Rischiatutto

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Rischiatutto
Bongiorno Ciuffini Rischiatutto 1972.jpg
Mike Bongiorno e Sabina Ciuffini durante una puntata del Rischiatutto del 1972
Paese Italia Italia
Anno 1970-1974
Genere Telequiz
Edizioni 5
Durata 100 min
Presentatore Mike Bongiorno
Regia Piero Turchetti
Rete Secondo Programma/Programma Nazionale

Rischiatutto è stato un programma televisivo italiano di genere telequiz.

Condotto da Mike Bongiorno, venne inizialmente messo in onda sul Secondo Programma (occasionalmente sul Programma Nazionale) alle 21.15 del giovedì sera per cinque edizioni, a partire dal 5 febbraio 1970 fino al 25 maggio 1974.

Il programma[modifica | modifica wikitesto]

Il simbolo del programma

L'idea originale fu presa dal format americano del programma Jeopardy!, ma invece del peculiare meccanismo secondo cui a una risposta bisognava trovare una domanda, la RAI optò per il classico meccanismo domanda-risposta. La trasmissione, inizialmente, doveva chiamarsi Repentaglio; il nome venne cambiato il giorno prima dell'inizio della trasmissione grazie a Mike Bongiorno.[1]

Autori del quiz erano Paolo Limiti e Ludovico Peregrini, che a causa dei suoi inevitabili dinieghi alle richieste di deroga dal regolamento, venne soprannominato "Signor no". La regia era di Piero Turchetti, coautore del programma, che passò alla storia della televisione italiana insieme alla frase che Bongiorno usava per presentarlo:

« Fiato alle trombe, Turchetti! »
(Mike Bongiorno)

La sigla di testa e le sigle di coda furono ideate e realizzate da Sandro Lodolo.

Nella conduzione Mike Bongiorno fu affiancato per tutte le cinque edizioni da una giovane valletta italo-argentina: Sabina Ciuffini, studentessa universitaria a Roma. Fino a luglio 1970 il programma fu registrato nel Teatro delle Vittorie di Roma (insieme a Arrivi e partenze, fu l'unico programma condotto a Roma da Mike); a partire da settembre 1970 il programma si svolse negli studi della Fiera di Milano, con l'eccezione delle semifinali e delle finali del 1972 e del 1974, ospitate nel più capiente Teatro dell'Arte di Milano.

A testimonianza della popolarità dei telequiz dell'epoca, è da ricordare che molti dei concorrenti ammessi al Rischiatutto avevano già fatto domanda di ammissione a Lascia o raddoppia?.

Il programma (dal titolo RiSKYtutto), sempre condotto da Mike Bongiorno, avrebbe dovuto riprendere il suo corso su SKY Uno ad autunno 2009, ma a causa dell'improvvisa scomparsa del noto conduttore, avvenuta l'8 settembre 2009, è stato annullato.

Una riedizione rivisitata del programma è andata in onda nel 2016, con la conduzione di Fabio Fazio con Matilde Gioli come valletta del programma.

Regole del gioco[modifica | modifica wikitesto]

Le domande preliminari[modifica | modifica wikitesto]

Ad ogni puntata partecipavano tre concorrenti che affrontavano singolarmente dieci domande preliminari tratte dai testi indicati dai concorrenti a cui si doveva rispondere in cinque secondi su una materia da loro scelta. Ogni risposta esatta, in questa fase preliminare attribuiva al concorrente un premio di 25.000 lire.

Al termine di questa fase, il concorrente che aveva totalizzato il montepremi più alto acquisiva il diritto a essere il primo a scegliere la materia del tabellone; in caso di parità, si procedeva a un sorteggio col lancio della monetina.

Il tabellone elettronico[modifica | modifica wikitesto]

« Ormai siamo nel 1970, quindi bisogna trovare delle formule nuove di presentazione di questi giochi, ai quali siamo abituati oramai da quindici anni. »
(Mike Bongiorno)

Alla fase preliminare, prettamente introduttiva, seguiva la fase più importante e seguita del gioco: i tre concorrenti, chiusi in tre cabine contigue, si sfidavano al tabellone elettronico scegliendo la materia della domanda cui rispondere e il valore del premio per la risposta esatta. Durante questa fase di gioco, acquisiva ogni volta il diritto di scegliere la domanda successiva chi dei tre concorrenti avesse risposto esattamente alla domanda precedente, ma rispondeva chi si era prenotato per primo, anche senza aver ascoltato l'intera formulazione della domanda. Il tempo per rispondere ad una domanda era di 10 secondi.

Il valore dei premi, per ogni materia, andava dalle 10.000 alle 60.000 lire; al maggior valore del premio corrispondeva una maggior difficoltà della domanda. Le sei materie oggetto del gioco, prescelte dagli organizzatori, variavano ad ogni puntata e spaziavano fra gli argomenti più disparati. Le categorie delle domande al tabellone riguardavano materie generalistiche o di attualità di cui più o meno tutti i concorrenti potevano conoscere qualcosa; di solito erano comunque garantite due materie per ogni concorrente.

Particolarmente innovativo e determinante nel destare l'interesse del pubblico verso la trasmissione fu l'inserimento nel "tabellone elettronico" di brevi filmati e diapositive a introduzione delle domande. Proprio questa innovazione tuttavia impediva che il programma venisse trasmesso in diretta: la tecnologia dell'epoca imponeva infatti, dopo la scelta della domanda da parte dei concorrenti, l'interruzione della registrazione per permettere il montaggio del filmato corrispondente nel tabellone, in quanto in regia non si conosceva a priori l'esatto ordine delle domande e quindi la sequenza dei filmati da mandare in onda.

Il gioco era reso particolarmente interessante dalla presenza sul tabellone di caselle più o meno favorevoli ai concorrenti: le caselle "Jolly" permettevano al concorrente che avesse selezionato la casella fortunata, di introitare il premio relativo a quella casella senza dover rispondere ad alcuna domanda; le caselle "Rischio" consentivano al concorrente che le avesse scelte di poter puntare una cifra a sua scelta (da 100.000 lire a 1.000.000) e a rispondere a una domanda in 30 secondi. In caso di risposta esatta la cifra veniva aggiunta al suo capitale di gioco, in caso di risposta errata gli sarebbe stata detratta e ciò consentiva repentini "colpi di scena" modificando e a volte capovolgendo completamente la classifica e il montepremi dei tre giocatori.

Se a una domanda del tabellone non si prenotava nessuno dei tre concorrenti o tutti e tre davano una risposta errata, la scelta della domanda successiva spettava al concorrente che in quel momento aveva il montepremi minore in valore positivo (i concorrenti con montepremi negativo non avevano tale possibilità). In caso di risposta errata di chi si era prenotato, l'ulteriore possibilità di rispondere passava al secondo che si prenotava.

Al termine della fase del tabellone, i concorrenti che avevano a disposizione un montepremi superiore a zero erano ammessi a partecipare al raddoppio finale.

Il tabellone del Rischiatutto verrà riproposto molti anni dopo a Telemike ma con 24 caselle anziché 36.

Il raddoppio finale[modifica | modifica wikitesto]

La fase finale era quella del "raddoppio", nella quale ogni concorrente, singolarmente ed isolato in un'apposita cabina, doveva rispondere a domande multiple sulla propria materia di competenza in un tempo massimo di un minuto scegliendo tra tre buste. Se il concorrente riusciva a rispondere in maniera esatta alla serie di domande, raddoppiava il montepremi in suo possesso, ma se rispondeva in maniera errata anche ad una sola delle domande poste, perdeva tutto quanto aveva accumulato e andava a quota zero.

Al termine del raddoppio, il concorrente che aveva accumulato più soldi veniva proclamato campione e aveva diritto a tornare la settimana successiva per difendere il titolo. Ai due concorrenti sconfitti veniva data in omaggio una scatola del gioco Rischiatutto e un gettone d'oro del valore di 1.000 lire. In caso di parità, se nessuno dei tre concorrenti avesse risposto esattamente alla domanda in cabina o ci fosse stato un ex-aequo sulle cifre vinte, si procedeva con le domande di spareggio dove chi rispondeva esattamente al maggior numero di domande veniva proclamato "campione in carica".

Il meccanismo delle domande finali e del raddoppio verrà poi ripreso in tutti i successivi quiz di Mike, fino a Telemike.

I concorrenti[modifica | modifica wikitesto]

Mike Bongiorno, Sabina Ciuffini e Massimo Inardi, campione di Rischiatutto.

Tanti i concorrenti diventati famosi dopo la partecipazione alla trasmissione. La prima campionessa in assoluto fu la signorina Silvana Guerriero di Napoli (rispondeva a domande sulla musica leggera) ma la concorrente più famosa fu Giuliana Longari, che rispondeva a domande sulla storia romana e fu definita "la madre di tutti i concorrenti": la signora Giuliana Longari (passata alla storia come la "Signora Longari") fece il suo esordio a Rischiatutto giovedì 7 maggio 1970, puntata in cui sconfisse il concorrente Ascanio De Gregorio campione in carica: rimase campionessa ininterrottamente fino al 16 luglio dello stesso anno, giorno in cui fu sconfitta dalla signora Giuliana Boirivant.

La simpatia del farmacista fiorentino Andrea Fabbricatore conquistò il pubblico: Fabbricatore fu campione di Rischiatutto dal 22 aprile 1971 (vinse su Corrado Taiuti) al 14 ottobre dello stesso anno, quando fu sconfitto da Roberto Bambagioni.

Puntata di Rischiatutto, 1972. Al centro il campione Massimo Inardi.

Il concorrente che più di tutti passò alla storia del quiz fu però il dottor Massimo Inardi, medico di Bologna, esperto di musica classica e con la passione della parapsicologia. Inardi fece la sua prima apparizione a Rischiatutto il 2 dicembre del 1971, giorno in cui sconfisse Maria Grazia D'Andrea. Egli vinse la allora stratosferica cifra di 48 milioni di lire, e devolse la vincita di un'intera puntata ad un bambino bisognoso di un trapianto di reni. Dotato di una cultura molto vasta e di una notevole capacità di concentrazione, fu accusato dalla stampa di «leggere le risposte dalla mente di Mike» grazie alle sue competenze parapsicologiche, a tal punto che in una puntata le risposte delle domande del raddoppio non furono scritte sul foglio delle domande in possesso del conduttore, ma in un foglio a parte consegnato alla valletta, posta a grande distanza in modo che Inardi non potesse vederla; ella dovette controllare le risposte e confermarne l'esattezza alzando una paletta. Il medico rimase ininterrottamente campione fino a giovedì 27 gennaio 1972, quando fu sconfitto da Gian Paolo Lusetti: Inardi era in testa, ma nel rispondere all'ultima domanda del raddoppio inciampò in un banale lapsus linguae nel pronunciare un numero d'ordine (disse «636» invece di «626»). Il concorrente si corresse immediatamente battendo un colpo e gettando via la sua cuffia per la disperazione, ma il "Signor No" Peregrini, nonostante le accorate suppliche del conduttore e con un atteggiamento estremamente severo nei confronti della stampa presente in teatro, non si lasciò sfuggire l'occasione per eliminarlo, attirandosi così le antipatie del pubblico. Inardi ammise subito l'errore e con grande sportività andò a tirar fuori il nuovo campione dalla cabina prendendolo per mano e abbracciandolo. Mike infatti ammetterà di aver fatto di tutto, insieme ai suoi coautori, per far cadere il prodigioso campione in quanto stava vincendo una cifra troppo elevata. Naturalmente egli vinse la finalissima del grande torneo dei campioni del 1972.

Mike Bongiorno e i concorrenti Andrea Fabbricatore e Roberto Bambagioni durante una puntata del 1971.

Oltre al farmacista Andrea Fabbricatore di Firenze si ricorda anche lo studioso matematico Angelo Lucia Bosetti, che redigeva in diretta schedine di totocalcio.

Tra gli altri storici partecipanti si ricordano, almeno: Ernesto Marcello Latini (il tabaccaio di Monte Porzio Catone), Anna Mayde Casalvolone, Umberto Ruzzier (rispondeva a domande di storia dell'aviazione), Marilena Buttafarro (esperta di fiabe e soprattutto di quelle dei Fratelli Grimm) e Paolo Paolini (esperto di astronautica).

Le stagioni successive al 1972 videro invece come protagonisti Maria Luisa Migliari, Lidia Baccaglini, il subacqueo Enzo Bottesini e il professor Angelo Cillo, esperto in scacchi.

Le finali del 1972[modifica | modifica wikitesto]

Al termine delle prime tre edizioni del programma, il 20 maggio, il 27 maggio ed il 3 giugno 1972, al Teatro dell'Arte di Milano, si svolsero le eliminatorie del torneo dei grandi campioni delle prime tre edizioni di Rischiatutto. Il 10 giugno 1972 si svolse la finalissima, inizialmente prevista come puntata di chiusura definitiva del quiz; le numerosissime richieste dei telespettatori, però, convinsero la Rai a produrre altre due edizioni, rimandando la chiusura del quiz al 1974.

Alla prima finale parteciparono Giuliana Longari, Andrea Fabbricatore e Paolo Paolini. La signora Longari, all'inizio in netto vantaggio sugli altri due concorrenti, cadde su una domanda su Diocleziano: disse che, in base alla riforma voluta da Diocleziano, nel 286 a Gaio Galerio sarebbe andato l'Oriente ed a Massimiano l'Occidente, ma a quel tempo Diocleziano non aveva ancora abdicato e perciò era lui a governare l'Oriente e non Gaio Galerio: la Longari perse, così, ben cinque milioni e si andò allo spareggio, dove prevalse - all'ultimo momento - il concorrente Andrea Fabbricatore che alla fine arrivò primo (Paolini secondo e la Longari terza), accedendo così alla finalissima.

Alla seconda finale parteciparono Umberto Ruzzier, Marilena Buttafarro ed Ernesto Marcello Latini: Marilena Buttafarro risultò vincitrice della seconda finale.

Nella terza finale si scontrarono il supercampione Massimo Inardi, Giampaolo Lusetti ed Anna Mayde Casalvolone: Inardi risultò vincitore ed approdò, così, alla finalissima del 10 giugno.

Il 10 giugno 1972 si svolse la finalissima, a cui parteciparono Massimo Inardi, Andrea Fabbricatore e Marilena Buttafarro. Massimo Inardi risultò vincitore e venne così fregiato del titolo di supercampione di Rischiatutto: Inardi, inoltre, si portò a casa una somma pari a cinque milioni e novecentomila lire.

Le finali del 1974[modifica | modifica wikitesto]

Come nel 1972, il torneo finale, riservato ai grandi campioni delle ultime due edizioni, si svolse al Teatro dell'Arte di Milano e fu trasmesso al sabato sera, e non al giovedì, sul Programma Nazionale anziché sul Secondo Programma.

Alla semifinale, il 18 maggio 1974, presero parte nove concorrenti, divisi in serie di tre. La prima terna fu composta da Domenico "Giacomino" Piovano, Gabriella Mondello e Giuseppe Puzzo; la seconda da Maria Luisa Migliari, Lidia Baccaglini e Antonio D'Urso; la terza da Angelo Cillo, Roberta Bestetti ed Enzo Bottesini. I concorrenti ammessi alla finale furono Gabriella Mondello, Maria Luisa Migliari e Antonio D'Urso. I nove campioni raddoppiarono tutti e vinsero complessivamente 25 milioni e 200 mila lire.

Nella finale, che si svolse il 25 maggio 1974, vinse Maria Luisa Migliari[2][3]. La concorrente di Calice Ligure, esperta di gastronomia, si aggiudicò 5 milioni e 480 mila lire, per un totale di 43 milioni 780 mila lire, la più alta vincita dell'epoca dopo quella di Inardi (48 milioni e 300 mila lire). Secondo Antonio D'Urso[4], esperto di storia della Repubblica italiana (4 milioni 822 mila lire), terza Gabriella Mondello, esperta di vita e opere di Giovanni Verga (620 mila lire).

Metà delle somme vinte in semifinale e finale furono devolute in beneficenza.

Mike Bongiorno, nell'annunciare ai giornalisti la fine del Rischiatutto, diede appuntamento all'anno successivo ma il suo ritorno sui teleschermi della Rai con un nuovo telequiz avverrà solo alla fine del 1976, con Scommettiamo?

Programmazione e successo televisivo[modifica | modifica wikitesto]

Il Rischiatutto fu trasmesso per cinque edizioni sul secondo programma RAI con l'eccezione delle puntate del 28 maggio 1970, 4 giugno 1970 e 3 giugno 1971, e delle semifinali e delle finali del 1972 e del 1974, trasmesse sul Programma Nazionale. Inoltre la puntata del 3 febbraio 1972, per uno sciopero generale, andò in onda a reti unificate. Il programma raggiunse nel 1972, l'anno di maggior successo, una media di 22 milioni di telespettatori con una punta di 31.900.000 nella finale del 10 giugno.

Sigle[modifica | modifica wikitesto]

La famosa sigla di testa, un motivo dall'andamento incalzante con chiara impronta jazzistica, composto dal maestro Riccardo Vantellini, rimase invariata per tutte le edizioni: un disegno animato creato da Sandro Lodolo rappresentante un omino che cerca di sfuggire alla parola RISCHIO (o all'iniziale R), che lo segue ovunque.

Le sigle di coda furono invece quattro:

Le gaffe di Mike[modifica | modifica wikitesto]

Alla trasmissione vengono attribuite numerose gaffe di Mike Bongiorno, ma alcune non sono altro che leggende metropolitane. La più celebre si sarebbe verificata quando il presentatore, rivolgendosi alla Longari che aveva fornito una risposta errata ad una domanda di ornitologia, avrebbe esclamato: «Ahi ahi ahi signora Longari, lei mi è caduta sull'uccello!» Al riguardo, in un'intervista Paolo Limiti ha confermato che la frase fu effettivamente pronunciata da Mike Bongiorno, anche se non fu rivolta alla Longari ma ad un'altra concorrente, aggiungendo che la gaffe era stata addirittura "preparata" dallo stesso presentatore dopo aver saputo che quella concorrente avrebbe risposto a domande di ornitologia[5][6]. In ogni caso, nelle puntate del quiz conservate negli archivi Rai non vi è traccia di quell'episodio riferito alla Longari.

Gioco in scatola[modifica | modifica wikitesto]

La Editrice Giochi produsse quattro edizioni da tavolo, aventi il seguente contenuto:

  • Un cronometro.
  • Un astuccio di colore arancione per inserire le schede del tabellone.
  • Trentasei cartoncini gialli numerati in serie da sei corrispondenti ai valori delle domande (da 10.000 a 60.000 lire), per coprire le caselle del tabellone.
  • Cinque schede bifacciali sulle quali sono raffigurati gli argomenti per giocare dieci partite al tabellone, divisi in sei materie (per ciascuna scheda 24 caselle illustrate, 6 caselle Jolly, 6 caselle Rischio).
  • Tre blocchi segnapunti.
  • Tre cicalini.
  • Una clessidra.
  • Una riproduzione plastificata degli occhiali di Mike Bongiorno.
  • Tre bustine argentate per inserire le domande preliminari e quelle del raddoppio.
  • Libretto con istruzioni, regolamento e 600 domande con relative risposte (150 per la fase preliminare, 240 per gli argomenti del tabellone, 60 per le caselle Rischio, 150 per la fase del raddoppio).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La versione di Mike, pag.207, Mondadori.
  2. ^ televideotelesoftware.rai.it
  3. ^ Fonte
  4. ^ Fonte
  5. ^ Limiti: così inventò la gaffe dell'uccello, ricerca.repubblica.it. URL consultato il 21 aprile 2016.
  6. ^ Biografia di Giuliana Longari a cura di Giorgio Dell'Arti

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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