Narciso Parigi

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Narciso Parigi
Narciso Parigi 1.jpg
NazionalitàItalia Italia
GenereMusica leggera
Periodo di attività musicale1944 – in attività
EtichettaCetra, Pathé, Capitol Records, EMI Italiana, Dischi Ricordi
Album pubblicati45
Studio45

Narciso Parigi (Campi Bisenzio, 29 novembre 1927) è un cantante e attore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Esponente di spicco della scuola degli stornellatori toscani a cavallo degli anni Quaranta e Cinquanta, è uno degli interpreti più amati dal pubblico radiofonico.

Debuttò a Radio Firenze nel 1944 sotto la direzione del maestro Ariani, affermandosi in breve tempo come "cantante della radio" con le varie orchestre RAI (quelle dirette da Guido Cergoli e Nello Segurini), e in particolare con la formazione di Francesco Ferrari, con la quale collaborò dal 1945 al 1965 (seguendola quando si trasferì a Roma nel 1948).

Il suo repertorio, inizialmente impostato su tipici stornelli o su brani dalla costruzione simile a quella delle stornellate, si apre progressivamente a un repertorio classicamente melodico. Nel 1955 partecipa al Festival di Sanremo con Incantatella in coppia con Claudio Villa e Ci ciu ci cantava un usignol, insieme Natalino Otto e i Radio Boys destinata a diventare un successo internazionale. Nel 1957 è tra i protagonisti di “Voci e volti della fortuna”, il programma radiotelevisivo precursore di “Canzonissima” e abbinato alla Lotteria di Capodanno. Nel 1960 in coppia con Luciano Rondinella vince il Festival internazionale di Firenze con Rondini fiorentine e nel 1962 torna sul palcoscenico sanremese con Vita, in coppia con Giorgio Consolini.

Considerato uno dei più popolari interpreti della canzone italiana degli anni Cinquanta si avvale di uno stile asciutto e sobrio che non abusa di abbellimenti e tenta di colpire direttamente l’attenzione dell’ascoltatore. Il merito è anche di una perfetta dizione e di una tecnica vocale particolare, acquisita proprio nella lunga esperienza di stornellatore, che lo porta a far emergere le sfumature della melodia lasciando che la voce scivoli via come si fa sui doppi sensi degli stornelli. Non canta soltanto stornelli, ma si cimenta con i motivi più in voga di quegli anni facendosi apprezzare per il modo spontaneo e coinvolgente che lo caratterizza.

Oltre ad aver dato un decisivo contributo alla canzone italiana con Angelina, Prigioniero d'un sogno, Tango del mare e Io t'ho incontrata a Napoli, Terra straniera, fu un punto di riferimento per il repertorio fiorentino e un simbolo del capoluogo toscano anche grazie all'inno O Fiorentina (1956).

Nel 1963 partecipa al Festival di Napoli insieme a Nunzio Gallo con il brano Annamaria classificandosi terzo. Alla stessa manifestazione presenta anche 'A stessa Maria accoppiato a Mario Abbate e 'A fenesta 'e rimpetto insieme a Maria Paris. Quest'ultimo brano, però, non viene inciso su disco.

Sposatosi con Fiorella Allegrini, nel 1957 divenne padre di Daniela, nel 1958 di Stefano Menotti e nel 1965 di Andrea.

Tra gli anni cinquanta e i primi sessanta prese parte a vari film come Terra straniera di Corbucci (1952) e Gagliardi e pupe di Montero (1958).

Numerosi i premi (come la Maschera d'oro nel '58) ricevuti per una carriera che lo impegnò a lungo, tra tournée e trasmissioni televisive, anche negli Stati Uniti. Dal 1996 al 2004 è ospite fisso nella trasmissione televisiva Ci vediamo in tv condotta da Paolo Limiti. Nel 2001 è ospite, con Carla Boni e Mario Trevi, alla trasmissione Mezzogiorno in famiglia. Il 25 marzo 2012 gli è stato conferito il Premio delle Arti Fiorentini nel Mondo 2011.

Pur avendo dimostrato, in particolare nel periodo in cui canta con l’Orchestra Ferrari, di cavarsela egregiamente anche con la canzone ritmica di derivazione jazz, Narciso Parigi si mantiene fedele alla canzone italiana classica. La sua scelta è destinata a non modificarsi neppure quando altri suoi colleghi, di fronte all’irrompere di nuove mode si adeguano. E quando in Italia la fedeltà alla melodia non è particolarmente apprezzata lui cerca fortuna fuori dai confini nazionali.

Il 29 novembre 2017, giorno dei suoi 90 anni, nella Sala della Musica della Fondazione Franco Zeffirelli, il sindaco di Firenze Dario Nardella conferisce a Narciso Parigi il “Fiorino d’Oro”.

Il 28 novembre 2018, nella Sala d’Arme di Palazzo Vecchio, Narciso Parigi investe ufficialmente il giovane cantante emergente Lorenzo Andreaggi passandogli il testimone come suo erede artistico e prosecutore della tradizione melodica fiorentina e italiana nel mondo, lanciando così il progetto discografico ideato da entrambi “Italia, America e ritorno”, CD con 16 brani scritti da Parigi e cantati da Andreaggi con la partecipazione di molti artisti tra cui Stefano Bollani, Fabio Armiliato, Alessandro Finazzo, Marco Bachi. Il disco, in uscita per il 2020, è finanziato dalla Fondazione ACF Fiorentina, prodotto da Sergio Salaorni di Larione 10 e curato dalla direzione artistica dello stesso Parigi.


Discografia[modifica | modifica wikitesto]

33 giri[modifica | modifica wikitesto]

EP[modifica | modifica wikitesto]

78 giri[modifica | modifica wikitesto]

45 giri[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AAVV, Dizionario della canzone italiana, a cura di Gino Castaldo, Armando Curcio Editore, Roma, 1990, alla voce "Parigi, Narciso" di Enzo Giannelli, pp. 1292-1293
  • Giovanni Ballerini, Narciso Parigi: Il senso della vita e della musica per un toscano d'altri tempi, Semper Editrice, Firenze, 2006, 305 pagine, ill. ISBN 9788888062259
  • Roberto Davide Papini, La storia della grande Fiorentina in 501 domande e risposte, Newton Compton Editori, Roma, 2019, alla voce "Parigi, Narciso", pp. 34, 94, 95, 126, 127, 198, 337


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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN32182018 · ISNI (EN0000 0000 5936 1231 · LCCN (ENno2006049606 · BNF (FRcb138356969 (data) · WorldCat Identities (ENno2006-049606