Adriano rock

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Adriano rock
ArtistaAdriano Celentano
Tipo albumStudio
Pubblicazionenovembre 1968
Durata25:45
Dischi1
Tracce10
GenerePop
Rock
Rock and roll
EtichettaClan Celentano
BF/LP 501
ProduttoreMiki Del Prete
ArrangiamentiNando de Luca
Registrazionemono
FormatiLP, MC, CD
Adriano Celentano - cronologia

Adriano rock è il quarto album studio di Adriano Celentano pubblicato su 33 giri dal Clan Celentano (catalogo BF/LP 501), etichetta discografica di proprietà dell'artista, nel 1968.[1][2]

Il disco[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la rottura con Don Backy e, di conseguenza, con Detto Mariano, Celentano si rivolge a Nando de Luca, già presente in alcuni brani del disco precedente, per gli arrangiamenti. Il maestro, oltre ad accompagnare con la sua orchestra, svolge un lavoro egregio, ma l'album risulterà comunque uno dei meno di successo e riusciti della carriera dell'artista.

Primo album con canzoni del tutto inedite, non come i precedenti che assomigliano piuttosto a delle raccolte di singoli già pubblicati. Lo conferma lo stesso Celentano in una delle 12 pagine del libretto inserito nella copertina apribile del 33 giri originale:[2]

«Cari amici è la prima volta che incido dieci canzoni nuove.
Se siete contenti ne inciderò altre 10 ...a Natale prossimo
...cosa? ...E va bé allora, se non siete contenti incidete
voi! ...vedremo quanti dischi venderete!»

Lo stesso messaggio costituisce anche la breve introduzione recitata al primo brano dell'album.

In realtà il disco contiene numerose cover, tra cui Non ci fate caso, Napoleone, il cowboy e lo zar e L'ora del boogie brani tratti dal repertorio originale di Bill Haley e il suo gruppo The Comets, un mito giovanile di Celentano.[3] I testi in italiano, che quasi sempre si discostano completamente dagli argomenti originali, sono tutti di Luciano Beretta e Miki Del Prete.[3]

La copertina del disco è divisa in due parti: in quella superiore vi sono alcuni disegni colorati con la parola "adriano" in stampatello minuscolo, in basso invece una foto in bianco e nero di Celentano tratta da uno spettacolo televisivo; in mezzo campeggia la parola "ROCK" in stampatello maiuscolo.

Ristampato dal Clan Celentano in stereofonia nel 1971 su LP e nel 1987 su Compact Disk (CDS 6071). Rimasterizzato in analogico su tutti i supporti, musicassetta compresa, nel 1991 (CD 9031 70192-2, LP 9031 70192-1, MC 9031 70192-4) e poi in digitale nel 2012 su CD (3259130004946).

Alla ristampa su CD del 1995 (SP 60802) è stata aggiunta la bonus track Ea, lato B del 45 giri pubblicato nel 1970, che vede come lato principale Chi non lavora non fa l'amore nella versione cantata da Claudia Mori.[4] Si tratta di una cover del brano Heya, scritto e inciso nel 1969 da J. J. Light, pseudonimo di James Michael Stallings.[5][6] Sempre nel 1970, è stata pubblicata da Celentano anche una versione in lingua tedesca, con titolo Heya e testo di Michael Holm.[7]

Brani e cover[modifica | modifica wikitesto]

  • L'attore
    Canzone autoironica che apre l'album, pubblicata sempre nel 1968 sull'unico singolo estratto (sul lato B La tana del re).[8] Vede la partecipazione, come coautore della musica, di Lorenzo Pilat, all'epoca cantante del Clan con lo pseudonimo Pilade. Unico pezzo del disco ad essere entrato nella memoria collettiva.
  • Non ci fate caso
    L'originale, scritto da Charles Calhoun[9] e intitolato Razzle-Dazzle compare in un singolo del 1955 di Bill Haley e il suo gruppo.[10]
  • Come farai
    Come nell'album precedente, anche in questo è presente una canzone cantata solo dalla moglie dell'artista, Claudia Mori.
  • Napoleone, il cowboy e lo zar
    Ironico brano sulla guerra, sarà reinciso nel 1991 con un nuovo testo, intitolato L'uomo di Bagdad, il cowboy e lo zar e inserito nell'album Il re degli ignoranti.[11] È la cover di Thirteen Women (And Only One Man in Town), un classico di Bill Haley,[12] re-interpretato anche dal gruppo The Renegades nel 1966.
  • Il grande sarto
    Riprende le tematiche religiose (il grande sarto è Dio); verrà reincisa l'anno successivo con il titolo La pelle e pubblicata come retro del singolo La storia di Serafino.[13]
  • L'ora del Boogie
    Altra cover da Bill Haley, tra gli autori originali figurano Johnny Grande e Billy Williamson, rispettivamente pianista e chitarrista della band The Comets, che accompagnava il celebre cantante rock.[14]
  • Il filo di Arianna
    Brano chiaramente derivato dal singolo Jeannie, Jeannie, Jeannie pubblicato nel 1958 dal cantante rockabilly statunitense Eddie Cochran, con la musica originale di George Motola e il testo della moglie di quest'ultimo June Page.[3]
  • Miseria nera
    Non può essere considerata una cover, piuttosto una canzone originale ispirata ad un blues tradizionale / canto di lavoro intitolato Sixteen Tons, reso celebre dai Platters con la voce solista di David Lynch. Nella versione italiana il testo affronta il tema della disoccupazione. Celentano, nel 1986, interpreterà una vera cover di questo brano, ma con un testo metaforico completamente diverso,[3] sarà inserita, con il titolo L'ascensore, nell'album I miei americani 2.

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

Le durate si riferiscono al CD.

1968 - LP originale, 1991 - CD

Lato A

  1. L'attore – 2:56 (testo: Luciano Beretta, Miki Del Prete – musica: Adriano Celentano, Pilade, Nando de Luca)
  2. Non ci fate caso (Razzle Dazzle) – 2:31 (testo: Luciano Beretta, Miki Del Prete – musica: Charles Calhoun,[9] Nomen[15])
  3. Claudia MoriCome farai – 2:45 (testo: Vito Pallavicini – musica: Gino Santercole, Nando de Luca)
  4. La tana del re – 2:07 (testo: Luciano Beretta, Miki Del Prete – musica: Gino Santercole, Nando de Luca)
  5. Tutto da mia madre – 2:38 (testo: Luciano Beretta, Miki Del Prete – musica: Gino Santercole / Winfield Scott[16][2])

Lato B

  1. Napoleone, il cowboy e lo zar (Thirteen Women (And Only One Man in Town)) – 2:45 (testo: Luciano Beretta, Miki Del Prete – musica: Dickie Thompson, Rusty Keefer)
  2. Il grande sarto – 3:09 (testo: Luciano Beretta, Miki Del Prete – musica: Gino Santercole, Nando de Luca)
  3. L'ora del Boogie (Birth of the Boogie) – 2:11 (testo: Luciano Beretta, Miki Del Prete – musica: Bill Haley, Johnny Grande, Billy Williamson)
  4. Il filo di Arianna (Jeannie, Jeannie, Jeannie) – 2:22 (testo: Luciano Beretta, Miki Del Prete – musica: Gino Santercole, Nando de Luca)
  5. Miseria nera – 2:21 (testo: Luciano Beretta, Miki Del Prete – musica: Gino Santercole, Nando de Luca)
Bonus track, 1995 - CD (SP 60802)
  1. Ea (Heya) – 3:46 (testo: Luciano Beretta, Miki Del Prete – musica: James Michael Stallings) – 1970

Durata totale: 29:31

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Adriano rock, in discografia album, sito ufficiale, Clan Celentano S.r.l. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  2. ^ a b c Adriano rock, su Discografia Nazionale della Canzone Italiana, ICBSA. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  3. ^ a b c d Adriano rock, in Lista delle cover, Musica & Memoria. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  4. ^ Ea, in discografia singoli, sito ufficiale, Clan Celentano S.r.l. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  5. ^ (EN) James Michael Stallings, su Discogs, Zink Media. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  6. ^ La grafia del titolo con il punto esclamativo fa riferimento all'album, senza al singolo, originale.
  7. ^ (EN) Heya, su Discogs, Zink Media. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  8. ^ L'attore, in discografia singoli, sito ufficiale, Clan Celentano S.r.l. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  9. ^ a b Pseudonimo di Jesse Albert Stone (1901-1999).
  10. ^ (EN) Razzle-Dazzle, su Discogs, Zink Media. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  11. ^ Il re degli ignoranti, in discografia album, sito ufficiale, Clan Celentano S.r.l. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  12. ^ (EN) Thirteen Women (And Only One Man in Town), su Discogs, Zink Media. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  13. ^ La pelle, in discografia singoli, sito ufficiale, Clan Celentano S.r.l. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  14. ^ (EN) Birth of the Boogie, su Discogs, Zink Media. URL consultato il 17 febbraio 2016.
  15. ^ Pseudonimo di Ettore Carrera.
  16. ^ Gino Santercole è accreditato come compositore di questa e di altre quattro canzoni, sull'undicesima pagina del libretto allegato al 33 giri originale. Il compositore americano Winfield Scott (1920-2015) compare invece come autore della musica in molte discografie (Fonte citata: Discoteca di Stato, idt=2199). Non è stato ancora appurato, se si tratti di una cover oppure no.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]