Ugo Cappellacci

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Ugo Cappellacci
Ugo Cappellacci.jpg

Presidente della Regione Sardegna
Durata mandato 27 febbraio 2009 –
12 marzo 2014
Predecessore Carlo Mannoni (interim)
Renato Soru
Successore Francesco Pigliaru

Dati generali
Partito politico FI (2013-attualmente)
Precedenti:
PdL (2009-2013)

Ugo Cappellacci (Cagliari, 27 novembre 1960) è un politico italiano, presidente della Regione Sardegna da febbraio 2009 a marzo 2014[1].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Cagliari, è sposato e con tre figli, nipote di Carlo Meloni, uno dei 18 uomini politici chiamati a scrivere lo Statuto Sardo, nonché il primo sindaco di Iglesias del Dopoguerra.

Commercialista presso lo studio di famiglia, ha conseguito la laurea in Economia e Commercio all'Università degli studi di Cagliari con il massimo dei voti e la lode, per poi specializzarsi presso l'Università Bocconi di Milano e la Luiss Management di Roma. Ha collaborato con l'Università degli studi di Cagliari dal 1990 al 1993, alle cattedre di programmazione e sviluppo e contabilità degli enti pubblici.

Nel febbraio 2009 è stato proclamato presidente della Regione Sardegna con 502.084 voti (51,88%).[1]

Dal 2001 al 2003 fu presidente della Sardinia Gold Mining,[2][3], società al centro delle polemiche per il disastro ambientale nella zona di Furtei.[4][5]

Dopo essere stato eletto, all'unanimità, nel gennaio 2008, coordinatore del partito Forza Italia per la provincia di Cagliari, nell'agosto del 2008 è stato nominato coordinatore regionale, mandato ricoperto sino all'elezione a presidente della regione.

È stato componente (invitato permanente) dell'Ufficio di Presidenza della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome, nonché membro titolare del Consiglio Nazionale dell'AICCRE (Associazione Italiana dei Comuni, delle Province, delle Regioni e della altre comunità locali).

In seno al Comitato delle Regioni di Bruxelles, è stato membro titolare nel Bureau di Presidenza del CdR, membro titolare del Bureau del gruppo politico EPP (PPE - Partitolo Popolare Europeo), nonché membro titolare della Commissione CIVEX (Commission for citizenship, governance, institutional and external affaires) e della Commissione ENVE (Commission for the environment, climate change and energy) della quale, dal marzo 2010 e il primo vice presidente per il mandato 2010-2015.

Controversie e indagini giudiziarie a suo carico[modifica | modifica wikitesto]

Caso Cisi-Fideuram[modifica | modifica wikitesto]

Cappellacci e il presidente della Regione Masala furono indagati per l'indagine Cisi, costola della più importante maxi-inchiesta Fideuram sulla truffa agli enti regionali. Secondo l'accusa, Cappellacci avrebbe firmato tre decreti assessoriali del maggio e giugno 2004 (alla vigilia del voto) con i quali autorizzava il pagamento di emolumenti a Guida e ad altri membri del consiglio d'amministrazione del Cisi. Compenso per prestazioni che non sarebbero state mai svolte.[6] Cappellacci fu prosciolto perché il fatto non costituisce reato.

Appalti dell'energia eolica e P3[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 maggio 2010 si apprende che il Governatore è indagato per presunta corruzione nell'aggiudicazione degli appalti dell'energia eolica sull'isola. Nel luglio 2010 l'imprenditore è stato arrestato Flavio Carboni, coinvolto a Roma nell'inchiesta sugli impianti eolici da effettuare in Sardegna che vede indagato anche il governatore PDL della Sardegna Ugo Cappellacci, insieme a Pasquale Lombardi, geometra ed ex esponente della Democrazia cristiana nonché ex sindaco del suo paese di origine in provincia di Avellino, e all'imprenditore Arcangelo Martino, ex assessore comunale di Napoli vengono arrestati con l'accusa di presunte pressioni sui giudici della Corte Costituzionale per l'approvazione del Lodo Alfano, la riammissione della lista civica regionale "Per la Lombardia" (annessa al candidato di centrodestra per le elezioni regionali del 2010 della regione Lombardia Roberto Formigoni) e infine favorire la nomina a presidente della Corte d'Appello di Milano al pm Alfonso Marra poi eletto. Essi avrebbero favorito anche la posizione di Nicola Cosentino come candidato governatore di centrodestra per la Campania per le elezioni regionali del 2010. Scalzato nella candidatura da Stefano Caldoro Carboni, Lombardi e Martino avrebbero cominciato una campagna denigratoria all'interno del PDL campano per affossare la candidatura di Caldoro promuovendo quella dell'ex sottosegretario all'Economia Cosentino. Il giorno 16 luglio 2010 viene ascoltato dai pm romani accusato di corruzione e violazione del segreto d'ufficio. Dopo 6 ore di lungo interrogatorio Cappellacci dichiara:"Sono sereno, ho fatto l'interesse della Sardegna e ho fiducia nei magistrati"[7]. Il 3 gennaio 2012 viene rinviato a giudizio per abuso d'ufficio[8]. Il 18 novembre 2013 la Procura di Roma ottiene il rinvio a giudizio per abuso d'ufficio del governatore Cappellacci, ma mai è stata contestata l'appartenenza alla cosiddetta loggia P3[9]

Crac di Carloforte[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 giugno 2012 viene richiesto il rinvio a giudizio nell'inchiesta sul crac della municipalizzata del centro di Carloforte: dovrà rispondere di bancarotta per una società, di cui era presidente del consiglio di amministrazione, fallita nel 2010 con un passivo accertato di circa due milioni di euro. In particolare è accusato di aver consapevolmente approvato bilanci nei quali venivano occultate le pesanti e crescenti perdite e sulla base dei quali il comune di Carloforte acquistò quote della società che in realtà non valevano nulla.[10]. Il 13 gennaio 2014 viene assolto con formula piena dall'accusa di bancarotta.[11]

Crac Sept Italia[modifica | modifica wikitesto]

L'8 marzo 2013 la Procura di Cagliari sollecita il rinvio a giudizio del governatore per l'inchiesta relativa al crac milionario della Sept Italia, azienda specializzata nella produzione di vernici, della quale Cappellacci faceva parte in qualità di membro del consiglio di amministrazione. È accusato di bancarotta per dissipazione e documentale[12][13].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Presidente della Regione Sardegna Successore Bandiera ufficiale RAS.jpg
Renato Soru 16 febbraio 2009 - 17 febbraio 2014 Francesco Pigliaru