Gregor Gysi

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Gregor Gysi
2018-06-09 Bundesparteitag Die Linke 2018 in Leipzig by Sandro Halank–120.jpg

Presidente del Partito della Sinistra Europea
In carica
Inizio mandato 17 dicembre 2016
Predecessore Pierre Laurent

Presidente del Partito di Unità Socialista di Germania
Durata mandato 3 dicembre 1989 –
17 dicembre 1989
Predecessore Egon Krenz
(come Segretario generale)
Successore partito sciolto

Dati generali
Partito politico Partito di Unità Socialista di Germania
(1967-1989)
Partito del Socialismo Democratico
(1989-2007)
Die Linke
(dal 2007)

Gregor Gysi (IPA: [ˈgʁeːgoɐ ˈɡiːzi]) (Berlino, 16 gennaio 1948) è un avvocato e politico tedesco, una delle figure di punta del partito Die Linke.

Ha svolto un ruolo centrale durante le fasi finali della Germania Est, nel 1989. Il padre Klaus Gysi fu ministro della cultura della Repubblica Democratica Tedesca fra il 1966 ed il 1973.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

La carriera politica di Gysi iniziò nel Partito di Unità Socialista di Germania (SED, in tedesco Sozialistische Einheitspartei Deutschlands) della Germania Est, al quale fu ammesso nel 1967. Nel 1971 ottenne la licenza di avvocato, e durante gli anni '70 e '80 difese molti dissidenti, fra cui Rudolf Bahro, Robert Havemann, Ulrike Poppe e Bärbel Bohley.

Emerse come uno dei leader della SED più ispirati dalle riforme di Gorbaciov. Si considerava un riformista e guidò la SED nella trasformazione in un partito socialista democratico. Dopo la caduta del Muro di Berlino, il partito cambiò infatti nome in Partito Socialista Unitario-Partito del Socialismo Democratico (SED-PDS), poi semplicemente Partito del Socialismo Democratico (Partei des Demokratischen Sozialismus). Gysi fu presidente del partito a partire dal 1990 fino al 1998, quando fu eletto al Bundestag, dove rimase fino al 2000. Dal 1998 al 2000 ricoprì la carica di capogruppo.

Nel 1998 il comitato per le immunità del Bundestag concluse che Gysi era stato un collaboratore della Stasi fra il 1978 e il 1989 con il nome di IM Notar, e gli comminò una multa di 8000 marchi. Comunque, sia il Partito Liberale (Freie Demokratische Partei) sia il suo partito contestarono il verdetto e Gysi si appellò contro le prove. Nonostante gli avvenimenti, Gysi mantenne il seggio al Bundestag.

Nel 2000 diventa assessore a Berlino. Ha guidato la PDS alle elezioni politiche del maggio 2005 in alleanza con la WASG nel cartello Die Linkspartei.

Il 7 giugno del 2015, al congresso della Linke, ha annunciato di non ricandidarsi alla guida del partito. Nel suo discorso in cui annunciava che si sarebbe fatto da parte e che avrebbe lasciato spazio alle nuove generazioni, ha invitato i suoi compagni di partito a modificare il proprio legame con la tradizione a cui la Linke si sente maggiormente legata, quella della vecchia DDR.[1]

«Abbiamo bisogno di un rapporto più critico nei confronti del socialismo di Stato, anche nei confronti della Rdt. Proprio perché ho vissuto in una dittatura [la Rdt] posso consigliarvi di apprezzare e di difendere lo stato di diritto. Dobbiamo esaminare le limitazioni della libertà, della democrazia e dello stato di diritto. Se vogliamo restare socialisti dobbiamo chiarire cosa e perché ci disturba del sistema capitalista, ma riconoscere anche ciò che non ci disturba, ciò che è giusto, e come si può superare ciò che ci disturba e mantenere il resto. Contro una dittatura capitalistica è legittimo l’utilizzo della violenza, ci sarebbe bisogno di una rivoluzione. Ma noi viviamo in una democrazia politica»

(G. Gysi[2])

Dal 17 dicembre 2016 diventa presidente del Partito della Sinistra Europea.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ potsdamer-platz.blogspot.it
  2. ^ Ubaldo Villani-Lubelli, La lezione di Gregor Gysi per la sinistra italiana, su potsdamer-platz.blogspot.it.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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