Eduardo De Crescenzo

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Eduardo De Crescenzo
EduardoDeCrescenzo.jpg
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop
Jazz
Periodo di attività 1978 – in attività
Strumento Voce, fisarmonica,
Album pubblicati 12
Studio 10
Live 2
Sito web

Eduardo De Crescenzo (Napoli, 8 febbraio 1951) è un cantante e musicista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

A tre anni riceve in dono la sua prima fisarmonica; a cinque, il "bambino prodigio" debutta al teatro Argentina di Roma[1] ed inizia gli studi classici con il maestro e direttore d'orchestra Giuseppe Bavota. Inizia a suonare giovanissimo in un gruppo beat, Eduardino e i Casanova[2] (tutti originari, infatti, del Ponte di Casanova, nel quartiere Vicaria di Napoli) con cui incide il primo 45 giri Hai detto no!/La strada è il mio mondo nel 1967, dando così il via ad una lunga ed intensa gavetta che lo porterà, molto più tardi, fino a Sanremo.

Dopo gli studi di musica classica e l'università (alla facoltà di giurisprudenza, che però lascia dopo aver dato 8 esami) e molteplici esperienze musicali, alla fine degli anni settanta firma un contratto con la Dischi Ricordi. Tra i vari lavori di De Crescenzo per la sua nuova casa discografica vi è la rielaborazione della Czardas, composizione ungherese del XIX secolo del maestro Vittorio Monti e che porterà all'incisione, nel 1978, del brano La solitudine. Nel 1980 inizia la collaborazione col duo Franco Migliacci-Claudio Mattone.

Anni ottanta e novanta[modifica | modifica wikitesto]

Partecipa a cinque edizioni del Festival di Sanremo: nel 1981 con Ancora[3] (musica: Claudio Mattone; testo: Franco Migliacci), ottenendo il riconoscimento quale migliore interprete dalla giuria di qualità presieduta dal regista Sergio Leone; nel 1985 con il brano Via con me (musica: Claudio Mattone; testo: Daniele Pace) che segna anche la fine del sodalizio artistico con Claudio Mattone; nel 1987 con L'odore del mare (musica di Eduardo De Crescenzo e Maurizio Fabrizio; testo: Guido Morra); nel 1989 con Come mi vuoi (musica e testo E.De Crescenzo e Mariella Nava) e successivamente interpretata anche da Mina, che l'ha inclusa in uno dei suoi lavori discografici (Canzone d'autore, 1996); nel 1991 con E la musica va (musica di Eduardo De Crescenzo; testo Franco Del Prete), venduta anche in Francia, ed in Gran Bretagna con la versione inglese The beat goes on, interpretata da Phil Manzanera.

La sua prima produzione alterna canzoni in italiano a canzoni in napoletano: ad esempio, il suo terzo LP, Decrescenzo, inciso nel 1983, è cantato interamente in napoletano. Nel 1984 incide Casualità, colonna sonora del film Fatto su misura di Francesco Laudadio; nello stesso anno canta Taptitò nel film Così parlò Bellavista di Luciano De Crescenzo. Nel 1986 interpreta In fondo al mare nell'album Storie di una storia sola di Toquinho (musica di Maurizio Fabrizio e Toquinho; testo di Guido Morra).

A metà degli anni ottanta, dopo aver interpretato brani scritti da altri autori, De Crescenzo riprende a comporre ed inizia a pubblicare le sue canzoni. Infatti dal 1987 al 1995 incide ogni due anni un album, con la collaborazione (per i versi) di diversi parolieri, fra i quali Guido Morra, Eugenio Bennato e Franco Del Prete. Nel 1993 inizia la collaborazione con Sergio Cirillo (album Danza Danza), che poi proseguirà nelle produzioni del 1995 (col brano Cielo su cielo), del 2002 (La vita è un'altra) e del 2013 (Non tardare) . Sono questi gli anni in cui Eduardo De Crescenzo rifiuta svariate proposte di musicare le colonne sonore di diversi film prodotti in Italia e all'estero.[4]

Nelle vesti di coautore o autore delle canzoni che incide a partire dall'album Nudi (1987) il musicista partenopeo va alla continua ricerca di nuovi suoni e contaminazioni; ricerca che porterà più tardi alla lavorazione ed alla pubblicazione dei due album che rappresentano una svolta della sua carriera artistica: Cante jondo nel 1991 e Danza Danza (che contiene il brano Zingaro, composto nel 1991 e dedicato a Camarón de la Isla) nel 1993.[5][6]

Con quest'ultima produzione discografica arriva anche il successo internazionale, pure grazie, peraltro, alla duplice versione sanremese di E la musica va.[7][8] Il 1º maggio 1994 si esibisce a Scampia in occasione della Festa del lavoro e nello stesso anno duetta con Angelo Branduardi al "Premio Recanati", ora "Musicultura".[9] Il 3 maggio 1995 all'Auditorium Rai di Napoli tiene un concerto di beneficenza in favore dell'associazione "La città invisibile", da cui sarà poi tratto il primo live della sua carriera artistica.

Nel 1996, dopo pochi mesi dall'uscita dell'album Live (ottobre 1995)[10], in occasione della promozione del brano Cielo su cielo, Eduardo De Crescenzo presenta al Maurizio Costanzo Show il progetto a cui collabora, cioè l'associazione La città invisibile, per il recupero dei detenuti del carcere di Poggioreale di Napoli presso il quale, qualche tempo prima, si era esibito.

Nella seconda metà degli anni novanta, dopo la chiusura del tour Live, pur rimanendo lontano dalla sala d'incisione (l'ultimo nuovo brano registrato è Cielo su cielo del 1995), il fisarmonicista partenopeo non smette di cantare e di tenere concerti, soprattutto nel Centro-Sud. Nell'estate del 1999 è ospite all'undicesima edizione del Premio Charlot, a Paestum, in provincia di Salerno, dove ripropone alcuni dei lavori più rappresentativi della sua ultima produzione artistica.

Nell'autunno del 2000, a conclusione del tour Concerto del Mediterraneo[11][12][13], inizia la preparazione del nuovo album che, dopo una lunga gestazione, porterà a La vita è un'altra[14][15], di cui firma anche le liriche di diversi brani, fra cui Fammi sognare . Nel 2001, così come avvenuto l'anno precedente, dà il via ad un lungo tour estivo, l'ultimo prima dell'uscita del nuovo disco. Nel 2002 è ospite dello show del sabato sera di Gianni Morandi Uno di noi.

In occasione del suo ritorno discografico, dopo oltre sei anni di silenzio - nel corso dei quali le sue vecchie etichette discografiche commercializzano varie antologie - con la pubblicazione dell'album La vita è un'altra[16] la 'voce-strumento' napoletana dà il via al tour teatrale che lo porterà in giro per l'Italia[17][18], accompagnato dalla sua band storica, partendo dal teatro Palapartenope di Napoli il 10 aprile 2003 (trasmesso in differita su Rai Uno il 20 luglio), con la partecipazione di Maria Pia De Vito in Parole nuove e in E la musica va, di Teresa De Sio in Quantu tiempo ce vò e di Mireille Mathieu in Ancora. Nell'estate del 2003 partecipa all'ottava edizione del Premio Massimo Troisi ed al Premio Caruso

Gli anni dell'impegno sociale[modifica | modifica wikitesto]

Nell'autunno del 2004, a conclusione del tour estivo, De Crescenzo è testimonial del "Columbus Day", per la comunità italiana degli Stati Uniti, alla quale dedica il concerto dell'8 ottobre tenuto al Manhattan Center Theatre di New York.[19][20]. Il 20 maggio 2005 si esibisce al teatro Sociale di Como[21], insieme a Ron e ai Matia Bazar, per la kermesse in favore dell'Associazione Italiana Sclerosi Multipla, segnando il suo ritorno nella regione lombarda a distanza di due anni dall'ultimo concerto, tenuto al teatro Smeraldo di Milano il 23 maggio 2003.[22].

Nell'estate del 2005, a distanza di due anni da La vita è un'altra, De Crescenzo si ripropone in un nuovo tour proprio mentre lavora all'ideazione del suo nuovo progetto di solidarietà ("Le Mani") che, tuttavia, darà risultati concreti solo più tardi, con l'apertura, nel cuore di Napoli, del primo "Help Center" della sua città natale. Sempre nel 2005 incide per la prima volta un brano in lingua straniera, Surubà, che farà parte dell'album Danza di Karl Potter,

Il 18 febbraio 2006 si esibisce, insieme ad altri artisti, al teatro Mercadante di Napoli[23], in occasione del "Galà di solidarietà" per gli anziani, organizzato dalla Comunità di Sant'Egidio. Negli ultimi anni, dunque, si è dedicato soprattutto alla musica dal vivo e a progetti di solidarietà: il 26 maggio 2006 pubblica, appunto, l'album Le mani, tratto dal concerto svoltosi alla stazione centrale di Napoli il 17 dicembre 2005, con la partecipazione del violinista del Teatro San Carlo di Napoli, Daniele Baione, del coro dei cameristi di Carlo Morelli e di Paul e Gabin Dabirè. Il concerto viene trasmesso in diretta da Radio Kiss Kiss e, in differita, il 31 dicembre 2005, sui canali di Rai International in Australia, Stati Uniti, Canada, Sud America, Asia ed Africa.

Frutto del lavoro dell'artista sarà poi l'apertura, il 27 dicembre 2006, presso la stazione centrale di Napoli, del primo "Help Center" informatizzato: uno sportello di ascolto e orientamento per le persone in difficoltà, al fine di prevedere l'ubicazione di nuovi posti letto per i più bisognosi presso il centro "La Tenda". È questa la prima iniziativa concreta del progetto "Le mani", promosso da De Crescenzo insieme a don Elvio Damoli e don Antonio Vitiello[24][25][26][27][28]. Il 13 luglio 2006, alle Terme di Agnano (Napoli), il musicista partenopeo si esibisce in concerto al 7° Galà di Beneficenza "Una sera per la vita", organizzato dalla sezione napoletana della Lega Italiana per la Lotta ai Tumori e dall'Istituto Pascale, manifestazione finalizzata a sostenere la ricerca e l'assistenza oncologica domiciliare gratuita.[29][30]

In occasione del concerto tenuto all'Arena Flegrea di Napoli il 7 settembre 2006, De Crescenzo viene premiato dal Presidente dell'Ente Provincia quale "musicista da sempre protagonista d'impegno sociale e solidarietà"[31][32][33][34]. Il 30 settembre dello stesso anno partecipa alla seconda edizione della "Notte Bianca" della città di Napoli, manifestazione alla quale prendono parte anche altri cantautori italiani, tra i quali Lucio Dalla, Pino Daniele, Francesco De Gregori e Ivano Fossati. Il suo concerto si è svolto in una delle più antiche piazze napoletane, nei pressi della Porta Capuana, costruita nel 1484 e simbolo dell'architettura rinascimentale del periodo aragonese, ma anche dell'emarginazione contemporanea delle classi sociali più deboli[35][36].

Anni 2007 - 2011[modifica | modifica wikitesto]

Qualche tempo dopo la chiusura del tour 2006 Le mani, Eduardo De Crescnzo ritorna sul palco in diverse occasioni. Due sono le sue apparizioni in pubblico nella prima metà del 2007: la prima il concerto tenuto a Scampia il 20 marzo, organizzato dalle istituzioni locali nell'ambito del progetto "Illuminiamo la notte", per favorire la rinascita culturale dei quartieri a rischio ed al fine di sottrarre spazio vitale alla camorra, creando centri di aggregazione sociale per i giovani[37][38][39][40]; la seconda il 14 aprile, in occasione del concerto svoltosi al teatro Delle Palme di Napoli, nell'ambito degli eventi che hanno fatto da cornice alla quinta Conferenza Nazionale del Volontariato, organizzata dal Ministero della solidarietà sociale.[41]

Il 26 giugno 2007 la Sony/BMG pubblica una nuova antologia che include canzoni del periodo 1978-1991, Le più belle, e che, oltre a riprendere vecchi successi, ripropone il brano La solitudine a distanza di circa trent'anni dalla sua incisione. Il 21 ottobre dello stesso anno De Crescenzo è tra gli ospiti al Meeting Internazionale per la Pace, promosso dalla Comunità di Sant'Egidio e svoltosi al teatro San Carlo di Napoli tra il 21 e il 23 ottobre in occasione della visita di Papa Benedetto XVI alla città partenopea.[42] Il 19 novembre 2007 al teatro Acacia di Napoli, il cantautore riceve il premio "Napoli c'è", promosso dalla rivista mensile L'Espresso Napoletano, per essersi distinto per la sua arte compositiva e, come si legge nella motivazione ufficiale del riconoscimento, "per avere esplorato con sensibilità le colorate armonie della propria terra".[senza fonte]

Dopo la premiazione, si è esibito in uno dei suoi ultimi live del 2007, riproponendo, in due ore di concerto, tutte la canzoni più significative della sua ultima produzione artistica[43][44][45]. Il 30 dicembre si esibisce ancora dal vivo al teatro Delle Palme di Napoli. Nel 2008 De Crescenzo ritorna sul palco per il concerto-evento dell'Arena Flegrea e, dopo qualche altra esibizione pubblica, l'anno si chiude con il live del 28 ottobre al teatro Palapartenope di Napoli.[46][47][48][49]. In occasione della festa dell'Epifania del 2009, il musicista ha preso parte all'intenso dibattito pubblico che ha riguardato gli atavici problemi socio-economici della sua città natale[50].

L'11 marzo 2010 De Crescenzo è ospite al teatro Sociale di Mantova, in occasione della "Quarta giornata mondiale del rene", per il concerto La mia vita in te, organizzato per sensibilizzare la collettività sul tema della donazione degli organi da persona vivente.[51][52][53][54][55] Nel 2011 viene pubblicato dalla Sony Music I miei successi, una nuova antologia di vecchi brani dell'artista partenopeo relativa al decennio compreso tra il 1981 e il 1991, che ripropone, ancora una volta, il brano La solitudine del 1978, una delle prime canzoni incise da De Crescenzo con la casa discografica Dischi Ricordi.

Essenze Jazz 2012[modifica | modifica wikitesto]

Essenze jazz è stato annunciato da Eduardo stesso come un suo personale bisogno di ritrovare "l'essenza" dell'emozione, la ricerca di un "suono" che potesse rappresentarlo oggi e contenere tutto il suo cammino artistico.

Essenze jazz si rivela da subito un format ideale per la sua personalità talentuosa, eclettica e libera: sapore di jazz, del mondo classico che l’ha formato sin da piccolissimo, cantautorale nelle pagine in cui si riconoscono le sue radici umane e musicali.

Il progetto è stato presentato in anteprima dal palcoscenico live nel 2012: il 24 aprile al Blue Note di Milano, il 4 maggio alla Casa del Jazz di Roma e l'11 giugno al Teatro San Carlo di Napoli. Nel 2013: il 21 marzo al Teatro Sistina a Roma; il 22 giugno al Ravello Festival, Villa Rufolo; il 7 luglio a Umbria Jazz, Teatro Morlacchi …[56]

Nel 2013 il progetto approda in studio di registrazione ma “in presa diretta” per non perdere la magia delle esecuzioni live, anima del progetto.

L’album Essenze jazz è pubblicato su etichetta EmArcy - Universal Classics & Jazz.

Essenze jazz è un concerto acustico, rigoroso eppure appassionato. Controtendenza, antico e modernissimo perché porta in scena solo “ l’essenza” dell’arte: l’emozione.

Eduardo si muove sul palco con classe e destrezza, lascia vivere con passione e leggerezza il suo percorso di fisarmonicista, di compositore, di vocalist d’eccellenza. La sua voce leggendaria “suona” classica e antica nei passaggi melodici, poetica e raffinata nelle interpretazioni misurate e toccanti, araba o andalusa quando potente e roca buca le note più alte e la pelle di chi ascolta. Del jazz cattura le atmosfere, il gusto per la composizione estemporanea, lascia vivere con toccante emozione quella sua straordinaria capacità di far “suonare la voce”, di piegarla ora alle esigenze “del musicista”, ora a quelle “dell’interprete”.

“Caposcuola di razza”, Eduardo rilegge se stesso: Quando l'amore se ne va, Sarà così, Dove, La vita è questa vita, Dove c'è il mare, Naviganti... arrivano inedite eppure mai snaturate. La stessa mitica Ancora, L'odore del mare, E la musica va - che pure hanno raggiunto vette internazionali di popolarità - brillano di nuova luce senza lasciare spazio a nostalgie.

Sapiente il canovaccio degli arrangiamenti steso dallo stesso Eduardo e da Stefano Sabatini suo collaboratore storico già dal 1983. Felice il connubio con questi grandi musicisti che riescono a condividere la sua musica offrendo ognuno una traccia personale e riconoscibile ma sempre attenta alla coerenza emozionale dell’esecuzione piuttosto che alla tecnica di modelli precostituiti.

Enzo Pietropaoli al contrabbasso; Marcello Di Leonardo alla batteria; Stefano Sabatini al pianoforte; Daniele Scannapieco al sassofono; Lamberto Curtoni al violoncello; Eduardo De Crescenzo voce e fisarmonica.

Nel 2015 Essenze jazz si arricchisce di nuovi incontri, diventa event e ospita in concerto la magica tromba di Enrico Rava.

Un incontro cui pensavo da qualche tempo”, dice Eduardo: “Enrico Rava mi commuove, è la tromba che “canta”. Il suo suono è interpretazione che si antepone a qualsiasi virtuosismo. Sul palco, anche una sola nota della sua tromba è capace di comunicarmi che in quel momento stiamo vivendo nello stesso spazio emotivo.

Mentre Rava dice di lui: "Il mondo di Eduardo è come un giardino incantato, dove i fiori del blues si fondono con gli umori di Napoli dando vita a un canto poetico emozionante e irresistibile".

Attualmente in concerto a incantare platee educate alla lettura della virtù ma anche platee affascinate dal brivido istintivo che la sua potenza espressiva riesce a infiltrare sotto la pelle.[57]

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

Album[modifica | modifica wikitesto]

Raccolte[modifica | modifica wikitesto]

Singoli[modifica | modifica wikitesto]

Video[modifica | modifica wikitesto]

Collaborazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • 1986 - con Toquinho nell'album Storie di una storia sola: interpreta In fondo al mare
  • 1992 - con Peppino Di Capri nell'album ..e cerchi il mare dove suona la fisarmonica nel brano Nu' penziero
  • 2005 - con Karl Potter nell'album Danza: interpreta Surubà

Le partecipazioni al Festival di Sanremo[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ «I piccoli attori all'"Argentina" ottengono un clamoroso successo» da Il Roma del 10 giugno 1957
  2. ^ «Finalmente c'è il sole» da Il Giornale di Napoli dell'11 giugno 1989
  3. ^ «Ancora fa trent'anni, De Crescenzo sessanta» in La Repubblica del 9 marzo 2011
  4. ^ «L'altra faccia della luna» in Il Roma del 9 novembre 1990
  5. ^ «A Sanremo un 'nuovo' De Crescenzo» in La Repubblica del 30 gennaio 1991
  6. ^ Il MessaggeroVeneto del 14 ottobre 1993
  7. ^ «Quel canto mediterraneo che ha stregato i tedeschi» da Il Mattino del 20 agosto 1991
  8. ^ (DE) «Hochruf eines superstar» da Az feuilletton del 19 luglio 1991
  9. ^ "In tuta blu cantano gli operai" da La Repubblica del 30 aprile 1994
  10. ^ Dischi all'assalto: Conte, Morandi ma spicca De Crescenzo "live" in Il Corriere della Sera del 27 ottobre 1995
  11. ^ Tour in cui sperimenta nuove contaminazioni musicali, con l'utilizzo di particolari strumenti della tradizione mediterranea, fra cui le Launeddas
  12. ^ Il Tirreno del 15 luglio 2000
  13. ^ Il Mattino del 30 luglio 2000
  14. ^ Il Mattino del 18 agosto 1999
  15. ^ Il Mattino del 10 agosto 2000
  16. ^ «Le antiche certezze di De Crescenzo» in Il Corriere della Sera del 13 novembre 2002
  17. ^ «Eduardo De Crescenzo le melodie del cuore» da Il Corriere della Sera del 20 maggio 2003
  18. ^ «La canzone d'autore di De Crescenzo» da La Stampa del 23 maggio 2003
  19. ^ Il Corriere del Mezzogiorno del 10 ottobre 2004
  20. ^ Il Mattino del 3 ottobre 2004
  21. ^ «Sociale in musica» da La Provincia di Como del 20 maggio 2005
  22. ^ [1]Il Corriere della Sera del 23 maggio 2003
  23. ^ Il Mattino del 6 febbraio 2005
  24. ^ City Napoli del 16 dicembre 2005
  25. ^ Il Mattino dell'8 dicembre 2005
  26. ^ Il Mattino del 15 dicembre 2005
  27. ^ Il Corriere del Mezzogiorno del 6 giugno 2006
  28. ^ La Repubblica del 6 giugno 2006
  29. ^ La Repubblica del 3 luglio 2006
  30. ^ Il Mattino del 3 luglio 2006
  31. ^ «La notte magica di Eduardo De Crescenzo» da Il Roma del 9 settembre 2006
  32. ^ Il Mattino dell'8 settembre 2006
  33. ^ Il Mattino del 9 settembre 2006
  34. ^ City Napoli del 7 settembre 2006
  35. ^ «La mia Notte Bianca a Porta Capuana luogo degli artisti» in La Repubblica del 16 settembre 2006
  36. ^ Il Mattino del 30 settembre 2006
  37. ^ "De Crescenzo in concerto" da La Repubblica del 20 marzo 2007
  38. ^ Il Corriere del Mezzogiorno del 20 marzo 2007
  39. ^ Il Mattino del 22 febbraio 2007
  40. ^ City Napoli del 20 marzo 2007
  41. ^ Sito ufficiale, link date 2007[Link?]
  42. ^ Il Mattino del 19 ottobre 2007
  43. ^ Il Mattino del 19 novembre 2007
  44. ^ L'Espresso Napoletano n° 11-2007 novembre
  45. ^ Il Napoli del 19 novembre 2007
  46. ^ «Pop e melodie made in Italy» da La Repubblica del 28 ottobre 2008
  47. ^ «De Crescenzo una voce e il suo primato» da Il Mattino del 30 ottobre 2008
  48. ^ "Stasera sfida De Crescenzo-Avion Travel" da Il Corriere del Mezzogiorno del 28 ottobre 2008
  49. ^ «De Crescenzo, un ritorno alle radici» da Il Roma del 30 ottobre 2008
  50. ^ "Nuova giunta la città scettica" da La Repubblica del 6 gennaio 2009
  51. ^ Mantova. Progetto d'informazione e sensibilizzazione pubblica dell'Associazione virgiliana di bioetica nel contesto della Giornata Mondiale del Rene - URL consultato il 7 marzo 2010
  52. ^ «Donazioni, torna il concerto-evento» da La Gazzetta di Mantova del 20 febbraio 2010
  53. ^ «Al Sociale musica e solidarietà » da La Gazzetta di Mantova del 10 marzo 2010
  54. ^ «Con De Crescenzo canta anche il Sociale » da La Gazzetta di Mantova del 12 marzo 2010
  55. ^ «Successo e commozione al Sociale per la serata di musica e solidarietà» da La Gazzetta di Mantova del 13 marzo 2010
  56. ^ Rassegna stampa Essenze Jazz, eduardodecrescenzo.it.
  57. ^ Eduardo De Crescenzo in concerto - Villa La Favorita 7 settembre 2015, eduardodecrescenzo.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianni Borgna Storia della canzone italiana, Rizzoli, 2001
  • Pino Casamassima, Stefano Fares e Luca Pollini Dizionario della musica leggera italiana, Le Lettere, Firenze, 2005, pag. 100
  • Leonardo Colombati (a cura di) La Canzone italiana 1861-2011 storia e testi, Mondadori, 2011, 2 volumi, pagg. 1083, 1921,1922 e 2105
  • Giorgio Dell'Orti e Massimo Parrini Catalogo dei viventi, Marsilio, 2009, pag. 598
  • Enrico Deregibus (a cura di) Dizionario completo della canzone italiana, Giunti, 2006, Firenze, Milano, pag. 150
  • Fernando Fratarcangeli commento de I miti nº38, BMG, 2000
  • Pietro Gargano Nuova enciclopedia illustrata della canzone napoletana, Magmata, luglio 2007, vol. II, pagg. 335 - 338
  • Enzo Gentile e Alberto Tonti Dizionario del pop-rock, Baldini Castoldi Dalai, 2006, pag.338
  • Marcello Giannotti L'enciclopedia di Sanremo, Gremese, 2006, pagg. 69 e 70
  • Augusto Pasquali Dizionario della musica italiana. La canzone, Tascabili Economici Newton, 1997, Roma, pag. 34
  • Dario Salvatori Il grande dizionario della canzone italiana, Rizzoli, 2006, pagg. 71 e 230

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN256393382 · ISNI: (EN0000 0003 7881 3792 · BNF: (FRcb13931705n (data)