso tempo Ferrero propone al resto della sinistra - in primo luogo a Sinistra e Libertà - una maggiore unità che valorizzi le idee condivise a scapito dei motivi di divisione tra le varie organizzazioni della sinistra italiana. Con l'avvento del Governo Monti posiziona il Partito in una posizione di netta opposizione a quell'esecutivo.

Il 4 dicembre 2011 il Comitato Politico Nazionale uscito dall'ottavo congresso nazionale lo riconferma Segretario nazionale con 100 voti a favore, 12 contrari e 6 astenuti.

Elezioni Politiche 2013[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2013, per le elezioni politiche, Ferrero si è candidato nella lista Rivoluzione Civile di Antonio Ingroia. La lista non supera lo sbarramento e Ferrero non è quindi eletto. Rassegna le dimissioni insieme a tutta la segreteria nazionale, ma il Comitato politico nazionale tenutosi il 9 e il 10 marzo successivo le respinge e al IX Congresso nazionale del partito, tenutosi a Perugia il 6,il 7 e l'8 dicembre 2013, viene riconfermato segretario.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Droga, un'ex br nella Consulta - Corriere della Sera
  2. ^ Il ministro Ferrero indagato per il caso dell' ex br Ronconi, corriere.it, 2 marzo 2007. URL consultato il 6 novembre 2008 (archiviato dall'url originale il ).
  3. ^ Il mio dissenso sul Kosovo, paoloferrero.it, 21 febbraio 2008. URL consultato il 6 novembre 2008.
  4. ^ esito regionali Campania 2010

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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Nessuno 2006 - 2008 Nessuno
Predecessore Portavoce Nazionale FdS Successore Fed intermedio immagine fatta con paint.net.jpg
- - - 2009 - 2010 Cesare Salvi
Predecessore Segretario di Rifondazione Comunista Successore Rifondazione Comunista logo.svg
Franco Giordano 2008 - in carica nessuno
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