Rugantino (film)

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Rugantino
Rugantino.png
Titolo originaleRugantino
Paese di produzioneItalia
Anno1973
Durata110 min
Generecommedia, drammatico
RegiaPasquale Festa Campanile
SoggettoPasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Garinei e Giovannini
SceneggiaturaPasquale Festa Campanile, Massimo Franciosa, Garinei e Giovannini
FotografiaGastone Di Giovanni
MontaggioMario Morra
MusicheArmando Trovajoli
ScenografiaGiancarlo Bartolini Salimbeni
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Rugantino è un film commedia del 1973 diretto da Pasquale Festa Campanile. Ambientato nella Roma del 1848, porta sul grande schermo il soggetto dell'omonimo musical di Garinei e Giovannini. Il protagonista è impersonato da Adriano Celentano, che recita in un romanesco contaminato dalla cadenza settentrionale dell'attore.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Nella Roma papalina del 1848, il venticinquenne Rugantino, spaccone, arrogante e avverso a qualsivoglia lavoro, vive di espedienti aiutato dalla fida Eusebia che egli spaccia per sua sorella. I due insieme ottengono vitto ed alloggio raggirando il Marchese Sacconi, un anziano prelato il quale, deceduto, non dona loro alcun lascito. Entra in scena la bella Rosetta, moglie del violento e ingelosito Gnecco Er Matriciano, croce e delizia di tutti i giovani romani, compreso Rugantino, il quale con degli amici scommette di sedurla prima della Sera dei Lanternoni. Il giovane, nonostante umilianti peripezie, riesce nell'intento ma finisce con l'innamorarsi della ragazza, tanto da non far menzione dell'impresa ai suoi compagni, per rispetto dell'amata; un contegno che presto viene meno a causa del suo carattere spaccone, ferendo così i sentimenti di lei.

Nel frattempo Gnecco, condannato all'esilio per aver ucciso uno spasimante di Rosetta, torna illegalmente a Roma e durante il carnevale viene pugnalato da un criminale sotto gli occhi di Rugantino accompagnato dalla nobile Marta Capitelli. Rugantino si fa trovare casualmente accanto al cadavere e quindi, per riscattarsi, si autoaccusa dell'omicidio, il cui movente sarebbe l'amore per Rosetta.

Imprigionato e condannato a morte, con Rosetta che si dichiara perdutamente innamorata, sale sul patibolo sostenendo la sua colpevolezza, dimostrando così di essere un vero uomo. Il boia Mastro Titta fa quindi giustizia uccidendo un Rugantino pianto, rispettato e ammirato da tutti o quasi.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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