Don Backy

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Don Backy
Don Backy in concerto al Palapartenope di Napoli nel 2010
Don Backy in concerto al Palapartenope di Napoli nel 2010
Nazionalità Italia Italia
Genere Pop
Rock
Periodo di attività 1960 – in attività
Etichetta Clan Celentano, Amico, CGD, RCA Italiana, Ciliegia Bianca
Album pubblicati 17
Studio 12
Live 1
Sito web

Don Backy, pseudonimo di Aldo Caponi (Santa Croce sull'Arno, 21 agosto 1939), è un cantautore, attore e pittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi[modifica | modifica wikitesto]

Aldo Caponi, prima di diventare Don Backy, lavora in una conceria di pellame a Santa Croce sull'Arno, coltivando la passione per la pittura, la recitazione e il rock. Riuscirà a realizzarsi in tutti e tre i campi.[1]

Inizia a suonare la chitarra da ragazzino, dopo aver visto al cinema, nel 1956, il film Senza tregua il rock and roll, in cui Bill Haley canta, accompagnato dal gruppo dei Comets, Rock Around the Clock: comincia quindi a cantare il genere con il gruppo dei Golden Boys (lavorando di giorno come impiegato in una conceria di pellami), usando il nome d'arte di Agaton e, ben presto, a comporre canzoni, finché nel 1960 incide il suo primo 45 giri, registrato a Roma e auto-prodotto, contenente le canzoni Volo lontano e Solo con te col nome di Agaton e i Pirati. È tuttavia lui stesso ad acquistare le 100 copie prodotte del disco.

Qualche mese dopo si reca a Torino, dove incide (questa volta con il gruppo Golden boys, che hanno mutato il nome in Kiss), il secondo 45 giri, ancora auto-prodotto, con un brano di Alberto Senesi, Bill Haley rock, e una versione di Non arrossire di Giorgio Gaber cantata a due voci, e ispirata allo stile degli Everly Brothers, con Alberto, il cantante e chitarrista del gruppo.

L'anno successivo scrive La storia di Frankie Ballan, una ballata ispirata alla storia di Franco, un suo amico scappato di casa con la sua ragazza Wally. La musica, assolutamente inusuale in quel periodo, ricorda molto le atmosfere western. Il giovane Aldo crede fino in fondo a questa canzone, si reca a Torino per inciderla in un terzo 45 giri auto-prodotto (questa volta il nome usato è Kleiner Agaton), riservando il lato B a Mi manchi tu, brano scritto a quattro mani con Alberto Senesi.

Il disco viene inviato a discografici e produttori. Il maestro Detto Mariano, all'epoca collaboratore di Alessandro Celentano (fratello di Adriano), ascolta il disco e lo segnala ad Adriano, che sta cercando nuovi artisti da lanciare per la sua casa discografica, il Clan Celentano, fondata proprio in quel periodo (marzo 1962) dopo la chiusura del contratto con la Jolly, ma Celentano boccia sia la canzone che il cantante. Detto Mariano non si arrende: dopo alcuni giorni quindi ripropone il disco all'ascolto di Adriano, ottenendone un secondo rifiuto. Solo la curiosità spinge Milena Cantù (all'epoca fidanzata di Celentano) a riascoltare il disco, rimanendone entusiasta. Adriano Celentano si convince allora dell'originalità del brano e del cantante e lo fa contattare dal fratello con una lettera raccomandata. Il ragazzo si presenta emozionatissimo a Milano e viene scritturato.

Ricky Gianco, Guidone e altri componenti del Clan decidono di cambiare il nome d'arte di Agaton e optano per Don Backy. La neonata etichetta discografica lo invia al primo Cantagiro con La storia di Frankie Ballan. Sulla facciata B del disco viene incisa Il Fuggiasco, nuova versione di Mi manchi tu con il testo riscritto da Luciano Beretta.

I primi successi[modifica | modifica wikitesto]

Il Cantagiro si conclude con Don Backy al settimo posto della classifica e il disco è l'unico, insieme a quello di Celentano, a riscuotere un buon successo di vendite[senza fonte]. I Fuggiaschi diventa il nome del suo gruppo.

L'anno successivo Don Backy partecipa alla seconda edizione della manifestazione con il brano Amico, cover di un brano di Burt Bacharach, riscuotendo anche in questo caso un lusinghiero successo di vendite[senza fonte]. Nello stesso anno, cantando La carità, facciata B di Amico, Don Backy e Celentano compaiono nei panni di due frati nel film Il monaco di Monza con Totò, per la regia di Sergio Corbucci.

Altro successo di quell'anno è l'irriverente Ho rimasto, che crea scandalo per l'errore grammaticale contenuto nel testo, seguito l'anno dopo da Io che giro il mondo (per il terzo anno di seguito al Cantagiro). Sempre nel 1964 recita nel film Super rapina a Milano, di cui ha scritto il soggetto insieme a Celentano: sul set di questo film conosce la giovane attrice Liliana Petralia, che diventerà sua moglie.

Don Backy scrive anche testi per altri autori del Clan: sulla musica di Stand by Me racconta la storia di una ragazza non vedente, e la canzone Pregherò che, diventa un grande successo di Celentano; per Ricky Gianco scrive il testo di Tu vedrai, sulla musica di Don't play that song.

Il 1964 è l'anno di Cara, seguita nel 1965 dal brano L'amore, giudicata da lui come la canzone che gli apre definitivamente il suo mondo di "cantainventore"[senza fonte].

Il 1966 è la volta di Serenata, brano dal testo ironico. Da quel momento I Fuggiaschi si staccano da lui per dedicarsi alla loro carriera autonoma, e Don Backy forma un altro gruppo, La Banda.

Nel 1967 è al Festival di Sanremo in coppia con Johnny Dorelli con una delle sue canzoni più celebri, L'immensità, ripresa subito da Mina, da Milva e da numerosi altri artisti nel tempo come i Negramaro, Francesco Renga, Gianna Nannini, Il Volo, Mónica Naranjo diventando un classico della musica italiana.

Con Poesia, nell'estate dello stesso anno, ottiene un altro grande successo, che viene inciso anche all'estero, tra gli altri, da Englebert Humperdinkh.

Sempre in quell'anno escono due film, I sette fratelli Cervi di Gianni Puccini e Banditi a Milano di Carlo Lizzani, e il libro Io che miro il tondo, pubblicato da Feltrinelli. Don Backy diventa così il primo cantautore ad aver pubblicato un romanzo.

Al quindicesimo Festival della Canzone Napoletana del 1967, presenta il brano, scritto da Salerno e Lombardi, E facimmoce a croce, eseguito in abbinamento con Ettore Lombardi.

La separazione dal Clan[modifica | modifica wikitesto]

Il cantautore toscano avrebbe dovuto partecipare al Festival di Sanremo 1968 con il suo brano Canzone, inizialmente proposta ad Ornella Vanoni, che però si invaghisce di un'altra sua canzone, Casa bianca, volendola a tutti i costi presentare al Festival. Don Backy non può però accontentarla, perché il regolamento di allora vietava a un compositore di presentare più di un brano. Il Clan trova l'escamotage di far presentare, contro la volontà dell'autore, la documentazione riguardante Casa bianca facendola firmare da un prestanome (Eligio La Valle), che accetta dietro compenso. La firma di Don Backy, viene dunque falsificata.[2]

Don Backy, già in polemica per la vicenda della mancata corresponsione delle royalties da parte di Celentano, decide di rompere i rapporti con il Clan. La vicenda prosegue in tribunale: Celentano denuncia Don Backy per aver rotto il contratto, e Don Backy a sua volta lo denuncia per royalties non pagate al 100% sui dischi realizzati con la sua collaborazione. Le versioni di questa vicenda sono divergenti, ma nel 1974, Celentano addiverrà a una transazione, considerate le prove inconfutabili presentate da Don Backy.[3]

In seguito, lo stesso Eligio La Valle impugnerà la paternità della parte musicale di Casa bianca: dopo ben nove gradi di giudizio, si giungerà alla decisione finale che vede la composizione del brano assegnata proprio al La Valle, senza che a Don Backy siano mai state accolte le prove testimoniali in suo favore, né sia mai stato convocato per essere interrogato.

Lo stesso Don Backy pubblicherà nel 2010, sul proprio sito[4], il motivo per il quale La Valle, figura tra gli autori di Casa bianca:

« Ovviamente - dal palcoscenico sanremese - i presentatori furono costretti a lanciare la canzone con autori La Valle/Don Backy, primo, perché - per loro - il documento, non presentava - formalmente - alcuna anomalia burocratica, o tecnica. Secondo, perché - qualora fossero stati nominati i veri autori - ci sarebbe stata la squalifica immediata della canzone stessa dalla gara, con conseguenze disastrose. Ecco come andarono le cose! Avallo la linearità incontestabile di questa esposizione dei fatti, pronunciando lo stesso giuramento (mia sponte) fatto davanti al giudice - dott. Vannicelli - (un giudice - purtroppo - non competente sulla causa, ma solo incaricato di sondare la possibilità di un accordo tra le parti. Accordo che io ho respinto) nell'udienza del 20/3/1996, Tribunale di Monza - rivolgendomi a un crocifisso alle spalle del magistrato: "GIURO solennemente davanti a Dio e agli uomini, e siccome potrei essere un ateo (ma non lo sono), lo giuro anche sulla testa di mio figlio, che la canzone Casa Bianca, è mia in toto, parole e musica!" Detto e La Valle presenti in quella stessa stanza con i loro legali, su mia sollecitazione - guarda caso - si rifiutarono di ripeterlo, sapendo forse che - fino a quel punto - si può scherzare coi fanti, ma non coi Santi, (figuriamoci col figlio di Dio).

Lettera finale:

‘Caro La Valle Eligio, il destino ti ha già punito facendoti attendere più di 30 anni, per arrivare a ottenere questo risultato, impedendoti di riuscire a farlo quando magari avresti potuto goderne. Adesso, persona di oltre 80 anni, sei finalmente riuscito ad ottenere qualcosa che non ti appartiene. ‘Godrai di frutti cospicui non tuoi e forse dentro di te riuscirai anche a gioire per essere riuscito in questa ‘bella impresa (cosa della quale - se hai una coscienza - io dubito), senza pensare alle sofferenze inflitte agli altri con il tuo agire guasto. Ma io vorrei poter chiedere a tua moglie o anche ai tuoi figli (se ne hai), se si sentono orgogliosi di cotanto marito e padre, ora che sanno la verità. Gli chiedano - guardandolo negli occhi - di giurare sulla loro testa, di aver scritto la musica di "Casa Bianca". Io invece, chiamo a testimoni i miei morti - che in quella casa vissero - che tutto ciò che ho detto, è la verità. Le bugie, ricadranno sulle teste di chi - falsi testimoni, avvocati di controparte e quant'altro - pur sapendo la verità (come pure Adriano Celentano), non ha speso una sola parola per affermarla. Sono certo però che ‘la farina del diavolo ti andrà tutta in crusca e questi denari - sottratti al legittimo proprietario - la mancanza dei quali magari avrà cambiato o forse cambierà il destino di famiglie e persone - saranno così maledetti, che certamente non potranno portare che sofferenze e drammi. Ai falsi, ipocriti e bugiardi, dedico questa memoria a loro imperitura vergogna!!! »

La sua Canzone sarà invece presentata al Festival proprio da Adriano Celentano che, vendicandosi di quello che lui reputa il tradimento di un amico, la canta con un tono distratto e svagato che non rende giustizia al brano, che nonostante ciò si classifica al 3º posto, grazie soprattutto all'interpretazione di Milva, mentre Casa bianca si classifica seconda. Il giorno successivo, il quotidiano La Notte titola in prima pagina: «Don Backy vince senza cantare».

L'artista toscano fonda prontamente una sua etichetta discografica, chiamandola Amico, dal titolo del suo primo successo, ma qualcuno vedrà in questo nome un riferimento ironico alla vicenda che lo vede contrapposto a Celentano. Il primo 45 giri esce con Canzone e, sul lato B, Casa bianca. Il Clan pubblica, invece, un altro 45 giri usando il provino che lo stesso Don Backy aveva registrato in precedenza, e tutto ciò, unito ai 45 giri incisi da Milva e Celentano, fa sì che nello stesso periodo ci siano ben 4 dischi con la stessa canzone: ma è la versione di Don Backy a risultare di gran lunga la più venduta, raggiungendo anche il primo posto della hit-parade.

La carriera continua[modifica | modifica wikitesto]

Don Backy sul palcoscenico di Canzonissima

Don Backy si rifà l'anno dopo con Un sorriso, in coppia con Milva, che vince la prima serata e si classifica terza al Festival di Sanremo 1969 riscuotendo un buon successo di vendite, che continua negli anni successivi con Cronaca nel 1970 e con Bianchi cristalli sereni, presentata al Festival nel 1971 (e di cui Claudio Baglioni inciderà una versione anche in spagnolo).

Nei primi anni settanta intensifica la carriera d'attore, prendendo parte a numerosi film di genere, di cui spesso cura anche le musiche, tra cui per Gian Luigi Polidoro in Satyricon e di nuovo con Lizzani per Barbagia; chiude nel frattempo la Amico e firma il nuovo contratto per la CGD, dove resta per due anni per poi passare alla RCA Italiana e infine, dopo altri due anni, fondare una sua nuova etichetta, la Ciliegia Bianca.

Nel 1971 propone a Mina Sognando, storia di un disagio mentale, che riscuote un grande successo nel 1976. La cantante inserisce in un 45 giri un altro brano di Don Backy, Nuda, che la radio censura per il testo. Nel 1981 la sua Importa niente diventa la sigla di Domenica in di quell'anno.

Altre attività di Don Backy[modifica | modifica wikitesto]

Con il passare degli anni Don Backy, allontanatosi dalle scene musicali, si dedica ad altre attività: nel 1980 ha pubblicato a fumetti L'Inferno, in 12 cerchi e 3.200 versi in quartine dalle rime alternate.

Nello stesso anno è stato protagonista della commedia musicale Teomedio di Fabio Storelli, e in Marco Polo, di Conte e Luzzati, per le quali ha scritto musiche e canzoni.

Nel 1984 ha disegnato Clanyricon, storia del Clan a fumetti (pubblicata però solo nel 2002).

Nel corso degli anni ha partecipato poi a vari programmi televisivi di revival musicale, come C'era una volta il festival e Una rotonda sul mare per Canale 5.

Nel 2000 compare in una scena del film Pane e tulipani, diretto da Silvio Soldini, nel ruolo di sé stesso, cantando il brano Frasi D'Amore del 1969.

Nel 2004, dopo anni di lontananza dal video, partecipa al reality show La talpa, ma viene eliminato alla prima puntata.

Nel 2006 tiene una serie di lezioni sulla musica per il progetto universitario Rai Nettuno, l'università a distanza.

Don Backy è l'autore della prefazione del libro del giornalista e scrittore Gian Carlo Padula, dal titolo Dio non è morto, l'altro volto di Francesco Guccini.

Il 16 febbraio 2009 Don Backy scatena una polemica al programma L'Arena a causa del proferimento in diretta di una bestemmia, che non è altro che un'imprecazione piuttosto comune di "Per Dio".

Il 16 maggio partecipa alla trasmissione Ti lascio una canzone in onda su Rai 1 duettando con Mario Scucces. Nello stesso periodo partecipa ad alcune puntate di MilleVoci, programma musicale di Gianni Turco.

Il 4 marzo 2010 partecipa alla trasmissione Gigi, questo sono io, di e con Gigi D'Alessio, cantando col cantautore napoletano L'immensità e Canzone.

Il 19 marzo 2010 partecipa alla trasmissione Ciak... si canta!, condotta da Pupo ed Emanuele Filiberto, cantando il brano Canzone. Nello stesso anno è nuovamente ospite nella trasmissione MilleVoci, di Gianni Turco, condotta da Gianni Nazzaro.

In questo periodo scrive nuove opere letterarie come Questa è la storia... (1955/1969) e Storia di altre storie... (1970/1980), contenenti materiale dedicato alla sua storia e alla sua carriera.

Nel 2011, prodotto dal figlio Emiliano, torna alla musica con un cofanetto dal titolo 50 anni di Mestiere delle Canzoni, che contiene un CD di brani inediti ed un DVD del concerto tenuto al Palapartenope di Napoli, più alcuni contenuti speciali quali il backstage della realizzazione del'opera, un'intervista all'interprete, ed il videoclip del brano Vent'anni.

Il 16 maggio 2014 ritira a Genova presso il FIM, la Fiera Internazionale della Musica, il FIM Award Premio Italia alla Carriera assegnato dalla CAPAM (Commissione Artistica per la Promozione dell'Arte e della Musica).[5] Durante l'evento si esibisce interpretando i suoi più grandi successi.

Discografia[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Partecipazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Ciao Ragazzi (Ciao Ragazzi, ACC-SP-25002, EP) con il brano Voglio dormire
  • Due treccioline con l'elastico (Clan Celentano, ACC 24033, 7") interpretato in coppia con Milena Cantù

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Opere letterarie[modifica | modifica wikitesto]

  • Io che miro il tondo, Feltrinelli, 1967
  • Cielo 'O Connors & Franz il Guercio, soci a Parigi, Leti, 1970
  • Radiografia a un pupazzo di neve, Giardini, 1974
  • L'Inferno, Gruppo Editoriale Lo Vecchio, 1985
  • C'era una volta il Clan (memorie di un juke box, '55-'69), Edizioni Ciliegia Bianca, Roma, 2001
  • Clanirycon, L'isola che c'è, 2002
  • Sognando, 2004 (libro + CD)
  • Questa è la storia... (1955/1969) Memorie di un juke box, Coniglio Editore, Roma, 2007
  • Storia di altre storie... (1970/1980) Memorie di un juke box, Ciliegia Bianca Editore, Roma, 2009

Premi[modifica | modifica wikitesto]

Ha la cittadinanza onoraria di Mojo Alcantara (ME)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Gigi Vesigna, Sorprese VIP, in Oggi, 5 giugno 2013, p. 74-80.
  2. ^ DON BACKYq-casa-biancala-verita-q | Alcune verità | notizie, su www.donbacky.it. URL consultato il 21 dicembre 2015.
  3. ^ Questa è la storia... (1955/1969) Memorie di un juke box, Coniglio Editore, Roma, 2007
  4. ^ Casa bianca… la verità | Don Backy
  5. ^ FIM Award 2014, ilsecoloxix.it.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Ernesto Bassignano e Felice Liperi "Don Backy", pagg. 575-576; Nicola Sisto "Celentano Adriano", pagg. 338-340; in Dizionario della canzone italiana (a cura di Gino Castaldo), Curcio Editore, 1990
  • Antonio Sciotti, Enciclopedia del Festival della Canzone Napoletana 1952-1981, ed. Luca Torre, 2011.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN8118445 · LCCN: (ENnb2008009992 · SBN: IT\ICCU\SBLV\048213 · GND: (DE115491414